Obama e il governo americano scendono in campo a difesa della Santa Sede

Jeffrey R. Anderson, l’avvocato americano che sta tentando in tutti i modi di coinvolgere Benedetto XVI nello scandalo degli abusi sessuali (abbiamo già parlato di lui in Ultimissima 15/4/10), ha avviato alla Corte Suprema una richiesta di risarcimento ai danni della Santa Sede.

La Stampa riporta che Obama e la Casa Bianca sono intervenuti a sostegno delle posizioni legali della Santa Sede nella disputa in atto. Il testo, controfirmato dal legale del Dipartimento di Stato, è stato depositato presso la Corte Suprema dall’avvocatura del governo americana. In esso si affronta la tesi sollevata dal Tribunale distrettuale dell’Oregon in merito alla possibilità di ammettere la richiesta di risarcimenti alla Santa Sede: «la Corte d’appello ha errato nel ritenere che il Tribunale distrettuale abbia la giurisdizione per discutere le accuse nei confronti della Santa Sede a causa degli abusi sessuali commessi da un prete». Procedere in questa direzione comporterebbe “andare oltre i limiti imposti dalla legge federale”.

Completo allineamento quindi tra l’avvocatura della Casa Bianca e quella della Santa Sede, rappresentata da Jeffrey Lena, le quali hanno dimostrato che i preti non svolgono «lavoro dipendente», ma «cooperazione religiosa». La parola passa ai nove giudici della Corte Suprema di Washington che entro un mese dovranno esprimersi, ma in attesa degli sviluppi, sembre che la Corte non desideri un allargamento della giurisdizione dei tribunali Usa nelle cause contro Stati stranieri, anche perché questo caso ha una rilevanza che va ben oltre la Santa Sede, investendo l’equilibrio dei poteri fra enti internazionali.

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