Il coniglio gigante sopravvive grazie alle suore di Toledo
- Ultimissime
- 01 Mag 2026

Un esempio concreto di cura del creato. E’ quello delle suore spagnole che da anni preservano la razza del coniglio gigante dall’estinzione.
I conigli giganti non si estingueranno.
Nel cuore della Spagna, all’interno del convento di Sant’Antonio da Padova a Toledo, un piccolo gruppo di suore francescane sta portando avanti un’insolita ma significativa opera di conservazione ambientale.
Si tratta di salvaguardare la specie del cosiddetto coniglio gigante spagnolo, una razza oggi a rischio di estinzione.
Le suore di Toledo e i conigli giganti
Oltre alle loro attività di assistenza sociale e spirituale a servizio della popolazione locale, infatti, le religiose si occupano da 36 anni anche di decine di questi esemplari, monitorandone la salute, la riproduzione e la genealogia attraverso microchip e registri accurati.
Questi conigli possono raggiungere dimensioni notevoli e storicamente venivano allevati anche per ragioni alimentari, soprattutto durante periodi di carestia e nel dopoguerra.
Nella vita del convento spagnolo è quindi inclusa anche una specifica opera di cura del creato, attività nata per caso.
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“Siamo francescane, custodiamo il creato”
Lo spiega la badessa, suor Consuelo Peset: «Quando sono arrivata qui ho saputo che in passato avevano già allevato diversi animali, tra cui conigli. Ho parlato con i miei genitori e mi hanno portato una coppia di questi esemplari. Le altre consorelle si sono appassionate e abbiamo iniziato ad allevarli».
La religiosa spiega anche di aver deciso di proseguire quest’opera per mantenere una promessa fatta a un allevatore asturiano, che le aveva affidato i suoi esemplari prima di ammalarsi: «Siamo francescane, custodiamo il creato».
Accanto alla cura degli animali, la comunità religiosa si occupa anche di attività più tradizionali come la produzione di dolci, marmellate e gelati.
Le sorelle sono specializzate particolarmente nel tradizionale marzapane toledano che, assieme ad altri prodotti, viene venduto nel negozio del convento e rappresenta una fonte importante di sostentamento.

Cura del creato, senza umanizzarlo
L’esperienza delle suore di Toledo rappresenta un esempio concreto e misurato di custodia responsabile del creato.
Non si tratta di sostituire l’attenzione all’uomo con quella per gli animali, ma di riconoscere che entrambe rientrano in una stessa responsabilità etica.
Come ricordato recentemente dalla Commissione Teologica Internazionale, siamo chiamati a vivere «una relazione libera e responsabile con la creazione, con gli altri e con Dio».
Nel far questo, spiega il documento “Quo vadis, humanitas?”, la necessaria cura del creato evita «gli eccessi di certe società avanzate, soprattutto in Occidente, che tendono a considerare alcuni animali, soprattutto domestici, quasi come persone», tenendosi distante anche dalle «tentazioni reciproche di “umanizzare gli animali” e di “ridurre gli esseri umani ad animali”».
L’opera sui generis delle suore di Toledo mostra che la custodia del creato non è un’astrazione teorica o un mero discorso teologico, ma può tradursi in gesti quotidiani, concreti e sostenibili.


















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