Religiosità attiva migliora benessere e matrimonio: la ricerca conferma

Uno dei nostri numerosi dossier si occupa del rapporto tra religiosità e benessere psicofisico, legame confermato in modo ormai indubitabile dalla letteratura scientifica.

Proprio nel luglio 2016 uno ennesimo studio ha concluso che «ci sono prove per le donne degli Stati Uniti che una maggiore frequenza alla partecipazione religiosa ha diminuito il rischio di depressione». L’ultima ricerca ad affrontare il tema è stata quella realizzata dal prof. Tyler J. VanderWeele, docente di Epidemiologia presso la Harvard School of Public Health, pubblicata nel libro “Spirituality and Religion within the Culture of Medicine: From Evidence to Practice”, edito dalla Oxford University Press.

Sintetizzando i risultati, l’analisi ha messo in correlazione causale la presenza alle funzioni religiose con tutta una serie di risultati di buona salute, fisica e mentale, tra cui una maggiore durata della vita, una minore incidenza della depressione e un minor tasso di suicidio. Inoltre, i risultati correlano la religiosità ad un miglior rapporto coniugale e un minor tasso di divorzio: per la precisione i fedeli cristiani impegnati nella loro parrocchia hanno sperimentato il 47% in meno di probabilità di divorziare.

Il prof. VanderWeele ha spiegato che «la religione, naturalmente, non ha come scopo principale quello di promuovere la salute fisica o diminuire la probabilità di divorzio, ma di entrare in comunione con Dio. Tuttavia, si scopre che il perseguimento di questo obiettivo ha anche profonde implicazioni per molti altri aspetti della vita, compresa la salute e il matrimonio. La religione può essere infatti intesa come il perseguimento di completo benessere umano: fisico, mentale, sociale e spirituale. La religione è sia la comunione con Dio che il ripristino di una completa integrità e benessere. L’evidenza suggerisce che può effettivamente può realizzare entrambe le cose».

L’epidemiologo di Harvard ha precisato, tuttavia, che questi benefici non si verificano in chi coltiva una spiritualità intimista, staccata dalla comunità religiosa, poiché «nel caso della stabilità del matrimonio, infatti, le comunità religiose possono fornire importanti insegnamenti sulla natura sacra del matrimonio e diventare un sostegno supplementare per famiglie e bambini, nonché offrire un senso di comunità con valori condivisi. Queste cose non necessariamente nascono nella spiritualità solitaria».

«Così», ha concluso il ricercatore, «per coloro che già si considerano religiosi, sia la frequenza al servizio religioso che la preghiera comune possono essere risorse vitali per rafforzare il matrimonio e la fiducia, e per promuovere una vita più felice, più sana e più piena».

La redazione

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32 commenti a Religiosità attiva migliora benessere e matrimonio: la ricerca conferma

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  1. Norberto ha detto

    Bella la scommessa di Pascal che citate nel dossier, la riporto anche qui: «Se Dio esiste, si ottiene la salvezza. Se ci sbagliamo, si è vissuto un’esistenza lieta rispetto alla consapevolezza di finire in polvere».

  2. Fransi ha detto

    La religione cattolica unica e sola. Il resto è pattume in tutti i modi la si voglia girare.

    • lorenzo ha detto in risposta a Fransi

      Lo sapevi che questa tua affermazione è esattamente il contrario di quanto afferma il Magistero?
      Anche se cambi nick la tua stupidità ti tradisce…

      • Sophie ha detto in risposta a lorenzo

        Cosa afferma il Magistero?

        • lorenzo ha detto in risposta a Sophie

          « La Chiesa cattolica non rifiuta niente di ciò che è vero e santo nelle religioni. Ella considera con un rispetto sincero questi modi di agire e di vivere, queste regole, queste dottrine che, benché siano diverse in molti dei punti che Ella osserva e propone, tuttavia apportano spesso un raggio di verità che illumina tutti gli uomini »
          (Nostra aetate, 2)

          • sara ha detto in risposta a lorenzo

            Be’..l’evangelizzazione della Chiesa dimostra altro.
            Una missione data da Cristo.
            Poiche’ noi sappiamo che Dio si e’ rivelato nell’Amore di Cristo e questa e’ la salvezza dell’umanita’.

            Se fosse cosi’ perche’ gridare Cristo ai 4 venti?

            • lorenzo ha detto in risposta a sara

              Faccio un copia incolla della risposta che ho dato a Steve che si domandava come deve comportarsi un cattolico con un non credente:

              Voi siete il sale… voi siete la luce…
              Il sale serve a dare sapore ai cibi, non a trasformare tutto in sale.
              Se la luce non servisse a “fare luce”, come potrebbero essere rese visibili le cose che vengono illuminate?
              In ogni uomo ci seno semi di bene: EVANGELIZZARE SIGNIFICA saper trovare il modo più opportuno di mettere in risalto quei semi.

              • sara ha detto in risposta a lorenzo

                Illuminante 🙂

                • lorenzo ha detto in risposta a sara

                  Ho assistito al battesimo del figlio di due conviventi.
                  Il sacerdote ha detto che il primo insegnamento su Dio che danno i genitori ai propri figli è volersi e volergli bene: ha detto infatti che se i figli non crescono nell’amore come sarà poi possibile far loro capire che Dio è Amore?

                  • sara ha detto in risposta a lorenzo

                    Ma che bello…Peace&Love forever.

                    Peccato che si parla di Amore senza sapere di cosa di parla.

                    Anche Vendola ha fatto battezzare ” suo figlio” col suo compagno…

                    Tante belle parole che non chiamano a CONVERSIONE sono come tanta musica commerciale che dopo un po’ ti nausea…

                    Vaglielo a dire poi a chi ha la vita rovinata per le colpe degli altri che invece di denunciare cio’ che non e’ bene si e’finiti col giustificare a FIN di bene, con l’errata concezione che si possa sempre migliorare con i buoni propositi, pur senza cambiare nulla di radicale.

                    Peccato che senza Gesu’ Cristo mi pare un po’ difficile soprattutto se si parte gia’ da una condizione intrinsecamente sbagliata che non sta dentro un progetto di volonta’ Divina.

                    • lorenzo ha detto in risposta a sara

                      Forse comprare esseri umani come una volta si compravano gli schiavi è amore?

                      Forse spegnere il “lucignolo fumigante” è conforme all’insegnamento di Cristo?

                    • sara ha detto in risposta a lorenzo

                      Non ti ho capito.

                      Cosa vuoi dire?

                    • lorenzo ha detto in risposta a sara

                      Premesso che il termine amore sta ad indicare anche la sessualità e credendo che quello di Vendola non sia molto dissimile da quel genere di “amore” che spingeva molti padroni a comprarsi schiavi e schiave, mi è sembrato di capire che quel sacerdote non si riferisse affatto a quel genere di pruriti amorosi.
                      Credo che invece volesse, puntualizzando il fatto che la paternità e la maternità sono un dono di Dio, dare rilievo al fatto che il battesimo di loro figlio avrebbe potuto essere l’occasione per intraprendere un cammino di conversione.

          • Sophie ha detto in risposta a lorenzo

            Per me la verità è solo nella religione cattolica. Ci può essere qualcosa di buono nelle altre religioni ma vedo poca verità. Se poi dire che Gesù è l’unica via (come lui stesso ha detto Vangelo) fa di me un’integralista, ebbene sono un’integralista.

      • Fransi ha detto in risposta a lorenzo

        Extra Ecclesiam nulla salus

        potrai anche darmi dello stupido. Ma delle altre religioni non me ne può interessare. Se te vuoi appartenere a qualche strana chiesa, eresia mussulmana, spiritualisti vegani ed altre “religiosità” a buon mercato: accomodati, il portone è largo.

        • lorenzo ha detto in risposta a Fransi

          Scusa, mi sono sbagliato:
          credevo fossi un ateo che finge di essere un integralista ed invece sei un integralista vero!

          • Fransi ha detto in risposta a lorenzo

            ma per piacere, integralista per cosa? Per aver scritto qualcosa di vero?
            Immagino tu sia invece sia il cristiano che si finge cattolico.

            La sostanza, comunque, non cambia.

    • sara ha detto in risposta a Fransi

      E quindi fammi un attimo capire,Fransi non si sara’ espresso proprio correttamente ma la tua affermazione?

      Quindi la Missione di Evangelizzazione della Chiesa nel mondo per diffondere la luce della Verita’ cosa sarebbe?
      Offesa e irrispettosita’ verso le altre religini? Il politicamente corretto dell’antiesclusione e’ materia Cattolica?..

      Certo sappiamo bene come funziona nel mondo, quando con la scusa della tolleranza si bavagliano posizioni scomode, portato all’eccesso quindi anche il Cattolicesimo dovrebbe evitare di diffondere Cristo, oppure i tanti martiri e missionari o apostoli erano piccoli pazzi bizzarri e imbarazzanti che hanno oscurato il bel candore della Chiesa antica…
      Come dire, a fanatici radicali alla fine sono dappertutto. Ma quella e’ un’altra storia…

      • sara ha detto in risposta a sara

        Mi sa che ho capito fischi per fiaschi…sorry, ho letto tutto velocemente., e ho preso tutto troppo alla lettera.

  3. Steve ha detto

    Io non sono praticante quindi questi articoli non posso ben comprenderli e credo sia normale li trovi un pò faziosi (in stile gnegne, noi credenti campiamo più a lungo e trombiamo meglio, un pò vegan style, che credono che mangiare solo foglie essiccate li renda immortali)

    Però di sicuro vivere la propria religione appieno e con serietà deve essere appagante e sicuramente non una limitazione. Molti atei vedono la vita del cattolico, e del cristiano in generale, quasi una prigionia… non credo sia così.

    La mia fidanzata è atea quindi di certo non posso immaginare un cammino religioso insieme a lei… o mi adeguo o cambio fidanzata 😀 (anche se credo serva a poco, l’ultima mia coetanea religiosa credo di averla vista tipo… no, non l’ho mai vista.) Mi spiace questo distaccamento dalla religione degli under 30, piccola parentesi. Voi lo avvertite?

    • Romeo ha detto in risposta a Steve

      In verità, Steve, essere cristiani significa essere amici di Cristo. In particolare essere cristiani cattolici significa essere amici di Cristo, il Figlio del Dio Vivente, e seguirlo (tra inciampi e cadute) lungo il cammino tracciato da Lui in primis e poi dai nostri fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nella Fede nei secoli, perseverando uniti in un’unica Chiesa.
      Riguardo alla tua fidanzata non disperare. Se tu sei veramente amico di Cristo e lei ti ama veramente, lascerà i suoi idoli e seguirà Lui insieme a te e tu seguirai Lui insieme a lei.

    • lorenzo ha detto in risposta a Steve

      Voi siete il sale… voi siete la luce…
      Il sale serve a dare sapore ai cibi, non a trasformare tutto in sale.
      Se la luce non servisse a “fare luce”, come potrebbero essere rese visibili le cose che vengono illuminate?

      In ogni uomo ci seno semi di bene: Evangelizzare significa saper trovare il modo più opportuno di mettere in risalto quei semi.

    • sara ha detto in risposta a Steve

      Tranquillo Steve, Dio si fa trovare al momento giusto, soprattutto per chi nutre un desiderio nel cuore come il tuo.

      Non credere che Dio non agisca in ogni uomo, lo fa ogni giorno indipendentemente se vai in chiesa o meno. Nel senso che il meccanismo spesso e’ inverso.

      Dio fa una storia con ogni uomo,per condurti nel ” posto” in cui ti incontrera’, magari in un fatto particolare della tua vita, il resto seguira’ un corso “naturale”, una conversione, una certezza, la fede i sacramenti.

      • sara ha detto in risposta a sara

        Credo ci sia un richiamo strano nell’uomo verso il suo Creatore…

        Mi ero avvicinata ad un mondo ” affascinante” seppur oscuro in un momento di crisi spirituale in cui il dubbio si insinua e cresce come un cancro.

        Incontrai una persona che mi avvio’ verso una strada occulta…
        Quando scopri che esiste per certo qualcosa che trascende il mondo fisico puoi convincerti e aggrapparti di piu’ a cio’ a cui hai sempre creduto o iniziare a credere di non aver mai creduto in nulla, che cio’ a cui ti hanno fatto sempre credere serviva in realta’ nascondere un’altra verita’…

        Non so’ come ci sono riuscita, ma qualcosa dentro di me gridava, un avvertimento che quello che stava avvelenando la mia mente mi avrebbe portato alla follia…forse quella piccola luce frutto del mio battesimo in qualche modo riconosceva che quello non era un bene o IL BENE…

        Ricordo che la caratteristica di quel periodo erano le angosce e i turbamenti che avevo, non avevo piu’ pace.

        Ho avuto um momento di crisi acuta, non ho mai letto tanta bibbia come in quel periodo.

        Poi un viaggio mi ha salvato la Vita..

        Spero che questo possa aiutarti a capire.

    • Fabio ha detto in risposta a Steve

      Steve, qualche anno fa, io avevo una fidanzata atea, pur essendo cristiana.
      Non è un ossimoro la mia frase. Va semplicemente interpretata.

      Essere credenti, non è come un appartenente alle forze dell’ordine, il quale, anche quando veste abiti civili, tiene in tasca un documento che in qualsiasi occasione può esibire per dimostrare la sua appartenenza ad un corpo d’arma.

      Recarsi in chiesa ogni fine settimana, non rilascia metaforicamente alcuna certificazione di appartenenza cristiana.

      • Steve ha detto in risposta a Fabio

        Capisco perfettamente quello che intendi, alla fine io stesso ho mille dubbi e non ho mai praticato, ma credo paradossalmente di aver più fede di alcuni “praticanti” che in realtà posano il loro sedere in chiesa solo per una convenzione sociale.

        La mia ragazza poi, non è di quelle atee militanti anzi, semplicemente è cresciuta senza nessuna visione religiosa, e ora a 24 anni il concetto di divino è per lei qualcosa di astratto a cui cerca semplicemente di non pensare. Pur essendo io battezzato e cresimato sono cresciuto nella stessa situazione, ovvero assenza di formazione religiosa, i miei sono spiritualmente indecifrabili, non sono ne atei ne fervidi credenti, anche loro non ci pensano. Poi superati i 20 anni ho cominciato a pormi domande, ad essere curioso, ad avere, lo ammetto, anche paura dell’ignoto e quindi cercare di capire se nella religione ci fosse qualcosa di reale. Quello che ho scoperto è andato BEN OLTRE le mie rosee aspettative, ha superato anche il muro dell’incompatibilità con la scienza e lo ha superato alla grande, e mi ha reso qualcosa di simile ad un credente appunto, seppur il ritualismo rimane ancora mooolto distante da me.

        • Fabio ha detto in risposta a Steve

          Bravo Steve, sì, convengo con te.
          Vi sono molte persone che si recano in chiesa solamente per scaldare le panche, allo stesso modo di come tanta gioventù si reca nei licei o nelle università per scaldare i banchi, d’altronde anche i nostri governanti scaldano i bergeré porpora a Montecitorio 🙂
          L’Italia è un paese, che sebbene non produca petrolio, né gas naturale, si tiene comunque caldo 😀
          E mentre tutti si scaldano, le relazioni sociali rilevano temperature siberiane.

        • Sophie ha detto in risposta a Steve

          “alla fine io stesso ho mille dubbi”

          Penso sia anormale il contrario. Anche ai Santi è capitato di non capire certe cose.

  4. Steve ha detto

    ….Ed è grave?

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