Le Sentinelle in piedi: il nuovo bersaglio degli omofascisti

Sentinelle in piedi 2«L’ultimo baluardo contro la frocio-mania de’ noantri è il movimento apartitico e aconfessionale delle “Sentinelle in piedi”: “Se esiste un grave problema di omofobia in Italia come potrebbero la Puglia e la Sicilia avere due presidenti gay dichiarati?”». Questo il titolo colorito di Dagospia che introduce l’ennesimo articolo di “Repubblica” contro le cosiddette “Sentinelle in piedi”, il nuovo nemico pubblico degli omofascisti. Non a caso l’articolo è intitolato: “La crociata delle Sentinelle anti-gay”.

Le “Sentinelle” sono gruppi spontanei di cittadini, sempre più numerosi e dunque sempre più temuti, di giovani e meno giovani che in tutta Italia manifestano in piedi nelle piazze –leggendo un libro silenziosamente-, contro la nuova dittatura, quella Lgbt. In un altro articolo “Repubblica” parla addirittura, tremando, di «marea umana che sale sopratutto al Nord e in Rete». Non ci si vergogna però di citare le calunnie dell’Arcigay secondo cui queste migliaia di cittadini sarebbero «fascisti di vecchia conoscenza e omofobi di nuova generazione». Perfino “Repubblica” arriva ad ammettere che «sono e si sentono dei perseguitati».

Tanti sono giornalisti e commentatori che sui media, spesso inconsapevolmente, danno spunto agli omofascisti di scatenarsi con insulti e denigrazione sul web. Citiamone alcuni. Il giornalista Claudio Visani, calunnia Filippo Savarese, portavoce Manif Pour Tous Italia, citando una sua intervista su Radio Vaticana ma facendoli dire cose che non ha mai detto, pur di ridicolizzarlo: «I genitori sono angosciati, la fine del mondo è vicina», sarebbero le parole di Savarese. Peccato che nell’intervista originale, come si può leggere, non esista una frase del genere. In realtà, il poco competente “giornalista” ha trasformato in citazione alcune parole -scritte ironicamente- prelevate da un articolo sul web contro le “Sentinelle”. In Liguria, invece, l’assessore alle pari opportunità Lorena Rambaudi, ha fatto esporre una bandiera arcobaleno per contro-manifestare ad un’iniziativa delle “Sentinelle”, giustificandosi così: «rifiuto di ogni forma di discriminazione e razzismo». E’ discriminazione manifestare in silenzio con un libro in mano e chi lo fa è un razzista? Inquietante.

Sull’Huffinton Post, alla faccia dell’omofobia, ha posto fisso Giuseppina La Delfa leader delle “Famiglie arcobaleno”, associazione che sostiene la privazione per i bambini del padre o della madre in favore di una coppia gay, e che non ha problemi a scrivere per Lucia Annunziata, la quale ha affermato in televisione: «difenderei Celentano anche se volesse i gay nei lager». La Delfa, in modo molto tollerante (da notare le risposte ai commentatori sotto il suo articolo!), chiede rispetto agli altri scrivendo che «le Sentinelle sono soltanto persone omofobe e transfobe». Leggendo in piedi un libro in silenzio, praticano «aggressione passiva» e così facendo nutrono «subdolamente altra violenza molto più concreta come insultare, picchiare, violentare psicologicamente e fisicamente, uccidere». Da lettori silenziosi a killer spietati, in poche parole. Inquietante.

Leggere omofobicamente un libro in piedi e manifestare transfobicamente in modo silenzio sono per la presidente delle “Famiglie arcobaleno” «crimini orrendi, anche mascherati da manifestazioni pacifiche, e sono troppo spesso ancora crimini protetti e minimizzati dal sistema, un sistema succube da un’ideologia catto-reazionaria che causa morte e disperazione impedendo alle persone di essere davvero responsabili di se e di ciò che costruiscono». Sull’Huffinton Post americano, in contemporanea, uno psicoterapeuta afferma che anche chiamare i gay con il termine “omosessuale” è una grave forma di omofobia, altra cosa che verrà criminalizzata prima o poi.

All’articolo di La Delfa le “Sentinelle” hanno risposto spiegando che si sentono ancora più confermate a mobilitarsi contro il crescente clima di intolleranza e censura della libertà d’espressione: «se infatti oggi si viene accusati di omofobia soltanto stando in silenzio nelle piazze per manifestare il legittimo dissenso verso un provvedimento legislativo, cosa accadrà domani, se la legge entrerà in vigore?», riferendosi al ddl Scalfarotto. Intanto la CGIL continua a definire la loro presenza «oscurantista, omofoba e discriminatoria».

I militanti omofili restano in silenzio invece se un consigliere comunale, come Claudio Cia del comune di Trento, viene insultato e minacciato fisicamente dopo essersi fatto promotore di un ordine del giorno sulla custodia dei figli nelle famiglie omosessuali, chiedendo ai servizi sociali di verificare «l’ambiente di crescita del bambino, in considerazione dell’assenza di una figura materna o paterna». In coerenza con la letteratura scientifica che mostra problematiche, anche gravi, per i minori cresciuti con persone dello stesso sesso.

Invitiamo tutti i nostri lettori a sostenere e partecipare alle veglie delle “Sentinelle in Piedi” presenti in tutte le città, il 5 aprile ad esempio saranno a Roma (assieme a Mario Adinolfi, tra i fondatori del Partito Democratico). Il loro sito web è www.sentinelleinpiedi.it, dove sono pubblicate le prossime date: 11/04 a Trento e 13/04 a Verona. Il loro profilo Facebook è aggiornato con articoli e notizie.

La redazione

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