Perugia: Arcigay diffama insegnante di religione

Questionario perugiaL’alleanza media & Arcigay ha funzionato perfettamente ancora una volta diffamando pubblicamente un insegnante di religione (preda preferita) del liceo classico Mariotti di Perugia.

L’Omphalos Arcigay di Perugia ha infatti detto di essere stata contattata da alcuni studenti infuriati poiché l’insegnante di religione avrebbe distribuito un questionario in cui si chiedeva di attribuire un voto da 0 a 10, in ordine di gravità sulle principali colpe di cui ci si può macchiare, tra esse l’omosessualità, fare la guerra, omicidio, evadere il fisco, metodi contraccettivi, esperienze prematrimoniali e infettare con l’Aids.

Ovviamente i media locali e poi nazionali non hanno verificato la notizia (se l’avessero fatto sarebbe stata visto come un atto di mancanza di fiducia nell’Arcigay e dunque omofobia) e, anche grazie ai social network, la bomba è stata lanciata. Il risultato è sempre lo stesso: insulti ai preti, bestemmie contro la Chiesa, minacce di morte, richiesta di attuare la legge antiomofobia contro il docente di religione incriminandolo, richiesta di abolire l’ora di religione dalle scuole ecc.

Interessante fin da subito l’intervento degli studenti in difesa del professore nei commenti sotto l’articolo pubblicato da Umbria24. In ogni caso, dopo due giorni, come al solito, è uscita la verità, come sempre riportata solo da un paio di quotidiani locali in una nota nascosta. Si tratta della presa di posizione degli studenti e del preside Vincenzo Maiolo: «Di recente sul Web si è scatenato un putiferio mediatico dovuto ad una foto, pubblicata su un social network, che mostrava un questionario sottoposto alla nostra classe durante l’ora di religione», hanno scritto gli studenti. «Da qui, Omphalos Perugia ha deciso di diffondere, nel mondo virtuale e non, l’idea che nella nostra scuola si utilizzino metodi educativi impregnati di omofobia, antiquati e discriminatori. Il fatto in sé sembrerebbe più che legittimo, se non che a nessuno è venuto in mente di verificare cose fosse effettivamente successo in classe: il questionario è sì stato distribuito, ma con tutt’altro scopo. Il professore di religione ha infatti subito specificato che il compito non era che l’estratto di un’indagine sociologica di anni ed anni or sono. Ci ha tenuto a precisare come la voce “omosessualità” non fosse giustificabile. Ma soprattutto, non richiedeva nient’altro che un confronto diretto su temi come l’aborto o il suicidio, anch’essi presenti nella lista. L’esercizio era infatti mirato a provare, in una classe in cui giustamente convivono le opinioni più disparate, che pur vivendo secondo un pensiero relativista vi sono e saranno sempre dei livelli che nessuno di noi saprebbe valicare. Per fare un esempio, si è riscontrato che l’intera classe ha considerato l’infanticidio una colpa gravissima, a prescindere dalle inclinazioni culturali di ciascuno. Non era dunque che una semplice discussione sul concetto di “bene” e “male”, non secondo la morale cristiana, ma l’etica personale».

Hanno quindi proseguito gli studenti: «Quello che ci lascia basiti non è tanto la risonanza della foto pubblicata, che estrapolata dal suo contesto farebbe infervorare chiunque, ma le invenzioni dei giornalisti a scopo di creare polemica. Sono infatti continue le supposizioni e le illazioni quasi diffamanti rivolte alla nostra scuola, dove, senza ombra di dubbio, non siamo formati a questo tipo di schietto e povero giudizio su temi tanto importanti. Ci dispiace che associazioni che dovrebbero svolgere un lavoro costruttivo per la comunità, come Omphalos Perugia, ritengano che sia necessario questo genere di esagerazione e continua rincorsa allo scandalismo per operare in favore dei diritti per gli omosessuali».

Il preside, Vincenzo Maiolo, ha confermato: «Il questionario incriminato è stato proposto in una terza liceo, quindi a studenti maggiorenni, in assoluta coerenza con i programmi e le direttive ministeriali. Era stato presentato con ampia ed argomentata premessa con l’obiettivo dichiarato di avviare una riflessione su quanto fosse superato sia nel linguaggio, sia nella sua articolazione. Il questionario era stato pubblicato su riviste specializzate di sociologia forse una decina d’anni fa, e il fatto che fosse obsoleto il docente lo ha premesso ai ragazzi. Tanto è vero che nessuno si è sentito offeso o discriminato. È chiaro poi che estrapolando il questionario dal contesto si può interpretare in mille modi, ma voler dare per forza un’interpretazione di un determinato tipo è pretestuoso e le deduzioni soggettive ed arbitrarie appaiono quanto mai costruite sul vuoto. Dispiace la reazione di Arcigay che si basa sul nulla ed è stata assolutamente intempestiva, bastava infatti approfondire per capire che l’intenzione del docente era l’opposto di quello che si è voluto fare credere». Anche lo stesso docente ha spiegato le finalità educative della lezione che ha svolto.

Nessun alunno si è dunque offeso e nessuno ha contattato l’Arcigay, è stata un’alunna che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato la foto del questionario scrivendo: “Come l’ora di religione ti salva la giornata”. Il commento, ha spiegato il preside, non era ironico ma voleva dire «che dopo tante interrogazioni c’era un’ora in cui si poteva discutere, confrontarsi». Qualcuno ha pensato di approfittarne passando tutto alla macchina del fango.

Questo è il metodo dell’Arcigay, la stessa violenta associazione che nel 2008 era pronta a bloccare il Festival di Sanremo per impedire al cantante Povia di esibirsi con la canzone “Luca era gay”. Con questi metodi vogliono combattere l’omofobia? E se invece in questo modo la stessero favorendo?

La redazione

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65 commenti a Perugia: Arcigay diffama insegnante di religione

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  1. Meister Eckhart ha detto

    La chiosa dell’articolo è perfetta: questa gente sta senza alcun dubbio fomentando omofobia e il mio sospetto è che si tratti di una strategia studiata a tavolino proprio per ottenere sempre di più dalla società e dalla morale comune.
    Più omofobi e quindi più violenza (la madre dei cretini è sempre incinta) = più diritti e più protezione da parte dello Stato. Lapalissiano.

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    • manuzzo ha detto in risposta a Meister Eckhart

      infatti da oggi in poi, vista la infamia di alcune associazione, sarò omofobo ma senza dirlo. Anzi, mi inventerò le scuse più disparate per discriminare i gay in via formale. O forse, a ben vedere, me ne fregherò altamente: dobbiamo fare un tratto di strada insieme, poi io andrò per la mia strada agognata (almeno spero vivamente e con fiducia), loro (intendo questi bugiardi, non tutti i gay) per la loro, diritti ad un posto dove potranno bestemmiare per l’eternità e godersi il libero arbitrio fino in fondo.

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  2. Umpalumpa ha detto

    La cosa più triste della faccenda è lo sputtanamento di persone in carne ed ossa in nome di un’ideologia. Cosa già vista nei decenni precedenti cmq.
    La cosa più preoccupante invece è il livello di informazione in Italia.

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  3. controinformato ha detto

    anche la mia scuola ci ha sottoposti a questo test, nessuno si è lamentato, nemmeno i miei compagni di classe radical-chic

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  4. Roberto Dara ha detto

    Penso comunque che la cosa più interessante sarebbe conoscere i risultati di quel questionario.

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    • Panthom ha detto in risposta a Roberto Dara

      Non è certo la cosa più interessante di questa vicenda…, anche se posso capire che ti tocchi poco il fatto che un insegnante di religione sia stato appositamente diffamato per una falsità costruita su di lui.

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a Panthom

        Non mi tocca affatto, sospettavo che era una bufala dal primo momento in cui la foto è apparsa. È molto interessante invece conoscere i risultati del questionario, per sapere come i giovani classifichino i peccati in funzione di reati riconosciuti anche dalla società civile e altri comportamenti che il catechismo bolla come peccati ma che non sono affatto reati.

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        • Panthom ha detto in risposta a Roberto Dara

          Non ti tocca anche perché non hai capito né cosa è questo questionario né il suo scopo. Si tratta di un’indagine sociologica (i peccati non c’entrano nulla!!) svoltasi decenni fa e il professore intendeva con essa approfondire il discorso sul relativismo facendo capire che anche se ognuno pensa in modo soggettivo esistono questioni che continuano ad essere ritenute un male.

          A niente c’entra il catechismo e a niente c’entrano i peccati con tale questionario, basterebbe semplicemente curare la tua allergia all’informazione anche quando si scontra al tuo pregiudizio.

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          • Roberto Dara ha detto in risposta a Panthom

            E cosa ci sarebbe di diverso nella sostanza da quello che ho detto io? Se lo spunto è quello di parlare di argomenti che qualcuno ritiene un male soggettivamente, e tra essi ci sono i rapporti prematrimoniali o l’omosessualità, è ovvio che si ritorna al discorso del peccato vs reato.

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            • Panthom ha detto in risposta a Roberto Dara

              Il peccato non c’entra nulla e nemmeno il reato. Sei completamente a digiuno di qualsiasi briciola di filosofia e ogni giorno ti dimostro quanto insostenibili siano le tue affermazioni, ad esempio quando sostieni che ciò che non è reato è bene e ciò che è reato è male.

              Si tratta di una riflessione filosofica sul mutamento della concezione dei valori con una premessa importante svolta dal professore di cui hanno raccontato gli studenti e che tu non hai letto o hai letto e non sei riuscito a capire.

              Guarisci dall’intolleranza all’informazione, basta stringere i denti e leggere l’articolo…forza robertino, combatti!

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              • Qualunque ha detto in risposta a Panthom

                Ha semplicemente detto che sarebbe interessante conoscere i risultati…ma veramente hai la bava alla bocca amico, vivi sereno…

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                • Panthom ha detto in risposta a Qualunque

                  Grazie a Dio vivo sereno da parecchi anni ormai, almeno dal giorno della mia conversione cristiana.

                  Ho semplicemente detto che prima di voler conoscere i risultati andrebbe capito lo scopo di questo questionario, Roberto Dara non ha letto l’articolo e pensa che si tratti davvero di dare un punteggio di gravità al peccato. Invece è un test di sociologia pubblicato anni fa usato dal professore per parlare del relativismo (non del peccato!!)

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        • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

          La distinzione tra reato e peccato (peraltro non presente nel questionario) è solo capziosa.

          Cambiando nazione, ti accorgeresti che il gruppo dei reati e dei peccati varierebbe sensibilmente. Infatti, ad esempio, in molti paesi islamici sia l’adulterio sia l’omosessualità sono gravi reati (punibili con la morte). Viceversa, alcuni reati (frode), non sono percepiti in molte culture come colpa morale, ma solo penale. Poi ci sono paesi in cui il libertinaggio sessuale è ben tollerato, ma prostituirsi è reato (es. Svezia).

          Inoltre, gli stessi reati variano nel tempo. Ad esempio, i reati contro l’ambiente sono stati introdotti molto recentemente dagli ordinamenti giuridici. Viceversa, fino a pochi anni fa l’adulterio era reato.

          Portando all’estremo il tuo ragionamento e volendo dare una connotazione morale in base al codice penale, un mussulmano che lapida la moglie perché lo ha tradito fa bene. Bene hanno fatto anche tutti gli Italiani e Tedeschi che hanno approfittato delle leggi raziali per derubare e mandare a morte gli Ebrei. Invece, si comportarono molto male i partigiani che, violando la legge, combatterono per liberare il paese. Male fanno anche gli omosessuali che vorrebbero sovvertire la legge (che essendo legge è giusta in assoluto).

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    • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

      …questa volta concordo, sarei curioso anche io, soprattutto di vedere cosa è cambiato in 10 anni, leggendo i vecchi questionari…

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  5. Laura ha detto

    Ora il professore dovrà querelare l’Arcigay, spero che i Giuristi Cattolici mettano a disposizione i loro avvocati.

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    • edoardo ha detto in risposta a Laura

      ….e sarebbe finalmente ora!!!!!!
      Che ci si svegli e la si smetta di fare i pirla con questo buonismo insipido.
      Se qualcuno lo facesse con me, il pomeriggio stesso appena uscito da scuola cerco un avvocato per rendere pan per focaccia.

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  6. Antony ha detto

    E che dire di questo fatto???
    Ora stanno esagerando…….
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-dittatura-gaycominciada-casale-monferrato-7362.htm

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  7. Valerio Pistolozzi ha detto

    Certo che avete proprio la faccia come il culo!

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  8. pacanza ha detto

    Solidarietà alla collega di Perugia…… “la verità vi farà liberi” !!!!! Spero di trovare questo questionario x poterlo proporre anche ai miei studenti liceali e di ragioneria…..

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    • Laura ha detto in risposta a pacanza

      Effettivamente è molto interessante l’approccio per lavorare sul relativismo, probabilmente lo adotterò anch’io.

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  9. Elisabetta ha detto

    Se aveste letto il comunicato stampa, sapreste che non è stato l’insegnante ad essere criticato (NON diffamato), bensì il questionario.
    Quindi direi che già il titolo dell’articolo è sbagliato, figuriamoci il resto.

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    • Laura ha detto in risposta a Elisabetta

      Figuriamoci se tu, cara Elisabetta, puoi pensare di correggere quel che hanno scritto gli alunni presenti in classe e poi protagonisti di tale vicenda. Mi interessa inoltre sapere come si possa criticare il questionario senza criticare chi lo ha distribuito, basta girare sul web per capire che l’oggetto della diffamazione (non della critica) è il professore di religione.

      Non c’è nulla nel tuo breve commento di corretto, figuriamoci se lo avessi scritto più lungo!

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      • Remo ha detto in risposta a Laura

        “Mi interessa inoltre sapere come si possa criticare il questionario senza criticare chi lo ha distribuito” ma come voi non eravate di quelli che criticano l’omosessualità, ma non l’omosessuale?

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        • Giacomot ha detto in risposta a Remo

          No , appunto . Per lo stesso fatto che omosessuali non si nasce e ne che si sceglie di esserlo . Esserlo dipende da esperienze traumatiche non direttamente dal soggetto e che ,trovandosi nell’inconscio ,influiscono sul comportamento del soggetto .

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        • Laura ha detto in risposta a Remo

          Non è la critica ma il giudizio, innanzitutto. In secondo luogo non siamo in ambito morale e dunque non c’entra nulla la divisione tra peccato e peccatore.

          Ho scritto che i media hanno criticato non solo il questionario (come vorrebbe far credere Elisabetta) ma anche il professore. E non si tratta di critica ma di diffamazione e qualcuno mi auguro pagherà per vie legali.

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    • francesco ha detto in risposta a Elisabetta

      Elisabetta sei la solita omofoba come ti permetti di dire che il professore in questione non è omofobo, se nascondi la sua omofobia è perchè lo sei tu stessa, attenta che rischi una denuncia! 😉

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  10. EquesFidus ha detto

    Ad ogni modo, trovo contemporaneamente interessanti ed inquietanti alcuni punti della risposta, piuttosto che l’usuale fandonia dell’Arcigay. Scrivono infatti:

    «Da qui, Omphalos Perugia ha deciso di diffondere, nel mondo virtuale e non, l’idea che nella nostra scuola si utilizzino metodi educativi impregnati di omofobia, antiquati e discriminatori. Il fatto in sé sembrerebbe più che legittimo, se non che a nessuno è venuto in mente di verificare cose fosse effettivamente successo in classe: il questionario è sì stato distribuito, ma con tutt’altro scopo. Il professore di religione ha infatti subito specificato che il compito non era che l’estratto di un’indagine sociologica di anni ed anni or sono. Ci ha tenuto a precisare come la voce “omosessualità” non fosse giustificabile. Ma soprattutto, non richiedeva nient’altro che un confronto diretto su temi come l’aborto o il suicidio, anch’essi presenti nella lista. L’esercizio era infatti mirato a provare, in una classe in cui giustamente convivono le opinioni più disparate, che pur vivendo secondo un pensiero relativista vi sono e saranno sempre dei livelli che nessuno di noi saprebbe valicare. Per fare un esempio, si è riscontrato che l’intera classe ha considerato l’infanticidio una colpa gravissima, a prescindere dalle inclinazioni culturali di ciascuno. Non era dunque che una semplice discussione sul concetto di “bene” e “male”, non secondo la morale cristiana, ma l’etica personale».

    Esaminiamo dunque i tre punti che ho volutamente evidenziato in grassetto.

    «Da qui, Omphalos Perugia ha deciso di diffondere, nel mondo virtuale e non, l’idea che nella nostra scuola si utilizzino metodi educativi impregnati di omofobia, antiquati e discriminatori

    Perché parlare di omofobia in un comunicato pubblico? L'”omofobia” e la “transfobia” sono concetti (per fortuna) ancora inesistenti in Italia, senza contare inoltre il fatto che la presunta “omofobia” viene accostata a concetti negativi come “antiquato” e “discriminatorio”. Questo genere di risposte è indice del fatto che, in ogni caso, anche questa risposta fa il gioco della lobby omosessualista: difatti, l’immettere un termine creato appositamente a tavolino (l’omofobia, che non indica in realtà alcuna reale fobia, almeno stando a quando dicono i manuali psichiatrici) per propagandare l’ideologia gay a fianco di altri due chiaramente negativi serve infatti ad inculcare, ancor di più e specialmente a livello scolastico, che la presunta omofobia sarebbe qualcosa di realmente esistente, un mostro contro cui combattere e per cui legiferare.*

    L’esercizio era infatti mirato a provare, in una classe in cui giustamente convivono le opinioni più disparate, che pur vivendo secondo un pensiero relativista vi sono e saranno sempre dei livelli che nessuno di noi saprebbe valicare.

    Non era dunque che una semplice discussione sul concetto di “bene” e “male”, non secondo la morale cristiana, ma l’etica personale»

    Tutto ciò è molto, molto inquietante. A partire dall’elogio del relativismo come metodo di convivenza per opinioni diverse (opinioni, non verità), svoltosi durante un’ora di insegnamento della religione cattolica. E ben sappiamo come la Chiesa sia fieramente contraria al relativismo, e giustamente. Inoltre, proprio per questo motivo, trovo delirante che si parli di “etica personale” quando in queste lezioni andrebbe affrontata l’etica cristiana. In pratica, è l’ennesima prova di come andrebbe riformato l’insegnamento della religione cattolica (che non è, tuttavia, il catechismo) nelle nostre scuole, perché troppo spesso è un’ora di “educazione” civica ed etica (ma sarà vero?) e poco più, dove il tema del cattolicesimo non è mai affrontato per timore di infastidire “gli altri” (ma allora perché si sono avvalsi di un insegnamento opzionale?) o al più trattato solo superficialmente. E non mi si dica che non è così, dato che in otto anni (medie e superiori) le cose sono state per me esattamente così.

    *Ovviamente, non sto parlando di violenza contro gli omosessuali, la quale è già ampiamente condannata dalla Chiesa e punita dalla legge con l’aggravante dei futili motivi, bensì dei tentativi di introdurre dei bavagli ideologici contro la libertà d’espressione ed una futura campagna di opinione contro il “matrimonio” e l’adozione gay.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

      Penultima riga: “ad” piuttosto che “ed”, ovviamente.

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    • Eli Vance ha detto in risposta a EquesFidus

      Purtroppo è così, non ricordo le medie ma alle superiori ben ricordo di non aver MAI assistito a insegnamenti propriamente cattolici ma vari insegnamenti etici generici senza che mai fosse esplicitato quale ne fosse il fondamento. E questo nonostante avessimo in dotazione un ottimo testo di Giussani, pochissime volte usato a lezione e che ho dovuto e voluto approfondire a livello personale dopo i cinque anni.

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    • Emanuele ha detto in risposta a EquesFidus

      …sì, ci pensavo anche io.

      Mi pare assurdo che uno debba arrampicarsi sugli specchi per giustificare il questionario… mi pare che siamo in un paese libero e dunque posso chiedere un opinione anche sull’omosessualità ed etichettarla come colpa.

      E’ giusto essere miti e porgere l’altra guancia, ma anche Gesù rimproverò il soldato che lo schiaffeggio: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18,23)

      Non dobbiamo avere paura di affermare la verità. Affermare che l’omosessualità è contraria al progetto di Dio e che gli atti omosessuali sono sbagliati è la verità. …a furia di addolcire la pillola rishciamo di diventare poco credibili e di cedere anche noi alle lusinghe del demonio… “sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno” (Mt 5,37)

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      • Mr.Joseph29 ha detto in risposta a Emanuele

        Dunque, dato che viviamo in un paese “democratico” (ma dove?), perché un professore non può proporre, in una scuola pubblica, un bel questionario dove tra le COLPE DI CUI CI PUO’ MACCHIARE ci sono anche “Credere in dio”, “Andare a messa”, “Essere casti”, “Essere stupidi”, “Essere creduloni”, “Sposare persone di colore”, “Avere libertà d’espressione” ecc. ecc.? Ops, immagino già i nostri UCC (… la R è meglio che la eliminiamo) a strapparsi le vesti per cattofobia e razzismo. Non vedo per quale motivo la comunità omosessuale non debba strapparsele vedendo, tra tanti reati gravi, elencata l’omosessualità (nemmeno nella salsa tanto ipocrita di “atti omosessuali”, tanto piacevole per gli alienati che giocherellano con le parole di peccato e peccatore). Dopotutto, se alla fin fine gli studenti erano liberi di mettere il voto che volevano, e quindi non c’era alcuna intenzione (da parte del professore) di demonizzare determinati comportamenti, perché non mettere anche comportamenti che ho già citato? Non erano in quella ricerca sociologica? Beh, allora andiamo a prendere qualche bella ricerca sociologica condotta da qualche bravo marxista … sono sicuro che in almeno una di quelle ricerche ci si chiedesse se la gente riteneva una malattia mentale credere in dio. Perché non proporla nelle scuole? Perché non permettere agli studenti di decidere se i propri compagni di classe credenti sono dei “malati” o se sono “colpevoli” di credere (in quel caso credere sarebbe una scelta, con buona pace di qualsiasi piroetta con triplo salto carpiato dei “teologi”)? Ah, dimentico … viviamo nel paese in cui la legge Mancino tutela solo reati a base religiosa e razziale, non omofobica e transfobica. Che strano, ma questi religiosi e queste persone di razza non italiana (se ne esiste una italiana!) si autoghettizzano! E poi, con questa legge Mancino di certo limitano la mia libertà di espressione! La mia libertà di discriminare! E’ giusto discriminare! Significa discernere! Allora perché non eliminarla del tutto? Mi sento discriminato, come italiano, nel non poter negare ad una persona di razza diversa, o ad un religioso, dei servizi che voglio offrire solo ad italiani purosangue ed atei! (Ironia, cervelloni, ironia! Essendo un essere pensante dubito che farei o penserei mai di fare una stupidaggine del genere … non so voi …) Ah, già: siamo il paese in cui (democraticamente) si segue la dittatura delle maggioranze o (quel che è peggio) della minoranza vaticana (facente parte della minoranza dei grandi poteri) che a suon di corruzione (mentale e finanziaria) vuole imporre i propri diktat. Siamo nel paese in cui relativismo etico e assolutismo morale hanno regolarmente rapporti sessuali in qualche dark room del potere, pur facendo finta di non riconoscersi e di fare la guerra, ma solo alla luce del sole. E questa me la chiamate democrazia? Vi riempite la bocca di democrazia e libertà d’espressione solo quando vi conviene … di fondo siete solo dei poveretti che sognano una teocrazia di alienati, casomai mascherata da democrazia (giusto per dare quel tocco di modernità in più). Guarda caso teocrazia e stato etico si assomigliano parecchio …

        P.S.: Solo perché penso che i religiosi siano totalmente alienati dalla realtà non significa che sia Marxista. Certe persone non hanno bisogno di farsi bastonare da un pastore e di mettersi i paraocchi per pensare qualcosa … ma tanto continuerete a pensare che quello con i paraocchi sono io, e a scambiare le bastonature per carezze. E viceversa. Ah, i drammi del relativismo! Così è, se vi pare.
        P.P.S.: Ora non attaccatevi al relativismo solo perché avete poca fantasia (non risponderò oltre né a critiche né ad altro, ho già perso troppo tempo dietro persone a cui mancano le basi di cosa significhi “stato di diritto” o “democrazia moderna”). Non mi pare sia questa la sede per discutere seriamente di cosa sia giusto o non sia giusto in una democrazia, e di problematiche filosofiche articolate e complesse che sono difficilmente alla portata del volgo, e che per questo ogni piccolo assolutismo tende a sminuzzare e a rigirare per tirare acqua al proprio mulino e attirare stuoli di boccaloni. Non intendo discutere in parte perché non c’è spazio (già dubito che questo commento venga pubblicato, e tra qualche giorno la discussione sarà comunque chiusa dai moderatori), in parte perché ritengo inutile sprecare fiato dopo aver letto certe assurdità. Se la lezione voleva mettere gli studenti in guardia sui pericoli del relativismo (cosa che non è pertinente ad una lezione di religione, ma ad una lezione di storia e filosofia … dato che si presume che il professore delle dette materie abbia una preparazione storico-filosofica sicuramente migliore di un qualsiasi professore di religione (ovviamente tutti con ottocentoquarantotto lauree, questi bravi professori di religione,eh! Poveretti! Non trovano posto come docenti di quelle ottocentoquarantotto materie che conoscono a menadito solo perché siamo in un’Italia di massoni e comunisti! Mica per altri motivi?)) poteva benissimo proporre anche la fede come una colpa. Ma no! Ed infatti l’assolutismo è solo un relativismo con un solo verso di percorrenza … ed ogni relativismo è assolutismo giacché l’unica verità assoluta è relativa, e l’unica verità relativa è assoluta. Non gingillatevi troppo su queste frasi troppo strane: la sintesi è un dono tremendamente ambiguo, ma il problema è che pur dilungandoci in pappardelle inutili parliamo soltanto per sintesi. Bon voyage, non fatevi intrappolare da Ermete Trismegisto, potreste dimostrare che ha ragione … oppure no. Dopotutto,Che senso ha mettersi in dubbio per strozzarsi con una spirale che non sale?

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        • Eli Vance ha detto in risposta a Mr.Joseph29

          Quindi secondo il Signor Joseph si sarebbe dovuto ricercare uno sconosciuto test marxista in una scuola di stampo accademico occidentale, ma allora si dovrebbe dare spazio anche ad altre ideologie, non ultima quella a contenuti nazi-razziale, a questo non ha pensato signor pluralista e esperto di stato di diritto. Ora se il commento è confuso in quanto aliena il cuore dell’argomento, cioè la basilare risposta che il professore di religione e gli stessi studenti hanno dichiarato sul tema omosessualità, ricerca sociologica e contesto, è il P.P.S. a esserlo oltremodo, in quanto da un lato si sostiene che un blog non è un luogo per discutere di cose serie, dall’altro il livore e il papiro di 50 righe stonano con l’affermazione, quindi se si voleva dare l’impressione di detenere perizia sugli argomenti che ha citato, direi che ha ottenuto l’effetto opposto rifiutando il dialogo. Dialogo che peraltro meriterebbe risposte adeguate solo se al seguito delle sue numerose tesi (es “siete solo dei poveretti che sognano una teocrazia di alienati” o “si presume che il professore delle dette materie abbia una preparazione storico-filosofica sicuramente migliore di un qualsiasi professore di religione” o “l’unica verità assoluta è relativa,” o ancora” penso che i religiosi siano totalmente alienati dalla realtà”) avesse fatto seguire delle argomentazioni che le supportino, condizione indispensabile per una qualsivoglia risposta critica.

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          • Mr.Joseph29 ha detto in risposta a Eli Vance

            Blablablabla … è evidente che è proprio l’ultima parte a non essere arrivata, quella subito dopo il P.P.S. Dopotutto, il livore è ciò che un blog fa trasparire nonostante il dilungamento e un animo in equilibrio atarassico (o giurassico? XD). Gli ultimi due righi li ho messi per bellezza, secondo te? Evidentemente dilungarsi su un blog è inutile, se non è passato ciò che era sintetizzato in due righi. Ma dopotutto, tutti gli altri relativismi sono brutti e dogmatici! Sì! Le tematiche sollevate sono così complesse e articolate, e non sono neanche poche, che cinquanta righi sono uno sbuffo annoiato. Una provocazione che di critico ha la struttura e che è circolare nella contradditorietà del linguaggio. Non diciamo niente di sensato. Dogmi, dogmi, dogmi. Il dogma della razionalità, del bene, dell’ordine, della giustizia, della logica. Ma i ciechi vedono, e quelli che vedono son ciechi, giusto? Sì, sì! No, no! Ah, il dogma della logica! Bel dogma parlare di cose che non si sono dimostrate. Assiomi di costruzioni pronte a crollare appena cambia il vento del potere. Parole, parole, parole. L’inutilità del commento e la sua insensatezza alludono all’inutilità di ogni discussione e all’inutilità di un articolo così alienato. Alludono all’insensatezza della comunicazione, e all’odio che muove i fili di un’atroce incomprensibilità che schiaccia e ritorce tumuli di nervi e brandellini di carne, o di parole? Epochè! E allora cantiamo per poter cantare, disegnamo per disegnare, esistiamo per esistere. Rumore. Rumore. Rumore. Chiedete pure per un TSO, forse vi farà sentire più tranquilli sapere che un “pazzo” non è più in circolazione, pronti a rimetterlo sulla buona strada. E la società dei sani vivrà felice e contenta, chiusa nella sua piccola prigione dorata di sanità.

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            • Mr.Joseph29 ha detto in risposta a Mr.Joseph29

              Lei vuole argomentare gli assiomi in base a cui mi critica?

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            • Katy ha detto in risposta a Mr.Joseph29

              Oddio….sei un mito!
              Mi sono persa dopo due parole ma sei un mito 😉

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            • Eli Vance ha detto in risposta a Mr.Joseph29

              In verità non ho criticato, ho solo messo in evidenza la mancanza di argomentazioni che rendono possibile una critica, e di cui sono ancora in attesa. Attesa fiduciosa dato che già ti sei contraddetto nei fatti in quanto hai replicato quando avevi detto che non replicavi. Ora hai detto che ogni discussione è inutile perchè fondata su dogmi indimostrabili, quindi insensata, ma se è insensata lo è anche quest’ultima, quindi dovrebbe essere sensata e allora ho ragione di attendere fiducioso che tu porga qualche argomentazione.

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              • Giacomot ha detto in risposta a Eli Vance

                Infatti fin’ora ha parlato del nulla . Ha messo tante parole insieme che non centrano nulla con l’argomento . Sofismi inutili e da ipocrita per giunta che gli danno solo una finta aria da dotto ma che nella sostanza non servono a nulla e a nessuno .

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            • Felix ha detto in risposta a Mr.Joseph29

              Quante parole a vuoto!

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          • domenico ha detto in risposta a Eli Vance

            io sarei un adultero continuativo e non provando alcuna colpa per questo (mia moglie è pure d’accordo) sono profondamente offeso da questo questionario che associa il mio comportamento che non fa male a nessuno con crimini come la guerra o l’omicidio. Quale legge potrei invocare a mia tutela?

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            • Paolo Viti ha detto in risposta a domenico

              Caro domenico, evidentemente la tua provocazione è corretta in quanto non è possibile paragonare i diversi comportamenti elencati nel questionario. Ma stai sbagliando ad interpretarlo: forse prima bisognerebbe capire il senso per cui è stato presentato questo questionario. Anche a te chiedo di leggere la spiegazione data dal preside del liceo di Perugia:

              “Il questionario incriminato è stato proposto in una terza liceo, quindi a studenti maggiorenni, in assoluta coerenza con i programmi e le direttive ministeriali. Era stato presentato con ampia ed argomentata premessa con l’obiettivo dichiarato di avviare una riflessione su quanto fosse superato sia nel linguaggio, sia nella sua articolazione. Il questionario era stato pubblicato su riviste specializzate di sociologia forse una decina d’anni fa, e il fatto che fosse obsoleto il docente lo ha premesso ai ragazzi”.

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            • Eli Vance ha detto in risposta a domenico

              Non è affatto vero che lo associa, tanto piu che lo stesso articolo di UCCR se ne sofferma ampiamente, basandosi sulle fonti, cioè le dichiarazione di alunni e professore.

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        • Paolo Viti ha detto in risposta a Mr.Joseph29

          Ciao Mr.Joseph29, lascio stare le tue offese gratuite e sottolineo che c’è un equivoco sulla tua interpretazione del questionario. Vorrei citarti la spiegazione del preside del liceo, Vincenzo Maiolo, che secondo me è chiarificatore:

          «Il questionario incriminato è stato proposto in una terza liceo, quindi a studenti maggiorenni, in assoluta coerenza con i programmi e le direttive ministeriali. Era stato presentato con ampia ed argomentata premessa con l’obiettivo dichiarato di avviare una riflessione su quanto fosse superato sia nel linguaggio, sia nella sua articolazione. Il questionario era stato pubblicato su riviste specializzate di sociologia forse una decina d’anni fa, e il fatto che fosse obsoleto il docente lo ha premesso ai ragazzi».

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        • edoardo ha detto in risposta a Mr.Joseph29

          …ecco il cacciatore di streghe in versione moderna.
          La campagna diffamatoria e il killeraggio mediatico che fanno questi soloni è una vera ed autentica caccia alle streghe, un nuovo pogrom anticristiano.

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        • Felix ha detto in risposta a Mr.Joseph29

          Quante parole a vuoto!

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  11. lorenzo ha detto

    Fatti come quelli riportati sopra e come quelli successi a Casale Monferrato dimostrano che i veri intolleranti sono proprio taluni, non tutti per fortuna, omosessuali: solo che stanno ottenendo l’effetto di rendere odiosi tutti gli omosessuali.

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  12. Fabrizia ha detto

    Mi sembra pacifico che comportamenti come quelli di Omphalos Perugia e Arcigay non possono fare altro che suscitare antipatia nei confronti delle loro rivendicazioni.

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  13. Giacomo ha detto

    Questa è una laica caccia alle streghe,si punisce il dissenso dalla metafisica influente con la demonizzazione mediatica

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  14. Graziella ha detto

    Cari vi ringrazio per le cose buone che leggo.Vi vorrei chiedere, in che modo noi cattolici subiamo la discriminazione religiosa? A me pare spesse volte e in vari modi; ma non ho chiaro e definito dove arriva il reato;perchè è ingiusta anche la discriminazione religiosa!Grazie pereventuali chiarimenti.Il SIGNORE ci benedica.

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