Arvo Part: il compositore cristiano censurato dall’ateismo sovietico

La stagione concertistica degli scorsi mesi è stata dominata da Arvo Pärt, compositore estone di musica classica contemporanea. I suoi pezzi, come racconta InspireMagazine, sono richiesti per il cinema e i documentari da ogni parte del mondo. Ha fondato il genere musicale chiamato minimalismo sacro ed è un compositore apprezzato soprattutto per la semplicità dell’ascolto e la trasparenza emotiva delle sue opere.

La sua musica e la sua vita sono una testimonianza continua della bellezza della visione cristiana. Pärt è nato in Estonia e quando aveva nove anni, il suo paese è stato occupato dalle forze sovietiche. L’oppressione delle autorità e l’imposizione dell’ateismo comunista rensero le sue composizioni iniziali cupe, aspre, frustrate. Quando compose Credo (1968), le autorità cominciarono a perseguirlo e a censurare i suoi pezzi. Radio estone giustificò la censura dicendo: «il brano richiamava alla mente Gesù Cristo».

Rimase senza lavoro per 5 anni e quando la vita sotto il regime ateo divenne impossibile, nel 1980 emigrò in Occidente dove divenne immensamente popolare. Oggi i suoi pezzo vengono eseguiti regolarmente nel Festival della Canzone estone, che attira 100.000 persone ed è trasmessa in diretta TV.

Ecco due sue composizioni.

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