Sai già come rispondere a chi difende l’aborto?

Donna incinta domandaIn questi due anni nel nostro dossier bioetico sull’aborto abbiamo creato diverse sezioni, continuamente aggiornate, utili a chi vuole crearsi una sua visione chiara e difenderla in modo razionale. Come ha detto Papa Francesco, «l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa».

Oggi pubblichiamo l’ultimo capitolo del dossier, una sorta di riassunto del lavoro fatto fin’ora, realizzato a forma di risposte da dare a coloro che sostengono l’aborto (anche questo rimarrà in costante aggiornamento). Per ora abbiamo individuato 17 grandi questioni nel dibattito pubblico sull’aborto, 17 grandi luoghi comuni a cui abbiamo dato una risposta completa, anche se non esaustiva.

Le prime tre domande riguardano l’embrione: è un essere umano? E’ una persona? E’ una persona potenziale? Le successive due, si concentrano sulla donna: si può imporle di partorire? Ha un diritto di scelta su un altro essere umano? Si passa poi alle tesi catastrofiste: aborti clandestini, la bomba demografica e la salute materna. E ancora: la Legge 194/78 ha diminuito il numero di aborti? L’aborto è un diritto umano? E’ una conquista delle donne? La sua normalizzazione è inarrestabile? Come rispondere, inoltre, a chi obietta che la legge sull’aborto non obbliga ad abortire chi è contrario, che l’opposizione all’aborto è un’opinione religiosa, che la Chiesa preferisce la vita dell’embrione a quella della madre e che chi è contro l’aborto dovrebbe impegnarsi nella contraccezione? Ed infine una risposta alla posizione più diffusa, ovvero: sono contro l’aborto ma favorevole alla sua legalizzazione. Per leggere tutte le risposte cliccare sul link qui sotto:

 

Tutte le risposte da dare a chi è a favore dell’aborto

 
 
 

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33 commenti a Sai già come rispondere a chi difende l’aborto?

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  1. J.B. ha detto

    10 100 1000 di questi Dossier 😀 Mi Piace!

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  2. Giacomot ha detto

    L’ultima è la migliore .
    Questi dossier sono veramente fatti bene ed istruttivi !
    Potreste fare un dossier anche sul matrimonio gay , teoria del gender e chissà quante altre cose .

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  3. Manuel ha detto

    Tutto ciò che si nasconde dietro il grande fatto tragico dell’aborto è la mancanza di molte persone di riuscire a cogliere il senso della vita.
    Se la vita non ha senso niente ha significato.
    Il problema è proprio che la vita un senso ce l’ha e anche se molte persone non ci credono, non possono certo(!) farsi portavoce del senso di quella degli altri.

    Il mondo si lamenta spesso di se stesso. Del male al suo interno, delle malattie, della mancanza di amore, dell’egoismo del potere …
    Ma agli abortisti dico: e se quel bambino che dovrebbe nascere fosse proprio la persona che contribuirà al bene nel mondo?
    E se fosse proprio colui che risolverà la malattia della quale ti potresti ammalare?
    E se fosse colui che ti ama come nessuno ti ha mai amato?
    E se fosse un distributore di sorrisi e riempisse la tua vecchiaia di gioia?
    Allora avrebbe un senso la sua vita?
    Eppure queste e tante altre cose sono proprio le cose che le persone fanno quando di mezzo ci si mettono il “senso”. Potresti farlo anche tu.

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    • Dario ha detto in risposta a Manuel

      Eggià. Una volta ho sentito un aneddoto su Padre Pio, che ricevette in confessione una donna che aveva abortito, e le raccontò di aver avuto una visione: una moltitudine di gente seguiva un papa, in sedia gestatoria, che sarebbe stato un pontefice importantissimo, se quella donna non lo avesse ucciso nel suo grembo (e alla fine la madre mancata svenne). C’è davvero da meditare.

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    • Li ha detto in risposta a Manuel

      Non capisco il controsenso: sì all’aborto, ma poi ci sono le coppie che vogliono un figlio da altri.

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      • Li ha detto in risposta a Li

        E sono magari le stesse coppie che non lo volevano 15-20 anni prima perchè dovevano fare carriera. 🙁

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  4. Li ha detto

    società tende a fare un passo avanti e tre indietro.

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  5. salvatore ha detto

    Di ragioni per essere contrari all’aborto ve ne sono tante, ma a me ne basta una:
    il nascituro è un essere umano fin dal concepimento, e per giunta indifeso.

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  6. Giacomot ha detto

    Scusate come mai non funziona il sito nella visione browser ? Solo a me ?
    Scrivo dal cell infatti .

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  7. Emanuele ha detto

    Una sola parola per la redazione: …grazie!

    Come disse San Giovanni Paolo secondo: “una volta ci sarà il giudizio di Dio”… Certo chi ha contribuito a diffondere la Verità avrà già un piede in Paradiso! Che Dio vi renda merito!

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  8. nullapercaso ha detto

    Il corpo è mio, decido io, eventualmente risponderò a Dio.

    Fa pure rima, il libero arbitrio è mio e sul mio corpo lo gestisco io, pur sbagliando, nessuno tranne Dio mi imporrà ciò che su di me non desidero.

    Non è che vi sentite superiori a Dio magari? Se così non è di cosa vi preoccupate?

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    • Laura ha detto in risposta a nullapercaso

      Esatto, vale anche per il feto umano: il corpo è suo e decide lui. Per questo si parla di due libertà in gioco.

      Fa troppo ridere che siete ancora rimasti agli slogan anni ’60…la giustificazione dell’omicidio dovrebbe basarsi su argomenti un po’ più evoluti, non credi?

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    • Li ha detto in risposta a nullapercaso

      Ahiahi…se sei uomo non comprendi i problemi del corpo che viene sottoposto a raschiamenti vari. Nè puoi capire come starà una donna che abortisce.

      Se sei donna allora te ne freghi dei problemi, finchè non si presentano. Raschia…raschia…ecco che possono avvenire tumori, problemi all’utero, endometriosi. Se pensi che solo l’estrazione continua di ovuli per la vendita può causare problemi simili…accomodati, ma non dire che non sei stato avvertito.

      E in Francia la Bayer l’ha vinta rimettendo la Diane35 in campo. Peccato che abbia già fatto secche 4 persone e causato 120 aborti.

      Nessuno vuole sentirsi superiore a Dio. Qui si cerca di proteggere sia la madre che il figlio.

      Fatti un giro e torna sull’argomento quando hai letto tutte le parti, non solo quelle di propaganda, please. 😉

      Davvero l’aborto non è un omicidio?

      http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/cina_aborto_nono_mese_figlio_unico_storia/notizie/430014.shtml

      E’ inutile dire “sì ma tanto è successo in Cina.” Basta pensare che se una cosa accade altrove non accadrà qui. Vedete come tutte le idee che spurga l’America finiscono qui.

      Senza contare che molti sociologi, esperti in economia e così via, immagino diranno che con il tempo questa cosa dell’aborto porterà peggio agli stati che lo praticano perchè le persone non nate, sarebbero state la forza lavoro per il futuro.

      Da tempo sono d’accordo con il detto sioux, Mitakuye Oyasin (tutto è connesso). Non la uso come preghiera, ma la condivido appieno.

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      • Sophus Lie ha detto in risposta a Li

        Cara Li,

        d’accordo sul diritto alla vita del bambino, appena concepito come appena partorito. Che la sua vita sia “sacra” è ovvio.

        Però secondo me a dire che si rischiano tumori o che si finirà anche in Italia a garantire il diritto all’omicidio del concepito al nono mese (cosa che non credo proprio: in Cina avviene perché è uno stato sanguinario e dittatoriale su un miliardo di persone), si sposta l’argomento altrove.
        Non credi che in fondo basterebbe dire questo, e cioè che si tratta di omicidio legalizzato?

        PS: questo è il mio primo commento in accordo con te. Devo preoccuparmi? 😛

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        • Emanuele ha detto in risposta a Sophus Lie

          Ben arrivato su questo sito!

          Li a volte ha visioni un po’ apocalittiche, ma non è in errore… Chi avrebbe detto nel xix secolo che l'”illuminata” Europa avrebbe partorito campi di sterminio… Poi è arrivato il Nazismo, che poneva le basi su quel “razismo scientifico” ottocentesco apparentemente frutto del progresso e innocuo per l’occidente….

          E venendo ai giorni d’oggi, come avresti giudicato chi qualche anno fa metteva in guardia dicendo che i videopoker avrebbero rovinato intere famiglie?… Avresti detto che si sarebbe trattato di eventuali casi sporadici, nulla di allarmante… Ma oggi vedi come è finita, persone che si sono gioate la casa, famiglie distrutte, suicidi, etc.

          Con il male non si scherza, una volta aperto uno spiraglio, presto si spalanca la porta. E come un argine che frana sotto la piena, prima è solo un rivolo d’acqua, poi diventa una voragine che inghiotte tutti e tutto… Si deve intervenire prima che la falla si allarghi, dopo diventa impossibile.

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          • Li ha detto in risposta a Emanuele

            Già. Persino il “padre” dell’eutanasia se ne è accorto. Ma è tardi.

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          • Li ha detto in risposta a Emanuele

            Visioni apocalittiche? Esagerato, solo futuristiche. Così sembra che mi faccio di salvia divinorum per poter esprimere il mio pensiero tramite autentiche visioni. 😀

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        • Li ha detto in risposta a Sophus Lie

          PS: questo è il mio primo commento in accordo con te. Devo preoccuparmi? 😛

          Niente di grave: domani probabilmente nevicheranno 3 metri di neve dove ancora non ce n’è. 😉

          E’ vero, a dire che è omicidio legalizzato si fa prima. E’ che, come ho già detto, a volte penso troppo. E’ guardo anche molto alle dirette conseguenze. senza calcoli matematici perché faccio schifo nella materia.

          Però sai, la notizia della donna indiana surrogata, morta se non sbaglio è accaduta in Inghilterra. Non così lontano. Oppure prendiamo le denunce (a vuoto) da parte di native americane contro il civilissimo stato americano, dove raccontavano che con la scusa di visite mediche (anche forzate), sono state sterilizzate.

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      • Li ha detto in risposta a Li

        Ho sbagliato a scrivere: in realtà la pillola 35 ha si ucciso 4 persone, ma i 120 non sono aborti, ma trombosi.

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    • Sophus Lie ha detto in risposta a nullapercaso

      Caro nullapercaso,

      essendo ateo e matematico normalmente sono praticamente in disaccordo su tutto quanto viene detto in questo sito, ma questa volta sono d’accordo con gli autori dell’articolo.

      Io non sono credente. Ma uccidere un bambino è questione che prescinde il fatto di credere o no. Perché è di questo che si tratta: di uccidere un bambino.

      Da piccolo mi venne insegnato un principio laicissimo, che ritengo tuttora un valore fondamentale: “la mia libertà finisce dove inizia la tua”. Ad esempo, la mia libertà di uccidere un bambino non può essere garantita dallo Stato, perché c’è in gioco la libertà di qualcun altro; in questo caso il bambino.

      E che il bambino abbia diritto alla vita è un fatto del tutto laico: se non è “sacra” (in senso laico, cioè “valore supremo”) la vita di un bambino, crolla il fondamento della società intera.

      Imporre il proprio diritto di uccidere i bambini, di consumare i beni comuni a scapito dei poveri, di un guadagno iniquo sul diritto del bambino, del povero, dello sfruttato non ha niente di “lotta di civiltà laica”. È una lotta violenta per fare sopravvalere il forte sul debole, per creare quella che Pasolini chiamava la “moderna società neofascista”, dove gli uomini sono omologati da un regime del consumismo che annichila la cultura, la sacralità, la vita.

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      • Nullapercaso ha detto in risposta a Sophus Lie

        Nessuno a parlato di bambini, si parla di embrioni o feti.
        È una questione di giudizio, se mia figlia decide di abortire, io dovrei condannarla? Se mio figlio fosse omosessuale non gli rivolgo più parola?
        Si tratta solo di giudizio, siete credenti? Bene, confidate in Dio. Non siete credenti? Bene lasciate la libertà a ognuno di decidere sul proprio corpo, finchè il feto non è vitalmente autonomo, sempliceme non è, è solo una parte di me.

        Ogni scelta della vita può rivelarsi un errore, ma giudicare è sport da codardi.
        Perchè non è così ferocemente combattuta l’uccisione impunita di una persona come nel caso della pena di morte? Una persona in piena lucidità e coscienza viene abbattuta come un maiale al mattatoio, magari pure con gli spettatori, una cosa di una crudeltà raccappricciante, ben lontana dalla pur triste interruzione di gravidanza.
        Ma la lotta qui è meno importante, sono pur sempre, forse, dei crimnali allora chi se ne frega. È più facile e più efficace parlare di “bambini uccisi” si raccoglie più consensi.

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        • Paolo Viti ha detto in risposta a Nullapercaso

          Il tuo ragionamento è antiscientifico: tratti il feto umano e l’embrione come “parte della donna”, ed invece nessun medico-ginecologo-biologo ti darà ragione in quanto l’embrione e il feto sono esseri umani dotati di diritto alla vita, tant’è che la legge 194 impone alla donna di partorire dopo i 90 giorni. Ovviamente è un paletto scientificamente invalido, in quanto l’homo sapiens appare al momento del concepimento e non allo scadere dei 90 giorni (e a 89 giorni e 23 ore?).

          Tu invece vai contro la legge 194 e dici che bisogna rispettare gli esseri umani solo quando sono “vitalmente autonomi”. Dunque occorre uccidere neonati e disabili, in quanto senza l’aiuto continuo di altri esseri umani morirebbero in poco tempo, esattamente come il feto umano. Non a caso l’aborto è stato legalizzato per la prima volta sotto il nazismo.

          L’aborto è un omicidio e come tale va giudicato, il tuo tentativo di paragonare tale delitto all’essere omosessuale è una dichiarazione che potrebbe essere giudicata omofoba, tanto quanto paragonare gli omosessuali ai pedofili.

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          • Li ha detto in risposta a Paolo Viti

            …nessun medico-ginecologo-biologo ti darà ragione in quanto l’embrione e il feto sono esseri umani dotati di diritto alla vita, tant’è che la legge 194 impone alla donna di partorire dopo i 90 giorni.

            Però vedi che trattano i prolife come fossero terroristi, e la 194 si trova sempre un modo per aggirarla. 🙁
            Viviamo nel momento in cui bisogna salvare i criceti, i topi da laboratorio e sopprimere vite umane che siano ancora ai primi stadi, agli ultimi della loro vita o quando ci va.

            L’animalismo è diventato un’altra religione. Magnifico. Satana ne è contento.

            Qui in Italia ci sono nascite basse (chissà perchè!), e certe donne si lamentano quando vogliono un figlio che non gli viene alla prima botta. Non potrebbe essere dovuto oltre che all’età ad altri fattori legati a sesso e aborto?

            Ci vuole una visione a 360°.

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            • Ivanom ha detto in risposta a Li

              Tieni anche conto che la situazione economica in Italia è quella che è: crescere un solo figlio, oggi, è un’impresa, e bisogna arrivare ad un punto economico sufficiente, che si raggiunge all’avanzare dell’età. Ovviamente parlo da spettatore, non essendo ancora padre; se mi sbaglio, qualche genitore me lo faccia notare 🙂

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          • nullapercaso ha detto in risposta a Paolo Viti

            Vitalmente autonomi, inteso unicamente come assolutamente dipendente dall’ organismo che lo alimenta. Ogni nato, deve essere accudito, in ogni caso.

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            • Paolo Viti ha detto in risposta a nullapercaso

              Non mi sembra che tu abbia le competenze per definire chi è degno di vita o di morte e nemmeno spieghi perché chi sia dipendente dall’organismo che lo alimenta, dovrebbe essere reo di morte. Nemmeno giustifichi la cura di ogni nato, come se il momento del parto decidesse chi è essere umano o no.

              Il tuo pensiero, come è evidente, è contraddittorio, antiscientifico e ipocritica in quanto, se davvero tu credessi a quanto scrivi, dovresti essere a favore dell’aborto fino al momento del parto. Cosa che nemmeno gli estremisti nazisti facevano.

              Non hai nemmeno spiegato che differenza c’è con il neonato e il feto, entrambi assolutamente dipendenti dall’organismo che li alimentano. O forse il neonato non dipende totalmente dalle cure materne tanto quanto il feto?

              Lascia perdere, non hai la minima possibilità di giustificare la tua posizione sull’aborto in modo razionale.

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      • Li ha detto in risposta a Sophus Lie

        Imporre il proprio diritto di uccidere i bambini, di consumare i beni comuni a scapito dei poveri, di un guadagno iniquo sul diritto del bambino, del povero, dello sfruttato non ha niente di “lotta di civiltà laica”. È una lotta violenta per fare sopravvalere il forte sul debole, per creare quella che Pasolini chiamava la “moderna società neofascista”, dove gli uomini sono omologati da un regime del consumismo che annichila la cultura, la sacralità, la vita.

        Questa cosa ha un nome, ma lasciamo stare: stiamo parlando di aborto.
        E’ abbastanza inquietante se si pensa che gender, aborto e altri regali ce li sforna proprio l’Onu. 🙁
        Essendo io asessuale, quindi suppongo dentro al gender, non vorrei mai imporre il mio modo di essere. Magari dico come sono, ma di sicuro non sto a dire “dovete essere come me, o sarete rieducati.”
        Così come non premerei mai contro le idee prolife di una madre vittima dello stupro, o il cui figlio potrebbe avere problemi. Sono dittature.

        Tanto più che ormai è noto che l’aborto porta alla depressione. Lo ribadisco: una donna potrà abortire, esserne convinta, ma poi…dai e dai…se ne accorge. Se non se ne accorge allora è insensibile per colpa della propaganda martellante.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a nullapercaso

      Ci preoccupiamo degli innocenti e delle anime proprie ed altrui, come è sempre stato e sempre sarà.

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  9. Serafina ha detto

    Grazie UCCR. Adesso so come rispondere agli abortisti. Spero possiate prossimamente pubblicare un manuale, chiamiamolo così, per come rispondere ai sostenitori del matrimonio gay, del divorzio, e di altre diavolerie.

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