Il disastroso fallimento del ’68 e della rivoluzione sessuale

SessantottoA posteriori possiamo tranquillamente dire che le rivoluzioni sessantottine sono chiaramente fallite: non in quanto non si sono realizzate, ma proprio perché hanno acquisito il loro posto centrale nella mentalità degli europei.

La colpa più grave delle sciocche ribellioni dei sessantottini è certamente quella di aver creato degli eterni bambini, incapaci di educare e di essere testimoni credibili per le generazioni future (compresa la nostra). Ribellione all’autorità, libertinismo, laicismo, antiproibizionismo ecc. non hanno liberato l’uomo, lo hanno reso solo più solo, più schiavo dei suoi vizi e più impaurito della realtà.

Antonio Polito, editorialista de Il Corriere della Sera, nel suo ultimo libro Contro i papà (Rizzoli 2012) ha proprio spiegato come la generazione che è passata dal ’68 abbia rovinato i giovani di oggi: «i nostri figli non hanno più trovato in noi qualcuno cui opporsi, uno stimolo a crescere, a rendersi indipendenti. Dal 6 politico all’università facile, fino al lavoro come diritto. Siamo la prima generazione che ha disobbedito ai nostri padri per obbedire ai nostri figli. Ci siamo liberati al padre, abbiamo fatto la rivoluzione contro la sua autorità, e ora coi nostri figli facciamo appello al negoziato. Abbiamo trasmesso loro il diritto al benessere, senza nessun dovere connesso». Così, spiega Polito, il problema dei figli bamboccioni (niente studio né lavoro) è «un problema culturale», per questo invita i genitori di oggi a comportarsi all’opposto dei loro padri rivoluzionari: «sfidate i figli, opponetevi se necessario, ma non fare il muro di gomma. Con i figli occorre starci, starci e ancora starci».

Antonio Scurati si concentra sulla rivoluzione sessuale anche se non vuole nemmeno definirla “rivoluzione”, ha spiegato su La Stampa: «Di tutte le rivoluzioni mancate – o fallite – dalla sinistra sedicente rivoluzionaria, la rivoluzione sessuale è stata la più fallimentare. Sul terreno ha lasciato quasi solo rovine: tra le più ingombranti, e irremovibili, spiccano la crisi della famiglia (non il suo superamento, si badi bene) e la mastodontica mole sociale della frustrazione sessuale». Il dilagare della pornografia, al maschile e al femminile lo dimostra (il 30% del traffico in rete è destinato al porno). Continua lo scrittore: «Siamo tutti, personaggi di finzione e persone reali, parimenti prigionieri dell’ideologia del sesso. In un pomeriggio di noia abbiamo spostato sul sesso l’intera posta metafisica che il secolo precedente, quello romantico, aveva giocato sull’amore, ultima religione dell’Occidente».

Antonio Socci ha ripreso questo articolo, affermando a sua volta: «Il sesso parlato, immaginato, guardato, venduto, comprato, praticato, modulato in mille varianti – diventato ossessione di massa e, con la rete, prodotto di vasto consumo – sembra sia l’unica rivoluzione vera scaturita dal ’68 “desiderante”». E ancora: «la marxistissima generazione del ’68 ha dato un decisivo contributo alla più capitalistica e borghese delle rivoluzioni, erigendo il desiderio a pretesa assoluta e così spianando la strada a un’industria della sessualità e del suo immaginario che rende merce i rapporti affettivi e pure i corpi. La famosa e celebrata liberazione sessuale del Novecento si è risolta in realtà in una nuova alienazione, in una servitù volontaria di massa e in una pratica di controllo dei corpi e delle menti fra le più pervasive».

Gli ideatori della rivoluzione sessuale del ’68 avevano un chiaro intento di sopprimere la vecchia morale sessuale giudaico-cristiana, considerata repressiva, sessuofoba e arretrata. Tuttavia Socci, conclude la sua riflessione con una bella apertura: «Io che professo tutti gli insegnamenti morali della Chiesa cattolica, che li ritengo anzi liberanti e pieni di sapienza, e che sento come una violenza psicologica e spirituale, soprattutto per i più giovani, questa sessuomania dilagante, questa aggressione pornografica onnipresente, voglio dire che anche la cosiddetta rivoluzione sessuale ci parla dell’inestirpabile desiderio di Dio. E della sua mancanza. Del doloroso vuoto di Lui che ci risucchia nel suo gorgo, anche attraverso la carne».

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126 commenti a Il disastroso fallimento del ’68 e della rivoluzione sessuale

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  1. GT ha detto

    Condivisibile in parte questo articolo da parte mia, perché vengono generalizzati soltanto alcuni aspetti degli anni “hippies”.
    Molti personaggi importanti della storia si sono “formati” nella ribellione, l’articolo contesta questo fatto, non mi sembra corretto. Anche perché la rivoluzione sessantottina ha sfidato il paternalismo del “ho sempre ragione, perché sono padre!”, tipico atteggiamento di una visione autoritaria e convenzionale. Il nazismo, il fascismo infatti sono stati esempi di ripristino di questa mentalità, già negli anni 30 le figura di ruolo, di comando avevano perso il loro smalto.
    Il problema del 68 e di tutti quei movimenti giovanili è la scorretta applicazione del principio egualitario, alla fine da vittime si diventa carnefici. E’ sempre stato così. Ma attenzione a dire che questo movimento dei Figli sia stato “fuffa”. Bob Dylan, Steve Jobs, Giovanni Paolo II (anche se di una generazione prima, da giovane ha sfidato il potere “costituito”, basta vedersi le fiction a lui dedicate, in cui all’epoca faceva attore teatrale ed era “scandaloso” per il tempo) sono figure nate da ambienti ferventi della gioventù del cambiamento. Il problema di oggi è che i giovani di oggi fanno poco comunità.

  2. lorenzo ha detto

    A chi vuole avere un’immagine realistica del 68 consiglio di legersi il testo della canzone degli Squallor “Mi Ha Rovinato Il 68”.

    • Klaus ha detto in risposta a lorenzo

      Carina, non la conoscevo. E’ un po’ a forti tinte, ma dice la verità: il 68 è stata la vera e autentica rivoluzione del Gattopardo. Che poi in realtà avrebbe dovuto chiamarsi rivoluzione di Don Tancredi, non del Gattopardo (che sia stata proprio la cattiva coscienza dei sessantottini a farle cambiare nome attribuendola allo zio al posto del nipote?), cioè del giovane rampollo rampante che non voleva la concorrenza delle nuove classi emergenti, appunto cambiando tutto perché nulla cambiasse. Proprio come avvenne nel 68, una rivoluzione sul piano del costume che sul piano del vero potere mantenne le rendite di posizione di chi già lo aveva. Basta guardare il pedigree di quelli che vi hanno avuto successo e che tuttora pontificano da giornali e TV. E la fine che hanno fatto gli altri fessi che ci hanno creduto.

    • edoardo ha detto in risposta a lorenzo

      Dipende da come l’hai vissuto te, se ti ci riconosci, o chi ha scritto quel testo.
      Se dovessi io scegliere un testo che ritengo emblematico di un mondo, o meglio, del mio mondo negli anni 70, decisamente mi sentirei rappresentato per oltre il 90% da “The End” dei Doors.
      Per me il 68, o meglio, gli anni 70 sono perfettamente rispecchiati dalle parole sconnesse e dal caos mentale di quella canzone.

      • lorenzo ha detto in risposta a edoardo

        In effetti la canzone dei Doors rispecchia bene la realtà che ha seguito immediatamente il 68.
        Prima un’ubriacatura di “… illusioni occupazioni e cortei
        e lacrimogeni e botte per star con lei…”;
        al risveglio era crollato un mondo…

      • Klaus ha detto in risposta a edoardo

        Io non mi ci posso riconoscere perché nel 68 ero in quinta elementare. Però ricordo bene gli anni che seguirono e non li rimpiango affatto. Svegliarsi tutte le mattine con il bollettino di guerra di chi era stato ammazzato dei terroristi non era così divertente. Comunque, in sintesi, secondo me il 68 è stato un grande insieme di ipocrisie sotto l’insegna della lotta all’ipocrisia. Tutti uguali, contro la meritocrazia e il classismo, per la libertà … ma quando mai? L’affermazione dei giovani, di quei giovani che adesso hanno sessanta, sessantacinque, settant’anni anni e col cavolo che lasciano un briciolo di potere a chi ha meno anni di loro. I ggiovani di una volta fondatori della più inamovibile gerontocrazia del mondo (che ci sta mandando a picco).

        • lorenzo ha detto in risposta a Klaus

          Non preoccuparti, la gerontocrazia che attualmente governa, il 68 l’ha fatto fare agli altri: loro hanno semplicemente approfittato delle poltrone lasciate libere per occuparle.
          Chi ha fatto il 68 aveva poche idee ma confuse e, quelle poche che aveva, non si sono realizzate.

        • edoardo ha detto in risposta a Klaus

          Se è per quello, nemmeno io. Nel 1968 avevo 11 anni, dunque ero in quinta anch’io.
          Ma per 68, si intende un periodo che si prolunga fino a fine anni 70.
          Per me il “68”, cioè dal 72/73 fino all’81, non hanno avuto nulla di politico.
          Parlo del mio “caso”, della mia esperienza di quegli anni.
          Politica = 0 Droga = tanta.
          A me il 68 m’aveva preso la testa con gli hippies, e poi i freackettoni, la brutta copia urbanizzata degli hippies.
          Ma di politico non ho mai avuto niente, solo droga e vita vagabonda in mezzo ai casini.
          E non spinto da motivi ideologici, dei quali non poteva fregarmene di meno, ma solo da motivi psicologici e di dissidio famigliare, che era davvero profondo e devastante, in grado di aprire una frattura in me adolescente nel periodo pre-droga, da condurmi sull’orlo del suicidio quando ero in seconda media.
          Dopo è venuta la droga, fiumi di droga di tutti i tipi, che hanno livellato tutto come la coltre piroclastica di una nube vulcanica che livella la morfologia del paesaggio.
          Droga e vita sregolata, nell’ottica futura di andare in India/Nepal perché lì la morfina te la tiravano dietro da quanta girava.

  3. Controinformato ha detto

    Amore libero…
    …da ogni responsabilità e impegno.

  4. Andrea ha detto

    Mi ritrovo in pieno nel commento di Socci.

    Pur tuttavia, non tutto ciò che si diceva nel ’68 era fallace: coinvolgere costruttivamente i giovani nella Società poteva esser d’aiuto, l’adolescenza vista come età di una costruttiva antitesi al pensiero tetico della generazione precedente in vista di una sintesi con l’età adulta sarebbe stata finalmente un’età compiuta.

    Solo che l’unica cosa che i sessantottini hanno fatto arrivati nelle stanze del potere è stato di “liberalizzare il sesso”…

    • lorenzo ha detto in risposta a Andrea

      Il 68 voleva creare una società nuova ma ha solo spianato la strada ai profittatori.
      E’ successo più o meno quello che è avvenuto con il crollo dallo statalismo sovietico: chi ha saputo approfittarne è diventato classe dirigente.

      • Andrea ha detto in risposta a lorenzo

        Esatto…

        Ma a pensarci la stessa rivoluzione d’Ottobre (e qualsiasi altra rivoluzione rossa) quello è stato: far crollare un potere assoluto per sostituirlo con un potere ancora più assoluto celandosi dietro la maschera dell’egalitarismo.

  5. Gab ha detto

    Ma secondo voi lo sfondo storico del ’68 in cosa ha influenzato le “novità” del Vaticano II nella Chiesa? Si può notare, per quel che mi riguarda, una vera e propria rivoluzione nella Chiesa stessa che, pericolosamente, in alcuni casi si apre un pò troppo al “mondo” invece di controllarne, appunto, la rivoluzione culturale.

  6. Sophie ha detto

    Il ’68 secondo me è stato l’anno della liberazione e del via libera a Satana. Da lì la rovina del mondo, altrimenti non si spiega….

    • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

      Sophie, posso dire con affetto che ci sei mancata 😉 ?

    • Sophie ha detto in risposta a Sophie

      Hola Daphnos, ciao a tutti!:)
      Ho passato un brutto periodo, sono stata abbastanza sfortunata. Per un mesetto ho perfino perso la fede. Ma eccomi qui. Si cade e ci si rialza! Vi voglio bene con tutto il cuore.:)

  7. Giuseppe ha detto

    A parte i vaniloqui sul demonio, che sta bene dove sta, cioè da nessuna parte, credo che parlare di ’68 come un qualcosa di monolitico e univocamente definito sia sostanzialmente un abuso linguistico. Per esempio, già esiste una notevole differenza tra il ’68 americano e quello europeo, visto che nel caso degli Stati Uniti c’era da mettere in discussione le motivazione dell’intervento americano in Vietnam. Ma se proprio dovessimo parlare di ’68 come lo si intende comunemente, credo che questo sia stata una risposta forse sbagliata ed eccessiva ad un mondo che comunque non poteva più perpetrare se stesso. Quel clima ipocrita e fittizio di “felicità del mulino bianco” codificato nell’ordine sociale venuto fuori dal capitalismo della ricostruzione postbellica, aveva iniziato a mostrare tutta la sua debolezza, ed era ovvio che sarebbe finito rovinosamente. Inutile scandalizzarsi. Ovviamente chi scrive, definendosi un liberale, non giustifica affatto le violenze ed il deliro collettivista che spesso accompagnò quel periodo turbolento.

    • Daniele Borri ha detto in risposta a Giuseppe

      A parte la tua mancanza di rispetto verso i credenti (ma ormai l’intolleranza è un dato di fatto con voi), qui si parla sopratutto di rivoluzione sessuale. Dunque commento sbagliato e inutilmente offensivo.

  8. Penultimo ha detto

    Il 68 è la chiave per la quale la donna è merce di piacere.Non è più “madre,donna,lavoratirice”, diventa brutalmente “una merce,una cosa,un oggetto sessuale da sbattere su internet.Nel 48 (anche se parte c’è da prima) si otenne un grande risultato,il sufragio femminile,nel 68 lo hanno riperso in altra forma.Adesso la donna si può dire che è libera.Non basta la quantità,quanto sei libero,ma serve la qualità,in che senso sei libero?Da che cosa sei libero?Sei libero perchè sei più vista come oggetto di piacere?Gli oggetti non sono liberi,ringrazino molte feministe proprio quel 68 al quale si ispirano.

    • Titti ha detto in risposta a Penultimo

      Anche prima la donna era oggetto di piacere, vedi le case chiuse. Indipendentemente dal movimento sessantottino. Il suffragio universale è da considerarsi il minimo indispensabile per un paese che si definisce civile. In quanto alla “madre,donna,lavoratrice” dopo la seconda guerra mondiale, la donna lavoratrice ha avuto fasi alterne: ricercata per sostituire l’uomo andato in guerra come operaia e contadina a tempo pieno (già le donne in campagna lavoravano duramente, seppur con nessun riconoscimento per il loro contributo), di nuovo relegata in casa, di nuovo ricercata
      in pieno boom economico come manodopera a buon mercato, sempre ricattabile e licenziabile se incinta. Se andare in giro semi-nude è una falsa libertà, anche il dover seguire una strada forzata perchè priva di alternative, dover sottostare alla morale di una società pronta a giudicarti se non arrivavi illibata al matrimonio, neanche fossi un oggetto col bollino di garanzia, dover essere giudicata in base ad una trafila di filtri intrisi di ipocrisia era sicuramente una gabbia dalla quale le donne hanno lottato per evadere, anche a costo della propria vita.

      • Gab ha detto in risposta a Titti

        … per allontanarsi da Dio e avvicinarsi al demonio .. una bella concquista! non c’è che dire

      • Gab ha detto in risposta a Titti

        fermo restando che è stata proprio la democrazia la rovina del genere umano, a mano a mano che si è andato sempre di più ad allargare il voto si sono ottenute le più grandi nefandezze della storia.. le leggi sul divorzio e sull’aborto nascono dall’isteria del femminismo ideologico che evidentemente la possibilità del voto alle donne ha reso possibile..

        la smania della indipendenza del “corpo femminile” ha portato alle peggori atrocità del mondo moderno .. il nazismo reso “legale” a suon di voti appunto.. l’aver plasmato e lobotomizzato le masse con la bugie delle “libertà civili” non ha fatto che promuovere le più gravi ingiustizie verso l’essere umano

        • Titti ha detto in risposta a Gab

          Gab, come vedresti la figura femminile nella società? Tanto per farmene un’idea…

        • Titti ha detto in risposta a Gab

          “La smania dell’indipendenza del corpo femminile…” lasciami andare al catasto che controllo di chi sono diventata proprietà…

      • Penultimo ha detto in risposta a Titti

        Lo sò ma infatti non pare che io sia contro il sufragio.Ma non sottostare a una morale?E dunque non era con una qualche morale che lottavano?Pare che sia liberarsi dalla morale il compito,certo,liberarsi da qualsiasi morale,mica era morale tenerle relegate in casa.E che ti dice il contrario?Ma certo se morale è quella di essere usata come merce,come ho detto,val la pena mettersi nuda e staccare crocifissi come le pussy riot.Ma non farti troppr illusioni la libertà quantitativa non è che una forma,uno iato di non cercare la libertà.Perchè ripeto adesso,siete molto ma molto più merce rispetto a prima.Il vostro corpo appare sia su qualsiasi programma televisivo,dunque serve solo come stimolo del piacere sessuale.Ci sono donne e ci sono bambine,le bambine non sanno essere libere si spera che imparino,mia madre era sia madre che lavoratrice che donna.Non aveva bisogno delle insulsaggine ideologiche feministe per esserlo.Anzi si autoimponeva di essere madre,le altre quelle che invece rinnegano i loro figli?Si a nome di quelle che non lo fanno le reputo infantili,sono incapaci di essere donnetanto quanto sono incapaci di essere madri.Prima?C’era meno stalker,ma non è un ritorno al prima,ma un riequilibrio del dopo. Non illuderti che non ci siano state donne che addiritura nella storia hanno ricoperto l’incarico di imperatrici,molto più di oggi.

        • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

          E poi domandati come mai potrebbero essere libere donne,se la libertà e essere come l’uomo che spesso contestano?Adesso hanno l’epiteto di predatrici,”predatrici”,ma non fatemi ridere,si vede come sono usate nei programmi televisivi e sul web.

          • Titti ha detto in risposta a Penultimo

            C’è stata, se non erro nel 2011, una manifestazione delle donne bipartisan, intitolata “Se non ora, quando'” contro il malcostume che vedeva nella velina la condizione massima a cui una ragazza potesse aspirare. C’è stato sdegno nel sentire un certo politico, che rispondendo ad una precaria che chiedeva un consiglio sul proprio futuro, suggeriva alla ragazza di trovarsi un marito ricco. Mi chiedo perchè bisogna sempre parlare della donna, angelo del focolare, meretrice, madre, perchè gli uomini sfuggono a queste classificazioni?

            • Gibbì ha detto in risposta a Titti

              Gli uomini sfuggono a queste classificazioni perché gli uomini non fanno della propria sessualità uno strumento di potere.

              • Giulia ha detto in risposta a Gibbì

                Ecco perché l’uomo deve arrogarsi il diritto di imporre alla donna come comportarsi, quale condotta tenere, se no è una “poco di buono” e tutto un po’? Perchè ci sono uomini che di fronte ad un “no”, di fronte ad una rottura, ad una lite, ad una incomprensione – o anche a nulla perché poi succede anche questo – alzano le mani, molestano, picchiano e stuprano e poi la colpa è di lei che “ci stava” “ha provocato” “non ha capito che gli uomini vogliono…” “Non ha capito che la donna deve…”?

                • Gibbì ha detto in risposta a Giulia

                  La donna vive in un universo di relazioni, non è un assoluto.
                  Sarebbe ora che “la donna” cominciasse ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni che non sono assolutamente libere – come lei vorrebbe – ma condizionate alla coesistenza con gli altri.
                  La moralità serve anche a questo se non se ne fosse accorta.

                  • Titti ha detto in risposta a Gibbì

                    Anche l’uomo, sarebbe ora, si deve assumere le proprie responsabilità, senza giustificarsi con le solite frasi di circostanza, davanti ad un’omicidio, ad uno stupro, ad un’offesa “Se l’è cercata lei”.

                  • Giulia ha detto in risposta a Gibbì

                    Assumersi la responsabilità delle proprie azioni significa dire che se si stuprano è colpa tua, che non hai diritto di gestirti liberamente? Che devi essere sottoposta ad autorità maritale? Che se rompi una relazione meriti di essere pugnalata come è successo oggi a Roma ad una ventenne incinta?

              • Titti ha detto in risposta a Gibbì

                Potere sessuale? Ma l’uomo ha avuto anche la forza bruta per prendersi ciò che voleva, fregandosene del consenso della donna. Un bel burqua, Gibbì, scarpe piane e senza tacchi, si sà mai che qualche stinco di santo si arrapi a sentire il suono dei tacchi, e vedi che queste “donnette” che piegano la storia col potere che si ritrovano frà le gambe, sono belle che sistemate.

                • Gibbì ha detto in risposta a Titti

                  Lei sembra dimenticare che la prepotenza è penalmente perseguibile, il potere sessuale no.
                  E’ una bella differenza, a saperla e volerla guardare.

                  • Titti ha detto in risposta a Gibbì

                    La prepotenza che fà armare la mano di un marito con una tanica di benzina da cospargere sul corpo della propria moglie? E’ grazie tante che è perseguibile…ancora di uomini ammazzati dal sesso, tranne quelli che hanno esagerato col Viagra, ne ho sentiti pochi…:-)

                    • Gibbì ha detto in risposta a Titti

                      Ah ecco…..l’unica immoralità esistente è l’omicidio.
                      Per il resto si può fare tutto in assoluta libertà, dall’inganno alla manipolazione, dallo sfruttamento utilitaristico alla spogliazione patrimoniale, dall’aborto al divorzio, dal vittimismo alla colpevolizzazione scientifica, dal sì al no, seguendo l’unico principio del proprio libero divenire senza riguardi per nulla e per nessuno.
                      Facile la vita con delle limitazioni tanto lasche.

  9. Klaus ha detto

    Un bell’articolo sul 68 di uno dei miei giornalisti cattolici preferiti (Michele Brambilla) http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2177

  10. Penultimo ha detto

    Due libertà:

    Libero di fare qualunque cosa o libero di non fare qualunque cosa?
    Alcune volte serve la quantità altre la qualità.Il 68 è quantità senza qualità.Il diesequilibrio tra le due,non è che illusine di libertà.C’è chi si libera dell’io o dell’ego smisurato di non essere cio che si è,chi protesta per la quantità di diritti stupidi come quello di non essere secondo cio che si vuole essere,ma nell’apparire agli altri per ciò che non si è mai.La donna poteva scegliere a quale nobiltà d’animo tendere,se alla grazia del bene e della libertà in quanto abnegazione e talvolta,spesso, rinuncia del se o allo squallore del male,ha scelto:molta libertà e poca qualità.Meglio liberi che avere un figlio,meglio oggetto di piacere che donna vera,meglio essere identica all’uomo,come se questo la abbia resa più libera o più donna,no ti ha più resa schiava del mercato del sesso dunque dei piaceri dell’uomo stesso,al fine per cosa hanno lotatto le feministe?Per libertà o per schiavitù maggiore?

  11. Vincenzo ha detto

    Di quel periodo ho un ricordo diretto, avendo fatto il liceo a cavallo del 1970 ed essendomi laureato nel 1978 a Genova. A posteriori, sono soddisfatto di non avere mai partecipato a manifestazioni e cortei “di protesta”e di non avere mai creduto ad i vari indottrinamenti che venivano proposti/imposti alla Casa dello studente dove vigeva un piatto conformismo di (estrema) sinistra, condito con un pizzico di “libero amore”. Parimenti, sono contento di non avere mai ceduto alla tentazione, x reazione, di inserirmi nei gruppi di (estrema) destra , caratterizzati da uno spaventoso deserto culturale, ma imbevuti di un fuorviante superomismo derivante da una lettura superficiale ed ingenua delle opere di Nietsche. Infine, sono soddisfatto di non avere creduto alle virtù taumaturgiche del “sesso libero”. Quanti discorsi superficiali ed ingenui ho dovuto sorbirmi mentre si era a mangiare a Casa dello studente! Devo dire che l’ascolto di emerite castronerie non era finito con la laurea.Il tutto è stato coronato con il servizio militare. Nell’ambiente “da caserma”si potevano ascoltare le cose più stupide, contrabbandate come “spirito militaresco” da parte di ufficiali, sottufficiali e truppa varia. Meno male che poi nel 1979 sono entrato nel mondo delle libere professioni, in cui finalmente si poteva parlare con persone dotate di normale intelligenza e spirito critico (non tutte).

  12. Michele Silvi ha detto

    Aspettate, aspettate, aspettate. Il ’68 è sintomo, non causa (anche se il sintomo è spesso, come in questo caso, causa di sintomi peggiori).

    • Michele Silvi ha detto in risposta a Michele Silvi

      “Siamo la prima generazione che ha disobbedito ai nostri padri per obbedire ai nostri figli.”
      In Italia, forse, in altri contesti le ribellioni studentesche erano determinate proprio da padri di questo genere, che per non frustrare il bambino avevano rinunciato all’autorità del genitore. (e poi hanno cercato di riaffermarla durante l’adolescenza, facendo incazzare i figli come bestie).

  13. edoardo ha detto

    Io, l’odio che veniva instillato a quella generazione, lo vedo intatto oggi, cercare di instillarlo a questa.
    Secondo me, e quegli anni li ho vissuti, il 68, che in Italia sono gli anni 70 – intendo il 68 come movimento culturale -, ha rovinato più di una generazione.
    Se l’Italia ne fosse stata esente sarebbe stato molto meglio, e a conti fatti, quel complesso di diritti e cambiamenti nella mentalità, ci sarebbero stati ugualmente, e forse anche di più.
    L’odio che è stato seminato a piene mani in quegli anni ha dato un contributo decisivo ad irrigidire le posizioni in un muro contro muro in cui, se vuoi davvero essere rivoluzionario, è esserne esente, starne al di fuori di quella stupida guerra tra mostri del Novecento che si vogliono riciclare per non morire.
    Sono stati gran brutti anni, questa nazione avrebbe potuto essere molto meglio senza questa sorta di guerra civile strisciante che ben pochi, in realtà, vogliono realmente fermare, a parte proclami di facciata.

  14. cabellen ha detto

    Non ce la faccio più a seguirvi su queste autostrade della banalità che solcano il vostro sconfinato deserto, dove mancano sia la ragione sia il sentimento.

    Ma perché vi precludete in modo così clamoroso la capacità di capire il mondo? ma non sentite che là fuori ci sono intere generazioni di persone senza lavoro, senza futuro, senza aria da respirare, senza amicizia, senza solidarietà da spendere o da ricevere? e voi state a rimestare pappine ammuffite di pregiudizi sul ’68? ma non sapete che i giovani possono avere una straordinaria e irrazionale energia da riversare fuori, per tagliare i ponti, per bruciare le tappe, per farsi del bene o del male? ma non riuscite a capire che il carico della storia si forma anche attraverso rivoluzioni sessuali, libertarie, anarchiche, con tutte le loro contraddizioni? secondo voi, il degrado formativo e la sessuomania degli ultimi trent’anni sono da imputare al permissivismo post-sessantottino o alla televisione commerciale? chi ha fatto più male all’Italia, Mario Capanna o Silvio Berlusconi? invece di fare un post sul ’68, perchè non fate un post sui disastri della globalizzazione e della finanza?

    Già, dimenticavo, per voi l’unica cosa che conta è che non si manchi di rispetto alla vostra religione.
    Per voi, è sufficiente filtrare le incertezze del mondo attraverso il vapore inebriante di frasi estatiche come quella di Socci.

    Alessandro Manzoni diceva che bisogna “sentire e meditare”. Io non credo ad alcun Dio, ma se ci fosse, spero proprio che vi faccia sentire quanto state mancando alla vostra missione di pace e di fratellanza, quanto sia lontana questa vostra chiusura mentale dalla premura di un fra’ Cristoforo.
    Comunque so che fra i vostri ministri ci sono ottime persone (specialmente lontano dal vaticano), so che ci sono sacerdoti che sanno essere vicini alla gente, che si prendono carico di problemi concreti, ad esempio nelle zone di mafia.

    Ho spesso giudicato che i post UCCR fossero pieni di un assurdo vittimismo. Ora mi rendo conto che c’è qualcosa di vero in questi lamenti, perchè siete voi stessi a rinchiudervi nel vostro lager, a negare ogni relazione col mondo.

    Ad ogni modo, fate buon viaggio.

    • edoardo ha detto in risposta a cabellen

      Buon viaggio un corno.
      Tornerai, o lascerai dentro chi ti informa sui tuoi nemici.
      Giù la maschera, volete infilarvi in ogni blog o forum dei vostri nemici per fare le vostre paternali e gettare confusione dentro, nella speranza che qualcuno di noi, i tuoi odiatissimi nemici, possa ricredersi.
      E intanto, quando qualcuno cerca di aprirsi una strada nel vostro sito, lo accogliete con una sequela di epiteti e di ingiurie.
      Se non avessi le idee chiare su Berlusconi da almeno 10 anni, faresti venire voglia di votarlo.
      Sentir parlare di pace e fratellanza da voi che riuscite ad ottenere qualcosa dall’opinione pubblica solo ingannando la gente, poi, fa proprio ridere.

      • Brain ha detto in risposta a edoardo

        “buon viaggio un corno”… Edoardo, ma come sei aggressivo e “inviperito” )epr non parlare di Fabio M. qui sotto). Vi è così difficile ascoltare civilmente anche le opinioni altrui? Vabbè che qui si propaganda il Pensiero Divino Unico Obbligatorio Universale (quello al quale tutti gli obbedienti cattolici dovrebbero assoggettarsi) ma allora o chiudete i commenti aperti a tutti e ve la cantate e ve la suonate, oppure se lasciate a tutti (seppur filtrando i post) la possibilità di intervenire allora abbiate almeno la decenza di non attaccare sul personale persone che semplicemente esprimono il loro punto di vista.

    • edoardo ha detto in risposta a cabellen

      …non ce la fa più a seguire, eh?!, però è sempre qua.

    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a cabellen

      Cabellen, da uno che si definisce un “cagnolino di Odifreddi” cosa vuole che mi interessi cosa dice: http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2012/12/26/due-parroci-fuori-di-testa/#comment-68807

      Vada vada, libero pensatore, Odifreddi ha lanciato il bastoncino e la smetta con queste prediche moraliste e infantili.

      • Gennaro ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Possiamo dire che Cabellen il cagnolino, è l’esempio tipico di chi si illude di liberarsi di Dio per poi andare ad essere schiavo di un altro potere, totalmente disinteressato al suo bene.

        • anna ha detto in risposta a Gennaro

          E’ la grande illusione: libero da Dio, sarò libera.
          Mentre invece, è vero l’esatto opposto:
          “se rimarrete nelle mie parole conoscerete la Verità, e la Verità VI RENDERA’ LIBERI” (Gv 8,32)

      • edoardo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Infatti, proprio a quello pensavo anch’io quando gli rispondevo.
        Stessa strategia: s’è involato lasciando la retroguardia.
        Io non ho MAI creduto che gli atei venissero qua per dialogare, a parte qualche raro sporadico caso di ateo veramente libero che cerca delle risposte.

    • lorenzo ha detto in risposta a cabellen

      Il 68 ha dissodato il terreno per permettere che ben determinate persone plasmassero una società in cui “ci sono intere generazioni di persone senza lavoro, senza futuro, senza aria da respirare, senza amicizia, senza solidarietà da spendere o da ricevere” e tu non ti capaciti del perché l’UCCR tratta di “autostrade della banalità” come il 68?

    • beppina ha detto in risposta a cabellen

      Ad ogni modo, fate buon viaggio.

      Paura del confronto?

    • Vincenzo ha detto in risposta a cabellen

      Non so se sei abbastanza anziano x avere vissuto gli anni settanta “post sessantotto”. Ti assicuro però che, almeno x quello che ho vissuto io a Genova in quel periodo,il sentire continuamente slogan del tipo “fascisti, borghesi, ancora pochi mesi” mi ha procurato una forte avversione verso tutto quanto odora di pulsioni verso l’utopia.

      • cabellen ha detto in risposta a Vincenzo

        Quegli anni li ho vissuti anch’io, Vincenzo.
        Li ho vissuti anch’io e ho avuto paura, perché ero di famiglia borghese, ma credo che dopotutto noi siamo stati fortunati a vivere quegli anni di tensione e di lotte civili, perché avevamo la speranza di cambiare qualcosa, sia nella nostra vita privata sia nella dimensione pubblica. Quelli che viviamo oggi mi sembrano invece anni di desolazione e di appiattimento. Ma forse è la mia incipiente vecchiaia a proiettare fuori da sè il proprio pessimismo.

        • Vincenzo ha detto in risposta a cabellen

          Ti ringrazio x la risposta. Vedo che abbiamo almeno due cose importanti in comune: non siamo più giovani e siamo di famiglia borghese. Condivido la sensazione che questi siano anni “di desolazione e appiattimento”, ma ciò non mi fa certo rimpiangere gli anni “formidabili” (x dirla come Mario Capanna) post 1968, segnati da una plumbea cappa di apparente anticonformismo, violenza verbale e non verbale ed ingenuo utopismo.

        • beppina ha detto in risposta a cabellen

          Poverino il nostro cabellen … “vittima” della redazione di UCRR (sic). Se mi mandi l’indirizzo ti invio un fazzolettino di buon cotone, non vorrei che le lacrimucce bagnassero la tastiera.
          Certo che il discorso ha una sua logica: professarsi sicuramente ateo e con altrettanta sicurezza pontificare su “come dovrebbe essere”, “cosa dovrebbe fare”, “cosa dovrebbe avere”, ecc… , chi ateo non é.
          Grazie comunque per la Sua generosità, signor cabellen, grazie per il “tutto sommato qualcosa di buono i cristiani fanno”, basta però che i cristiani siano ben ghettizzati, si limitino a giustificare la loro esistenza con un pò di sano aiuto verso il prossimo e, soprattutto, non si permettano di fiatare sulle dinamiche della realtà quotidiana o su come dovrebbe essere la stessa alla luce delle aspirazioni sessantottine o di qualche epigono di quegli anni “felici”.

  15. odoardo ha detto

    Beh ma se la società occidentale non vi piace perché non ve ne andate tutti in qualche paese dove le vecchie tradizioni sono rispettate e osservate…andatevene..che si…in iran..o forse in malesia…boh
    Che questo Paese non faccia per voi mi pare sia già stato oggetto di una discussione, no ?
    E andatevene, allora.

    • simone ha detto in risposta a odoardo

      L’Italia è perfetta, sei tu anticlericale che dovresti andartene in Olanda dove i laicisti sono la maggioranza, e infatti solo lì si può dare l’eutanasia a chi è depresso e dare un partito politico ai pedofili.

      • edoardo ha detto in risposta a simone

        …oltre ad avere alcune droghe praticamente libere a chiunque, e uno dei centri principali di smistamento di quelle che libere non lo sono.
        Un’industria che impesta mezz’Europa.

    • edoardo ha detto in risposta a odoardo

      ..e perché, tu saresti il prototipo della società occidentale?
      Ma quanti siete, a parte la propaganda e l’abilità di intrufolarvi in gruppi dove non c’entrate un fico secco pur di mostrar numero?
      Vorrai mica insinuare che in Italia rappresentate la maggioranza, anche politicamente? E nemmeno in Europa!

  16. odoardo ha detto

    Ma io non sono depresso e qui sto benissimo, nel mio Paese laici nato dalla Resistenza. Siete voi a lamentarvi…o almeno così pare a leggere questo articolo. …o no?
    Ah ah ah ah……

    • domenico ha detto in risposta a odoardo

      articolo che riporta infatti le opinioni di Politi e Scurati, due che certo non appartengono all’area cattolica nè della destra.
      Ma il nostro Odoardo forse neanche lo sa.

  17. odoardo ha detto

    Il fatto è che voi dovete levarvi dai coglioni perché questo Paese non fa per voi. …davvero è tutto qua. Che poi io tutta questa invasione di sesso proprio non la vedo…sara’ che probabilmente voi avete qualche problemino…boh…

    • Semelets ha detto in risposta a odoardo

      Questo tuo ragionamento non ha molto senso:
      negli anni ’50 in Italia non esistevano nè aborto nè divorzio. Secondo quello che dici, coloro che erano favorevoli ad aborto e divorzio avrebbero dovuto cambiare Paese.
      La nostra società è tale per cui ognuno è libero di battersi per il modello sociale che ritiene più giusto: se questo non ti sta bene dovresti essere tu, secondo il tuo ragionamento, a trasferirti in un Paese in cui questa libertà non sia contemplata.

      • Giulia ha detto in risposta a Semelets

        Negli anni ’50 esisteva l’autorità maritale (cioè la donna era sottoposta al potere del marito che poteva decidere per lei), lo ius corrigendi (se il marito picchiava moglie e figli non era reato), le case chiuse, la clausola cd. di nubilato per le lavoratrici donne, ol matrimonio riparatore in caso di violenza carnale, lo stupro era reato contro la morale e non contro la persona (e comunque a denunciare una violenza il processo lo subiva più la donna che lo stupratore…. Leggerci cosa dissero gli inquirenti negli anni ’70 sulla 12enne Ottavia De Luise vittima di una banda di pedofili… Cose tipo “la sua condotta morale lasciava a desiderare…. Si diceva fosse scostumata”) e spesso e volentieri una certa quale esagerata dose di moralismo (avete presente il caso Montesi?)…. Sinceramente non mi pare siano molto da rimpiangere quegli anni. Io sono ben contenta di essere nata 30 anni dopo. E di potermi gestire da me senza dover ubbidire ad un uomo e potendo realizzarmi. Mi biasimi pure chi vuole – io sono felice (cit. Antologia di Spoon River)

        • domenico ha detto in risposta a Giulia

          tutte conquiste cara Giulia che con la ‘rivoluzione sessuale’ nulla hanno a che fare.
          Chiedilo alle donne che a quei tempi vivevano nelle comuni o nelle università occupate e che se non si concedevano ai maschi dimostrando quanto erano finalmente ‘liberate’ venivano subito etichettate come ‘reazionarie’.

        • semelets ha detto in risposta a Giulia

          E che c’entra tutto ciò? ho forse rimpianto i tempi andati? ho forse fatto qualche riferimento etico o moraleggiante?
          Ho solo invitato odoardo a riflettere sulla sensatezza del suo ragionamento e sul fatto che coerenza vuole che tale ragionamento si applicherebbe in primis a se stesso.
          Ho l’impressione che il rancore cieco ottunda le facoltà razionali di molti.

        • Semelets ha detto in risposta a Giulia

          @ odoardo

          Forza odoardo, abbi un sussulto di dignità! Non essere pavido di fronte alla gentile ospite!
          Diglielo tu a Giulia che ho ragione, che hai scritto quel commento di getto, senza riflettere e che mi ringrazi per averti fatto notare le incongruenze!
          Non aver paura, ti sentirai più leggero e non ne uscirai sconfitto!

        • lorenzo ha detto in risposta a Giulia

          Povera Giulia, imbevuta di cultura politicamente corretta: se è vero che in pubblico dominava l’autorità maritale, all’interno della casa dominava la moglie e, se la moglie era succube, era perché dominava l’amante.
          La rivoluzione sessuale non ha dato il più potere alle donne: ne ha dato di meno.

    • anna ha detto in risposta a odoardo

      Ma come esce fuori l’odio, proprio non puoi farne a meno eh, mister complesso di superiorità?
      Se tu fossi al potere organizzeresti una deportazione di massa dei credenti, “gente inferiore”, non è vero?
      Ti compiango.

  18. odoardo ha detto

    Quanto a stronzate è difficile leggerne di piu’ grosse delle vostre…quelle su cui a quanto pare basate le vostre vite misere. L’evoluzione….il complotto massonico…..l’ inquisizione….
    Macchecchezz state addi’ ah ah ah

    • EquesFidus ha detto in risposta a odoardo

      Non nutrite questo becero, per cortesia.

    • anna ha detto in risposta a odoardo

      Ma quanto ridi…

    • simonetta ha detto in risposta a odoardo

      Scusa, ma i complotti anticomunisti in Italia sono avvenuti sicuro, vedi gli orrori delle stragi di stato, penso concorderai.
      Ma che centra con chi crede in Dio, perchè ti dà così fastidio?
      Dicendo “ve ne dovete andare fuori dai c…” ti metti dalla parte del torto.
      Mio nonno era Partgiano comunista ma non ha mai mancato di rispettare i fedeli…forse tu semplifichi troppo “bianco/nero”.
      Le tue paturnie non puoi attribuirle all’esistenza dei cattolici.
      Ti auguro di lasciarti illuminare da Dio.
      Ciao

  19. Penultimo ha detto

    Perchè salvo ideologismo uno dei fini di questa vita è quello della famiglia,in quel posto molto si dimostra se sei un eterno bambino un uomo o una donna,non serve afatto a nessun uomo che abbia intenzione serie con una donna una eterna bambina che lotta,come non serve a una donna un eterno bambino irresponsabile.Mai potrebbe reggersi una famiglia su una donna (uso l’acezione nel senso positivo,ovvero non riguardante solo il senso femminile,ma il senso di maturità intelletuale scevra da ogni ideologismo passante per la società)che sa solo far bene sesso ma poi non sa fare altro.Non e che sfuggono,infatti ti pare che un’uomo che non sa essere padre e lavoratore sia da escludersi?Pare di no,ma esiste un profonda differenza tra i due,sul piano intelletivo,questa differenza per te da adito a una sorta di discriminazione per la quale lottare,l’uno è superiore all’altro o viceversa,per me invece non vi è superiorità vi è solo completamento,è detestabile la “donna serva”,ma per servo io intendo una cosa ben diversa da quella che la tua ideologia impone nella sua visione fanatica,tu intendi servire come atto di schiavitù,io intendo servire come atto d’amore (è del rtutto indifferente la sessualità l’essere di sesso femminile o maschile),serva assume la connotazione che non ha un identificazione sessuale,servire è anche anche sacrificare per i propri figli, tanto quanto detestabile è l’eterna bambina che per paura di maturare e della vita,ha paura di essere madre e lo sarebbe anche per l’uomo che non sa essere padre.Significa solo che diventa un individuo debole incapace di prendersi tutte le responsabilità non di donna in quanto donna ma di essere umano in quanto essere umano.Tutti sanno poi andare in televisione a blaterare del nulla, pochi sanno avere e mantenere una famiglia.Perchè la famiglia mette davanti l’individuo la responsabilita di autentico passaggio da ragazziono/ragazziana a Uomo e Donna.Se non c’è questa maturità c’è solo il fallimento dei matrimoni,tu pensi che quelli che non sanno mantenere una famiglia sono in realtà grandi uomini o grandi donne?Sono persone che hanno fallito,ovvero non hanno saputo davanti hai fatti essere felici con l’altro, perchè ancora erano incapaci di saper rinunciare a loro stessi per l’altro.

    • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

      Essere servi di cio che si ama non è schiavitù è libertà.libertà o schiavitù per me di pendono da ciò che si ama.Perchè l’uomo è la donna amano,ma che cosa amano?SE amano solo loro stessi alllora non c’è spazio per l’altro.

  20. Simone ha detto

    Scusate, ma leggendo certi commenti non me la sento di dissentire totalmete da gente come Cabellen. Voglio dire, siamo nel 2013, c’è la crisi mondiale e la povertà, e voi siete ancora qui a parlare del 68 come una specie di muro che separa il “prima” e il “dopo”, argomenti che potrei sentire da un vecchio comunista nostalgico, non da persone giovani e che vivete nel futuro, come dovreste essere voi. Tanto per dire, la droga c’era già prima (in Afghanistan, un paese che di certo non ha visto il 68, c’è il problema dell’oppio), e così la pornografia, che è anche più antica.
    Immagino che gli storici del futuro rideranno di noi e della nostra mania per il 68, così come noi ridiamo degli storici ottocenteschi che crearono la “paura dell’anno mille”.

    • Penultimo ha detto in risposta a Simone

      Ecco una seprazione che farei ulteriormente,la politica dalla religione e dal pensiero.Ma la crisi economica non è solo esclusivamente frutto dello spread o della Goldamn Schs ecc,è caduta morale.O meglio è relativo che un qualche uomo di potere debba dare qualcosa a qualcuno?O collaborare per qualcosa diversa dal proprio profitto e obbiettivo aziendale.Perchè deve?L’etica è relativa o no?perchè non può arrichirsi pro suo usando gli altri?Perchè è immorale,ma non hai appena detto che l’etica è relativa?Di che ti lamenti se poi tali uomini fanno i loro interessi?

      A coloro che reputano che la morale sia solo relativa,di domandarsi anche delle conseguenze di tale nonmorale,nessun uomo di potere nessun uomo al comando o politico,deve prestarti ascolto perchè la morale è relativa,allora se l’etica è relativa che diritti o cosa ti dovrebbero garantire banchieri,multinazionali,o politici?Nulla proprio perchè se si è in accordo con il relativismo etico, il fatto che debbano collaborare per qualcuno o per qualcosa esclusi loro stessi e il proprio potere diviene relativo,dunque ci sarà ingiustizia sociale.E’ inutile arrabiarsi con i politici,volere una morale relativa e contemporaneamente l’equità è impossibile.

      • Michele Silvi ha detto in risposta a Penultimo

        Ancora si pensa che sia possibile un mondo in cui tutti sono ubermensch…

        • Penultimo ha detto in risposta a Michele Silvi

          Già aforistiacamente “il guaio degli Dei relativi è che sono in lotta per essere l’unico Dio assoluto””Dunque tutto sarà relativo meno che la volontà del Dio in lotta”.Proprio per questo una volta tanto l’uomo potrebbe non essere nè super nè oltre,ma solo se stesso con i suoi difetti e pregi.Migliorare i pregi ha meno senso,sono gli altri che sono di difficile estirpazione,l’unico oltreuomo sarebbe quello che cerca di estirpare i suoi propri.Raramente comunque qualcuno segue i tu devi,se non all’inizio,cio che forse poco si comprende della morale cristiana è che quel tu devi,non è che un tu devi se vuoi.Ma cosa vuoi veramente?Tutto e tutti o solo essere te stesso,senza super o oltre.Il “super” e “l’oltre” sono null’altro che maschere di ciò che non siamo che nascondono quella che forse è la più grande paura dell’umanità,quella di amare,gichè l’amare non è per super o oltre,penso sia solo per umili.

          • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

            Ecco lasciamo perdere il commento che sono parole vane al vento,le parole sono nulla davanti alle azioni,vedi Benedetto XVI,cosi ho detto tutto.

    • edoardo ha detto in risposta a Simone

      Ti sbagli, Simone.
      Non c’è un prima e un dopo 68, ed io, come ho scritto sopra, quel decennio l’ho vissuto in prima persona.
      Se dovessi tracciare una linea di demarcazione nella società italiana, la anteporrei agli anni del boom economico, che hanno scardinato e sradicato un’Italia che aveva anche molte cose positive per crearne un’altra che ci ha portato al tracollo di questi anni (ci sono statisti che negli anni 50 e 60 hanno provato ad attuare una riforma fondiaria seria, ma i loro sforzi sono stati stroncati da interessi economici che volevano quello che si è verificato, ossia uno squilibrio profondo tra nord, centro e sud, l’abbandono di alcune aree ve la massiccia urbanizzazione di altre, e la dipendenza quasi totale dell’approvvigionamento energetico e di materie prime dall’estero), ma questo discorso è molto ampio e non può trovare luogo in questo forum che tratta tutt’altri argomenti.
      In quanto alla droga, altro argomento che – purtroppo – conosco bene per averlo vissuto in maniera massiccia in prima persona, ti dirò che non solo c’era prima, ma ce n’era quasi di più PRIMA del 68.
      Quello che cambia negli anni 70 è la MENTALITA’ della droga, che dopo è diventata fenomeno di massa per almeno un decennio, propagandato da quella cultura del post 68 italiano. E su questo potrei scrivere fino a domani.
      Tu porti l’esempio dell’Afghanistan.
      Ma quello era ed è un paese produttore. Cosa c’entra col tuo esempio?
      Hai mai sentito parlare di Peshawar, la capitale mondiale della morfina una volta, oggi eroina (di pessima qualità) e del traffico di armi, in mano una volta ad artigiani e trafficanti “qualunque”, oggi ai talebani.
      Allora anche il triangolo d’oro dell’eroina Laos-Birmania-Tailandia.
      Quelli il 68 non sanno mànco che è, per loro è solo un numero.
      In quanto agli storici del futuro, ci considereranno come gli unici che si sono opposti al suicidio dell’Occidente, suicidio prima morale, poi economico e sociale.
      (By the way, hai letto che nel 2012 il PIL cinese ha superato quello americano?).
      Quegli stupidotti vogliono illudersi ancora col loro ideale di progresso (più c’è casino sociale, più c’è progresso), ideale che noi sappiamo essere fasullo, un finto progresso, e stentano a capire che stiamo precipitando in un baratro.
      Ti potrei fare l’esempio di una industria nel comparto chimico legato all’energia, con cui ho avuto a che fare anni fa come perito industriale e pertanto sono a conoscenza di quanto sia strategica quell’industria, che è stata ACQUISTATA da un ingegnere iraniano, dunque MANDATO LI’ dall’Iran degli ayatollah, non ha sganciato una barca di milioni di euro da solo che nemmeno 10 generazioni di risparmiatori l’avrebbero fatto. Gli operai di questa industria, ripeto strategicamente importante nel settore dell’energia, ricevono lo stipendio da un ingegnere iraniano dipendente dai Ministeri di Teheran.
      E questo ERA uno dei fiori all’occhiello della chimica italiana operante in una nicchia di mercato strategica.
      Ho un po’ scantonato dal tema del 68 (ma che due palle sto 68, il numero seguente lo preferisco di gran lunga…perdonate la mia boccaccia-mea culpa-mea culpa-mea maxima culpa…però intanto l’ho detta!), ma questo per far rendere conto di quanto il crollo dell’Occidente sia profondo e radicato: crollo morale, economico-finanziario e sociale imprescindibile un aspetto dall’altro.
      Scusate la lunghezza dell’intervento; oggi sono a casa da scuola per il carnevale e fuori sta nevicando, non ho niente da fare a parte metter legna nella stufa di quando in quando.

      • Titti ha detto in risposta a edoardo

        Ma il succo di ciò che scrivi, qual’è? Sembra di leggerci un pò di invidia per quei regimi che sì, vogliono la cosiddetta decadenza dell’occidente, per sostituirla con cosa? Con delle teocrazie che fanno ripiombare la popolazione indietro di secoli, cercando di incasellare le persone: l’uomo come padre, padrone, sottomesso ai dèttami della teocrazia vigente, la donna, mera appendice e sottoposta all’uomo, utile principalmente per la riproduzione, i bambini indottrinati da piccoli, è questo che si invidia?

        • Penultimo ha detto in risposta a Titti

          Quella di mantenere la democrazia e (per me di essere cristiani contemporaneamente),padre e padrone è un’esasperazione mediatica del culto occidentale che si reputa migliore non dico degli stessi europei ma di tutta l’umanità prima di oggi,che ha dato vita all’eurocentrismo.Nota che parlo di “mantenere” la democrazia,mantenere perchè non mi pare che ci sia molta democrazia.Incasellare le persone?

          L’uomo sottomesso alle banche.

          A dire il vero non invidio niente ti faccio notare i paradisi dell’ateismo:

          L’unico stato ateo per legge fu l’Albania dove Enver Hoxha nel 1967 dichiarò l’ateismo di stato introducendo una legge che vietava la creazione di associazioni religiose, la presenza di luoghi di culto (ordinando la distruzione o la riconversione di quelli esistenti), la vendita o la pubblicazione di materiale religioso e l’insegnamento religioso. Tutte le pratiche religiose furono vietate. Queste disposizioni furono confermate nella Costituzione del 1976 dagli articoli 37 e 55 che stabilivano rispettivamente che lo Stato non riconosceva alcuna religione e che erano vietate le associazioni, la propaganda e le attività religiose.

          In altri stati l’ateismo di stato non è per legge ma per politica governativa: infatti questi stati hanno sostenuto (e sostengono) la propaganda atea e si dichiarano atei. Precisamente ciò avvenne in:

          Unione Sovietica (1917 – 1992) abolito da Gorbacev.
          Flag of the People’s Republic of Mongolia (1949-1992).svg Repubblica Popolare Mongola (1924-1989) abolito con la fine dell’Unione Sovietica.
          Cuba (1959 – 1992), ha decretato de facto la fine all’ateismo di stato nel 1992.
          Romania (1945 – 1989)
          Bulgaria (1944 – 1989);
          Polonia (1946 – 1989);
          Cecoslovacchia (1948 – 1989)
          Ungheria (1948 – 1989)
          Germania Est (1949 – 1989, solo in parte: malgrado lo Stato non riconoscesse le religioni, ad esse non si opponeva)
          Albania Socialista (1944 – 1989)
          Jugoslavia (1945 – 1991)
          Vietnam (dal 1954 per il Vietnam del Nord, dal 1976 per tutto il Vietnam)
          Afghanistan (1978 – 1992)
          Cambogia (1975 – 1979)
          Corea del Nord (1948 – oggi)
          Laos (1975 – oggi).

          I paradisi del benessere e della libertà in terra.Questa è la soluzione?No grazie,e la teocrazia?No,Dio non è un fatto di politica per fortuna ha rifiutato Cesare.

          • Titti ha detto in risposta a Penultimo

            Non tutti relegano Dio e le proprie credenze alla vita privata, almeno i TdG sono così coerenti da non andare neanche a votare per rispettare la norma del “Dare a Cesare quel che è di Cesare…” Mettiamoci anche Iran Afghanistan, Arabia Saudita, Yemen ecc. ecc. sicuramente mi sfugge qualche altro paese, per non contare quelli travolti dalla cosiddetta “primavera araba” che stà cedendo il posto ad un “inverno oscurantista” dove le donne, non solo vengono relegate ai margini della società, ma, pur coprendosi dalla testa ai piedi, non sfuggono comunque alla violenza psicologica, fisica e sessuale, alla faccia di chi pensa che la donna sbiotta è causa e propria carnefice perchè risveglia gli appetiti sessuali dell’uomo, neanche parlassimo di bestie in calore.

  21. luca ha detto

    Sinceramente non mi sembravano migliori le proposte educative degli anni ’30, ’40 e ’50. Calci e pugni alle mogli fedigrafe, figli sfornati a volontà senza una prospettiva, infanzia negata(lavoro minorile et alia)…In realtà la situazione educativa è migliorata nel corso del ‘900 grazie all’introduzione della psicoterapia(Freud, Berne), grazie ad una maggiore coscienza di sé, in virtù delle lotte degli operai per maggiori diritti etc. Certo il ’68 ha tantissimi limiti, ma ha data tanto…IN un certo a modo anche a noi cATTOLICI ci ha costretto a riflettere a rivedere tanti limiti e tanti schemi desueti…Questo non significa non criticare o accettare tout court il ’68…

  22. Fede ha detto

    Ma scusate voi che dite che è la donna che deve sapere come comportarsi e rispettare la morale… avete dimenticato le parole di Gesù ?
    “ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.” (Matteo5,28)
    “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca? 40 Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. 41 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? 42 Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.” (Luca 6,39)

    Mi sembra chiaro che Gesù invita le persone a riflettere prima su se stessi e solo dopo giudicare gli altri.. qui noto che si fa sempre il contrario.. sempre colpa degli altri non è vero?

    Se qualcuno è interessato ad approfondire la questione io consiglio la lettura di “Amore e Dovere” di Tolstoj.

    • anna ha detto in risposta a Fede

      Bella idea, consigliare il libro di Tolstoj: eccellente lettura.

    • Gibbì ha detto in risposta a Fede

      Solo per capire.
      Lei ritiene che quell’insegnamento evangelico sia indirizzato alla sola parte maschile dell’umanità o si può estendere anche a quella femminile?
      Nella seconda ipotesi, non le sembra che prima che tante donne invochino i femminicidi, le violenze sulle donne, e si adoperino nella colpevolizzazione sistematica dell’uomo medio – spesso con statistiche completamente inventate e con allarmismi sociali assolutamente ingiustificati – farebbero bene a farsi, anche loro, quell’esamino di coscienza su cui Lei richiama solerte l’attenzione?
      Grazie

      • Fede ha detto in risposta a Gibbì

        Gibbì io il libro lo consiglio a tutti! Ovviamente, io invito anche alle donne a farsi un esame di coscienza… cosa crede? Capisco anche io il suo risentimento verso la decadenza morale di oggi e lo condivido in pieno! L’unica differenza tra me e lei è l’attribuzione delle colpe… sembra sempre che le donne “abbiano più colpa” perchè “hanno il potere della seduzione che non viene punito” ma la seduzione è negli occhi di chi guarda! Gli uomini dovrebbero imparare a guardare le donne come proprie sorelle non come oggetti di seduzione da possedere, collezionare etc ricordiamo che Gesù è il primo a perdonare le adultere ben 2000 anni fa o ricordo male io? Non sarà forse perchè venivano messe a morte solo le donne che tradivano? E perchè? Un uomo può tradire e la donna no? Per fortuna Gesù lo ha ricordato “chi non ha mai peccato scagli la prima pietra”.

        Io personalmente non ho mai condannato l’uomo medio e ho un grande rispetto per i veri uomini (rispettosi della donna in quanto donna e non solo come madre e basta.. perchè la donna prima di tutto è donna ossia la metà perfetta di ogni uomo) però sinceramente tra i miei conoscenti uomini (persone normalissime) conosco molti che tendono a considerare la donna un oggetto a prescindere senza neanche accorgersi!!! Se una donna si comporta a modo viene chiamata “f***a di legno” (mi scuso per la parola) e dicono che è colpa loro se poi sono costretti ad andare con le prostitute oppure se non ricalca i canoni estetici dominanti viene derisa e umiliata (e questo in ogni epoca)… se invece una donna è molto bella o si comporta in modo disinibito allora è sempre colpa sua che è una poco di buono, sfascia famiglie, serva di satana etc…. ma io voglio solo ricordare che le famiglie si SFASCIANO in due! Provate a mettervi nei panni di una ragazza per un attimo..

        Io non penso che la donna media incolpi l’uomo medio degli stupri e omicidi penso piuttosto che cerchi la sua complicità e la sua comprensione perchè solo un uomo può fermare la violenza di un altro uomo! credo fortemente che dovremmo smettere di diffidare l’uno dell’altra e viceversa e applicare il consiglio più bello ” non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso

        • Gibbì ha detto in risposta a Fede

          Non so dove lei abbia visto che io attribuisco “colpe”; se me ne vorrà dare indicazione gliene sarò grato.
          Semmai, richiamo l’attenzione sul fatto che l’adesione ad un ordine morale non può essere richiesto, unilateralmente, ad una parte dell’umanità lasciandone l’altra esente (non si sa bene, poi, per quale motivo).
          “Unicuique suum” – a ciascuno il suo, sarebbe il caso di dire.
          E tuttavia, mentre lei formula la definizione di “vero uomo” come colui che rispetta le donne – ricalcando un comune modo di pensare e sentire pubblicizzato in continuazione anche da media e mondo intellettuale – al contrario, la donna media che non rispetta gli uomini gode, invece, di largo consenso sociale quale donna libera, aperta ed emancipata.
          Lei questa asimmetria etica, contenutistica e comportamentale non la vede e non la pratica ed io sono convinto che sia così, se lei dice così.
          Da quella persona onesta che è – cosa che reputo certa – non potrà però negare che l’esigenza di qualificare una donna come “vera” nel senso di “rispettosa” non è avvertita da nessuno e non è praticata quasi mai in alcun contesto.
          Da tutto ciò deriva una confusione morale in cui non si capisce chi sia a dover rispettare chi?
          Ne sono convinto anch’io.
          Ma sono anche convinto che a questa situazione si è arrivati per responsabilità – non colpe ma responsabilità – che sono tanto femminili quanto maschili.
          E con riferimento al ’68 ed a tutti i suoi guasti, forse più femminili che maschili.
          In fondo il sessantotto è stato il grande rito edipico dell’uccisione del padre, non certo della madre.

        • Penultimo ha detto in risposta a Fede

          Scusami ma veramente sottointendi che la visione odierna è quella di una Donna o di un Uomo aresponsabile.Scusa?Secondo te tutte le donne della storia erano Opresse?Certo,certo:

          Cleopatra era una donna opressa?

          Provo a metterti nei panni di uomini che passata l’adolescenza riflettono sulle donne consci di pensare a una famiglia: se invece una donna è molto bella o si comporta in modo disinibito allora è sempre colpa sua che è una poco di buono, sfascia famiglie, serva di satana.

          Semplicemente non è che li si PROIBISCE la cosa “la si usa e la si getta”,perchè semplicemente è una bambina incapace di essere Donna.Tanto per cominciare molti non intraterrebbero mai un rapporto per più di qualche mese,infatti mai un uomo si sposerebbe una donna che non sà mantenere seriamente un rapporto,ed è palese il viceversa.Quindi se parli di un rapporto di tipo adolescenziale posso comprenderti,ma se parli di un rapporto serio,se quella/o che ti stà affianco non è già maturo matura,fuggi di netto.Dunque non trattasi di vedere rapporti di SUPERIRITA’/INFERIORITA’ che sono null’altro che esasperazione ideologica,ma bensì di verificare se poi da eterni bambini si sa diventare Donne e Uomini,che COLLABORANO nella loro diversità.

      • Titti ha detto in risposta a Gibbì

        Arrivi tardi, ci ha già pensato quello di Lerici con un articolo tratto da un certo Blog, a fare la morale alle donne, con i risultati che conosciamo.

  23. Fede ha detto

    Gibbì ha detto in risposta a Titti
    11 febbraio 2013 alle 00:32
    Gli uomini sfuggono a queste classificazioni perché gli uomini non fanno della propria sessualità uno strumento di potere.
    Gibbì ha detto in risposta a Titti
    11 febbraio 2013 alle 10:53
    Lei sembra dimenticare che la prepotenza è penalmente perseguibile, il potere sessuale no.
    E’ una bella differenza, a saperla e volerla guardare.

    Qui per esempio lei dice che la donna usa il sesso come arma.. dimenticandosi che è l’uomo che si fa ricattare da cosa così bassa e immorale…. il potere sessuale non può e non deve essere punito perchè di fatto non esiste e nella bibbia Gesù ribadisce più volte agli uomini che devono guardarsi dentro nei loro cuori (ho postato i pezzi in questione nei miei altri commenti a questo articolo)… anche perchè essere burattini di una cosa così effimera e soggettiva è mancanza di rispetto per se stessi.. non siamo mica animali… Lei non è una donna ma le assicuro che anche indossando i vestiti più umili si ricevono occhiate moleste! Lei dice “Semmai, richiamo l’attenzione sul fatto che l’adesione ad un ordine morale non può essere richiesto, unilateralmente, ad una parte dell’umanità lasciandone l’altra esente (non si sa bene, poi, per quale motivo).” a me sembra che è sempre stato il contrario! E’ sempre stata la donna a dover pagare a prezzo più alto i peccati di cui tutti si macchiano….perchè? E mi dica anche dove vede questa disparità di richiesta di adesione alla morale? Se mai il problema è che le donne chiedono di essere immorali come la controparte maschile senza essere giudicate il doppio male…. è questo il vero problema!

    “E tuttavia, mentre lei formula la definizione di “vero uomo” come colui che rispetta le donne – ricalcando un comune modo di pensare e sentire pubblicizzato in continuazione anche da media e mondo intellettuale – al contrario, la donna media che non rispetta gli uomini gode, invece, di largo consenso sociale quale donna libera, aperta ed emancipata.”

    In cosa la donna media non rispetta gli uomini? mi parli della sua esperienza…invece come le ho fatto notare nel commento sopra, sento sempre gli uomini guardare alle donne come degli oggetti da collezione… e tutto questo è tristissimo.. per questo sottolineo il fatto che il vero uomo è colui che rispetta la donna come donna… e non come fonte di piacere personale..

    Naturalmente è vero ci sono donne che disprezzano gli uomini ma da quello che so io è perchè partono sempre dal presupposto che gli uomini non sappiano amare e che a loro importi solo il sesso … quindi si concentrano anche loro solo su quello! E hanno paura a legarsi e fare sacrifici perchè temono che poi saranno buttate vie, saranno tradite e lasciate per la più bella o giovane di turno… E mi creda sono gli uomini stessi a vendersi così!
    Ad esempio un sacco di mie amiche si lamentano del fatto che i propri fidanzati guardino i film porno… ma se provi a parlargliene loro ti rispondono che “sono uomini e hanno dei bisogni ed è normale” TUTTI rispondono così!!!! Lei mi crede? Sono tutte tristi di questa cosa ma sono arrivate alla conclusione che questo sia “normale” per un uomo. E mi creda è successo anche a me che degli amici del mio fidanzato andassero da lui a dirgli cose come “non ti sei rotto? non hai voglia di provare altro? che palle essere fidanzati sei giovane dovresti divertirti” Mentre le assicuro che mai NESSUNA mia amica ha detto questo a me… questa è la mia esperienza.

    Per questo le donne che non rispettano l’uomo vengono incoraggiate dalla società perchè appunto come dicevo prima si vede questa mancanza di rispetto come una conquistataparità nell’immoralità “il tuo uomo guarda i porno e ti tradirà! Fallo anche tu così non sarai la povera sfigata di turno” E’ questo il meccanismo.. che si basa sulla sfiducia e la paura… E’ vero anche lei che le donne hanno avuto più danni dalla rivoluzione del 68 ma perchè la morale maschile era già danneggiata in partenza…. e se legge Tolstoj vedrà che lo conferma anche lui. Ho un altro libro da consigliare in tema: Amore liquido di Zygmunt Bauman (http://www.ibs.it/code/9788842079644/bauman-zygmunt/amore-liquido-sulla.html)

    • Gibbì ha detto in risposta a Fede

      L’accreditavo di buona fede con troppa fretta e troppa fiducia.
      Lei non vede in cosa la donna media non rispetta gli uomini?
      Davvero non lo vede?
      Allora vuol dire che non lo vuole vedere e, quindi, non c’è verso di farglielo vedere.
      Se lo vede lo giustifica con qualche acrobazia logica?
      Non mi metto a fare acrobazie conseguenti.
      Tutti trovano comprensibile e naturale che una persona abbia fame e che la fame spinga anche a comportamenti fuori dall’ordinario.
      Quindi noi siamo “anche” animali e il sesso, per un uomo, può essere condizionante come la fame.
      Che lo dicano o meno le Sacre Scritture che non sono un compendio burocratico.
      Non esiste il potere sessuale?
      E allora mi spieghi come fanno donnine senza arte né parte a farsi mantenere dagli uomini tenendoli letteralmente al guinzaglio.
      Ma la sua spiegazione parta dalle responsabilità femminili, non da quelle maschili.
      Che mi sembra lei voglia vedere solo le seconde….

      • Titti ha detto in risposta a Gibbì

        In quel dell’Arabia Saudita, un imama propone il bourqua alle bambine di 5 anni per “proteggerle” dalle aggressioni sessuali. Perchè alla bestialità non c’è limite.

      • Fede ha detto in risposta a Gibbì

        Vede come è arrabbiato? Io l’ho invitata a parlarmi della sua esperienza senza giudicare perchè penso che solo un uomo possa spiegarmi cosa prova e in cosa non si sente rispettato.. io le ho parlato della mia per farle capire cosa prova una donna.. cercavo un confronto bello e costruttivo da dove ognuno di noi poteva uscirne arricchito e lei mi ha risposto male e in modo aggressivo e irrazionale. Tutti possono giudicare cosa ho scritto con rispetto e pacatezza cosa che a lei evidentemente manca. Lei pensa che gli uomini sono animali? schiavi del sesso? così non risolverete mai i vostri problemi fino a quando non cambierete modo di rapportarvi all’altro sesso… chi è causa del suo mal pianga se stesso… io vivo secondo la regola più bella che le ho detto prima “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” quindi se lei crede che il sesso sia equiparabile alla fame non si lamenti se anche le donne vogliono mangiare come e quanto vogliono e non scagli le pietre… ma se lei è credente ascolti le parole di Gesù e rifletta nel suo cuore… può essere doloroso ma solo così si cresce nella fede e nella vita e si diventa persone migliori. Non l’ho detto io che il male femminile deriva dal male maschile ma anche Tolstoj grande uomo e credente era dello stesso avviso.. cito le sue parole non mie:

        “Si vorrà ben ammettere in generale che non mi allon­tano dalla verità dicendo che molte persone condannano
        la condotta dei giovanotti verso le donne, la quale è in­ compatibile con la morale rigorosa, e nel tempo stesso li
        assolvono mettendo in conto di pretesi bisogni fisici questa condotta immorale e dissoluta. Partendo da que­
        sto punto di vista, i genitori, ai pari dei legislatori, pos­sono essere accusati di chiudere gli occhi sopra simili
        sregolatezze ed anche di incoraggiarle. Ebbene! essihanno torto.
        Non si può ammettere che il benessere degli uni esiga il male degli altri. Noi dobbiamo respingere una dottrina
        così immorale nella sua essenza, senza preoccuparci delle basi più o meno solide sulle quali la società l’ha
        edificata e della protezione che le accorda. Bisogna assolutamente riconoscere che gli uomini de­vono essere a giusto titolo considerati come responsabili dei loro atti e che questa responsabilità non deve più in­combere sulla donna. La donna, così sovente vittima dell’egoismo dell’uomo, non deve più a lungo sopportare
        da sola il peso d’un fallo commesso con un complice.”

        “Le donne, simili a regine, tengono come prigionieri di guerra ai lavori forzati nove decimi degli uomini. E tutto
        questo perchè si sono tolti loro i diritti uguali a quelli dell’uomo. Esse si vendicano sulla nostra voluttà.”

        “Su cento uomini, non ve n’è uno che non abbia usato della donna prima del matrimonio, e su cinquanta non
        ve n’è uno che non sia disposto a tradire la donna che sposa. La massima parte riguarda questa cerimonia delle
        nozze come una condizione per possedere quella data donna. E tutto ciò non costituisce che una mascherata obbro­
        briosa! Si vende una vergine a un dissoluto, mascherando questo mercato colle apparenze più leggiadre.”

        “La questione dei diritti della donna è sorta e non pote­va sorgere che in mezzo ad uomini che hanno trasgredi­to la legge del lavoro vero.”

        • Gibbì ha detto in risposta a Fede

          Arrabbiato io…?
          Forse lei mi confonde con quella tale Titti che continua la sua guerriglia verbale senza costrutto.
          Io i miei argomenti li ho posti con la massima calma, tanto che lei continua tranquillamente a dribblare i problemi che le metto davanti agli occhi con assoluto candore.
          Il problema non sono le “esperienze personali” ma le norme generali, mentre su questo lei continua ad essere del tutto elusiva
          Le donne sono tenute ad osservare le prescrizioni di un ordine morale fondato sul mutuo rispetto – così come dai suoi stessi richiami evangelici e come ritengo debbano fare gli uomini – sì o no?
          I suoi sono ni, bo, si, so…
          A quanto ho capito lei rivendica il diritto femminile all’immoralità per pareggiare i conti con il “maschio”; e, quindi, mal comune mezzo gaudio.
          Il che non è una risposta o, comunque, è una risposta molto dubitabile che, in antico gergo calcistico si direbbe alla “viva il parroco”.
          Secondo: Tolstoi non è vissuto nell’epoca dei perizomi, dei tacchi 12 e dei filmetti scolastici.
          Se vivesse oggi qualche dubbio credo verrebbe anche a lui, e forse più di uno.
          Terzo: mi vorrebbe rispondere su come sia possibile che così tante donne possano vivere tranquillamente come mantenute, o come privilegiate, o come agevolate e preferite, solo mettendo a frutto il proprio capitale erotico?
          Esistono o sono mie allucinazioni?
          Le trova moralmente pure?
          Le trova migliori degli uomini in odore, a quanto si legge, di “bestialità”?
          Io le pongo interrogativi.
          Lei mi fa la paternale e la maternale.
          Così non arriviamo da nessuna parte.
          Il che non è neanche un problema, chiaro.
          Si tratta di capire se lei vuole il dialogo o il monologo.
          Capito questo siamo a cavallo…

          • Titti ha detto in risposta a Gibbì

            Vedi qual’è il problema? Che tu giustifichi, ma ti sfugge che gli stupri esistono anche in paesi dove le donne sono obbligate a coprirsi dalla testa ai piedi, perfino ad indossare guanti. Allora lì, come te lo spieghi? Perchè riduci tutto ad una questione di centimetri di tacco, di pelle, ti ostini a difendere questi “poveretti” che di povero hanno solo l’animo perchè pieno di squallore, che comprano bellezza e gioventù, illudendosi che ne vengano beneficiati a livello personale. Che ci siano altre poverine che si fanno comprare, significa solo che lo squallore è super partes, sai la consolazione. D’altronde, caro Gibbì, dove c’è la domanda, per pura legge del mercato, c’è l’offerta.

            • Gibbì ha detto in risposta a Titti

              Io non giustifico assolutamente nulla e non vedo dove mai l’ho fatto.
              Se un uomo commette un crimine sia punito e punto.
              La visuale va rovesciata.
              Siete tu e la signora Fede che arrivate a giustificare ogni comportamento femminile nei modi più acrobatici per non saper ammettere che le situazioni umane non vedono mai colpe esclusive di una parte e innocenza congenita dell’altra.
              Ancora aspetto che qualcuna di voi mi risponda sulla necessità che il rispetto sia un atteggiamento reciproco, ma proprio non vi viene fuori.
              Mi fate venire in mente quella vignetta in cui una ragazza che gira seminuda per strada, richiamando, com’è ovvio che sia, attenzioni e apprezzamenti, dichiara stizzita: “che porci gli uomini”.
              Loro….e lei, invece?

              • Fede ha detto in risposta a Gibbì

                Cioè lei sta dicendo che una donna è “porca” solo perchè è donna in quanto essere e solo esponendo il suo corpo nudo commette peccato/ reato?

                • Fede ha detto in risposta a Fede

                  giusto per chiarire il suo punto di vista così almeno capiamo il suo punto di vista

                • Gibbì ha detto in risposta a Fede

                  No, io sto dicendo che se non è “porca” lei non lo sono neanche gli uomini che la guardano e le fischiano dietro.
                  Vede che proprio è più forte di lei….

              • Titti ha detto in risposta a Gibbì

                Non mi hai risposto sulle donne completamente vestite, che, guarda un pò, sono vittime anch’esse di stupri brutali, che anch’esse, sottomesse come sono non restano immuni a maltrattamenti, fino all’uccisione, per i motivi più spregevoli e futili. Proprio non ci arrivi. Vorrei capire l’idea che hai tu di come dovrebbe essere una donna.

                • Gibbì ha detto in risposta a Titti

                  Di che stiamo parlando?
                  Dell’Arabia Saudita? dell’Italia? dell’universo mondo nella sua interezza? di cosa per l’esattezza?
                  Come mai ci sono i furti? e gli omicidi? e le stragi?
                  Di che stiamo parlando…?

                  • Titti ha detto in risposta a Gibbì

                    Non ciurlare il manico nel secchio e rispondi. Ad una domanda non si risponde con un’altra domanda, a meno chè, non ci siano argomenti validi con cui controbattere.

                    • Gibbì ha detto in risposta a Titti

                      Ma che è, un interrogatorio?
                      Gli uomini commettono crimini perché c’hanno la fisiognomica criminale, come diceva Lombroso.
                      Oppure perché sono tutti posseduti dal demonio, mentre le donne sono angeli del cielo, tutte pure e immacolate.
                      Contenta?
                      Ma che domande senza capo né coda vai facendo?
                      Vai pretendendo pure di essere presa sul serio….eddai!

                    • Titti ha detto in risposta a Titti

                      Quindi chi come donna, non si presenta come un “angelo, pura e immacolata” ha una percentuale di colpa? Ma che stai a dire?

          • Fede ha detto in risposta a Gibbì

            “L’accreditavo di buona fede con troppa fretta e troppa fiducia.”
            Mi ha detto che sono in cattiva fede o ho capito male io? Per questo ho pensato che si fosse arrabbiato…

            “Le donne sono tenute ad osservare le prescrizioni di un ordine morale fondato sul mutuo rispetto – così come dai suoi stessi richiami evangelici e come ritengo debbano fare gli uomini – sì o no?”

            Si certamente anche le donne sono tenute a questo! Io non l’ho mai messo in dubbio.. e anzi le avevo chiesto di dirmi da uomo in cosa non si sente rispettato appunto per capire meglio il suo punto di vista.

            “A quanto ho capito lei rivendica il diritto femminile all’immoralità per pareggiare i conti con il “maschio”; e, quindi, mal comune mezzo gaudio.”

            Io non lo rivendico..anzi lo condanno! Ma condanno entrambe le parti! è questo il problema su cui riflettere! le donne non chiedono all’uomo di essere più morale semplicemente vogliono avere il diritto di commettere le stesse cose senza essere per questo giudicate o maltrattate o addirittura uccise. E questo mi sembra comprensibile.. perchè mai una donna dovrebbe essere lapidata se tradisce e un uomo no? Perchè un uomo può ripudiare la propria moglie e una donna no? E lei che non ha risposto su questo punto.

            ” Tolstoi non è vissuto nell’epoca dei perizomi, dei tacchi 12 e dei filmetti scolastici. Se vivesse oggi qualche dubbio credo verrebbe anche a lui, e forse più di uno.”

            Perchè lei pensa che queste cose sono frutto moderno? ha mai letto i racconti erotici del 1700 / 1800? Io per questioni scolastiche ho effettuato una ricerca sulla storia della pornografia e posso assicurarle che i film porno del 1910 sono identici a quelli di oggi se non peggio! Glielo assicuro! E cmq credo che non abbia capito il punto di vista di Tolstoj questi “perizomi, tacchi 12 e filmetti” sono tutte cose condivise con complice la controparte maschile che alimenta questo mercato. Ha mai visto le pubblicità MEDICHE di fine 800 dove uomini (i medici erano solo uomini) invitavano i mariti a comprare il vibratore alle mogli per tenerle sempre giovani e carine? (Io ho studiato storia della medicina.. rimarrebbe sconvolto http://media-cache lt0.pinterest.com/192/8d/4e/dc/8d4edc5cd734253ec06b50e3e510ee25.jpg ) Se lei nota la maggior parte di pubblicità è rivolta all’insicurezza femminile di essere brutta e quindi essere scartata. Io mi oppongo fortemente a queste cose in quanto ritengo che una donna non deve essere giudicata solo ed esclusivamente in base al suo aspetto fisico ma capisco l’insicurezza di molte ragazze che fin da bambine pensano che se non saranno sempre belle e perfette nessuno le vorrà mai. (Io le parlo sempre del punto di vista femminile)

            “mi vorrebbe rispondere su come sia possibile che così tante donne possano vivere tranquillamente come mantenute, o come privilegiate, o come agevolate e preferite, solo mettendo a frutto il proprio capitale erotico?
            Esistono o sono mie allucinazioni? Le trova moralmente pure?
            Le trova migliori degli uomini in odore, a quanto si legge, di “bestialità”? Io le pongo interrogativi.”

            Esistono esistono certo.. ma anche io mi pongo interrogativi e mi chiedo perchè mai un uomo dovrebbe legarsi ad una donna immorale in grado di offrire solo sesso invece di cercare una brava donna con i suoi stessi valori con cui condividere la propria vita? “chi si somiglia si piglia” e spesso sono gli uomini che cercano solo quello e quello trovano.. quindi sono immorali e condannabili entrambi! Entrambi non rispettano loro stessi! Il peccato è vendersi ma anche comprare… Guardi gli uomini di potere… si vantano di poter avere tutte le donne che vogliono e di sicuro non mirano a trovare una donna da amare e rispettare e che li ami e li rispetti.. cercano solo bellezza e sesso, una donna oggetto o una moglie trofeo e quello comprano con i loro soldi o il loro potere… è sempre una forma di prostituzione e io condanno sia la domanda che l’offerta.

            Però ribadisco che non può esistere “un reato da potere sessuale” prima di tutto perchè il capitale erotico non è oggettivo o misurabile quello che piace a me può non piacere ad un altro e se una donna provo a sedurre un uomo non è detto che egli voglia cedere e nessuno può obbligarlo, non può essere violentato, una donna non può pretendere sesso contro la sua volontà..almeno chè esso non si dichiari incapace di intendere e di volere! Senza il consenso dell’uomo una donna non può fare sesso con un uomo! Invece l’uomo si (e non solo verso le donne ma anche uomini vengono uomini) e mi sembra che ci sia una grandissima differenza! Per questo la violenza fisica è punibile dalla legge… e la legge punisce sia l’uomo che la donna violenti.

            • Penultimo ha detto in risposta a Fede

              Guardi ha mai letto memorie di Casanova,io si e le assicuro,che l’unica Donna capace di renderlo schiavo perfino di farlo letteralmente impazzire,non era tanto la donna sessualmente attiva,ma la donna che non riusceva a concedersi a Lui.E una sorta di gioco psicologico passionale.Perchè si avvale di un principio regresso:

              “Cio che ottieni facilmente non è prezioso,ciò che invece o non riesci a ottenere,o non ti viene concesso,o ha bisogno di lotta per ottenerlo,risulta prezioso.Tanto più il suo apparire prezioso è alto tanto più,difficilmente riesci a non esserne schiavo”

              Quel tipo di donne hanno la capacità di rendere l’uomo docile come un agnello,solo perchè sono più furbe delle altre,ovvero sanno conoscono l’uomo.e in pratica sfruttano la vanitas naturale anche qui di “cacciatore” ripercuotendogliela contro facendolo diventare dimesso totalmente.

              • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

                E anche lui,cadde,il suo concedersi nello stesso tempo non concedersi,il suo mostrasi ma senza l’estremo del vedersi,il suo velarsi,ma senza mai avere volgarità,il suo essere velo lo distrusse.Cosi ebbe il suo contrapasso,il predatore divenne preda.

  24. Gibbì ha detto

    Mi scusi se glielo faccio notare ma lei si contraddice in un modo imbarazzante.
    Mentre da un lato sostiene – giustamente, aggiungo – che un criterio di giudizio non può essere oggetto di regolamentazione o di determinazione pubblica (ma non perché “il capitale erotico non è oggettivo e misurabile”, proprio per un’ineliminabile libertà dell’individuo), dall’altro lato si chiede come mai il criterio di giudizio con il quale alcuni uomini scelgono alcune donne si svolga in un certo modo invece che come piacerebbe a lei.
    Se gestire il capitale erotico non è un reato non lo è neanche farsi sedurre da una donna con un grande capitale erotico.
    Lei condanna entrambi sul piano morale ma assolve la donna sul piano giuridico.
    E che vuol dire?
    Lei condanna in pari misura entrambe le parti ma rivendica per le donne “il diritto di commettere le stesse cose [degli uomini, immagino] senza essere per questo giudicate”; e che razza di condanna sarebbe quella senza un giudizio?
    Cos’è, un’esercitazione di aria fritta…?
    Riguardo all’identità tra passato e presente, io credo che lei viva sulla luna e non si è accorta di quello che va succedendo in giro.
    Forse in passato sarà anche esistita la pornografia ma, a quanto si dice, le ragazzine adolescenti che posano per una ricarica del telefonino erano ancora molto ma molto lontane.
    C’è voluto il ’68, appunto, per sdoganare quella libertà femminile di essere immorali per la quale lei si batte in forme tanto contraddittorie.

  25. Fede ha detto

    Ma guardi che è lei che si contraddice in maniera imbarazzante perchè tra una ragazzina che fa una foto e un adulto che la paga chi commette il reato è l’adulto in quanto adulto che si approfitta di una ragazzina… oppure lei segue il pensiero dei pedofili secondo cui sono i ragazzini che vogliono fare sesso e seducono gli adulti in quanto anche loro hanno diritto alla propria sessualità? chiariamoci! Un adulto che aquista foto da minorenni è punibile per induzione alla prostituzione e abuso di minore (sotto i 14 anni si è considerati incapaci di intendere e di volere).

    Lei condanna entrambi sul piano morale ma assolve la donna sul piano giuridico.
    E che vuol dire?

    Ma allora noi parliamo due lingue diverse…Io condanno moralmente chi si vende e chi si compra.. ma non condanno moralmente l’ essere belle o il piacere fisicamente e soprattutto ciò può costituire un reato giuridico??? Possiamo condannare una donna perchè bella o perchè indossa una minigonna? Allora condanniamo anche gli uomini con gli addominali scolpiti e le magliette aderenti? L’essere belli o piacenti non è reato e ho anche spiegato il perchè perchè nessuna donna può fare sesso con un uomo senza il suo consenso! Almeno chè qualcuno non dichiari giuridicamente con prove scientifiche che l’uomo di fronte a una bella donna è incapace di intendere e di volere e quindi seducendolo se ne approfitta.. ma penso che questo non sia vero e che per voi sarebbe degradante.. almeno io in quanto uomo mi sentirei umiliato e offeso se qualcuno dicesse ciò!

    Gestire il capitare erotico non è reato (e le ricordo che anche gli uomini hanno un capitare erotico da gestire eh un bell’uomo e un bell’uomo) scegliere una compagna o un compagno SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER QUELLO è una scelta personale quindi non vedo perchè lei si stupisca e condanni le donne che si fanno mantenere! entrambi rispondono alle esigenze dell’altro. Dove è la contraddizione? Io ho affermato che condanno moralmente entrambi.

    “Lei condanna in pari misura entrambe le parti ma rivendica per le donne “il diritto di commettere le stesse cose [degli uomini, immagino] senza essere per questo giudicate”; e che razza di condanna sarebbe quella senza un giudizio?
    Cos’è, un’esercitazione di aria fritta…? ”

    Come le ho già detto io non rivendico il diritto di niente non concordo con questa ideologia… ho semplicemente detto e mi sembra coerente che tra una che si vende e l’uno che la compra io condanno entrambi. E ho detto che le donne in questione semplicemente non chiedono moralità unilaterale come dice lei ma anzi vogliono la libertà sessuale pari a quella di un uomo senza essere giudicate il che mi sembra legittimo in quanto glielo domando ancora una volta e spero che lei mi risponda: perchè una donna che tradisce il marito dovrebbe essere lapidata o chiamate poco di buono e l’uomo che tradisce la donna no?
    E’ lei che vuole mettere l’accento sulla maggiore colpevolezza della donna e io le ho chiesto di spiegarmi il perchè e le ho anche detto visto che siamo in sito cristiano che Gesù fu il primo a sottolineare questo fatto

    7 «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9 Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
    Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10 Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». (Giovanni 8,7)

  26. Gibbì ha detto

    La donna che tradisce il marito “lapidata” dove?
    Condannata dove?
    In quale luogo e in quale tempo?
    Ma di che parla?
    Prima invoca i messaggi evangelici della nostra tradizione, poi va a riparare in Afghanistan per dare consistenza ai suoi discorsi.
    Mettiamola così.
    Dopo ben 7 commenti, pari a circa 3 cartelle dattilo, e a distanza di ore dalla mia domanda delle 14,55, si potrebbe, tutto sommato, arrivare alla conclusione che, sì, il messaggio evangelico che invita a non giudicare (con eccessiva severità moralistica) pare possa estendersi anche al mondo femminile.
    Il che significa che non si dovrebbe fare del moralismo gratuito neanche a danno maschile, a pensarci bene.
    Quindi, i dubbi medievali riguardanti la dotazione dell’anima nelle donne – e la conseguente assunzione delle relative responsabilità morali – sembra definitivamente risolta, seppure con alcuni secoli di ritardo.
    Per ora buona cena….

    • Fede ha detto in risposta a Gibbì

      “L’infedeltà coniugale nel diritto italiano era disciplinata dagli articoli 559 e 560 del codice penale. Per la moglie costituiva reato il semplice adulterio, che vedeva punito anche il correo dell’adultera. La pena era prevista in misura maggiore nel caso di relazione adulterina (fino a 2 anni di reclusione). Il delitto era punibile a querela del marito.
      Quando a commettere il reato era il marito, invece, l’infedeltà era punita solo nel caso in cui avesse tenuto una concubina nella casa coniugale o notoriamente altrove. (l’adulterio non era punito ma solo il concubinato)”

      La parola lapidata era metaforica in questo contesto… ma fino al 1968 le punizioni penali per adulterio erano previste solo per la donna come lei vede…. e le ho chiesto mille volte di dirmi se secondo lei questo era giusto e perchè.
      Ora a me sembra lecita la parità giuridica del trattamento dell’adulterio.. secondo lei non dovrebbe essere così?

      Secondo le ho chiesto di dirmi in cosa lei pensa che le donne manchino di rispetto agli uomini è tanta fatica dirmi il suo punto di vista personale? Io le ho detto di non saperlo perchè io per prima rispetto il mio uomo e gli altri uomini e non conosco nessuna ragazza nella mia realtà quotidiana che si comporti senza rispetto… secondo lei vivo sulla luna? sarò fortunata cosa vuole che le dico… ma come vede non ho escluso che ciò possa avvenire e le ho chiesto gentilmente di dirmi la sua esperienza se è possibile per meglio capire i problemi degli uomini e poter anche farmi un esame di coscienza nel caso sbagli qualcosa… ma lei non risponde!

      Comunque io non ho mai detto che gli uomini sono peggio delle donne o viceversa ma anzi ho detto che è colpa di entrambi e ognuno alimenta nell’altro comportamenti che moralmente non condivido…
      Ma ho anche detto che per risolvere il problema io penso che sia inutile accusarsi a vicenda ma semplicemente bisogna lavorare su se stessi seguire la regola del non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te: io non voglio essere giudicata solo per il mio corpo così non giudico gli altri per il proprio corpo, non voglio essere tradita e non tradisco, non voglio essere usata per secondi fini quindi non uso per secondi fini, voglio essere rispettata e rispetto gli altri etc Stop Mi dica dove ho difeso le donne e accusato gli uomini? Non ho difeso ne accusato nessuno… se mai ho solo dato una spiegazione SEMPRE SECONDO LA MIA ESPERIENZA DI VITA (e non dai media) di quello che mi circonda e invito ancora una volta a dirmi la sua se vuole altrimenti, pace, me ne farò una ragione…. La storia dell’anima non l’ho capita…

      • beppina ha detto in risposta a Fede

        Quoto al 99,99 periodico la fede. 🙂

      • Gibbì ha detto in risposta a Fede

        Nello scompartimento di un treno c’è un tale che, dall’inizio del viaggio, non fa altro che ripetere: – che fame che c’ho, che fame che c’ho, che fame che c’ho…. -.
        Alla prima stazione gli altri passeggeri si affannano a trovargli del cibo, in modo che la finisca ma, ripartito il treno e soddisfatto il bisogno, il tale riprende la sua lamentazione: – che fame che c’avevo, che fame che c’avevo, che fame che c’avevo… -.
        Ecco lei – e quelle/i come lei che si rifugiano nel passato remoto per lamentarsi ancora nel presente – mi fa pensare a quel tale.
        Le ho fatto un esempio pratico e concreto di una mancanza di rispetto femminile – la gratuità della provocazione sessuale accompagnata dal disprezzo per il desiderio maschile evocato – e lei continua a chiedermi di darle prove della misandria dilagante.
        Senza parole….c’era scritto sulla settimana enigmistica!
        Io alle sue personali esperienze di vita non sono molto interessato, nel senso che non è in discussione la sua persona ma i principi generali di una questione.
        Anche questo ho cercato di farglielo osservare ma niente.
        Lei continua a farne una problematica psicologica impapocchiandola con le questioni giuridiche.
        Se lei vuole essere giudicata per le sue qualità interiori lo vada a dire a quelle donne che si affannano a curare e migliorare le loro qualità esteriori, dando un’idea prevalente di donna; perché lo viene a dire a me e lo pretende dagli uomini come un suo diritto che deve essere garantito da noi?
        Insomma, a conti fatti la vedo animata dalla medesima confusione che, a causa delle intossicazioni femministe, anima la stragrande maggioranza delle donne (ma anche una maggioranza rilevante di uomini).
        Eccoli i frutti del ’68, stanno anche dentro di lei….

      • Penultimo ha detto in risposta a Fede

        Fede il problema non è la rivendicazione di giusti diritti il problema è la rivendicazione di diritti stupidi.Non si parla del feminismo anni 48 a scalare regressivo si parla del feminismo 68 che è molto diverso.Il primo invocava giusti diritti l’altro diritti stupidi.

        • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

          Oppure ti chiedero l’aborto che è avallato per legge nel 78?Ma che ha avuto la massima discussione in quegli anni.

          E’ un tuo equo diritto o solo una forma di scappare dalle responsabilità,talvolta anche incoraggiate dagli uomini pare ovvio,perchè hanno tutto l’interesse anche loro spesso di fuggire all’essere padri.

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