Khmer rossi, condannati ultimi leader. La sentenza: «volevano creare una società atea»

Condanna Khmer rossi. Nessuno riporta le parole della sentenza, in cui si legge che “volevano creare un società atea ed omogenea”. Lo stesso progetto di tutte le dittature del Novecento. Pol Pot era amico di Sartre e un ammiratore della Rivoluzione Francese.

 

Sorprende che l’organo di stampa del comunismo italiano, Il Manifesto, parli della condanna degli ultimi due leader dei Khmer rossi, seguaci militari del dittatore cambogiano Pol Pot e responsabili di uno dei maggiori stermini di massa della seconda metà del secolo scorso. La Corte straordinaria della Cambogia, infatti, ha condannato per genocidio Nuon Chea e Khieu Samphan.

Meno strano che nel riportare la notizia, invece, il giornalista comunista Emanuele Giordana eviti accuratamente di citare la parola comunismo. Come se i Khamer rossi fossero stati solo un po’ matti e non esecutori pratici dell’ideologia che anima lo stesso quotidiano rosso. Il New York Times, al contrario, fin dalle prime righe ha scritto: «Undici anni dopo il loro arresto, e dopo un lungo e costoso processo, sono stati condannati come membri sopravvissuti di una comunità comunista molto unita e ritenuti responsabili dell’uccisione di almeno 1,7 milioni dei loro connazionali dal 1975 al 1979».

Né il Manifesto, né il New York Times, tuttavia, riportano le parole esatte della sentenza che li ha condannati: i Khmer Rossi, si legge, «volevano stabilire una società atea e omogenea, sopprimendo tutte le differenze etniche, religiose, razziali, di classe e culturali». I due condannati hanno negato le atrocità commesse, ma i giudici cambogiani hanno denunciato il piano di Pol Pot di voler estirpare «i vietnamiti fino all’ultimo seme», come pure l’etnia Cham. Secondo le testimonianze emerse al processo, fra 100mila e 500mila Cham (un’etnia musulmana) sono stati uccisi con massacri collettivi, roghi di libri di preghiere, decapitazioni, stupri, matrimoni forzati e cannibalismo.

Dunque, nero su bianco, è scritto: “volevano creare una società atea e omogenea senza divisioni di classe”. Ma non fu lo stesso identico progetto tentato nel Novecento da tutte le grandi dittature? Quel secolo senza Dio, come è stato ribattezzato? Da quella cinese a quella sovietica, da quella jugoslava a quella nordcoreana? Molti non sanno che il dittatore Pol Pot era un grande amico di Jean-Paul Sartre, fu un ammiratore della Rivoluzione francese ed entrò presto in contatto con gli ideali marxisti dei rivoluzionari parigini. Nel 1951, vent’anni prima di dare avvio al genocidio nel suo paese, Pol Pot si unì al Partito Comunista Francese.

Il quotidiano comunista francese, Liberation, ha cercato di minimizzare l’influenza parigina sui futuri sterminatori. Ha dato la parola a Henri Locard, uno storico specializzato sulla Cambogia: «Questi studenti non sono stati introdotti al marxismo in Francia, erano già politicizzati lasciando la Cambogia». Locard ha comunque ammesso: «Si unirono al Partito Comunista francese, spesso sotto altri nomi per cercare di contrastare i servizi di intelligence francesi. I cambogiani vennero influenzati molto dalla storia della Rivoluzione francese, il loro più grande eroe fu Robespierre. Presto, l’idea che lo scopo della loro nobile lotta potesse tollerare l’esecuzione degli esseri umani divenne un’ovvietà». Il fratello del dittatore Pol Pot, Saloth Neap, il giorno della sua morte, aveva invece precisato: «E’ in Francia che è cambiato». Così, i leader dei Khamer rossi appresero le loro idee sulla “società atea” proprio nella Parigi illuminista, culla della democrazia e dei “nostri valori” secondo alcuni odierni intellettuali. Oggi tutti esultano per la loro condanna, senza però raccontare la verità. E senza nemmeno leggere la sentenza di condanna.

La redazione

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10 commenti a Khmer rossi, condannati ultimi leader. La sentenza: «volevano creare una società atea»

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  1. lorenzo ha detto

    Anche in Italia i partigiani comunisti erano, come ben specifica il libri di Gianfranco Stella “Compagno Mitra”, sulla linea dei Khmer rossi.

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  2. LG ha detto

    “Nessuno è mai morto in nome dell’ateismo”. Eh già.

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    • Aristarco De' Strigidi ha detto in risposta a LG

      Ma in nome di quella RELIGIONE finta laica e finta atea che si chiama comunismo, dove un’ “IDEA” falsamente scientifica prende il posto di una religione, ASSOLUTAMENTE SI.

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      • Franco ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

        Di fatto il comunismo è stato il momento di massimo splendore dell’ateismo applicato. Non a caso qualunque discorso sulla religione di Stalin, Mao o Pol Pot verrebbe oggi sottoscritto dal 98% degli atei militanti.

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      • Michele ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

        Ma va là finta laica e finta atea. Per Marx, l’alienazione religiosa è la prima alienazione e l’ostacolo fondamentale da abbattere per “liberare” l’uomo. L’ateismo segue il comunismo come l’ombra segue il corpo.

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  3. Aristarco De' Strigidi ha detto

    «Sterminare le minoranze per creare una società atea».
    CONTESTO !
    L’ obiettivo era quello di creare una società COMUNISTA, aderente cioè a quella sorta
    di VERITÀ rivelata che pretende di essere il comunismo, in ciò in nulla diverso da una
    qualsiasi altra religione.
    l’ Ateismo, cui mi onoro di appartenere, é cosa ben diversa !

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    • Franco ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

      Beh, questa è la sentenza della Corte della Cambogia, evidentemente era l’intenzione espressa dei Khmer rossi.

      In un regime di totale relativismo, dove l’Assoluto non esiste, non saprei come dimostrare che tu stai dicendo il “vero” e i Khmer rossi dicono il “falso”. Prendo solamente atto che l’idea di “ateizzare lo Stato” è un progetto che viene condiviso dal 98% degli atei moderni.

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    • Brunello ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

      Sarei curioso di conoscere i fondamenti etici della società atea auspicata da Aristarco

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      • Klaud ha detto in risposta a Brunello

        Pensi che vi siano molti tipi di etica?

        Pensa a un’etica orientata al rispetto dell’uomo, e non al timore di un dio.

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    • Aristocle ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

      Per correttezza: il comunismo marxiano non è “verità rivelata”, ma “socialismo scientifico”…diversamente dove mettiamo la dofferenza tra “fede” e “sapere”?

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