Alexander Núñez non è più gay, ora è perseguitato dagli “anti-omofobia”

In Cile è un volto noto di programmi televisivi rivolti ai giovani. Il suo nome è Alexander Nunez, conosciuto anche come “Arenito”: presentatore e ballerino. Famosa era anche la sua omosessualità. Per un certo periodo è sparito dalla scena pubblica per tornare, recentemente, profondamente cambiato.

Intervistato durante un programma televisivo molto seguito, Núñez ha raccontato dei suoi anni giovanili tra televisione e vita gay. Fino a che, ad un certo punto, nel 2013 ha dovuto occuparsi della madre Ruth Valencia, malata di cancro uterino, la quale è morta poco dopo. Questo fatto ha portato Alexander a grandi riflessioni sulla sua vita, riprendendo quei valori cristiani che la madre aveva testimoniato fin da quando era piccolo.

Il cammino è sfociato in una conversione, scoprendo quel che chiama la sua «identità in Cristo». Davanti a milioni di telespettatori, circondato da opinionisti apertamente contrari alle sue parole, Nunez ha serenamente affermato: «L’omosessualità è una delle cose che il Signore ha cambiato in me», oggi sogna di avere una moglie «per dargli le cure di cui una donna ha bisogno». E ancora: «Non credo nell’amore tra uomo e uomo, ero omosessuale e non ho mai provato amore per un uomo, sentivo attrazione, certamente c’era qualcosa di fisico, ma era dovuto al disordine emotivo che vivevo».

L’intervista non è certo passata inosservata tanto che il canale televisivo National Television Council (CNTV) ha ricevuto ben 74 denunce, con questa motivazione: «Le parole dell’ospite Alexander Nunez sulla sua conversione all’eterosessualità sono omofobe, offensive e contrario ai diritti umani». Tuttavia, il Consejo Nacional de Televisión (CNTV) ha concluso che «secondo l’analisi dei contenuti non è possibile dedurre l’esistenza di violazioni di precetti costituzionali, legali e regolamentari che disciplinano il contenuto delle trasmissioni di servizi televisivi».

Anche l’associazione Lgbt Movimiento de Liberación e Integración Homosexual (Movilh) ha definito “apertamente omofobe” le parole di Nunez. Ma talmente troppe volte si è gridato “al lupo, al lupo” che ormai nessuno più bada a tali scandalismi. Anche perché, come ha ben chiarito l’avvocato Cristobal Aguilera, «la cosa paradossale è che quando l’associazionismo gay accusa di discriminazione, alla fine a discriminare sono loro. Quando promuovono la tolleranza, le loro posizioni sono in definitiva le più intolleranti. L’unica cosa pericolosa non sono le opinioni di Alexander Nunez, ma offendere coloro che pensano in modo diverso e cercare, con forza, di metterli a tacere. Che è ciò che esattamente fanno tali organizzazioni Lgbt».

La redazione

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7 commenti a Alexander Núñez non è più gay, ora è perseguitato dagli “anti-omofobia”

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  1. Enigma ha detto

    Vabe’ un classico….

    • lorenzo ha detto in risposta a Enigma

      Hai ragione: 74 denunce perché «Le parole dell’ospite Alexander Nunez sulla sua conversione all’eterosessualità sono omofobe, offensive e contrario ai diritti umani» sono un vero classico della follia!!!

  2. positrone76 ha detto

    Questa è la sua storia personale ed è una storia bellissima (anche se non credo molto nelle storie ventilate alla tv), forse esemplare per alcuni forse eccessivamente esemplificativa per altri.

    Ovviamente l’idea che uscire dalla condizione di omosessuale è ritenuta scandalosa agli occhi di un certo mondo malato di ignoranza. Ovviamente individualmente si può uscire da quella condizione come da altre compreso l’eterosessualità che può essere vissuta più o meno pienamente per poi non riconoscerla più come condizione propria. Stabilire che ogni percorso sia sempre volontà di DIO o dell’angelo caduto Satana, stabilire che un percorso (psicologico) sia frutto di una disfunzione o di una malattia, reca un ingiusto marchio ed esso va evitato.
    La genesi rimane in parte sconosciuta e si dovrebbe avere rispetto nel riconoscere i nostri limiti umani fino a quando la nostra conoscenza non migliorerà ogni salto in avanti è un’azzardo.

    Ci sono molti casi di persone che pregano e si affidano a Dio per superare le cose che nella vita li o ci opprimono. Questo ragazzo non ha mai voluto credere di essere gay e “aspetta” ora di trovare la donna giusta.
    Prima di elevarlo agli altari aspetterei qualche annetto… come anche per la santità che si attribuisce sempre dopo la morte e non durante la vita terrena…

  3. Max ha detto

    Credo che comunque sarebbe bene fare una differenza tra essere gay, che e’ piu’ uno stile di vita, ed essere omosessuale, cioe’ avere attrazione verso persone dello stesso sesso.

    Ci sono omosessuali che si guardano bene dal farsi definire gay, perche’ non amano quel modo di vivere.

    • positrone76 ha detto in risposta a Max

      Certo, è che le definizioni sono piuttosto ondivaghe. All’interno del mondo omosessuale c’è una varianza molto grande nella gestione, nel pensiero e nello stile di vita. Non tutti anzi la maggiorparte non è edonista, è conscia che famiglia in senso pieno è solo quella procreativa etc etc…

      • Max ha detto in risposta a positrone76

        Quasi del tutto esatto. Comunque, non so se la maggior parte degli omoessuali la pensi cosi’. Ma una parte importante, credo di si’.

  4. Emanuele ha detto

    È già tanto che lo hanno lasciato parlare… Se penso a Luca Di Tolve, rischia il linciaggio ad ogni incontro…

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