Nottingham University: «pillola giorno dopo aumenta diffusione malattie sessuali»

Offrire la pillola del giorno gratuitamente ha ridotto minimamente il numero di gravidanze in età adolescenziale e può essere associato ad un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili (IST). Lo dichiarano alcuni esperti dell’Università di Nottingham e la notizia è ripresa dai più importanti siti di divulgazione scientifica, come Sciencedaily. David Paton e Sourafel Girma hanno utilizzato i dati delle autorità sanitarie per studiare l’impatto che l’introduzione dei regimi governativi per il controllo delle nascite come, -per l’appunto- la diffusione gratuita della “pillola del giorno dopo”, hanno avuto sui tassi di concepimento e la diagnosi delle malattie sessualmente trasmissibili tra i minori di 18 anni. Le loro scoperte mostrano che, in media, nelle aree operative in cui sono state fornite precauzioni anticoncezionali, si è verificato un aumento complessivo del 5% del tasso di malattie sessualmente trasmissibili tra le adolescenti (il 12% sotto i 16 anni).  La principale strategia del governo per invertire il fenomeno delle adolescenze adolescenziali, è stata quella di dare libero accesso alla contraccezione d’emergenza alle ragazze con un età inferiore ai 16 anni. Ma ora questa ricerca ha sentenziato il fallimento di questa politica. Già nel 2007 era emerso uno studio che dimostrava alcuna significativa diminuzione delle gravidanze indesiderate o dei tassi di aborto. I ricercatori della Nottingham University ipotizzano che la diffusione della contraccezione d’emergenza porti gli adolescenti ad aumentare il comportamento sessuale rischioso. Concludono quindi i ricercatori: «Il nostro studio mostra come gli interventi pubblici a volte possano portare a errate conseguenze non intenzionali. Il fatto che le gravidanze e la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili aumentino nelle zone con regimi di controllo delle nascite, sollevano interrogativi sul fatto se questi sistemi rappresentino il miglior uso del denaro pubblico». Nuova prova quindi che il problema delle gravidanze tra gli adolescenti, come quello della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, hanno bisogno essenzialmente di un’educazione morale e non prevalentemente tecnica, come da anni sta continuando a ripetere la Chiesa. In Italia la notizia è ripresa dall’AGI.

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