La croce sui Pirenei abbattuta due volte: ora ci pensano gli alpinisti

croce aneto pirenei

La battaglia sui Pirenei per una croce cristiana. I vandali la distruggono due volte, un giovane e gli alpinisti la riportano in vetta.


 

Una battaglia infuria sul Pic d’Aneto, la vetta più alta dei Pirenei.

Da alcune settimane a circa 3.404 metri si sta combattendo una disputa simbolica attorno alla croce cristiana diventata il centro di un caso tra Francia e Spagna.

 

La croce dei Pirenei vandalizzata

Tutto è iniziato ad aprile, quando la storica croce d’Aneto metallica, installata nel 1951 dal Club Alpino Catalano, è stata trovata segata alla base e fatta sparire.

Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero utilizzato una smerigliatrice angolare per abbatterla. La Guardia Civil spagnola ha aperto un’indagine parlando apertamente di vandalismo.

Quella croce, alta oltre tre metri e pesante più di cento chili, era considerata un simbolo storico del massiccio. Era stata riportata in quota nell’estate 2025 grazie a un elicottero a seguito di una restaurazione.

croce aneto pirenei

 

Un giovane riporta la croce in vetta

Dopo aver appreso della distruzione della croce originaria, un giovane francese di appena 18 anni, Maël Le Lagadec, ha deciso di costruirne personalmente una nuova in legno di noce, dal peso di circa 35 chili, trasportandola in spalla fino alla cima dopo quattordici ore di salita.

L’evento è stato seguito da migliaia di persone, anche grazie alla condivisione dell’impresa sui social da parte del giovane.

La nuova croce, installata il 9 maggio scorso, sembrava aver restituito al “tetto dei Pirenei” il suo simbolo tradizionale.

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Il secondo abbattimento

Ma pochi giorni dopo è stata nuovamente abbattuta e gettata lungo il versante occidentale della montagna, finendo nella neve diverse decine di metri più in basso.

Un secondo atto di vandalismo che ha portato Jean-Pierre Squillari, sindaco di Aubagne, a intervenire pubblicamente.

In un messaggio condiviso sui social ha ringraziato per la mobilitazione collettiva dei cittadini, sottolineando che la croce oltre ad avere una dimensione religiosa costituisce un elemento del patrimonio storico provenzale: «Per molti, questa croce è un simbolo di fede. Ma è anche, per tutti noi, un punto di riferimento universale».

Anche il giovane francese, creatore della croce abbattuta, ha annunciato: «Tornerò lassù tutte le volte che servirà per reinstallarla».

 


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L’intervento degli alpinisti

Fortunatamente non è servito.

Un gruppo di alpinisti spagnoli si è mosso autonomamente e, recuperata la croce, l’hanno riportata nuovamente in vetta, fissandola ancora una volta sul Pic d’Aneto.

Le immagini del gesto hanno rapidamente fatto il giro del web.

La vicenda ha assunto ormai un significato che va oltre il semplice episodio di intolleranza laicista.

Anzi, è stata l’occasione per rivedere nel simbolo della croce cristiana un elemento anche identitario e culturale, sia in Francia che in Spagna.

Vedremo se ci sarà un ulteriore seguito. Per ora, comunque, il messaggio degli alpinisti è chiaro: quella croce, sui Pirenei, resterà lì.

 

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Autore

La Redazione

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