I quattro gatti Radicali diventano due, ma il Papa aveva teso un mano…

cacciata dai radicali, bergoglio boninoEmma Bonino diseredata dai suoi amici Radicali, assieme a lei anche Marco Cappato. Il gruppo guidato da Maurizio Turco e Rita Bernardini ha infatti preso possesso delle macerie del partito pannelliano, intendendo accaparrarsi l’eredità patrimoniale del partito.

Per anni hanno combattuto la Chiesa fingendo di essere preoccupati dall’economia vaticana oggi, morto Marco Pannella (che già l’aveva scomunicata), i suoi seguaci non ci pensano due volte a sbattere fuori i leader partito per entrare in possesso delle quote societarie. «Ci accusano di tradimento, con la favola di dichiararsi “mendicanti”, solo per cacciarci e prendersi la “robba”, la poca che c’è», il commento del segretario radicale Riccardo Magi. Poca non è, se si contano i 50 milioni di euro di fondi pubblici indebitamente ricevuti da Radio Radicale per il servizio  di diretta dal Parlamento che già offre Radio Rai.

E’ stata sfrattata anche l’Associazione Luca Coscioni, buona notizia, che perde così un sostegno politico importante nelle battaglie sull’eutanasia legale. Sembra proprio l’eccessiva adesione del gruppo boniniano alla militanza pro-cannabis, pro-prostituzione e pro-eutanasia ad aver infastidito i seguaci di Pannella, più interessati ad altre battaglie. Partito Radicale e Radicali Italiani si faranno concorrenza, in palio meno di 3000 iscritti: «se non si raggiungono certi numeri si chiude battenti, e i Radicali Italiani ci stanno facendo concorrenza in casa». Altro che “partito non violento”: «L’impotenza che diventa violenza e ha bisogno di inventare il tradimento altrui come pretesto e alibi», commentano i Radicali italiani.

La notizia offre l’occasione per parlare del poco compreso tentativo di Papa Francesco di tendere una mano ai due leader del partito italiano più anticlericale. Da una parte il Pontefice ha cercato di valorizzare il contributo di Emma Bonino nell’accoglienza ai migranti –in linea con i suoi predecessori-, citandola «tra i grandi dell’Italia di oggi per il miglior servizio nel far conoscere l’Africa». Mettendo così in secondo piano il suo attivismo sui temi etici: «è gente che la pensa in modo molto diverso da noi», ha precisato. «Vero, ma bisogna guardare alle persone, a quello che fanno». L’associazione Papaboys ha giustamente spiegato: «Papa Francesco ha semplicemente dato a Cesare il suo. Francesco non ha messo sull’altare Emma Bonino, ha riconosciuto il suo impegno ed il suo lavoro per l’Africa». Una sorta di promessa alla Bonino: impegnati sulle battaglie giuste, sul problema delle carceri e dei migranti: su questo avrai l’appoggio del mondo cattolico.

Francesco ha cercato anche un contatto con Marco Pannella, lo ha chiamato durante uno sciopero per la fame per il sovraffollamento carcerario, ha discusso con lui del problema, della vita e della morte, dell’uomo e dello spirito. Poco prima di morire, curato in una clinica di suore, Pannella ha scritto a Bergoglio: «Ti voglio bene. Ho preso in mano la croce che portava mons. Romero e non riesco a staccarmene». La causa di beatificazione dell’arcivescovo salvadoregne venne iniziata da Giovanni Paolo II, sbloccata da Benedetto XVI e portata a termine da Francesco. Giuseppe Di Leo, vaticanista di Radio Radicale, ha raccontato che Pannella andava d’accordo anche con Papa Wojtyla, perché «i jolly, gli irregolari, ci capiscono e si piacciono». Padre Lombardi, ex direttore della Sala stampa vaticana, disse questo alla morte del leader radicale: «Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati». Mons. Rino Fisichella, incaricato da Francesco di organizzare il Giubileo 2016 ha dichiarato cose simili: «Non ho certo condiviso le battaglie di Marco Pannella come l’aborto o in tempi più recenti, quella per l’eutanasia. Ma non posso dimenticare che è stato anche capace di far sentire la voce dei senza voce. Ho condiviso ben poco, anzi nulla, di certe battaglie radicali degli anni ’70 e ’80. Ma non posso nemmeno dimenticare le iniziative per combattere la fame nel mondo o quelle per far sentire la voce di chi non aveva voce, come nel caso dei carcerati. Questo non dovrebbe stupire. È importante cercare con chi non crede un dialogo fondato sulla ragione». Un giudizio simile a quello dello storico direttore di Tempi, Luigi Amicone, amico di Pannella e Bonino.

Il Papa e la Chiesa hanno cercato questo dialogo, hanno lanciato una fune, tentato un incontro, si sono scandalosamente invitati a casa di Zaccheo, senza mai diventare complici delle loro battaglie contrarie all’etica cristiana anzi, professando apertamente il contrario. Se Pannella dopo il “contatto” con Francesco si avvicinò alla croce e mise da parte le battaglie etiche (seppur senza rimangiarsele) -addirittura cambiò idea sulle unioni civiliallineandosi agli attivisti per la famiglia nell’invocare un referendum (“effetto Francesco?”)-, la Bonino non sembra affatto aver accolto l’invito. Ci auguriamo che questa cacciata da parte dei suoi amici storici la faccia ricredere sulla mano che qualcuno le aveva teso.

La redazione

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