«La Sindone esisteva già prima del 1300», un altro storico lo riconosce

livio zerbini emanuela marinelliNel giorno del Venerdì santo i cristiani fanno memoria della passione di Cristo, in attesa della resurrezione pasquale. La possibilità di avere una testimonianza storico-archeologica di questi due eventi è qualcosa di incredibile e questo spiega la potenziale importanza della Santa Sindone.

Nessun obbligo a credervi ma, a nostro avviso, le prove a favore della sua autenticità ci sembrano attualmente più determinanti di quelle contrarie. In ambito scientifico, in Italia, gli studi più interessanti sono stati svolti dai fisici dell’Enea che, proprio sul nostro sito web, hanno voluto pubblicare un’anteprima della conclusione a cui sono giunti: non si è in grado di replicare l’immagine sindonica con le più moderne tecnologie (né con i mezzi disponibili nel passato, come dimostra il fallimento del tentativo del dott. Luigi Garlaschelli e del Cicap), soltanto attraverso l’irraggiamento di un tessuto di lino tramite impulsi laser eccimero è stato possibile ottenere un risultato similsindonico.

E’ dal punto di vista storico, invece, che le obiezioni all’autenticità sono più efficaci. Certamente un enorme peso è quello del  responso medioevale emerso dalla datazione al radiocarbonio, realizzata nel 1988 su un campione purtroppo altamente contaminato. Ma che sia un risultato controverso è ormai ammesso da chiunque, basti pensare che durante il Simposio internazionale di Roma, nel giugno 1993, lo statistico Philippe Bourcier de Carbon dell’Institut national d’études démographiques, elencò ben quindici punti di gravi anomalie avvenute durante le operazioni, tra cui l’assenza di verbali e archivio video; contraddizioni nei rapporti ufficiali sul taglio e peso dei campioni; mancato rispetto dei protocolli previsti per l’operazione di datazione; rifiuto della procedura usuale del test a doppio cieco; l’esclusione degli scienziati che meglio conoscevano la Sindone (quelli dello STURP, ad esempio); la comunicazione ai laboratori, prima del test, delle date dei campioni di controllo; l’intercomunicazione dei risultati tra i tre laboratori nel corso dei lavori; la divulgazione ai media dei primi risultati prima della consegna delle conclusioni ecc. Bourcier de Carbon ha concluso: «Una tale constatazione di carenze rimane completamente inusitata nel quadro di un dibattito autenticamente scientifico e non si può che deplorare questa deroga alla deontologia usuale».

In ambito storico, inoltre, esistono chiare tracce della Sindone ben prima del 1300 d.C. e in passato ne abbiamo parlato in modo più approfondito. A chiarire le cose oggi è uscito un libro interessante firmato da Emanuela Marinelli, autorità indiscussa sull’argomento, e dallo storico Livio Zerbini, docente di Storia romana e storia antica all’Università degli studi di Ferrara, dove è anche direttore del Laboratorio di antichità e comunicazione (LAC), e docente presso la scuola di dottorato dell’Università di Bologna. Il titolo è La Sindone. Storia e misteri  (Odoya 2017). L’autorevole contributo del prof. Zerbini si è proprio concentrato sul contesto storico del processo e della crocifissione di Gesù e della ricostruzione del percorso storico compiuto dalla Sindone.libro sindone

La Sindone «di puro lino» viene effettivamente citata dagli antichi liturgisti orientali e latini, come appare nei testi di San Giovanni IV Nesteutes, patriarca di Costantinopoli e San Germano, vescovo di Parigi (VI secolo), San Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza (IX secolo), Remigio d’Auxerre (IX-X secolo), Onorio di Autun (XII secolo) e così via. Arculfo, vescovo della Gallia del VII secolo, riferì anche di aver visto il sudarium che era stato sul capo di Gesù durante il suo viaggio in Palestina, assieme ad un linteamen più grande, sul quale compariva l’immagine dello stesso Signore. La presenza a Gerusalemme di un sudarium di Cristo nella Basilica del Santo Sepolcro è testimoniata anche dal “Commemoratorium de casis Dei vel monasteriis” (808 d.C.) redatto per l’imperatore Carlo Magno.

La prima presenza certa della Sindone risale comunque al 1356-1370, riprodotta in un Medaglione votivo ritrovato nel 1855 su cui appare uno stemma legato a Geoffroy I de Charny. Quest’ultimo, cavaliere crociato, ebbe certamente possesso della Sindone. Come arrivò nelle sue mani? Esistono varie ipotesi, le più certificate sono concordi nel seguire per l’appunto la pista dei Crociati o dei Templari, nati per difendere i luoghi santi e i pellegrini che li visitavano. D’altra parte su un coperchio di cassa ritrovato nel 1944 a Templecombe, nel sito che fu una precettoria templare dal 1185 sino all’inizio del XIV secolo, è venuta alla luce l’immagine di un uomo barbuto simile al Volto della Sindone: con la tecnica della sovrapposizione in luce polarizzata sono emersi ben centoventicinque punti di congruenza tra le due immagini.

A questo proposito, è davvero interessante l’approfondimento di Marinelli e Zerbini sulla somiglianza «tra il volto sindonico e la maggior parte delle raffigurazioni di Cristo conosciute nell’arte, sia orientale sia occidentale». «E’ evidente», scrivono «e non può essere attribuita a un puro caso; deve essere il risultato di una dipendenza, mediata o immediata, di un’immagine dall’altra e di tutte da una fonte comune». A chi ipotizza che è stato il presunto autore della Sindone a copiare l’immagine classica nella raffigurazione di Gesù nell’arte, rispondono che «è una tesi non sostenibile, perché le ricerche e le analisi eseguite sulla reliquia hanno escluso, con certezza assoluta, ogni ipotesi di una fabbricazione con mezzi artistici» dell’immagine sindonica. Sia le immagini classiche di Cristo, sia l’Uomo della Sindone, presentano «parecchi elementi non regolari, difficilmente attribuibili alla fantasia degli artisti, che permettono di dedurre come le antiche raffigurazioni del volto di Gesù possano dipendere dalla venerata reliquia» (p. 155).

L’ispirazione sindonica «è evidente, ad esempio, nei segni esistenti tra le sopracciglia, sulla fronte e sulla guancia destra del volto di Cristo delle catacombe di Ponziano a Roma (VIII secolo). Il volto di Cristo di Hosios Loukas nella Focide, databile attorno all’anno Mille, e quello della chiesa di Santa Sofia a Kiev, della prima metà dell’XI secolo, mostrano realmente la stessa persona» (p. 156). Occorre anche considerare che la Sacra Scrittura non tramanda alcuna descrizione della persona fisica del Salvatore e nei primi tempi del Cristianesimo furono usati soltanto simboli (come l’agnello, il pane, il pesce ecc.). Altre prove di una matrice comune sono nel volto di Cristo nella cappella di San Lorenzo in Palatio a Roma (V-VI secolo), il mosaico della Cappella di San Venanzio presso il Battistero di San Giovanni in Laterano (VII secolo), il Cristo della Cattedrale di Tarquinia (XII secolo), il Salvatore della Cattedrale di Sutri (XIII secolo) e il mosaico (XIII secolo) dell’abside della Basilica di San Giovanni in Laterano. Ancora più evidente è la coincidenza tra il volto sindonico e quello che appare sul vaso d’argento del VI secolo trovato a Homs (in Siria). Qui sotto alcuni esempi.

livio zerbini emanuela marinelli

 

La seconda parte del libro affronta l’argomento dal punto di vista scientifico, ripercorrendo tutti gli studi e le evidenze emerse, così come una descrizione di quanto avvenuto durante il prelievo per la datazione tramite radiocarbonio. In quell’occasione vennero rifiutati i ventisei esami proposti dallo STURP -il gruppo internazionale di ricerca nato per studiare scientificamente la Sindone-, «per ragioni che il cardinale e io non riuscimmo mai a capire», ha dichiarato il prof. Luigi Gonella, docente di Strumentazione fisica al Politecnico di Torino e consulente scientifico del card. Ballestrero, «si delineò uno schieramento inteso a escludere ogni ricerca che non fosse la radiodatazione» (p. 133). Lo STURP suggerì di prelevare almeno in tre diverse zone del lenzuolo, mentre il prelievo avvenne in un punto solo, l’angolo a sinistra. I responsabili dei tre laboratori, ha proseguito il prof. Gonella, ripetevano: «”se non lascerete fare a noi, soltanto a noi, i risultati non saranno accettabili”. Così, alla fine, Ballestrero ha dovuto cedere, pur soffrendone moltissimo. Ed io, sottomettermi. Anche perché quei signori facevano di tutto per avvalorare la tesi che la Chiesa stava mettendo i bastoni fra le ruote alla scienza. Ci hanno messo con le spalle al muro proprio con un ricatto. O accettavamo il test del 14C alle condizioni imposte dai laboratori o si sarebbe scatenata una campagna con accuse alla Chiesa di temere la verità, di essere nemica della scienza» (p. 145).

Lo storico Zerbini e la dott.ssa Marinelli, dopo il lungo excursus storico, concludono affermando che viaggiando «a ritroso nel tempo, a cominciare dalle origini della Cristianità», siamo condotti «nei luoghi in cui è stata attestata la presenza» della Sindone, conoscendo «i protagonisti della sua protezione e conservazione, nonché tutti coloro che l’hanno visto o ne hanno parlato» (p. 211).

 

Ne approfittiamo per augurare una Santa Pasqua a tutti i lettori e alle loro famiglie, l’aggiornamento del sito web riprenderà il 24 aprile 2017.

 
La redazione

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88 commenti a «La Sindone esisteva già prima del 1300», un altro storico lo riconosce

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  1. Gianfranco ha detto

    Se veramente l’ateo si reputa libero da ogni pregiudizio e amante della verità dovrebbe porre a se stesso le domande del prof. Gonella e trovare una risposta o quantomeno sollevare un dubbio.
    Noto che l’approccio allo studio della Sindone da parte del credente è di stimolo e aperto mentre quello di molti atei è spesso in malafede perchè punta non alla ricerca ma alla conferma del proprio pregiudizio. Che cambierebbe ad un ateo la scoperta che la sindone risale al primo secolo e l’impronta è coerente con i racconti evangelici? Minerebbe la propria fede?
    Io da credente rimango stupito dal mistero della Sindone che ritengo un dono fatto dal Signore ai suoi fedeli ma anche alla scienza. Perchè la scienza? Perchè forse è uno degli oggetti provenienti dall’antichità più studiati e stimola ulteriori studi e ricerche che fanno del bene alla scienza.

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Gianfranco

      ….Che cambierebbe ad un ateo la scoperta che la sindone risale al primo secolo e l’impronta è coerente con i racconti evangelici?….
      Gianfranco
      Se si potesse scientificamente VERAMENTE dimostrare la pretesa veracità della Sindone, diventerei (molto probabilmente) credente, e forse anche cattolico. E comincerei a credere ciecamente a qualsiasi tipo di miracolo, inclusa l’osannata levitazione di Cristo…Ma…Ma….

      • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

        Qualunque cosa sia la Sindone, non solo è pienamente coerente con i racconti evangelici, ma gli anatomopatologi forensi che l’hanno esaminata, e che non avrebbero alcun tornaconto professionale a dichiarare cose non vere, hanno rilevato sangue venoso ed arterioso fuoriuscito da dove nel corpo umano sono posizionate vene ed arterie, sangue uscito prima della morte e dopo la morte, coaguli e siero…
        Nessuno ti obbliga a credere, ma lo studio della Sindone è affascinate.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a alessandro pendesini

        ” Levitazione di Cristo”

        !?!?!????

        • alessandro pendesini ha detto in risposta a Vincent Vega

          « La levitazione è il processo che mantiene un oggetto sollevato, in una posizione stabile, mediante una forza che contrasta la gravità applicata senza contatto fisico »…dice Wikipedia, ma, aggiungo, che puo’ anche essere considerata -irrazionalmente -un sollevamento non statico ma dinamico, continuo o progressivo verso il cielo per certi credenti, esattamente come viene descritta nella risurrezione di Gesu

          Nella cultura cristiana, la levitazione può rappresentare un miracolo divino o una condizione legata agli stati d’estasi (San Giuseppe da Copertino, San Tommaso d’Aquino, Santa Caterina da Siena, San Filippo Neri) Fonte Wikipedia.

          NB Nessuno ha potuto dimostrare razionalmente che una qualsiasi persona possa levitare sia pur di un millimetro da terra senza l’aiuto di una forza esterna ! Se questo fosse possibile dovremmo rivedere tutte le leggi della fisica…

          • Klaus B ha detto in risposta a alessandro pendesini

            Non dovremmo rivedere proprio nulla, perché un miracolo è per definizione un evento che viola le leggi naturali e non è ripetibile sperimentalmente. Se lo fosse, non sarebbe un miracolo. L’idea che un miracolo possa verificarsi non è una teoria scientifica, quindi non è falsificabile, né dimostrabile con metodi sperimentali. Ma anche l’idea che nulla possa accadere che non sia sperimentalmente ripetibile non è un’idea scientifica, è una convinzione filosofica.

            • Marco S. ha detto in risposta a Klaus B

              Grazie Klaus B, ottima argomentazione.

            • alessandro pendesini ha detto in risposta a Klaus B

              Klaus B
              Mi sia permesso farti notare che quando scrivo “Nessuno ha potuto dimostrare razionalmente che una qualsiasi persona possa levitare sia pur di un millimetro da terra senza l’aiuto di una forza esterna ! Se questo fosse possibile dovremmo rivedere tutte le leggi della fisica…”…..intendo dire che se la levitazione esistesse INDIPENDENTEMENTE di un qualsiasi miracolo !!! significherebbe che le leggi della fisica sono false! OK?

              • Vncent Vega ha detto in risposta a alessandro pendesini

                LOL, la logica, caro Pendesini, non è il suo forte.

                In pratica le leggi della fisica, per essere vere, devono necessariamente escludere un Creatore che possa, all’occorrenza, disporne come vuole per compiere miracoli. Come tautologia non è male, in pratica il sovrannaturale deve essere falso necessariamente, visto che qualora ciò avvenisse davanti ai suoi occhi lei non ne dedurrebbe che c’è stato un miracolo, ma semplicemente che “le leggi della fisica sono false” (!?!?!!!!!).

                L’unica cosa che posso fare è pregare per lei.

                • alessandro pendesini ha detto in risposta a Vncent Vega

                  …In pratica le leggi della fisica, per essere vere, devono necessariamente escludere un Creatore che possa, all’occorrenza, disporne come vuole per compiere miracoli….

                  Infatti ! Le leggi della fisica sono state –fino prova contraria- create dall’uomo ; non hanno alcun bisogno, cosi come la natura, di un creatore per esistere !

                  …..Come tautologia non è male, in pratica il sovrannaturale deve essere falso….

                  Per la Scienza « SOVRANNATURALE » non significa proprio un bel niente !
                  La fisica non puo’ essere confusa con il paranormale, se lo fosse non sarebbe più fisica ma ciarlataneria…

                  P.S. Non è mai accaduto storicamente che un qualsiasi “miracolo” che abbia potuto trasgredire le leggi della fisica si sia avverato. La scienza (da non confondere con pseudoscienza !) non ha mai potuto constatare razionalmente mediante la sua metodologia, che un “miracolo” –uno solo- abbia potuto accadere con cause che escludono le leggi della fisica.

                  …..E se pregare puo’ darle un certo sollievo, preghi pure con comodo

                  • Marco S. ha detto in risposta a alessandro pendesini

                    Beh ci sono numerosi casi non spiegabili scientificamente che, non a caso, non possono essere fenomeni razionali.
                    Di conseguenza non esistono.

                    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Marco S.

                      Marco S
                      Spiacente dovermi ripetere :
                      E’ colui che sostiene l’esistenza dei « miracoli » -o dio, non importa il quale- di dimostrare la loro esistenza, e non di certo alla scienza di dimostrare la loro inesistenza, il ché sarebbe assurdo !
                      Le ricordo inoltre che i “miracoli”, come lei definisce, avvengono sia a credenti di qualsiasi religione, e non solamente cattolici!, sia agli atei o agnostici di qualsiasi latitudine terrestre.

                  • beppino ha detto in risposta a alessandro pendesini

                    Le leggi della fisica sono state –fino prova contraria- create dall’uomo ; non hanno alcun bisogno, cosi come la natura, di un creatore per esistere!

                    Ma allora da dove deriva l’intelligenza, la consapevolezza, la volontà di conoscere la realtà, la capacità di porsi il problema della causa prima, ecc…? Le leggi della fisica sono comunque una conseguenza della causa prima e per esistere non possono non trovare giustificazione sui significati, sui perché e sul divenire della stessa.

                    Circa i miracoli, e fino a prova contraria, il problema non é l’inspiegabilità in quanto tale degli stessi, quanto piuttosto l’incapacità della scienza (per i livelli di conoscenza acquisiti) di spiegarli. Penso che su questo non si possa che essere d’accordo. Se però spingiamo alle estreme conseguenze il concetto di “scienza” che aumenta sempre più la conoscenza ci si deve anche porre il problema se esiste un limite di conoscenza che permette alla “scienza” di spiegare la causa prima. La risposta può essere affermativa (ma allora andrebbe spiegato per quale motivo un qualcosa di limitato nell’arco di vita infinito del tutto dovrebbe “maturare” finanche a spiegare la sua stessa esistenza… cosa evidentemente inlogica) o negativa (quindi si presuppone un processo infinito… e se la faccenda non si chiude ma va all’infinito resta irrisolto il perché della causa prima). Resta la soluzione, anche in riferimento a miracoli, che NON esista una causa prima; ma se per assurdo fosse effettivamente così vorrebbe dire che il determinismo (che é l’essenza della realtà percepibile e quindi ritenuto inconfutabile) é correlabile a processi senza un inizio e senza una fine. Altra affermazione illogica.

                    Vogliamo togliere di mezzo anche la logica? La possibilità di un tutto illogico non potrebbe comunque che sfociare nel medesimo risultato (sempre nell’ambito della discussione della causa prima).

                    • alessandro pendesini ha detto in risposta a beppino

                      Vogliamo togliere di mezzo anche la logica? La possibilità di un tutto illogico non potrebbe comunque che sfociare nel medesimo risultato (sempre nell’ambito della discussione della causa prima).
                      Beppino :
                      La logica NON puo’ sostituire –razionalmente parlando- la severa metodologia scientifica, è solamente una componente di un certo aiuto al nostro ragionamento.
                      Quello che puo’ essere logico per lei non puo’ esserlo obligatoriamente per me o un altra persona ! OK ? Quindi la logica non puo’ in nessun modo essere imparziale e ancora meno universale ; solo il metodo scientifico puo’ razionalmente esserlo anche se provvisoriamente.
                      La scienza funziona perché dopo delle ipotesi e ragionamenti, intuizioni e visioni, equazioni e calcoli, siamo in grado di sapere se abbiamo fatto bene o no la teoria dà previsioni su cose che non abbiamo ancora osservato e siamo in grado di verificarne l’esattezza. Questa è la grande forza della scienza, che gli conferisce la credibilità e che ci permette di fidarsi di lei con la mente tranquilla : siamo in grado di controllare se una teoria è giusta o no. Questo è ciò che distingue la scienza dalle altre forme di pensiero, dove decidere chi ha ragione e chi ha torto è di solito una domanda molto più difficile, arbitraria, e talvolta anche sprovvista di senso.
                      P.S. Ritengo che non serve a niente evocare una deità qualsiasi per giustificare la nostra incommensurabile ignoranza ! Escudendo, ovviamente, un certo sollievo e/o speranza dovuto alla nostra ignoranza, angoscia e paure irrazionali che certi credenti possono risentire…

                      P.S. E’ colui che sostiene l’esistenza dei « miracoli » -o dio, non importa il quale- di dimostrare la loro esistenza, e non di certo alla scienza di dimostrare la loro inesistenza !

    • Norberto ha detto in risposta a Gianfranco

      Paradossalmente è il credente il vero libero pensatore perchè davanti ai miracoli può crederli oppure no. L’ateo come dici tu è costretto a non crederli a priori, in modo pregiudizievole se non vuole che sia compromessa la sua fede. Questo lo porta a non essere cosi attendibile ed oggettivo come il razionalista-naturalista dice di essere.

      • Klaud ha detto in risposta a Norberto

        La chiesa non ha voluto prendere posizione sull’autenticità della sindone: com’è che qui invece siete tutti certi della sua autenticità?
        L’unica cosa a cui gli atei sono costretti a credere è l’esame al C14, che è negativo.

        • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

          Premesso che la Chiesa definisce la Sindone la più fedele icona della passione di Cristo, cosa intendi per autentica o non autenticala?
          Ipotizziamo esatta la datazione C14, quali problemi ha risolto e quali no?

          • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

            Intendo quello che ha dichiarato la chiesa: non ne dichiara l’autenticità ma la considera oggetto di culto.

            …Ipotizziamo esatta la datazione C14, quali problemi ha risolto e quali no?…
            Le analisi stabiliscono un fatto riferito all’oggetto: in questo caso del 1300, quindi non autentico.
            Ne consegue che chi lo spaccia per autentico, mente. Da non dimenticare che il primo vescovo che ebbe a giudicarla la dichiarò falsa, con obbligo di dichiararlo.
            A qualcuno sfugge che il carbonio14 non è usato per dimostrare la non veridicità della resurrezione o altro. La scienza non si occupa del trascendente.

            • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

              Non partire per la tangente e rispondi solamente a queste mie due domande
              Come puoi affermare che un’icona unica ed irripetibile impressa su un telo lino e datata dal C14 del 1300 è un falso?
              Premesso che non è possibile con le tecnologie odierne riprodurre la Sindone, quali tecniche a noi sconosciute potrebbero aver usato nel 1300 per farla?

              • Pierpang ha detto in risposta a lorenzo

                Mi pare esagerato questo mito della Scienza onnipotente. Oggi non sappiamo nemmeno riprodurre una “Gioconda” che sembri autentica dopo un’analisi di laboratorio. Secoli di invecchiamento naturale e le tecniche segrete degli artisti rendono irriproducibili i loro capolavori.

                • lorenzo ha detto in risposta a Pierpang

                  Su questo ti sbagli: la “Gioconda”, con la tecnologia attuale e con la mano di un buon falsario è riproducibile con una tale perfezione che solo con approfondite indagini sarebbe possibile distinguerla dall’originale.
                  Con le tecnologie attuali non è invece ancora possibile riprodurre l’immagine sindonica che, come è noto, ha le seguenti caratteristiche:
                  – l’immagine è prodotta da due soli valori di densità ottica, uno più chiaro per il fondo ed uno giallino tipo telo invecchiato per l’immagine;
                  – l’ingiallimento delle fibrille che formano l’immagine ha una densità ottica uniforme in tutto il telo;
                  – i chiaroscuri e la tridimensionalità sono ottenuti esclusivamente mediante variazione del numero delle fibrille ingiallite;
                  – la profondità di ingiallimento delle fibrille di lino è uniforme su tutto il telo ed è dell’ordine di 20-30 micron.

                • Fabio ha detto in risposta a Pierpang

                  É vero, Pierpang, chi ritiene la scienza onnipotente, deve soffrire di qualche delirio d’onnipotenza, anche se non sa di esserne affetto.

                  • Klaud ha detto in risposta a Fabio

                    Nessuno pensa che la scienza sia onnipotente: la scienza scopre semplicemente quello che esiste.
                    La scienza non inventa quello che non sa. A volte sono i credenti che pensano che la scienza sia pilotata verso ciò che fa comodo.
                    Allo stato attuale non sono riusciti ad analizzare la natura del colore sulla sindone? E infatti la scienza non si dichiara.
                    Al contrario del prof. Jackson che propone un passaggio della materia a energia con uno schiocco delle dita.
                    È stato osservato altre volte un simile fenomeno? Se non è delirio di onnipotenza questo!
                    Tieni sempre presente il rasoio di Occam. È più prudente.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                      La natura dell’immagine sindonica è stata analizzata ed esattamente descritta: ingiallimento di uniforme profondità e densità cromatica delle fibrille di lino.
                      Se prima di parlare ti informassi eviteresti la figura di chi parla senza sapere di cosa parla.

                    • Fabio ha detto in risposta a Klaud

                      Il prof. John David Jackson, a differenza di quel che tu puoi giudicare in maniera del tutto arbitraria, ha elaborato una teoria con un fondamento razionale, in contrapposizione al negazionismo anti cristiano di certi testardi, i quali, neanche davanti ai responsi scientifici, hanno l’umiltà di abbassare la testa e di trattenere le parole. E per me, questa loro pervicacia a negare, negare e ancora negare, è paragonabile ad un puro fondamentalismo privo di supporto logico ed imparzialità intellettuale.

                      La teoria di Jackson, sta alla base dello stesso “big bang” universale, uno scontro tra materia e antimateria con relativa liberazione di energia.

                      Giuseppe Baldacchini, (fisico ed ex dirigente del Centro di Ricerche ENEA di Frascati), ha elaborato una teoria pressoché identica a quella del prof. Jackson, ma con l’aggiunta di formule matematiche, le quali spiegherebbero in maniera scientifica il passaggio dello stato di materia a quello di pura energia, così come avvenuto nel caso del mandylion di Cristo.
                      T’invito a leggerle con molta attenzione, giacché spiegherebbero anche la ragione del contraddittorio esame al radiocarbonio.

                      Inoltre, caro Klaud, voglio evidenziare le gravi incongruenze dei tuoi post in merito all’argomento sindone, dove in un uno dichiari la sua origine farlocca, in un altro dichiari che sarebbe stata realizzata con tecniche colorimetre a basi di metalli, mentre in un altro ammetti la sua origine indefinita.
                      Cerca di fare chiarezza nelle tue idee, per favore. In alternativa evita di commentare inutilmente.

                    • Klaud ha detto in risposta a Klaud

                      E tutto questo bla bla per affermare come ragionevole una ipotesi che si basa su un fenomeno mai osservato, né in natura, né in laboratorio?
                      Forse sei tu che non leggi con attenzione i miei post; cosa sarebbero le tecniche colorimetre a base di metalli?
                      Lo sai o no che molti colori usati comunemente nella pittura sono a base di ossidi metallici? Mi riferivo alla eventualità, per niente remota,
                      che all’origine il telo sia stato dipinto.
                      Concordo su un punto: è meglio lasciar perdere, perché, come dice il proverbio ”Non c’è peggior sordo del credente”.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                      Certamente chi disquisisce di cose che dimostra di non conoscere è molto peggio…

        • Sebastiano ha detto in risposta a Klaud

          L’unica cosa a cui gli atei sono costretti a credere è l’esame al C14, che è negativo.

          Poveracci, pensa a cosa succederà quando si scoprirà che era farlocco…

          • Klaud ha detto in risposta a Sebastiano

            Pensa a cosa è successo quando si è scoperto che la sindone è farlocca: niente!
            E la stessa cosa succederà se venisse dimostrato il contrario: niente!
            In ogni caso qualcuno ci crede, nonostante l’evidenza.

            • Sebastiano ha detto in risposta a Klaud

              Sì sì, la Sindone è talmente farlocca che Garlaschelli e soci, nel tentativo di replicarla (utilizzando la tecnologia del 2000, mica quella del 1300…) non sono riusciti neppure ad assomigliarla all’originale.
              Sul test del C14 continuate a fare la politica dello struzzo, evitando di discutere dell’adeguatezza del campione e delle procedure (tutta roba che in questo stesso articolo viene descritta, ma sulla quale non ti esprimi).

              • Steve ha detto in risposta a Sebastiano

                Klaud, la sindone è autentica.

                Fattene, FATEVENE, una ragione.

                • Marco S. ha detto in risposta a Steve

                  Tutto é farsi una ragione, non solo prendere atto del primo esame, ma eventualmente anche quello di rifare meglio la prova, ovvero rendersi conto che a questo molto anomalo oggetto non può fornirci questo valore c14.
                  Un vero scienziato, che non é ancora in grado di stabilire nemmeno cosa ha creato questo oggetto, forse deve avere più dubbi….

  2. Germano ha detto

    Santa Pasqua a tutti!

  3. Roberto ha detto

    Personalmente ritengo che se si è credenti non c’è bisogno della Sacra Sindone per confermare la propria fede; mentre se si è atei non c’è bisogno di credere o meno dell’autenticità del Sacro Velo.
    Non credo che si possa attribuire ad un oggetto o una reliquia (seppur unica nel suo genere) la fondatezza o meno della propria fede.

  4. lorenzo ha detto

    መልካም ፋሲካ
    חַג פַּסחָא שָׂמֵח
    Καλό Πάσχα
    Beatus Pascha
    Buona Pasqua
    Pasqua feliç
    Христос воскрес
    Happy Easter

  5. Xlove ha detto

    Buona Pasqua a voi e grazie per tutto quello che fate!

  6. beppino ha detto

    Secondo me il mistero della Sindone é intrigante proprio nella misura in cui non ha nulla a che fare (almeno direttamente) col Mistero della fede. Se qualcuno pensa che l’eventuale dimostrazione della “verità” della Sindone, che non potrebbe che passare per dati storici e scientifici inattaccabili, risolverebbe alla radice il dilemma fra il credere e il non credere, fa un errore di fondo: la fede non é supportabile attraverso motivazioni deterministiche e meno che meno il dato deterministico può “rassicurare” l’uomo circa il perché del tutto (la scienza non arriverà mai a spiegare la prima causa). Le persone credenti e devote sono credenti e devote indipendentemente dalle “risposte” e dai “ritorni” deterministici; tutto parte dal di dentro, dal proprio cuore o spirito e non é necessaria alcuna dimostrazione perché sia il cuore che lo spirito non hanno bisogno di dimostrazioni. E’ questo che da fastidio agli “atei” o alle persone che tali si professano: deridono e fanno i supponenti richiedendo o stigmatizzando qualcosa che non può essere richiesto o stigmatizzato. E su questo argomento la religione cattolica é quanto di “massimo” può “offrire” una religione soprattutto quando presenta un Dio fatto uomo che ha passato 3 decenni sulla terra continuando a ripetere che il problema non é la “prova” ma il problema é la “fede” (del resto nei Vangeli i miracoli, quando richiesti, accadono solo in contrapposizione ad un atto genuino di esternazione della propria fede). La Sindone é quindi da gustare come intrigante reperto archeologico, come occasione di discussione, al limite anche come “strumento” di adorazione ma sempre, in questo ultimo caso, rimanendo coscienti che il problema non é il fatto di essere o meno di fronte al sudario di Cristo quanto piuttosto l’occasione per approfondire la propria fede e ricordare con devozione la prima causa del nostro essere.

  7. Steve ha detto

    La sindone è per me la prova della fede. Mi ci aggrappo costantemente. Ovviamente non a caso, ho letto di tutto sia pro che contro, e i pro hanno distrutto, sbriciolato i contro. Che tra l’altro sono costantemente aggressivi e in malafede, negando palesi evidenze.

    Certo è proprio il motivo intrinseco stesso della sua esistenza che mi pone dubbi, ma non la sua autenticità. Ci han provato a farmi cambiare idea, ma hanno fallito miseramente

    • Mantello ha detto in risposta a Steve

      Il tuo modo di ragionare è sbagliato perchè non sei (non siamo) in grado di valutare la fondatezza di quello che dicono gli autenticisti. Tra l altro è sufficiente che la spiegazione della Sindone sia in qualcosa che sfugge sia ad uno schieramento che all altro. Poi di studiare criticamente la Sindone si occupano ben pochi, non è che ci sia questo spiegamento di forze. Tu invece ragioni come se lo scontro fosse tra due posizioni di cui almeno una deve essere verità assoluta. Qui sbagli.

  8. Sophie ha detto

    Buona Pasqua a tutti. W cristo Re!

  9. Max ha detto

    Tutto quello che si vuole, ma la Fede cristiana non si basa sulla Sindone che si trova a Torino. E’ un simbolo certamente, ci sono cose che davvero non capiamo di essa, ma non abbiamo alcuna certezza che sia stata il sudario di Gesu’.

    Buona Pasqua di Resurrezione a tutti.

    Max

    • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max

      ma non abbiamo alcuna certezza che sia stata il sudario di Gesu’….
      Max
      Con questo commento dimostra essere un cattolico integro, intellettualmente onesto !
      Ha probabilmente capito che sono molti i dettagli che non rendono plausibile la sua ostentata veridicità. Il Vaticano stesso -forte di certi sbagli del passato- molto prudente dice (sia pur discretamente) ai suoi fedeli : caute….

    • Steve ha detto in risposta a Max

      In realtà non vi è certezza di nulla, ma se autentica, credo che le probabilità che abbia avvolto Gesù praticamente del 100%.

      Quindi non concordo con te. Sul discorso che la fede non si debba basare sulla Sindone, straconcordo.

      Le certezze lasciamole agli atei come Pendesini, che ne hanno sempre quando si tratta delle loro tesi (anche se nell’ultimo intervento che ha fatto è stato conciliante con te, almeno na volta)

      • andrea g ha detto in risposta a Steve

        “se autentica, credo che le probabilità che abbia avvolto Gesù praticamente del 100%”
        Assolutamente sì.

  10. Fabio ha detto

    Se per diventare cristiani, o per mantenere la fede, si rendesse necessario aggrapparsi a qualche simbolismo od oggetto sacro, allora si correrebbe il rischio di diventare feticisti, ed anche apostati, poiché si venererebbe un’icona e non il vero Dio.
    Che qualche volta l’oggetto sacro possa accrescere la fede, ci può anche stare, ma non deve sostituirsi ad essa, anche perché, altrimenti, bisognerebbe stare sempre a Torino, dov’è conservata la sindone, oppure a Lourdes, o a Fatima, dove la Madonna è certamente apparsa, come riconosciuto dalla Chiesa, tanto per fare degli esempi.

    Dio è ovunque. Lo si può pregare dove lo si ritiene più opportuno, basta che ci sia il desiderio di parlargli.

    Una serena Pasqua, agli amici e ai detrattori, agli atei e ai cattolici e alla redazione di questo forum.

    P.s. Preghiamo che Donald Trump non forzi la mano in Corea del nord. La situazione è molto seria.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Fabio

      La Cina non proteggerà la Corea del Nord, perciò Kim Jong-Un-detto-il-mentecatto farà bene a stare molto attento, se non vuole essere spazzato via dall’esistenza.

    • Taigura Araphael ha detto in risposta a Fabio

      anche a te fabio, ti auguro di passare buone festività, a te come agli altri….

    • Steve ha detto in risposta a Fabio

      Dai per scontato che trovare una fede “regolare” e che pervada tutto e tutti sia facile. Per me non lo è.

      Io devo vedere e toccare. Non sento Dio nella mia vita e non lo sento intorno a me. Indi per cui, devo basarmi su un qualcosa di tangibile. Starò commettendo peccati apostasie tutto quello che vuoi (questi termini non mi toccano sinceramente, mi sembrano più per spaventare) ma attualmente non sono ateo per la Sindone.

      Rispondendo a Mantello, ho studiato approfonditamente l’argomento e la solfa che la Sindone sfugga ad uno o altro schieramento già di per se la rende unica ed inspiegabile. Ergo, a parer mio, di origine soprannaturale. Implicitamente lo hai detto te.

      • Fabio ha detto in risposta a Steve

        Steve, ti comprendo perfettamente.
        Tu eri ateo, quindi la ponderabilità oggettiva di un qualcosa ritenuto sacro e sostenuto dall’inspiegabilità della scienza, ha contribuito a far da ponte tra lo scetticismo e la possibilità che via-via si fa fede.
        L’importante è che poi l’oggetto non diventi più venerato di Colui a cui era appartenuto, ma questo aspetto, sia inteso, non è circostanziato soltanto a te, ma alla pluralità delle persone, e non soltanto alla sindone, ma a qualsiasi altra reliquia o luogo di culto, ecco perché ho menzionato Lourdes e Fatima.

        Un breve aneddoto: a Santiago de Compostela, in Spagna, vi sono conservate le reliquie dell’apostolo Giacomo, ma sempre in Spagna, ad Oviedo, è conservato il sudario che coprì il volto di Cristo morto, quando lo traslarono nel sepolcro.
        Ebbene, la tradizione vuole, che chi si reca a Santiago de Compostela, senza prima passar per Oviedo, venera il servo e non il padrone.

        Questo per far comprendere che, come Cristo sta a capo degli apostoli, altrettanto è bene onorare Lui e non le reliquie.

      • Mantello ha detto in risposta a Steve

        No, perché si tratta di un tipo di esercizio di ricostruzione a posteriori che: punto primo è inedito per tutti. Ad esempio, mica puoi pensare che si sia al corrente di tutti gli effetti determinati da tutte le sostanze e composti chimici virtualmente esistenti e, punto secondo: mica allo studio critico della Sindone si sono dedicate le migliori intelligenze della scienza mondiale. La Scienza, fondamentalmente si è disinteressata della Sindone. Alcuni rispettabili uomini di scienza vi si sono volontariamente dedicati, nulla di più.

        • Klaud ha detto in risposta a Mantello

          Consideriamo anche l’imponderabilità del caso più banale: la sindone è stata semplicemente lavata, asportandone i pigmenti.
          Questa evenienza non sarebbe poi tanto peregrina in quanto chi vide il telo nel 1300 lo definiva ‘dipinto’.
          Molti pigmenti lasciano una traccia sul supporto da cui sono rimossi. Primi tra tutti quelli di origine metallica: carbonato di piombo (biacca), cinabro, orpimento.

          • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

            Questo significa che non hai la più pallida idea di cosa l’immagine sindonica: se prima di parlare ti informassi eviteresti la figura di chi parla senza sapere di cosa parla.

            • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

              ”… non hai la più pallida idea di cosa (sia) l’immagine sindonica…”
              Spiegamelo tu, che probabilmente sei l’unico a saperlo; immagine acherotipa, laser, radiazioni, terremoti ecc.
              Sarebbe proprio da ridere se l’ipotesi più banale fosse quella vera: un telo lavato!

              • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                L’ipotesi del telo lavato non regge per il semplice motivo che i pigmenti avrebbero lasciato una traccia di densità ottica ed una profondità di penetrazione nelle fibrille non uniformi: se prima di parlare ti informassi eviteresti la figura di chi parla senza sapere di cosa parla.

          • Fabio ha detto in risposta a Klaud

            Klaud, non sono pigmenti metallici, ma emazie.
            Il professor Pierluigi Baima Bollone, ematopatologo, profuse anni della propria vita all’analisi microbiologica dei filamenti del mandylion, sia attraverso il microscopio ottico, sia con quello a scansione, asseverando che erano intrisi di sangue umano, appartenente ad una sola persona, ricavandone anche il gruppo sanguigno. Ne è stato tratto perfino il DNA, grazie ad un’equipe di genetisti svizzeri.

            Dagli esami fatti sulla Sindone, se ne ricava che l’uomo che in essa fu avvolto, presentava un corpo irrigidito in una posizione innaturale, anatomicamente compatibile a quello di una persona morta in sospensione sulla croce.
            Bollone evidenziò perfino un foro di penetrazione a livello intercostale, il quale è corrispondente con ciò che i vangeli riportano, ossia che Gesù fu penetrato dalla lancia di Longino, (il centurione romano), dopo che era già morto.

            • Klaud ha detto in risposta a Fabio

              Le emazie, il sangue, si riscontra solo nelle colature delle ferite; il resto dell’immagine è di natura indefinita.

              • Fabio ha detto in risposta a Klaud

                Ti contraddici da solo, caro Klaud, poiché se il telo presenta tracce ematiche evidenti, dalle quali è stata fatta relativa analisi dei suoi costituenti, (bilirubina, emoglobina, ecc…), nonché altre tracce di sangue dissierato, (cioè quando un corpo è morto), vuol dire che quel telo ha avvolto realmente un uomo morto in circostanze a dir poco tragiche.
                Se poi tu stesso ammetti, che l’immagine umana, presente sul telo, è di origine indefinita, vuol dire che riconosci l’incapacità totale della scienza, di fornire una spiegazione razionale.

                Eppure, anche se la scienza non sa spiegarne il fenomeno, esso comunque esiste lo stesso, ed è visibile a chiunque.

                Lo sai che per la scienza, il calabrone non potrebbe volare?
                Eppure lui vola lo stesso.

                Una spiegazione razionale del mistero sindone, la fornì molti anni fa il prof. John David Jackson, fisico statunitense, (morto appena lo scorso anno), il quale disse testuali parole: “L’immagine può essersi formata, solo attraverso il passaggio fisico della materia a pura energia, sviluppando cioè radiazioni gamma, imprimendo così l’immagine del corpo sul telo.”

                Quel telo è stato testimone di un evento veramente eccezionale, più di qualsiasi esperimento che la mente dell’essere umano potrebbe mai concepire.

        • Norberto ha detto in risposta a Mantello

          Che la scienza si disinteressi della Sindone è un vecchio classico degli anti-autenticisti, basterebbe recarsi a questo elenco per apprezzare almeno trecento articoli sulla Sindone pubblicati su riviste scientifiche e riviste specializzate-divulgative: http://www.shroud.it/ARTICLES.HTM

  11. Mantello ha detto

    Poi, ammesso che ci sia davvero stato qualche anomalia nei protocolli seguiti per il radiocarbonio, resta il fatto che il risultato coincide proprio con il periodo in cui la sindone è indubitabilmente venuta alla luce 1300 (ipotesi fantasiose a parte). Questo rafforza la credibilità del risultato (di tre laboratori indipendenti!).

    • Fabio ha detto in risposta a Mantello

      La datazione al carbonio che fa del mandylion risalente tra il XIII e il XIV secolo d.C. è certamente vera, ma la sua spiegazione sarebbe da ritenersi al fatto che, nel corso dei secoli, i lembi/contorno del lenzuolo, devono essere stati rammendati per conservarne un buono stato.
      Infatti i pezzetti prelevati dalla sindone, erano proprio dei lembi.

      Rimane il fatto che l’immagine presente sul telo è acheropita e, dal punto di vista delle analisi anatomopatologiche, risulta concorde col supplizio patito da Gesù, come descritto nei vangeli.
      Anche le analisi compiute dai botanici, risultano avvalorarne la sua autenticità, giacché hanno estratto pollini di fanerogame tipiche della zona israeliano-palestinese.

      • Mantello ha detto in risposta a Fabio

        Questa del rammendo è abbastanza ridicola come giustificazione. Viene ripetuta spesso, evidentemente è nata da qualche sindonologo che l’ha messa in circolazione. Sono proprio argomentazioni di questo genere che fanno dubitare dell’onestà di queste persone. E’ poco credibile che tre prelievi siano stati fatti integralmente su rammendi (anche perché un rammendo si vede, tre rammendi ancora di più)

        • Steve ha detto in risposta a Mantello

          Se non erro lo stesso inventore del blasonato test disse che la sindone non è databile.

          Potrebbe sembrare una sparata apologeta, ma ti assicuro che se cerchi trovi.

          Quel test fu una truffa. Fine. Te lo dice uno poi che tra l’altro qui dentro si becca molte più critiche degli atei, ce l’hanno un pò tutti con me quindi non sono di parte…

        • Fabio ha detto in risposta a Mantello

          A distanza di molti secoli, non è poi così scontato, che ad occhio umano si possa notare una piccola cucitura antica, considerando la consunzione del tessuto ed il suo ingiallimento naturale, ma anche ipotizzando la risibilità di quella che tu ritieni una teoria dei sindonologi, rimangono le analisi incontrovertibili della microbiologia, della medicina e della botanica, a sostegno dell’autenticità del mandylion che avvolse il Nazareno post mortem.
          É molto, molto difficile, per voi scettici a priori, ribaltare ben tre, sottolineo tre responsi scientifici. Certo, vi aggrappate all’esame del carbonio, che io non ho motivo di confutare la sua attendibilità, ma che ripeto, è stato compiuto su un lembo del mantello potenzialmente rammendato.
          Ma anche ammesso e NON CONCESSO, che tutta la sindone fosse databile radiologicamente al 1300, ci ritroveremmo col parere della scienza fisica, a fare a pugni col parere della scienza medico-biologica e botanica.
          Solo al pensiero mi vien da sorridere, poiché dimostrerebbe, evidentemente, che una delle due non è poi così esatta. 🙂
          Io comunque, se permetti, mi fido più delle minuziose e pignole analisi di un ematopatologo, che di quelle elaborate da una macchina.

          • Steve ha detto in risposta a Fabio

            Fabio, puoi dare tutte le spiegazioni razionali e scientifiche che vuoi, i detrattori non cambieranno MAI idea.

            Fai conto che un due mesi fa ho avuto uno scambio di mail con la prof Marinelli (che ha scritto vari libri sulla Sindone, e mi ha pure gentilmente regalato il suo nuovo con dedica, una gentilezza rarissima) e abbiamo disquisito proprio di questo, ovvero che quelli che non credono alla Sindone difendono la loro tesi con il sangue agli occhi, non puoi convincerli in alcun modo. Nemmeno con tonnellate di materiale convincente, nemmeno con i test dell’ENEA di Frascati, con nulla. E’ un muro invalicabile.

            Fai conto che ho ancora amici che sono SICURI sia di Leonardo Da Vinci, quando sai benissimo che Da Vinci non esisteva nemmeno nell’era datata dal radiocarbonio. Questo per farti capire come l’ignoranza regna sovrana proprio, soprattutto da chi la reputa una patacca.

            • Fabio ha detto in risposta a Steve

              Carissimo Steve, coloro i quali contestano e ancora contestano e trascorrono la loro esistenza a ribadire con stoica veemenza da pubblici ministeri, che solo sui dati irrefutabili della scienza si possono trarre giudizi inopinabili, sono poi i primi a rinnegare i responsi della scienza, quando questa dimostra che un tal evento fisico o naturale che sia, se pur non razionalmente spiegabile è comunque esistente, visibile e documentabile, vedi il caso della sindone, appunto.
              Contestano e basta. Contraddittori in carne ed ossa, anche coi loro ideali. Meno male che non sono pubblici ministeri.
              🙂

            • andrea g ha detto in risposta a Steve

              “Questo per farti capire come l’ignoranza regna sovrana proprio,
              soprattutto da chi la reputa una patacca.”

              Credo, Steve, che non si tratti esattamente di “ignoranza”, ma di
              impossibilità emotiva a riconoscere la verità.
              Il nevrotico odio anticristiano non si è mai basato su alcunchè
              di razionale-

        • Pippo ha detto in risposta a Mantello

          gli scienziati del C14 allora ci spieghino come nel 1300 sia stato possibile “fabbricare” l’immagine del telo. Siccome nessuno ci è riuscito ancora oggi, i tentativi hanno dato risultati patetici, non rimane che concludere che l’esame del C14 è una bufala se non una truffa, ben congegnata, ma sempre una truffa. L’errore è stato uno solo, permettere questa buffonata.

        • Norberto ha detto in risposta a Mantello

          1) Il prelievo avvenne il 21 aprile 1988 e l’esecuzione fu affiata a persone che mai avevano visto la Sindone in vita loro, Giovanni Riggi, Franco Testore e Gabriel Vial. Il protocollo prevedeva invece che il prelievo fosse effettuato dall’esperta tessile Mechthild Flury-Lemberg che, avendo studiato la Sindone, conosceva a memoria i punti contaminati e quelli non.

          2) Incredibilmente non esiste un verbale delle operazioni.

          3) Il prelievo è avvenuto nell’angolo a sinistra dell’immagine frontale e il criterio di scelta fu non la non contaminazione dell’area ma il causare meno danno possibile alla Sindone. Quell’angolo della Sindone è stato toccato innumerevoli volte per mostrarla ai fedeli nei secoli passati, veniva infatti appesa fuori dalle chiese proprio tenendola agli angoli.

          4) Nelle loro relazioni, presentate al congresso di Parigi nel 1989, Riggi e Testore si contraddicono incredibilmente sulla misura e sul peso dei campioni prelevati. Questo per dire la poca professionalità avuta dai responsabili di quelle operazioni, che violarono tutto il protocollo stabilito nei mesi precedenti.

          5) Lo Sturp aveva proposto una ventina di esami integrativi alla datazione al radiocarbonio per datare meglio la Sindone ma vennero tutti misteriosamente rifiutati, preferendo in modo esclusivo il C14.

          Solo questi 5 punti (ce ne sono altri mille) fa dubitare dell’onestà delle persone che difendono tale datazione, certamente falsata come ha detto anche il responsabile di uno dei laboratori che ha operato la datazione sul campione: http://c14.arch.ox.ac.uk/shroud.html

          • Pippo ha detto in risposta a Norberto

            questa fu una ingenuità del Card. Ballestrero che mai avrebbe dovuto autorizzare un prelievo dalla Sindone senza prima avere tutte le garanzie scientifiche del caso, grave errore le cui conseguenze si ripercuotono ancora oggi.

    • lorenzo ha detto in risposta a Mantello

      In un eventuale processo, la datazione sindonica col C14 non sarebbe ritenuta prova valida per i seguenti motivi:

      – Il prelievo del campione di Sindone, suddiviso poi in tre parti, è avvenuto da un unico sito che, tra l’altro, è uno dei più inquinati del lenzuolo e quindi tra i meno adatti ad essere datato correttamente.

      – Chi ha eseguito l’operazione di prelievo del campione ha fornito versioni contrastanti circa il peso e le misure delle 3 parti ed il campione prelevato pesava circa il doppio del peso unitario per centimetro quadrato della Sindone, calcolato con precisione in occasione degli esami del 1978.

      – I responsabili dei tre laboratori e il dr. Tite del British Museum, garante dell’intera operazione, hanno preteso che fosse escluso qualsiasi altro esame, rifiutando categoricamente di inserire la datazione con il radiocarbonio in un contesto multidisciplinare di indagini e di esami da effettuare in contemporanea e non hanno voluto che ricercatori estranei ai laboratori fossero presenti.

      – Nei tre laboratori il test non è stato eseguito «alla cieca», datando cioè contemporaneamente al campione di Sindone altri due campioni precedentemente inseriti in contenitori anonimi in modo da rendere non identificabile quale tra i tre fosse il campione di Sindone e garantire in tal modo una totale imparzialità, ma il tessuto sindonico era ben riconoscibile ed i laboratori erano a conoscenza dell’età dei campioni di confronto.

      – I risultati forniti dai singoli laboratori presentano una non trascurabile disomogeneità, problema che non è stato possibile discutere ed approfondire a causa del rifiuto da parte dei responsabili dei laboratori di fornire i «dati primari», cioè non ancora interpretati e confrontati, in loro possesso.

    • lorenzo ha detto in risposta a Mantello

      Sempre in un eventuale processo, alla datazione sindonica col C14 potrebbero essere contrapposte le seguenti datazioni:

      – Chimica mediante analisi spettroscopica vibrazionale Ft-Ir: anno 300 a.C. ±400 anni con livello di fiducia statistica del 95%.

      – Chimica tramite esame vibrazionale Raman: anno 200 a.C. ±500 anni con livello di fiducia statistica del 95%.

      – Meccanica multiparametrica su combinazione di cinque parametri significativi delle fibre di lino: anno 400 d.C. ±400 anni con livello di fiducia statistica del 95%.

  12. Gloria.tv ha detto

    Uccr ormai è caduta nelle profondità bergogliane filo sataniche!
    Convertitevi!!!
    Abbandonate chi difende la bestemmia!!!

  13. Max ha detto

    Oggi, il giorno di Pasqua, Joseph Ratzinger compie 90 anni. Anche se non credo ci segua, gli offro affettuosi auguri.

  14. Fabio ha detto

    Non pretendo che un ateo creda in Dio, ma voglio dirgli soltanto che abbiamo il gruppo sanguigno del Figlio di Dio, esattamente gruppo AB.
    Voglio dirgli che è stato isolato pure il DNA del Figlio di Dio, pur se presenta una sequenza danneggiata a causa del fattore tempo.

    Abbiamo trattato Cristo come fosse stato un criminale da vivo, dopo di che lo abbiamo fatto oggetto di studi di laboratorio, usando una sua reliquia, allo stesso modo di come lo si sarebbe fatto con un oggetto implicato nella scena di un crimine, infine, negando le evidenze dei responsi scientifici conseguiti, lo trattiamo ancora una volta da criminale, come se Egli non fosse mai esistito.
    Eppure i dati genetici del Figlio di Dio ci sono.
    E noi siamo colpevoli 3 volte.

  15. Mansueto ha detto

    Santa Pasqua a tutti!

  16. vincenzo. ha detto

    Buona Pasqua a tutti.

  17. Dario ha detto

    Un pò in ritardo, ma buona Pasqua a tutti.

  18. Fransi ha detto

    Fate un nuovo test sulla datazione, ci vuole così tanto a capirlo? I tempi sono maturi.
    Quale verità ne uscirà, non cambierà di una virgola la Verità.

  19. Andrea ha detto

    Su questo argomento ho già avuto modo di dire che mi sono occupato, per lavoro, di Controllo di Qualità di Laboratori di Analisi e che avendo visto un filmato su come sono stati raccolti i campioni della Sindone, posso affermare che i risultati del C14 non hanno la benché minima validità scientifica.
    Tutti quelli che si riempiono la bocca con la fisica sanno cos’è successo nella fisica moderna dal Convegno Solvay di Copenaghen del 1927 (al quale parteciparono 13 premi Nobel in Fisica) in poi? Conoscono il problema della non località? Sanno cosa hanno immaginato i conservatori (che chiamano se stessi “realisti” perché pensano che la realtà esista) per escludere la non località?
    Se volete qualcosa di scientifico leggete le opere del fisico Frank Tipler (Fisica dell’immortalità e Fisica del Cristianesimo) dove “dimostra” la Trinità e la Resurrezione di Cristo. Personalmente non concordo in toto con lui perché non mi piace il suo uso degli asintoti ma se volete della matematica (specie nel primo libro che scrisse dichiarandosi ateo) ne trovate finché volete.

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