L’UAAR organizza gli esercizi spirituali, ma ha meno soci del 2010

uaar manifestoE’ stata una sorpresa trovare a pagina 37 di Repubblica un articolo sul recente convegno annuale dell’UAAR, l’Unione Atei Agnostici Razionalisti, svoltosi appena dopo il periodo degli esercizi spirituali pasquali cattolici.

Credevamo non esistessero nemmeno più e, sinceramente, ne sentivamo la mancanza. Effettivamente ci vorrebbe proprio una delle loro controproducenti iniziative, come quella del 2011 quando, grazie a loro, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha decretato quasi all’unanimità che non esiste alcuna discriminazione nell’esposizione del crocifisso nella aule scolastiche, riempiendo così un vuoto legislativo sui simboli religiosi negli spazi pubblici e rafforzando una norma giuridica poco chiara. Non soltanto, da allora, i crocifissi nei luoghi pubblici sono triplicati, ma tribunali di altri Stati, anche non europei, hanno potuto legiferare a favore del crocifisso rifacendosi alla sentenza europea.

Sempre nel 2011, gli atei razionalisti hanno permesso che il Consiglio di Stato si esprimesse positivamente sulla visita pastorale dei sacerdoti nelle scuole pubbliche, le quali possono svolgersi anche se c’è chi vorrebbe impedirle. Un altro merito dell’UAAR è quello di aver chiarito che anche l’ateismo è una religione, lo scrivono loro stessi nei ricorsi ufficiali per potersi accaparrare l’8×1000 in quanto, per l’appunto, si ritengono una confessione religiosa: «l’UAAR si interpreta come religione» e «l’ateismo non potrebbe nemmeno essere distinto dalla religione». Chiedeono anche che venga riconosciuto il «soddisfacimento del bisogno religioso dell’ateo», il quale «si manifesta nella critica alle religioni». Un terzo loro merito è aver finanziato la “Seconda Sindone” di Luigi Garlaschelli del Cicap, con l’intento di dimostrare che quella autentica sarebbe un artefatto medioevale, meritoria iniziativa come ha spiegato il dott. Paolo Di Lazzaro, primo ricercatore dell’ENEA di Frascati, che ha verificato l’impossibilità a riprodurre l’immagine sindonica usando i più potenti laser oggi a disposizione: «la mal riuscita copia di Garlaschelli, al contrario di quanto dichiarato dal Professore, è una ulteriore dimostrazione di quanto sia improbabile che un falsario del Medioevo abbia potuto realizzare la Sindone senza microscopio, senza conoscenze medico-legali, senza un laboratorio chimico attrezzato come quello del Prof. Garlaschelli».

Da allora l’associazione si è decisamente eclissata, causa anche i numerosi scandali interni, portati alla luce anche grazie al nostro sito web, ricordiamo brevemente l’epurazione di responsabili “eretici”, la presenza di attivisti neopagani tra i collaboratori, intrallazzi con i neofascisti di Casapound e con gli sfascia-vetrine di Acrobax, presa di distanze dal Forum ufficiale per l’alto tasso di critiche da lì provenienti verso l’associazione, e la ridicola decisione di affidarsi a consulenti d’immagine per vendere meglio il brand “ateismo”, così da sedurre nuovi potenziali “clienti”.

Pochi giorni fa, dicevamo, si è svolto a Parma l’undicesimo congresso annuale dell’UAAR, durante il quale i responsabili hanno assicurato di avere «numeri in aumento» e che «i soci hanno toccato quota 3.684». E’ vero, i numeri sono in aumento, ma bisogna anche dire che, come si legge nell’Annual Report UAAR, pubblicato ogni anno, nel 2011 i soci era 3.960 (cfr. Attività 2011, pag. 1), scesi a 3.722 nel 2012 (cfr. Annual report 2012, p.12), crollati a 3.559 nel 2013 (cfr. Annual report 2013, p.12). Una piccola risalita nel 2014, con 3.591 soci (cfr. Annual report 2014, p.12), per arrivare nel 2015 a 3.684 tesserati (cfr. Annual report 2015, p.16). Il brand non tira molto, evidentemente. Giusto per capire il livello degli iscritti, sottolineiamo che tra i pochi soci dell’UAAR (non simpatizzante, ma proprio socio!) compare anche Marco Dimitri, presidente e fondatore dei Bambini di Satana, come scrive lui stesso sul suo profilo Facebook.

Satanisti, neopagani e atei razionalisti a convegno, dunque. Esercizi spirituali con il botto!

 

uaar manifesto

 

La redazione
(articolo inserito nell’archivio tematico dedicato all’UAAR)

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