Cina: lo stato (ateo) uccide 5000 persone all’anno

L’85,6% del totale mondiale delle esecuzioni capitali si svolge in Cina. Quest’anno ne ha effettuate circa 5.000, come nel 2009. E’ il dato che emerge dal rapporto 2011 di ‘Nessuno tocchi Caino’, presentato in questi giorni a Roma.

Al secondo posto un altro stato con un’ideologia religiosa al potere, cioè l’Iran, con 546 esecuzioni. Le esecuzioni pubbliche sono aumentate anche in un altro Stato guidato ufficialmente dall’ateismo, cioè la Corea del Nord, che si colloca al terzo posto con 60 esecuzioni all’anno (per traffico di droga, fuga in Cina o in Corea del Sud ecc.). Il quotidiano La Stampa sostiene che le esecuzioni sarebbero aumentate nel tentativo di rafforzare il regime: Kim Jong-un, designato alla successione del padre Kim Jong-il, avrebbe richiesto “fucilazioni in tutto il Paese”.

In Europa c’è uno solo Stato con la pena di morte, cioè la Bielorussia, area ex comunista e anch’essa segnata dall’imposizione (ir)religiosa. La Russia invece, ex patria mondiale dell’ateismo, si sta impegnando ad abolire lentamente la pena di morte. Negli USA permangono ancora 46 esecuzioni capitali all’anno. Proprio in questi giorni invece a Panama è stata avanzata la proposta di introdurre la pena di morte per i casi d’omicidio. Come riferisce Radio Vaticana, i cattolici si sono subito schierati contro.

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