L’on. Binetti e l’orgoglio di essere integralmente cristiana

Paola BinettiL’anticattolicesimo è l’ultimo pregiudizio socialmente accettato, ha detto lo studioso lo storico americano (laico) Philip Jenkins e lo si vede nel gioco mediatico: quando bisogna parlare male dei cattolici si passa a definirli “fondamentalisti”, “fanatici”, “estremisti” e “integralisti” ecc.

Anche i politici cattolici sono quotidianamente presi di mira, ma non tutti, solamente quelli coerenti con la loro coscienza. Nessuno, ad esempio, oserà mai dare del fondamentalista al cattolico Ignazio Marino, perché la sua posizione etica è completamente allineata al pensiero nichilista-relativista che va per la maggiore, e completamente opposta a quella di Papa Francesco. Marino fa parte di quei cattolici che –come ha spiegato il filosofo Giovanni Fornero– fanno finta che «non esista una posizione cattolica ufficiale sui temi bioetici». Invece, essendo il cattolicesimo diverso dal protestantesimo, «ciò che dicono i documenti – a cominciare dalle encicliche papali – non costituisce un optional o un particolare secondario, ma un dato di primaria importanza, soprattutto in un settore decisivo come quello della bioetica»

Lo sa bene Paola Binetti (UCD), psichiatra, membro dell’Opus Dei e tra i fondatori del Campus biomedico di Roma, da sempre denigrata sui media per la sua permanenza in una posizione scomoda in favore dei “valori non negoziabili” e del magistero della Chiesa cattolica. Una figura politica a cui tutti i cattolici, di qualsiasi schieramento, dovrebbero guardare con stima e gratitudine, così come a Maurizio Lupi e Eugenia Roccella (PDL), a Beppe Fioroni (PD), e a tanti altri di sinistra, di centro e di destra.

In una recente intervista per Panorama, la Binetti ha proprio parlato del suo ruolo in politica e della persecuzione mediatica a cui sono sottoposti i cattolici coerenti: «Sono a favore dei diritti di ogni individuo e contraria a ogni discriminazione. E dunque sono a favore dei miei diritti di cristiana e contraria alla mia discriminazione. Il pluralismo conformista non consente sconti a chi vive con coerenza la propria scelta di fede. È una tipica patologia dell’Occidente», ha spiegato. Come spiega l’intervistatore, l’ottimo Pierangelo Buttafuoco, sulla Binetti «c’è sempre qualcuno che ne chieda l’interdetto a causa della sua fede cristiana».

Il problema è spiegato benissimo da lei: «Quando si fa coincidere con l’affermazione dei principi la coerenza dei fatti, s’incappa nell’accusa di integralismo». La vera definizione di “integralista” è «quella di essere consapevoli dell’integrità di un’adesione alla fede in Cristo. La vera libertà è l’integrità. Sui temi etici e sui valori dobbiamo ancora scatenare tutte le risorse di libertà» e -come dice Benedetto XVI- “non c’è libertà senza verità”.

Il politicamente corretto non perdona chi ha posizioni scomode, i media -si pensi al modus operandi del Fatto Quotidiano-, continueranno ad interpretare appositamente male le sue affermazioni per farle dire ciò che non ha detto -come è avvenuto per sette anni con papa Ratzinger- tuttavia la Binetti ne è pienamente consapevole: «i cristiani, che vengono nei giorni della storia quali martiri e vittime sono “naturaliter” paladini della libertà. Questo 2013 sarà l’anno dell’editto di Costantino. Fino al 313 i cristiani non potevano uscire allo scoperto, non avevano basiliche e le chiese, come quella di Santa Prassede, erano case. Erano abitazioni private e Roma, la città che oggi ha più università fra tutte le città al mondo, ricca di sapienza, di scienza e di ragione proprio perché fruttificata dalla Chiesa, fino al 313 non poteva avere né un campanile né una chiesa. Chi viene da questa storia non può che desiderare la libertà per tutti e, se c’è ancora chi patisce l’oppressione ed effonde se stesso nel martirio, oggi, quello è il cristiano».

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

35 commenti a L’on. Binetti e l’orgoglio di essere integralmente cristiana

« nascondi i commenti

  1. Davide ha detto

    Nulla contro la Binetti, il problema è che chi ricopre un ruolo istituzionale deve mantenere una giusta equidistanza da tutte le religioni, che sono un fatto privato della persona. Solo così rappresenta tutti gli italiani.
    Tra vent’anni l’Italia avrà una percentuale molto maggiore di islamici nati in questo paese e cittadini italiani a tutti gli effetti. Cosa succederebbe se costoro, eletti, governassero senza mantenere separate le convinzioni del proprio credo? Avremmo tutte le nostre donne obbligate a portare il velo?
    Certamente no, ecco perchè trovo più corretta la posizione di Marino che non quella della Binetti.

    0
    • Ottavio ha detto in risposta a Davide

      Hai un’idea di laicità che è quella di laicismo, ovvero religione come fatto privato. E’ proprio l’opposto, la religione è un’appartenenza pubblica ed ognuno in Parlamento porta la sua storia, la sua appartenenza culturale, religiosa, familiare e sociale e porta sé stesso, non una macchina equidistante da tutti. Marino è una persona contraddittoria al suo interno, non ha un briciolo di fiducia da parte dei cattolici seri che evitano di sponsorizzarsi politicamente chiamandosi “cattolico” come fa lui.

      Il cristianesimo ha dato il diritto alle donne (cfr. Rodney Stark) dunque non c’è nessun rischio di mancanza di diritti. Il laicismo al contrario ha regalato al rivoluzione sessuale, schiavizzando le donne ad oggetti sessuali con conseguente proliferare della pornografia.

      0
      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Ottavio

        Mi dispiace, ma Davide porta avanti le conseguenze logiche derivanti dal principio “la libertà per tutti”, qui affermato. Se tutti sono ugualmente liberi, qualunque sia la visione o ideologia che li anima (basta come esempio la libertà di propaganda appena concessa ai pedofili in Olanda?), allora l’unico modo per non creare profonde e sempre più profonde contraddizioni giuridiche, è accordarsi su un “minimo comune denominatore” etico sul quale legiferare: ecco come nasce, con perfetta coerenza logica da quella prima premessa, il laicismo eticamente equidistante. Sarebbe allora, magari, il caso di riconsiderare quella prima premessa…

        0
    • beppina ha detto in risposta a Davide

      Solo così rappresenta tutti gli italiani.

      Perché deve rappresentare tutti gli italiani?

      0
      • Daphnos ha detto in risposta a beppina

        Considerando la recente creazione del mito-Rodotà come presidente di tutti (LOL), non mi sorprende che ora si voglia trasformare la democrazia parlamentare dalla rappresentanza delle istanze dei singoli cittadini all’imposizione dei principi di un pugno di persone che ritiene doveroso imporre in modo univoco e presuntuoso il proprio mediocre concetto di libertà a tutti…

        0
    • Mariasole ha detto in risposta a Davide

      “l’Italia avrà una percentuale molto maggiore di islamici nati in questo paese.. Cosa succederebbe se costoro, eletti, governassero senza mantenere separate le convinzioni del proprio credo? Avremmo tutte le nostre donne obbligate a portare il velo?”

      Assolutamente sì, come avviene in TUTTI i paesi a maggioranza islamica. Infatti l’islam non ha mai separato fede e politica. L’islam è politica col velo di religione.

      0
      • Titti ha detto in risposta a Mariasole

        Comunque, a sentire alcuni commenti anche su altri argomenti, sembra che a qualcuno non dispiaccia l’integralismo islamico, soprattutto per quel che riguarda il ruolo delle donne.

        0
        • Mariasole ha detto in risposta a Titti

          Già, soprattutto a certi signori che, pur di eliminare Cristo dalla storia, si alleano coi fondamentalisti

          0
    • manuzzo ha detto in risposta a Davide

      Praticamente dobbiamo nascondere di essere cattolici, deve essere considerato un DIFETTO, perché siamo dei “sottosviluppati”, citando qualche associazione atea non tanto lontana dall’UAAR italiana. Il cattolicesimo è qualcosa che se non lo si può uccidere con i gulag, allora va nascosto: un ateo può dire di essere ateo e agire d i conseguenza (si all’aborto, tanto non c’è un inferno per chi uccide, si alle droghe, tanto non c’è un inferno per il peccato di gola, si al divorzio, perché non c’è un inferno per l’adulterio ecc ecc.. ), se uno è cattolico meglio che non lo dice e che si comporta come ateo “sennò non rappresenta gli italiani”: quando arriverà la proposta da parte dell’UAAR, Micromega, o gentaglia simile, che nei negozi del centro città oltre a vietare l’ingresso ai cani lo si dovrebbe vietare anche ai cattolici, i politici cattolici anche si dovranno dire favorevoli altrimenti intaccherebbero la laicità dello stato?!? ammesso che i cattolici siano ancora accettati in politica quel giorno….Una sola cosa quando “tra anni gli islamici saranno la maggioranza”, mi sentirò più sicuro e più libero rispetto all’ipotesi che gli atei dovrebbero essere la maggioranza (e passare dalla persecuzione mediatica-intellettuale a quella dei campi di sterminio, basta vedere le pagine facebook di voi atei per capire che non attendete altro!)

      0
    • Daniele ha detto in risposta a Davide

      Nulla di più falso.
      La grande balla, propinata dal laicismo, è infatti quella di dire che “uno è contrario ai matrimoni tra omosessuali, alla sperimentazione sugli embrioni, all’eutanasia, ecc… solo perché è cattolico e quindi si fa influenzare dalle proprie idee personali e vuole imporre la propria religione agli altri”.
      Ma le cose non stanno così.
      Allora:
      1) a parte il fatto che, da che mondo è mondo, uno/a che sta in politica ci sta con le proprie idee personali (e, se costui/ei è religioso/a, la regligione non può non aver un riflesso nella sua attività politica);
      2) l’opposizione che la Chiesa Cattolica fa a certe istanze del mondo “moderno” (matrimonio tra omosessuali, uso degli embrioni, eutanasia…) parte non da considerazioni esclusive e specifiche del credo cattolico (e che perciò sarebbero valide solo per i cattolici) ma, piuttosto, da considerazioni di portata generale ed universale, poiché basate sulla ragione (un duro colpo per i laicisti sostenitori della falsa tesi “fede contraria alla scienza”). E’ infatti argomentabile con argomenti esclusivamente razionali, cioè laici, l’essere, ad esempio, pro-life o dalla parte della famiglia naturale.
      Non è soltanto la Chiesa Cattolica a dire che “la vita umana inizia con il concepimento” e che “l’embrione non è un insieme di cellule ma è già un soggetto”, ma è innanzitutto la biologia, che è una scienza: cosa vogliamo fare? Cambiare la biologia? Direi di no.
      Non è soltanto la Chiesa Cattolica a dire che “un bambino ha bisogno, per crescere bene, di un padre e di una madre e non di due padri o di due madri”, ma è innanzitutto la psicologia, che è una scienza: cosa vogliamo fare? Cambiare la psicologia? Direi di no.
      Ecco: direi non solo che la Chiesa Cattolica non è antiscientifica, ma addirittura che la Chiesa basa alcune delle sue idee, soprattutto quelle sugli argomenti che ho citato, sulle evidenze che vengono dal mondo scientifico e che, quindi, sono universali, cioè valide per tutti, credenti e non credenti.
      Infatti vi sono alcuni atei convinti che, tuttavia, si dichiarano pro-life e dalla parte del matrimonio tra uomo e donna, proprio perché basano le loro convinzioni sulle evidenze scientifiche.
      D’altra parte i politici cattolici, che mi risulti, non hanno mai cercato di imporre al popolo gli “aspetti specifici della Fede cattolica”: nessuno ha mai, infatti, proposto di rendere obbligatorie per legge la Messa, le preghiere o le altre pratiche religiose tipiche dell’essere cattolici.
      Insomma, usciamo dalla falsità che le tesi sostenute dalla Binetti sono valide soltanto per i cattolici ed approdiamo alla verità che tali tesi sono valide per tutti, poiché basate su argomenti razionali!

      0
      • Daniele ha detto in risposta a Daniele

        Concludo il mio pensiero con una frase di Chesterton (almeno penso si tratti di lui) che fa al caso nostro:
        “Chi pensa di combattere la Chiesa per difendere la verità, la libertà e la gustizia, finisce sempre per combattere la verità, la libertà e la giustizia pur di combattere la Chiesa”.

        0
    • Pino ha detto in risposta a Davide

      religione fatto privato? Davvero? Da quando? Basterebbe questa tua affermazione per squalificare l’intero discorso infarcito di luoghi comuni e paccottiglia intellettuale da discount. La religione è fatto PUBBLICO mettitelo bene in testa, fatto che incide sulla società. Il relegare la religione nelle sacrestie è proprio il malcelato obiettivo ed il pensiero degli antiteisti, dei laicisti e degli anticlericali, pensiero che tu ovviamente condividi.

      0
      • Davide ha detto in risposta a Pino

        Non sono assolutamente d’accordo ed ho ben argomentato perchè. La religione (quale, poi?) in politica è inaccettabile. Se oggi è scomoda, domani potrebbe essere mortifera. In un trentennio avremo una grossa fetta di islamici in casa. Se lo metta in testa!

        0
    • domenico ha detto in risposta a Davide

      ecco Davide prendiamo l’esempio di Rodotà propostoci da Daphnos;
      costui vorrebbe togliere la possibilità dell’obiezione di coscienza sull’aborto a tutti i medici (e non come spesso si dice solo perchè sono pochi i non obiettori; lui dice che chiunque oggi divenga ginecologo deve fare gli aborti senza se e senza ma).
      Come giudichi questa proposta? ti sembra giusta per un paese laico e democratico che dovrebbe rispettare i diritti di tutti a partire da quelli religiosi?

      0
      • Daniele ha detto in risposta a domenico

        Non sono esperto in materia, ma non credo che il Capo dello Stato, chiunque egli/ella sia (quindi anche Rodotà), abbia il potere di togliere, di sua iniziativa, il diritto all’obiezione di coscienza dalla giurispurudenza italiana.
        Magari può personalmente pensare che il diritto all’obiezione di coscienza non debba esistere, però questo non gli conferisce automaticamente il potere di cambiare le leggi.

        0
    • LawFirstpope ha detto in risposta a Davide

      Che c’entra l’equidistanza dalle religioni?
      Contano le istanze che si portano avanti…
      Secondo questo ragionametno se sono un politico cattolico, non posso pronunciarmi contrario all’aborto perché la mia religione ‘influirebbe’ sul mio ruolo istituzionale?
      E se sono ateo e contrario all’aborto invece? In quel caso posso farlo perché ‘equidistante’?
      Solo io noto l’assurdità?

      0
      • andrea ha detto in risposta a LawFirstpope

        Ha perfettamente ragione, sig Law Firstpope.
        Le contraddizioni intrinseche al laicismo.barra.ateismo
        hanno la loro origine nel fatto che esso
        non è altro che l’espressione dell’odio dell’ego
        autonomo da DIO verso, appunto, DIO.
        Non sopportano che un uomo faccia riferimento ad un Altro
        da sè, perchè essi adorano il proprio io.
        Ma non potendo metterlo nero su bianco,ci girano
        attorno, incartandosi sempre più.

        0
  2. Poi mi si spiegherà come si può conciliare la “libertà per tutti” con la verità e soprattutto con il diritto alla verità di chi viene plagiato immancabilmente dall’esempio negativo di quel “chiunque libero”…

    0
  3. Daniele ha detto

    Penso sia evidente il fatto che Paola Binetti è uno di quei pochi esponenti politici che crede davvero in quello in cui dice di credere: io della Binetti, quindi, ammiro non soltanto i valori di cui è portatrice (e che condivido), ma anche l’onestà intellettuale con cui li porta avanti.
    Poi, però, è altrettanto evidente che vi sono altri esponenti politici che si dichiarano sostenitoti delle stesse idee della Binetti, ma che lo fanno non tanto per una seria e onesta riflessione e convinzione personale, ma soltanto per prendersi il plauso (e quindi il voto) dei cattolici.

    0
  4. davide ha detto

    La logica non suggerisce nessuna delle conclusioni necessarie riportate nei commenti qui sopra. Prima di tutto non credo si possa sostenere l’equidistanza da tutte le religioni, è un paradosso. Significherebbe essere equidistanti da ogni idea. (In quanto anche questa equidistanza finirebbe per avere alcune caratteristiche di una religione). Inoltre la libertà per tutti non comporta logicamente l’accordo su un minimo comune denominatore per la legiferazione. Perché così dicendo escludi a priori il dovere del legislatore di dialogare. Il dialogo pubblico potrebbe permettere alla ragione di evitare compromessi.

    0
    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a davide

      Davide ha scritto: “Il dialogo pubblico potrebbe permettere alla ragione di evitare compromessi”.

      Non comprendo cosa tu intenda dire, a me sembra vero proprio l’opposto: non si tratta del dialogo inteso socraticamente come maieutica mirante al vero, ma del dialogo finalizzato proprio al compromesso, cioè ad individuare, di volta in volta, una nuova piattaforma etica che poi il voto della maggioranza approva nella concretezza di certe leggi…

      0
  5. davide ha detto

    Anche perchè sostenere una simile equidistanza significa pretendere, a priori, l’esclusione di certe idee. Ovvero l’assottigliamento del pensare, una omologazione del pensiero. Che non è libertà. La libertà può avvenire solo tramite il dialogo, affrontato con correttezza intellettuale da tutte le parti.

    0
  6. Pino ha detto

    leggo nell’articolo “Lo sa bene Paola Binetti (UCD)..così come a Maurizio Lupi e Eugenia Roccella (PDL), a Beppe Fioroni (PD), e a tanti altri di sinistra, di centro e di destra…” che sia proprio questo il problema dei politici cattolici italiani? La divisione in tre-quattro partiti con conseguente irrilevanza.

    0
    • manuzzo ha detto in risposta a Pino

      Ed è per questo che pur pensando socialista, mi sono dato al socialismo di destra… chiudo qui perché altrimenti sembrerei in cerca di proselitismi

      0
  7. Emanuele ha detto

    O.T.

    Pare che in Spagna stiano approvando una legge piuttosto restrittiva sull’aborto… finalmente buone notizie… Coraggio che il vento sta cambiando…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/22/spagna-legge-sullaborto-torna-indietro-di-28-anni-ritorno-al-franchismo-per-donne/571091/

    0
    • domenico ha detto in risposta a Emanuele

      ma guarda questi de Il Fatto che parlano di franchismo quando oggi in Spagna sono i cattolici ad essere il target di attentati con ordigni esplosivi perfino nelle cattedrali.
      http://m.ibtimes.co.uk/exploding-sex-toys-spain-anarchists-catholics-vibrators-459505.html
      Questo è il frutto dello zapaterismo assieme ovviamente all’aumento degli aborti anche tra le minorenni.

      0
    • Daniele ha detto in risposta a Emanuele

      Il Governo Rajoy è stato legittimato da un ampio consenso elettorale, quindi è democraticamente eletto: perché, invece, quelli de “Il Fatto Quotidiano” lo paragonano alla dittatura franchista?

      0
      • LawFirstpope ha detto in risposta a Daniele

        Infatti sono uguali a Grillo che grida al golpe in seguito a una democratica rielezione di Napolitano ad ampia maggioranza.
        Usano parole forti per non farti usare il cervello…

        0
  8. davide ha detto

    A a-theos:
    Ti sembra vero il contrario di quello che dico perché nella realtà attuale si verifica esattamente il contrario di quello che dico, cioè quello che sostieni tu nell’ultimo commento. Io invece faccio un discorso normativo: posto che nella realtà avviene così come dici…dovremmo invece pretendere dalla politica un dialogo aperto e pubblico, svolto con onestà intellettuale. (Non so se si nota ma non sono il davide del primissimo commento). Comunque dico che un dialogo ragionevole può portare ad evitare compromessi.

    0
  9. davide ha detto

    Per dialogo ragionevole intendo un dialogo ragionevole. Cioè nel quale nessuno si imponga ideologicamente di “interpretare” i fatti.

    0
  10. davide ha detto

    Inoltre la discussione iniziata da davide con il primo commento l’avevo già chiusa io, ricordando quanto sia illogico e fallace sostenere l’equidistanza dalle idee. Si pretende di escludere idee cattoliche solo grazie alla fragile etichetta: “religiose”. Ma, tolta quell’etichetta, diventano in larga parte idee condivisibili e condivise da tutti. Un semplice paradosso per escludere dalla vita sociale certe posizioni, scomode perché richiedono ragionevolezza e non immediatezza.

    0
  11. davide ha detto

    Utopia assoluta non proprio. Perché la storia dimostra che sono “esistiti” dialoghi ragionevoli…in particolare ci sono arrivate testimonianze di dialoghi ragionevoli in un periodo storico preciso..circa duemila anni fa..

    0
  12. davide ha detto

    sicuramente è una cosa che si realizza molto poco nella realtà, il dialogo di cui parlo…però definirlo utopia no dai..faresti un torto a peesone tuttora viventi che dimostrano di essere disposte al “dialogo ragionevole”…

    0
  13. Redazione UCCR ha detto

    Durante la presente discussione l’utente “Davide” ha subito alcune offese personali che purtroppo la redazione non è riuscita ad individuare subito e per questo si scusa. Invitiamo tutti, come sempre, ad un dibattito pacato e rispettoso della posizione altrui, è nell’interesse di tutti!

    0
« nascondi i commenti