La presenza cristiana nei Paesi ateo-comunisti

Cristiani in CoreaSono passati oramai 23 anni da quando in Albania è caduto il regime comunista con la sua ideologia di ateismo di stato, tuttavia ancora se ne vedono gli effetti al giorno d’oggi. La situazione è di poco diversa per la Corea del Nord, in quanto la dittatura è attualmente in vigore.

Iniziamo dall’Albania che una volta era uno stato dalle forti radici cristiane, fondato da santi e martiri come Giorgio Castriota Scanderberg, che fu nominato dal Papa come Athleta Christi (il Campione di Cristo) e che impedì l’invasione ottomanna in Europa fino alla sua morte. Eppure ancora oggi questo stato sta cercando di smaltire i postumi del regime comunista che diventò carnefice dei molti cristiani, prelati, vescovi e laici. Al giorno d’oggi l’Albania non ha trovato la sua identità religiosa e di stato, come testimoniava Teodor Nasi (giovane avvocato cristiano albanese) alla presentazione di una mostra sulle radici dell’Albania al Meeting di Rimini 2012. Dopo 25 anni di regime il popolo fatica a credere di essere libero, tanto da confondere la libertà con l’emigrazione verso un altro paese.

E’ in questo contesto odierno che tuttavia vengono alla luce molti volti cristiani che nonostante le circostanze fanno risplendere la loro fede. Tra questi c’è Maria Dhimitri, una donna semplice che faceva l’organista in una chiesa a Kavaja e che rimane oggi una dei pochi colti cristiani sopravvissuti al comunismo. L’accesso alla chiesa durante gli anni dell’ateismo di Stato era vietato perché “tutti i sacerdoti sono stati arrestati, uccisi o rinchiusi in prigione e il governo minacciava le persone dicendo che “i muri hanno orecchie e che avevano spie statali ovunque”. Come molti altri cattolici Maria si chiudeva in casa e pregava con i suoi familiari cercando di non fare il minimo rumore sospetto, fino al 1990 quando il Comunismo cadde.

Guardando la situazione odierna della Corea del Nord di Kim Jong-un si nota una forte similitudine per quanto riguarda i diritti umani, come mostrano i recenti casi di cannibalismo dovuti alla povertà e alla fame del popolo. E’ incredibile notare che, anche in una situazione come questa, il volto di Cristo si fa presente tra gli ultimi attraverso la sua Chiesa: si parla di Gerald Hammond Crossing, ovvero l’unico sacerdote cattolico in grado di poter entrare regolarmente in Corea del Nord. Nato negli Stati Uniti è arrivato come missionario nella penisola coreana appena dopo la fine della guerra fratricida che divise il Paese tra Nord e Sud. Oggi Padre Gerald si occupa dei malati di tubercolosi insieme ad un medico, un infermiere e alcuni esperti di tbc.

“I medici e i pazienti sono molto grati per l’aiuto che portiamo. Sono sempre stato accolto in modo molto cordiale. Sanno che noi andiamo da loro solamente per portare aiuto umanitario” Tuttavia “io sono un sacerdote e ho anche altro da dare alla gente. Posso dare la speranza. Io parlo di questo e parlo anche di riconciliazione tra il popolo del Nord e quello del Sud”. Racconta ancora Padre Gerald: “ll Governo parla di circa 3mila cattolici su 23 milioni di abitanti. Ma non c’è in alcun modo una presenza visibile della Chiesa. All’inizio della Guerra di Corea, iniziata nel giugno del 1950, tutti i vescovi, i sacerdoti, le suore e i catechisti sono stati arrestati o uccisi.  Mi piace pensare che sto andando in un luogo di pellegrinaggio. Perché, se guardiamo con gli occhi della Chiesa, quello è un Paese imbevuto del sangue dei martiri e della gente che soffre. Per me è un pellegrinaggio.

Continua ancora Padre Gerald: “Dicono che non dovrei aiutare un Paese terrorista, che è un regime comunista e tutto il resto. Ma a me la politica non interessa. Io credo che questo sia quello che Cristo ci chiede di fare. Ci chiede di prenderci cura delle persone più trascurate. Io la chiamo “pastorale della presenza”: essere lì. C’è la dimensione religiosa, certo. Ma c’è il fatto che aiuti la gente e la gente sa chi sei tu. Tu gli dai vita, permetti loro di sopravvivere. Ma gli dai anche la speranza”.

Lorenzo Bartolacci

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

8 commenti a La presenza cristiana nei Paesi ateo-comunisti

« nascondi i commenti

  1. borg ha detto

    temo ci sia un po’ di confusione tra ateismo e comunismo. e’ un associazione fuorviante.

    0
    • manuzzo ha detto in risposta a borg

      Vero, ma è pur vero che l’ateismo di stato è una violazione dei diritti umani, diritti che vorrebbero negati ai cattolici anche molti atei italiani quando questi non vogliono che i cattolici si interessino di politica (stuprando in questo modo i primi tre articoli della costituzione italiana, ma a loro non importa evidentemente: il razzismo viene prima!).

      E poi è pur vero che esistono atei di destra che ce l’hanno con cristiani e mussulmani, in genere a sinistra se la prendono con cristiani e Regno di Israele, anche se i cattolici sono il bersaglio preferito.

      0
    • edoardo ha detto in risposta a borg

      Io non vedo confusione: l’ateismo è la negazione dello Spirito, il materialismo più gretto, l’uomo visto come pura meccanica biochimica.
      Il comunismo è la dottrina economica applicazione della filosofia marxista, che prevede l’abolizione della proprietà privata e la collettivizzazione di ogni cosa pertinente alla realtà produttiva: campi, stabilimenti, tutto ciò che è in grado di produrre beni economici; cessazione della funzione dei mercati di essere equilibratori tra domanda e offerta, il che comporta che il prezzo di un bene è svincolato dalla scarsità di quel bene, cioè il denaro non è più l’indice della scarsità, essendo stato abolito il sistema di mercato e sostituito dalla centralizzazione di ogni scelta decisionale la quale viene intrapresa solo dall’apparato governativo e demandata alla macchina burocratica per la sua esecuzione.
      Il comunismo era quello lì, ed è un motore che non funziona.
      Dei comunisti italiani, quanti sanno quel che votavano?
      Si facevano abbindolare da “uguaglianza per tutti” e statalizzazione, cioè io diventerei comproprietario di tutto, anche della Fiat che sarebbe di Agnelli, coi comunisti non c’è più il padrone ma tutti diventiamo padroni e tutti diventiamo impiegati statali e non siamo più lavoratori dipendenti di un privato che ti dà lo stipendio, in quanto che lo stato ti dà lo stipendio.
      Ecco cosa credevano i comunisti nostrani.
      Io ho capito cosa è il comunismo e il liberismo (due dottrine economiche che abborrisco) quando ho fatto il complementare di Sistemi Economici Comparati.
      Allora ho capito cosa sono e come funzionano.
      Ed ho capito il grande inganno.
      Adesso qualcuno dirà: ma cosa c’entra l’ateismo?
      Fino a prova contraria, il comunismo è l’applicazione della teoria economica del filosofo Marx, costruita sul materialismo più gretto, al 100%, togliendo la più debole presenza dello Spirito dalla realtà umana.
      Avrebbero potuto comunismo e cristianesimo (o qualunque altro sistema religioso) andare a braccetto? IMPOSSIBILE PER DEFINIZIONE FILOSOFICA MARXIANA.
      Comunismo e cristianesimo sono destinati a sbranarsi l’un l’altro.
      Cristianesimo e liberismo si sbranano l’un l’altro perché la religione cristiana è un intoppo per l’imprenditoria liberista che vuole poter agire senza alcun vincolo religioso e morale.
      Ma cristianesimo e comunismo si sbranano per motivi filosofici alla base del sistema, inconciliabili anche facendo i salti mortali.
      Sarebbero conciliabili solo per gli “utenti” italiani del comunismo, che l’hanno sognato senza mai raggiungerlo; gli Italiani che l’hanno “raggiunto” sono stati fatti fuori da Stalin, e Togliatti lo sapeva. E stava zitto, altrimenti anche in Italia se ne sarebbero accorti di che razza di imbroglio era.

      0
    • MarcoF ha detto in risposta a borg

      Potresti citarmi un caso dove i vari regimi comunisti non abbiano imposto il c.d. ateismo di stato? 😉 😉

      0
  2. Max ha detto

    Se ci fosse la possiblita’, mi piacerebbe che la Redazione si occupasse qualche volta dell’ex Germania dell’Est. Le statistiche sul tasso di ateismo e disinteresse nei confronti della religione sono allarmanti. Li’ la propaganda dell’ex regime comunista e’ stata purtroppo efficace…

    0
    • Roberto Dara ha detto in risposta a Max

      Pensa che invece tra l’ateismo propagandato dai regimi comunisti quello della Germania Est è stato considerato il più blando di tutti.

      0
  3. Marco Comandè ha detto

    L’articolo è incompleto. L’ultima notizia su Repubblica riporta una predominanza islamica. Invece il vostro si limita all’ultima invasione ottomana. Per giunta oggi i musulmani oggi sono modernizzati.

    0
  4. eli ha detto

    Marco, sul fatto che i mussulmani odierni si siano modernizzati…sarò d’accordo quando sentirò che le donne potranno fare a meno del velo e non ci saranno lapidazioni.

    Ateismo e comunismo vanno di pari passo, e oggi stanno tentando di prendere il sopravvento (basti vedere gli atteggiamenti cristianofobi crescenti).

    0
« nascondi i commenti