I quattro gatti Radicali diventano due, ma il Papa aveva teso un mano…

cacciata dai radicali, bergoglio boninoEmma Bonino diseredata dai suoi amici Radicali, assieme a lei anche Marco Cappato. Il gruppo guidato da Maurizio Turco e Rita Bernardini ha infatti preso possesso delle macerie del partito pannelliano, intendendo accaparrarsi l’eredità patrimoniale del partito.

Per anni hanno combattuto la Chiesa fingendo di essere preoccupati dall’economia vaticana oggi, morto Marco Pannella (che già l’aveva scomunicata), i suoi seguaci non ci pensano due volte a sbattere fuori i leader partito per entrare in possesso delle quote societarie. «Ci accusano di tradimento, con la favola di dichiararsi “mendicanti”, solo per cacciarci e prendersi la “robba”, la poca che c’è», il commento del segretario radicale Riccardo Magi. Poca non è, se si contano i 50 milioni di euro di fondi pubblici indebitamente ricevuti da Radio Radicale per il servizio  di diretta dal Parlamento che già offre Radio Rai.

E’ stata sfrattata anche l’Associazione Luca Coscioni, buona notizia, che perde così un sostegno politico importante nelle battaglie sull’eutanasia legale. Sembra proprio l’eccessiva adesione del gruppo boniniano alla militanza pro-cannabis, pro-prostituzione e pro-eutanasia ad aver infastidito i seguaci di Pannella, più interessati ad altre battaglie. Partito Radicale e Radicali Italiani si faranno concorrenza, in palio meno di 3000 iscritti: «se non si raggiungono certi numeri si chiude battenti, e i Radicali Italiani ci stanno facendo concorrenza in casa». Altro che “partito non violento”: «L’impotenza che diventa violenza e ha bisogno di inventare il tradimento altrui come pretesto e alibi», commentano i Radicali italiani.

La notizia offre l’occasione per parlare del poco compreso tentativo di Papa Francesco di tendere una mano ai due leader del partito italiano più anticlericale. Da una parte il Pontefice ha cercato di valorizzare il contributo di Emma Bonino nell’accoglienza ai migranti –in linea con i suoi predecessori-, citandola «tra i grandi dell’Italia di oggi per il miglior servizio nel far conoscere l’Africa». Mettendo così in secondo piano il suo attivismo sui temi etici: «è gente che la pensa in modo molto diverso da noi», ha precisato. «Vero, ma bisogna guardare alle persone, a quello che fanno». L’associazione Papaboys ha giustamente spiegato: «Papa Francesco ha semplicemente dato a Cesare il suo. Francesco non ha messo sull’altare Emma Bonino, ha riconosciuto il suo impegno ed il suo lavoro per l’Africa». Una sorta di promessa alla Bonino: impegnati sulle battaglie giuste, sul problema delle carceri e dei migranti: su questo avrai l’appoggio del mondo cattolico.

Francesco ha cercato anche un contatto con Marco Pannella, lo ha chiamato durante uno sciopero per la fame per il sovraffollamento carcerario, ha discusso con lui del problema, della vita e della morte, dell’uomo e dello spirito. Poco prima di morire, curato in una clinica di suore, Pannella ha scritto a Bergoglio: «Ti voglio bene. Ho preso in mano la croce che portava mons. Romero e non riesco a staccarmene». La causa di beatificazione dell’arcivescovo salvadoregne venne iniziata da Giovanni Paolo II, sbloccata da Benedetto XVI e portata a termine da Francesco. Giuseppe Di Leo, vaticanista di Radio Radicale, ha raccontato che Pannella andava d’accordo anche con Papa Wojtyla, perché «i jolly, gli irregolari, ci capiscono e si piacciono». Padre Lombardi, ex direttore della Sala stampa vaticana, disse questo alla morte del leader radicale: «Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati». Mons. Rino Fisichella, incaricato da Francesco di organizzare il Giubileo 2016 ha dichiarato cose simili: «Non ho certo condiviso le battaglie di Marco Pannella come l’aborto o in tempi più recenti, quella per l’eutanasia. Ma non posso dimenticare che è stato anche capace di far sentire la voce dei senza voce. Ho condiviso ben poco, anzi nulla, di certe battaglie radicali degli anni ’70 e ’80. Ma non posso nemmeno dimenticare le iniziative per combattere la fame nel mondo o quelle per far sentire la voce di chi non aveva voce, come nel caso dei carcerati. Questo non dovrebbe stupire. È importante cercare con chi non crede un dialogo fondato sulla ragione». Un giudizio simile a quello dello storico direttore di Tempi, Luigi Amicone, amico di Pannella e Bonino.

Il Papa e la Chiesa hanno cercato questo dialogo, hanno lanciato una fune, tentato un incontro, si sono scandalosamente invitati a casa di Zaccheo, senza mai diventare complici delle loro battaglie contrarie all’etica cristiana anzi, professando apertamente il contrario. Se Pannella dopo il “contatto” con Francesco si avvicinò alla croce e mise da parte le battaglie etiche (seppur senza rimangiarsele) -addirittura cambiò idea sulle unioni civiliallineandosi agli attivisti per la famiglia nell’invocare un referendum (“effetto Francesco?”)-, la Bonino non sembra affatto aver accolto l’invito. Ci auguriamo che questa cacciata da parte dei suoi amici storici la faccia ricredere sulla mano che qualcuno le aveva teso.

La redazione

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45 commenti a I quattro gatti Radicali diventano due, ma il Papa aveva teso un mano…

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  1. Fabio ha detto

    Quando è morto Marco Pannella, son rimasto molto dispiaciuto.
    Non condividevo le sue ideologie politiche, o non tutte, ma quando lo guardavo negli occhi, percepivo in lui molta sensibilità che purtroppo a tanti cattolici manca. Son certo che quella sua sensibilità che io percepivo nel suo sguardo, lo abbia indotto non poche volte ad operare il bene in forma privata, senza darlo a vedere alle telecamere.
    Io ho sempre pensato che Marco sia stato condonato dal Signore, ed ora che ho letto del suo stringere forte il crocefisso poco tempo prima di morire, ne sono CERTO.
    Riposa in pace, Marco.

    • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a Fabio

      invece io ero molto felice, perché Pannella è stato un uomo di morte….divorzio, droga libera, ecc.ecc…

    • lorenzo ha detto in risposta a Fabio

      Non vorrei essere stato al posto suo quando si è trovato faccia a faccia con i milioni di esseri umani che che ha contribuito a non far mai partorire: credo abbia bisogno di preghiere.

      • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a lorenzo

        …ricordiamoci quanti bambini ha uccido la Bonino….quando, da giovane, eseguiva aborti https://s18.postimg.org/3mw3iq6e1/bonino.jpg [ foto vera ] con la pompetta da bicicletta e si vantava…notare che a quell’epoca l’aborto era considerato reato penale…come mai non è mai stata perseguita dai magistrati così zelanti con le mazzette?
        La stessa Emma Bonino, in un’intervista al settimanale “Oggi” del 29 luglio 1976, ad elencare la macabra conta: «Tra il febbraio e la fine di dicembre del 1975, gli interventi per aborto del CISA sono stati 10.141»
        In quella stessa intervista pubblicata da Oggi nel 1975, spiegava nel dettaglio come “operava”: «Prima di tutto, occorre un vaso, ermeticamente chiuso, dove si crea il vuoto e dove finisce il contenuto dell’utero che viene aspirato con la cannula. Io uso un barattolo da un chilo che aveva contenuto marmellata. Il barattolo viene chiuso con un tappo di gomma che ha tre fori. Da un buco parte il tubo di gomma in cui si inserisce il gommino della pompa da bicicletta (con la valvola interna rovesciata per aspirare aria anziché immetterla); dal secondo buco parte il tubo di gomma in cui si inserisce la cannula Karman; nel terzo buco si mette il manometro, per controllare la pressione che si crea nel vaso con la pompa».
        Chissà se Papa Bergoglio gli ha ricordato il suo passato…Oppure se ha usato la sua misericordia.
        Voi che dite?

        • lorenzo ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

          Gesù non ha ricordato a Zaccheo il suo passato, eppure i Vangeli narrano che la vita di Zaccheo è cambiata: vuoi vedere che i giornali ci stanno tenendo nascosto che ora la Bonino è un’attivista pro life?

        • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

          …si, Sara,[ li avevo letti ] è proprio un mistero..forse sono pervasi dalla misericordia 🙂 verso i nemici, invece sugli amici si può sparare 🙂 🙂

        • lorenzo ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

          I tuoi probabilmente erano i primi interventi e quindi ritengo, visto l’articolo così benevolo nei confronti della Boninio, che la redazione volesse evitare che i commenti prendessero una piega non voluta…

        • Klaus B ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

          La mettano come vogliono quelli dell’associazione Papaboys, per quanto mi riguarda tra tutte le uscite estemporanee di Papa Francesco, quella sulla Bonino mi ha sconcertato più di tutte. E non credo di essere stato il solo. Con tutta l’obbedienza al Papa sulle questioni di fede, che non metto minimamente in discussione perché non ho il minimo dubbio di carattere sedevacantista. A proposito di Pannella, mi auguro per la salvezza della sua anima che si sia ravveduto in prossimità della morte. Ma in ogni caso, la sua figura pubblica resterà quella che lui stesso ha costruito per decenni, cioè l’essenza dell’anticristianesimo.

  2. Fabio ha detto

    Cari lettori, vorrei che rileggeste con calma il mio post, giacché ho scritto che non condividevo le prese di posizione di Pannella, se non una piccola parte e non certo in merito all’aborto o all’eutanasia, se proprio ci tenete a saperlo.

    La morte di un uomo a me dispiace, indipendentemente da ciò che egli sia stato in vita, a meno che non sia stato un mostro di violenza e crudeltà. Mi dispiace soprattutto se quell’uomo abbia compreso il Valore di Credere in qualcosa che meriti di essere creduto, solo in tarda età o prossimo alla morte.

    Ci son rimasto male la morte di personaggi noti, sia attuali, sia del passato, sui quali si potrebbe discutere per anni, senza mai che nessuno di noi arrivi ad avere la verità nella propria “saccoccia.”

    Non fatemene una colpa, se la mia natura è quella che è, forse, dico forse, più compassionevole e sentimentale, rispetto a quella di qualcuno di voi.

    Io non intervengo in merito a temi riguardanti la teologia, il diritto canonico, o altre tematiche di alta filosofia, poiché non ne avrei le competenze e più di tanto neanche mi appassionerebbero.
    La quotidianità è fin troppo burocratica e bizantiniana di suo, per suscitarmi il fervore di disquisire su tematiche altrettanto pedanti.

    Mi sono limitato a riportare lo stato d’animo che la morte di Marco Pannella mi suscitò e quello che la mia sensibilità percepiva nel guardarlo in volto.
    Quello che fu, non m’interessa; tengo l’immagine di lui, un uomo malato di cancro, anziano, a colloquio col Santo Padre, probabilmente meno convinto delle proprie idee di gioventù e forse anche reticentemente pentito, specie quando stringeva tra le mani il crocefisso, gli ultimi tempi prima di morire, così come riportato nell’articolo da UCCR.

    “Non c’è peccato, per quanto grave che sia, che io non possa perdonare, se l’uomo si pente”, così dice il Signore e così altrettanto riferisce la Madonna nelle sue varie apparizioni nel mondo, “Mio Figlio può perdonare qualsiasi cosa.”

    Il desiderio di Dio è di salvare l’uomo, non di relegarlo in un luogo di tenebra, dolore e solitudine.
    Se questo è il desiderio di Dio, allora anche l’uomo dovrebbe desiderare di sapere in paradiso, l’anima di un suo simile, nell’attesa della risurrezione delle sue polveri, fosse anche quella di Marco Pannella, Freddy Mercury o Benito Mussolini.

    Non tutti hanno avuto la fortuna di diventare ministri di Cristo in gioventù, come è avvenuto con tanti santi.
    Alcuni furono spietati assassini come Saulo, che mandò a morte Stefano, il primo martire cristiano della storia, ma ad un certo punto, in tarda età, si convertirono, diventando apostoli, così fu per Saulo, che noi conosciamo col nome di San Paolo Apostolo.

    É il Signore che salva l’anima di un uomo, in tanti modi che noi non possiamo neanche immaginare; NON è la nostra razionalità di sedicenti giudici a condannarla in base a quello che avrebbe fatto od omesso!

    Mi spiace che i vostri post, così sottilmente velenosi e astiosi, anche se non espressamente diretti a me, lo fossero per davvero.

    • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a Fabio

      …mi sembra che l’accostamento di Saulo con Pannella & Binino sia alquanto azzardato…Saulo che poi diventa un martire egli stesso, m sembra altra cosa da Bonino & C.. non ti pare?

      • Fabio ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

        No.
        Non è uno strano accostamento, poiché il Signore dice che i più piccoli, i peccatori e gli ultimi precederanno i grandi e anche i santi nel Regno dei Cieli.

        Gesù disse pubblicamente, che San Giovanni il battezzatore era il più grande uomo che fosse mai nato da grembo di donna, tuttavia gli ultimi sarebbero stati più grandi di lui nel Regno di Dio.

        Gianfranco, Dio non ha riservato soltanto ai martiri e ai santi il Suo regno.
        Se l’anima di un assassino plurimo si pente veramente, agli occhi di Gesù Cristo, quell’uomo vale quanto San Paolo Apostolo.
        Ti ho detto tutto.

        • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a Fabio

          ….caro Fabio e la Bonino – secondo te – corrisponderebbe al profilo degli ultimi che ci precederanno? Non ricordo di aver sentito alcun pentimento ( pubblico ) da parte della Bonino…però magari mi sono perso qualche puntata…puoi aggiornarmi se lo ritieni….

          • Fabio ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

            Caro Gianfranco, io ho commentato su Marco Pannella, poiché persona scomparsa e citata nell’articolo di UCCR.
            Riguardo Emma Bonino non ho speso una parola.

            Comunque, giacché mi hai posto una domanda specifica su di lei, per educazione ti rispondo.
            Se la signora in questione, si dovesse ravvedere e pentire delle sue convizioni ideologiche, così particolarmente aberranti agli occhi di un qualsiasi Cristiano, anche lei, come qualsiasi altro peccatore, è degna di ricevere la Grazia di Gesù. E se per questa ragione, ella dovesse precedermi nel Regno di Dio, non avrei di che obiettare, credimi.

            Lo capisco, Gianfranco, che per la nostra razionalità, tutto questo potrebbe apparire ingiusto, ma a Dio non interessa il nostro parere. A Lui interessa la vita eterna per le Sue creature, ed è Giusto che sia così.

            Pensa che anche tu potresti passare davanti ai santi, nel Regno del Signore.
            Non credo che te ne dispiacerebbe.

  3. Enrico ha detto

    Io alla morte di Panella pensai un adoratore della morte (droga, aborto, eutanasia, sesso sterile) è arrivato a ciò che vuole ma sono un bravo cristiano a dire ciò?

  4. Domenico M. ha detto

    I commentatori che denigrano la memoria di Pannella chiamandolo “uomo di morte” e implicando che non sia stato accolto dal Padre mi fanno una pena e un disgusto indicibili. Che razza di cristiani siete? Che razza di persone siete? Non avete udito che non bisogna giudicare, mai, per non essere giudicati? Pensate di essere meno peccatori, meno disgraziati di Pannella o di chiunque altro?
    Non conoscete il Vangelo? Non avete letto che prostitute e pubblicani passeranno avanti ai farisei (e attenti a non finirci voi nel ruolo di farisei!) nel Regno dei cieli? Nemmeno di fronte alla morte sapete essere misericordiosi?

    Nessuno di noi sa il destino eterno di Pannella; è una questione fra lui e il Padre nostro, ma so che un uomo che è morto baciando un crocifisso e scrivendo al Papa non può aver lasciato impassibile l’amore di Dio. Per tutta la vita ha lottato ardentemente per quella che lui riteneva la Giustizia, ha provato malgrado tutto ad essere un operatore di pace. Speriamo cristianamente – io lo spero con convinzione – che ora anche lui sia chiamato Figlio di Dio.

    • Gianfranco ha detto in risposta a Domenico M.

      Parce sepulto

    • Fabio ha detto in risposta a Domenico M.

      Sono dalla tua parte, Domenico.
      Finalmente un commento non rancoroso e ipocrita.

      • sara ha detto in risposta a Fabio

        Di sto passo si arrivera’ a giustificare anche il Demonio…

        Sinceramente non e’ che non credo nella misericordia, ma non vedo segni di conversione, e non credo nei fatalismi del tipo: Si e’ convertito in segreto un secondo prima di chiudere gli occhi.

        Tanto piu’ che il rito funebre e’ stato civile, ora mi chiedo se avesse avuto un minimo di dubbio sull’aldila’ avrebbe espressamente voluto un rito religioso( fatto).

        I fatti sono i segni che attestano una conversione. A quel punto si’, Dio perdonerebbe chiunque, ma senza fatti restano tutte belle parole, fatalismi, buonismi, buone intenzioni e scarse speranze.

        • lorenzo ha detto in risposta a sara

          Noi vediamo i fatti ma Dio giudica i cuori…

          • sara ha detto in risposta a lorenzo

            Dio giudica le opere e in piu’ conosce i cuori…

            Mi viene pero’ difficile immaginare un cuore sincero puro e umile o contrito che si manifesta con azioni di morte,corruzione e ideologia…

            Magari pecco solo di malizia, ma io non ho carita’ e non sono Dio.

          • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a lorenzo

            ….Pascal – come certamente saprai – scrisse che : ” Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce” ….il cuore non giudica è la coscienza rettamente orientata che giudica…questo sentimentalismo superfluo è ciò che rovina i Cattolici..

    • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a Domenico M.

      …ma dove stà scritto che non bisogna giudicare? non dire eresie per favore, rileggi quanto è già stato scritto su questo sito : Il “divieto di giudicare” non esiste nel Vangelo, il quale insegna la correzione fraterna: http://www.uccronline.it/?s=non+giudicare&x=3&y=4
      E poi, il giudizio, è complementare ed insito in ogni azione dell’uomo; se non giudichi le tue azioni non puoi mai sapere se fai il male od il bene…ogni azione razionale prevede un giudizio di merito…altro che non giudicare…non giudicare è prerogativa degli essere senzienti ma non dotati di ragione…anzi, l’uomo è uomo, in quanto dotato di ragione ma, siccome ciò che può apparire giusto [ dal punto di vista evangelico ] non è immediatamente percepibile ecco che si deve ponderare,conoscere, per poi giudicare…come fa lo stesso giudice umano quando emette una sentenza…conoscere per decidere/giudicare…

      • lorenzo ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

        Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; (Lc 6.37)

        Voi giudicate secondo la carne; Io non giudico nessuno. (Gv 8.15)

        • Fabio ha detto in risposta a lorenzo

          Oggi Lorenzo è veramente Magnifico. 😉

          P.s. Cara amica Sara, io ti stimo, ma i post che hai scritto di sopra, sono di una glacialità di giudizio, paragonabile ad un’improvvisa brinata sui fiori di susino.
          Gesù, il Maestro, ci sforza ad essere simili a Dio, non agli uomini.
          “Avete un Padre nei cieli che vi ama, perdona, dimentica e non tiene più conto.”

          • sara ha detto in risposta a Fabio

            Io non metto in dubbio la Misericordia di Dio, solo che la stessa presuppone delle condizioni..

            La mia esperienza dice questo, non posso cambiare la mia idea per ricevere stima.

            Son ben consapevole dei miei limiti e so di nn avere nessuna misericordia, tanto che questa rimane qualcosa di misterioso per me, potessi manderei molti mei posti dimenticati da Dio..

            Ma la mia domanda e’ questa: Sei forse tu migliore di me?

            Dio vede cose cosi’ orrende che nn mi capacito come possa non averci ancora disintegrati tutti
            ….

            • Fabio ha detto in risposta a sara

              Sara, ho forse scritto o sottinteso di essere migliore di te? In verità neanche penso di esserlo.
              Se mi considerassi migliore di te, non ti avrei scritto di stimarti, (e non solo oggi, come sai), ma casomai ti avrei attaccata di brutto, orgoglioso di sentirmi superiore a te.

              Io, fino a qualche anno fa, ero favorevole a delle cose ben lontane dalla compassione e dalla sensibilità del Vangelo.

              Nel corso del tempo, però, delle circostanze capitate a me, o agli altri, mi hanno indotto ad una maggiore sobrietà di pensiero e di parola.
              Ho testimoniato il dolore altrui e l’ho sperimentato anch’io, ho visto persone chiedermi disperatamente aiuto e poi mi son trovato anch’io disperato per ragioni diverse.

              Il dolore, cara Sara, rende sagge e umili le persone, soprattutto quando codeste qualità vengono meno di natura.

              Comunque stai tranquilla, poiché ognuno di noi ha tempi e percorsi diversi per maturare spiritualmente.
              Forse domani, quello che oggi ritieni sia immutabile in te, non resterà che un brutto ricordo. 😉

              • sara ha detto in risposta a Fabio

                No,non l’hai scritto.

                La mia era solo una domanda innocua…non saltare in aria 🙂

                E poi…
                C’e’ chi si pone domande sulla Trinita’,e chi sulla Misericordia,;-)come ben dici, percorsi spirituali differenti.

                A presto.

            • lorenzo ha detto in risposta a sara

              Io non mi domanderei mai: “Sei forse tu migliore di me?”
              Mi ricorda troppo quel tizio che “stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.” (Lc 18.11)

              Preferisco domandarmi: sono forse migliore di lui?
              Come mi sarei comportato al suo posto se avessi avuto gli stessi maestri e avessi vissuto le stesse esperienze di vita?

              Questo non significa però che io non condanni senza se e senza ma il peccato.

    • Michele ha detto in risposta a Domenico M.

      “ma so che un uomo che è morto baciando un crocifisso e scrivendo al Papa non può aver lasciato impassibile l’amore di Dio. Per tutta la vita ha lottato ardentemente per quella che lui riteneva la Giustizia, ha provato malgrado tutto ad essere un operatore di pace.”

      Mah, io ho sentito che è morto dicendo ai suoi: “Ragazzi, abbiamo vinto”. A cosa si riferissero le vittorie penso sia abbastanza intuibile.. per chi non l’avesse capito, Pannella intendeva dire che la società italiana è già, da decenni ormai, una società dove il liberalismo radicale avanza di anno in anno, e ovviamente ne gioiva. Se è vero quanto ho riportato sopra, la lettera al Papa ed il bacio al crocifisso li vedo più che altro come un rito cristiano rovesciato, come se il Giacinto detto Marco fosse convinto che la sua opera di dissoluzione era in realtà un’operazione altamente cristiano.
      Quanto all’operatore di pace lasciamo perdere: anche tenendo da parte aborti, ecc. non si può non ricordare come Pannella (con la sua sodale Bonino) sia stato uno dei più sfegatati sostenitori dell’interventismo militare “amerikano” o anche il più filosionista dei nostri politici (anche quando Israele era indifendibile).
      Se poi basta lottare per ciò che si ritiene soggettivamente giustizia, dovremmo star qua ad elogiare altri “impresentabili”. Eichmann dopotutto non era convinto di aver agito bene?
      Mi associo al commento di Gianfranco: “parce sepulto” e null’altro, perché su Giacinto detto Marco c’è solo da stendere un velo!

      • Fabio ha detto in risposta a Michele

        Michele, hai omesso di terminare la tua frase con la parola pietoso, dopo il velo, intendo.

        Non è che io non sia d’accordo con quanto hai scritto. Anzi, non hai fatto che riportare evidenze storiche più o meno risapute a tutti, fatta eccezione per quella frase che AVREBBE, (usiamo il condizionale), pronunciato Marco prima di spirare.
        Dico solo che questo nutrire rancore emotivo su di lui, (che niente ha a che fare con la razionalità storica, eccepibile anche per me, in quanto Credente), oltre ad essere poco cristiano, non cambierebbe comunque il giudizio del Signore su di lui, qualora Marco, (per te Giacinto), fosse stato promosso, (diciamo così), al paradiso o al limite in purgatorio, scampando in extremis l’inferno.

        Poi, per carità, la mia è una mera precisazione analitica.
        Se tu ritieni di aver rancore su di lui, non sarò certo io a farti cambiare idea.
        Ho terminato.

        • Michele ha detto in risposta a Fabio

          No, non ho rancore verso di lui, oltretutto ormai a cosa servirebbe…
          Mi sono limitato a riportare dei fatti noti su Pannella davanti alle parole di Domenico che ne faceva quasi un personaggio da cui prendere esempio. Tutto qua.

      • Domenico M. ha detto in risposta a Michele

        Sono commenti come questo che allontanano la gente dal cristianesimo. Tu, o io, o il Papa in persona, non siamo nessuno per giudicare qualcuno ed è nostro dovere, santissimo dovere, sperare per la Misericordia estesa a ognuno, perché quell’ognuno include anche noi, peccatori fra i peccatori. O pensi di essere migliore di Pannella?
        È anche nostro dovere amare i nostri nemici, il che vuol dire, se non possiamo più aiutarli concretamente, sperare il meglio per loro.

        Ti ricordo che una nota preghiera alla Madonna afferma “salvaci dal fuoco dell’inferno, specialmente i più bisognosi della tua misericordia”. Mi metto anche io fra i più bisognosi di misericordia, assieme a Pannella e a chi vuoi tu, perché noi non sappiamo, ed è impossibile sapere, quale sia la nostra vera essenza. Come fai a sapere come ci saremmo comportati al posto suo, se avessimo vissuto le stesse cose che ha vissuto lui? Sei assolutamente certo che il tuo essere cristiano non deriva da fattori esterni alla tua volontà, e che se fossi nato o cresciuto in un altro contesto avresti comunque scelto questa fede? Come si fa a dire che uno di noi è nel giusto? Nessuno è nel giusto. Tutti abbiamo bisogno di misericordia. Io ho la fiduciosa certezza che questa misericordia è estesa a tutti coloro che cercano l’Amore. Pannella incluso.

        • Michele ha detto in risposta a Domenico M.

          Caro Domenico, credo che ci sia un equivoco di fondo. A me non interessa giudicare Pannella o sperare ardentemente che egli bruci all’inferno. Però dinnanzi ad affermazioni (quasi Pannella fosse qualcuno tutto sommato accettabile) come quelle del tuo precedente post permetterai che mi è saltata la pulce al naso. E mi sono limitato a riportare fatti, null’altro. Dopotutto anche Gesù ci ha invitato a fare altrettanto (Lc 12,57).
          Equivoco che mi pare sia presente anche nella seconda parte della tua risposta che lascia aperta la porta ad un relativismo assoluto. Se alla fine la nostra concezione del bene e del giusto dipende dai nostri percorsi di vita e, peggio ancora, se nessuno è nel giusto, ciò significa che nessuna azione può essere qualificata come giusta o ingiusta un’azione, col risultato aberrante che non ci sarà ingiustizia per la quale, presto o tardi, si potrà trovare giustificazione. Così per l’appello alla misericordia, che, aldilà delle intenzioni degli autori, finisce per essere una purificazione di coscienza a buon mercato, poco esigente e ripetibile ad libitum.
          Sono convinto che tu non pensi realmente che la giustizia non esiste o che la misericordia sia una pacca sulla spalla e poi avanti tutta come prima, ma in tempi di misericordismo inflazionato quanto ho scritto sopra è opportuno ribadirlo.

  5. beppino ha detto

    Ancora questi Radicali e la loro infinita sequenza di politiche anticristiane… il mondo va avanti lo stesso.
    E c’é enorme bisogno di Testimonianza e Misericordia, ma in ben altre (e più importanti) direzioni.
    Rimane intonsa la “vicinanza” umana alla Bonino nella sua battaglia per la vita (forse l’unica cosa interessante da scrivere, in questo momento, sul mondo radicale italiano). Una preghiera per lei.

  6. Donato ha detto

    Le dichiarazioni integrali rilasciate – in occasione della scomparsa di Marco Pannella – dall’allora Direttore della Stampa vaticana Padre Lombardi (cfr. ilsismografo.blogspot.it/2016/05/italia-pannella-padre-lombardi-spesso-e.html) e da altri ecclesiastici sono a dir poco sconcertanti e scandalose (www.lanuovabq.it/it/articoli-pannellasanto-subito-16240.htm). L’ideologia dei Radicali è un’ideologia di morte (www.libertaepersona.org/wordpress/2008/11/il-decalogo-nero-dellideologia-anti-life-987/ ; webcache.googleusercontent.com/search? q=cache:FS44yvxnIcQJ:www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php%3Fname%3DNews%26file%3Dprint%26sid%3D113&num=1&hl=it&gl=us&strip=0&vwsrc=0). Come afferma Costanza Miriano: “le IDEE radicali sono irrevocabilmente, strutturalmente, irrimediabilmente, profondamente e totalmente contro Dio, che è il Dio della vita, che è il Dio che ci chiede di ascoltare la sua voce di Padre che ama e che sa qual è il meglio per noi, mentre l’uomo disegnato dai radicali è un uomo che sa solo lui cosa è bene per sé, che decide della vita sua e di quella dei più deboli, i feti, i malati che è meglio far morire di fame e di sete. Noi dobbiamo amare le persone radicali, ma dobbiamo odiare le loro idee. Le dobbiamo odiare proprio per amor loro. Perché queste idee, che mettono l’uomo al centro del suo mondo, impediscono di mettere al centro del cuore Cristo, e quindi impediscono la felicità. (E le persone radicali che ho conosciuto erano infelici). Proprio perché amiamo le persone radicali dobbiamo sperare che siano in grado di “comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza” (costanzamiriano.com/2016/10/20/perche-la-cei-alla-marcia-dei-radicali/).

    • Fabio ha detto in risposta a Donato

      Risposta illuminante la tua, Donato, e assolutamente condivisibile all’unanimità, non solo dai Cristiani, ma anche da qualsialsi altra persona dotata di buon senso, indipendentemente dal suo credo o non credo religioso.

      I radicali praticano un’ideologia aberrante e di morte, ma fondamentalmente anti cattolica: divorzio, femminismo, aborto, eutanasia, liberalizzazione di droghe, positivismo, ecc… É verissimo. Ma come hai sottolineato tu, si deve odiare l’ideologia, non le persone, specie se poi sono già scomparse e magari trovarsi anche in Grazia Divina, pentitesi sul filo del rasoio.

      Se leggi i miei interventi su Marco Pannella, non avevo preso le sue difese ideologiche, completamente inconciliabili con le mie, ma invitavo i lettori ad evitare di lanciare giudizi raggelanti e azzardati su di lui in quanto essere umano, di pari dignità quanto la mia e di qualsiasi altro uomo agli occhi del Padre.
      Sentire persone dire, o insinuare, che Pannella è all’inferno, mi viene un misto tra il disgusto e l’orrore.
      Ma chi sono loro, per sapere dove si trovi l’anima di una persona, quando non conoscono nemmeno il destino della propria?
      E la stessa cosa ho sentito dire per altri personaggi noti, specie in ambito artistico o politico.

      Io non giustifico lo schifo che può compiere una persona, ma casomai mi chiedo che cosa l’abbia indotta a compierlo: traumi infantili? ingiustizie subite? malattia psichica? odio verso Dio inculcatole da qualcuno?
      Anni fa lessi la biografia di Josiph Stalin e poi quella di Adolph Hitler, scoprendo paradossalmente degli aspetti umani in loro: Stalin che sente dentro di se svanire improvvisamente l’amore verso le persone, dopo la morte della sua amata moglie, la sola che riuscisse a donargli gioia di vivere; mentre Hitler che diviene violento dopo la morte della propria madre, che lui aveva assistito amorevolmente fino all’ultimo respiro, coadiuvato, oltretutto, da un medico di origine ebraica.

      Io credo, Donato, che molte volte il dolore di un uomo, quando non viene lenito dalla solidarietà e dalla sensibilità delle persone che gli stanno attorno, muti in ribellione, rabbia, rancore, violenza, parossismo.

      Ho ragione di ritenere, che dietro ogni ideologia politica di stampo oltranzista, quindi anche quella radicale, vi siano persone con trascorsi di vita infelici, dolorosi, isolati, traumatici.
      Ecco, io provo pietà per quello che potrebbero aver visto, udito, subito, sperimentato, passato, persone come Marco Pannella, forse nel periodo dell’infanzia o dell’adolescenza, e mai rese note a nessuno, se non conosciute solamente a Dio.

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