Corrado Augias trasforma il mago Giordano Bruno in un paladino della scienza

L’ormai noto giornalista Francesco Agnoli ci regala un approfondimento (uno di quelli che di solito è abituato a fare nei suoi apprezzatissimi saggi) sul suo collega Corrado Augias. Un giornalista, dice su Libertà e Persona, che da tempo scrive di filologia evangelica, religione, scienza, proponendo tesi peregrine, ideologiche, non suffragate dai fatti. Con lo stesso nemico, ogni volta: la Chiesa e Cristo.

Augias si è dedicato recentemente in uno spettacolo su Giordano Bruno (chiamato “Le fiamme della ragione”), mito del mondo massonico, cercando di fare di questo oscuro, esoterico e inquietante mago del XVI secolo, il simbolo del pensiero razionale represso dalla Chiesa. Lo spettacolo è tratto dal libro omonimo in cui Corrado Augias, così dice lui «propone una delle pagine più tragiche del pensiero scientifico e culturale del nostro paese, l’assassinio mediante condanna al rogo di Giordano Bruno, uno dei massimi geni della storia della cultura occidentale».

Ecco che Giordano Bruno in un attimo diventa da mago a paladino del mondo scientifico e genio culturale. Come, riporta pure il celeberrimo studioso di storia delle religioni Mircea Eliade, il quale afferma: «Se Giordano Bruno accolse con tanto entusiasmo le scoperte di Copernico [canonico cattolico], fu anche perché riteneva che l’eliocentrismo avesse un profondo significato religioso e magico; quando si trovava in Inghilterra Bruno profetizzò il ritorno imminente della religione magica degli antichi Egizi quale veniva descritta nell’Asclepius. Bruno interpretava lo schema copernicano come il geroglifico dei misteri divini» (M. Eliade, “Storia delle credenze e delle idee religiose“, Bur, vol.III, p. 279). Bruno, lungi dall’avere un “genio scientifico”, era uno dei tanti maghi del Cinquecento che credeva agli oroscopi e al determinismo delle stelle, e che vide nell’eliocentrismo non una dottrina scientifica, un fatto astronomico, ma la conferma della sua visione magica, astrologica, che contemplava una eliolatria animista di stampo egizio.

Sullo stesso argomento ha scritto Matteo D’amico nel suo saggio Giordano Bruno. Avventure e misteri del grande mago nell’Europa del Cinquecento (Piemme 2000). Lo stesso Agnoli ne ha parlato più approfonditamente a questo link: “Giordano Bruno: un grande mago spacciato per scienziato”. Un interessante archivio di notizie sul celebre mago del sedicesimo secolo è raccolto sull’ottimo sito Storia Libera. Concludiamo consigliando inoltre la lettura dell’opera della giornalista Rita Pomponio, Il Papa che bruciò Giordano Bruno (Piemme 2003), che aiuterà certamente a capire cosa realmente accadde tra il mago e la Chiesa, senza intrusioni di revisionismi laicisti.

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