Nell’atea Cina arrestati i credenti che festeggiavano la Pasqua

La polizia cinese ha arrestato il 24 aprile 2011 circa 20-30 cristiani che si stavano recando alla celebrazione della Santa Pasqua organizzata dalla chiesa di Shouwang, nel quartiere di Zhongguancun, nell’area nordoccidentale di Pechino.

A riferirlo è l’agenzia Reuters e Radio Vaticana, le quali riferiscono che la comunità cristiana di Shouwang, non riconosciuta dal governo cinese, conta un migliaio di fedeli guidati dal pastore Jin Tianming e aveva annunciato che la celebrazione della Messa pasquale sarebbe avvenuta all’aperto, dopo aver ricevuto lo sfratto dai locali. Il governo, che persegue l’ateismo di Stato dal 1912 , ha infatti creato una chiesa cattolica staccata da Roma, per poter meglio eleggere e governare i vertici religiosi.

Nonostante l’oppressione però i cattolici dissidenti continuano ad aumentare, anche se mancano luoghi in cui poter stabile i fedeli, molti dei quali, per paura di ritorsioni, hanno scelto di pregare privatamente o in piccoli gruppi.

La Commissione USA sulla libertà religiosa ha esortato la Cina a non discriminare i membri della comunità cristiana e ha invitato a rispettare i diritti umani. E’ intervenuto anche il presidente Obama (cfr. Christian Post 22/4/11).

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