Nuove prove archeologiche della riforma biblica di re Ezechia

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Antiche pietre a Gerusalemme confermano la centralizzazione del culto voluta da re Ezechia? Lo suggerisce un nuovo studio.


 

Le riforme religiose del biblico re Ezechia vantano una nuova prova archeologica?

Lo suggerisce uno studio sul “Jerusalem Journal of Archaeology” del professor Avraham Faust dell’Università Bar-Ilan.

E’ dedicato ad una grande pietra cultuale risalente a circa 2.700 anni fa rinvenuta a Tel Eton, a sud di Gerusalemme.

 

Re Ezechia, la nuova scoperta

La pietra, una “massebah” (stele sacra), era collocata nella sala principale di quello che gli archeologi identificano essere una residenza israelita dell’epoca del Primo Tempio.

Alta circa 1,4 metri e dal peso di circa 750 chilogrammi, era posizionata in modo da essere immediatamente visibile a chiunque entrasse nella struttura, segno della sua probabile funzione rituale.

Secondo lo studio, in una fase successiva la stele fu rimossa dal suo utilizzo religioso, ma non distrutta. Gli abitanti la adagiarono con cura su un lato e la inglobarono in una piattaforma di pietra costruita appositamente attorno ad essa.

Questo particolare trattamento ha attirato l’attenzione degli studiosi, poiché indica la volontà di porre fine al suo ruolo cultuale, pur senza profanarla.

L’episodio si colloca cronologicamente poco prima della distruzione del sito da parte degli Assiri, alla fine dell’VIII secolo a.C., periodo che coincide con il regno di Ezechia.

 


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La riforma di centralizzazione del culto

L’Antico Testamento attribuisce a questo sovrano una vasta riforma religiosa finalizzata a centralizzare il culto a Gerusalemme, eliminando i luoghi di culto locali e abbattendo le pietre sacre e gli altri simboli religiosi sparsi nel regno di Giuda (2 Re 18,4).

Sebbene la scoperta non fornisca ancora una prova definitiva, assume particolare rilievo nel dibattito storico sulle riforme di centralizzazione del culto attribuite a Ezechia.

Per decenni gli studiosi hanno discusso se siano state eventi realmente accaduti o elaborazioni teologiche successive e le principali evidenze archeologiche finora provenivano da siti pubblici come Arad, Beer-Sheva e Lachis, dove altari e strutture cultuali sembrano essere stati smantellati nel tardo VIII secolo a.C.

La novità di Tel Eton consiste nel fatto che, per la prima volta, possibili tracce della riforma emergono in un contesto domestico-amministrativo e non in un santuario ufficiale.

 


Re biblico Ezechia, l’archeologia conferma l’esistenza
(12/12/2015)


 

La “prova” di re Ezechia

Nel 2015 segnalavamo la scoperta di un sigillo reale ai piedi del Monte del Tempio di Gerusalemme.

Su di esso è stata rinvenuta la citazione esplicita di re Ezechia, confermando in maniera definitiva l’esistenza storica del noto condottiero biblico.

Autore

La Redazione

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