«Sono Luca, ero gay, ne sono veramente uscito e sono veramente discriminato»

Mica tutti i “coming out” sono graditi. Sulla pubblica confessione del 39enne Luca di Tolve (a cui pare si sia ispirata la canzone di Povia, durante Sanremo 2009 e vincitrice del “Premio Mogol”) di essere tornato eterosessuale, si è scatenato un finimondo, a confermare la violenza culturale che la lobby omosessuale ha creato. Coronato Mister Gay nel 1990, manager di successo, andava alle feste di Versace, era ospite a bordo dello yacht di Puff Daddy, organizzava crociere animate da drag queen e transessuali, versione omosex della Nave dell’amore. Guadagnava bene, viveva nel centro di Milano, girava con l’autista ed era anche un noto dirigente dell’Arcigay. Il Giornale aggiunge che fino ai 27 anni Luca viveva di «festini», di rapporti occasionali, consumati anche all’aperto, o come si dice in gergo di «cruising». Party notturni, alcol, sesso facile e promiscuo. Poi è arrivata la malattia, la sieropositività al virus Hiv, che ha fatto strage di omosessuali (Il Centers Disease Control ha mostrato che le diagnosi di HIV tra gli omosessuali attivi negli Stati Uniti sono 44 volte superiori a quelle degli altri uomini, Ultimissima 18/10/10).

SCOPRE LA TERAPIA DELLO PSICOLOGO NICOLOSI. Questo fatto drammatico lo porta a riflettere: «Si, credevo di essere io lo sfortunato che non trovava l’anima gemella. Poi mi sono reso conto che attorno a me tutto era impostato in modo frivolo, superficiale, che ero circondato da infelici, molti dei quali ossessionati dalla pornografia e dal sesso. E poi la morte: l’ho vista consumarsi negli amici attorno a me e alla fine ho dovuto farci i conti anch’io dopo aver scoperto di essere sieropositivo. Altro che gaiezza tra gli omosessuali – dice ricordando gli anni della trasgressione -. Dopo quelle nottate estreme, tra cocaina e popper, torni a casa con un carico emozionale enorme ma con un senso di solitudine infinito. E oggi pago con la mia salute il peso enorme di quei comportamenti». Dopo un ennesimo festino, «un amico stava preparando un esame di psicologia e ha dimenticato un mucchio di appunti sulla scrivania della mia stanza. Ho cominciato a leggere e ho scoperto della terapia riparativa dello psicologo Joseph Nicolosi. Gli appunti lasciati quella sera da un amico parlavano delle teorie di Nicolosi, del fatto che le pulsioni nei confronti dell’altro sesso spariscono se smetti di idolatrare gli uomini perché tu non riesci ad essere come loro, che l’omosessualità può nascere da un senso di rivalsa di un bimbo che vorrebbe avere più attenzioni da un padre assente».

CONVERSIONE AL CATTOLICESIMO. Così Luca si presenta alla libreria Babele di Milano, specializzata nelle tematiche gay: «Sono entrato in libreria ma il libro di Nicolosi non l’ho trovato. E lì ho capito che c’era una realtà che il mio mondo omosessuale cercava di tenere nascosta». Si incuriosisce e si indispone anche di fronte a queste teorie («insisto, ero un gay convinto, non è stato facile mettermi in discussione»), fino a che non decide di provare la terapia riparativa. Da quel momento l’inzio di una vita nuova e lentamente la ricostruzione di un’identità maschile ferita, negata, ma non scomparsa del tutto. Arriva anche la conversione al cattolicesimo a Medjugorje. Nel misterioso paesino jugoslavo, Luca incontra Teresa, che dal 2008 è sua moglie, «il dono più bello che la Madonna abbia voluto concedermi».

PERSEGUITATO DALL’ARCIGAY. Ma l’Aricgay non ci sta e ha avviato da due anni una campagna diffamatoria contro di lui. Tant’è vero che lo stesso Luca si è chiesto: «Perché se uno da etero passa a gay viene salutato come un eroe e se un omosessuale compie il percorso inverso viene tacciato di falsità e ipocrisia?» Anzi, «da quando ho dichiarato di aver chiuso con l’omosessualità mi sono trovato tutti contro. L’Arcigay e le altre associazioni di categoria mi guardano come a un rinnegato; gli opinion leaders che ne sostengono la causa mi ritengono un pericoloso grimaldello nelle mani degli atavici sostenitori della vecchia cultura retrograda e omofoba. Ho ricevuto minacce di morte, mi hanno denigrato pubblicamente giornalisti che non ho mai incontrato…». Minacce di morte, come quelle arrivate alla giornalista del Dailymail, Melanie Phillips, rea di aver avanzato una riflessione sull’iniziativa della lobby di aver inserito la cultura omosessuale in ogni materia scolastica affrontata nelle scuole inglesi (cfr. Ultimissima 4/3/11). Si difende dalle accuse: «Sono una persona in grado di intendere e di volere come lo ero quando ero un gay. La vera violenza è dire che è impossibile uscire dall’omosessualità. Basta con questa accusa di omofobia. Chi discrimina è chi pensa che gay si nasce. Non esiste certo un gene. La mia scelta ha richiesto coraggio, anche perché non ho dovuto lottare solamente contro le mie abitudini, praticare l’astinenza per un periodo, ma ho dovuto rinunciare anche ai privilegi di una società in cui essere gay è trendy, ti serve a trovare un lavoro più facilmente e a fare soldi più in fretta».

CHIEDE LA LIBERTA’ DI SCELTA. In questo clima oscurantista, a Luca non rimane che invocare la libertà di scelta, in un appello alla reciprocità che però non potrà mai essere preso in considerazione. Cadrebbe altrimenti «il dogma degli “omosessualisti” militanti», che suona «omosessuali si nasce e si rimane» e, per controbattere la definizione di “malati” riferita a chi prova tendenze omosessuali, postula una condizione nativa e genetica, quasi a creare un terzo sesso. Tutte distinzioni artificiose che -leggiamo in un articolo su Libero– ormai godono di una certa ufficialità anche nei consessi internazionali, dopo essere state accolte da qualche anno nel vocabolario politicamente ipercorretto delle Nazioni Unite. Al Palazzo di vetro di New York non si può più nemmeno parlare di due soli sessi, il maschile e il femminile, se non vi si aggiungono cinque generi, racchiusi nella sigla LGBTQ, che sta per lesbica, gay, bisessuale, transgender e queer. L’ultimo, il meno noto, coincide con l’identità di genere di chi cambia orientamento a seconda del desiderio del momento. Siccome si tende a riconoscere diritti a chiunque, si finisce per scambiare per una discriminazione la libertà di tornare all’eterosessualità abbandonando una delle altre categorie. Per questo Di Tolve lamenta che «il ministro della Salute e il ministro delle Pari Opportunità non sprecano una parola in questa direzione». Anzi, spendono il denaro pubblico per campagne di sensibilizzazione dalle quali sono esclusi i veri emarginati, gli omosessuali non gay, cioè coloro che non inalberano il vessillo arcobaleno per le loro rivendicazioni politiche.

NUOVO LIBRO IN USCITA. Luca ha fondato la onlus Lot, «per spronare i ragazzi dubbiosi a essere maschi fino in fondo». E spiega: «Odio gli omofobici, ma non sopporto nemmeno il messianesimo dell’Arcigay. Per loro l’omosessualità è quasi una conquista. Invece è una tendenza che si sviluppa a causa di traumi subiti durante l’età della crescita. Chi nasce maschio deve fare cose da maschio. Deve seguire la sua natura. I veri maschi entrano in una comunione profonda tra di loro, senza per questo avere rapporti sessuali. È l’amicizia virile che unisce. Io invece avevo solo legami superficiali, la passione erotica mi abbagliava, pensavo fosse quello il cameratismo che cercavo. Credevo che quella fosse la mia condizione, irreversibile. Ero un egocentrico, palestrato, schiavo dei locali notturni, ossessionato dai soldi, convinto di provare attrazione unicamente per i maschi e finito nel vortice del sesso compulsivo» (cfr. Adnkronos). E’ esplosa anche l’idea di scrivere un’autobiografia e la convinzione che come lui molti potrebbero «riscoprire la loro parte maschile, ma soprattutto smetterla di soffrire». In questi giorni è infatti uscito: “Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso” (Piemme 2011).

In questi video (girati in uno studio abbastanza improponibile e in un contesto eccessivamente mellifluo e denso di sacerdoti, come putroppo la maggioranza delle trasmissioni televisive cattoliche) Luca racconta la sua testimonianza. Ospite anche la psicologa Elena Spada, terapista della riabilitazione cognitiva ed esperta di disturbi specifici dell’apprendimento.

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69 commenti a «Sono Luca, ero gay, ne sono veramente uscito e sono veramente discriminato»

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  1. Matteo ha detto

    Ultimamente hanno fatto un’app per l’iphone che intende incoraggiare, educare ed equipaggiare i cristiani al fine di affrontare il problema dell’omosessualità con grazia e verità. Non appena è stata rilasciata questa applicazione è partita una petizione di raccolta firme per poter cancellare l’applicazione dalla App Store di Apple e sono arrivati a poco più di 30.000 firme. Per ora la Apple non ha voluto prendere posizione sulla faccenda e spero che mantenga l’applicazione, perché altrimenti non se ne può davvero più.

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  2. Enrico da Bergamo ha detto

    Il bello è come descrive l’ambiente onosessuale: frivolo, e votato al sesso non fecondo nelle sue modalità più strane ed assurde.

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    • Mandi ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

      Non credo sia un caso che qualunque omosessuale diventato minimamente pubblico è un isterico, superificiale e ridicolo: pensiamo a Busi, a quello del Grande Fratello (che nonostante fosse in una casa di idioti eterosessuali, era ancora peggio lui), a Platinette e a tutti i pagliacci del genere.

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  3. Enrico da Bergamo ha detto

    Inoltre ci si chiede perchè l’omosessualità è da sempre stigmatizzata in ogni societa basta leggere i racconti da dentro di chi ne è uscito.

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  4. Marelli33 ha detto

    A tutti quelli che sono infastiditi da questi articoli: smettete di imporci la vostra cultura omosessualista e sarete accettati meglio. Non lamentatevi se venite discriminati in ogni angolo del mondo se poi andate dai bambini a dirli che è bene che scelgano di essere omosessuali.

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  5. Immanuel ha detto

    Una testimonianza e un controesempio importante.
    Grazie Luca per il tuo coraggio!

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    • Phantom ha detto in risposta a Immanuel

      Occorre che escano fuori tutti!!!! Senza paura. E’ meglio farlo adesso che possono. Fra pochi anni ci sarà la galera per chi dice cose del genere.

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  6. Fedele Razio ha detto

    Sostenere le persone che scelgono di mettere in discussione la propria omosessualità deve essere fra gli obiettivi primari per il futuro di tutti coloro che sono interessati a difendere non solo la verità antropologica dell’essere umano ma anche la libertà e la democrazia.

    Le organizzazioni omosessuali sono spesso intrise di ideologia e pulsioni antidemocratiche, come dimostrano quanto sta accadendo in tutti i paesi in cui l’ideologia gay viene in qualche modo messa in dubbio, con reazioni rabbiose e spesso ai limiti della violenza (vedi ad esempio le dimostrazioni negli Stati Uniti, in cui i gruppi gay hanno tentato più volte di impedire a esponenti che non la pensano come loro di parlare in pubblico).

    E’ necessario che eterosessuali e omosessuali siano uniti, nell’opposizione all’ideologia gay, a difesa della libertà di ciascuno di essere ciò che realmente è, ciò che è inscritto nel proprio codice genetico e nella propria natura più intima e profonda.

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    • Credo ha detto in risposta a Fedele Razio

      Hai perfettamente ragione,l’ideologia omossesuale è diventata una specie di religione

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    • Luca Pavani ha detto in risposta a Fedele Razio

      Sono completamente d’accordo. Bisognerà dare sempre più spazio a queste coraggiosissime persone. Come si vuole instaurare la mentalità per cui cambiare sessualità è una cosa normale, tanto che anche i bambini dovrebbero farlo, allora altrettanto naturale dovrà diventare la concezione di tornare indietro, verso la naturale condizione sessuale, dando così signficato adeguato e pieno al proprio corpo e alla propria identità.

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  7. Credo ha detto

    Tutti devono avere diritto alla scelta,se ci accorgiamo che un determinato comportamento ci fa male dobbiamo cambiare. Se un omossesuale vuole diventare etero lo faccia e viceversa.

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    • Luca Pavani ha detto in risposta a Credo

      Attenzione però, altrimenti si cade nel relativismo. Non è che possiamo combiare a nostro piacere a seconda delle emozioni. Anche la vita stessa può essere vista come un male o una malattia per qualcuno. Quindi deve essere libero di suicidarsi? Assolutamente no, non esiste l’autodeterminazione per beni così importanti.

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      • Credo ha detto in risposta a Luca Pavani

        Male non in senso emotivo,ma che ci porta a compiere azioni riprovevoli e a fare male agli altri.

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        • Luca Pavani ha detto in risposta a Credo

          Non c’entra questo. Un omosessuale non fa un male ad un etero e viceversa. Io intendo dire che non bisogna chiamare “naturale” un passaggio che di naturale ha ben poco. Se partiamo ad esaminare il nostro corpo come natura ci ha fatto vediamo che, per quanto mi riguarda, mettermi la gonnellina rosa e il reggiseno ha ben poco di “naturale”.

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    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Credo

      Si ma chi ha comportamenti omosessuali dovrà prima o poi rendere conto a Dio, l’eterosessuale se compie atti sessuali nel matrimonio no.

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  8. Alby ha detto

    I commenti sono molto più interessanti dell’articolo. L’articolo lo conosciamo tutti, letta una testimonianza ex gay, dopo sono tutte uguali, visto che è praticamenbte la versione ufficiale che i “terapeuti” riparatori d’uomini diffondono. Prima si diffama il mondo gay, che è tutto “frivolo e superficiale”, poi si elencano i traumi infantili, e non c’è dubbio che ce ne siano, se uno è messo così male da ricorrere alla terapia Nicolosi per sentirsi a posto con se stesso, e su questo si imposta tutto il discorso. Quasi mai si parla della vita sessuale, che dovrebbe essere un argomento di importanza prioritaria trattandosi della sessualità umana, e invece si devia sulla religione, sulla spiritualità, sulla castità, sui figli eccetera. Insomma, si parla di sessualità, ma senza parlare di sesso. Come si faccia non si sa.
    Comunque Luca di Tolve lo vediamo spesso, e ogni tanto cambia versione sulla sua conversione sessuale… in qualche intervista dice che ha ancora pulsioni omosessuali tenute sotto controllo, in altre non ne ha più. Immagino dipenda dai dictat che riceve dall’alto, visto che cambiamenti del genere non avvengono in pochi mesi (mi spingerei a dire “non avvengono” tout court, ma mi sento di animo aperto oggi).
    Ora, Luca di Tolve era, quando seguiva le proprie tendenze omosessuali, una persona affetta probabilmente da grave dipendenza da sesso, un disturbo che colpisce omosessuali come eterosessuali. Ovviamente gli avrà fatto comodo, psicologicamente parlando, proiettare all’esterno il proprio problema: non era lui ad essere incapace di controllare gli impulsi, ma era colpa dell’omosessualità, questa specie di germe esterno che lo dominava. Rifiutarsi di riconoscerlo come parte di sé deve essere stato un modo semplice per non ammettere le proprie responsabilità nei suoi fallimenti sentimentali. Dissociato. Un esempio piuttosto tragico e malriuscito, però, visto che gli omosessuali, di solito, sono i più esperti del mondo a controllare gli impulsi, perché spesso ci sono costretti per vite intere. Proprio a ciò è dovuta l’esplosione che talora hanno questi istinti a lungo repressi, che portano anche a tendenze autodistruttive.
    Ora, se è sicuramente vero ed è colpevole da parte di alcune associzioni gay, che c’è la costruzione di una certa cultura gay (una parte, non tutta) fortemente legata al sesso, e d’altro canto del tutto ignobilmente FALSA l’equazione gay=frivolo/sessuomane/infelice; questo posso dirlo per esperienza personale, oltre che per letteratura scientifica. Ma alcuni la ritengono vera, senza tuttavia averla sperimentata fino in fondo. Quali sono le basi per cui una persona che non ha mai avuto esperienza del mondo gay in tutte le sue sfaccettature ritenga di poter sparare un giudizio così generale?
    1) Per come lo descrive un ex gay. Ma un ex gay di solito è pesantemente dissociato e ha un forte bias morale. Non venitemi a dire che Luca di Tolve era un fulgido esempio di omosessuale felice e well adjusted. Era fortemente egodistonico e chiaramente sessuomane, per sua ammissione. Ma se anche così non fosse, non si potrebbe assoluatemente pretendere che una persona sola sulla base di un’esperienza negativa possa dare un giudizio sul 5-10% della popolazione. Come se una prostituta potesse essere considerata il testimone ufficiale di cosa vuol dire essere eterosessuali: vuol dire essere infelici puttanieri che tradiscono la moglie, sessuomani, oppure prostitute. È ridicolo. Luca di Tolve ha avuto un’esperienza negativa, ed è colpa sua, per come la vedo io. Per quanto possa trovare comodo prendersela con l’omosessualità e coi gay, noi non lo subiamo in silenzio. Gli omosessuali non sono tutti così, e nemmeno la maggior parte.
    2) Per come appare in TV. E qui siamo al ridicolo, ma forse me ne accorgo solo io qui, perché io sono dentro al mondo gay VERO, non quello televisivo, mentre qui c’è una spiacevole tendenza a parlare delle cose per sentito dire. Busi è quanto meno eccentrico, e non parla a nome di nessuno. Platinette è un personaggio del tutto costruito, Maicol del GF è, a quanto dice ora, transessuale, non omosessuale. Comunque è alquanto macchiettistico e lontano dalla realtà gay di tutti i giorni. Quando si parla di omosessualità in TV purtroppo sembra che ci facciano vedere solo fenomeni da baraccone, ma ci sono anche personaggi come Gianni Vattimo e Tiziano Ferro che sono perfettamente ordinari nell’apparenza e morigerati nei comportamenti. Ovviamente ce ne scordiamo prima, proprio perché sono così ordinari, ma non ci si può dimenticare che la grande maggioranza degli omosessuali è perfettamente ordinaria. Basta conoscerla.

    Poi c’è il solito vecchio discorso dell’efficacia delle terapie riparative. Ora, al paese mio, se le più importanti associazioni mediche del mondo dicono che una terapia non funziona, io trovo che sia irresponsabile propinarla al pubblico. Ma quando si parla di omosessualità improvvisamente l’OMS non conta più nulla, e un povero reietto come Nicolosi diventa una specie di santo, mentre in patria non lo considera nessuno.
    La terapia riparativa funziona? Lo studio di Shidlo che ha approfondito l’argomento dice di no: nel 60% dei casi è priva di effetto e fa spesso anche dei danni psicologici (il che già basterebbe a scoraggiarne l’uso: una terapia che fallisce in 6 casi su 10 è una terapia fallimentare), mentre nel 30% dei casi cambia, di solito solo temporaneamente, i comportamenti sessuali, ma non l’orientamento.
    Ma possiamo anche prendere lo studio più famoso che i riparatori citano a proprio sostegno, Spitzer, 2003, per giungere a conclusioni anche più drastiche: il 60% dei maschi e il 40% delle femmine dello studio di Spitzer mostravano un “buon funzionamento” eterosessuale, ma il suo campione era già stato pesantemente preselezionato, cossicché quel 60% del campione, nella popolazione reale, rappresentava meno dell’1%. Una terapia che fallisce in 99 casi su 100 è un fallimento penoso, assoluto, specie visto che la terapia affermativa invece ha un altissimo tasso di successo e le due sono mutualmente esclusive. Spitzer stesso disse che riteneva che il cambiamento fosse da considerarsi una cosa del tutto inusuale (“pretty unusual”), e che non si poteva assolutamente dire sulla base del suo studio che l’eterosessualità fosse naturale e l’omosessualità una scelta. Sto parlando, attenzione, dell’UNICO studio serio e soggetto a peer review che i sostenitori delle terapie riparative portano a proprio SOSTEGNO. Direi che è un boomerang pauroso. Inoltre ci sono quei fenomeni noti come bisessualità e fluidità sessuale, che i riparatori e o sudio di Spitzer trascurano completamente. Ci sono persone che sono attratte da entrambi i sessi, anche se magari in loro prevale la componente omosessuale. Con un po’ di fatica e al costo probabile di una perdita di piacere, costoro possono decidere di privilegiare la componenete eterosessuale. In alcuni casi, poi, si verifica che l’orientamento sessuale vada definendosi col tempo, per cui una persona che prima si riteneva eterosessuale cambia idea, e viceversa. Nessuno nega che questo possa accadere, se uno è bisessuale o “fluido” buon per lui. Troverà facilmente un equilibrio in un senso o nell’altro. Ma se non lo è non deve assolutamente forzarsi né esere invitato a farlo, ed è da irresponsabili, quasi da criminali, proporgli una certa “terapia” sapendo che le probabilità che funzioni sono quasi nulle o nulle, e i sacrifici che comporta enormi.
    Fra l’altro, esiste forse una terapia per far diventare gay? No. Allora perché dovrebbe esistere una per far diventare etero? Cosa direbbero i cattolici se in tutta Italia ci fossero sedicenti medici che promettono agli eterosessuali di diventare gay? (e non credete che non lo farebbe nessuno: conosco un po’ di gente che sarebbe ben disposta… come il nostro Luca, è gente che è infelice perché non riesce ad avere una sana vita eterosessuale, e pensa che diventando omosessuale risolverebbe il problema. Non risolverebbe niente, ovviamente, perché non è quello il problema). E se si dicesse che i bambini che manifestino tracce di eterosessualità devono essere sottoposti a questa terapia se i genitori o essi stessi lo richiedono? Griderebbero alla frode, allo scandalo, al plagio del minore, alla violenza addirittura. E avrebbero ragione. Ma si tratta di frode, violenza, plagio e scandalo anche se la terapia promette di diventare etero.

    Saluti.

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    • Lucy ha detto in risposta a Alby

      Alby un commento ancora più diffamatorio di quanto faccia l’arcigay. Accuse a DI Tolve senza uno straccio di prova, diffamazioni verso tutti gli ex gay senza uno straccio di prova. Elogio della psicologia omosessuale senza uno straccio di prova. Un piccolo riconoscimento al terrorismo omosessuale e citazioni di risultati scientifici, come se ci fossimo dimenticati che anche l’eugenetica pochissimi anni fa era insegnata nelle migliori università del mondo. Pensa, fior fior di documentazioni scientfiche che sostenevano che chi avesse il cervello più piccolo aveva una capacità inferiore e tendenze criminali ecc.. poi da un giorno all’altro sparito tutto. La lobby omosessuale è così pontente che potrebbe finanziare queste ricerche a parer mio. Che d’altraparte lasciano il tempo che trovano.

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      • Invasateo ha detto in risposta a Lucy

        “Lobby Omosessuale”, non è un po’ da complottisti?

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      • Alby ha detto in risposta a Lucy

        È sparito il mio commento. Bene, lo riscrivo in forma più moderata: perché per dubitare del messaggio di Luca di Tolve, e farlo sulla base di dati scientifici, ricerche, esperienze personali e altre testimonianze, richiede “prove” (altre prove ancora? E quante ne volete?!), mentre per accusare la “lobby omosessuale”, l’OMS, l’APA, l’American Psychiatric Association, l’Ordine degli psicologi e, in definitiva, tutti gli omosessuali del mondo, di mentire e complottare per il male dell’umanità, invece le prove NON servono? Comodo quando le prove le devo portare solo io, ed è ancora più comodo se le mie prove ti riservi di ignorarle quando non ti piacciono.

        Quanto all’eugenetica, non era una vera scienza, ma semmai una falsa applicazione di teorie scientifiche che in parte erano esatte. Gli eugenetisti sbagliavano in quanto trascuravano l’assioma fondamentale che un uomo, bianco, nero, giallo, alto, basso o quello che vuoi, è innanzitutto un uomo. In quanto uomo, merita ascolto, considerazione, rispetto, non puoi studiarlo come un animale da laboratorio, misurarne il cranio e dissezionarlo e poi usare questi dati per tentare di mettere in dubbio l’evidenza più forte: è lì in piedi e ti sta parlando, quindi è uguale a te.
        Qui quello che si comporta come gli eugenetisti, quello che pensa che si possa trattare un gruppo umano immenso, variegato e bello come il mondo gay, come se fosse un formicaio da dare a fuoco, non sono io. I terapeuti riparativi sono gli eredi degli eugenetisti, non io.

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        • Luca Pavani ha detto in risposta a Alby

          Studiare la sessualità dell’uomo è una cosa difficilissima e la psicologia è molto labile e discontinua. Non mi sorprenderei se domani l’APA cambiasse idea come ha fatto tante altre volte. La scienza in questo campo aiuta molto poco. Sbaglio o non ho visto alcun riferimento nei tuoi commenti? Mi sembra di leggere solo e soltanto il tuo rispettoso pensiero. In minoranza, tra l’altro.

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  9. Nessuno ha detto

    Caro Ivasateo,

    io lavoro in un ufficio dove i gay sono parecchi e ti posso garantire che si sostengono a vicenda in un modo scandaloso. Fa carriera solo che è dei loro. Per gli altri nisba. E quando organizziamo eventi vengono chiamati come testimonial solo i loro o quelli che la pensano come loro

    P.S: Ma cosa sarebbe poi questa famosa cultura gay?

    Come la cultura della droga degli anni70?…

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    • Invasateo ha detto in risposta a Nessuno

      I favoristismi all’interno di un ufficio dimostrerebbero l’esistenza di una potente lobby in grado di influenzare le decisioni dell’OMS? Mah…

      Lo dico perchè ne ho sempre sentito parlare in questi termini.

      “Cultura gay” non ne ho idea, prova a chiedere all’arcigay

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      • Alby ha detto in risposta a Invasateo

        All’Arcigay ne abbiamo parlato più volte. In pratica quando parliamo di cultura gay parliamo dei riferimenti comuni in cui buona parte degli omosessuali provenienti da un determinato contesto si riconoscono. Non è niente di dogmatico o di vincolante, e in realtà, per la mia esperienza, non esiste una bandiera comune in grado di riunire tutti gli omosessuali. Eccetto, ovviamente, il desiderio di essere trattati alla pari degli etero.

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  10. Larry SFX ha detto

    ma io dico, se uno da gay è tornato etero che fastidio dà a questa gente qui?
    Avesse tuonato di obbligare tutti i gay a fare il suo stesso trattamento, ma ha soltanto raccontato la sua storia e gli vanno contro e gli vogliono chiudere la bocca!

    Il problema di base non è l’omosessualità, è la pansessualizzazione e la mercificazione del proprio corpo!

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    • Alby ha detto in risposta a Larry SFX

      No, il problema è l’immagine che dà degli omosessuali, per prima cosa, e per seconda cosa, il fatto che faccia credere che tutti gli omosessuali possano, schioccando le dita, diventare etero, e non c’è niente di più falso. Nessun omosessuale sceglie di esserlo, e moltissimi di loro all’inizio avrebbero cambiato, se avessero potuto. Alcuni ci hanno anche provato, e ne sono usciti messi peggio di prima. I cosiddetti ex-ex-gay, la cui esistenza, leggevo in un altro commento su questo blog, non prova nulla. Be’, certo, il fatto che il 60% e più degli ex-gay, fra i quali alcuni dei CAPI del movimento ex-gay, dopo diventino ex-ex-gay e lamentino i danni della “terapia” non vuol dire nulla, immagino.
      Forse alcuni omosessuali possono diventare eterosessuali. Io credo di no, ma sono neurobiologo, sono pronto ad ammettere che esistano al mondo delle eccezioni alla regola, delle stranezze. Ma di norma per gli omosessuali ciò non è possibile assolutamente, e andargli a dire che lo è al limite della frode. Oltre che molto crudele.

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      • AntiLobby ha detto in risposta a Alby

        Ma quando ti deciderai a provare quanto il tuo istinto omosessualista ti spinge a confabulare?

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        • Alby ha detto in risposta a AntiLobby

          Lo dice Spitzer, il vostro cavaliere sul bianco destriero, colui che ha dimostrato che “cambiare si può”. Solo che lui al contrario di voi si rese conto che, se, e dico SE, cambiare è possibile, si tratta di un evento rarissimo e che riguarda una ristrettissima minoranza di omosessuali, un numero così piccolo da non essere rilevabile statisticamente negli studi su larga scala e da dare adito a sospetti anche sulla sincerità degli intervistati. Non puoi cordinare un milione di omosessuali perché mentano dicendo di non essere malati di mente quando lo sono, ma è facile coordinare qualche decina di figuranti omofobi perché dicano di non essere più gay.
          E soprattutto, non sappiamo nemmeno se fossero davvero omosessuali o solo bisessuali, e non sappiamo neanche se con una terapia che li aiutasse ad accettare la propria omosessualità, invece di reprimerla, sarebbero stati ancora meglio (secondo me sì).
          Ho scelto volontariamente di analizzare lo studio scientifico che era più generoso nei confronti del movimento ex-gay. Ne tiro fuori altri? Vi assicuro che non sono neanche lontanamente così gentili nei confronti di questa frode.

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          • AntiLobby ha detto in risposta a Alby

            Solo e soltanto il tuo parere. Per me puoi esserti inventato tutto, come sospetto tu abbia fatto. Devi LINKARE le fonti che citi!!!!!! Ma ti ritieni solo omosessuale o anche razionalista? Comincio ad avere dubbi anche su questo…

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      • GattoPanceri ha detto in risposta a Alby

        L’immagine che viene data agli omosessuali è colpa degli omosessuali stessi. Ma si può una persona a 50 anni a ridursi come Aldo Busi o a girare per le città suonanando la trombetta con la tutina rosa e i coriandoli appiccicati sui capelli? Ma vi rendete conto di quanto è infantile e superficiale questa cultura? Quarantenni con la gonnellina e lo smalto argentato che sculettano per le discoteche…Gli omosessuali scelgono di esserlo, come si sceglie di ritornare eterosessuali. E’ dimostrato dall’esistenza di ex-gay non è dimostrato quanto sostieni tu, come tutte le altre frescate che racconti.

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        • Alby ha detto in risposta a GattoPanceri

          È sempre bello vedere come il dover portare prove è sempre a senso unico. Io le prove le porto, e sono addirittura ignorato. Voi non ritenete nemmeno di doverle portare.
          La cultura gay italiana, oltre a non rappresentare tutti i gay italiani, non corrisponde minimamente a quella che è la cultura gay nel resto del mondo. Quanti gay conosci, signor Panceri? In quante sedi Arcigay sei stato? Con quante persone hai chiacchierato? Quanti quarantenni hai visto che sculettano e portano la gonnellina, a parte Busi? E soprattutto, che c’è di male a sculettare e portare la gonnellina, se qualcuno lo fa?

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          • Lucy ha detto in risposta a Alby

            Prove vuol dire che i dati di cui tu parli deve esserci un riscontro fattuale e non puramente ipotizzato. Altrimenti dialoghiamo sulla realtà che hai in mente tu. Il fatto che padri di famiglia quarantenni lascino tutti e si mettano a sculettare con lo smalto argentato non fa male a nessuno. Il problema non è che una cosa faccia male. Anche un pedofilo che esprimere le sue idee non fa male a nessuno, se è per questo. Siete liberi di mettervi la tutina rosa e il leccalecca in bocca anche a sessant’anni per me, ma non pretendete che la gente possa accettare di rapportarsi e confrontarsi persone così. E’ un insulto alla razionalità umana, all’umanità in quanto tale.

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            • Alby ha detto in risposta a Lucy

              Riscontro fattuale? Sai come si fa uno studio del genere? Si va porta a porta (o telefono a telefono) a parlare con le persone in questione, si chiede loro cosa vivono, come stanno, cosa provano, e lo si mette per iscritto. Questo è uno studio scientifico. Cosa vuoi di più fattuale, una telecamera in stanza da letto?
              Per il resto, al di là del fatto che gli omosessuali che si comportano come dici tu sono solo un’appariscente minoranza. Ma anche se fosse, uno che ritenga che il diritto delle persone ad essere felici dipenda da come si vestono o da cosa mangiano non merita che io ci sprechi le mie parole.

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              • Lucy ha detto in risposta a Alby

                Devi portare dei link a ricerche scientifiche, non parole.

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                • Alby ha detto in risposta a Lucy

                  Chiariamo una bella cosina a te e ad Antilobby qua su: io non devo linkare proprio niente, io devo CITARE le fonti, in modo che siano rintracciabili. Poi, dato che io si dà il caso che abbia una vita, anche se non sembra, le ricerche ve le andate a trovare da soli mentre io penso a coltivare un po’ me stesso. Lo studio di Spitzer mi meraviglio che non lo conosciate, comunque basta andare su pubmed a fare una ricerca per trovarlo, basta cercare gli articoli pubblicati da Spitzer nel 2003 con tema “omosessualità”.
                  Qui, una sua analisi
                  http://www.religioustolerance.org/hom_spit3.htm
                  Per una bibliografia completa potete guardare qui:
                  http://www.apa.org/about/governance/council/policy/sexual-orientation.aspx
                  È una delle dichiarazioni ufficiali dell’American Psychological Association. È un buon riassunto, ma la cosa più di interesse è tutta la bibliografia. Alcune risorse citate le potete trovare su internet, per altre (come ad esempio per l’importante studio di Bell e Weinberg) la consultazione è molto più difficile.
                  In ogni caso non pensavo fosse necessario linkare queste cose, perché lo sanno tutti come la pensa la comunità scientifica sull’argomento. Di solito si grida subito al complotto, che sarebbe l’unica spiegazione (im)possibile per l’esistenza di un simile ammontare di evidenza scientifica in quella direzione, piuttosto che mettere in dubbio il fatto che la scienza dica questo.

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                  • Lucy ha detto in risposta a Alby

                    Carissima, non vedo perché debbano interessarmi gli uomini con gonnellina rosa, rossetto e reggiseno. Solitamente si andavano a vedere al circo, oggi invece qualcuno dice che siano persone mature, tanto da dover crescere dei figli ed educarli al loro stile di vita. L’APA oggi (ieri no, domani?) dichiara che l’omosessualità “non è disturbo psicologico”. Non l’ho mai messo in dubbio, non credo che si possa pensare a disturbi psicologici. Sono una fan di Testori e di Josse e non ho mai pensato una cosa del genere. Solitamente coloro che vengono accusati di essere “disturbati psicologicamente” siamo noi cristiani, ma questo è un altro discorso. Comunque dopo 6 righe si legge già che l’APA “è preoccupata per l’omofobia”. Quindi diciamo che è un’affermazione che serve molto a placare gli animi e coinvolta con la pressione sociale. Vediamo poi che la l’APA cita i lavori di Nicolosi. Infatti, ricordiamo che questo psicologo che pratica la teoria riparativa è membro dell’APA. Poi ovviamente dichiara che “l’attrazione per le persone dello stesso sesso è una normale e positiva variazione della sessualità umana”. Bisognerebbe capire cosa si intende per “normale” dato che la normalità nella storia è stato sempre l’opposto. La normalità sessuale vuole che l’ordine sia dettato dalla speicificità dei genitali a decidere chi è maschio e chi è femmina. Anche il “positivo” andrebbe specificato. La positività e l’obiettivo della riproduzione non è forse il mantenimento della specie? Se diventa positivo andare contro la procreazione mi sembra come l’uomo che taglia il ramo su cui è seduto. Ovviamente avranno poi specificato, ma leggo una certa ansia in queste dichiarazioni a voler stigmatizzare l’omofobia. Cioè sembra proprio che vogliano prendere posizione per dare un appoggio a una certa parte, questo almeno è lo spirito motivazionale che si legge. Inoltre vediamo che vengano citate ricerche degli anni ’40 e ’60. Mi sembra strano non ci siano studi più recenti sui quali basarsi.

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                  • Luca Pavani ha detto in risposta a Alby

                    Robert Spitzer, fra i più importanti psicologi del XX secolo, ha concluso che è possibile che un individuo altamente motivato possa tornare ad essere eterosessuale (anche se ciò probabilmente è molto raro). Fra gli ex omosex intervistati, ha concluso che il 66% degli uomini e il 44% delle donne era arrivato ad buon funzionamento eterosessuale, cioè intrapreso in una “costante, amorevole relazione eterosessuale, ottenendo abbastanza soddisfazione dal rapporto emotivo con il partner (7su10 come voto di soddisfazione), non avendo mai o comunque raramente pensieri di attrazione per persone dello stesso sesso”. Ovviamente Spitzer ha ricevuto ignobili pressioni dalla lobby. Si possono trovare i risultati sui principali quotidiani del mondo: http://abcnews.go.com/Health/Sex/story?id=117465&page=1.

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                • Invasateo ha detto in risposta a Lucy

                  http://www.apa.org/pi/lgbt/resources/therapeutic-response.pdf

                  Questo è un report del 2009, in cui vengono revisionate tutte le ricerche fatte in merito.

                  “The results of scientifically valid
                  research indicate that it is
                  unlikely that individuals will be
                  able to reduce same-sex sexual
                  attractions or increase other-sex
                  sexual attractions through SOCE”
                  (p.83)

                  Si afferma anche che le terapie riparative sembrano essere “poco sicure” perchè presentano effetti collaterali quali depressione, pensieri suicidarii etc…

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                  • Luca Pavani ha detto in risposta a Invasateo

                    “Sembrano essere poco sicure”….questo è il verdetto attuale? Mi ricordo di aver letto che alcuni eminenti scienziati avessero dichiarato che l’uomo “non sembra che non potrà mai volare” nel gennaio del 1903. Pochi mesi dopo i fratelli Wright sorvolarono per 15 secondi il cielo della Carolina del Nord. Ovviamente gli effetti collaterali si riscontrano in modo evidente anche nel mondo omosessuale. http://www.viaggioineuropa.it/olanda/amsterdam/amsterdam-sesso-droga-tulipani.html Abuso di droga, http://notiziegayit.blogspot.com/2009/04/infedelta-il-tradimento-sempre-piu.html livelli altissimi di infedeltà e tradimento; http://beta.gay.tv/articolo/1/8196/Droga–alcol–fumo-e-sesso–una-ricerca-indaga-i-vizi-del-matrimonio-gay Abuso di alcool, sesso e droga; http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_02/conduttore-bbc-trovato-morto_20f21a32-25c7-11df-9cde-00144f02aabe.shtml Giochi autoerotici suicidi ecc… Questa “poca sicurezza” verso le terapie riparative dovrebbe perlomeno farvi avere più prudenza quando insultate e diffamate gli psichiatri che praticano la terapia riparativa (sappiamo tutti che ce ne sono centinaia che non lo dichiarano ma la pratico comunque). Molti dei quali membri dell’American Psychological Association…

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                    • Invasateo ha detto in risposta a Luca Pavani

                      “Quando insultate e diffamate gli psichiatri”, perchè parli al plurale? Non puoi essere più specifico?
                      Ho riportato semplicemente i risultati di una revisione dell’intera letteratura “peer reviewed” relativa ai SOCE, commissionata dall’American Psychological Association.
                      Le fatidiche “prove” richieste da Lucy: è questa la diffamazione?
                      (gli 83 studi pro/contro sono elencati alla fine)

                      Allo stato attuale le terapie riparative si sono rivelate inefficaci, perchè non “guariscono” un bel niente ed inappropriate perchè fanno pure danni.

                      I fratelli Wright dimostrarono che i detrattori si sbagliavano, l’aereo di Nicolosi sembra invece essersi schiantato al suolo 😉

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                    • Luca Pavani ha detto in risposta a Invasateo

                      “l’aereo di Nicolosi sembra invece essersi schiantato al suolo”. Questa è diffamazione. Nicolosi è membro effettivo dell’APA e non è certo l’unico terapista che fa questi tipi di interventi. Sappiamo benissimo che anche in Italia è pieno (c’è un indagine fatta da omosessuali, la si trova sul web). Resta il fatto che Nicolosi ha scritto un volume in cui raccoglie tutti i casi “guariti”, come il nostro Di Tolve. Tu, oltre a diffamare il suo lavoro, implicitamente dichiari che Di Tolve è ancora un omosessuale, come tutti gli altri ex-gay. Mi semrba un ragionamento degno di una persona abbastanza frutrata che deve difendere ferocemente una categoria a tutti i costi. Ricordo, come ho già scritto, che lo psicologo più influente del XX secolo ha dichiarato che gli omosessuali possono uscire da questo stato se sono molto motivati. I fratelli Wright dimostrano solo l’incapacità della scienza di una dichiarazione perennemente vera, come d’altraparte ha fatto Popper. L’eugenetica lo dimostra, come anche la storia della criminologia (si vedea Cesare Lombroso ecc..).

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                  • Luca Pavani ha detto in risposta a Invasateo

                    Robert Spitzer, fra i più importanti psicologi del XX secolo, ha concluso che è possibile che un individuo altamente motivato possa tornare ad essere eterosessuale (anche se ciò probabilmente è molto raro). Fra gli ex omosex intervistati, ha concluso che il 66% degli uomini e il 44% delle donne era arrivato ad buon funzionamento eterosessuale, cioè intrapreso in una “costante, amorevole relazione eterosessuale, ottenendo abbastanza soddisfazione dal rapporto emotivo con il partner (7su10 come voto di soddisfazione), non avendo mai o comunque raramente pensieri di attrazione per persone dello stesso sesso”. Ovviamente Spitzer ha ricevuto ignobili pressioni dalla lobby. Si possono trovare i risultati sui principali quotidiani del mondo: http://abcnews.go.com/Health/Sex/story?id=117465&page=1.

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  11. Sara ha detto

    Proprio sin dall’inizio, riga 4, cito: “essere TORNATO eterosessuale”. Ecco: tutte le altre righe sono sprecate, perché quella sola frase è in grado di invalidare l’articolo. Come se l’omosessualità non fosse un’altra sessualità, ma una seconda sessualità. Anzi, nemmeno una sessualità. Vergogna. Gli ex-gay come Luca sono sì carnefici, perché portano un esempio dannoso facendolo passare per qualcosa di benefico e lo “legalizzano”, ma prima ancora sono vittime. Vergogna.

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    • Lucy ha detto in risposta a Sara

      Faccio veramente fatica a capire il tuo ragionamento…non ti sei accorta che parti tu da un assioma sbagliato? Dicie che Luca è un carnefice perché ha sperimentato cosa significhi essere omosessuale e lo dice agli altri. Una sua opinione ed è un carnefice? Questa è la violenza omosessuale che non vi permetterà mai di essere accettati da nessuna parte se non imponendovi con la forza. Sappiamo bene però che nulla viene accolto se è imposto. Lasciate in pace questa gente, hanno opinioni sulla loro vita e ne sanno più di te sicuramente. E più insistete e più noi gli daremo spazio!

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    • Alby ha detto in risposta a Sara

      No, purtroppo questo non è un carnefice. Io l’ho sempre visto come una vittima, strumentalizzata dalla propaganda omofobica.

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      • AntiLobby ha detto in risposta a Alby

        Ma quanto vi da fastidio che un uomo solo possa smascherare il vostro vizio? Ma perché non lo lasciate stare e sfogate in altro modo le vostre pulsioni?

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  12. Bob ha detto

    Non capisco cosa ci sia di scandaloso o dannoso nel ricondurre la propria sessualità alla piena corrispondenza con la propria identità corporea, che non si sceglie, ma viene imposta dalla casualità biologica.
    Davanti ad un neonato da parecchie decine di migliaia di anni ci si chiede “E’ maschio o femmina?” (da qualche anno in qua anche prima, mentre è in pancia).
    Non ho mai sentito nessuno dire “chissà che sesso sceglierà…”
    ci sarà un motivo

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    • Mandi ha detto in risposta a Bob

      Tu lo sai che ora Bob riceverai minacce personali per questo ragionamento così lineare e semplice? Mi porto avanti e ti dico che ti sono vicino!!

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  13. EUSTACHIO79 ha detto

    Nell’ultimo commento che mi è stato cancellato avevo forse esagerando offendendo luca di tolve… li è stata colpa mia, perchè mi sono fatto lasciare prendere dalla rabbia…

    ci ho riflettuto, la verità è che Luca di Tolve è solo una persona che ha sofferto, perchè di sicuro essere gay negli anni 80′ non è come esserlo ora…

    la cosa che mi ha fatto incazzare e che mi fà ancora incazzare è che ci sia tanta gente che usa la sua sofferenza e quella di tante altre persone per portare avanti dei discorsi ideologici sull’omosessualità e sulla famiglia…

    Io sono del’idea che ognuno deve essere libero di vivere come vuole, e di non offendere o cmq impedire la felicità di altri… se Luca è felice cosi son contento per lui, ma non dovrebbe insultare chi invece ha scelto altre strade…. non è giusto….

    esiste anche un razzismo al contrario, ovvero quello dei gay nei confronti di alcuni etero… ma questo è un meccanismo di difesa… perchè si sentono attaccati e hanno paura che gli venga portato via tutta la libertà e la consapevolezza che hanno acquisito e faticosamente conquistato nella loro vita….

    vi chiedo di affrontare il discorso dell’omosessualità senza ideologismi e di rispettare e non insultare chi ha trovato la felicità con una via diversa da quella del povero Luca di Tolve…..con il quale forse nel commento precedente sono stato un pò troppo cattivo…

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    • EnricoBai ha detto in risposta a EUSTACHIO79

      In realtà non dovrebbe farti incazzare la gente che parla della sua vita ed esprime opinioni. Non mi sembra che sia indagato o che abbia commesso un reato. Quindi credo che tu debba imparare ad accettare anche le cose che ti danno fastidio. Nonostante i tentativi di mostrare Luca di Tolve come un pazzo criminale, attratto ancora dai gay, pervertito, instabile mentale e tutte le offese che vi possono venire in mente, la realtà ci dice che è sposato ed è contento del suo cambiamento. Non ho mai letto insulti, quando parla lo fa per persona informata dai fatti. Racconta la sua esperienza ma non mi pare voglia imporre l’idea che tutti gli omosessuali siano come era lui. Parla in modo generale come io posso parlare in generale della categoria degli uomini maschi, senza voler essere il loro portavoce ufficiale. Ognuno deve essere libero, come dici tu, di tornare ad essere eterosessuale senza alcuna pressione sociale. Io personalmente non sono contro gli omosessuali, credo che la Chiesa -come ha raccontato Vendola- sia la prima a porte chiuse ad accogliere e ad assistere queste persone. Io sono contro l’omosessualismo, cioè quell’imposizione della cultura e dei valori omosessuali, così violenta da destabilizzare il concetto naturale di famiglia (che è la cellula portate della società). Inoltre comincio a irritarmi, non quando loro praticano -sono liberissimi di farlo- i loro rapporti promiscui, ma quando pretendono di adottare dei bambini, violentando il loro naturale bisogno di una figura femminile e maschile. A quel punto io non ci sto più.

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  14. Cattolicidimmerda ha detto

    Ma andatevene a fanculo cattolici di merda…vi venisse un cancro porca troia siete il male di questa società. L’avete fondata con le vostre ideologie di merda…dovete bruciare all’inferno porcatroia.
    Cazzo difendete la vostra fede??cazzo vi battete per ideologie di altre persone che NON SONO DIO…ma che cazzo fate??!!!!fosse per me v’impiccherei tutti perché volete imporre le vostre ideologie sugli altri!Siete degli sfigati, lasciateci vivere zio cane!

    Fiero di essere omosessuale a antireligioso…sìsì dite pure tutto quel cazzo che vi va…che io sono un pessimo esempio o “visto come si comportano gli omosessuali?”
    L’unica cosa che voi dovete capire è la rabbia che nutriamo verso lobbi come le vostre. Forse sentendo sulla propria pelle che qualcuno vi odia assurdamente magari capireste che non esistono malattie ma solo persone che pensano che esista una normalità e vogliono che tutti la rispettino!
    Vi giuro che vi sparerei un colpo in testa ad ognuno così imparate a vietare alle altre persone di vivere come vorrebbero.

    MORITE CATTOLICI DI MERDA. MORITE CAZZOOOO!!!!!CAZZO VIETATE LE COPPIE DI FATTO….cazzo v’intromettete nella vita degli altri, chi cazzo vi vuole???!!!DIFENDETE LA VOSTRA FEDE PERCHE’ PENSATE CHE QUESTA SIA UNA VITA DESTINATA AD ESSERE DI MERDA, quindi sperate che poi andate in un posto migliore se vi comportate bene….non fate NULLA per capire le cose e migliorare la vostra vita, aspettate “il domani”….per questo dovreste stare zitti 100 volte…1000 volte. Aspettate la morte????allora morite, cazzo me ne frega???ma non venite a spaccare il cazzo ai gay…perché prima o poi arriva fuori qualcuno che gli tira il culo e vi fa fuori tutti.

    P.S.
    Il caro Luca è uno sfigato di prima categoria che non si è mai chiesto nulla di se stesso…e al primo pensiero di morte si è convertito al cattolicesimo cercando di far tacere così la sua paura punto.Ignoranti di merda.

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    • Lucy ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      Ricordo che l’American Psychological Association (APA) sostiene che queste sono persone assolutamente sane.

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    • Luca Pavani ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      «Il caro Luca è uno sfigato di prima categoria», avverto che sto inviando a Luca di Tolve e alla sua associazione tutti gli insulti che sono stati fatti dagli adepti della lobby omosessuale. Se volesse sporgere denuncia sono convinto che gli amministratori sarebbero disposti a comunicare l’indirizzo IP dei soggetti intolleranti.

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    • Armenia ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      «vi venisse un cancro», «siete il male di questa società», «dovete bruciare», «v’impiccherei tutti», «siete degli sfigati», «vi sparerei un colpo in testa ad ognuno», «morite cattolici di merda, morite cazzo», «allora morite, cazzo me ne frega???», «prima o poi arriva fuori qualcuno e vi fa fuori tutti», «ignoranti di merda».

      Credo ci siano tutti gli estremi per una querela per ripetute minacce di morte e offesse a sfondo religioso. Se gli amministratori volessero comunicarmi l’indirizzo IP di questa persona, sono intenzionata ad agire per vie legali assieme alla mia associazione. Potete scrivermelo a armeniadiseri@libero.it

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      • asdrubale ha detto in risposta a Armenia

        Mi associo anch’io… in caso di querela contro questo pazzo delinquente vorrei fare anch’io la mia parte. Certi rifiuti umani sono pericolosi, vanno messi sotto chiave.

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    • Samba ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      Interessante il giudizio del nostro amico omosessuale. Credo che ci confermi, come si è accorto anche lui, che i casi di equilibrio e compostezza all’interno dell’omosessualità siano veramente rari. Aldo Busi dice le stesse cose con la stessa violenza, per non parlare di Grillini e di tanti, troppi omosessuali e difensori della lobby. Le minacce di morte somigliano particolarmente al pensiero che Hitler aveva verso gli ebrei. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che esistono studi storici che provano che la maggior parte delle S.S. erano composte da omosessuali e anche Hitler stesso era gay: http://www.dittatori.it/hitleromosessuale.htm

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      • Next ha detto in risposta a Samba

        In realtà Himmler stesso, nel suo celebre discorso del 17/18 febbraio 1937, raccontò che le S.S. erano così mascolinizzate da veder la presenza al loro interno di moltissimi soldati omosessuali. Ovviamente lo disse, somigliando molto al nostro amico qui sopra, prima di dichiarare: «Sono convinto che gli imperatori romani, che hanno sterminato i primi cristiani, hanno agito esattamente come noi con i comunisti. A quell’epoca i cristiani erano la peggior feccia delle grandi città, i peggiori ebrei, i peggiori bloscevichi che vi possiate immaginare. Il bolscevico di quell’epoca ha avuto il coraggio di crescere sul cadavere di Roma. Il clero di quella Chiesa cristiana ha sottomesso la Chiesa ariana dopo lotte infinite» (da M. Consoli, “Homocaust”, Kaos edizioni 1991).

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      • asdrubale ha detto in risposta a Samba

        Allora la quesrela suddetta andrebbe estesa anche all’Arcigay e lobby simili. Qualche legale o qualche associazione di buona volontà potrebbe gentilmente provvedere???

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    • RiroManilo ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      Mi dissocio completamente da quanto detto da questo pazzo. Non si accorge che la sua mentalità gioca a favore di coloro che reputano gli omosessuali dei pazzi squilibrati figli di disturbi comportamentali causati da mancanze/eccessi affettivi in fase adolescenziale? Che vergogna!

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    • The new Torquemada ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      Per cattolici….

      Il tuo comportamento ti qualifica da solo. Sei psichicamente instabile. Curati.

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    • Azariel ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      Noi cattolici non saremo perfetti, ognuno ha le sue colpe, io per prima, ma tutta la rabbia che covi dentro di te non ti farà certo bene. Hai scritto solo una caterva di insulti, rovesciando odio su tutti. Credi forse che questo ti farà star meglio? Comportarti così ti fa fare solo una pessima figura.

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    • Algophagitis-IV ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.” (Mt 5, 11-12)
      Grazie per gli insulti. Il vero insulto però lo fai a te stesso pensando che lo scopo della tua vita sia farti sodomizzare.

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    • Michele Denaro ha detto in risposta a Cattolicidimmerda

      Può una persona soddisfatta e lieta della vita esprimersi così? Se uno ha trovato la sua strada dovrebbe gioire e quantomeno ignorare le critiche degli altri, oppure rispondere -magari con vivacità- ma con letizia, forte della sua esperienza veritiera. Dov’è il gusto verso la vita? Ti sei emancipato/a dal cristianesimo e ora? Cos’hai guadagnato? Quanto hai perduto? Sei una persona libera adesso? Ma -come direbbe Vasco Rossi- libera da che cosa? Noi possiamo anche morire tutti con i tuoi colpi di pistola, ma la tua umanità e dignità in quanto uomo, ha già subito una morte mille volte peggiore.

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