Caso Orlandi, la voce di Marco Accetti comparata con il telefonista “Mario”. E’ la stessa?

Il 22 giugno scorso è stato il trentacinquesimo anniversario della scomparsa della cittadina vaticana Emanuela Orlandi. Come sempre accade è il momento in cui emergono presunte rivelazioni e quest’anno non ha fatto eccezione: un anonimo ed anziano prelato avrebbe rivelato alcune novità, ma per ora non ci sono riscontri. Ci siamo occupati spesso del caso Orlandi e vorremmo tornare sulla pista che riteniamo più convincente delle altre, quella legata al reo confesso Marco Fassoni Accetti.

Per chi non sapesse di cosa parliamo invitiamo la consultazione del nostro dossier, in cui abbiamo analizzato tutte le varie ipotesi di spiegazione di questo mistero italiano. Brevemente: Fassoni Accetti (MFA, in breve) si è presentato alla Procura di Roma nel marzo 2013 autoaccusandosi di essere stato uno dei responsabili e uno dei tre principali telefonisti (il cosiddetto “Americano”, in seguito dirà di essere stato anche “Mario”, un secondo telefonista) della sparizione di Emanuela (e di Mirella Gregori), raccontando un complesso scenario ma evitando chiamate di correità verso (presunti) sodali. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ha svolto alcune indagini ma, nel 2015, il procuratore Giuseppe Pignatone gli ha sottratto il caso, archiviandolo (contro la volontà di Capaldo) e ritenendo non credibile il reo confesso.

Esistono tuttavia diversi elementi per dubitare della correttezza di tale sentenza: come abbiamo già osservato, ci sono numerose “coincidenze” nella biografia di Fassoni Accetti che lo legano alla sparizione di Emanuela, al di là della credibilità o meno del suo racconto (tanto da aver, alla fine, convinto anche il giornalista Pino Nicotri, tra i più esperti della vicenda e da sempre fortemente scettico nei confronti di MFA). Oggi approfondiamo una “coincidenza” in più, ovvero l’effettiva potenziale sovrapponibilità della voce di MFA a quella dei telefonisti “Mario” e “Americano” (il terzo, “Pierluigi” non venne registrato), che chiamarono la famiglia dopo la sparizione di Emanuela e che, tra tanti mitomani, convinsero gli inquirenti (sopratutto l’Americano) di aver avuto effettivamente un ruolo nella vicenda.

In una nostra telefonata con Marco Fassoni Accetti, un anno fa circa, lo abbiamo invitato a dimostrare in qualche modo di essere stato l’autore di quelle telefonate, provando -così, all’improvviso- a “rifare” i due telefonisti. Sono passati 35 anni, la voce cambia per tutti ma chiunque potrà comunque notare una somiglianza (similitudine ammessa dalla stessa Procura, oltretutto). Questo non smentisce del tutto il dubbio che MFA stia imitando i due personaggi, magari dopo aver studiato più volte le registrazioni. Ma, certamente, è sorprendente questa possibile sovrapposizione di voci da parte dello stesso personaggio la cui ex moglie si recava a Boston proprio nei giorni in cui da lì partivano i comunicati sul caso Orlandi; che in un città di 1.285 km² come Roma abitava a pochi metri dalla casa di Mirella Gregori (e di Alessia Rosati, un’altra ragazza scomparsa in quel periodo); lo stesso uomo che -come provato- intercettava e si relazionava con giovani proponendo loro di posare nei suoi film o fotografie nella stessa area urbana frequentata da Emanuela; che ha avuto come direttore spirituale il futuro diplomatico vaticano mons. Pierluigi Celata, il quale porta lo stesso nome del primo telefonista (“Pierluigi”) e che abitava sopra la maison de le “Sorelle Fontana”, citate nell’ultima telefonata di Emanuela alla sorella Federica il giorno della scomparsa.

Insomma, quello che vorremmo sottolineare non è tanto che le voci comparate siano certamente e senz’ombra di dubbio attribuibili alla stessa persona, ma che -dopo tutte le coincidenze biografiche di MFA- possa anche solamente sorgere la sensazione che la sua voce sia effettivamente compatibile con quella dei due telefonisti. Quanti possono vantare la stessa somiglianza? E’ un mitomane che sta semplicemente imitando? Quanti mitomani, anche dopo anni di esercizio, saprebbero imitare così bene, così “naturalmente”? E che sfacciata “fortuna”: lo stesso mitomane che ha nella sua biografia così tanti legami oggettivi con il caso Orlandi-Gregori, “vanta” anche una voce somigliante o sappia così ben imitare la voce dei telefonisti di cui si accusa essere stato. Piccola nota: chi ha avuto modo di parlare a lungo con Marco Fassoni Accetti si stupisce di ritrovare senza troppa difficoltà, al di là del timbro di voce, il suo normale modo di esprimersi sia in “Mario” che, sopratutto, nell’“Americano”: le stesse pause, lo stesso modo di interrompere l’interlocutore, la stessa gestione della frase: rapida e perentoria inizialmente, per poi decelerare e ammorbidirsi, ecc. Solo autosuggestione? E’ possibile, non c’è modo di provarlo oggettivamente, ma la netta sensazione rimane.

Iniziamo con la prima comparazione, quella tra Fassoni Accetti ed il telefonista “Mario”. La comparazione con l’“Americano” sarà pubblicata mercoledì prossimo, 4 luglio. L’11 luglio, infine, pubblicheremo qualcosa riguardante Emanuela Orlandi, comparando la sua voce a quella di un audio misterioso e controverso che i presunti rapitori resero pubblicamente disponibile.

 

Qui sotto il video di comparazione delle voci tra Marco Fassoni Accetti ed il telefonista Mario (pubblicato anche sul nostro canale Youtube)

 
La redazione

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6 commenti a Caso Orlandi, la voce di Marco Accetti comparata con il telefonista “Mario”. E’ la stessa?

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  1. Aristarco De' Strigidi ha detto

    Nessuno si illuda che la Verità, quella vera e non di comodo, possa mai venire a galla.
    Posso sbagliami ovviamente, ma la sensazione é che gli interessi in gioco siano enormi, al di là di ogni possibile “mea culpa”.
    E non sia mai di debba tirare in ballo qualche santo troppo frettolosamente issato sugli altari.

  2. Enrico ha detto

    C’è anche la sensazione che a te farebbe tremendamente piacere se fosse davvero così come dici. Ma, per carità, posso anch’io sbagliarmi. 😉

  3. Andrea Bastioni ha detto

    Uno dei casi più eclatanti degli anni 80 che lega Chiesa Stato e malavita.
    Le istituzioni fanno muro montando farse è misteri per far “appassionare” l opinione pubblica.
    Una ragazzina rapita in pieno centro della Capitale in orario di punta… Su per favore.. non prendiamoci in giro.

  4. giuliano ha detto

    La cittadinanza Vaticana si ottiene o si perde se si risiede o si cessa di risiedere nella Città del Vaticano. E’ una cittadinanza “formale” più che sostanziale (legata solo alla residenza). Quante irragionevoli assurdità sul caso Orlandi correlate alla presunta “rilevanza” di essere cittadina Vaticana che non ha ragione d’essere.

  5. Antonio ha detto

    Ho fatto indagini personali, ero un ex agente della polizia di Stato, che schifato di ditte le vicende sporche, sia nella politica, che nella chiesa, mi sono rimesso dopo 10 anni di servizio.Avrei voluto scrivere un libro, anzi tutti i miei ex colleghi, avrebbero da parlare, ma tutti noi abbiamo moglie e figli e nessuno parlerà’ perché ognuno difenderà’ il suo orticello e nessuno vuole problemi. Il fatto è questo….tutto quello che potreste pensare e’nulla in confronte alla verità, che è molto peggiore di ogni pensiero.

    • LG ha detto in risposta a Antonio

      Però questo può dirlo chiunque, dalla casalinga di Pavia al muratore di Bergamo. Servono riscontri Antonio, non basta dire “sono un ex agente”…

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