Il Fatto Quotidiano non insulta le famiglie pro life, che succede?

Marcia per la vitaSe l’anno scorso i partecipanti alla Marcia per la Vita per le vie di Roma erano 15mila, quest’anno per la terza edizione a partecipare sono state ben 30mila persone. Famiglie, istituti religiosi, associazioni laici, credenti e non credenti, ma sopratutto tantissimi giovani.

Al termine della preghiera del Regina Coeli, di fronte ad oltre 70.000 pellegrini gioiosi e festanti, papa Francesco ha saluto i partecipanti alla Marcia e ha invitato tutti a mantenere viva l’attenzione “sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento”. “A questo proposito, – ha sottolineato il Papa – mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l’iniziativa europea “Uno di noi”, per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”.

Infatti la Marcia per la vita si è svolta congiuntamente alla raccolta firme in tutte le parrocchie per “Uno di noi” (qui si può firmare), campagna per il riconoscimento giuridico all’embrione umano. La notizia è che Austria, Polonia, Italia, Ungheria e Slovacchia hanno già superato la soglia minima di firme da raccogliere per il successo dell’iniziativa! A partecipare alla Marcia anche politici noti come il sindaco Gianni Alemanno, Maurizio Sacconi, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi, Carlo Casini, Stefano De Lillo e Paola Binetti (e il Partito Democratico?)

«L’accoglienza di Papa Francesco», hanno affermato gli organizzatori della Marcia, «rappresenta, il più alto riconoscimento per l’iniziativa e la conferma della sensibilità del Pontefice ai principi non negoziabili, a cominciare dal diritto alla vita». Smentito ancora una volta il cattolico sui generis Alberto Melloni che l’anno scorso predicava scandalizzato: «Con la Chiesa questa marcia ha ben poco a che fare». Probabilmente è stata questa attenzione da parte di Papa Francesco a scoraggiare l’informazione aggressivamente laicista, in Italia rappresentata purtroppo sopratutto da “Repubblica” e dal “Fatto Quotidiano”, ad insultare le famiglie che hanno partecipato. L’anno scorso questi quotidiani e altri, come abbiamo mostrato, hanno parlato di “fondamentalisti in marcia”, Il Fatto aveva addirittura proposto di organizzare una class action contro i partecipanti, definendoli “fanatici” ecc. “fondamentalisti”.

Quest’anno invece gli unici rigurgiti sono arrivati ancora una volta dalle colonne del Fatto Quotidiano, ma ben due giorni prima della marcia, quando ha profetizzato che i partecipanti sarebbero stati “integralisti cattolici e neofascisti”, ed annunciando che le donne saranno «insultate come assassine». Ma negli articoli dopo la Marcia, cioè di ieri e di oggi, incredibilmente ancora nessun insulto ma un resoconto onesto dei fatti (si veda qui, qui e qui), divertente il video delle fenomenali femministe dei centri sociali che chiedono di vietare la Marcia per la Vita, ovviamente perché loro sono dalla parte della libertà e del diritto di manifestare. “Repubblica” ha a sua volta confezionato un articolo privo di insulti, cercando tuttavia di denigrare comunque la manifestazione con continue frecciate d’ironia che certamente si sarebbe ben guardata dal fare se si fosse trattato, ad esempio, di un Gay Pride.

Senza rabbiosi insulti però non c’è gusto, in fondo eravamo abituati. Addirittura perfino Ignazio Marino, abortista e promotore dell’eutanasia, ha affermato senza vergogna: «Non sono alla marcia per la vita perché non voglio strumentalizzare politicamente un’iniziativa giusta. Io sono per la difesa della vita in ogni suo stadio, ma non si può prendere parte alla marcia solo perché le elezioni comunali sono vicine». Incredibile, non c’è più irreligione.

 

Qui sotto uno dei video della Marcia pro life 2013

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