Nuovo studio: omogenitorialità porta all’insuccesso scolastico

OmogenitorialitàCome ha spiegato lo psicologo e psicoterapeuta Domenico Simeone, docente di Pedagogia generale presso l’Università degli Studi di Macerata, quando si affronta la tematica delle adozioni per le coppie dello stesso sesso «non è in discussione la capacità di cura che possono avere le coppie omogenitoriali quanto piuttosto l’articolazione delle relazioni che i figli possono stabilire. Molti studi mettono in guardia sulle difficoltà che i bambini che crescono con persone dello stesso sesso possono incontrare».

Di questi studi, citati dal dott. Simeone, ce ne sono davvero tanti e abbiamo voluto raccoglierli in una pagina apposita su questo sito web. In questi giorni ne è uscito un altro e ancora una volta i quotidiani principali non ne hanno parlato (come non hanno voluto parlare di quanto accaduto ai figli di David Tutera, famoso conduttore televisivo americano e del suo compagno omosessuale).

Si tratta di una delle prime comparazioni su larga scala tra i figli di genitori dello stesso sesso ad altri tipi di genitori sul rendimento scolastico che di per sé è un buon indice di capacità di apprendimento, di relazione e di maturità raggiunta dell’adolescente. Si intitola High school graduation rates among children of same-sex households, l’autore è Douglas W. Allen, docente di Economia alla Simon Fraser University ed è stato pubblicato sulla rivista accademica peer review “Review of Economics of the Household”. Il prof. Allen ha confrontato su larga scala la genitorialità omosessuale, le famiglie monoparentali e genitori non sposati di sesso opposto basandosi sui dati del censimento canadese del 2006. Il Canada è ritenuto un Paese gay-friendly, le coppie dello stesso sesso sono state riconosciute fin dal 1997 e le nozze gay dal 2005.

I dati raccolti hanno mostrato che i bambini cresciuti da coppie gay e lesbiche hanno avuto solo il 65% di probabilità di ottenere il diploma delle scuola superiore rispetto ai bambini cresciuti in famiglie naturali con due genitori di sesso complementare, ovviamente confrontati per reddito e istruzione dei genitori simile. I figli di coppie dello stesso sesso hanno avuto anche tassi di diploma più bassi rispetto ai figli di genitori single. I dati sono drammatici in particolare per le adolescenti: «le ragazze che attualmente vivono in una famiglia gay hanno solo il 15 per cento di probabilità di diplomarsi rispetto a ragazze che vivono con genitori sposati di sesso opposto», ha scritto l’autore. E solo il 45 per cento delle probabilità se crescono con due donne lesbiche.

Intervistato per “Mercatornet”, il prof. Douglas W. Allen ha spiegato di aver risposto per la seconda volta ad uno studio di Michael Rosenfeld pubblicato su “Demography” nel 2010, il quale aveva analizzato la progressione scolastica dei bambini cresciuti con coppie omosessuali negli Stati Uniti, non trovando alcuna differenza con quelli cresciuti con coppie tradizionali. Il prof. Allen, assieme a Catherine Pakaluk, Joseph Price, verificò i risultati scoprendo diversi errori e mancanza di precisione e, ripristinando il campione utilizzando la tecnica statistica di controllo per la stabilità delle famiglie, ha scoperto che i bambini delle famiglie dello stesso sesso avevano circa il 35% di probabilità in più di fallire nel percorso scolastico. «Dopo il mio commento apparso su “Demography”», ha rivelato Allen, «la mia università ha ricevuto diverse lettere (inviate al rettore, a vari amministratori e a molti dei miei colleghi), chiedendo che io fossi licenziato». Questo nel 2010, oggi ha invece voluto verificare se in Canada i risultati fossero simili o differenti ed è apparsa una situazione abbastanza speculare a quella americana.

Come ha spiegato Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS), «i bambini sono dotati di grande capacità di adattamento, tuttavia, sulla base della letteratura scientifica disponibile vivono meglio quando trascorrono l’intera infanzia con i loro padri e madri biologici. Il bambino riconosce se stesso e il proprio futuro rispecchiandosi e relazionandosi al maschile e al femminile di una madre e di un padre, biologici o adottivi. In assenza di questa diversità sessuale il benessere del bambino è a rischio, come dimostra la stragrande maggioranza dei dati raccolti dalla più validata letteratura psico-sociale a livello mondiale e non da quattro sofismi artatamente richiamati dalla comunità gay e privi di riconoscimento scientifico».

La redazione

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112 commenti a Nuovo studio: omogenitorialità porta all’insuccesso scolastico

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  1. Daniele ha detto

    Se in Italia dovesse divenire legge la bozza di Scalfarotto contro l’omofobia, si rischia che chi pubblica studi come quello che avete pubblicato (che sono studi scientifici) sulle conseguenze nefaste dell’omogenitorialità venga rinchiuso in galera con l’accusa di essere omofobo.

    Allo stesso modo, Ignazio Marino (Sindaco di Roma), che nei giorni in cui a Roma si svolgeva il Gay Pride ha declinato l’invito a parteciparvi ed ha optato piuttoso per una gita fuori porta con moglie e figli, verrebbe processato e condannato per omofobia…

    Io dico che prima o poi arriveremo ad assurdità del tipo “quote gay” nei posti di lavoro: un tot. di posti per gli eterosessuali ed un tot. per gli omosessuali. Poi però vorrei vedere su che basi gli uffici competenti dovranno stabilire se uno è effettivamente etero. od effettivamente omo..

    • manuzzo ha detto in risposta a Daniele

      secondo me non ce ne sarà bisogno: arriveranno prima delle leggi razziali contro i cristiani. Sta storia dell’omofobia è solo una macchinazione per cominciare ad arrestarne alcuni. Magari, che sò, uno non potrà dichiararsi cristiano altrimenti discriminerà l’ateo che ha il diritto a non sentire alcuno parlare di Verità diverse dalla sua, o baggianate simili. Basta aggiungere nel periodo la parola “diritto” e tutto si può fare (es: infanticidio= diritto della donna). E gli unici a non avere diritti sono i cristiani, specie se cattolici.

    • Li ha detto in risposta a Daniele

      In America in certi posti già scelgono il personale in base all’orientamento. E indovinate chi viene penalizzato.

      • Li ha detto in risposta a Li

        Manuzzo, quanto hai ragione!

      • Daniele ha detto in risposta a Li

        E come fanno a verificare l’orientamento?

      • Titti ha detto in risposta a Li

        In alcuni paesi, vige esattamente l’opposto: non vogliono manodopera omosessuale. Secondo me è assurdo valutare un lavoratore o lavoratrice in base alla tendenza sessuale, l’unico filtro di valutazione dovrebbe essere il merito e la bravura.

  2. Gennaro ha detto

    Ancora una volta si scopre l’acqua calda…

  3. Zuckenberg ha detto

    Scusate potreste spiegarmi che significa complementarietà dei sessi ?
    E perchè è sbagliato il contrario ?
    E ,questo non riferito al tema della famiglia omosessuale ,perchè è più giusto che il sesso avvenga tra coppie di sesso opposto piùttosto che uguale ?

    • Laura ha detto in risposta a Zuckenberg

      Complementarietà: http://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari/C/complementarieta.shtml

      Il resto delle domande è inerente all’articolo? Credo sia giusto soffermarsi sulla tematica delle adozioni..

    • Emanuele ha detto in risposta a Zuckenberg

      Scusate potreste spiegarmi che significa complementarietà dei sessi ?

      …basta vedere la fisiologia umana e il fatto che serve PER FORZA un uomo ed una donna per avere un figlio.

      E perchè è sbagliato il contrario ?

      Dipende cosa si intente per sbagliato… E’ sbagliato mangiare hamburgher fino a diventare 200 chili? E’ sbagliato fumare? E’ sbagliato fare sesso con animali o cadaveri?

      E ,questo non riferito al tema della famiglia omosessuale ,perchè è più giusto che il sesso avvenga tra coppie di sesso opposto piùttosto che uguale ?

      …vedi sopra. Comunque, una cosa sono i diritti individuali, un’altra i diritti sociali. Gli omosessuali hanno diritto a vivere insieme e fare sesso come gli pare? Certamente sì! Gli omosessuali hanno diritto che la società tuteli la loro unione e affidi loro dei bambini? No! …ossia, se ritieni questo diritto lecito, ti prego di spiegarci su quali basi.

      • Zuckenberg ha detto in risposta a Emanuele

        Che ne pensi di questo video ? http://www.youtube.com/watch?v=SBBqTFFGImk
        Ne parla da 0:00 a 04:04 circa e leggi anche i commenti di manusmashbros e vedi di darti una risposta da solo , non ho tanto tempo per scrivere troppo …

        • beppina ha detto in risposta a Zuckenberg

          Video molto superficiale. Non approfondisce le esigenze del bambino adottato (banalizza la questione … “tanto non fanno orge”). Nel giudizio etico mette insieme concetti completamente disomogenei (che c’entra il razzismo col problema delle adozioni da parte degli omosessuali?). Viene presentata la sciocchezza dei “bambini ai gay piuttosto che a nessuno” (quando avrà tempo faccia una piccola ricerca circa la situazione domanda-offerta nel mondo delle adozioni…). I bambini presi in giro (tanto vengono presi in giro anche per altri motivi… sigh!). Mi fermo qui perché non ho tempo per scrivere ma la invito ad approfondire … vedrà che la realtà é molto più complessa di quella illustrata in pochi minuti di youtube.

    • Andrea2 ha detto in risposta a Zuckenberg

      La complementarietà dei sessi è una evidenza naturale.

  4. Daniele ha detto

    Ho sentito che in California un bambino può essere adottato anche da più di due genitori (etero- o omosessuali che siano): sembra di essere tornati ai tempi delle “Comuni” nate nel ’68, in cui un po’ di uomini ed un po’ di donne facevano sesso con chi capitava, magari anche con più partner nello stesso giorno se non addirittura nello stesso momento, ed i figli che nascevano erano “figli di tutti e di nessuno”…
    Così queste povere creature crescevano di fatto senza genitori, visto che gli “adulti” delle “Comuni” passavano la loro vita tra alcool, droghe e sesso e ai bimbi non ci badavano…
    Temo che la lobby LGBT ci voglia riportare a certe pagine buie della storia.

  5. Roberto Dara ha detto

    Al di là della valenza del campione considerato (solo Canada, famiglie come da censimento 2006 su coppie omosessuali ufficiali dal 2005 quindi non si sa bene se questi bambini nel frattempo diplomati avessero vissuto più o meno con le coppie omo o etero prima di quella data, dato erano tutti nati almeno 11-12 anni prima), un’altra interpretazione può probabilmente essere quella della difficoltà quotidiana di inserimento di questi ragazzi, che potrebbero vivere esperienze di discriminazione da parte dei loro coetanei derivante dalla loro condizione, e quindi di più difficile percorso scolastico. In poche parole, aspetterei studi che abbiano dati un po’ più consolidati.

    • Andrea2 ha detto in risposta a Roberto Dara

      Che prove hai per sostenere questa ipotesi?

      • Roberto Dara ha detto in risposta a Andrea2

        Nessuna, è un’ipotesi come quella del prof. Zocconali.

        • Max ha detto in risposta a Roberto Dara

          Per la precisione, Zocconali non parlava di questo studio, ma di altri.

          • Mandi ha detto in risposta a Max

            E certamente ha ben più autorità quando parla (anche se fosse solo per un’opinione) dei militanti del web come Roberto, privi di qualsiasi titolo o competenza accademica. Quando vuoi sapere se operare l’LCA chiedi un’opinione a Roberto Dara oppure chiedi un’opinione ad un ortopedico?

        • Mandi ha detto in risposta a Roberto Dara

          Nessuna prova e pensi di confutare uno studio peer-review. Non male come tentativo Roberto, domani torni a dirci che le Torri gemelle le ha abbattute Bush?

          Io non ho prove per dire che sei in malafede e incapace al dialogo, però lo dico lo stesso.

  6. Emanuele ha detto

    un’altra interpretazione può probabilmente essere quella della difficoltà quotidiana di inserimento di questi ragazzi, che potrebbero vivere esperienze di discriminazione da parte dei loro coetanei derivante dalla loro condizione, e quindi di più difficile percorso scolastico.

    …non mi sembra secondario. Di fatto, la discriminazione non si elimina a colpi di maggioranza. Dire che per legge siamo tutti uguali non impedisce la discriminazione, anzi, in certi casi, l’aumenta.

    In poche parole, aspetterei studi che abbiano dati un po’ più consolidati.

    Giustissimo, quindi nel frattempo applichiamo la prudenza e non affidiamo i bambini a situazioni che potrebbero portare alla discriminazione. Infatti, gli adulti possono scegliere, i bambini no.

    • Roberto Dara ha detto in risposta a Emanuele

      Il fatto che ci sia discriminazione è una causa e anche un effetto. La domanda da porsi è: è giusto discriminare i bambini che vivono in una famiglia omosessuale? Se, come spero, la risposta è no, occorre eliminare, per quanto possibile, queste discriminazioni.

      • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

        …certamente i bambini sono vittime.

        Ma per risolvere il problema abbiamo due strade: assegnare bambini a coppie gay, finché la situazione non si sarà normalizzata; attendere che gli studi mostrino gli effetti dell’omogenitorialità (come auspicavi tu) e nel frattempo proteggere i bambini dai disagi.

        Una delle due strade tutela i minori, l’altra specula sui minori.. tu quale scegli?

        • Roberto Dara ha detto in risposta a Emanuele

          I bambini non vivono con coppie omogenitoriali solo perché vengono adottati o affidati ad esse, ma per mille altri motivi. In molti casi i bambini che vivono in famiglie non tradizionali sono vittime di discriminazione, ed evidentemente la soluzione non può certo essere quella di togliere quei bambini alle legittime famiglie. In alternativa, l’unica soluzione è combattere le discriminazioni.

          • Mandi ha detto in risposta a Roberto Dara

            Il Canada è considerato un Paese gay friendly.

            In ogni caso, anche se avessi ragione, hai pienamente dimostrato che legalizzare il matrimonio gay (come in Canada) non migliora il tasso di omofobia, dunque ti sei contraddetto dato che è un tuo cavallo di battaglia.

            Dura accettare uno studio scientifico fastidioso, vero Roby? Lotta, continua a lottare che fai una bella figura 😀

            • Roberto Dara ha detto in risposta a Mandi

              Non vedo la contraddizione. Il matrimonio gay non deve essere approvato solo per diminuire l’omofobia, bensì per concedere un sacrosanto diritto all’eguaglianza tra tutti i cittadini. Che poi questo porti alla diminuzione dell’omofobia è implicito, ma non si ottiene certo in pochi anni.

              • Fabrizia ha detto in risposta a Roberto Dara

                Però ho un dubbio. Ci sono altre possibilità in natura che essere xx o xy? Perché nasciamo tutti da un uomo e una donna? I gay e le lesbiche e i trans e i bisexual sono tutti anche loro o xx o xy? Ama i bambini chi gli racconta bugie, tipo che alcuni bambini hanno due papà o due mamme?

                • Emanuele ha detto in risposta a Fabrizia

                  Certamente un bambino deve avere almeno una mamma ed un papà biologico. A questo possono affiancarsi altre figure (genitori adottivi, tutori, affidatari).

                  Quindi il diritto di famiglia, se si dovesse aprire alle coppie omo l’adozione, dovrebbe contemplare il sacrosanto diritto del bambino di conoscere i suoi genitori biologici e frequentarli. Dovrebbe inoltre sancire il dovere del genitore biologico di seguire la crescita del bimbo.

                  Andrebbe poi precisato che. in caso di divorzio, i nuovi compagni potrebbero adottare i figli nati nella precedente relazione. Infatti, come un compagno gay chiede l’affidamento del figlio del compagno, perché non potrebbe farlo il nuovo compagno di una coppia etero?

                  In caso di divorzi multipli, come spesso capita, il bambino potrebbe collezionare un nutrito numero di genitori.

                  A ben vedere, si aprirebbe un situazione paradossale, dove i bambini si troverebbero ad avere un numero imprecisato di genitori biologici ed acquisiti. Ammettendo che ciò sia fattibile, sono logiche le conseguenze in caso di divergenze tra i vari genitori circa l’educazione dei figli, le cure sanitarie, la frequenza delle scuole, etc. Quale parere conterebbe di più? Quello dei genitori affidatari? Quelle di quello biologico? Alla fine, chi eserciterebbe di fatto la patria potesta ed in che misura?

                  • Kosmo ha detto in risposta a Emanuele

                    Ma come si può discutere con Roberto Dara che è in completa MALAFEDE (basta vedere come si è defilato nei commenti sull’articolo a proposito dell’assalto dei suoi simili a quell’incontro di cattolici, vedeste come sghignazzava sotto i baffi), e che non capisce (e comincio a credere che non li capisca davvero, non ci arriva neppure) neppure i paradossi di Chesterton?

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Kosmo

                      Anfatti! Non se ne può più di sentire sempre le stesse 4 sciocchezze, in-argomentabili e in-argomentate, da parte sua…

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Kosmo

                      Come ho detto tante volte, Roberto è un abilissimo provocatore, fa bene il suo lavoro perché avendo una certa età (come ci ha raccontato lui stesso) riesce a placare gli istinti e rispondere con calma e senza insulti, sfruttando machiavellicamente ogni situazione per tirare acqua al suo mulino.

                      Va apprezzato tanto quanto si apprezza un ladro ingegnosissimo (è un’analogia, non sto dicendo che Roberto è da paragonarsi ad un ladro!!), ma ovviamente non esiste e non esisterà alcun tipo di dialogo o confronto con lui. Con tanti saluti all’apertura dei laici a chi la pensa diversamente.

              • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

                Il matrimonio gay non deve essere approvato solo per diminuire l’omofobia, bensì per concedere un sacrosanto diritto all’eguaglianza tra tutti i cittadini.

                …uguaglianza di chi rispetto a chi? Che una coppia omosessuale sia diversa da una coppia eterosessuale mi pare evidente.

                Ma se vogliamo portare ragionare sul concetto di uguaglianza assoluta, si vede che si arriva a delle palesi contraddizioni.

                E’ giusto discriminare il base al sesso? Certamente no! Eppure, le donne durante il perido di maternità ed allattamento hanno delle tutele speciali, perché non riservare le stesse tutele agli auomini? Inoltre, le donne beneficiano di particolari tutele sanitarie: gli screenig per particolari malattie (tumore al seno ed utero) sono accessibili gratuitamente o con tariffe mitigate. Perché gli uomini non hanno le stesse agevolazioni?

                E’ giusto discriminare in base all’età? Certamente no! Eppure a nessuno verrebbe in mente di far lavorare un bambino (diritto-dovere di tutti i cittadini). Neppure qualcuno si sognerebbe di dare la pensione di anzianità ad un giovane. La pensione è una tutela solo per persone che hanno raggiunto determinati limiti di età, quindi dicrimina i giovani rispetto ai vecchi.

                E’ giusto discriminare i malati? No! Ma anche in questo caso, nessuno chiederebbe ad un disabile di fare certi tipi di lavoro. Viceversa, i disabili hanno posti di lavoro protetti che derivano proprio dalla loro condizione di malati. Inoltre, solo i malati possono beneficiare di periodi di assenza dal lavoro retribuiti. Perché i sani no?

                E’ giusto discriminare in base all’etnia? Anche qui diciamo no. Ma, in realtà, esistono etnie protette (come i Rom o i Sinti in Italia). Perché un Rom dovrebbe avere più tutele di un amercano? Sono gli americani “meno uguali” dei rom?

                Come vedi, il concetto di uguaglianza rischia solo di essere un concetto astratto. Non mi stanco di ripetere che Don Milani diceva che la peggiore ingiustizia è trattare in egual modo persone diverse. Dunque, perché coppia etero ed omo dovrebbero essere trattate in modo uguale, essendo diverse?

                Appiccicare un istituto come il matrimonio, nato per tutelare i figli (lo dice la Saraceno, che certo non può essere accusata di clericalismo!), a coppie omo non serve a nulla. Sarebbe utilizzare la pensione di vecchiaia per tutelare un disabile o applicare il diritto del lavoro ad un bambino. Serve un istituto apposito, non un adattamento forzoso di quello che già c’è.

              • Mandi ha detto in risposta a Roberto Dara

                Non vedo alcuna mancanza di eguaglianza, così come non vedo alcuna discriminazione non concedere il matrimonio anche a incestuosi, poligamici, minorenni, amici, parenti e cugini. Peccato che tu sia eccitato solo dagli omosessuali, negando il sacrosanto diritto a tutti gli altri.

                Per sostenere la tua tesi devi dimostrarla e anche esplicitare quanti anni occorrono. Intanto nei primi paesi a legalizzare le nozze gay l’omofobia è in aumento: http://www.uccronline.it/2013/05/18/ma-lomofobia-non-centra-nulla-con-le-nozze-gay/
                I dati ti smentiscono, puoi però essere superstizioso e aggrapparti ad un teorico cambiamento in futuro.

          • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

            …quali sarebbero i mille motivi diversi?

  7. Max ha detto

    Lo studio di cui sopra verra’ attaccato perche’ si dira’ che i bambini di coppie dello stesso sesso hanno risultati peggiori perche’ sentono la stigma di venire da una particolare situazione. E’ una classica reazione a studi di questo tipo.

    • rosa ha detto in risposta a Max

      beh, come gia’ detto da altri prima, evitiamo allora di creare le condizioni per lo stigma. perche’ come disse anni fa un reverendo nero amico di martin luther king, il colore della pelle non si puo’ scegliere, con chi andare a letto si. quindi i bambini neri non possono evitare purtroppo, lo stigma di essere neri, i bambini di coppie omosessuali, si, basta non farglieli adottare o procreare artificialmente.
      rosa

      • Tulio Lantanide ha detto in risposta a rosa

        un post che è una concentrazione di razzismi assortiti.
        in ogni caso il desiderio non si sceglie, così come il colore degli occhi o la lunghezza dei piedi.

        lo stigma di essere neri…… per favore……

        • Laura ha detto in risposta a Tulio Lantanide

          E’ vero che il desiderio non si sceglie ma non è genetico come il colore degli occhi o la lunghezza dei piedi. Il desiderio si può cambiare e molti cambiano desideri nel corso della vita…

        • lorenzo ha detto in risposta a Tulio Lantanide

          I desideri non si scelgono, ma i desideri contro natura rimangono desideri contro natura.

  8. Li ha detto

    OT: Se si continua con questa omofilia politicamente corretta e irragionevole anche noi finiremo così:

    http://www.nocristianofobia.org/largentina-approva-il-cambiamento-di-sesso-per-un-bambino-di-sei-anni/

    /OT

    • lorenzo ha detto in risposta a Li

      Non ci posso credere: come possiamo noi uomini essere stupidi fino a questo pumto?

      • andrea g ha detto in risposta a lorenzo

        E’ sufficiente far fuori il nostro Creatore dalla nostra vita,
        e poi follia, delirio, ferocia, perversioni trovano il terreno
        libero per le loro scorribande; dice il Signore:
        “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi
        aridi cercando sollievo, ma non ne trova.
        Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito.
        E tornato la trova vuota, spazzata e adorna.
        Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora;
        e la nuova condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima.
        Così avverrà anche a questa generazione perversa”.
        Mt XII,43-45

  9. Roberto Reggi ha detto

    Ciao a tutti, per Roberto Dara.
    La tua osservazione circa la campionatura è comprensibile, è un difetto di tante ricerche sui figli di omo. Lo studio elenca anche una 50ina di studi, prevalentemente “no difference”, prevalentemente con campioni (non randomizzati) di poche decine di casi.
    Ma per questo studio, come per i + recenti studi che rilevano differenze, la critica non vale. In questo caso la popolazione (“solo Canada”) in oggetto riguarda circa “solo” 2 milioni di bambini, di’ che è poco. I figli di gay esaminati sono 423, di lesbiche 969. Sono pochi rispetto alla popolazione studiata perché, nota Allen, è così nella realtà.
    Poi, quanto alla tua osservazione (legali dal 2005, censimento del 2006), lo studio precisa che il primo matrimonio omo è stato nel 2001, nel 2005 è diventato legale a livello federale.
    Infine, come altri hanno notato, la classica osservazione “è colpa dello stigma degli altri” è tutta da dimostrare.

    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Reggi

      Grazie per le precisazioni. Come giustamente osservi, il campione è piccolo, essendo pochissime le coppie omogenitoriali omosessuali esistenti nella realtà, per cui i risultati possono non essere ancora generalizzabili. Sulla seconda osservazione, proprio perché è tutta da dimostrare aspettiamo degli studi che eventualmente osservino il fenomeno.

      • Mandi ha detto in risposta a Roberto Dara

        Peccato che però tu non riesca a prendere atto che i risultati sulle poche (fortunatamente!) coppie omogenitoriali siano negativi, dunque escludano dalle pratiche positive per la salute dei bambini privarli di un padre o di una madre. Basta l’onestà intellettuale per riconoscerlo…

      • Roberto Reggi ha detto in risposta a Roberto Dara

        mmm…
        non ho certo detto che il campione è piccolo.
        Parliamo di quasi 1400 casi in questo solo studio, più dei campioni degli studi (della lesbica militante Patterson, difficilmente neutrale) messi assieme esaminati dall’APA per dire “no difference”.
        Ho detto che sono pochi *rispetto alla popolazione generale*
        E abbi pazienza, non trovo razionale il ragionamento:
        1. gli studi recenti e numerosi dicono “disagi nei figli omo”.
        2. gli omofili ribattono: “per stigma”, senza dimostrazioni.
        In che modo la frase 2 annulla la 1? Sarei d’accordo a dire di aspettare altri studi, ma prendendo atto che, allo stato attuale, la ricerca (non il pregiudizio) suggerisce che le adozioni omo sono potenzialmente dannose per i soggetti in questione.

        • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Reggi

          correggo il tuo 1.: “alcuni studi recenti dicono “disagi nei figli di omo”, altri studi dicono “nessun disagio nei figli di omo””.

          • domenico ha detto in risposta a Roberto Dara

            gli studi che dicono ‘nessun disagio’ sono proprio quelli con numeri molto più bassi rispetto allo studio canadese.

            La situazione è questa:
            1) studio che dice che non ci sono disagi? ecco la prova che le famiglie omogenitoriali sono come le altre.
            2) studio che dice che ci sono disagi? ecco la prova dell’omofobia della società.

            Come si vede qualunque sia il risultato esso viene assorbito in un paradigma precostituito a proprio favore.

      • Laura ha detto in risposta a Roberto Dara

        Roberto Reggi ha detto proprio l’opposto: il campione è 2 milioni di bambini!! Altro che poco!!

    • Xiano ha detto in risposta a Roberto Reggi

      uno studio pubblicato su una rivista con un impact factor di 0.7 non ha praticamente rilevanza scientifica. i controlli ai dati sono minimi se non praticamente inesistenti… potrei alzarmi domattina inventare dati e pubblicare anche io senza problemi su una rivista del genere.
      questo lo dico a prescindere dal discorso bambini e famiglie (io sono a favore della famiglia tradizionale) ma piu’ come metodo in generale, se si vogliono sostenere delle tesi si dovrebbe far riferimento a riviste con un po’ piu’ di spessore e ce ne sono!

      • Mandi ha detto in risposta a Xiano

        Chiunque abbia familiarità con la ricerca scientifica (dunque non tu) sa benissimo che il fattore d’impatto è un indice privo di validità e poco affidabile, come ha spiegato l’European Association of Science Editors (EASE), sopratutto se usato per misurare la qualità delle riviste scientifiche, la qualità dei singoli articoli e la produttività dei singoli ricercatori.
        http://www.ease.org.uk/publications/impact-factor-statement

        In ogni caso passiamo pure a questi studi:
        http://www.baylorisr.org/wp-content/uploads/Potter.pdf
        http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580
        http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000610

        Ah no, questi invece non vanno bene perché…bla bla bla…ridicoli!

        • Xiano ha detto in risposta a Mandi

          dall’alto della tuo onnipotenza riesci anche a sapere che lavoro faccio! grande!
          io sono reviewer per alcune riviste scientifiche e sono dentro al sistema e so come funzionano queste cose, forse molto piu’ di te, ma non fa niente.
          gli altri articoli che hai postato vengono da giornali molto piu’ autorevoli quindi piu’ credibili.
          e cmq se non l’avessi capito io non volevo criticare la tesi sostenuta dall’articolo, ma la scelta delle prove a sostegno della tesi.
          eviterei di usare ala parola ridicoli… grazie

          • Mandi ha detto in risposta a Xiano

            Se sei davvero un reviewer dovresti conoscere l’inaffidabilità dell’indice sul fattore d’impatto, anche perché ci sono riviste che lo aumentano artificialmente. E sopratutto dipende dall’area di interesse della rivista.

            Uno studio come questo lo si confuta soltanto con un altrettanto studio peer-review e non certo argomentando il fattore d’impatto della rivista, dando così spunti (sbagliati e fallaci) per chi non sa accettare i dati suggeriti da tale studio. Un commento davvero poco opportuno!

            • Xiano ha detto in risposta a Mandi

              appunto essendo un reviewer so come funzionano questi processi, e so che

              • Xiano ha detto in risposta a Xiano

                (scusate mi e’ partito invio!)
                e so che su riviste con impact factor molto basso (come in questo caso) la revision non e’ molto controllata ne troppo dura da superare. io sono il primo che quando non ho voglia di sbattimenti sottometto i miei lavori a riviste con IF piu’ basso. funziona cosi’.
                poi se escono due studi uno su science e uno su Review of Economics of the Household, con due tesi opposte, scusami ma io credo a science. tutto qua.
                per finire: piu’ le motivazioni e le prove sono deboli, piu’ siamo attaccabili. noi come gli altri!

                • domenico ha detto in risposta a Xiano

                  ma se tu sottometti un tuo studio a Science che te lo rifiuta, a tuo parere, senza giuste motivazioni o proponendoti cambiamenti per te inaccettabili che fai? ti sottometti al sistema o cerchi un’altra rivista?

          • Mandi ha detto in risposta a Xiano

            Mi scuso invece per il “ridicoli” e per l’aggressività, avevo travisato le tue intenzioni.

          • Roberto Reggi ha detto in risposta a Xiano

            Ciao Xiano, se conosci bene i meccanismi delle pubblicazioni scientifiche, penso che tu convenga che l’argomento “ad rivistam” (ha poco impact factor) è una variante dell’argomento “ad personam”, e sono entrambi scientificamente nulli come argomenti.
            Personalmente, ribadisco, trovo (diciamo) strano che l’APA si sia basata nel 2004 su studi con poche decine di casi esaminati, provenienti anche da campioni volontari (e quando mai un padre o madre omo aderirebbe a una ricerca, se il figlio avesse problemi).
            Da allora sono usciti studi con centinaia e migliaia di casi, e la risposta nel 2012 dell’APA di fatto li ignora, dicendo “andate a vedere cos’abbiamo detto nel 2004”.

            • domenico ha detto in risposta a Roberto Reggi

              “strano che l’APA si sia basata nel 2004 su studi con poche decine di casi esaminati, provenienti anche da campioni volontari “

              e aggiungi: “qualche volta le coppie erano amiche della studiosa che ha fatto la ricerca.”

      • Max ha detto in risposta a Xiano

        Xiano non ha torto, una rivista con Impact Factor 0.7 non ha moltissima voce in capitolo. Bisogna dunque stare attenti perche’ rischiamo di esporci a facili critiche.

        Avendo detto cio’, trovi strafalcioni e leggerezze in articoli pubblicati anche in riviste piu’ prestigiose e con IF 10 volte piu’ alto, vedi The Astrophysical Journal o Astronomy & Astrophysics. Nemmeno troppo di rado. Ne so qualcosa perche’ per mestiere leggo tali riviste da piu’ di 10 anni.

        Comunque “Review of Economics of the Household” e’ anche una rivista giovane. E’ stata fondata solo nel 2001. L’articolo Wiki riporta

        “The original advisory board included Gary Becker and Jacob Mincer, the founders of the Columbia School of Household Economics often called the New Home Economics, as well as another Nobel prize winner, Clive Granger. Co-editor Michael Grossman, associate editor Barry Chiswick, and advisory board member Victor Fuchs are prominent contributors to the Columbia School of Household Economics.” Granger, Grossman e Fuchs sono pezzi grossi della “health economics” americana da decenni, non illustri sconosciuti.

      • Emanuele ha detto in risposta a Xiano

        Caro Xiano,

        l’IF non è un parametro che certifica quanto una rivista sia valida, ma quanto è citata. I settori di nicchia sono penalizzati con IF bassi. Nel mio settore, se trovi una rivista con IF>1.3 stappi lo spumante… (le altre non lo accettano perché lo ritengono OT a priori).

        Le riviste mediche solitamente hanno IF molto alto, infatti qualunque studio tu faccia su una malattia diffusa, prima devi citare tutti quelli precedenti (immagina cosa succede per certi tumori, il diabete o l’ipertensione). Viceversa, quelle di statistica ed ingegneria ce l’hanno tendenzialmente basso. Inoltre, modificando l’algoritmo di calcolo si ottengono risultati molto diversi.
        http://en.wikipedia.org/wiki/Impact_factor#PageRank_algorithm

        Non voglio poi azzare la polemica ricordando consa è successo dall’introduzione dell’ “open access”…

        Dunque, la polemica mi pare pretestuosa. Di fatto è un argomento “ad auctoritatem” che per sua natura è fallace. Concentriamoci sui contenuti, prima che sull’editore…

  10. Fede ha detto

    http://www.youtube.com/watch?v=CEnc3RQE2lg

    tra l’altro una delle più toccanti testimonianze di quanto sia importante la famiglia naturale viene proprio da uno dei più rivoluzionari cantanti del 1900: John Lennon…. E lui di sicuro non era “bigotto” -come viene accusato di essere chiunque sollevi un dubbio sulle “nuove famigle” – Una canzone che mette i brividi, tutti dovrebbero ascoltarla!

  11. cornacchia ha detto

    L’omofobia, cioé la repressione della diversità sessuale, conduce a risultati scolastici per i gay? Dite chiaro e tondo che siete a favore della libertà dei gay (al pari di quella degli etero), così gli altri siti smetteranno di chiamarvi omofobi.

    • Max ha detto in risposta a cornacchia

      Non ho capito quello che vuoi dire; potresti essere piu’ chiaro, per favore.

      • cornacchia ha detto in risposta a Max

        L’omofobia non credo che aiuti i gay.
        Sarebbe sufficiente che voi diceste di disapprovarla e condannarla recisamente, anche quando non si traduce in violenza, ma in limiti alla libertà d’espressione.

        • domenico ha detto in risposta a cornacchia

          Ripetuto cento volte su questo sito. Qui gli unici che minacciano la libertà di espressione sono quanti ogni tanto ricordano che con la legge sull’omofobia questo sito verrà chiuso.

        • Giorgio ha detto in risposta a cornacchia

          Mi sa che stai facendo parecchia confusione: la violenza deve essere condannata sempre. Se noi intendiamo omofobia come violenza nei confronti degli omosessuali è chiaro che ci si schiererà sempre contro e quindi in difesa degli omossessuali.
          E mi riferisco anche a quella verbale: quando si esce con amici e qualcuno tira fuori i soliti refrain “ricchione etc.” provo un gran dolore e li redarguisco severamente.

          Dire di essere contrario ai matrimoni gay non significa essere omofobo. Un’equazione di quel tipo toglie ogni possibilità di dialogo. Non accettare che si possa essere contrari sulla base di ragioni circostanziate, questo sì che è un limite alla libertà di espressione.

        • Katy ha detto in risposta a cornacchia

          E tu perché non dici di essere a favore della libertà degli ebrei? Così gli altri siti smetteranno di chiamarti nazista.

          • cornacchia ha detto in risposta a Katy

            Io sono favorevole alla libertà degli ebrei.

            • Mandi ha detto in risposta a cornacchia

              Ora tocca alla libertà dei ricchi, così gli altri siti smetteranno di chiamarti maoista.

              • Panthom ha detto in risposta a Mandi

                Bravo/a Mandi, hai mostrato a quale livello di ridicolaggine arriva la religione del politicamente corretto. Ormai non si può più avere obiezioni al matrimonio e adozione gay se non premetti che sei contro alla violenza contro i gay..come se le due cose fossero in qualche modo correlate.

                Povere le cornacchie, poveri liberi pensatori!

                • cornacchia ha detto in risposta a Panthom

                  Non esiste solo la lotta alla violenza, ma anche l’esigenza di tutelare la libertà della relazione gay.

                  • Mandi ha detto in risposta a cornacchia

                    E l’esigenza di tutelare la libertà della relazione incestuosa, poligamica, minorenne? Basta ossessionarsi con i gay e discriminare gli altri!

                    • cornacchia ha detto in risposta a Mandi

                      Non mi sembra che le relazioni poligamiche e minorenni siano ostacolate. L’incesto è un reato perché v’è una presunzione d’approfittamento.
                      In ogni caso, non capisco perché il principio di libertà, valido in ogni campo della vita umana, dovrebbe spegnersi nel caso delle tendenze sessuali. Poi, anche l’eterosessualità può essere vissuta in maniera immorale, ma non per questo viene ostacolata. Il fatto che tale censura si abbatta su chi è strutturalmente diverso, fa riflettere sulla morale razzista.

            • domenico ha detto in risposta a cornacchia

              ma non l’avevi mai detto fin’ora…

    • lorenzo ha detto in risposta a cornacchia

      Ognuno è libero di accoppiarsi con chi vuole: con persone dello stesso sesso, con animali, con cose.
      Io sono lbero di affermare che sono comportamenti contro natura.

      • Titti ha detto in risposta a lorenzo

        Con le cose, forse, con gli animali, i minori e i soggetti non consenzienti o non in grado di esprimere in piena autonomia e libertà, la propria volontà, no! La tua libertà finisce dove comincia quella altrui.

        • Laura ha detto in risposta a Titti

          Quindi un ragazzo che si droga è giusto che lo faccia, almeno fino a che la sua libertà non lede la tua…questa è l’etica laica del femminismo, Titti?

          • Titti ha detto in risposta a Laura

            Se sei così abboffata di femminismo, puoi sempre andare fra i Talebani, scommetto che apprezzeresti, il ragazzo drogato lede la mia libertà perchè essendo sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, può creare dei danni. Cosa che non fanno due adulti, uomini o donne che siano, che hanno una relazione.

            • Laura ha detto in risposta a Titti

              No, è sufficiente stare tra le mie amiche e le donne della vita di tutti i giorni, le quali vivono benissimo senza battaglie contro gli uomini e il sessismo a tette di fuori.

              Esistono i danni psicologici, una relazione tra due uomini o tra un uomo e una donna può creare traumi psicologici, ad esempio a chi non può avere questi rapporti (perché magari è vedovo, è single, è brutto o è troppo anziano). Dunque anch’essa lede la libertà di qualcuno…secondo i tuoi superficiali slogan sessantottini dovrebbe essere abolito quasi tutto.

              • Titti ha detto in risposta a Laura

                Quindi, secondo il tuo ragionamento, anche un ragazzo ed una ragazza giovane che si sposano in chiesa protrebbero offendere le categorie sopra elencate, giusto? Ma guarda che coloro che hanno provveduto a pareggiare i diritti tra uomo e donna, lo hanno fatto con intelligenza, non con le tette di fuori, a me sembra di non averlo mai detto. Le battaglie ci sono state quando il genere femminile era sottomesso completamente a quello maschile, una volta per tutte: tu ritieni che l’uomo e la donna abbiano pari diritti, pari dignità, pari libertà di scelta, o meno? Ma non andare a votare, che ti devo dire, visto che la donna non era ritenuta in grado di scegliere chi andasse al governo se sei così nostalgica, non riesci proprio a pensare alle vie di mezzo? O tutto bianco o tutto nero, che limite!

                • lorenzo ha detto in risposta a Titti

                  Hai mai sentito parlare del matriarcato?
                  Lo sapevi che, a parte la retorica sessant’ottina, era maggioritario in quasi tutte le regioni italiane fino a quegli anni?

        • lorenzo ha detto in risposta a Titti

          Ovviamente minori ed animali consenzienti… non sarai così bigotta da contestare il politicamente corretto nel campo della libertà sessuale?

          • Titti ha detto in risposta a lorenzo

            I minori e gli animali, non possono essere pienamente consenzienti, tranne nelle eccezzioni previste dalla legge (vedi il figlio che può decidere, se non erro, a 15 anni, con quale genitore vuole vivere). Tu invece non vorrai essere bigotto da ficcare il naso nelle mutande altrui, vero lorenzo?

            • Mandi ha detto in risposta a Titti

              Quindi l’amore tra minori è amore di serie B? Così come l’amore degli incestuosi? Dei poligamici? E perché due amici non possono sposarsi? Chi ha deciso che l’amicizia vale meno dell’amore? Chi ha deciso che l’amore dev’essere alla base del matrimonio? Dove sta scritto? E perché vietare a tre cugini di sposarsi? E perché non quattro sorelle?

              In poche parole: perché ti ossessioni con i gay e sei così bigotta da vietare tutto quello di cui hai fobia?

              • Titti ha detto in risposta a Mandi

                Io non ho fobie, semmai, questo sei tu, che ostacoli le unioni omosessuali, che fai, vuoi vietare tutto quello di cui hai fobia?

            • Emanuele ha detto in risposta a Titti

              …non mi pare che i matrimoni si celebrino sotto le lenzuola…

              Se non te ne sei accorta l’articolo parla di adozioni. Ora, la libertà degli omosex finisce, come hai affermato tu, dove inizia quella degli altri. I bambini da adottare li posso mettere tra gli “altri”, oppure loro sono senza libertà e diritti?

            • lorenzo ha detto in risposta a Titti

              Ti sei accorta che ti sei infilata da sola in un vicolo cieco?

              • Titti ha detto in risposta a lorenzo

                Non mi sembra, comunque è logico che qui non scrivo sperando di avere le stesse idee, lo metto in conto, però vedi, il mondo, che è bello perchè è vario, non è formato dai soli utenti del vostro sito.

              • Titti ha detto in risposta a lorenzo

                Non mi sembra, comunque è logico che qui non scrivo sperando di avere le stesse idee, lo metto in conto, però vedi, il mondo, che è bello perchè è vario, non è formato dai soli utenti del vostro sito.

                • lorenzo ha detto in risposta a Titti

                  Non ti sembra?

                  E’ forse consenziente l’ape a cui sottraiamo il miele, la gallina a cui sottraiamo le uova, la pecora a cui sottraiamo la lana?
                  E’ forse consenziente l’animale da macello che utilizziamo come cibo per gli esseri umani e per gli animali da compagnia?
                  E ti sembra che un maiale preferisca essere mangiato o soddisfare le libertà sessuali umane?

                  Ti sembra consenziente un essere umano cui non viene permesso di vedere la luce o un bambino che i genitori trasformano in bambina a sei anni?
                  Consideri forse un’eccezione consentita dalla legge i minori finiti nei lager nazisti?

                  Dimenticavo: per te il mondo è bello perché vario…

        • Emanuele ha detto in risposta a Titti

          Mainardi ha dichiarato che i delfini sono persone non umane. Vi è poi tutto un filone antispecista che propone l’estensione dei diritti umani ai mammiferi superiori.

          Quindi, per alcuni, gli animali sono in grado di decidere. Perché vuoi negare la possibilità di matrimoni interspecie?

        • Kosmo ha detto in risposta a Titti

          Cazzata colossale! Gli animali non sono soggetti che possono esprimere diritti.
          Infatti si vendono, si comprano, li si macella (quelli per l’alimentazione), li si uccide in massa quando possono provocare epidemie pericolose…
          Ah già, dimenticavo… per voi chi non si può esprimere non ha diritti.
          Dovete mettervi d’accordo però, o gli animali E gli embrioni, o NE’ gli animali NE’ gli embrioni… La logica non è cosa vostra.

    • Mandi ha detto in risposta a cornacchia

      In Canada c’è omofobia? Puoi dimostrarlo?

      Come fa ad esserci omofobia se le nozze gay sono legali da anni? Allora l’Arcigay sbaglia quando dice che legalizzare le nozze gay serve per combattere l’omofobia? Ma dire che l’Arcigay sbaglia è omofobia?

      Gli altri siti? Ma un bel chissene no? 😉

  12. sarah ha detto

    Ahahah! A simeo’ ma vanne un po’va.. i tirato fori tutta la tua omofobia.. questa è na cavolata senza fondamento, senza arte ne’parte. Non è uno studio scientifico è una bufala per comprovare le tue tesi omofobo . hai mai conosciuto bambini nati da famiglie arcobaleno? Io si.. e nessuno di loro ha problemi a scuola. Ora…o li conosci tutti tu oppure stai a scrive c..e!! Da Macerata con affetto e poca stima.

    • lorenzo ha detto in risposta a sarah

      Sarah vero o non sarah vero?
      A me sembra geneticamente improbabile che nascano bambini da famiglie arcobaleno: se riesci a dimostrare scientificamente che l’accoppiamento di due maschi o di due femmine della razza umana sia biologicamente fecondo il premio Nobel non te lo toglie nessuno.

    • Mandi ha detto in risposta a sarah

      Ecco, signori e signori, il livello di argomentazione dei sostenitori dell’adozione gay.

    • Emanuele ha detto in risposta a sarah

      Io, invece, conosco figli di famiglie arcobaleno pluribocciati… Quindi?

    • domenico ha detto in risposta a sarah

      grazie tante a sarah che ci ha fatto sapere che in Italia non esiste l’omofobia visto che i figli delle famiglie arcobaleno sono come gli altri.
      Grazie anche del fatto che ha dimostrato che non c’è nessun bisogno di concedere il matrimonio per queste famiglie visto che i loro figli crescono bene a prescindere.

  13. Marina Melato ha detto

    Invito la redazione a leggere questo link critico su tale studio:
    http://www.skepticink.com/humanisticas/2013/10/14/no-children-of-same-sex-parents-do-not-have-lower-graduation-rates/

    Come osservava un mio amico, ‘analisi dei dati evidenzia che la coorte dei figli delle coppie gay NON è uguale alla coorte dei figli delle coppie etero: sono più giovani. Questo vuol dire che ****molti dei figli delle coppie gay stanno ancora frequentando la scuola****, e quindi, ipso facto, NON POSSONO essere diplomati. In pratica, lo studio dimostra che i ragazzi che non hanno ancora conseguito il diploma stanno ancora frequentando la scuola.

    • domenico ha detto in risposta a Marina Melato

      non sta scritto da nessuna parte che poichè i genitori sono più giovani quindi anche i loro figli debbano essere più giovani. Molte coppie sposate aspettano anni prima di avere il primo figlio mentre molte coppie gay hanno un figlio che viene da un precedente rapporto/matrimonio e quindi questo figlio ce l’hanno appena si mettono insieme.

    • lorenzo ha detto in risposta a Marina Melato

      Quindi, secondo te, i sondaggi indicati non hanno validità perché hanno messo a confronto ragazzi delle medie con laureati?
      O volevi dire che i figli delle coppie etero invecchiano prima?
      O fose intendevi che i figli dei gay frequetano due volte lo stesso anno scolastico per istruirsi meglio?

    • Laura ha detto in risposta a Marina Melato

      Il link non porta a nulla, evidentemente l’articolo critico è stato ritirato o cancellato per evidenti falsità.

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