Dimissioni del Papa: testimonianza di certezza e libertà

Benedetto XVI in preghieraTra tutti i commenti finora letti sull’abdicazione di Papa Benedetto XVI, quello che pubblichiamo riteniamo sia uno dei più lucidi e interessanti. L’autore è Julian Carron, responsabile del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione e il grande pregio di questa sua riflessione è quello di staccarsi dalle dietrologie, dalle conseguenze politiche, dalle conseguenze per la Chiesa, dallo smarrimento dei fedeli, per intuire perfettamente quel che il grande atto di libertà del Papa ha da dire ad ognuno di noi. La rinuncia del Pontefice è una testimonianza al mondo di cosa voglia dire essere certi del cammino e dunque veramente liberi.

 
di Julián Carrón
da Repubblica, 15/02/13

 

Caro direttore,
il suo editoriale sull’annuncio di Benedetto XVI descrive la situazione in cui tutti ci siamo venuti a trovare lunedì mattina. «È una notizia universale, che fa il giro del mondo e lo stupisce. (…) Guai a far finta di niente». Per un istante il mondo si è fermato. Tutti, dovunque fossimo, abbiamo sostato in silenzio, specchiandoci nei volti altrettanto stupiti di chi avevamo accanto.

In quel minuto di silenzio c’era tutto. Nessuna strategia di comunicazione avrebbe potuto provocare un simile contraccolpo: eravamo davanti a un fatto tanto incredibile quanto reale, che si è imposto con una tale evidenza da trascinare tutti, facendoci alzare lo sguardo dalle cose solite. Che cosa è stato in grado di riempire il mondo intero di silenzio, all’improvviso?

Quel minuto stupefatto ha bruciato d’un colpo tutte le immagini che di solito ci facciamo del cristianesimo: un evento del passato, una organizzazione mondana, un insieme di ruoli, una morale circa le cose da fare o da non fare. No, tutto questo non riesce a dare ragione adeguata di ciò che è accaduto l’11 febbraio. La spiegazione va cercata altrove.

Perciò, davanti al gesto papale mi sono detto: qualcuno si sarà domandato chi è mai Cristo per Joseph Ratzinger, se il legame con Lui lo ha indotto a compiere un atto di libertà così sorprendente, che tutti – credenti e non credenti – hanno riconosciuto come eccezionale e profondamente umano? Evitare questa domanda lascerebbe senza spiegazione l’accaduto e, quel che è peggio, perderemmo ciò che di più prezioso ci testimonia. Esso grida, infatti, quanto è reale nella vita del Papa la persona di Cristo, quanto Cristo deve essergli contemporaneo e potentemente presente per generare un gesto di libertà da tutto e da tutti, una novità inaudita, così impossibile all’uomo. Pieno di stupore, sono allora stato costretto a spostare lo sguardo su ciò che lo rendeva possibile: chi sei Tu, che affascini un uomo fino a renderlo così libero da suscitare anche in noi il desiderio di quella stessa libertà? «Cristo me trae tutto, tanto è bello», esclamava un altro appassionato di Cristo, Jacopone da Todi: non ho trovato altra spiegazione.

Con la sua iniziativa il Papa ha dato una tale testimonianza a Cristo da far trasparire con potenza tutta la Sua attrattiva, a tal punto che essa in qualche modo ci ha afferrati tutti: eravamo davanti a un mistero che catturava l’attenzione. Dobbiamo ammettere quanto sia raro trovare una testimonianza che costringa il mondo, almeno per un istante, a tacere. Anche se, subito dopo, la distrazione ci stava già trascinando altrove, facendoci scivolare – l’abbiamo visto in tante reazioni – negli inferi delle interpretazioni e dei calcoli di “politica ecclesiastica”, impedendoci di vedere che cosa ci ha realmente avvinto nell’accaduto, nessuno potrà più cancellare da ogni fibra del proprio essere quell’interminabile istante di silenzio. Non solo la libertà, ma anche la capacità del Papa di leggere il reale, di cogliere i segni dei tempi, grida la presenza di Cristo.

Parlando di Zaccheo, il pubblicano salito sul sicomoro per vedere passare Gesù, sant’Agostino dice: «E il Signore guardò proprio Zaccheo. Egli fu guardato e allora vide. Se non fosse stato guardato, non avrebbe visto». Il Papa ci ha mostrato che solo l’esperienza presente di Cristo permette di “vedere”, cioè di usare la ragione con lucidità, fino ad arrivare a un giudizio assolutamente pertinente sul momento storico e a immaginare un gesto come quello che lui ha compiuto: «Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». Un realismo inaudito! Ma dove ha origine?

«Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura» (Udienza generale del mercoledì, 13 febbraio 2013). L’ultimo atto di questo pontificato mi appare come l’estremo gesto di un padre che mostra a tutti, dentro e fuori della Chiesa, dove trovare quella certezza che ci renda veramente liberi dalle paure che ci attanagliano. E lo fa con un gesto simbolico, come gli antichi profeti di Israele che, per comunicare al popolo la certezza del ritorno dall’esilio  facevano la cosa più apparentemente assurda: comperare un campo. Anche lui è così certo che Cristo non farà mancare la Sua guida e la Sua cura alla Chiesa che per gridarlo a tutti fa un gesto che a tanti è sembrato assurdo: mettersi da parte per lasciare a Cristo lo spazio di provvedere alla Chiesa una nuova guida con le forze necessarie per assolvere il compito. Ma questo non riduce il valore del gesto alla sola Chiesa. Attraverso la cura della Chiesa, secondo il Suo misterioso disegno, Cristo pone nel mondo un segno nel quale tutti possono vedere che non sono da soli con la loro impotenza.

Così «nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza», che spesso provocano confusione e smarrimento, il Papa offre a ogni uomo una roccia dove ancorare la speranza che non teme le burrasche quotidiane permettendogli di guardare al futuro con fiducia.

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61 commenti a Dimissioni del Papa: testimonianza di certezza e libertà

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  1. Pino ha detto

    oltre alla persecuzione “classica” (un cristiano ucciso ogni 5 minuti) contro la Chiesa cattolica c’è una persecuzione nuova che si è manifestata in modo violento ed aggressivo negli ultimi tempi: la persecuzione mediatica. Quando i media parlano della Chiesa trattano i seguenti argomenti: preti pedofili, Ior, lotte fra fazioni della curia romana, Vatileaks, IMU, otto per mille, dichiarazioni di pseudo-preti mediatici alla don Gallo, accuse ai cattolici di arretratezza culturale perchè si oppongono ai “diritti civili”, per poi ogni tanto ritirare fuori l’armamentario classico di inquisizione, Giordano Bruno, crociate, streghe ecc. ecc. A questo si sono aggiunte ora le dimissioni del Papa con esilaranti e demenziali interpretazioni che UCCR ha già evidenziato in altro articolo, interpretazioni che andranno avanti per qualche secolo. Ovviamente l’opera della Chiesa non solo di carattere spirituale ma anche sociale svolta in 2000 anni di storia non esiste e mai viene nemmeno accennata. Basterebbe leggere qualche commento agli articoli riguardanti la Chiesa cattolica sui quotidiani online di maggiore diffusione per rendersi conto del livello bassissimo del popolino del web, un misto di crassa ignoranza e pregiudizio. Ma questa situazione è indotta proprio dai giornalisti che scrivono sui principali quotidiani e fanno opinione abbindolando le deboli menti dei lettori. A mio avviso manca una strategia mediatica unita ad una denuncia forte e diretta di questa situazione, UCCR non basta.

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    • Piero ha detto in risposta a Pino

      ma anche dall’ “interno” con i cosiddetti cattolici adult(erat)i che massacrano chi tenta di difendersi con il solito “Giovanni Paolo II ha chiesto scusa” (dimostrando di non aver capito affatto il gesto, cosa “profetizzata” dall’allora card. Ratzinger) e che quindi dobbiamo solo stare zitti e subire le (ingiuste) accuse laiciste e “porgere l’altra guancia”.
      Personalmente ho subito piu’ insulti e ingiurie (e che insulti!) da parte dei soliti cattolici adulti che da atei e laicisti vari.

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      • Pino ha detto in risposta a Piero

        non c’è dubbio che il problema più serio sia interno alla Chiesa, basta leggere Famiglia Cristiana per rendersene conto. Ma lo stesso BXVI lo ha detto pubblicamente e ne è perfettamente conscio, il suo problema è che all’età alla quale è stato eletto non ce l’ha fatta a prendere la ramazza e spazzare via tutto il marcio. Lo ha fatto per i preti pedofili ma il problema più grave è il cedimento relativista di una parte della Chiesa.

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        • Emanuele ha detto in risposta a Pino

          …giusto.

          Il prossimo Papa speriamo abbia la forza di potare questi rami putridi che rischiano di far perire tutta la vite. Sosteniamolo con la preghiera fin da adesso.

          “E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.” (Mt 5, 30)

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    • Matyt ha detto in risposta a Pino

      Si può parlare di accanimento quando c’è (oggettivamente…) così tanto di cui parlare?
      A voi i legami tra IOR e Finmeccanica possono non interessare, a me si.
      O come un intimo collaboratore del papa abbia deciso di tradire la sua fiducia per “un bene superiore (parole sue)”
      O, magari, quale sia realmente il clima che si respira in Vaticano (clima talmente pesante e opprimente che ha, praticamente, indotto un pontefice a fare un atto che non veniva compiuto da 600 anni)

      Non mi sembra una persecuzione, mi sembra piuttosto un tentativo (maldestro o meno non sta a me giudicare, ma sicuramente meritorio) di chiarire faccende poco che di chiaro hanno molto poco.

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      • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Matyt

        A me interessano i legami tra Ior e Finmenccanica, spero siano chiariti al più presto.

        Il clima in Vaticano è talmente opprimente che Gabriele ha potuto fotocopiare liberamente documenti segreti e riservati per dieci anni senza che nessuno sospettasse nulla, tanto i rapporti sono basati sulla fiducia.

        Benedetto XVI si è dimesso per mancanza di forze, lascia stare i complotti che sono stati smentiti da padre Federico Lombardi.

        Così come i laicisti sperano nel moltiplicarsi di atti di pedofilia di sacerdoti per poi aggredire la Chiesa, così passano la giornata a curiosare in Vaticano, sperando in qualcosa di torbido per sghignazzare e sentirsi vittoriosi. Ecco l’origine del vostro interesse, puramente ideologico.

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        • Matyt ha detto in risposta a Fabio Moraldi

          Mi ha dato del laicista, dell’ideologizzato, e oggettivamente dello psicopatico (assieme a molti altri, ma penso che rispondere a lei sia più che sufficiente)

          Beh, evidentemente pare siate dotati di una facoltà della quale pare sia dotato solo il padreterno, ovvero quella di fare il processo alle intenzioni.

          Il mio interesse potrebbe essere anche solo veritatis gratia, e mi sono sentito dare dell’hater anticattolico.

          Prendo atto.

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          • Emanuele ha detto in risposta a Matyt

            …non ti offendere, anche se è stato un po’ duro non credo che si rivolgeva a te personalmente ma alla categoria.

            Comunque non è possibile che qualunque cavolata accada in Vaticano debba per forza diventare uno scandalo o un complotto…

            Anche i documenti sottratti da Gabriele (ingannato ed abbandonato, Nuzzi manco ci ha provato a difenderlo dicendo che la fonte non era lui… alla faccia della difesa dei propri informatori…) non contengono nulla… é mesi che si parla sul nulla, infatti tutte le posizione di prestigio (tranne quella di Gotti Tedeschi, le cui affermazioni si commentano da sole) sono rimaste quelle di prima…

            Se ci fosse stata una vera lotta interna, dopo la pubblicazione dei documenti riservati, sai quante teste sarebbero partite… Invece il “diabolico” Bertone è sempre al suo posto e così tutto il resto della curia.

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      • Pino ha detto in risposta a Matyt

        tu dimostri che quello che dico è vero, mi dai ragione. Il vs interesse è legato a queste cose, la vs concezione della Chiesa sono lo Ior, Vatileaks, il maggiordomo del Papa, l’otto per mille e l’IMU. Il resto non vi interessa perchè non lo capite.

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      • Lorenz ha detto in risposta a Matyt

        Inoltre il fatto che siano passati 600 anni dell’abdicazione-dimissione dell’ultimo Pontefice non vuol dire niente. Va considerato infatti che parliamo di due contesti e realtà notevolmente differenti, come il Papa ha efficacemente detto riguardo alla mutevolezza dei tempi.

        Questo ovviamente non significa che siamo di fronte ha “un’atto di modernità” o una “rivoluzione” come alcuni “giornalisti” hanno detto, quanto invece di un evento non frequente, tutto qui. Si è sempre più convinti che la società contemporanea stia diventando sempre più paranoica, dato che deve vedere necessariamente complotti per qualsiasi evento.

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        • Paolo ha detto in risposta a Lorenz

          Fa sempre sorridere vedere come chi difende le posizioni ideologiche di una religione accusi gli altri di ideologia…di per sè assurdo ma è quello che ormai si legge a ripetizione. Ps Sig. Pino tolga pure le virgolette da diritti civili non servono…che le piaccia o meno sono diritti negati (e in una societá civile è inaccettabile) solo per la ancora (e si spera sempre meno) presenza di soggettive e non veritiere concezioni di stampo religioso basate su fantasiose verità “rivelate”

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          • Matyt ha detto in risposta a Paolo

            Esattamente.
            Il cattolico da dell’ideologizzato al comunista, il comunista da dell’abbrutito al cattolico, e nessuno dei due si rende conto, per guardare la trave nell’occhio altrui, di quella nel proprio.

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            • Emanuele ha detto in risposta a Matyt

              Per una volta sono d’accordo…

              Mi pare però che il Papa abbia fatto una seria autocritica, riconosciuta anche da vaticanisti poco simpatizzanti… Senza contare le citate scuse di Giovanni Paolo II. Mi pare, invece, di non aver mai sentito ricusazioni da parte di molti politici di sinistra circa l’abominio del comunismo.

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          • Pino ha detto in risposta a Paolo

            uno che confonde il cristianesimo con una “ideologia” fa semplicemente sorridere. Ci mancava il gay che viene a proporci la religione omosessualista e viene a darci lezioncine etiche in tema di presunti “diritti civili” che nascono dalla ideologia (questa sì una ideologia) del gender. Spassosissima poi la conclusione nella quale la morale naturale viene scambiata per “presenza di soggettive e non veritiere concezioni di stampo religioso”.

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            • Matyt ha detto in risposta a Pino

              Ideologia: Il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale. (Treccani)

              In cosa la forma mentis cristiano cattolica contraddice la definizione?

              Capisco che il sostantivo venga utilizzato con accezione negativa (come i vari neologismi in -ismo che tanto pare piacciano…) ma teoricamente l’ideologia è quella.

              E, da definizione, il cattolicesimo non scappa.

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              • Azaria ha detto in risposta a Matyt

                Beh! Matyt, al giorno di oggi nel parlare comune per “ideologia” si intende piu` quel complesso (di credenze, opinioni, ecc.) che debba prevaricare la logica, la realta` delle cose.

                In altre parole cio` che e` definito ideologia nel parlare comune porta a dire “chi se ne frega della realta`, io voglio che sia cosi` e se non e` cosi` devo comunque convincere tutti che sia come dico io”, che finche` e` detto dai bimbi di 4 anni e` normale, quando lo dicono gli adulti iniziano a farti una pena infinita.

                Nella versione di “ideologia” che riporta Treccani rientrano sia lo stile di vita cattolico che quello gay, in quella del parlare comune solo l’oscurantismo gay (e non gli omosessuali in toto, gruppo ben diverso ed eterogeneo di persone) mentre la Chiesa ne e` infinitamente lontana.

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                • Matyt ha detto in risposta a Azaria

                  Benissimo, inventiamoci allora una parola neutra e non connotata che indichi “Il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale.”, non so, alpha

                  In cosa la forma mentis cristiano cattolica contraddice la definizione di alpha?

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                  • Matyt ha detto in risposta a Matyt

                    per evitare di continuare a girarci intorno…
                    Quello che voglio cercare di far presente è che la supposta superiorità dell’ideologia (da intendere in modo il più neutro possibile) cattolica è banalmente convenzionale, e che non differisce affatto da quelle ideologie “cattive” che mira a combattere.

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                    • Pino ha detto in risposta a Matyt

                      questo dimostra che non hai capito molto del cristianesimo, che non è una “ideologia” ma un fatto, la venuta di Cristo in questo mondo. E’ su questo fatto che si è sviluppato il cristianesimo, non su pippe mentali come quelle sulle quali si è sviluppato, per esempio, il marxismo o altre deliranti ideologie dei due secoli passati. Come fa giustamente notare Azaria l’ideologia pretende di far coincidere la realtà con le convinzioni soggettive di chi la predica.

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                    • Leonardo ha detto in risposta a Matyt

                      Come se non fosse importante il “cosa” una ideologia afferma.
                      A prescindere dal discorso se il cattolicesimo è da considerarsi o meno una ideologia, il ragionamento che fai appiattisce tutte le posizioni in un relativismo sterile.
                      Ci sono ideologie e ideologie. Non puoi non entrare nel merito delle cose.

                      Altrimenti potrei affermare che tutte le persone, in fondo, sono uguali. Rapisco tua moglie e ti do una donna a caso. Tanto donna era e donna rimane. Alla faccia della supposta perfezione di tua moglie ai tuoi occhi, è evidentemente una banalità convenzionale.

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                  • Leonardo ha detto in risposta a Matyt

                    Religione?
                    Anche se è più ampio, comprende tutto ciò che hai detto.
                    E ciò che hai detto, in effetti, è solo una parte di quell’esperienza, il Cattolicesimo, che io e altri milioni di persone viviamo.

                    Ma sicuramente hai ragione te, neh, non io che lo vivo.
                    Scusa.

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          • Lorenz ha detto in risposta a Paolo

            ??? io non ho accusato nessuno, ho fatto una semplice constatazione. Come si può parlare della abdicazione-dimissione di Papa Benedetto XVI come di atto di modernità o rivoluzione quando non è altro che una scelta prevista dal diritto canonico, di certo non formulata oggi, ed impiegata da altri pontefici in passato (anche remoto)? Semmai ciò che cambia sono le diverse motivazioni che hanno spinto i diversi pontefici ad abdicare-dimettersi (come è ovvio), ma questo non significa che siamo di fronte ad un “atto di modernità”.

            Per il resto io ho fatto una semplice constatazione: oggi ogni evento devve essere causato necessariamente da un complotto segreto che vi sta dietro dietro; guarda caso che uno dei sintomi della paranoia è proprio quello di vedere complotti ovunque.

            Io ho difeso una posizione ideologica? Ma se lo stesso Matyt ha scritto: “Ideologia: complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale. (Treccani)”. Io ho difeso una scelta (più che legittima) del pontefice, tenendo conto delle motivazioni da lui addotte (di certo non mi paiono ideologiche). Non mi sembra che ciò rientri in una delle categorie sopra indicate.

            Per il resto anche se la definizione proprosta dalla treccani possa sembrare valida anche per la religione, non mi pare che essa si possa comprare con l’ideologia, dato che si trovano su due piani diversi. Anche solo a vedere quale è stata la storia del temine “ideologia” se ne può vedere la differenza.

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      • manuzzo ha detto in risposta a Matyt

        Vedi Matyt, credo di parlare a nome di tutti quando dico che c’è bisogno di chiarezza. Se c’è un sospetto di qualcosa che non va, è bene che si chiarisca, come qualcun’altro ha detto in qualche commento.

        Poi mi domando come mai l’anticlericale standard sa tutto lui di “cosa succede nelle stanze vaticane” e contro la mafia non sappia dire un’emerita mazza, ma questo è un altro discorso. Vedi, il punto che mi dà molta, ma molta fede, è che non credo sia logico essere atei perché “la chiesa non paga l’ici” (o altre bufale simili, basta consultare il TUIR per capire come le verità vengono distorte). Ed una tale distorsione di verità non penso possa essere opera dell’intelletto umano (o i soliti interessati sarebbero troppo furbi, o l’italiano medio davvero stupido in tal caso!). Per esempio: sei uno stakeholder di finmeccanica? un correntista dello IOR? perché se non è così ti posso dire che i tuoi interessi (intendo materiale) non sono minimamente toccati. È il vostro odio insensato verso tutto quello che è cattolico che, paradossalmente, mi dona molta fede.

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        • Emanuele ha detto in risposta a manuzzo

          …mi hai fatto venire in mente una riflessione.

          Quando ero al liceo, molti ragazzini denigravano e riridevano le ragazze più timide e meno piacenti. In realtà, molti erano innamorati di loro, ma per paura di essere derisi dai compagni non facevano altro che deriderle e trovare difetti anche dove non c’erano.

          Così passavano le giornate a criticare l’abbigliamento, il modo di camminare, la pettinatura… spesso venivano inventati aneddoti su situazioni imbarazzanti oppure ingigantiti i fatti. Tutto pur di denigrare la persona la cui unica colpa era prorprio quella di picere ai loro aguzzini (pur non filandoli neppure di striscio).

          Diciamo una specie di “Odi et amo” adolescenziale.

          Ecco, secondo me molti atei, laicisti, etc. si comportano nello stesso modo. Si sentono fortemente attratti dalla Chiesa, vedono le opere buone di missionari, religiosi, sacerdoti e laici. Capiscono il messaggio di speranza di Gesù, vorrebbero anche loro le grazie dei sacramenti che vedono in tanti. Ma per paura di essere derisi dai compangni, si mettono a denigrare e criticare cercando ogni motivo per sminuire questa “infatuazione”.

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          • manuzzo ha detto in risposta a Emanuele

            può essere, forse per alcuni è così. Ma io credo sia più un soldatino in una guerra più grande di lui che non sa chi è che serve in realtà. Che poi certe anticlericalate siano davvero puerili, bisogna spegnere il cervello per non capirlo…..

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            • Emanuele ha detto in risposta a manuzzo

              Certo, hai ragione. Molti ormai rispondono a molla con ingiurie e calunnie appena sentono nominare la parola Chiesa… La maggior parte parla di Galileo, IMU, 8×1000, etc. senza sapere cosa dice, ripete solo la lezione imparata a pappagallo…

              Che grande “profeta” fu Orwell…

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    • Emanuele ha detto in risposta a Pino

      Giusto, ho qui un esempio lampante

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/18/chiesa-e-leternita-di-certi-privilegi/504077/

      L’opinionnista dichiara varie insesattezze e falsità sulle agevolazioni alla Chiesa, tra i quali la bufala che la Chiesa Cattolica sarebbe l’unica beneficiaria dell’8×1000. I commenti sono in linea, con offese ed inviti alla vilenza… Quando un lettore segnala l’errore, l’articolo viene corretto (non prima che il segnalatore sia stato vituperato dai “cagnolini” di turno).

      La scrittice, si scusa parlando di “svista”… ma dai! Ci crede solo lei… uno scrive un articolo sul meccanismo di assegnazione dell’8×1000 e sbaglia proprio su una cosa del genere (peraltro nota a tutti)!?… A pensar male si fa peccato, ma…

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      • EquesFidus ha detto in risposta a Emanuele

        Ma quale svista, lo (Stra)Fatto Quotidiano vive di propaganda e retorica anticattolica, sobillando le folle e le masnade contro la Chiesa. Era tutto organizzato, infatti come si vede dalla conversazione subito dopo l’ammissione di una “svista” si lancia subito a parlar bene dei valdesi e a denigrare la Sposa di Cristo. E poi ci si chiede come mai abbiano tutto costoro berciato tanto per il fatto che in Ungheria sia passata una legge che impone di rivelare le proprie fonti: costoro in realtà campano su mezze verità e manipolazioni, è ovvio che citando le fonti si vedrebbe che non esistono in realtà fonti ufficiali a sostegno della loro retorica, ma solo anticlericalucci e giornaletti. Mi auguro vivamente che questo giornalucolo, buono solo come combustibile, chiuda, almeno così queste menzogne (ad esempio, parla della Chiesa come se fosse l’unica benificiaria di tutto ciò che cita nell’articolo, quando non è assolutamente vero) smetteranno di andare ad ingrassare ulteriormente (come se ce ne fosse di bisogno) l’ideologia delle “torme di analfabeti” di cui parlava Montanelli.

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    • nicola ha detto in risposta a Pino

      Bravo, finalmente qualcuno che centra il problema. Ma dovresti andare più in profondità. I media quando sparlano della Chiesa lo fanno avendo come riferimento un certo quadro di valori, diciamo il quadro di valori laici attuale. Questo quadro di valori non coincide con quello della Chiesa. In molti casi è in evidente conflitto. Caso emblematico è il caso del cardinale Mahony.
      Il cardinaale, venuto a conoscenza di episodi elativi ai cosiddetti preti pedofili, avrà sicuramente preso dei provvedimenti come previsto dal ‘codice’ della Chiesa. Provvedimenti proporzionali alla gravità del crimine. Uno dei provvedimenti più gravi è la scomunica, c’è lasospensione a divinis (quella comminata a Baget Bozzo). Nei confronti dei suddetti preti non sono stati comminati provvedimenti tanto pesanti. La ragione? Perchè ha considerato l’atto criminoso come riprovevole ma non tale da giustificare provvedimenti più severi. Se si fossero macchiati di omicidio il provvedimento sarebbe stato di maggior peso. Ma i media, a cominciare dai media americani, hanno deciso che le ‘attenzioni pedofile’ sono gravissime. E lo hanno fatto intanto tirando fuori la parola ‘pedofilia’ che riporta subito alle deviazioni sessuali, quindi ponendo i preti sullo stesso piano, se non inferiore per l’ipocrisia dei preti suddetti, ai debosciati omosessuali e non, poi facendo leva sui ‘buoni sentimenti’ della famiglia americana. I media pappagalli italiani sonoandati, come al solito, a ruota. Sono andati a ruota senza chiedersi se in Italia, paese con una presenza percentuale del cattolicesimo sicuramente superiore a quello degli USA, ci sono stati casi del genere riguardanti i preti. Ebbene in Italia ci sono stati casi in numero enormemente superiore a quello degli USA. Personalmente ne conosco qualcuno di questi casi, e risalgono agli anni 60-70. Quindi non è un fenomeno recente, è presente nella Chiesa da molto tempo. La Chiesa ha avuto modo di affrontarlo e rifletterci su, elaborando anche provvedimenti adatti. Ebbene i casi di mia conoscenza sono stati ‘risolti’ con provvedimenti tipoquelli presi dal cardinal Mahony. La ragione? Perchè la Chiesa ha ritenuto che fossero ‘atti riprovevoli’ non atti criminali. I media, al contarrio, hanno creato il contesto per farli passare come atti criminali. Per cui siamo arrivati all’assurdo che lanciare un missile contro un palazzo abitato per ammazzare un presunto terrorista è un atto accettabile ma cedere alla tentazione da parte di un prete che sta insegnando il solfeggio di fare una carezza vogliosa è un gesto criminale meritevole della pena più grave.
      Ora voi delsito siete organici a questo ridisegnare il quadro dei valori. Voi appartenete alla categoria di chi dice che i Beatles sono musicalmente paragonabili a Beethoven, che la più alta tragdia che l’umanità abbia conosciuto è la shoà, che i paesi nordici protestanti hanno il diritto di dettare la lista dei valori,….e via continuando. Ma cosa prepara il terreno per l’attecchirsi di questa mutazione? Quasi tutte le forme di espressionemediatica, a cominciare dai film e dalle canzoni.

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  2. Lorenz ha detto

    “Così «nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza», che spesso provocano confusione e smarrimento, il Papa offre a ogni uomo una roccia dove ancorare la speranza che non teme le burrasche quotidiane”.
    Quanto condivido queste parole. Sono l’efficace sintesi della desolante realtà contemporanea; e questo lo dico senza vittimismo, senza rancore o cose simili, è una semplice constatazione.

    Pino non posso che condividere il suo commento. Adesso ci mancava l’accanimento dei giornali contro il card. Mahony.
    Ma sinceramente credo che abbiamo quasi toccato il fondo quando pochi istanti fa ho letto un articolo che cercava di stimare i soldi che lo Stato italiano dovrà spendere in occasione del Conclave. A tal proposito mi torna sempre in mente il libro di Verga, intitolato “I Malavoglia”, dove i cittadini di Aci Trezza interpretano le sincere azioni della famiglia di padron Ntoni mettendole sempre malignamente ed unilateralmente sul piano del denaro.

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    • Pino ha detto in risposta a Lorenz

      ma ormai sono questi i commenti dei media riguardo la Chiesa cattolica, solo chiacchiere, pettegolezzi, insinuazioni, scandali e scandaletti creati ad arte, non che gli scandali veri non manchino, ma l’informazione dei “grandi” (si fa per dire) giornali si ferma qui. Non esiste mai un minimo di reazione ufficiale, come dicevo non possiamo affidare solo ad UCCR la denuncia di questa situazione.

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      • Lorenz ha detto in risposta a Pino

        E ma come possiamo efficacemente contastare le nuove invasioni barbariche del popolino di facebook (e non è solo fb il problema)?

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        • manuzzo ha detto in risposta a Lorenz

          non le temo più di tanto. Non ci dimentichiamo che se il mondo avesse ascoltato una pastorella, quasi un centinaio di anni fa, non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale. Purtroppo noi umani appena abbiamo 10 € in tasca siamo bravi a dire “non ho bisogno di nulla”, “sono a posto”, “non credo nelle favole ne in babbo natale”. Non sono certo un profeta, ma il tempo sarà galantuomo.

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        • Emanuele ha detto in risposta a Lorenz

          …io credo che dobbiamo impegnarci un po’ di più a farci sentire anche con i nostri “superiori”, a partire da parroci e vescovi.

          Facciamo sentire la nostra voce sia come atto di sostegno sia come sprone per mettere in campo un cambiamento. Non tiriamoci indietro davanti alle difficoltà… oggi abbiamo anche questa grande opportunità di Internet che può diventare una nuova frontiera di evangelizzazione.

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      • Emanuele ha detto in risposta a Pino

        …comunque che Dio renda merito a UCCR e agli altri siti che cercano di fare un po’ di informazione veramente libera e seria.

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  3. Gab ha detto

    Io invece inviterei a riflettere con questo bellissimo articolo del Prof. De Mattei, che condivido in ogni singola parola.

    http://www.corrispondenzaromana.it/considerazioni-sullatto-di-rinuncia-di-benedetto-xvi/

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    • Emanuele ha detto in risposta a Gab

      …io lo condivido in parte.

      Condordo con la fine, ci saranno delle sorprese. Questa rinuncia è troppo “strana”… la scusa dell’età avanzata e della debolezza regge poco (mi pare che in questi giorni Benedetto XVI abbia dimostrato di essere tutt’altro che decrepito). Peraltro, questa motivazione presta il fianco a possibili visioni distorte “efficientiste” e “giovaniliste” tanto di moda oggi… non credo che il Santo Padre abbia rischiato a vuoto.

      Io credo che ci sia qualcosa dietro… non nel senso scandalistico, ma nel senso di manifestazione del Divino che ancora non sappiamo (possiamo) comprendere. Insomma, secondo me Benedetto ha chiaro (anche se forse non a livello conscio) che chi viene dopo di lui è più di lui (come non ricordare le parole con cui Giovanni Battista indicava Gesù?)

      “Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo” (dal discorso di Benedetto XVI). Anche il Papa passa l’incarico, ma non ad un successore umano, ma a Cristo stesso.

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  4. nicola ha detto

    Cosa c’è di diverso rispetto alpasato in cui i Papi, pur in grandi difficolta, non hanno rinunciato? Avevano quei Papi un legame diverso con Cristo?
    Perchè non ha rinuncioiato Giovanni Paolo II? Paolo VI, Pio IX? E via continuando.
    La risposta non è nellegame con Cristo ma nel ‘bene della Chiesa’.
    Questo sito che pure assolve ad un opera di informazione è troppo politicamente orientato. Siete dei conformisti e quindi siete una componente della Chiesa Cattolica che ha indotto il Papa a rinunciare. Per voi Fidel Castro, dittatore che si dichiara ateo, è più anticattolico di Obama, che giura sulla Bibbia (protestante), ma che approva la legge sulle nozze gay. E voi siete organici a questa derica dei valori base del diritto.

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  5. suor angelala Lucia ha detto

    sono perfettamente d’accordo; grande stupore unito alla commozione e alla ammirazione per la gigante testimonianza che il Papa ha dato a tutti e soprattutto a chi per avere una poltrona è capace di tutto e a chi dopo averla avuta vi resta incollato… Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi che con l’UCCR ci rendete si gran servizio culturale religioso . Sentivo il bisogno di un supporto che mi aiutasse a leggere il presnte con gli occhi del cristiano illuminato…grazie

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  6. Daphnos ha detto

    A proposito di quest’argomento, consiglio di restare sull’attenti, in attegiamento faceto. Domani sera, se proprio non volete vedere il Milan, andrà in onda su Italia1 una puntata di “Mistero” dedicata alle dimissioni del Papa. Si preannunciano grasse risate. Io purtroppo non potrò vederla perché ho una partita di calcetto, chi me la può raccontare mi farà un gran favore!

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  7. ClaudioLXXXI ha detto

    Molto buono, una sola puntualizzazione: diciamo “abdicazione”, non “dimissioni”.
    Le dimissioni si presentano a qualcuno, che le accetta o le rifiuta.
    Il Papa è re e il suo è un atto libero e sovrano. Non chiede permesso a nessuno, se non al Re dei re.

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    • Emanuele ha detto in risposta a ClaudioLXXXI

      hai ragione,

      secondo me va bene l’umiltà, di cui Benedetto XVI è sempre stato campione, ma questa non deve essere scambiata per pochezza.

      Infatti, secondo il mio modesto parere, deporre il Triregno fu un errore, anche se fatto con buone intenzioni.

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    • Gab ha detto in risposta a ClaudioLXXXI

      C’è una cosa che non ho afferrato. E’ vero che sarà il vescovo emerito di Roma? .. ma io mi domando.. non era prima un cardinale? Dovrebbe tornar tale esaminando i 2 famosi casi storici. Celestino V ritornò ad essere eremita mentre Gregorio XIV ritornò ad essere cardinale. E quindi perché “vescovo emerito”?

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      • Emanuele ha detto in risposta a Gab

        Vado a memoria…

        I vescovi al 75′ compleanno sono invitati a lasciare i loro incarichi. L’ordinazione episcopale é un sacramento e non può essere “cancellata”, da cui “vescovo emerito”.

        Il cardinalato non é un sacramento, deriva dall’incarico che si ricopre. Inoltre Benedetto ha superato l’età anche per essere elettore nel conclave. Per cui, niente di strano se rinuncia al titolo di cardinale.

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  8. angela ha detto

    Che commento sdolcinato e innaturale.. io credo solo che la chiesa abbia troppe pecche.. ma se si può sfuggire temporaneamente al giudizio dell’uomo sicuramente non si può sfuggire per sempre a quello di dio.. e credo che il giudizio di dio sia vicino. La falsa religione è raffigurata come una prostituta ubriaca. Si può comprendere la fine che deve fare leggendo i capitoli 17 e 18 del libro biblico di rivelazione o apocalisse.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a angela

      “sdolcinato e innaturale” 😀

      Io guarderei alla tua vita, che certamente ha più pecche di quella della Chiesa che ogni giorno aiuta milioni di poveri e bisognosi in tutto il mondo, e lo fa da 2013 anni.

      Sono 2013 anni che ubriachi, sbandati e parlatori di cavalli (vedi Nietzsche) dicono che la “fine è vicina”. Per ora gli unici a scomparire sono stati loro, e la stessa sorte toccherà ovviamente anche te.

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      • Emanuele ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Giusto, Napoleone, Stalin, gli imperatori romani, gli eretici e via dicendo tutti morti e dimenticati, la Chiesa sempre più grande…

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        • Piero ha detto in risposta a Emanuele

          beh… “dimenticati” e’ una parola grossa.
          Diciamo che hanno fatto certamente “meno bene” della Chiesa, su questo non c’e’ alcun dubbio.

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          • Emanuele ha detto in risposta a Piero

            Dimenticati nel senso che, mentre centinaia di milioni di persone impostano la loro vita sugli insegnamenti della Chiesa, nessuno sano di mente segue le ideologie di questi personaggi…

            Certamente nel bene e nel male hanno modificato la storia, ma tutti loro messi assieme non sfiorano la rivoluzione civile e culturale inagurata da Gesù.

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            • Piero ha detto in risposta a Emanuele

              nessuno sano di mente segue le ideologie di questi personaggi…

              Ne sei proprio sicuro sicuro???

              No perche’ mi e’ parso di vedere negli ultimi 50 anni in Italia piu’ o meno 20 milioni di persone credere ciecamente in una ideologia mortifera, quella rossa…
              E qualche altro centinaio di migliaio credere in quell’altra, APPARENTEMENTE opposta, quella nera…
              Se parliamo solo d’Italia, vediamo un po’ anche il resto del mondo…
              Anzi, a dire la verita’, scartando i cattolici “tiepidi” e quelli adulti, forse nel mondo sono piu’ le persone che hanno creduto (e credono) nelle ideologie mortifere e vetuste di personaggi di tal fatta che le persone che credono negli insegnamenti della Chiesa.

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              • semelets ha detto in risposta a Piero

                Aggiungerei, oltre alla rossa e alla nera, l’attualissima e altrettanto mortifera ideologia radicale, cioè l’ideologia relativista che, ponendosi non “di fronte”, ma “di traverso” riesce ad insinuarsi praticamente in ogni sistema di pensiero e il cui colore può senz’altro identificarsi nell’arcobaleno.

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  9. Gab ha detto

    Riporto un’altra profondissima riflessione:

    “Il Papa riceve da Dio ad personam un vincolo mistico tra sé e il Corpo mistico della Chiesa, vincolo che lo lega ad essa con un legame divino unico, che non ha assolutamente nessun altro membro della Chiesa, come ad essa con il suo
    amore divino – e dunque legame divino – è legato il Cristo. Questo vincolo, tre volte stretto all’essere dal laccio perentorio della risposta

    « Signore, tu lo sai che ti amo » alla perentoria
    domanda di Cristo: « Simone di Giovanni, mi ami tu? », è un
    vincolo che solo la morte può togliere.

    Ma, ripeto, è, questa, un’interruzione unicamente materiale: l’amore proclamato e
    dunque affermato come ‘fatto dato nell’essere’, nell’essere rimane, e vi rimane in eterno. È il carisma di Pietro.
    Le dimissioni sono permesse legalmente, il canone congetturato dalla persona stessa che aveva maturato la volontà di dimettersi ne configura le modalità. Ma l’istituto delle dimissioni non è stato mai indagato nella sua conformazione
    metafisica, e tutti hanno sempre ritenuto che esse potessero discendere dal potere assoluto del monarca, che può tutto, senza distinguere – come invece fa san Tommaso – tra potenza assoluta in sé e potenza assoluta relativamente alla ragione di ente, ossia al principio di non-contraddizione.

    Le dimissioni non sono permesse metafisicamente, e misticamente, perché nella metafisica sono legate al laccio dell’essere, che non permette che una cosa contemporaneamente sia e non sia, e nella mistica sono legate al laccio del Corpo
    mistico che è la Chiesa, per il quale la vicarietà assunta con il giuramento dell’elezione pone l’essere dell’eletto su un piano ontologico non accidentalmente ma sostanzialmente diverso da quello lasciato: dal piano già alto del sacerdozio
    sacramentale di Cristo lo pone sul piano ancora più metafisicamente
    e spiritualmente alto di Vicario di Cristo.

    Dunque la legge è sovrastata ancora una volta dalla metafisica, che è a dire che la storia (la legge positiva appartiene alla storia) ancora una volta è sovrastata dalla metafisica, dall’ontologia, che è a dire dalla verità delle cose, dalla legge
    naturale, in primo luogo dal principio di non-contraddizione, cui deve assolutamente obbedire.

    Non considerare questi fatti è a mio parere un colpo micidiale al dogma, dimissionarsi è perdere il nome universale di Pietro e regredire nell’essere privato di Simone, ma ciò non può darsi, perché il nome di Pietro, di Cephas, di Roccia, è dato su un piano divino a un uomo che, ricevendolo, non è più solo se stesso, ma “è Chiesa”: « Tu sei Pietro, e su questa Pietra fonderò la mia Chiesa » (Mt 16, 18).
    Il dogma rigetta il colpo, e non ne risente, perché l’atto, come solito, non è stato formalizzato dogmaticamente, ma ne risente la Chiesa nel suo ambito umano, che difatti accusa il colpo nella sua confusione estrema, nella prostrazione e
    nel turbamento massimi subito corsi per tutta la cattolicità.

    Senza contare che si sta realizzando la probabilità che, lasciando che una legge positiva permanga nell’ordinamento canonico malgrado sia in patente contrasto con una legge metafisica che le è superiore e che dovrebbe governarla, ciò porti a conseguenze ancor più gravi della gravità dell’atto compiuto a mezzo di quella legge: non potendo in realtà dimettersi il Papa autodimessosi, il Papa subentrante, suo malgrado, in realtà, metafisicamente parlando, che vuol dire
    nella realtà più vera e che di per sé sorpassa ogni legge storica, non sarà che un antipapa.

    Ma regnante sarà lui, l’antipapa, non il vero Papa, ora dimesso. Siamo tornati ai secoli atri di Guiberto e di Maginulfo, ma ribaltati, e dunque ora, di quelli, questo secolo è anche peggio.

    La Chiesa sta correndo verso il naturalismo, e queste dimissioni papali, staccando ancor più la Chiesa reale da quella metafisica da cui dipende, la avvicinano ancor più all’orlo del baratro. Che questo orlo non sia superabile, non toglie il pericolo, ma lo accentua, perché il mondo e il diavolo, credendoci, inneggiano come già fatta alla vittoria.”

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    • semelets ha detto in risposta a Gab

      Sorge spontanea la domanda se i successori di un antipapa siano papi o antipapi a loro volta, perchè nel secondo caso bisognerebbe vedere se l’abdicazione di Benedetto cade in numero pari o dispari. Se infatti cade in numero pari e i successori di un antipapa sono antipapi, allora il successore di Benedetto sarà un papa, in quanto antipapa di una successione di antipapi (l’antipapa di un antipapa dovrebbe essere un papa, se la matematica non è un’opinione).
      C’è qualcosa che mi sfugge?

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      • Gab ha detto in risposta a semelets

        Si.. la successione degli antipapi tecnicamente è parallela a quella dei papi. Non è che un antipapa si alterna ad un papa. Sono 2 linee parallele. Una legittima (non solo per il diritto canonico ma specialmente per il Grande Elettore che è lo Spirito Santo), l’altra illegittima.

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        • semelets ha detto in risposta a Gab

          In che senso parallela?

          Da quello che hai scritto, la prima abdicazione della storia dovrebbe aver dato origine a una successione di antipapi, senza che vi fosse una successione parallela di papi. Quando si sarebbe interrotta la prima successione di antipapi? Immagino con la seconda abdicazione della storia, che avrebbe prodotto, nel sucessore, un antipapa dell’ultimo antipapa, cioè un papa nuovamente legittimo e così via…
          Da quanto scrivi insomma la storia della Chiesa sarebbe stata, a partire dalla prima abdicazione, un alternarsi di successioni di antipapi e papi.
          Da qui la conseguenza (a mio avviso alquanto stravagante) che bisognerebbe sapere se quella di Benedetto sia un’abdicazione pari o dispari per sapere se il prossimo pontefice darà inizio ad una successione di antipapi o di papi.

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    • Dario ha detto in risposta a Gab

      Io non riesco proprio a capire: voglio dire, la possibilità che il papa abdichi è prevista dal codice canonico da molti secoli, anzi, il primo papa che abdicò, per cause di forza maggiore, fu Clemente I, verso il 97 d.C.
      E’ davvero possibile che in quasi duemila anni di storia nessuno, compreso Ratzinger, abbia analizzato la questione in termini metafisici? Io questo scandalo, l’inquinamento da legge positivistica, non lo vedo proprio. Anche perchè il caso che più si avvicina a quello di Benedetto XVI, è il famoso Celestino V, che è stato fatto santo dalla chiesa medievale, quindi l’abdicazione di un papa, se sorretta da motivazioni valide, non è affatto un marchio d’infamia, un peccato che grida al cospetto del cielo.
      Mi viene poi da chiedere: se davvero la Chiesa si sta perdendo, sta intaccando il suo patrimonio dottrinale sin nei fondamenti (con tutta sta storia di fondamenti metafisici, teologici, naturalistici, canonici, ecc ecc), allora Cristo dov’è? Dov’è la sua assistenza al suo Corpo mistico? Naturalmente il Signore, rispettando la libertà umana, non impedisce agli uomini di Chiesa di sbagliare, ma non si possono toccare i fondamenti, il lato divino della Chiesa lo rende impossibile, come è impossibile che un papa ufficialmente smentisca un dogma, oppure che si sbagli con la proclamazione dei santi.
      Secondo voi un papa illegittimo sul piano metafisico, che si installa al posto di quello vero, può esistere? E quando Ratzinger non ci sarà più, avremo la Chiesa governata da un illegittimo? Il vero papato scomparirà? E allora che dire di tutti i papi venuti dopo Celestino V? O magari più indietro fino a proprio Celmente I?
      Inoltre il termine antipapa: perchè antipapa? Gli antipapi erano impostori voluti da imperatori o fazioni ribelli di certa chiesa, che si opponevano al pontefice legittimamente eletto. Ma il nuovo papa non è imposto da nessuno, non si oppone a Benedetto XVI, perchè è stato proprio lui a renderne possibile l’elezione, perciò, anche ammesso che, sul piano sacramentale, Ratzinger sarà ancora papa (non sono esperto in materia, non posso dire dal 1 marzo in poi quale dovrà essere il titolo di Ratzinger), il nuovo venuto non è un concorrente, tra i due ci sarà pacifica e voluta coesistenza, non certa opposizione. Penso che chi strilli allo scandalo sarà pure mosso da buona fede, ma conosce la storia e la dottrina della Chiesa molto poco, e non sa fidarsi di Dio.

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      • Gab ha detto in risposta a Dario

        “Inoltre il termine antipapa: perchè antipapa? Gli antipapi erano impostori voluti da imperatori o fazioni ribelli di certa chiesa, che si opponevano al pontefice legittimamente eletto. Ma il nuovo papa non è imposto da nessuno, non si oppone a Benedetto XVI, perchè è stato proprio lui a renderne possibile l’elezione, perciò, anche ammesso che, sul piano sacramentale, Ratzinger sarà ancora papa (non sono esperto in materia, non posso dire dal 1 marzo in poi quale dovrà essere il titolo di Ratzinger), il nuovo venuto non è un concorrente, tra i due ci sarà pacifica e voluta coesistenza, non certa opposizione. Penso che chi strilli allo scandalo sarà pure mosso da buona fede, ma conosce la storia e la dottrina della Chiesa molto poco, e non sa fidarsi di Dio.”

        La riflessione riportata è di Enrico Maria Radaelli e ne sa ben più di te e di me di storia e dottrina della Chiesa.

        La critica del suo pensiero è supportata dal punto di vista teologico e dottrinale. Ed è un punto di osservazione come altri sulla questione dell’abdicazione.

        Chi sottovaluta il piano metafisico rendendo le dinamiche della Chiesa una prerogativa meramente umana è invece l’errore più grave nel “non fidarsi di Dio” come tu stesso dici.

        Io penso che la questione sia molto seria e che non sia tutto “rose e fiori” come i media vogliono invece suggerire. Oggi la Chiesa sta attraversando un momento molto difficile dovuto anche ai contesti sociali che le sono particolarmente avversi.

        La questione dell’antipapa è senz’altro una questione molto forte. Io non ho avuto modo di approfondirla ma certo è che se il pericolo si è avuto in passato (nell’arco di diversi secoli tra l’altro) non vedo perché il presente dovrebbe essere esente da questo rischio. Spero e mi auguro che non sia così ovviamente.

        Sugli episodi storici da te ricordati tu stesso parli di cause di forza maggiore in cui onestamente io non intravedo alcun tipo di paragone nel caso di Benedetto XVI.

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  10. Sophie ha detto

    Scusate ma è vero che è esistita nella Chiesa Cattolica una papessa donna all’insaputa di tutti, che ha fatto durante il papato pure un figlio ed è stata sgamata?

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