Aborto e promozione omosessuale tra i motivi della disfatta di Zapatero

Josè Luis Rodriguez Zapatero, dopo 7 anni di politica completamente anticristiana e anticattolica, oggi è arrivato al capolinea. Ha chiuso completamente e fallimentarmente con la politica, è rimasto isolato all’interno del suo partito politico, dopo averlo distrutto, ed è uno dei politici attualmente più odiati al mondo. Migliaia di giovani si danno appuntamento ogni giorno in 67 piazze del Paese -gli “indignados”-, protestando contro la politica del governo. Il Partito popolare ha preso quasi il 10% dei voti in più di quello socialista nelle ultime elezioni amministrative e regionale e quasi sicuramente andrà al governo nel 2012. Il suo leader, Mariano Rajoy, ha dichiarato che si impegnerà ad abrogare la legge sull’aborto e quella sulle coppie omosessuali (cfr. Utlimissima 14/2/11).

Il giornalista spagnolo Lartaun De Azumendi ha recentemente commentato i motivi di questa disastrosa sconfitta (considerata la “peggiore dopo il franchismo”, cfr. La Stampa 24/5/11), sostenendo che proprio i temi bioetici sono fra le principali cause. Ovviamente la fetta più importante riguarda la crisi economica e quello che il governo non ha fatto. Ma ha contato tantissimo anche il «tentativo di cambiare le regole sociali: aborto più facile e rapido e matrimoni gay».

Insistere sui diritti civili, continua l’opinionista, «non ha influito molto sulla gente: primo perché la gente non ha richiesto le riforme sociali che hanno fatto, secondo perché queste riforme non hanno aiutato la gente mentre una politica economica seria sarebbe servita». Speriamo che sia d’esempio per tutta la classe politica europea.

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