Eucaristia, la Chiesa primitiva dà ragione ai cattolici (non ai protestanti)
- Ultimissime
- 09 Giu 2026

Presenza reale o solo simbolo? Le diversità tra cattolici e protestanti sull’Eucaristia si risolvono facilmente leggendo i padri della Chiesa: la verità è chiara.
Chi ha ragione? Cattolici o protestanti?
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù afferma: «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita».
I cattolici leggono queste parole in senso letterale, credendo nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Molti protestanti, invece, le interpretano simbolicamente, considerando il pane e il vino come semplici segni commemorativi.
Come capire chi ha ragione considerando che la Bibbia non fornisce una definizione dottrinale della metafisica dell’Eucaristia?
Eucaristia: la risposta nei Padri della Chiesa
Interessante è l’approfondimento del frate francescano e youtuber padre Casey Cole.
Per capire quale interpretazione sia più vicina alle origini del cristianesimo basta guardare alla Chiesa primitiva. Il quadro che emerge è sorprendentemente chiaro.
Nei primi secoli del cristianesimo non si trova alcun autore che descriva l’Eucaristia come un semplice simbolo. Nemmeno un eretico che lo afferma, né alcun dibattito di questo tipo.
Al contrario, le testimonianze più antiche parlano di una presenza speciale e reale di Cristo.
San Giustino Martire, nel II secolo, definiva l’Eucaristia come la carne e il sangue di Gesù incarnato. San Clemente di Alessandria, pur scrivendo dall’altra parte del Mediterraneo, affermava che chi la riceveva con fede veniva santificato nel corpo e nell’anima.
Sant’Ireneo insegnava la stessa cosa:
«Il pane che proviene dalla terra, quando riceve l’invocazione di Dio, non è più pane comune, ma Eucaristia, composta di due realtà, una terrena e una celeste […]. Così anche i nostri corpi, quando ricevono l’Eucaristia, non sono più corruttibili, avendo la speranza della risurrezione per l’eternità»1Adversus Haereses, Libro IV, cap. 18, 5
San Cirillo di Gerusalemme istruiva i fedeli durante la Messa ad accostarsi alla comunione con adorazione e riverenza mentre san Giovanni Crisostomo diceva alla sua congregazione di trattarla come i Magi si accostarono al Cristo bambino.
Sant’Agostino insegnava chiaramente che l’Eucaristia dovesse essere adorata come la stessa carne di Cristo.
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Le pratiche della Chiesa primitiva
Non solo le parole, ma anche le pratiche dei primi cristiani confermano questa convinzione.
L’Eucaristia veniva custodita con estrema venerazione, trasportata in appositi contenitori, adorata durante la liturgia e conservata in luoghi dedicati che anticipavano gli attuali tabernacoli.
Questi nacquero a partire dal IV secolo, proprio per custodire, intronizzare e proteggere l’Eucaristia non consumata dopo la Messa.
Per padre Cole, un simile livello di rispetto sarebbe difficile da spiegare se si fosse trattato soltanto di pane ordinario.
«Nessuno nei primi secoli credeva che l’Eucaristia fosse soltanto un segno o un simbolo», afferma il francescano. «D’altra parte nessuno si spingerebbe a tanto per proteggere del pane ordinario».
Il dogma della transustanziazione
Padre Cole riconosce che la dottrina della transustanziazione venne formulata solo nel XIII secolo.
Ma sottolinea una distinzione fondamentale: la spiegazione filosofica del “come” Cristo sia presente nell’Eucaristia è una cosa, mentre la convinzione che Cristo fosse realmente presente era già universalmente accettata.
Come quasi tutti i dogmi formulati dalla Chiesa nel corso dei secoli, si trattava di verità già stabilite fin dall’inizio dal popolo cristiano. Il dogma non fa altro che ribadire in termini ufficiali il contenuto della fede dei primi apostoli.
L’Eucaristia cambia con i protestanti
Il primo a parlare di Eucaristia come una realtà esclusivamente spirituale fu nel 1055 il filosofo Berengario di Tours.
Egli però intendeva che il corpo e il sangue di Cristo fossero presenti in modo dinamico e consumati spiritualmente. Quindi nemmeno questo coincide con la prospettiva protestante comune.
La novità sulla reale presenza di Cristo arrivò con i riformatori protestanti del XVI secolo: Zwingli, Calvino e Lutero. Ognuno con prospettive diverse.
Per Lutero, Cristo era realmente presente nell’Eucaristia ma la Sua presenza esisteva temporaneamente accanto al pane. Per Calvino, invece, Cristo non era realmente presente, né fisicamente né localmente.
Fu in particolare Ulrico Zwingli ad interpretare arbitrariamente l’Eucaristia come un atto puramente simbolico.
Come sappiamo, al cuore della prospettiva protestante vi è l’idea che, a un certo punto della storia (non si capisce quale), la Chiesa cattolica abbia smarrito la propria strada.
La domanda da fare ai nostri fratelli protestanti è una sola: se questa lettura fosse quella originaria, perché non compare nei primi quindici secoli della storia cristiana?
Eucaristia, tra cattolici e protestanti
Per il francescano padre Cole, la testimonianza della Chiesa primitiva porta dunque a una conclusione precisa: i primi cristiani credevano che Cristo fosse realmente presente nell’Eucaristia e non che essa fosse soltanto un simbolo.
Non è un caso che innumerevoli ex protestanti testimonino come all’origine della loro conversione cattolica vi sia semplicemente la lettura dei Padri della Chiesa.


















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