La dignità della donna nella prospettiva cattolica

Bergoglio donneIl decreto sul femminicidio sta per essere approvato dal nostro governo, un fenomeno quello della violenza sulle donne che, come dimostra la letteratura scientifica abbiamo mostrato, amplificato dall’alto numero di convivenze e divorzi (o separazioni).

La donna oggetto è un prodotto diretto della rivoluzione sessuale, che ha voluto la sua emancipazione rendendola schiava dell’immagine, mercificando il suo corpo (pornografia) e allontanandola dalla sua dignità. Amore libero, sesso libero, divorzio facile ecc. avrebbero dovuto liberare l’umanità, ha commentato Francesco Agnoli. Accantonato il vecchio concetto di peccato, di concupiscenza, e di temperanza, e tutto il patrimonio rétro del cristianesimo, avremmo dovuto vivere in un mondo sessualmente soddisfatto e felice. Ma evidentemente non è andata così.

La storia insegna che solo nell’alveo cattolico la donna ha trovato la sua vera dignità: il cristianesimo, ad esempio, eliminò il concetto di proprietà: essendo innanzitutto figli di Dio, i bambini e la donna non potevano più essere trattati come una mero possedimento da parte del maschio. «Il rispetto della donna è una delle grandi innovazioni del cristianesimo», ha spiegato il laico Jacques Le Goff, celebre storico del medioevo. «Pensiamo alla riflessione che la Chiesa ha condotto sulla coppia e sul matrimonio, fino a giungere alla creazione di tale istituzione, un atto che non può realizzarsi se non con il pieno accordo dei due adulti coinvolti. Il matrimonio diventa impossibile senza l’accordo dello sposo e della sposa, dell’uomo e della donna: la donna non può essere data in matrimonio senza il suo consenso, essa deve dire sì».

Tempo fa avevamo proposto un video realizzato da due fidanzati cattolici Jason & Crystalina nel quale esponevano agli studenti di una scuola americana le convincenti ragioni per la castità prematrimoniale. In questo secondo video, Jason Evert -che intanto è divenuto marito di Crystalina- ha voluto, da uomo, mandare un messaggio alla donna, invitandola a ribellarsi all’uomo violento, a chi la vede come oggetto sessuale, spronandola a ritrovare la sua vera dignità. Nel video emerge in modo chiaro l’altissima concezione della figura femminile insita nel cristianesimo.

 

Qui sotto il messaggio alla donna di Jason Evert

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51 commenti a La dignità della donna nella prospettiva cattolica

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  1. Molto, molto, molto bello questo video! Complimenti.

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  2. Sophie ha detto

    Già sentito fare altri discorsi. E’ bravo lui e pure la moglie. 🙂

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  3. Laura ha detto

    Da donna dico: grazie Jason Evert.

    Perché con tutta l’abbondanza di rabbiose femministe militanti, le parole più rispettose per la donna devono sentirle da un uomo?

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    • Controinformato ha detto in risposta a Laura

      semplice, perché c’è abbondanza di rabbiose femministe militanti
      e guai a non seguire la loro linea!!!

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  4. Giambenedetto ha detto

    Redimendo, cioè sacralizzando l’uomo e la donna, i capolavori di Suo Padre, Gesù, per definizione, ha sacralizzato la loro unione. Cfr Dante: la donna angelicata. Le femministe, nel migliore dei casi “Marte” e non Marie perdono la parte migliore: l’amore cristiano dell’uomo verso la sua donna (e reciprocamente), vero Sacramento della volontà del Creatore e del Salvatore. Il resto è politically rubbish.

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  5. Titti ha detto

    Per l’appunto dovrebbe fare solo piacere una norma che (si spera!) introduca delle aggravanti per questo odiosissimo reato.

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    • manuzzo ha detto in risposta a Titti

      Cara Titti

      Non è per far polemica, ma pensi davvero che inasprendo le pene i reati diminuiscono?

      È IL RISPETTO PER IL PROSSIMO che si deve diffondere (anche se ora ne vedo moooooolto poco in giro) , non un’interpretazione draconiana delle leggi che prevedono “aggravanti” e che non spaventano un criminale per niente! Soprattutto perché a fatto già avvenuto, non si torna indietro: Gesù può far resuscitare, i giudici no.

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      • Titti ha detto in risposta a manuzzo

        Sinceramente hai scoperto l’acqua calda…bisogna far capire che “Finchè morte non vi separi” è valido per tutti coloro che credono fermamente in quella formula e non dev’essere sviato in “Finchè campo io sei cosa mia, e se tenti di andartene ti ammazzo!”, bisogna intervenire prima, alle prime avvisaglie di un eventuale crimine

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        • lorenzo ha detto in risposta a Titti

          Il “femminicidio”, come lo chiami tu, non è certamente frutto della mia cultura: trovo invece che abbia messo radici e prosperi molto bene nella tua cultura.

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        • manuzzo ha detto in risposta a Titti

          Bene, siamo d’accordo sul primo punto che definisci acqua calda (anche se ti emozionavi tanto per una legge che raffreddasse l’acqua ma che lasciasse il calcare nella pentola…). Adesso mi fai sapere come insegnare a rispettare un derivato della scimmia che altro non è che un agglomerato di cellule che ah senso solo alla luce della evoluzione? , visto che nella TUA cultura l’uomo (e la donna) altro non è che questo?

          Perché, se la donna altro non è che oggetto di piacere sessuale (e questo ovviamente, è pensiero legittimo tra i non cattolici), io dovrei rispettarla?

          E poi è commovente il ricorso al “finché morte non vi separi”, come se tra conviventi non ci fossero femminicidi e violenze: sempre pronta a gettar fango sui cattolici, senza vedere quant’è sporca la propria divisa eh? bella onestà intellettuale!

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          • Titti ha detto in risposta a manuzzo

            Certo, per voi quell'”agglomerato”, è così importante da esaltare la donna madre adulta che muore scegliendolo, per carità, scelta personalissima, ma fosse per voi, la donna passa in secondo piano rispetto alla vita del “futuro” bambino, cosa ovviamente che non interessa l’uomo per ovvie ragioni. In quanto alla donna “oggetto sessuale” o “fattrice”, mah, scegli dov’è meno sfruttata…

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            • lorenzo ha detto in risposta a Titti

              Che “la donna passa in secondo piano rispetto alla vita del “futuro” bambino” è solo una tua supposizione, non l’insegnamento cattolico.

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            • manuzzo ha detto in risposta a Titti

              perchè nella tua critica non selezioni: “sorella”, “figlio dello stesso Dio”?

              Dove ho detto che la donna è buona solo a far figli? l’ho detto? onestà mia cara, onestà, è così difficile averne per una femminista?

              Anzi: la loro vita (anche la tua) nella visione atea non ha senso se non alla luce dell’evoluzione. La visione prettamente genitale della donna appartiene ai tuoi amichetti scientisti, non a noi.

              Inoltre noto che: o sei all’apoteosi della disonestà o non hai visto il video. Che sei disonesta (intellettualmente) e che sputi idiozie con l’intento (fallito) di farmi arrabbiare, beh, quasi non ho dubbi. Nel caso contrario: finisci di vedere il video e poi parli: si parla di donna che decide lei cosa fare e con chi. Ancora una volta fango senza un briciolo di onestà intellettuale, brava Titti, stai dando il meglio delle tue possibilità.

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              • Titti ha detto in risposta a manuzzo

                Da che pulpito parli di rispetto! Poi l’articolo parte con un’asserzione: si stà per votare la legge sul femminicidio, punto. Poi si dice che la stragrande maggioranza di crimini è dovuta a convivenze o divorzi, certo, non specificando che magari sono divorzi chiesti proprio perchè l’ex-marito è un violento: allora mi chiedo cosa si debba leggere frà le righe…poi si passa dall’approvazione di una legge italiana ad un video, in cui, in sostanza, si dice di avere rispetto di se stesse e non fare del sesso con chi ti usa solo per uno sfogo sessuale fregandosene di te…cosa che, ovviamente, mi trova d’accordo, altrimenti, sono affari miei se trovo una persona con cui stò bene e condividiamo dei momenti intimi. Dicevi, allora, sulla disonestà?

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Titti

      Boh! Anche in questo caso, come in quello della varanda legge anti-omofobia, mi spieghi la ragione che starebbe dietro ad una supposto necessità di nuova legislazione? Io proprio non ce la vedo.

      La ratio starebbe nel fatto che quando un uomo commette l’assassinio di una donna, vi sarebbe l’aggravante del fatto che la donna è sempre fisicamente più debole dell’uomo? Oppure si intende dire che chi ammazza una donna lo fa proprio perché si tratta di un essere umano di sesso femminile? In entrambi i casi, e nel secondo ancora di più, si tratta di un puro sofisma, totalmente privo di senso. Se non è così spiegami, per favore…

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      • Mariasole ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Non c’è un motivo razionale, ma l’odio per il maschio dell’ideologia femminista oggi al potere. Sembra proprio che il maschio, il padre devono sparire perfino come concetto.

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        • Titti ha detto in risposta a Mariasole

          Maschio e padre non devono sparire, semmai devono imparare a capire che le mani, se le devono mettere a posto, invece di trovare ogni scusante per alzarle sulla propria metà del cielo. E ricordati di quei padri che hanno ammazzato le figlie solo perchè non volevano farsi comandare a bacchetta, Hina, un caso su tutti.

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          • Piero ha detto in risposta a Titti

            Peccato che voi femministe di Hina ve ne siate STRAFREGATE, perche’ e’ stata uccisa da un musulmano, e quindi contro del Cristianesimo.
            Si sa’, le femministe quando parla un musulmano (o qualcun altro che le mette sotto) si sottomettono e non fiatano.

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      • Titti ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Allora mettiamola così: sei o non sei favorevole a misure preventive che prevedono la galera anche senza denuncia in caso che si colga in fragrante qualcuno a picchiare la propria moglie o compagna? Sei favorevole ad attuare una campagna di sensibilizzazione per far capire che esiste anche la libertà di lasciare ed essere lasciati quando manca il collante dell’affetto reciproco o del rispetto reciproco? Paragoni un tentato omicidio per rapina a, che sò io, l’aggressione per dispetto con acido sul volto di uomini e donne che hanno avuto l’unica colpa di lasciare l’altro?

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        • lorenzo ha detto in risposta a Titti

          Codice Penale

          Art. 572.
          Maltrattamenti contro familiari e conviventi.
          Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da due a sei anni [c.p. 29, 31, 32] .
          La pena è aumentata se il fatto è commesso in danno di persona minore degli anni quattordici.
          Se dal fatto deriva una lesione personale grave [c.p. 583], si applica la reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni.

          Art. 581.
          Percosse.
          Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 309.
          Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.

          Art. 582.
          Lesione personale.
          Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.
          Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.

          Art. 583.
          Circostanze aggravanti.
          La lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni:
          1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;
          2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;
          La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva:
          1) una malattia certamente o probabilmente insanabile;
          2) la perdita di un senso;
          3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;
          4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso;

          Art. 585.
          Circostanze aggravanti.
          Nei casi previsti dagli articoli 582, 583, 583 bis e 584, la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 576, ed è aumentata fino a un terzo, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 577, ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive, ovvero da persona travisata o da più persone riunite. (1)
          Agli effetti della legge penale, per armi s’intendono:
          1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona;
          2) tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo.
          Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Titti

          1) Non hai risposto alle domande che ti ho fatto. Ossia non hai indicato i motivi per i quali ci sarebbe bisogno di una legge ad hoc.

          2) Mai sei fuori di testa? Dopo avere reso il divorzio un’arma invincibile di ricatto nelle mani delle donne (ho un amico abbandonato dalla moglie straniera, per problemi esistenti solo nella testa di lei, che, per paura di perdere del tutto i figli, sta sopportando eroicamente – data la sua fede profonda – di tutto, in una situazione allucinante), ora se uno, sbagliando, tirasse un ceffone a sua moglie andrebbe in galera diretto, senza processo e senza nessuna garanzia? Allucinante.

          Comunque, e forse è veramente meglio così, non potrò continuare questa discussione, perché domani parto presto per una breve vacanza. Quello che mi lascia allibito è che persone come te, continuano a girare su questo sito, ma non sembrano avere imparato assolutamente nulla, nonostante che le risposte siano sempre puntuali e, soprattutto, vere, a differenza delle vostre costanti assurdità.

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          • Titti ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            “…ora se uno, sbagliando, tirasse un ceffone a sua moglie andrebbe in galera diretto, senza processo e senza nessuna garanzia? Allucinante.” Allucinate, veramente!

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          • Titti ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Ah, mi chiedo (sempre che tu sia un uomo, e che sia sposato), se, sbagliando nè, ti sia capitato di dare un ceffone a tua moglie, se lei ti ha perdonato, quante volte ritieni, sempre sbagliando nè, di dare ceffoni e pretendere di essere perdonato…

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  6. Umberto P. ha detto

    Che la rivoluzione sessuale non abbia prodotto buoni frutti, sono completamente d’accordo con l’autore. Titengo eprò che sia il male minore: passare attraverso la rivoluzione sessuale e culturale, la parità dei sessi ed il divorzio ha significato eliminare la cultura maschilista precedente, fatta di botte in silenzio in casa, di delitto d’onore, di “se il maschio tradisce è meno grave”.

    Trovo inoltre quasi provocatoriamente ingenua l’affermazione che il matrimonio non possa essere imposto, in quanto sull’altare si pronuncia la parola “si”. Come se i matrimoni combinati non fossero mai esistiti.

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    • Laura ha detto in risposta a Umberto P.

      Per una famiglia in cui c’erano botte in silenzio in casa ce n’erano sette in cui non accadeva. Oggi invece c’è una famiglia su sette che resiste e nella quale le donne sono al sicuro, perché vengono quasi sempre pestate dall’ex marito o dall’ex compagno ed inoltre c’è un uomo su sette che non guarda la donna come suo oggetto sessuale. Eh si, il male minore…

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      • Titti ha detto in risposta a Laura

        Non ti sfiora che una volta le busse venivano considerate come i classici “panni spochi” da lavare in famiglia, e che fossero ritenuti, nell’ambito patriarcale, delle cose comunemente accettate?

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        • Piero ha detto in risposta a Titti

          Quindi tu invochi le statistiche per dire che ci sono famiglie (e nessuno l’ha mai negato) in cui ci sono percosse, ma quando ti dicono che ce ne sono molte di piu’ in cui invece le cose vanno bene, tutto ad un tratto le statistiche non vanno piu’ bene e “chissa’ quante altre ce ne sono“?

          Per le femministe TUTTI gli uomini picchiano e stuprano le donne/mogli/fidanzate. Ma si sa che le femministe hanno l’utero al posto del cervello.

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          • Titti ha detto in risposta a Piero

            Ancora ipocrisia “…nessuno lo ha mai negato”, ma chi se ne frega che nessuno lo ha mai negato, bisogna trovare delle soluzioni che tutelino le donne in pericolo di vita, anche una sola donna uccisa dal proprio marito è una vergogna intollerabile!

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            • Piero ha detto in risposta a Titti

              perche’ una donna vale piu’ di un uomo?
              L’ipocrita sarai tu.

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              • Titti ha detto in risposta a Piero

                Ma chi lo ma mai detto o pensato? La menata di Eva nata dalla costola di Adamo, quale una sorta di appoggio ed aiuto, non me la sono inventata io.

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                • Piero ha detto in risposta a Titti

                  Ma chi lo ma mai detto o pensato?

                  TU. proprio TU. Quando sostieni l’aggravante per il cd “femminicidio”.

                  La menata di Eva nata dalla costola di Adamo, quale una sorta di appoggio ed aiuto, non me la sono inventata io.

                  Sei l’ignoranza personificata (come tutte le femministe).

                  Se dall’impasto del pane, tu ne togli una parte e fai un’altra pallina, secondo te i due pezzi di pane saranno diversi?

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    • Titti ha detto in risposta a Umberto P.

      Un pò di onestà intellettuale,finalmente! A sentire qualcuno, sembra che tutti i matrimoni precedenti al ’68 fossero stile “Mulino Bianco”, ma va là!

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      • Piero ha detto in risposta a Titti

        infatti ADESSO SI’ che con il divorzio/aborto che c’e’ il “Mulino Bianco”.
        ma va’ va’!

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        • Titti ha detto in risposta a Piero

          Meglio quando le cose restavano nasconste, vero? Ipocrisia allo stato puro.

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          • Piero ha detto in risposta a Titti

            e tu hai verificato PERSONALMENTE che in TUTTE le coppie dell’umanita’, dall’inizio dei tempi (facciamo dalla Repubblica, va’, cosi’ ti facilito il compito) c’e’ l’uomo che picchia la donna vero?

            stupidaggine allo stato puro.

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            • Titti ha detto in risposta a Piero

              Tu invece hai verificato l’esatto contrario, stupidaggine allo stato puro!

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            • Titti ha detto in risposta a Piero

              Tu invece hai verificato l’esatto contrario, stupidaggine allo stato puro!

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              • Piero ha detto in risposta a Titti

                sei tu che millanti e sventoli sotto il naso statistiche inesistenti frutto soltanto della tua isteria uterina da femminista.
                Sta a te dimostrarle.

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Umberto P.

      La rivoluzione sessuale ha portato un miliardo di aborti, la pornografia e, nelle grandi masse massificate, la perdita assoluta di coscienza intorno a cosa voglia dire essere donna e uomo. Per persone che non si rendono conto di queste cose non rimane veramente che pregare…

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  7. Xstiano ha detto

    bell’articolo… l’unica pecca e’ citare Francesco Agnoli, uno che lavora per il foglio di giuliano ferrara (quello che ha detto siamo tutti puttane per intenderci)… ecco appunto… uno che lavora in un giornale cosi’ come puo’ parlare di rispetto del corpo femminile???? non bastano belle parole per essere un cristiano… servono fatti… e Francesco Agnoli e’ non pervenuto.

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    • Paolo Viti ha detto in risposta a Xstiano

      Mi sembra un pensiero fortemente superficiale e sciocco, è un peccato quando l’ideologia politica prende il sopravvento sull’unione dei cristiani. Ferrara non ha insultato alcuna donna, al massimo avrà idee condivisibili o meno. Agnoli, ancora di più, non ha mai insultato alcuna donna e nemmeno partecipava all’evento che riferisci.

      Il quotidiano l’Unità non hai mai chiesto scusa per aver elogiato Stalin il giorno della morte, dunque dovrebbe essere chiuso perché tutti i giornalisti che ci lavorano sarebbero filo-sovietici? Nessun giornalista di Repubblica ha mai criticato il miliardario De Benedetti per aver evaso le tasse, dunque chiudiamo anche Repubblica perché sono tutti a favore dell’evasione?

      Suvvia ragazzi, vediamo di svegliarci e smetterla con queste guerre politiche. Lasciamole a chi non ha incontrato nulla nella vita!!

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      • Xiano ha detto in risposta a Paolo Viti

        ma nella mia visione dell’essere cristiani oltre alle parole c’e’ l’esempio… e le persone per cui lavori o di cui ti circondi danno un’immagine di te. qui non si sta parlando di politica, qui non si stanno prendendo in considerazione idee… qui si parla di principi cristiani…
        e di repubblica e l’unita’ non mi interessa, possono fare e dire quello che vogliono non era il punto di paragonare giornali o notizie. il punto era di vivere da cristiano anche nel proprio lavoro… se fossi un avvocato (in quanto cristiano) non riuscirei a difendere uno stupratore… la stessa cosa vale per un giornalista.. non puoi scrivere per un giornale che difende l’indifendibile e che va contro qualsiasi moralita’ cristiana.
        tutto qui

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        • Piero ha detto in risposta a Xiano

          ecco un altro moralista bacchettone.
          Presumo che tu non stringa neppure la mano a chi non e’ puro, vero?
          E quando compri il pane, ti assicuri che il panettiere abbia confessato tutti i suoi peccati? e chi gli porta la farina? E l’impianto di produzione della farina? Che dirai se ci sara’ qualcuno ateo nella dirigenza?
          Immagino che tu non stringerai neppure la mano ad un comunista, vero?
          E ogni giorno verifichi che tutti i tuoi amici, familiari e conoscenti si siano confessati, vero?
          Tra l’altro non hai manco capito quello che voleva dire Ferrara, immagino cosa hai capito del resto…

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  8. Li ha detto

    Oggi più che mai il rispetto è venuto meno. Tra gli esseri umani, verso le religioni, vere e proprie barriere architettoniche e culturali, l’obesità e altro ancora.

    Donne picchiate? Ce ne sono sempre state e visto il livello di indifferenza in cui ci sta portando questa cosiddetta democrazia chissà dove ci porterà.
    Altro problema di oggi è che l’uomo è più fraglie: da solo non riesce a stare, certuni sono psichicamente instabili(e lo stato non li aiuta questi) o non vogliono responsabilità di fare una famiglia.

    Le famiglie non sono un’imposizione se si decide di comune accordo, se no si è solo conviventi, compagni, ma un nucleo familiare non lo sarà mai se poi ci si lascia perchè lui o lei si è preso/a una cotta per qualcun altro.
    caèisco problemi legati alla violenza, ma spesso ci si lascia per un nonulla.

    E poi diciamoci la verità, il più di quelli che si mettono insieme lo fanno prima del matrimonio, e non si conoscono davvero. Il sesso è solo sesso, non buttiamoci la componente spirutuale se di spirituale non c’è che il kamasutra!

    Jason Evert dice delle cose molto belle. Le ho pensate spesso. Un modo sicuro per vedere se il tuo ragazzo ti rispetta è proprio quello, negargli l’accesso per sapere se ama te o solo fare sesso con te.

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    • Titti ha detto in risposta a Li

      “Donne picchiate? Ce ne sono sempre state e visto il livello di indifferenza in cui ci sta portando questa cosiddetta democrazia chissà dove ci porterà.
      Altro problema di oggi è che l’uomo è più fraglie: da solo non riesce a stare, certuni sono psichicamente instabili(e lo stato non li aiuta questi) o non vogliono responsabilità di fare una famiglia.”, quindi la cosa è fisiologica, non ne facciamo un dramma, facciamo finta che sia una brutta malattia senza cura, mah! Poi l’uomo è più fragile, poverino! Se pesta a sangue o brucia viva la propria fidanzata o moglie è perchè è fragile, compatiamolo! Ma dico io!

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      • Li ha detto in risposta a Titti

        Io non sto compatendo l’uomo, cerco solo di avere una visione a tutto tondo: sono le femministe di sinistra che guardano solo alla condizione della donna.
        Non si risolve nulla a bastonare un maschio perchè è instabile. Si rischia solo di diventare come Sabrina Harman e Lyndie England (le soldatesse dello scandalo di Habu Graib). Che c’entra? La dignità della donna non è solo nel preservare il proprio tempio, ma anche non abbassarsi per vendetta a trattare l’uomo come una bestia.
        Secondo te perchè l’hanno fatto? Forse erano stufe delle violenze sulle donne e in cuor loro volevano farla pagare ai maschi? Può essere. C’è sempre un perchè nel nostro comportamento, anche se a volte può sembrare senza senso.

        La dignità della donna è dire di no, proprio come dice Jason Everst. Siamo forse obbligate a fare sesso col primo che incontriamo in chat o sui SN? Sveglia, ragazze che la responsabilità non è solo dell’uomo. Vero, come dicevo lui è fraglie nel senso che cede prima, non è facile per lui sopportare il peso, il dolore come fa la donna (mi spiace maschietti, ma questo tratto femminile l’ho sempre ritenuto una gran virtù, superiorità, fate vobis) e poi capita quel che vediamo in tv.

        La dignità della donna deve abbracciare anche le richieste di aiuto di un uomo, e viceversa. Fosse facile! Mai detto, solo che è così.

        Quante volte provo rabbia quando vedo quel che accade in tv. Fosse per me girerei armata per difesa, ma il problema è la mira. E se poi parte un colpo?

        La dignità dell’essere umano è nella sua fede, nel seguire i precetti di Dio come fece Maria, e nella sua semplicità ci ha dato una grande testimonianza di amore e fedeltà.

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      • Piero ha detto in risposta a Titti

        Ci sara’ da “ridere” quando il cd “femminicidio” sara’ applicato alle coppie omo…
        Prima di tutto, il cd “femminicidio” si applica al sesso o al genere?
        E tra una coppia di lesbiche che litigano e una pesta l’altra, magari per gelosia di un’altra “femmina”, a chi o cosa si applichera’?
        E tra due omosessuali uomini che applicano la teoria del gender?
        Se il giorno dopo i generi si invertono? Non sai che uno e’ come si sveglia la mattina? E se quello che prima faceva l’uomo e picchiava l’altro/a il giorno dopo fara’ la donna? Come ci si comportera’?
        E quando verra’ legalizzata la pedofilia e la zoofilia?
        Se un minorenne maschio picchia la sua donna piu’ grande?
        Se un animale maschio scalcia la sua “donna”?

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        • Titti ha detto in risposta a Piero

          La fantasia non ti manca…

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          • Piero ha detto in risposta a Titti

            e perche’?
            VIsto che quando si aprono le porte all’assurdo, non c’e’ piu’ limite alla fantasia?
            Figurati che fantasia hanno quelli di pretendere di chiamare “famiglia” due omosessuali, e che pretesa hanno quelli che pretendono di farli adottare…

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            • Titti ha detto in risposta a Piero

              Il tutto perchè si vuole tutelare di più le donne perseguitate, ma anche gli uomini (reato di stalking), in questo tipo di reato? Non è che, sotto, sotto, c’è la paura che quelle belle famiglie che ancora restano unite grazie al collante della paura, della sottomissione, dando più tutela alla parte debole, finirebbero per lo sfasciarci agli occhi del mondo? O si preferisce la facciata alla sostanza?

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              • Piero ha detto in risposta a Titti

                ecco che ricominci con la solfa delle statistiche a tuo uso e consumo.
                Dici solo balle.
                Ma essere femministe e avere un cervello e’ mutuamente esclusivo (caso mai non ci arrivassi, o si e’ una o si ha l’altro).

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