Secondo una metanalisi i cristiani vivono meglio e più a lungo

Un nuovo studio scientifico, intitolato “Health benefits of Christian faith”, indica che coloro che credono in Dio vivono generalmente una vita più sana, ma possono anche più frequentemente vivere 14 anni in più. Lo hanno rilevato ricercatori inglesi del Christian Medical Fellowship (un ente che riunisce 4350 medici e ricercatori e 980 studenti di medicina) attraverso una metanalisi (cioè lo studio di tutte le ricerche pubblicate su un certo argomento).

L’81% degli studi pubblicati dimostra che i cristiani affrontano meglio la malattia, recuperano più velocemente e sono maggiormente protetti da malattie future. I Drs. Bunn Alex e David Randall hanno dichiarato: «La ricerca pubblicata suggerisce che la fede è associata ad una maggiore durata della vita e a una vasta gamma di benefici per la salute. In particolare, la fede è associata ad una migliore salute mentale». L’analisi si è basata su più di 1.200 studi e 400 recensioni. Questi benefici sono riassumibili in: benessere psicofisico, felicità e soddisfazione di vita, speranza e ottimismo, scopo e significato nella vita, maggiore autostima, migliore adattamento al lutto, maggiore sostegno sociale e meno solitudine, tassi inferiori di depressione e più veloce recupero, tassi più bassi di suicidio, meno ansia, meno psicosi e meno tendenze psicotiche, tassi più bassi di alcol e droga, meno delinquenza e criminalità, maggiore e soddisfatta stabilità coniugale.

Il Rev. Ewan Aitken, della Chiesa di Scozia, ha commentato dicendo: «queste conclusioni sottolineano che l’esperienza religiosa è positiva. Se lo si vede in termini di atteggiamenti di vita e l’affronto delle difficoltà, penso che ci sia una chiara connessione tra la fede e la buona salute». La notizia è ripresa da Times of India e News.scotsman.

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20 commenti a Secondo una metanalisi i cristiani vivono meglio e più a lungo

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  1. Ingrid ha detto

    E’ evidente che la fede non vada misurata sui risultati benefici che essa da alla salute. Però è evidente un collegamento stretto ormai e al quale non si può rispondere con una scrollata di spalle. Domnada: l’uomo è nato per credere in Gesù Cristo?

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    • Laura ha detto in risposta a Ingrid

      Possiamo parlare di prova indiretta? Perché no?

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      • Matteo ha detto in risposta a Laura

        penso sia esagerato. Meditazione e preghiera oltre all’importanza che hanno nella fede sono delle forme di rilassamento, quindi è logico che riducano lo stress e aiutino a vivere meglio e di più.

        un credente nella preghiera trova conforto quindi logicamente guarisce prima, è più allegro, meno preoccupato etc..
        In generale chiunque, pur non credendo in Dio, può trarre benefici dal rilassarsi, magari non pregherà, ma si dedicherà alla meditazione. Probabilmente il credente ha l’ulteriore beneficio di essere convinto dell’esistenza di un Dio che lo ascolta e quindi è ancora più “tranquillo”.

        Si può dire che, al contrario, farsi carico di ogni problema/stress senza chiedere mai aiuto/rilassarsi per forza di cose accorci e ingrigisca la vita.

        Per questo non parlerei affatto di prova indiretta…mi pare fuori luogo in questo caso.

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        • Laura ha detto in risposta a Matteo

          Esistono studi che dimostrano che solo chi crede veramente in Dio ha dei benefici. E non chi viene fatto pregare senza convinzione. Inoltre non si parla di “rilassamento”, ma: “benessere psicofisico, felicità e soddisfazione di vita, speranza e ottimismo, scopo e significato nella vita, maggiore autostima, migliore adattamento al lutto, maggiore sostegno sociale e meno solitudine, tassi inferiori di depressione e più veloce recupero, tassi più bassi di suicidio, meno ansia, meno psicosi e meno tendenze psicotiche, tassi più bassi di alcol e droga, meno delinquenza e criminalità, maggiore e soddisfatta stabilità coniugale”. Mi sembra che tu stia riducendo troppo la questione.

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          • Matteo ha detto in risposta a Laura

            ok, hai ragione, da un punto di vista di motivazione\autostima\ottimismo etc etc la fede aiuta senza alcun dubbio. Una persona che non si sente in balia del caso e in corsa verso il nulla è naturalmente più felice e affronta meglio le difficoltà della vita. Però continuo a non capire come possa essere una prova indiretta..

            Cioè: assumendo già a priori l’esistenza di Dio, si può dire che la fede in Lui è naturale e fa star bene. Ma se non si assume a priori la Sua esistenza, la fede fa star bene solo perchè crea un ideale di salvezza e benessere, ma non dimostra, né fa intuire nulla.

            Quel che voglio dire è che da questi studi io capisco che la fede fa bene, ma non trovo nulla che possa essere una prova dell’esistenza del divino.

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            • Matteo ha detto in risposta a Matteo

              Aggiungo che religioni come il Buddhismo che prevedono una forte componente meditativa portano allo stesso modo il credente in uno stato di amore per tutto ciò che lo circonda.
              Eppure i fondamenti del Buddhismo sono molto differenti dalle altre religioni “maggiori”.

              Parlerei quindi di evidenza della necessità di curare la propria parte spirituale, ma non parlerei di prova indiretta.

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            • Laura ha detto in risposta a Matteo

              Quindi secondo te convincersi che l’Alfa Romeo è il senso della vita fa star meglio le persone? Mi sembra che tu stia sottostimando l’uomo….

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              • Matteo ha detto in risposta a Laura

                non capisco il tuo esempio sinceramente. Non capisco come si leghi al discorso che ho fatto io.

                Io a tutti gli effetti non dico nulla di più né nulla di meno rispetto a quanto è scritto alla fine dell’articolo : “..queste conclusioni sottolineano che l’esperienza religiosa è positiva. Se lo si vede in termini di atteggiamenti di vita e l’affronto delle difficoltà, penso che ci sia una chiara connessione tra la fede e la buona salute..” . Mi limito a non comprendere il tuo “Possiamo parlare di prova indiretta? Perché no?” .. non capisco dove sia presente la prova indiretta.

                Forse tu ritieni che il benessere che da la fede sia la prova che Dio esiste e che ci abbia predisposti alla fede; tuttavia lo trovo un ragionamento molto fumoso.

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                • Laura ha detto in risposta a Matteo

                  Quello che voglio dire è che non bisogna dare x scontato nulla. Credere a Babbo Natale non rende i benefici sopra descritti e nemmeno credere che la risposta alla vita venga da qualcosa immaginato da te. Perché solo la fede cristiana porta a questi risultati. Esistono studi del genere su campioni di musulmani o buddhisti? Se li conosci postali. Altrimenti non puoi dire che la meditazione, cioè uno sforzo personale, riesca a creare nell’uomo quelle caratteristiche sopra descritte.

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  2. Erik ha detto

    Ricordo che qualche mese fa alla fine di un articolo del genere era apparso un ragionamento interessante. Chi sceglie di non credere in Dio, perché è solo una scelta basata sull’emozione e sulla delusione momentanea, non solo vive una vita oggettivamente masochista (“tutto è nulla e senza valore reggente”) ma vive anche psicofisicamente peggio. Ricordo si citava il grande Pascal e la sua scommessa.

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  3. Biagio ha detto

    Insomma…la fonte è un pò tacciabile di essere “di parte”. Tuttavia confermo che esistono decine e decine di studi scientifici realizzati dai più importanti organi di ricerca (in particolare statunitense) che confermano il tutto.

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    • Flavio ha detto in risposta a Biagio

      E’ di parte? Si dal nome può essere. Tuttavia i risultati scientifici non dovrebbero essere valutati indipendentemente da chi li ha prodotti? Il dato scientifico lo si dimostra e una dimostrazione fatta da uno di parte o da uno non di parte ha lo stesso valore. Non si tratta di idee, per capirci…quindi parlare di “parte” nei risultati scientifici non è corretto.

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      • Rego ha detto in risposta a Flavio

        Quoto. Inoltre si tratta di una metanalisi, quindi è come se fosse il riassunto di studi già realizzati negli anni precedenti.

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  4. Davide 1 ha detto

    Solo noi, nati in una cultura ateista non siamo spinti ad una cosa naturalissima, la preghiera, essa non e’ solo ricerca di Dio, ma dona anche pace interiore, quindi riduce lo stress dato dalle preoccupazioni.
    Per la cultura atea e’ fonte di scandalo, non viene mai presa in considerazione.
    Tutti i grandi santi hanno pregato moltissimo e sono sempre stati sostenuti dalla preghiera (anche perche’, nella preghiera, Dio ti parla – provare per credere).
    Quindi: “la mia erdita’ e’: amate e fate amare la Madonna, Pregate e fate pregare il Rosario” (San Pio da Pietralcina).

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    • Matteo ha detto in risposta a Davide 1

      concordo. Preghiera e/o meditazione sono forme fantastiche di rilassamento che permettono di diminuire lo stress in modo sano. Diminuendo lo stress è logico che si vive molto meglio. Peccato che ci si scordi spesso dell’utilità del rilassarsi in modo “sano”.

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      • Davide 1 ha detto in risposta a Matteo

        In effetti anche il costo della preghiera, in termini economici e’ di circa 3,00 euro.
        1,50 euro – coroncina del rosario.
        1,50 euro – libretto con passi del vangelo e meditazioni.
        Poi bisogna trovare il tempo da dedicare.

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        • Larry SFX ha detto in risposta a Davide 1

          il mio costo è 1,50.
          perché un saggio mi ha fatto notare che per dire il rosario bastano le 10 dita per mano.

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          • Davide 1 ha detto in risposta a Larry SFX

            Ma … vuoi mettere la bellezza di sgranare la corona (quella metallica a dito), con la croce che indica il termine di ogni decina?.
            E’ scomoda quando preghi la coroncina della divina misericordia perche’ devi ricordarti quante decine hai pregato.
            (costa 0,50 euro e non si rompe mai!).

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