Il legame scientifico e indubitabile tra fede e salute psicofisica
- Ultimissime
- 23 Giu 2026

Una recente indagine raccoglie gli studi di maggior qualità che correlano la fede alla salute. Una conferma alla scommessa di Pascal.
Impossibile smentirlo.
Negli ultimi decenni, una crescente mole di studi in ambito medico, psicologico e sociologico ha acceso l’attenzione su un tema particolare: il legame tra fede e salute.
Ne parliamo da tempo e pochi giorni fa è stata pubblicata una sintesi del Wheatley Institute della Brigham Young University (BYU) che ha diffuso un insieme di correlazioni scientifiche tra pratica religiosa e migliori indicatori di salute psicofisica.
Secondo questa raccolta sugli sugli studi più rigorosi e di alta qualità, le persone che partecipano regolarmente alla Messa, alla preghiera e alla pratica viva della fede tendono a presentare livelli più bassi di stress, minori tassi di depressione e ansia, oltre a comportamenti più salutari e una maggiore aspettativa di vita.
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Fede e salute psicofisica: risposte
Le correlazioni positive più forti sono state osservate in relazione alle malattie cerebrovascolari (10:1), alla mortalità per tutte le cause e alla longevità (circa 15:1), all’abuso di sostanze e alla dipendenza (circa 43:1) e al fumo di sigaretta (90:1).
Nel complesso, tra le migliori evidenze disponibili, le associazioni positive superano quelle negative con un rapporto di circa 7 a 1.
La partecipazione attiva è collegata in generale ad una migliore salute mentale e fisica, inclusi tassi di cancro più bassi, maggiore longevità e matrimoni e famiglie più solidi.
Un impegno significativo con la fede tende a produrre i maggiori benefici, generalmente riscontrabili tra coloro che frequentano le funzioni settimanalmente, indipendentemente dall’età.
Effetto placebo e riduzione: due errori
Le spiegazioni proposte dalla letteratura scientifica non si limitano a fattori spirituali in senso stretto, ma includono meccanismi psicologici e sociali ben identificabili: il sostegno comunitario, la riduzione dell’isolamento, la maggiore stabilità comportamentale e la capacità di dare significato alle difficoltà.
Anche UCCR mantiene aggiornata una raccolta di tutti gli studi internazionali sul rapporto tra fede, salute mentale e benessere fisico, offrendo una panoramica ampia e strutturata del fenomeno.
Parlando di questo ambito vale sempre la pena ricordare che è sbagliato ridurre la religione a un semplice mezzo per ottenere benefici psicofisici.
In questa prospettiva, verrebbe dimenticato che la fede ha un significato più profondo e non può essere spiegata esclusivamente attraverso le sue conseguenze pratiche.
Il secondo errore è liquidare questi dati come semplice effetto placebo: una semplificazione impropria in quanto scambia un effetto con la causa.

Andare a Messa migliora anche la salute mentale: nuovo studio
(09/08/2018)
La scommessa di Pascal
La recente sintesi del Wheatley Institute conferma che la letteratura oggi disponibile attesta indubitabilmente una correlazione tra coinvolgimento religioso e migliori condizioni di salute psicofisica.
Blaise Pascal avanzava questa scommessa: «Se Dio esiste, si ottiene la salvezza. Se ci sbagliamo, si è vissuta un’esistenza lieta rispetto alla consapevolezza di finire in polvere».
La “letizia” di cui parlava l’illustre Pascal è oggi oggettivabile grazie alla ricerca scientifica.
Consulta il dossier: Fede e psicologia: cosa dice la scienza?

















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