La pavida Bonino, il flop radicale. E gli italiani pagano.

Emma BoninoIl paradosso si ripete: continuano le sconfitte e i flop dei Radicali e tuttavia continuano a succhiare soldi allo Stato.

Un anno fallimentare per Mario Staderini e Marco Cappato: non solo sono stati bocciati i sei referendum sulla giustizia, fatti firmare anche all’amico Silvio Berlusconi, in quanto non sono riusciti a trovare 500mila firme in tutta Italia a loro sostegno, ma anche la loro maggiore esponente, Emma Bonino, sta maturando una misera figura da quando è diventata ministro degli Esteri. Il suo futuro da Capo di Stato, com’era nei progetti di Cappato, appare completamente svanito.

Se da destra piovono gli inviti a dimettersi e si sottolinea che «messa di fronte alla sua grande occasione, nella piena maturità dei suoi sessantacinque anni, Emma Bonino delude», da sinistra quasi quotidianamente si contano i suoi errori e le sue gaffe: ricordiamo i dubbi contro i due Marò; l’incompetenza a difendere i “diritti umani” nella nota vicenda della kazaka Alma Shalabayeva e bimba (si è svegliata dopo un mese e sedici giorni); l’indifferenza nell’arresto a Panama di Robert Lady, condannato dal Tribunale di Milano; la reticenza a mettere in allarme i turisti italiani durante le sommosse egiziane; dal rifiuto all’asilo politico a Snowden, «Emma Bonino ha mostrato il suo vero volto di donna di potere disposta a passare sopra ogni principio pur di piacere ai potenti che la potrebbero incoronare presidente della Repubblica, alla scadenza (o dimissioni) di» Napolitano, si è commentato.

Più nessuno, fortunatamente, mette la Bonino tra i “volti nuovi” della politica, anche perché è uno dei cosiddetti dinosauri che vivono in Parlamento: dopo gli esordi nel partito di Pannella, sette legislature al Parlamento italiano, quattro in quello Ue, commissario Ue dal 1995 al 1999, ministro delle Politiche comunitarie con Prodi, ora agli Esteri. E non è ricordata per nulla di significativo, a parte lo spinello libero. Non è un caso che il ministro degli Esteri nel novembre scorso si sia messa in lista in Basilicata a sostengo della candidata presidente Elisabetta Zamparutti e abbia ricevuto ben (sic!) 13 voti a Matera e 28 a Potenza.

I suoi colleghi di partito, intanto, non prendono voti, sono fuori dal Parlamento, ma ricevono ugualmente una pioggia di soldi dai cittadini italiani per il partito e per la radio. Anche quest’anno, infatti, come da più di vent’anni, non sono mancati i 10 milioni di euro che lo Stato ha loro regalato perché con Radio Radicale (la radio di partito più costosa in Italia) trasmettono le sedute di Camera e Senato. Non importa che già lo faccia gratis la Rai-Tv, con Gr-Parlamento, che lo facciano tutti i siti d’informazione per le sedute più importanti e che lo facciano i canali satellitari di Camera e Senato.

«Non importa. Deve farlo Radio Radicale e devono pagarlo tutti! E’ un diktat dal quale non si può prescindere», ha commentato Danilo Quinto, ex tesoriere dei Radicali.

La redazione

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39 commenti a La pavida Bonino, il flop radicale. E gli italiani pagano.

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  1. geminit ha detto

    È ora di chiudere Radio Radicale!

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    • Emanuele ha detto in risposta a geminit

      …diciamo, è ora che viva finanziandosi da sola…

      Perché i radicali non organizzano un bel referendum a loro spese (anche on-line) per chiedere agli italiani se vogliono ancora che lo stato sovvenzioni Radio Radicale? O hanno paura della democrazia che tanto osannano?

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      • geminit ha detto in risposta a Emanuele

        Ma che chiudesse… chi l’ascolta? A parte i soliti cazzuti che inneggiano alle peggiori porcherie

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        • Osti ha detto in risposta a geminit

          Radio Radicale riceve ogni anno un finanziamento pubblico per la convenzione con lo Stato per la trasmissione delle sedute del Parlamento,

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    • Li ha detto in risposta a geminit

      Magari! E’ solo un pretesto per lasciare qualche messaggio di bestemmia e basta.

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    • gladio ha detto in risposta a geminit

      Sarebbe un grave errore, Geminit, mai trasformare un semplice cialtrone in martire!

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  2. edoardo ha detto

    Io certe volte rimasto sconcertato dell’abilità che hanno a far passare delle vecchie pattumiere per grande novità.
    Negli anni 70 io ero adolescente e ragazzotto e sguazzavo, come moltissimi miei coetanei, nell’ambiente …non saprei come definirlo…freacketton-radicale (una volta li ho perfino votati, tanti anni fa, in preda allo sballo).
    Era l’epoca dei cori delle femministe “tremate, tremate, le streghe son tornate”, delle brigate rosse, dei neofascisti e di tutta quell’immondizia umana lì.
    Mi ricordo che nel luogo di ritrovo, prima che venisse smantellato dopo innumerevoli retate di polizia (e hanno fatto bene, detto col senno di poi), sentivo tutti quei palloni gonfiati degli intellettualoni di sinistra (cambiavano solo i connotati facciali, ma le teste erano tutte fatte con lo stesso stampino: sentivi uno, era come sentirli tutti).
    Questi intellettuali ci guardavano dall’alto in basso, perché ci consideravano le mele marce della rivoluzione del 68, quelli che erano deviati su hippy-droga sbandando dalla “retta via” della rivoluzione comunista.
    Io pensavo già da allora: Santo Cielo, se questi davvero fossero al potere, Benito Mussolini sarebbe un campione di democrazia al confronto. (E chi mi conosce sa bene che non sono fascista, anzi, dico che gli Angloamericani hanno fatto a fare quello che hanno fatto tra il 41 ed il 45 per fermare e dare una legnata fascisti e nazisti).
    Però Mussolini lo giudico più democratico delle idee balzane di quei mentecatti intellettualoni che infestavano l’Italia negli anni 70.
    Oggi, opportunamente riciclati magari tra le file del neo-liberismo massonico, ce li troviamo a fare i vecchi dinosauri della scena politica italiana.
    Sono dei matusalemme per eccellenza, e hanno la faccia di bronzo da farsi passare per il nuovo che avanza. La Bonino, Rodotà,…..e i ragazzetti si fanno impollare.
    Quei vecchi matusa dinosauri che non si decidono a capire che sono estinti, solo dei morti viventi, degli zombies della Notte della Repubblica (chi conosce Sergio Zavoli capisce perfettamente il significato di questa espressione) che non si decidono a mettersi da parte una volta per tutte.
    Questi distruttori della Nazione non so se mi fanno più rabbia o più pena.
    E detto da un ex di quegli anni, che ha visto e fatto quello che c’era in quegli anni. Che brutti ricordi, che brutta gente !!!!!!!!!!!
    Piuttosto di dargli il mio voto, mi taglio una mano, li posso vedere come il fumo negli occhi.
    Scusate la veemenza, ma l’acredine accumulata degli anni 70 è ancora tanta, altro che “riprendiamoci la vita” o “la famiglia è ariosa e stimolante come una camera a gas”(erano alcuni degli slogan di quegli anni lì)!

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    • Emanuele ha detto in risposta a edoardo

      …ottima analisi.

      Per fortuna quei nefasti anni me li sono risparmiati, ma purtroppo ne scontiamo ancora le conseguenze sia per questi dinosauri-vampiro che succhiano il nostro sangue inventandosi le più disparate poltrone (e.g. il Garante della Privacy per Rodotà) sia per le loro insane idee che ancora ammorbano la scena sociale e politica (sesso libero, spinelli a tutti, eutanasia, etc.).

      E non solo si contentano di vivere parrassitariamente, ma pure vogliono darci le lezioncine di morale, venendo a cercare i peli nell’uovo nella Chiesa… Quanta pazienza…

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    • gladio ha detto in risposta a edoardo

      Anch’ io come te, caro Edoardo, ero adolescente in quegli anni

      Anch’io come te ho visto demolire in pochi anni, ripeto, in pochi anni, la spiritualità e l’ anima della nostra gente.

      Ed ora? Siamo proprio sicuri che i dinosauri si siano estinti?

      I volti rugosi e avvizzitti dei Pannella e delle Bonino stanno passando il testimone alle figure più fresche e giovanili dei Marino e delle Boldrini, ma la puzza di cadavere è sempre la stessa.

      La mala pianta che è stata seminata allora sta dando i suoi frutti più rigogliosi proprio adesso.

      No Edoardo,purtroppo quegli anni non sono ancora passati.
      Solo quando un intero popolo ed un’ intera cultura saranno nuovamente in grado di discernere il bene dal male, la morte dalla vita, il vivo dal cadavere, solo allora si potrà mettere finalmente la parola FINE ad uno dei periodi più sciagurati non solo della nostra Italia ma dell’ intero Occidente.

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    • Li ha detto in risposta a edoardo

      Grazie per la tua testimonianza! 😉

      Fa sempre piacere sentire cosa ne pensa chi c’è passato e ha visto con i propri occhi.

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      • Klaus ha detto in risposta a Li

        Ci sono passato anch’io e te ne dico una tra le tante: studenti impegnati che ogni giorno si precipitavano a comprare il “Quotidiano dei lavoratori” (organo di Avanguardia Operaia) per metterlo in bella vista sul cruscotto dell’auto (comprata da papà naturalmente). Senza aver mai lavorato un giorno in vita loro e avendo l’intenzione di farlo, in futuro, il meno possibile.
        C’è un altro aspetto, però, che mi sembra importante. In quegli anni ascoltavo i deliri ideologici nelle assemblee e pensavo che fosse il comunismo ad avergli obnubilato il cervello. Al crollo del muro di Berlino mi sono illuso che finalmente si cominciasse a ragionare ciascuno con la propria testa. Macché, ho dovuto imparare (e gli anni più recenti lo dimostrano ne modo peggiore) che non è l’ideologia a impedire di ragionare; è invece la volontà di risparmiarsi la fatica di ragionare che induce a cercarsi un’ideologia, quale che sia, cui aderire.

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        • Li ha detto in risposta a Klaus

          …è invece la volontà di risparmiarsi la fatica di ragionare che induce a cercarsi un’ideologia, quale che sia, cui aderire.

          Anche questo ragionamento fila.

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  3. soren liston ha detto

    i peggiori tra tutti i radical chic

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    • edoardo ha detto in risposta a soren liston

      Esatto! Piuttosto preferisco un brigatista, almeno non è uno chic, è uno che combatte la sua battaglia, per quanto folle possa essere, e si espone al rischio di essere sparato o di trascorrere metà della sua vita in galera.
      A modo loro è una scelta di coraggio, ma quegli impiegati snob alla Capezzone…se lo prendi e lo porti in montagna e gli dai il via, in una settimana è morto di fame per incapacità a sopravvivere fuori dal suo contesto alto-borghese urbano.

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      • Li ha detto in risposta a edoardo

        D’accordo sulla seconda parte.
        Sulle BR…mi sa che non ci passano neanche metà della loro vita in galera: hanno messo fuori assassini peggiori…

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  4. Li ha detto

    E pure Vasco tra i radicali. Bah!

    Già non ho un cantante preferito, ma canzoni…così si è giocato anche l’ultima possibilità nella mia lista.

    La Bonino è proprio il peggio del peggio. Come ministro degli esteri fa pena, e come praticante dell’aborto con pompa della bici fa anche peggio.

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  5. Excelsior ha detto

    L’unica battaglia dei radicali che condivido è quella riguardo la legalizzazione della cannabis. Non per fumarla ma per tutte le cose che si possono ricavare da questa fantastica pianta (medicinali, tessuto, carta, olio, carburante ecc…).

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    • Emanuele ha detto in risposta a Excelsior

      …ma se è così miracolosa come medicinale, perché nessuna industria farmaceutica estrae i principi attivi eliminando gli effetti allucinogeni?

      Per gli altri usi, non credo ci siano problemi, la canapa è usata comunemente…

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    • edoardo ha detto in risposta a Excelsior

      1) medicinale: non serve un cavolo legalizzarla. Mai sentito parlare del Sativex? C’è già adesso.
      2) tessuto: la canapa da fibra E’ DIVERSA da quella da resina stupefacente.
      Anzi, la canapa da stupefacente dà una pessima fibra che la rende inutilizzabile per quello scopo. L’unico problema è che tra le file di canapa da fibra è possibile cammuffare delle piante da stupefacente, è difficile da individuarle se non passando fila per fila.
      3) carburante: il biodiesel è l’estere metilico degli acidi grassi insaturi degli oli vegetali. Più hanno insaturazioni più il carburante è fluido e passa bene gli iniettori. Il biodiesel di colza o soia o mais cosa hanno di meno del biodiesel di canapa? Niente. Comunque l’eventuale biodiesel di canapa viene dalla canapa da fibra, non la indica.
      Con la cannabis indica naturale o ibridi moderni ad alta produzione di resina, si possono fare solo ed esclusivamente stupefacenti e farmaci.
      La canapa industriale è un’altra.
      Anch’io sarei favorevolissimo alla reintroduzione della canapa DA FIBRA per industria tessile e dei pannelli isolanti.
      Ma c’è il problema grosso che si cammuffa con lo stupefacente.
      Se non ci fosse chi si intontisce di resina di cannabis, non ci sarebbe alcun problema alla reintroduzione in massa, considerato anche che è una pianta che ha accompagnato fedelmente lo sviluppo della civiltà umana, al pari del lino, del cotone, del gelso per i bachi da seta….è una pianta che si merita un posto d’onore nell’agro-antropologia (esiste questo termine?).

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      • Excelsior ha detto in risposta a edoardo

        Secondo me le persone hanno tutto il diritto di autodistruggersi se lo vogliono. I vantaggi ricavabili da un’eventuale legalizzazione sono maggiori degli svantaggi.

        Il corpo è tuo, fanne ciò che vuoi.

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        • Excelsior ha detto in risposta a Excelsior

          Dichiarare illegale una pianta a nome di una falsa pretesa di proteggere la salute delle persone è ridicolo, per non dire diabolico.

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        • Panthom ha detto in risposta a Excelsior

          Anche far pagare i drogati per accedere alle stanze del buco è un introito, tutto si basa sul vantaggio economico? Oltre al fatto che il narcotraffico troverà altre strade, stiamo freschi se pensiamo di fermarli con la liberalizzazione!

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          • Daphnos ha detto in risposta a Panthom

            Questo mi ricorda che è molto tempo che da queste parti non si vede un articolo sulla cannabis. Ti ricordi l’ultima volta, due anni fa? Arrivò una carrellata di fattoni deliranti in preda ad un’esaltazione di cui ben si riconosceva la causa, i quali cominciarono a sbraitare in una lingua simile all’italiano che la marijuana salverà il mondo… uno che si faceva chiamare “Il Quinto Elemento” esclamò a un certo punto “io sono la Marijuana, il quinto e ultimo elemento del mondo!!” 🙂 🙂 🙂 . Non ringrazierò mai abbastanza questo sito per lo spettacolo che riuscì a offrire in quell’occasione!

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      • Francesca ha detto in risposta a Panthom

        Nessuno dice che sia curativa, come d’altronde non lo sono parecchi dei preparati medicinali comunemente in uso. Un fatto però è certo: nei pazienti affetti da SLA la somministrazione di cannabis evita di dover praticare un’operazione invalidante come la tracheotomia. Se questo non è un aiuto medico, non so come definirlo…

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  6. tesfai ha detto

    Bravi,
    la Bonino e’ un bluff ed i radicali difendono solo i diritti che danno loro visibilita’.
    Tesfai.

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  7. beppina ha detto

    Non so se la Bonino sia in gamba o no. Dal punto di vista politico é diventata certamente “qualcuno”, a livello internazionale, probabilmente a seguito dei molti legami acquisiti in sede europea… Certo che alla fine della fiera, per qualche anno, di lei rimarrà soprattutto la memoria delle battaglie (in)civili basate di fatto su una implicita maggior “visibilità” etica appioppata al singolo in totale mancanza di un minimo di visione di “domani comune” in cui ineluttabilmente quello stesso singolo non ci sarà più. Chi lo vivrà (il “domani”) vedrà…

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  8. Francesca ha detto

    Non capisco perchè screditare la Bonino, che è una dei nostri politici più apprezzati e riconosciuti all’estero, per il fatto di essere una “nemica” storica di certe fazioni politiche. Nel caso Shabalayeva ad esempio la Bonino non ha “fatto rientrare la moglie di un terrorista”, come disse qualcuno, ma piuttosto rimediò a un comportamento disprezzante di regole e legalità del ministro Alfano, e probabilmente Berlusconi, che l’avevano consegnata “a propria insaputa” (su questo meglio non commentare) al dittatore Kazako Nazarbayev, uno dei peggiori personaggi oggi in circolazione. La Bonino non solo ha ristabilito il senso del diritto ma ha difeso l’onore e la rispettabilità dell’Italia e almeno su questo punto dobbiamo esserle tutti pienamente riconoscenti. Altro che Alfano e cialtroneria simile…
    Anche nel caso dei marò – che ricordo a chi gli ha già assolti, che sono indagati anche dalla giustizia milirare italiana – se torneranno a casa sarà grazie a persone come la Bonino e quei funzionari della nostra diplomazia che stanno lavorando a ciò con professionalità e non certo per le bordate sparate in aria di chi vede nella Bonino “la cattiva” a prescindere e che quindi è da criticare anche quando fa le cose bene.

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    • Panthom ha detto in risposta a Francesca

      Se sono un buon osservatore mi sembra che la Bonino sia criticata da destra e da sinistra e più nessuno, fortunatamente, la invoca come capo di Stato. I link citati nell’articolo mi sembrano esaustivi anche della negativa opinione mediatica.

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      • Francesca ha detto in risposta a Panthom

        I link sono fuffa perchè in uno di questi si accusa la Farnesina di avere una responsabilità che spetta al Viminale, che è stato quello che ha messo in atto la deportazione. La Farnesina, che mai fu messa al corrente della vicenda, è entrata in gioco solo dopo e con la frittata già fatta. Sui marò altra fuffa, la Bonino dichiarò: “Non è accertata la colpevolezza o l’innocenza dei marò”. I marò infatti erano indagati non solo in India ma anche in Italia, ma per taluni la Bonino avrebbe dovuto assolverli ancor prima di quanto possa fare un tribunale italiano.

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        • Panthom ha detto in risposta a Francesca

          Dunque tu nei sai più dei quotidiani? Su quali fonti ti basi? Sei una giornalista indipendente? La tua opinione contro la ricostruzione di inchieste giornalistiche e tu, oltretutto, sei pure di parte.

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  9. Li ha detto

    Devo dire che la Bonino ha fatto davvero tanto per i marò! Sì,sì.

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