I biblisti cattolici eleggono una presidente ebrea: intervista a Amy-Jill Levine
- Interviste
- 21 Ago 2026

L’intervista di UCCR alla prof.ssa Amy-Jill Levine, nuova presidente ebrea della Catholic Biblical Association of America. Una scelta significativa.
La Catholic Biblical Association of America ha una nuova presidente.
Per il mandato 2026-2027, a novant’anni dalla fondazione dell’associazione scientifica, l’incarico sarà ricoperto per la prima volta da un’eminente studiosa ebrea: Amy-Jill Levine.
E’ docente emerito presso la Vanderbilt University e collabora con il mondo cattolico da circa 40 anni.
E’ entrata a far parte della Catholic Biblical Association of America (CBA) nel 1988 ed è una delle più note studiose contemporanee delle origini cristiane e del rapporto tra Gesù e il mondo ebraico.
Nel 2019 è diventata la prima studiosa ebrea a insegnare il Nuovo Testamento al Pontificio Istituto Biblico di Roma e ha avuto tre udienze con Papa Francesco.
L’elezione è avvenuta il 20 luglio scorso durante l’assemblea annuale di Baltimora, UCCR l’ha intervistata per l’occasione.
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L’intervista a Amy-Jill Levine
DOMANDA – Prof.ssa Levine, come ha vissuto la nomina a presidente della Catholic Biblical Association e cosa rappresenta per lei questa associazione?
RISPOSTA – Sono profondamente onorata e felice per questo riconoscimento e sono grata ai membri della CBA.
E’ un’associazione che si distingue per il suo esplicito legame con la Chiesa cattolica, per l’interesse a promuovere i rapporti ebraico-cattolici e per l’attenzione sia alla solidità del lavoro accademico sia alle implicazioni che tale lavoro ha per l’omiletica, la pastorale, l’etica e la teologia.
Il clima interno è caratterizzato da amicizia e collaborazione.
Una nomina significativa
DOMANDA – La sua elezione è descritta come un momento importante nelle relazioni ebraico-cattoliche, cosa ne pensa?
RISPOSTA – E’ il risultato di una combinazione tra i contributi che ho dato all’Associazione e il riconoscimento del mio lavoro accademico.
Se rappresenterà un momento importante nelle relazioni ebraico-cattoliche dipenderà dall’impatto che potrà avere su questioni come la formazione nei seminari, la produzione di manuali, le guide catechetiche, le pubblicazioni per l’omiletica, la revisione dei lezionari, le note esplicative nella nuova traduzione inglese della Bibbia, l’insegnamento nelle scuole domenicali e così via.
Sto già collaborando con alcuni editori cattolici, come Liturgical Press, e mi piacerebbe fare ancora di più in questo ambito.

Ebrei leggono l’Antico Testamento e scoprono Gesù!
(21/09/2025)
Studiosi ebrei e cristiani: come si aiutano?
DOMANDA – La CBA riunisce specialisti cattolici, ebrei e appartenenti ad altre tradizioni cristiane. Ebrei e cristiani come possono aiutarsi a vicenda nell’esegesi biblica?
RISPOSTA – Interpretiamo tutti i testi sulla base sia della nostra esperienza, sia delle nostre conoscenze. Inevitabilmente notiamo cose diverse.
Possiamo ad esempio aiutarci nella scelta delle parole, perché descrizioni che per un gruppo sono considerate normali possono risultare confuse o persino offensive per un altro.
Quando lavoriamo insieme, possiamo inoltre riportare nelle nostre rispettive comunità le conoscenze che abbiamo acquisito, e questo è utile per costruire relazioni sincere e rispettose tra ebrei e cattolici.

Aggiornare i sacerdoti
DOMANDA – Ha detto che vorrebbe che i sacerdoti cattolici fossero maggiormente aggiornati sugli sviluppi più recenti della ricerca storica su Gesù. Cosa intende?
RISPOSTA – La formazione varia da Paese a Paese e da seminario a seminario. Quando ho insegnato al Pontificio Istituto Biblico (Biblicum) di Roma nel 2019, ho trovato i miei studenti molto ben preparati.
Questo non vale però soltanto per i sacerdoti, ma anche per i diaconi e per gli educatori religiosi. Molti sacerdoti più anziani fanno ancora affidamento sui libri che leggevano quando erano in seminario negli anni Settanta e Ottanta, ma quelle opere oggi sono in larga misura superate.
DOMANDA – Può fare qualche esempio concreto?
RISPOSTA – I nuovi studi sull’archeologia, sui Rotoli del Mar Morto, sul contesto dell’Impero romano, sul ruolo delle donne, sulle pratiche e sulle credenze ebraiche del I secolo e su altri aspetti hanno modificato il modo in cui comprendiamo l’epoca di Gesù e, di conseguenza, il Nuovo Testamento.
La mia principale preoccupazione per la predicazione riguarda la tendenza, presente in tutto lo spettro cristiano, a presentare l’ebraismo in cattiva luce per far apparire Gesù sotto una luce migliore. Questo approccio lo sottrae al suo contesto storico, e l’ignoranza storica conduce a una cattiva teologia.











37 commenti a I biblisti cattolici eleggono una presidente ebrea: intervista a Amy-Jill Levine
Ricordiamoci che per la religione ebraica, con tutto il rispetto per le singole persone, ritiene Gesù un impostore. Era proprio necessaria questa scelta? Non c’erano biblisti cattolici altrettanto validi tra cui scegliere?
Credo sia fondamentale distinguere due livelli. L’esegesi biblica possiede una legittima autonomia metodologica e scientifica: deve studiare il testo nel suo contesto storico, linguistico e culturale. La Dei Verbum 12 non solo non nega questa autonomia, ma la richiede espressamente. Tuttavia, l’autonomia del metodo non significa autonomia assoluta del significato teologico.
Per la Chiesa, l’esegesi è un momento necessario che va integrato nell’unità della Scrittura e nella Tradizione viva della Chiesa, e trova nella liturgia (lex orandi, lex credendi) il luogo privilegiato della sua ricezione ecclesiale, dove la Parola non è un reperto da analizzare solo dall’esterno, ma Verità da vivere. La critica storica è indispensabile, ma non autosufficiente.
Nel caso della prof.ssa Levine, il fatto che sia ebrea non è un problema metodologico: la vera questione cattolica riguarda i presupposti ermeneutici adottati e come i risultati scientifici vengano poi integrati nella fede ecclesiale. Non si tratta di scegliere tra rigore scientifico e fede, ma di evitare che un metodo diventi totalizzante.
In sintesi, la prospettiva corretta non è «esegesi oppure Chiesa», ma:
Ma se per la teologia cattolica l’AT annuncia Cristo, quale apporto teologico può dare una persona per la quale l’AT non annuncia Cristo?
Un conto è la teologia e un altro è lo studio scientifico della Bibbia, al quale collaborano biblisti atei, agnostici, ebrei, protestanti ecc.
La confusione regna sempre sovrana nei tuoi commenti.
La teologia, come ben affermava il grande Ratzinger, si basa sullo studio scientifico della Bibbia, ma dubito però che tu, questo concetto elementare del cattolicesimo, lo capisca: non preoccuparti però, sei in compagnia di ‘illustri” teologi!
Si ma lei non è una teologa e non fa teologia, studia la Bibbia dal punto di vista scientifico.
Tu lo sapevi che Ratzinger mise a capo della Pontificia Accademia delle Scienze il cristiano protestante Werner Arber?
Dov’era il tuo scandalo? Non ti sentivo dire che la teologia si basa anche sulla scienza, giusto? Punto 50€ sul fatto che sei lefebvriano o tradizionalista.
Anch’io, nel mio piccolo, studio la Bibbia dal punto di vista scientifico.
Riguardo ai 50 €, hai perso: sono solo lorenzo!
E come possono i presupposti ermeneutici adottati non essere influenzati dalla propria fede? La professoressa Levine, leggendo Isaia, potrà mai trovarci Gesù Cristo, avendo il preconcetto anticristiano insito nella sua visione del mondo?
Si rischia sempre più – come in tanti altri campi della Chiesa Cattolica, ahimè – di confondere tutto in un irenismo insapore.
La seguente risposta in particolare mi mette in allarme:
“Interpretiamo tutti i testi sulla base sia della nostra esperienza, sia delle nostre conoscenze. Inevitabilmente notiamo cose diverse.
Possiamo ad esempio aiutarci nella scelta delle parole, perché descrizioni che per un gruppo sono considerate normali possono risultare confuse o persino offensive per un altro.”
La Croce è scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani; un’esegesi che non vuole essere scandalizzata dalla Croce – sia mai che si offendano i nostri fratelli ebrei – a cosa serve? Ha la stessa utilità del sale quando perde sapore, per citare Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato.
Ma chi te l’ha detto che la docente ha un “pregiudizio anticristiano”? Ma cosa bevete al mattino, grappa?
Gesù in Isaia nemmeno lo vedono migliaia di studiosi cattolici di ottima fede, le profezie su Gesù sono un tema ormai soltanto extra-accademico.
Questa fretta di denunciare confusione e ambiguità per qualunque cosa senza riflettere, mi sembra che alcuni vivono in un vortice di ossessione maniacale da troppo tempo.
Oltretutto stai dando fin troppo peso alla nomina, come se il presidente influenzasse gli studi degli affiliati. Al massimo indicherà i temi dei nuovi congressi annuali e terrà qualche discorso in più…tra l’altro scommetto che non sai nemmeno chi era il presidente dell’anno precedente giusto? Giusto per farti capire “l’importanza” del ruolo.
Dovresti fartelo pure tu un goccetto di grappa la mattina, magari ti dai una calmata…
“le profezie su Gesù sono un tema ormai soltanto extra-accademico.”
Siamo su Scherzi a parte o ho letto bene? Questa affermazione NON è cattolica.
@Lele: mi indichi almeno 3 studi scientifici (pubblicati su riviste del settore) sulle profezie su Gesù? Se non lo fai non sei cattolico
@Emanuele: non sono io a vivere nello scandalizzato e scattare automaticamente appena si legge un titolo, senza fermarsi nemmeno a pensare. Ti rifaccio la domanda: come fa una che ha dedicato la vita lavorativa al Nuovo Testamento ad essere anticristiana?
Non ho detto che lei come persona è anticristiana, la sua religione lo è de facto, nel senso che rifiuta il Cristo. Leggi bene e pensa al senso delle parole, prima di sclerare e accusare a caso come hai fatto in altri commenti.
@Emanuele: e cosa serviva dire che la religione ebrea è “anticristiana” se non per colpire lei? Perché scriverlo in un post che parla di lei e non degli ebrei? Secondo te rifiutare Cristo significa essere anticristiani? Ma il senso delle parole lo conosci?
Emanuele, la tua obiezione tocca un punto reale, ma farei una distinzione essenziale. Non direi che una studiosa ebrea non possa “trovare” Cristo in Isaia in senso assoluto, né che la sua fede renda automaticamente invalida la sua esegesi. Ogni interprete, del resto, porta con sé inevitabilmente una precomprensione!
La questione è che esistono diversi livelli, o come dicevano gli scolastici, oggetti formali quo, di lettura. La ricerca storico-filologica può interrogare Isaia nel suo contesto linguistico, storico e culturale; la lettura cristiana, ovviamente, non si esaurisce certo con questa luce, questo con-testo, perché riconosce l’unità della Scrittura e il suo compimento nel “testo”, Cristo.
Per questo non vedrei un problema nel fatto che una studiosa ebrea partecipi allo studio scientifico della Bibbia. Il problema nascerebbe soltanto se si pretendesse che la ricostruzione storico-critica esaurisse il significato della Scrittura, oppure che la Chiesa debba relativizzare la propria confessione cristologica per rendere l’esegesi accettabile a ogni sensibilità religiosa!
La Croce redentrice, il Sangue del Signore non devono essere nascosti per non scandalizzare nessuno. Tuttavia neppure la sensibilità dell’interlocutore deve essere confusa con un errore metodologico. Possiamo rispettare profondamente l’ebraismo, a cui ci unisce una “verticale” fondazione trascendente metafisica e morale e, nello stesso tempo, confessare senza ambiguità che per la fede cristiana l’Antico Testamento trova il suo compimento in Cristo, l’inviato, il Figlio unico e diletto del Padre Dio.
È precisamente per questo che continuo a distinguere tra autonomia scientifica dell’esegesi e autonomia assoluta dell’interpretazione teologica. La prima è legittima e necessaria; la seconda non appartiene alla concezione cattolica della Scrittura.
Grazie per la risposta esaustiva e pacata, se mettiamo la questione in questi termini in effetti diventa più accettabile.
Nell’ebraismo abbiamo le nostre radici, quindi rispetto profondo, come insegna anche la Nostra aetate; auguriamoci soltanto che, come dici tu, non si nasconda la Croce per non scandalizzare chi la Croce non l’ha ancora riconosciuta.
Ti sei già risposto da solo, evidentemente la studiosa non è tra queste persone. Tra l’altro sono 40 anni che collabora con le accademie cattoliche.
Se è ebrea considera Gesù un falso Messia, se non lo ritiene tale allora non è ebrea. Tertium non datur.
Non lo ritiene il Messia sicuramente, e con ciò? Non deve celebrare messa ai cattolici, deve contribuire a studiare il contesto storico ed ebraico dell’uomo che ritiene evidentemente tanto importante da aver fatto di mestiere la docente di Nuovo Testamento.
Secondo te una che odia Gesù ed è anticristiana passa la vita a studiare i Vangeli e insegnarli nelle università pontificie?
Ripeto, ma la grappa non andrebbe bevuta alla sera?
Tu se l’esempio reale a lampante di un cattolico che, come fanno oggi anche molti teologi che si definiscono cattolici, ma che cattolici non sono, separa il Cristo dal Gesù storico: questi sono i danni visibili di una cattiva, e forse colpevole, comprensione del CVII
Nel messaggio precedente affermi che la studiosa non è tra quelle persone (quelle che ritengono Gesù un impostore), in quello seguente dici che non è un problema il fatto che lo ritenga tale. Prima di dare degli alcolizzati agli altri, fatti un esamino di coscienza, e impara ad utilizzare la logica che il buon Dio t’ha donato.
@lorenzo: separare il Cristo dal Gesù storico è un passaggio obbligatorio per chiunque studia scientificamente la Bibbia, non sai nemmeno di cosa parli. Se fosse come dici tu potrebbero esistere solo biblisti cattolici. Ma vivi fuori dal mondo, l’ho capito.
@Emanuela: invierò i tuoi commenti alla studiosa dove dici che considera Gesù un impostore ed è anticristiana, soltanto perché hai letto che è di religione ebraica. Chissà se vorrà fare una bella denuncia per antisemitismo, poi glielo spieghi tu al giudice di usare la logica.
Antisemitismo è odiare gli ebrei, non constatare il semplice fatto che per la loro fede Gesù Cristo è un falso Messia, penso che questo sia pacifico per qualsiasi persona dotata di buon senso, che sia cristiana, ebrea, atea o di qualsivoglia credo. Così come dire che i musulmani credono che Gesù non sia Dio ma un semplice profeta, vuoi accusarmi anche di islamofobia?
Quando mancano argomenti razionali si può solo tacere se si è umili, oppure se si è accecati dalla superbia come nel tuo caso si ricorre a mezzucci come accuse infondate ad hominem.
Chi separa il Cristo dal Gesù storico non può definirsi cattolico: che scopo credi abbia l’Incarnazione?
La stella dei magi è reale o costrutto teologico?
Perché Erode non può essere morto nel 4 a.C.?
Il DNA di Gesù era identico a quello di Maria o era diverso?
@Emanuele: hai detto che la studiosa è anticristiana in quanto ebrea. Non cercare di rimangiarti le parole antisemite, è tutto scritto sopra.
@lorenzo per studiare scientificamente la Bibbia bisogna per forza separare il Cristo dal Gesù storico perché i miracoli, ad esempio, non lasciano tracce storiche e non sono indagabili dagli storici. Per cui i biblisti studiano il Gesù storico non il Cristo, quello lo fanno i teologi al massimo. Nel seminario di Econe davvero vi preparano così male in catechismo?
Quindi, per te, per studiare scientificamente la Bibbia, bisogna negare la perpetua Verginità di Maria.
condivido totalmente i tentativi di risposta di Franz, davvero non se ne può più di queste persone chiuse nel loro piccolo mondo e incapaci di aprire lo sguardo e di usare la ragione in modo sano. Usano il cattolicesimo come la loro setta, tenendo tutti lontani per colpa dei loro peccati e delle loro idee…e lo fanno difendendo il Vangelo!!
Ma chi allontana nessuno? Si discute di quanto sia opportuno porre una persona di un’altra religione a capo di un’associazione CATTOLICA, qua nessuno nega il dialogo o il rispetto dovuto a persone di altre religioni. Se solo non foste accecati dal politicamente corretto… vedete odio laddove non ce n’è traccia.
Scommetto che a parti inverse vi sareste scandalizzati proprio voi benpensanti, immagina porre un cattolico a capo di un’associazione ebraica/islamica/indù: tutti a frignare per il colonialismo e le crociate, sicuro.
A parte che un conto è discutere un altro è partire in quarta dicendo che è anticristiana, che considera Gesù un imposte e tutte le sciocchezze che hai detto preso dallo scandalismo farisaico. E poi come mai non criticavi Ratzinger quando pose a capo della Pontificia Accademia delle Scienze un biologo protestante?
Anticristiano per me è sinonimo di rifiutare Cristo, non capisco tutto lo scandalo che ti crea questo termine; ma se c’è davvero chi si ritiene offeso da ciò me ne scuso.
Dispiace che sia impossibile discutere tra opinioni divergenti senza scadere nell’insulto e nella gravissima calunnia – dandomi dell’antisemita e accostandomi quindi ad abominevoli ideologie che sono lontanissime dal mio sentire – quindi vi lascio continuare i battibecchi fra di voi.
Dio ci benedica tutti.
Ma tu credi che Gesù era vero Dio e vero uomo?
Io sì, ma non seve crederlo per studiare il Nuovo e l’Antico testamento. Aspetto il tuo prossimo commento fuori logica.
Se separi Gesù dal Cristo, i Vangeli diventano solo invenzioni teologiche dai vari autori: dubito tuttavia che tu riesca a capire questo!
Cosa vuol dire aggiornare i sacerdoti sulla ricerca del Gesù storico? Convincerli delle teorie che hanno gli esegeti rispetto al Vangelo perché non sono capaci di accettare che Gesù abbia fatto e detto determinate cose? Se vuol dire questo iniziamo malissimo.
Ho un fratello apostata con cui ho avuto delle discussioni che potrei avere con tanti sedicenti cattolici.
Ci sono delle verità di Fede che sono imprescindibili e che, purtroppo, troppi teologi e sedicenti cattolici, compresi sacerdoti, frati e vescovi, più o meno consapevolmente, continuano a mettere in discussione.
La divinità di Gesù Cristo, la Resurrezione, l’esistenza del Diavolo, sono solo alcuni degli argomenti che tanti sedicenti cattolici potrebbero mettere in discussione, magari citando qualche teologo squinternato.
Se ci può e deve essere un’apertura a studiosi di altre religioni, si deve essere consapevoli dei pericoli che lo studio con i non credenti in Cristo possa celare.
Come dice il teologo domenicano Don Barzaghi, se non si riparte dalla Dottrina non rimane nulla.
Non posso leggere ogni commento, sono troppi, dirò solo che la signora non crede che il Nuovo Testamento sia sacra scrittura, dunqua non crede a Cristo vero uomo e vero Dio. Perchè scrivete tanto, cosa cavolo c’è da aggiungere? Questa qui può studiare quello che vuole mo non può essere a capo della associazione biblica cattolica. Molto semplice.
PS: lo ha dichiarato lei stessa che non crede a quanto sopra. Peccato che noi in Italia grazie a personaggi evidentemente troppo cauti con una certa setta, e interessati a fare a gara a chi la sa più lunga tra lui e gli altri saccentini italioti, vedere Cionci, tanto per non fare nomi, non ce ne occupiamo. Almeno questo sito si, e gliene va dato merito.