Manipolare la Bibbia per avallare l’omicidio: il caso Roggero
- Ultimissime
- 20 Lug 2026

Davvero la Bibbia giustifica l’omicidio del rapinatore? Il giornalista Camillo Langone e la manipolazione del versetto biblico sul caso Roggero.
In questi giorni si parla solo della vicenda del gioielliere Mario Roggero.
La Corte di Cassazione ha reso infatti definitiva la condanna a 14 anni di reclusione per l’uccisione di due rapinatori il 28 aprile 2021.
Il caso divide destra e sinistra e i giudizi non sembrano riuscire ad emanciparsi dal proprio predeterminato orientamento politico.
La vicenda ha infatti suscitato dibattiti, polemiche e tensioni e, sia chi invoca la grazia che chi la respinge, si avvale di validi argomenti.
Inaccettabile è però il tentativo di applicare al caso di cronaca un passaggio dell’Antico Testamento, manipolando un versetto per giustificare l’omicidio.
E’ ciò che ha fatto il noto giornalista Camillo Langone.
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Comprensione umana e condanna
Sul caso di Mario Roggero i giudici hanno confermato quanto già emerso nei precedenti gradi di giudizio.
Non è legittima difesa poiché il pericolo era cessato. Le immagini delle telecamere mostrano infatti che i rapinatori stavano ormai fuggendo quando Roggero li ha inseguiti fuori dal negozio, aprendo il fuoco.
Sul piano umano però è difficile non comprendere il dramma del gioielliere.
Nel corso degli anni era stato vittima di numerose rapine e aggressioni e, durante l’ultimo assalto, lui e le figlie erano stati picchiati e minacciati.
Provare empatia per la sua vicenda personale è il minimo sindacabile.
Ma ciò non può sostituire l’accertamento giuridico dei fatti specifici: non c’era più un’aggressione in atto, né un pericolo immediato per la vita di chi è stato pur ingiustamente rapinato.

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Gli esperti e la grazia per Roggero
Vittorio Manes, ordinario di diritto penale (Università di Bologna) è chiaro: «Se spari a chi fugge non è mai legittima difesa perché manca l’aggressione. La condotta dell’imputato configura una reazione che va oltre il perimetro di legge».
Antonello De Oto, ordinario di Diritto Ecclesiastico e Canonico (Università di Bologna) è altrettanto preciso: «Non si insegue il criminale che abbandona la scena del delitto per finirlo. Era ed è un principio sacro».
La pena inflitta, inoltre, tiene conto delle circostanze essendo stata ridotta, rispetto a quella inizialmente ipotizzata, grazie al riconoscimento di attenuanti.
In questi giorni numerosi esponenti politici hanno chiesto la grazia per Roggero: considerando il caso specifico e l’età del condannato ci pare legittima, ma dopo l’espiazione di una parte della pena.

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Come ti manipolo Bibbia
Ciò che invece non si può accettare è il tentativo di giustificare quanto accaduto strumentalizzando la Bibbia.
Ci riferiamo al post di Camillo Langone, il quale ha citato un passo dell’Esodo sostenendo che la Scrittura autorizzerebbe l’uccisione del ladro.
Il giornalista de “Il Foglio” ha ripreso questo versetto: «Se un ladro viene sorpreso mentre sta facendo un’apertura in un muro e viene ucciso, chi l’ha ucciso non deve essere considerato colpevole d’omicidio» (Esodo 22,1).
Ma il testo, se citato interamente, dice esattamente il contrario.
Esodo 22 distingue infatti tra il ladro sorpreso di notte, quando chi si difende non è in grado di valutare il pericolo, e il ladro ormai individuato «dopo il sorgere del sole»: in questo secondo caso, afferma esplicitamente la Bibbia, «si è colpevoli di omicidio».
È un passaggio che, semmai, rafforza ragionevolmente la distinzione tra legittima difesa e vendetta.
La vicenda legata a Roggero, tra l’altro, è avvenuta proprio di giorno (poco prima delle 19), mentre i ladri stavano scappando (non entrando).
Se davvero avesse senso farlo, il versetto biblico sarebbe dovuto essere usato a sostegno morale di chi critica l’azione del gioielliere, non da chi lo difende.

Se un conservatore ignora Gesù
Colpisce, inoltre, che un intellettuale che si definisce conservatore scelga di fondare la propria argomentazione morale su una norma dell’Antico Testamento, ignorando e trascurando l’insegnamento successivo di Gesù Cristo.
La legge del taglione apparteneva a una fase della rivelazione che Cristo ha esplicitamente superato e portato a compimento.
Sembra superfluo citare il celebre Discorso della Montagna: «Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio […] amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,38-44).
La morale cristiana non coincide semplicemente con quella dell’Antico Testamento, ma trova il suo criterio definitivo nella persona e nell’insegnamento di Cristo.
Il problema perciò non è soltanto l’uso improprio di un versetto biblico, ma voler piegare la Scrittura alle proprie valutazioni politiche o emotive.


















4 commenti a Manipolare la Bibbia per avallare l’omicidio: il caso Roggero
Colpisce, inoltre, che un intellettuale che si definisce conservatore scelga di fondare la propria argomentazione morale su una norma dell’Antico Testamento, ignorando e trascurando l’insegnamento successivo di Gesù Cristo.
Mah, il fatto è che quando la realtà non coincide con le nostre intenzioni, se siamo ossessionati dalle nostre intenzioni (disonestà intellettuale) cerchiamo di “piegare” ad esse la realtà.
E nulla si può fare contro la disonestà intellettuale -sostanzialmente un’isterìa dell’io.
Il problema è che per certe persone l’ideologia politica a cui appartengono (che sia destra o sinistra) vince sempre sulla fede. Prima sono conservatori e poi cristiani, prima sono lettori di Repubblica e poi sono cattolici
come quelli che dicono: “se il papa è d’accordo con me allora è papa, altrimenti è uno gnostico usurpatore”
Assolutamente sì: “prima interessa quel che penso io; secondariamente, quel che pensa Dio”.