A Rimini nasce una lista civica di cattolici

Una nuova lista civica è spuntata a Rimini, in vista delle amministrative del 15/16 maggio 2011. Ragione sociale, simbolo, composizione e soprattutto nome del candidato verranno annunciati tra “una settimana, dieci giorni”. I protagonisti comunque si conoscono: Antonio Polselli, direttore del centro culturale “Paolo VI”, Domenico Pirozzi, per dieci anni presidente della Compagnia delle Opere di Rimini, Luigi Bonadonna, già segretario comunale del Pd e tuttora consigliere nello stesso gruppo in Comune. Polselli specifica: «Non siamo né i ‘Papa boys’ nè la ‘lista della Curia’ nè un ‘avatar’ del mondo cattolico. Da questo mondo proveniamo e non lo neghiamo, ma non abbiamo la benedizione di nessuno. Semplicemente, non ci sentiamo rappresentati da nessuna forza politica attualmente in campo e riteniamo che gli attuali amministratori si siano allontanati dai bisogni della gente. Dunque ci impegniamo, senza la presunzione di essere l’unica voce cattolica». Ci tengono a specificare di non volere etichette: «Il vescovo sa che cosa stiamo facendo leggendo i giornali».

Qualcuno dà per scontato -si legge su Il Resto del Carlino– che la nuova lista verrà imbarcata dal centrodestra, ma Bonadonna sottolinea: «La logica è che saranno gli altri a convergere su di noi se sottoscriveranno il nostro programma. Non siamo a disposizione del miglior offerente e non ci interessano le beghe altrui come quelle in casa Pdl». L’ex capogruppo dell’Ulivo in Consiglio comunale chiarisce anche come stanno le cose col Terzo Polo: «La nostra piattaforma è aperta alle istanze comunali, siamo civici e andiamo oltre le diatribe nazionali. Alle prossime elezioni politiche ciascuno voterà secondo coscienza».

I “cattolici” punteranno sulla cultura e sul sociale, anzitutto. Il direttore del “Paolo VI” inserisce tra le priorità il tema dei «contenitori culturali a partire dal teatro Galli, una banca dati per mettere in sinergia gli eventi, un registro delle eccellenze locali, sussidiarietà e solidarietà». «Non richiediamo il certificato di battesimo a nessuno», hanno scherzato: per aderire, basta condividere il Manifesto che è stato presentato e sul quale sarà basato il proprio programma elettorale e di governo della città.

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