Furti mirati di ostie: gli inquirenti temono la pista satanista

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Una serie di furti mirati alle ostie consacrate, dalla Lombardia alla Sicilia. Le indagini prendono sul serio la matrice satanista o esoterica.


 

Perché rubare solo le ostie e lasciare gli oggetti di valore?

E’ un quesito che si stanno ponendo in questi giorni vescovi e inquirenti italiani a seguito di una serie di chiese profanate, pur a centinaia di chilometri di distanza.

L’elemento però è comune: vengono sottratte esclusivamente le particole consacrate.

Lo riporta SkyTG24 segnalando che gli episodi sono accaduti simultaneamente dalla Lombardia alla Sicilia.

 


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Furti di ostie in simultanea

I carabinieri stanno indagando in particolare su tre episodi avvenuti tra il 28 e il 29 agosto.

A Poggio Rusco, nel Mantovano, ignoti sono entrati nella chiesa di Santa Maria Maddalena e hanno smurato un tabernacolo in marmo degli anni Cinquanta, dal valore di circa 6 mila euro. Il furto però ha riguardato solo le ostie.

A Pavia è stata invece violata la cappella del cimitero di San Giovannino: il tabernacolo è stato divelto e anche in questo caso sono state sottratte ostie consacrate, alcune delle ritrovate a terra e portate in Duomo.

Infine, a Scordia, nel Catanese, dalla chiesa di Santa Maria Maggiore è stata rubata ancora una volta una pisside (di scarso valore economico) contenente particole consacrate.

 

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Si indaga sulla pista satanista

Proprio la selezione del bottino ha spinto gli investigatori a considerare anche una possibile matrice satanista o esoterica.

Tra le ipotesi figurano infatti l’utilizzo delle ostie in messe nere o altri rituali anticristiani, che spiegherebbe l’interesse per le sole particole consacrate a fronte di un bottino economico modesto.

I furti sacrileghi registrati in Italia in questi mesi hanno infatti alimentato il sospetto di un mercato di particole consacrate sempre più attivo.

Al momento, però, non esistono elementi che colleghino gli episodi tra loro, né prove che confermino questa pista.

Il vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, ha parlato di «gravissimo atto sacrilego», osservando a sua volta che le modalità del furto fanno pensare a una sottrazione intenzionale dell’Eucaristia. Parole simili a quelle usate dal vescovo di Caltagirone, Calogero Peri.

 


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(19/08/2026)


 

Un’estate di profanazioni

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio già documentato da UCCR.

Furti, vandalismi, blasfemie e danneggiamenti delle chiese italiane sono diventati un fenomeno tutt’altro che episodico durante quest’estate, con una media indicata di circa tre profanazioni al giorno.

In molti di questi casi, tuttavia, gli autori sarebbero riconducibili a mero vandalismo compiuto da giovani italiani di seconda generazione.

I nuovi episodi presentano però una caratteristica diversa: la ricerca apparentemente deliberata di ciò che per i cattolici costituisce il cuore della vita sacramentale.

Saranno le indagini a stabilire se dietro questi furti vi sia semplice criminalità, profanazione intenzionale o una matrice occultista.

Autore

La Redazione

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