Un’altra donna muore dopo un aborto, il medico perde la licenza

Ad Andrew Rutland, un medico abortista del sud della California, è stata definitivamente ritirata la licenza medica dopo l’uccisione di una donna, Chen Ying, a causa di un aborto fallito, come ha stabilito il Los Angeles County Coroner’s Office. La storia è dettagliatamente descritta anche sul The Morning After. L’avvocato di Rutland, Peter Osinoff, ha rifiutato di rilasciare commenti fino all’udienza. Nel 2002  al medico abortista era già stata sospesa dopo un’indagine di due anni da parte della commissione medica per la morte di due bambini e per altre accuse piovutegli addosso: avrebbe eseguito isterectomie inutili, mentito a diversi pazienti, falsificato cartelle cliniche e avrebbe fatto sesso con una paziente nel suo ufficio. La domanda sorge spontanea: ma l’aborto non si pratica  mica per preservare la salute della donna? In Ultimissima 30/5/10 dimostravamo come la mortalità materna aumenta proprio dove l’aborto è legale e altre cosine interessanti che i fautori del “decido io perché l’utero e il bambino sono di mia proprietà” solitamente tengono nascoste.

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