Papa Francesco ci sta riportando sui binari, ascoltiamolo

Francesco battezza GiuliaE’ chiaro, Papa Francesco ci sta educando. Capiamo benissimo, è imbarazzante a volte la zuccherosa riverenza laico-devota che gli viene riservata dai media più anticlericali e da persone che hanno sempre odiato la Chiesa e i cattolici. Un tempo si accusavano gli atei-devoti alla Giuliano Ferrara di essere baciapile, oggi il fenomeno dilaga anche tra gli accusatori di allora, i laici duri e puri. A partire da Eugenio Scalfari.

Ma questo non deve distrarci, sopratutto non deve farci cadere nell’equivoco che Francesco sia un secondo Vito Mancuso, che cerchi a tutti i costi l’applauso del mondo, che sia appositamente ambiguo e reticente. Anche Gesù fu accusato ingiustamente di condividere il suo tempo con peccatori e pubblicani, non dimentichiamolo. L’errore, dicevamo qualche mese fa, è nostro: di Benedetto XVI e di Papa Wojtyla abbiamo forse soltanto trattenuto la loro forte intransigenza sull’etica e sui principi morali inviolabili, che è poi la stessa di Papa Francesco.

Allora era giusto così, bisognava risvegliare le coscienze come occorre fare ancora oggi, occorreva chiarire pubblicamente la posizione della Chiesa su questi argomenti. Il Pontefice argentino si è però accorto che tali posizioni hanno finito per scalzare il compito essenziale del cristiano e vuole rimetterci sul binario, ricordandoci che «l’annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus. Dobbiamo quindi trovare un nuovo equilibrio, altrimenti anche l’edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte, di perdere la freschezza e il profumo del Vangelo». Lo ha detto nel manifesto del suo pontificato, l’intervista a “La Civiltà Cattolica”. «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile».

Aggiungendo che «la cosa più importante è invece il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ha salvato!”». Spesso ci siamo dimenticati di questo, anteponendo le giustissime battaglie in difesa della vita, della libertà religiosa, della famiglia. E invece è l’opposto: «È da questa proposta che poi vengono le conseguenze morali». Ma il compito principale è «curare le ferite e riscaldare il cuore dei fedeli». Da questo deriva anche tutto il resto: quando si prende coscienza di tale annuncio la vita cambia davvero, cambia il modo di pensare e ne conseguirà anche una posizione morale sull’aborto, sull’eutanasia, sul matrimonio omosessuale ecc. Il dibattito pubblico deve andare avanti, ma è qualcosa in più rispetto all’essenziale che non deve mettere in secondo piano la misericordia verso il peccatore e l’annuncio cristiano. Altrimenti il rischio è «somministrare un vaccino contro la fede», ha ricordato recentemente proprio Francesco. 

D’altra parte, pensiamoci, quanti omosessuali hanno interrotto i loro comportamenti sessuali (a volte cambiandoli radicalmente) dopo essersi convertiti? Tantissimi. Il Vangelo lo spiega benissimo attraverso la storia di Zaccheo, il grande peccatore di Gerico. Gesù si auto-invita a casa sua, molti lo criticano per la sua scelta ambigua di giustificare il peccatore, oggi lo avrebbero accusato di relativismo. Eppure Zaccheo non prosegue nel suo comportamento poco nobile, non pensa che Gesù lo stia incoraggiando a proseguire, ma si converte, dona metà dei suoi beni ai poveri e la tradizione dice che diventerà il primo vescovo di Cesarea di Palestina.

Allo stesso modo Papa Francesco ha recentemente voluto battezzare una bambina nata da due genitori non sposati in Chiesa. I media si sono eccitati a segnare “l’ennesimo strappo” sperando maliziosamente di scandalizzare i cattolici impegnati nella difesa del matrimonio, e tanti di noi ci sono cascati. Eppure, come ha ricordato Andrea Tornielli, è cosa frequente che ciò avvenga nelle parrocchie e non è nemmeno una novità per Papa Bergoglio che, anche da cardinale, ha celebrato il battesimo di bambini di ragazze madri e di genitori non sposati. Il motivo non è un inno al relativismo o il voler promuovere pubblicamente la convivenza di coppia, equiparandola a chi ha fatto la scelta di unirsi nel sacramento del matrimonio, davanti a Dio. Ma, come ha spiegato il card. Bergoglio, «il bambino non ha alcuna responsabilità dello stato del matrimonio dei suoi genitori. E poi, spesso il battesimo dei bambini diventa anche per i genitori un nuovo inizio. Di solito si fa una piccola catechesi prima del battesimo. In seguito, i sacerdoti e i laici vanno a fare le visite a queste famiglie, per continuare con loro la pastorale post-battesimale. E spesso capita che i genitori, che non erano sposati in chiesa, magari chiedono di venire davanti all’altare per celebrare il sacramento del matrimonio».

Si capisce il cambio di prospettiva? E’ affascinante. Gli uomini hanno prevalso nella guerra contro la Chiesa e ora si trovano al tappeto, confusi e con le vite piene di macerie (divorzi, contro-divorzi, aborti, compagni temporanei e amanti). Tuttavia, come una madre premurosa che aveva messo in guardia i suoi figli, la Chiesa si china nuovamente su di loro, non rinfanccia i loro errori ma cerca di riportarli vicino a sé. Papa Francesco è come il padre del figliol prodigo

Papa Francesco è più incompreso di Benedetto XVI: incompreso dai media, che pensano stia scardinano la dottrina cattolica (con le classiche forzature e invenzioni plateali, subite anche dal Pontefice emerito) e incompreso da tantissimi devoti cattolici che abboccano e pensano esattamente quel che i media vogliono. Ribadiamo la domanda fatta nel settembre scorso: diventiamo anche noi “cattolici adulti”, emancipandoci e pensando di sapere cosa il Papa dovrebbe dire e fare, oppure con umiltà e fiducia ci rimettiamo in cammino, dietro al successore di Pietro?

La redazione

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42 commenti a Papa Francesco ci sta riportando sui binari, ascoltiamolo

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  1. lorenzo ha detto

    Perché un cattolico dovrebbe meravigliarsi del fatto che il Papa abbia battezzato la figlia di genitori sposati solo civilmente?
    Essendo l’Amore la prima e, credo, più importante “caratteristica” di Dio, per insegnare ai propri figli cosa significhi vivere nell’amore è più importante il sacramento del matrimonio o volersi bene come famiglia?

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    • Dario ha detto in risposta a lorenzo

      Non so se vale per tutti, ma credo che le critiche del mondo tradizionalista siano dovute non al battesimo della bimba, ma al fatto che il papa stesso abbia battezzato la figlia nata da un matrimonio civile, dando così l’impressione che l’ovvia e immensa importanza del battesimo sia tale da rendere insignificante che il matrimonio sia cattolico o meno (o che ci sia un matrimonio).

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      • Matteo ha detto in risposta a Dario

        Secondo me però il timore del mondo tradizionalista non è tanto perché il gesto del Papa possa passare per una benedizione delle coppie di fatto, ma perché c’è il Diritto Canonico che per la liceità del battesimo prevede l’assicurazione che il bambino sia educato nella religione cattolica. Una coppia sposata civilmente può dare questa assicurazione? O peggio, una coppia gay? Sono domande lecite.
        Ma se esiste veramente una pastorale pre e post-battesimale allora tutto è possibile, e il battesimo dei bambini diventa anche il battesimo dei genitori per un nuovo inizio.

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        • lorenzo ha detto in risposta a Matteo

          Can. 868 – §1. Per battezzare lecitamente un bambino si esige: 1) che i genitori o almeno uno di essi o chi tiene legittimamente il loro posto, vi consentano; 2) che vi sia la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica; se tale speranza manca del tutto, il battesimo venga differito, secondo le disposizioni del diritto particolare, dandone ragione ai genitori.

          Non è scritto da nessuna parte che deve esserci “l’assicurazione che il bambino sia educato nella religione cattolica”, bensì si parla di “fondata speranza”.
          Credo che una coppia, anche se sposata solo civilmente, che accetta di fare battezzare la propria figlia dal Papa, offra qualcosa in più di una “fondata speranza”…

          Riguardo invece ad una coppia gay, per la Chiesa, e per la biologia, uno solo dei due è il genitore ed è nei suoi confronti che, chi di dovere, deve indagare se sussiste la “fondata speranza”…

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  2. Matteo ha detto

    Ce ne fossero di articoli così tra i siti cattolici. È come acqua fresca. UCCR è sul binario giusto.

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  3. Daniele ha detto

    Sono d’accordo con questo articolo al 99,9%. Lo 0,1% sul quale non sono d’accordo è il fatto che l’articolo sembra suggerire che solo con Papa Francesco la Chiesa annuncia al mondo la freschezza del Vangelo.
    Vorrei far notare che, invece, anche Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI (così come gli altri Papi da Giovanni Paolo I, Paolo VI, Giovanni XXIII, Pio XII, Pio XI… fino a Pietro, Primo Papa), hanno annunciato al mondo la freschezza del Vangelo.
    Il problema, piuttosto, è nostro (e di certi mass-media a cui abbiamo ingenuamente accordato la fiducia), in quanto non siamo stati capaci di accorgercene.

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    • Matteo ha detto in risposta a Daniele

      Ma no, lo hanno anche scritto in grassetto:

      “L’errore, dicevamo qualche mese fa, è nostro: di Benedetto XVI e di Papa Wojtyla abbiamo forse soltanto trattenuto la loro forte intransigenza sull’etica e sui principi morali inviolabili, che è poi la stessa di Papa Francesco.”

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      • Klaus ha detto in risposta a Matteo

        Però c’è anche scritto che “tali posizioni hanno finito per scalzare il compito essenziale del cristiano” e questo a mio parere non è giusto o almeno non è correttamente espresso. Se Papa Francesco ha uno stile diverso dai suoi predecessori, questa è a mio parere una ricchezza, visto che nessun uomo, neanche un Papa, può esprimere appieno tutti gli aspetti del messaggio di Cristo.
        Per cui ho per lui la massima ammirazione, come l’avevo per i suoi predecessori; e credo proprio di non essere l’unico in questo, bansì uno di tanti.

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        • Matteo ha detto in risposta a Klaus

          “Tali posizioni” è riferito al trattenere soltanto (e sottolineo soltanto) la forte intransigenza sull’etica. Questo sì che scalza il compito essenziale del cristiano, il compito della Chiesa, che non sono le battaglie contro l’aborto, contro il divorzio, contro eutanasia e tutto il resto. E al lato opposto compito essenziale del cristiano e della Chiesa non è distribuire panini e vestiti ai poveri o creare ospedali e università. Il compito essenziale è portare nel mondo la memoria di Cristo, perché la Chiesa è nata da una tomba che alcuni apostoli trovarono vuota e non nella mensa della Caritas o su un trattato filosofico. Da qui poi vengono tutte le conseguenze morali.

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          • Giacomot ha detto in risposta a Matteo

            No . Se c’è da combattere contro l’aborto , il divorzio , l’eutanasia , matrimonio gay , e tutti gli altri attentati alla Verità bisogna farlo .
            Se bisogna costruire ospedali o università e aiutare i poveri bisogna farlo , come già è stato fatto (solo o comunque soprattutto dalla chiesa) .
            Amare vuol dire soprattutto dire la Verità e di sicuro Papa Francesco da quello che già ha detto non ha perso di vista il punto dell’essere cristiani . Il fatto che abbia battezzato un bambino nato da una coppia non sposata in Chiesa non significa nulla, in quanto è semplicemente sottostato a ciò che dice il Diritto Canonico . E di sicuro non sono stati da meno gli altri Papi , che i media hanno scelto di far vedere di meno ,strumentalizzandoli comunque per i loro fini ,poi alcuni parlavano più in termini teologici , che non guastano affatto ma danno molto fastidio agli anticlericali relativisti intellettualoidi ,cattolici adulti , sedicenti-cattolici che girano per il mondo , ma non è neanche un dovere del Papa affermare ogni volta ciò che hanno già detto gli altri ,e lo ha detto pure Papa Francesco stesso (senza aver avuto troppa visibilità tra i media) .
            Insomma il Papa non ha cambiato nulla e non è cambiato (che poi voglia modificare lo Ior è un altro argomento) , sono come sempre i media che fanno quello che vogliono .
            Quindi Daniele ha pienamente ragione : con l’articolo sono d’accordo solo al 99,9% .

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            • Giacomot ha detto in risposta a Giacomot

              *come già è stato fatto e si continua a fare

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            • Matteo ha detto in risposta a Giacomot

              Non ho detto che non bisogna combattere. Dico che l’essenza del cristiano è nel Credo niceno-costantinopolitano. Senza di esso non c’è ospedale né università. Senza di esso non c’è vera battaglia etica, e se c’è è spinta da mera ragione oppure è una nuova bandiera ideologica da inseguire.

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              • Giacomot ha detto in risposta a Matteo

                È ovvio che da quello ne conseguono tutte le altre cose , ma il fatto che parta tutto da quello non significa che non si possano fare tutte le cose simultaneamente . Il compito della Chiesa è diffondere e difendere la Verità che viene da Cristo .

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                • Matteo ha detto in risposta a Giacomot

                  Dipende come le si fanno le cose simultaneamente e non tanto se le fai o meno. Non è da cristiani professarci cristiani e nel contempo scendere in piazza per la difesa della famiglia se poi non sappiamo perdonare nostra moglie, se poi non abbiamo mai sperimentato l’amore gratuito di Dio attraverso l’umiliazione di nostra moglie, se poi non sappiamo chi è Dio per noi se non attraverso delle formulette che ci hanno insegnato. Il cristiano scende in piazza per difendere la famiglia proprio perché ha esperienza, sa fare la volontà di Dio, sa umiliarsi, sa perdonare la moglie (o il marito), e sa anche che il perdono non viene da lui. Altrimenti non difende la famiglia ma un inferno o una idea astratta.

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                  • Giacomot ha detto in risposta a Matteo

                    E ma è ovvio, anche se non significa che se uno è un peccatore che della sua vita non capisce nulla e mi viene a parlare della Verità che viene da Cristo , io lo devo mandare via perché ha fallito . Naturalmente il cristianesimo offre anche la possibilità di convertirsi nei rapporti con chi vogliamo bene , ma non per questo pur predicando bene ma razzolando male sminuisce la Verità da noi riconosciuta .
                    Che poi non vedo neanche l’attinenza con l’argomento in questione . Noi stiamo parlando del compito della Chiesa o di patate ?

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  4. Sophie ha detto

    Sono d’accordo col battesimo fatto dal Papa. D’altronde io sono figlia di genitori sposati in comune perchè mia madre è divorziata, ma non vorrei che però passasse il messaggio che sposarsi civilmente o in Chiesa sia la stessa cosa. Con tutta la confusione che c’è in giro…

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Sophie

      Nella Chiesa che frequentavo fino a qualche anno fa c’era un prete che si rifiutava tassativamente (e anche con una certa supponenza) di battezzare bambini che non fossero figli di genitori sposati in Chiesa… 🙁 Ho pensato proprio a lui quando ho sentito della notizia, chissà cosa avrebbe da (ri)dire!

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      • Sophie ha detto in risposta a GiuliaM

        Io ho avuto problemi per fare la Comunione. Però voglio dire anche una cosa: ci vuole umiltà da parte del sacerdote ma ci vuole umiltà anche dall’altra parte nel chiedere! Bisogna saper chiedere specie in situazioni delicate come queste. Perchè io vedo spesso gente che pare che gli sia tutto dovuto quando si tratta di queste cose. E mia madre era ed è una di queste.

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  5. Enrico ha detto

    Ci chiudiamo sempre di più in una sorta di religione ateistica o di ateismo religioso, smarrendo quei riferimenti fondamentali di una vita di fede (In particolare cristiana) che non possono prescindere dalle nostre guide spirituali: in primis il papa, poi i vescovi, i sacerdoti. E questo ci convince sempre di più che purtroppo la nostra “dura cervice” non è in grado di sgusciare la tassatività magistrale di un Benedetto XVI per rinvenirvi amore e fiducia in Gesù Cristo e consapevolezza (soprattutto teologica, forse un po’ meno pastorale) della sua necessità nella nostra vita. Preferiamo sfiorare col dito del disinteresse la duttilità del grande papa Francesco, dimenticandoci volontariamente che la fede è una, che Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre, lo stesso di Pietro, lo stesso di Gregorio Magno, lo stesso di Bonifacio VIII, lo stesso di GIovanni XXIII, lo stesso di Benedetto XVI, lo stesso di Francesco (giusto per menzionare dei papi che hanno elaborato visioni completamente opposte della Chiesa).

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  6. Q.B. ha detto

    “E poi, spesso il battesimo dei bambini diventa anche per i genitori un nuovo inizio. Di solito si fa una piccola catechesi prima del battesimo. In seguito, i sacerdoti e i laici vanno a fare le visite a queste famiglie, per continuare con loro la pastorale post-battesimale. E spesso capita che i genitori, che non erano sposati in chiesa, magari chiedono di venire davanti all’altare per celebrare il sacramento del matrimonio”

    Confermo parola per parola; e per noi dopo l’altare il percorso di Fede non si è mai fermato e, a Dio piacendo, non si fermerà mai.

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  7. Franceschiello ha detto

    Alcuni anni fa, in questa stessa occasione, Papa Benedetto ripristinò la prassi di celebrare messa coram Deo: i giornali non mancarono di riportare la notizia, con titoloni del tipo “Ratzinger volta le spalle ai fedeli”.
    Anche Papa Francesco ha celebrato coram Deo, in continuità col suo predecessore, ma i media hanno completamente taciuto la cosa; in compenso si sono premurati di riportare la notizia del battesimo amministrato alla figlia di due coniugi sposati civilmente, e altre banalità.
    Questo la dice lunga su come i media filtrino e manipolino le notizie per dare dei Papi l’immagine distorta che ne vogliono dare.

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  8. geminit ha detto

    Queste considerazioni mi sembrano un pò una magra consolazione per il mondo tradizionalista.
    1) Possono definirsi nel giusto due genitori non sposati?
    2) Il matrimonio è ancora un sacramento?

    Infine, questo papa sta davvero sganciando il cattolicesimo da certi archetipi legati alla tradizione occidentale? Per un messaggio delle genti che supera le collocazioni geografiche e le distinzioni?

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    • gladio ha detto in risposta a geminit

      Io il mondo farisaico dei cosidetti “tradizionalisti” ( quelli tipo “Comunità S. Pio X tanto per intenderci) lo pongo alla stessa stregua dei cattoprogressisti che , forse con scarso rispetto, amo definire “pretaglia rossa”.
      Tu poni due domande:
      1) Possono definirsi nel giusto due genitori non sposati?
      2) Il matrimonio è ancora un sacramento?

      Risposta alla domanda 1: cosa ne sa e cosa ne può un innocente appena nato ?

      Risposta alla domanda 2: cosa ne sa e cosa ne può un innocente appena nato ?

      Ora ti pongo io due domande
      1) Quali meriti personali hai se i tuoi genitori sono una coppia regolarmente sposata?

      2)Quali demeriti personali hai se eventualmente i tuoi genitori fossero una coppia semplicemente convivente?

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      • Enrico ha detto in risposta a gladio

        Concordo sul fatto che i tradizionalisti siano da considerare alla stregua dei progressisti: come i secondi, anche i primi hanno il “piccolo” difetto di infischiarsene del Vangelo, per uniformare il loro pensiero ad altro (le mode del mondo i primi, una visione monolitica e riduttiva del concilio di Trento i secondi). Scandalizza il Papa che – udite udite – battezza la figlia (totalmente incolpevole) di una coppia sposata civilmente? Chissà allora cosa penseranno, questi purissimi tradizionalisti, quando apriranno sul serio il Vangelo per leggere che nientemeno che il Signore si intratteneva e rivolgeva le sue attenzioni a prostitute, esattori delle tasse e peccatori di ogni risma. E non mi pare che nel compiere questi gesti il Cristo fosse particolarmente ossessionato dal fatto che qualcuno successivamente avrebbe potuto leggere negli stessi una legittimazione della condotta peccaminosa. Ma per capire certe cose bisogna anche avere la volontà di farlo…

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      • geminit ha detto in risposta a gladio

        Qua non si tratta della colpa del bambino, ma della famiglia in sè che chiede il battesimo, ormai non più cristiana nella forma sacramentale.

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        • gladio ha detto in risposta a geminit

          Due genitori portano ai piedi di Gesù la loro creatura, ebbene: è il più bel regalo che possono fare al loro figlio e la gioia più grande che possono dare a Gesù.

          Se si dovesse guardare il tutto, caro mio…sai quante porcherie morali si celano all’ interno di tante coppie regolarmente sposate? E queste porcherie lo sono nella sostanza, non solo nella forma ( sacramentale o meno)

          Per concludere:
          Gesù diceva: “lasciate che i bambini vengano a me ” e lo diceva senza indagare sulla condizione delle loro famiglie di provenienza.

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          • geminit ha detto in risposta a gladio

            Gladio sono d’accordo con te, mi pongo solo domande. Quale sarà la forma, ammesso che ce ne sia, del cristiano? Quale è la sostanza alla quale dobbiamo guardare per sentirci vivi in Cristo? Il matrimonio è una forma terrena di amore o una licenza metafisica?

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  9. Li ha detto

    E mentre il papa fa questo….

    …gli anglicani remano contro:

    http://www.tempi.it/gli-anglicani-tolgono-il-peccato-e-il-diavolo-dal-battesimo-ma-cosi-sembra-la-benedizione-della-fatina-buona#.UtRV9dLuLpI

    del battesimo al bambino della coppia civile sono incerta sul giudizio, ma questo…:-(

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    • Dario ha detto in risposta a Li

      E’ ovvio che accadano queste cose oltremanica, ci dev’essere un motivo se gli anglicani che ancora considerano la fede una cosa seria, vogliono diventare cattolici.

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    • Franceschiello ha detto in risposta a Li

      e questo, unitamente alla pratica dello “sbattezzo”, la dice lunga sulla gravissima crisi che sta attraversando il sacramento del Battesimo.
      Visti i tempi che corrono, ben venga allora questo gesto di Papa Francesco, un gesto volutamente provocatorio, che costringe cristiani e non cristiani a riflettere sull’importanza fondamentale del Battesimo.

      Il Battesimo non è una formalità! E’ un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata. Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli.
      http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2014/documents/papa-francesco_20140108_udienza-generale_it.html

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  10. Franci ha detto

    Sono d’accordo con l’articolo, peró erroneamente si fa confusione tra chi critica il papa per la sua linea pastorale e chi lo critica per il magistero in materia dottrinale e morale. Ora il primo dei due fa una critica lecitissima e può avere magari pure ragione. Cmq la linea di Papa Francesco è evidentemente e volutamente diversa da quella dei suoi predecessori. Forse il papa venuto dalla fine del mondo avverte nuove sfide che richiedono nuovi modi di rispondere… Rimane, però, certo un fatto egli fa sua l’idea che sia sufficiente proporre la validità del messaggio evangelico e la gente si convertirà, senza bisogno della condanna di ciò che contrasta o non è Vangelo…una linea già tenuta con scarsissimi risultati

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  11. Giuseppe Mattiello ha detto

    Vorrei anch’io porre dei quesiti in relazione a questa linea di papa Francesco:

    1. L’urgenza del Battesimo e di ogni mezzo di salvezza è urgente per chi la conosce e sa che c’è e sa che è necessaria. Non è proprio il Concilio vaticano II che ha ricordato come chi non conosce esplicitamente il vangelo può salvarsi lo stesso, perché appunto, al di là dei mezzi di salvezza all’interno della Chiesa, lo Spirito Santo continua ad operare per condurre, per vie misteriose, ogni uomo alla salvezza?

    2. Se questo è vero, non si capisce perché questa urgenza del battesimo dei bambini. E’ già diventata prassi che i genitori battezzano anche dopo mesi, non immediatamente, come un tempo.

    3. Se c’è una urgenza è quella dell’adulto che, conoscendo la via della salvezza, volutamente non la intraprende.

    4. Se muore un bambino senza battesimo, in relazione a quanto affermato dal Concilio Vaticano II, va diritto in paradiso. Ma un battezzato adulto, che ha consapevolmente rimandato la sua alleanza nuziale nel Signore, dando così, evidentemente una controtestimonianza, come verrà giudicato?

    4. La coppia di adulti di domenica, se non sbaglio, ha battezzato non il primo, ma il secondo figlio. Non era forse più urgente che consacrassero la loro vita, come adulti, davanti al Signore, prima di chiedere ancora il battesimo a un altro figlio?

    5. Due adulti battezzati che non si sposano, sanno benissimo che sposarsi in Chiesa non costa nulla. Sono parroco e so di cosa parlo: non chiedo nessuna offerta nessuna tariffa ecc. Ho sposato coppie (che hanno capito questo discorso benissimo), in mezz’ora, di venerdì mattino, festeggiando insieme con cappuccino e brioche e demandando ogni festeggiamento a quando ci saranno i soldi, viaggio di nozze compreso. Io ammiro queste coppie, evidentemente: queste sono coppie cristiane di qualità.

    6. Di per se la linea di Francesco non è per nulla nuova. E’ la linea dei paesi in via di sviluppo, delle periferie del mondo. In Brasile, ancora 20 anni fa, quando ho visitato le missioni, in una parrocchia di trentamila anime si celebravano, forse, uno o due matrimoni. Tutto un altro contesto. Inoltre in ogni parrocchia, di fronte a effettive difficoltà serie di chiunque, tutti i parroci hanno battezzato senza problemi.

    7. In Vaticano e in Europa ciò che desta preoccupazione non sono le famiglie con problemi, alle quali ogni parroco si accosta (e si accostava già anche prima di Papa Francesco) con tenerezza. Il problema sono le numerosissime coppie di giovani che “si mettono insieme”, da tempo non coltivano la loro fede e vengono a chiedere il battesimo solo perché vogliono fare contenti i loro (vecchi) genitori. Questo è il problema.

    8 In conseguenza di ciò la linea di Papa Francesco è una linea di ritorno al passato, non una linea moderna. Linea moderna è essere esigenti per rinvigorire la consapevolezza della fede. All’orizzonte si profila la linea antica. Per me nessun problema, mi adeguo con facilità, ma non mi si dica che andiamo avanti: stiamo tornando indietro ma… non nelle cose essenziali

    9. Adeguarsi a questa linea sarà facilissimo: tutti i corsi di battesimo proposti per rinvigorire la fede stanno già mostrando la corda. Hanno già cominciato a chiedere di saltare qualche incontro (usando la misericordia di Papa Francesco) perché hanno da fare, hanno da lavorare, hanno la palestra, non hanno tempo. Meglio per noi parroci, ovviamente: faremo qualche incontro di meno.

    Spero di aver contribuito alle riflessioni! Grazie per il vostro servizio, vi leggo sempre!

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    • geminit ha detto in risposta a Giuseppe Mattiello

      D’accordissimo, grazie tante!

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    • Franceschiello ha detto in risposta a Giuseppe Mattiello

      4. Se muore un bambino senza battesimo, in relazione a quanto affermato dal Concilio Vaticano II, va diritto in paradiso.

      Mi scusi, ma non mi risulta alcun documento che dica “i bambini morti senza battesimo vanno dritti in paradiso”. Così come non mi risulta che i bambini morti senza battesimo vadano dritti all’inferno. Mi risulta che la Chiesa, a tal proposito, sia molto, molto prudente. Non condanna e non salva, ma spera. Il Catechismo di Giovanni Paolo II, che è Magistero e con autorità magisteriale interpreta il Concilio Vaticano II, dice infatti

      1261 Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. Infatti, la grande misericordia di Dio, « il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati » (1 Tm 2,4), e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: « Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite » (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo. Tanto più pressante è perciò l’invito della Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il dono del santo Battesimo.

      in sintesi

      1283 Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la liturgia della Chiesa ci invita a confidare nella misericordia di Dio, e a pregare per la loro salvezza.

      http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c1a1_it.htm

      Sono comunque d’accordo con lei quando dice che non stiamo andando avanti, ma stiamo tornando indietro. Sembra infatti di essere tornati al Medioevo, alto Medioevo, quando la Chiesa faticava e non poco per far accettare ai suoi fedeli la morale matrimoniale (si prenda ad esempio Carlo Magno).

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  12. piera ha detto

    Chiedo scusa prima di iniziare a dire il mio pensiero perchè non vorrei offendere nessuno. Ma cosa vuol dire questo mettere continuamente a confronto un papa con l’altro? Ma ci crediamo o no che la Chiesa è nelle mani di Dio e che per ogni epoca sa ben Lui quale sia il SUO GIUSTO VICARIO? Invece di stare a mettere a confronto e “parteggiare” per questo o per quello, perchè non ringraziare il Signore per la prova inconfutabile che “LE PORTE DELL’INFERNO NON PREVARRANNO” nonostante i limiti umani non solo dei Papi ma anche di ogni cristiano, me compresa? Secondo la mia limitata visione siamo troppo “Papisti”: dimenticassimo per un momento i vari nomi di Pietro e ci ricordassimo che quell’uomo, comunque si chiami, qualunque sia la sua nazionalità, il suo modo di essere e quant’altro è PIETRO, la pietra sulla quale GESU’ ha detto che avrebbe EDIFICATO LA SUA CHIESA. Stiamo per entrare nella settimana per l’unità dei cristiani: facciamo unità innanzitutto tra noi cattolici UN SOLO OVILE SOTTO UN SOLO PASTORE: sì UN SOLO PASTORE, allora se ieri aveva un nome e oggi ne ha un’altro noi obbediamo all’unico PIETRO voluto da Gesù e come Lui OBBEDIENTI saremo nell’atteggiamento di chi cerca VERAMENTE E SOLAMENTE CRISTO GESU’. La storia della chiesa ci dice che, nonostante tutti gli errori che ci sono stati nella nostra SANTA MADRE CHIESA, nessuna verità di fede è stata mai stravolta, neppure al tempo di Papa Borgia, perchè la CHIESA E’DI CRISTO ed è ASSISTITA CONTINUAMENTE DAL SUO SPIRITO. Se, contro l’evidenza di 2013 anni di vita della Chiesa, non crediamo a questo non crolla solo la nostra fede ma anche la nostra ragione. Chiedo ancora scusa se ho assunto un tono poco umile, ma non sono capace di esprimermi in altro modo. Dio vi benedica tutti e pregate perchè CRISTO GESU’ VERITA’ non permetta che percorra UNA VIA DI MENZOGNA, MAI!!! Piera

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  13. Franco ha detto

    ” leggendo questo interess.mo articolo mi sono reso conto che anch’io sono cascato pari, pari nella trappola mediatica che vorrebbe a tutti i costi creare dal nulla il “caso”. La stampa e sopratutto la TV vivono di questi malintesi, o come meglio dire “Imbrogli”. Che ci volete fare? Nulla. Purtroppo viviamo in un’epoca dove la lealtà e spesso la sincerità sono considerati degli Optional. C’é da meravigliarsi se vengono fuori spontaneamente, perché purtroppo (ancora questa triste locuzione)non vengono più insegnati da nessuno. Men che meno dalla scuola né da i genitori e dunque é persino assurdo pretendere che siano perseguiti dai singoli. Tornando all’articolo sono contento di averlo letto mi ha procurata tanta gioia e la convinzione di essere partecipe di un vero cambiamento epocale”. Franco

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