Maturità, Frank Furedi contro «l’ascesa dell’isteria anti-religiosa»

frank furedi

Un umanista scelto per la Maturità 2026: Frank Furedi critica l’intolleranza anti-religiosa del laicismo contemporaneo.


 

Un sociologo ungherese tra gli autori scelti per la prima prova della Maturità di quest’anno.

Si tratta di Frank Furedi, docente emerito presso la University of Kent e autore noto per le sue analisi sui cambiamenti culturali dell’Occidente.

Agli studenti è stata proposta una traccia argomentativa tratta dal suo saggio “I confini contano”, dedicato al significato culturale e simbolico dei confini.

Furedi è una figura originale nel panorama intellettuale contemporaneo.

Pur manifestando un’identità rigorosamente laica ha più volte criticato ciò che definisce il clima di intolleranza culturale sviluppatosi in alcuni ambienti occidentali.

 


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Furedi: “L’ateismo? Religione intollerante”

Ha sostenuto infatti che una parte del laicismo contemporaneo si è progressivamente trasformato da semplice visione del mondo in una sorta di ideologia militante, caratterizzata da atteggiamenti dogmatici verso chi continua a professare una fede religiosa.

«L’ateismo è diventato a tutti gli effetti una religione», ha scritto, infatti. Perlomeno da quando «ha iniziato a prendersi molto sul serio».

Lui stesso è membro della “British Humanist Association”, tuttavia si è definito “angosciato” dalla «corruzione del concetto di ateismo», trasformatosi non solo in una religione laica, ma «in un credo secolare fortemente intollerante e dogmatico».

 


Il sociologo laico Furedi: «L’ateismo è una religione intollerante»
(13/04/2012)


 

L’ascesa dell’isteria anti-religiosa

In un secondo intervento, Frank Furedi è tornato sull’argomento.

Ha infatti riconosciuto «un forte sentimento di intolleranza verso le espressioni di fede religiosa nella cultura popolare odierna».

 

isteria anti religiosa frank furedi

 

Quella che definisce l’ascesa dell’isteria anti-religiosa si percepisce particolarmente in ambito culturale dove le manifestazioni cristiane, ha osservato, vengono «spesso stigmatizzate con termini come “fondamentalista”, “intollerante”, “dogmatico”, “esclusivo”, “irrazionale”».

Da umanista laico ha ribadito di sentirsi profondamente «a disagio» verso «le affermazioni dei crociati antireligiosi» per «il loro disprezzo trasformato in intolleranza e odio» verso «l’influenza del cristianesimo nella cultura e nella politica».

Se si dovessero individuare «le materie prime che alimentano l’odierna crociata antireligiosa», ha concluso Frank Furedi, sarebbero «invidia, malafede e strumentalismo».

Autore

La Redazione

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1 commenti a Maturità, Frank Furedi contro «l’ascesa dell’isteria anti-religiosa»

  • Paola ha detto:

    Non conoscevo questo umanista e mi ha colpito l’analisi profondamente vera sull’intolleranza dei laicisti verso il sentimento religioso cristiano diventando essa stessa una religione. Ciò che loro stessi hanno combattuto (e combattono ancora senza minimamente un senso critico della storia, fatto di tantissimi luoghi comuni, ma anche senza conoscenza reale dei presupposti teologici della fede cristiana) soprattutto a partire dal periodo post illuminista, culminato nell’ideologia comunista dell’ateismo di Stato che mirava senza ombra di dubbio all’eliminazione sistematica di Dio dalla storia dell’umanità, é diventato il loro mantra fatto di intolleranza, disprezzo, visioni miopi e fanatismo conditi da arroganza e da quella presunzione derivata dal “possedere” la cultura e da una falsa idea di verità e libertà, che li faceva collocare su un alto piedistallo. È pazzesco come questa idolatria abbia condizionato subdolamente intere generazioni con il il quasi monopolio dei mezzi di comunicazione di massa, a partire dall’editoria, vero e potente iniziale strumento di manipolazione del pensiero. Come appartenente alla generazione nata nei primi anni 60 ho ben visto questa evoluzione e la rabbia invidiosa che oggi stanno provando questi signori nel vedere il ritorno silenzioso di tanti uomini e donne al bisogno di riappropriarsi del rapporto con Dio e con una fede autentica e genuina. Un ritorno non privo di enormi persecuzioni. E di questo bisogna ringraziare i vari Papi che si sono succeduti nel periodo post-conciliare che progressivamente, e ancor oggi, stanno traghettando l’umanità attraverso le difficili acque turbolente di una politica e società sempre più liquida e appiattita sui diktat di pochi, proni soprattutto a dinamiche geopolitiche fondate sul potere economico.

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