La dura vita degli anti-CL sotto Papa Francesco

Meeting rimini«Ho accettato di presentare questo libro di don Giussani per due ragioni. La prima, più personale, è il bene che negli ultimi dieci anni quest’uomo ha fatto a me, alla mia vita di sacerdote, attraverso la lettura dei suoi libri e dei suoi articoli. La seconda ragione è che sono convinto che il suo pensiero è profondamente umano e giunge fino al più intimo dell’anelito dell’uomo».

A pronunciare queste parole non è stato il ciellino Formigoni, ma niente meno che il card. Jorge Mario Bergoglio, futuro Papa Francesco, nel 2001 quando volle presentare a Buenos Aires il libro in spagnolo “Attrattiva Gesù” del fondatore di Comunione e Liberazione. Aveva già presentato “Il Senso religioso”, un altro di libro di don Giussani, nel 1999. Il fondatore di CL volle ringraziarlo direttamente con un messaggio, in cui scrisse«Ci sia maestro e padre, Eminenza, come sento raccontare dai miei amici di Buenos Aires, grati alla Sua persona e obbedienti come a Gesù». L’amicizia tra il Papa e Comunione e Liberazione è di vecchia data, spiegata anche dal grande sviluppo che il movimento ecclesiale, nato nella diocesi guidata anche dal card. Martini, sta conoscendo in Sud America, particolarmente in Brasile, dove cresce a ritmi impressionanti facendo argine al dilagare delle sette protestanti. Un movimento che stimiamo e lo stesso dovrebbero fare tutti i cattolici, come per tante altre realtà cattoliche, per la vivacità e la capacità di presenza intelligente nel dibattito pubblico.

Eppure gli anti-CL, quasi sempre estremisti di sinistra, stanno usando la figura di Papa Francesco come loro nuovo argomento contro il movimento ecclesiale, guidato oggi da Julian Carron. Lo ha fatto recentemente lo pseudo-vaticanista Marco Politi su “Il Fatto Quotidiano”, approfittando della settimana in cui a Rimini si svolge il “Meeting per l’amicizia tra i popoli”, organizzato appunto da CL.

Riciclando vecchi luoghi comuni, Politi ha scritto: «Cl celebra lo stanco rituale della sua parata di Vip. Sempre dalla parte dei potenti, sempre applaudendo i signori del vapore». Eppure i non ciellini che frequentano il Meeting la pensano diversamente degli epigoni di Vito Mancuso che vivacchiano nelle redazioni dei giornali: ad esempio Marco Cobianchi, proprio qualche giorno fa, ha scritto: «non credere a chi ti dice “Cl sta con questo, Cl sta con l’altro”. Cl sta solo con Cl, come è ben noto a tutti. Nel senso che Cl ha un ideale che si declina anche politicamente e lo persegue con costanza e, a volte, qualche errore, indipendentemente da chi c’è a Palazzo Chigi». Interessante anche la testimonianza di Nazzareno Carusi, accolto dal “Meeting”: «io anarchico e praticamente eretico con Comunione e Liberazione. Quante volte mi ha accolto senza venir mai aggredito, mai assalti all’arma lessicale per saltare addosso a chi la pensa alla diversa, né il rifiuto di un confronto e ancora meno la cancellazione di un incontro». Politi dovrebbe imparare da CL l’amore dell’accoglienza e del rispetto.

Secondo lo pseudo-vaticanista, «gli epigoni di don Giussani non si accorgono che il clima, nella Chiesa cattolica, è radicalmente cambiato e che il loro festival, tradizionalmente omogeneizzatore di interessi politici, economici e religiosi, si sta inesorabilmente allontanando dal binario, su cui papa Francesco sta collocando il cattolicesimo contemporaneo». Un binario talmente lontano che Papa Francesco, nel messaggio indirizzato all’avvio dello stesso “Meeting” ha spiegato che «la povertà non è solo quella materiale. Esiste una povertà spirituale che attanaglia l’uomo contemporaneo. Siamo poveri di amore, assetati di verità e giustizia, mendicanti di Dio, come sapientemente il servo di Dio Mons. Luigi Giussani ha sempre sottolineato», assicurando a tutti la sua vicinanza nella preghiera e il suo affetto, nonché impartendo la benedizione a tutti gli organizzatori e i partecipanti. Sempre secondo Politi, «Comunione e liberazione sta tramontando per incompatibilità ambientale con la svolta del dopo-Ratzinger». Eppure le presenze al “Meeting” di Rimini sono state 800mila, con oltre 100 incontri con decine di Vescovi da tutto il mondo, tra cui uno sulla nuova Enciclica di Francesco, con la presenza di Guzmán Carriquiry, amico personale di Papa Francesco e segretario generale della Pontificia commissione per l’America Latina. Ma come, non erano su binari diversi rispetto al Pontefice?

Senza esserci mai stato, perché al Meeting non si invita chi giudica e condanna rifiutando il dialogo, Politi ha criticato l’evento perché ha messo «a disposizione lo stand della rivista ciellina “Tempi” per aizzare alla raccolta di firme contro la legge anti-omofobia» e questo «non ha nulla da spartire con un pontefice, che di fronte a un gay in cerca di Dio esclama: “Chi sono io per giudicare?”». Eppure in quel caso, strumentalizzato abilmente da Politi, il Pontefice parlava della condanna verso il peccatore, citando ampiamente il Catechismo cattolico. Il peccato, va invece giudicato e condannato per il bene dell’uomo e anche osteggiato dal punto di vista politico se possibile, come lo stesso card. Bergoglio ha cercato di fare spronando i politici cattolici nel 2010 ad opporsi alle nozze gay:  «Il disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso», mette «in gioco l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. Non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio[…]. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro».

In conclusione Politi ha citato i cinque o sei appartenenti a cielle, su decine di migliaia di aderenti in 70 paesi nel mondo, noti alle cronache per aver avuto problemi giudiziari, accusando il movimento di complicità per aver digerito tutto senza proteste. Stranamente il vaticanista de “Il Fatto” non ricorda mai che le sue calunnie alla Chiesa, quando lavorava per “Repubblica”, sono state per anni pagate dal miliardario Carlo De Benedetti, un uomo che non solo ha ammesso di aver pagato tangenti da quindici miliardi ai politici, ma anche di essere disposto a rifare tutto: «Se dovessi rifare tutto di nuovo lo rifarei: pagherei le tangenti ai politici per ottenere le commesse pubbliche». Questa persona è stato, in seguito, per anni il datore di lavoro di Marco Politi, senza che quest’ultimo abbia mai sentito un’incompatibilità con la sua coscienza. L’onestà intellettuale dovrebbe almeno consigliare a Politi di non entrare in certi argomenti.

Ricordiamoci comunque di questi attacchi a CL quando Papa Francesco sarà invitato al “Meeting” di Rimini e vi parteciperà, così come hanno fatto in passato Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta, Jean Guitton, Hans Urs von Balthasar, Augusto Del Noce, il Dalai Lama, Ignace de la Potterie, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Maria Martini, Giorgio Napolitano ecc.

 

Qui sotto il video in cui il sociologo Salvatore Abruzzese critica chi non capisce CL

La redazione

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