Eutanasia: il dolore fisico si può annullare

Vivere fino alla fineSe la legalizzazione dell’aborto è giustificata con la falsa questione della salute materna e dell’aborto clandestino, se l’adozione per le coppie di omosessuali è sostenuta con la ridicola obiezione che sarebbe “meglio di un orfanotrofio”, la legalizzazione dell’eutanasia è sostenuta in quanto -dicono- sarebbe più dignitoso morire così piuttosto che tra gli spasmi del dolore.

Utile a tal proposito l’uscita del libro del dott. Ferdinando Cancelli, specialista in cure palliative, intitolato Vivere fino alla fine. Accompagnamento e cura della persona morente (Lindau 2012). Affrontando la morte da un punto di vista strettamente clinico -come si legge nella prefazione affidata a Lucetta Scaraffia– ha un effetto primario: quello di allontanare da chi lo legge la paura della morte. Cancelli conosce la morte, la incontra con grande frequenza nella sua pratica medica e ne ha tratto non solo considerazioni mediche, ma riflessioni profonde fondate su una vera esperienza.

Nel volume vengono affrontati uno per uno tutti i problemi più complicati e disputati dalla politica e dalla medicina divulgativa, con risposte semplici che servono a dissipare molte paure. Ma anche a farci sapere ciò che spesso ignoriamo, come il fatto che la morfina costa poco e serve a rendere sopportabile il dolore senza accelerare la morte del paziente. E quando neppure la morfina può far tacere il dolore, c’è la possibilità di far entrare il paziente – possibilmente con il suo consenso – in coma farmacologico per evitargli sofferenze inutili e difficilmente sopportabili. Come ha giustamente deciso anche il card. Carlo Maria Martini al termine della sua vita, questione che è invece stata ignobilmente strumentalizzata dal suo sedicente figlio spirituale, Vito Mancuso, per strizzare l’occhiolino all’eutanasia.

I rimedi al dolore dunque ci sono, e la necessità di chiedere la morte per sfuggire a un dolore insostenibile esiste solo nei quesiti delle inchieste che vogliono far passare tutti come sostenitori dell’eutanasia. Non a caso i Radicali non hanno mai parlato di medicina palliativa e invece continuano a fare i loro sondaggi sull’eutanasia domandando se si preferisce morire piuttosto che soffrire dolori insopportabili. E’ ovvio il risultato, chiunque preferirebbe morire. Ma se i dolori sono trattabili, quasi tutti preferiscono vivere sino alla fine naturale, come spiega il dott. Cancelli. Non è vero che la vita ha senso solo se si è sani e autonomi: le esperienze del medico rivelano che fino agli ultimi istanti l’uomo è un essere vivente, e in questo incontro con la morte «si manifestano dei fuochi d’artificio della vita».

D’altra parte lo ha testimoniato anche l’oncologo Umberto Veronesi: «Nessuno mi ha mai chiesto di agevolare la sua morte. Ho posto da sempre un’attenzione estrema al controllo del dolore e, per mia fortuna, nessuno dei miei pazienti si è mai trovato in una condizione di sofferenza tale da chiedere di accelerare la sua fine». Non è il dolore ad essere un problema, ma semmai –come dicono gli studi– la depressione e la disperazione ad essere i predittori di richieste di eutanasia, problemi reali ma facilmente affrontabili.

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41 commenti a Eutanasia: il dolore fisico si può annullare

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  1. Penultimo ha detto

    Lo sempre pensato non è il la retorica del dolore fisico epicureo(esso è risolvibile con le scienze mediche), il problema dell’uomo.Il dolore che questi uomini provano,a mio ramarico è il dolore del vivere,o quello di ritenersi inutili agli altri,la morte che li si dà o che li si vorrebbe dare,non è una medicina,nè tantomeno una cura,forse,è la più alta conferma di tale comprensibile stato d’animo.E ribadire a un’uomo che è inutile che cura è?La morte diviene cura.Cosa ha mai curato la morte?Solo la vita guarisce mai la morte.La morte probabilmente non è che la sigla finale apposta a quella che noi riteniamo inutili,e che siamo incapaci di aiutare,e mentre dovremmo aiutarli li si vuole confermare tale visione,che sono inutili.E perchè sono tanto inutili da aiutarli a morire?
    Sono liberi di scegliere,certo,ma quale uomo può dirli “scegli morte convinciti della tua inutilità”?

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  2. Controinformato ha detto

    se lo dice anche una faccia di c**o come Cancronesi…

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  3. Marco Comandè ha detto

    Il contrario di una vita prolungata è la morte procurata e non quella naturale. Nel medioevo e fino ai tempi di Tolstoj si diceva che il bambino decedeva per volontà di Dio. Ma noi sappiamo che la colpa era nella situazione di miseria, di vita campagnola, di insufficienza di medicine, di assenza di vaccini. Cessato il periodo di mortalità infantile perenne, come lo si può giustificare il detto “Il bambino è morto perchè Dio lo ha voluto con sè”? La fine naturale della vita non esiste, infatti oggi la scienza sta studiando la possibilità di prolungare l’esistenza a 120 anni, mille anni, addirittura agognare l’immortalità (Boncinelli, lettera a un bambino che vivrà cent’anni). Uno dei modi indicati da Boncinelli è la manipolazione genetica. Orbene: ripudiandola, non si fa che imporre una vita che cesserà per “fine non naturale”.

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    • simone ha detto in risposta a Marco Comandè

      Ogni morte è voluta per volontà di Dio, così come ogni vita. Il tuo commento non ha senso, se non in un improbabile ambito ateistico.

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    • edoardo ha detto in risposta a Marco Comandè

      Tutto ciò che ha avuto una nascita è destinato ad avere una morte.
      Così è giusto.
      Non possiamo arrogarci il diritto di usurpare spazio vitale a chi deve venire dopo di noi.
      La scienza non ha assolutamente detto quello che lei afferma, cioè prolungare l’esistenza all’infinito. Lo avrà affermato qualche isolato frammento del mondo scientifico.
      Del resto anche il dottor Mengele, a modo suo, faceva parte del mondo scientifico.
      Solo dal punto di vista termodinamico, non dico morale, una vita artificialmente prolungata tagliando e cucendo e manipolando geni e facendo di tutto di più pur di allontanare la paura di lasciare questo mondo, sarebbe un disastro, il suicidio dell’umanità.
      Ma vi rendete conto, un essere umano di 120 anni, produce uno zero, e consuma il massimo in termini energetici, cioè opportunità sottratte a chi ha cent’anni meno di lui.
      Lasciando la termodinamica e torniamo in letteratura:
      vi ricordate Petronio: “Sibilla, cosa vuoi? Voglio morire”
      Quei temi letterari sì che sono immortali, altro che un ristretto numero di occidentali che mangiano per loro e per una buona parte di quegli altri che non mangiano.
      Quello non è progresso, secondo me.

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  4. Klaus ha detto

    Avanzo un’ipotesi, peccando, ma con la probabilità di indovinarci, come avrebbe detto un noto politico (in realtà sembra che la battuta in origine fosse di un vescovo). Veronesi lavora nei reparti di oncologia, dove più a lungo i malati sopravvivono e più terapie si applicano, più c’è lavoro. Taluni sostenitori della “libertà di scelta”, invece, pensano che più malati “scelgono liberamente” di non soffrire, più si taglia la spesa pubblica.
    Il che non toglie nulla, intendiamoci, al fatto che, in questo caso specifico, Veronesi abbia certamente detto il vero. Solo che non è il suo un pulpito dal quale io sia disposto ad ascoltare molte prediche.
    Se poi quanto da me sospettato e sopra esposto fosse vero, comunque, a maggior ragione dovremmo tutti appoggiare la posizione della Chiesa. Non sia mai che qualcuno si faccia venire in mente di rendere obbligatoria la libera scelta (forse, in qualche caso, è già avvenuto con la copertura di pseudo-dichiarazioni rilasciate dal malato in tempi precedenti, non si sa bene a chi e quando).

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    • manuzzo ha detto in risposta a Klaus

      Infatti, mica possiamo liberamente scegliere la posizione della Chiesa? Se lo facessimo, dovremmo essere presi in giro in maniera più o meno fine. Devo dire però, mi complimento per la raffinatezza: almeno lei, Klaus, non ha bisogno di bestemmiare come spesso fanno i soliti atei che sfogano la loro rabbia contro di noi, sul web….

      Per la cronaca: Veronesi è apertamente ateo. Grazie di sottolineare il suo egoismo.

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  5. Andrea C. ha detto

    Articolo interessante, di cui pero non condivido l’impostazione. Credo sarebbe stato più proficuo invertire lo spazio dedicato al dolore fisico e al dolore psicologico ( che credo spaventi in misura molto maggiore).
    personalmente mi spaventa di più la sindrome locked-in che i terribili dolori di un cancro terminale ( per cui esistono appunto farmaci che leniscono il dolore) per fare un esempio.

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  6. Eigub Etted ha detto

    E la sofferenza psichica?

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  7. StevenY2J ha detto

    Premesso che sono favorevole al rifiuto delle cure, dell’accanimento terapeutico e dell’eutanasia, vorrei fare una domanda un po’ provocatoria ma senza alcun intento di deridere o sminuire le vostre posizioni contro l’eutanasia.

    Il ragionamento é questo:
    dal vostro punto di vista, l’essere umano non può utilizzare la scienza per porre fine alla propria vita, quando questa giunge ad una condizione di malattia estrema, ovvero non può assumere farmaci che provochino la cosiddetta “dolce morte” (= eutanasia) perché ciò andrebbe contro al volere di Dio, che é padrone della vita e della morte.

    Bene. Come mai, allora, ritenete moralmente lecita l’assunzione di farmaci come la morfina che tolgono completamente il dolore o, addirittura, la provocazione del coma farmatologico? Non é, forse, anche questo un modo per “aggirare” il tipo di morte (dolorosa o lieve) che Dio ha scelto per ciascuno di noi? Non é forse anche questo un modo di porsi contro il volere di Dio, padrone della vita e della morte e, quindi, anche delle modalità con cui questa viene dispensata? Se Dio ha scelto che io debba morire fra atroci sofferenze, magari per purificarmi su questo mondo, in vista del Purgatorio e/o Paradiso, non é forse un imbroglio usare la droga per spegnermi dolcemente?

    Vi prego di non considerare le mie domande come prese in giro o provocazioni. Voglio solo farvi ragionare su questi aspetti e sono davvero interessato ai vostri punti di vista.

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    • Alèudin ha detto in risposta a StevenY2J

      tu ci stai confondendo con il fanatismo, il Cattolicesimo è, tra le altre cose, semplice realismo e buonsenso, riconosce la debolezza dell’essere umano e lo ama anche per quello, quindi no all’accanimento inutile e no alla eutanasia ma sì alle cure palliative e all’accompagnamento amorevole, se poi arriveranno sofferenze atroci speriamo di avere la forza ed il coraggio di ricordarci che Cristo ha già sofferto con noi, per noi, in noi.

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      • Alèudin ha detto in risposta a Alèudin

        tra l’altro come ottimamente ricorda StefanoPediatra qui sotto la morte mica l’ha inventata Dio ma l’uomo.

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    • Penultimo ha detto in risposta a StevenY2J

      Lo chiederei ai protestanti,in quanto non credo alla predestinazione (nè al Dio che sceglie come devi morire o agire).Dubito che esista lo spegnersi dolcemente,esiste forse il morire in “pace con se stessi”.Infatti non si vede come una persona imbotita di morfina possa non provare dolore.SE il dolore fosse solo fisico,perchè afferma di provare dolore,tale da voler morire?La preocupazione più grande per uomo che muore non è come muore,ma come è vissuto.Veramente “Dio sceglie” per l’uomo,significa che Dio sceglie chi muore e chi vive.E dunque radicalmente diversa perchè Dio non sceglie che tu possa/non possa, compiere un’azione morale,come non sceglie come morire,che è un’azione morale,dunque l’azione ricade sotto la resaponsabilità umana.Sarebbe un imbroglio se li dicessi che la morfina serve per farlo stare peggio.D’altra parte avallare in uomo il desiderio di morte,è sempre una responsabilità morale.La morte è sacra?Non penso sia così,l’uomo che muore è sacro,non la morte come idea,penso che sacri siano i momenti della vita.Infatti la visione che forse,si ha in quei momenti,e proprio del fatto che quegli istanti di vita siano peggiori della morte,ma della morte non abbiamo esperienza,tanto da essere certi che la morte sia sacra.Semplicemente non penso che quel dolore (che palesemente è peggio del dolore fisico),possa essere tolto con l’ignoto di una morte,sarebbe un paradosso trattare la morte come una soluzione curativa.

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      • odoardo ha detto in risposta a Penultimo

        senti filosofino,per me un soldato che lascia agonizzare un commiltone ferito e morente non e’ altro che feccia. Con buona pace di tutte le tue genialate teologiche.

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        • Alèudin ha detto in risposta a odoardo

          intanto sarebbe bene che le guerre non ci fossero, sarà ingenua come affermazione ma avremmo già risolto a monte il problema, inoltre stai parlando di un caso ben specifico che non centra nulla con l’eutanasia da praticare in ambiente sanitario controllato di cui stiamo dicutendo qui.

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        • Penultimo ha detto in risposta a odoardo

          E allora tutti quelli che somministravano la morfina in guerra erano feccia,io francamente non penso siano feccia.Nemmeno quei soldati che che accompagnavano la morte dei loro compagni fino alla fine.

          No non sono un filosofo,non studio filosofia,ma con piacere leggo sulla filosofia perchè comunque aiuta a pensare e a meditare.E dunque mi perdoneranno i filosofi per le mie incorretezze,studio scienze forestali.

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    • semelets ha detto in risposta a StevenY2J

      Il concetto di volontà di Dio è molto vago è può comprendere un ventaglio di interpretazioni molto ampio. Nella sua versione più radicale, che è quella che proponi nel tuo intervento, coincide col fatalismo: tutto ciò che accade, per il solo fatto di accadere, è volontà di Dio e dunque non c’è niente cui abbia senso opporsi, o addirittura bisognerebbe considerare peccaminoso ogni tentativo di opporsi ad alcunché.
      Nella visione cattolica il concetto di volontà di Dio non prevede questo fatalismo (anche se a volte, nei discorsi o nella predicazione, può esserci la tendenza a scivolare in questa direzione).
      A mio avviso quindi il concetto di volontà di Dio non è un buon punto di partenza per affrontare le questioni che hai posto.
      L’approccio del cattolicesimo alla realtà non è mai di tipo semplicistico.
      Cercherò quindi di affrontare il problema da un’altra angolazione.
      Si tratta innanzitutto di due problemi distinti, quello del fine vita e quello della sofferenza. E’ importante che vengano affrontati nell’ordine che ho detto.
      Per quanto riguarda il fine vita, il principio ispiratore potrebbe essere riassunto in questi termini: nessuna condizione di vita può rendere un essere umano indegno di appartenere alla famiglia umana. E’ una questione che riguarda la definizione di un confine. Aprire anche una piccolissima breccia in questo principio significa spalancare il baratro dell’arbitrarietà, come possiamo già constatare nel campo dell’aborto (il bambino sano lo possiamo eliminare entro il terzo mese, quello malato anche dopo, e le proposte sono di estendere questa facoltà anche oltre la nascita, sia per i bambini sani che per quelli malati).
      Si afferma quindi che la definizione di questo confine (inizio e fine vita) non ricade sotto la mia giurisdizione.
      La questione della sofferenza invece si potrebbe riassumere così: posto che il confine di cui sopra non ricade sotto la mia giurisdizione, ciò che invece si trova entro il confine è di mia competenza e responsabilità, ma non in senso arbitrario: la prospettiva cattolica crede che l’uomo abbia facoltà razionali e la capacità di discernere il bene e il male e che queste facoltà lo rendano responsabile dell’agire all’interno dei confini che ho detto. Non è il padrone di ciò che si trova al di qua del confine, ma ne è il responsabile.
      L’uomo riconosce quindi la sofferenza come male e può accogliere la richiesta del suo simile di lenire la sofferenza, con tutti i mezzi a sua disposizione, ma non può accogliere la richiesta di eutanasia perchè relativa a un ambito che ha già giudicato fuori dalla propria giurisdizione.
      Questa impostazione porta naturalmente, in condizioni limite, a definire norme (non è lecito usare un oppiaceo per porre fine alla vita di un malato, ma è legittimo somministrarlo per lenire il dolore, anche se le dosi necessarie possono avere, come conseguenza non voluta, l’accorciamento della vita del malato), che a un approccio superficiale possono apparire di ipocrisia farisaica, ma che, se lette alla luce delle premesse, riflettono una fatica e una serietà di pensiero.

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      • StevenY2J ha detto in risposta a semelets

        Mi complimento davvero per la tua risposta, Semelets e anche per la replica di Stefano. Io non sono credente, quindi continuo a ritenere del tutto legittima la richiesta di una persona di interrompere la propria esistenza (quantomeno come eutanasia passiva qual é stata quella di Welby). Tuttavia, le vostre argomentazioni sono molto profonde e per nulla ipocrite. Era un po’ quello che mi interessava sapere. Ancora complimenti.

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  8. StefanoPediatra ha detto

    Posto qui in fondo il mio commento perché vorrei provare a rispondere insieme a un paio di punti introdotti da altri commentatori.

    Io non credo che Dio voglia la morte dell’uomo. Di nessun uomo. Mi rifiuto di pensarlo. Il male, la malattia, la morte, insieme con il peccato, sono stati introdotti nel mondo, nella vita, dall’uomo. Dio non puó volere la morte dell’uomo, il suo male; sarebbe un controsenso. Dio ha fatto l’uomo per la vita.

    Una volta (lavoravo all’epoca presso il Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ospedale dei Bambini di Ancona) ho dovetti occuparmi di un bimbo di 7 anni che giunse in ospedale con una meningite fulminante. In poche ore e nonostante tutti i tentativi che insieme ai colleghi rianimatori facemmo, il bimbo morí. Ricordo come fosse ieri quello che mi disse il papá di quel bimbo, di religione musulmana, quando uscii per dare a lui e alla sua sposa la terribile notizia: “Dio dà, Dio toglie: se da Dio accettiamo il bene da Lui anche dobbiamo accettare anche il male”. Ci penso tutti i giorni a questa frase. Quando la udii per la prima volta pensai che fosse una cosa “bellissima” da dire e, prima ancora, da pensare. Oggi peró correggerei quella frase perchè non credo che Dio possa darci nulla di “male” (nessun padre darebbe delle serpi al figlio che gli chiede del pane: non ha detto più o meno questo Gesù?!): “Dio ci dà la vita e la riaccoglie quando é il momento: se da Dio accettiamo il bene, a lui dobbiamo affidarci con fiducia perché ci aiuti ad accettare quella parte di male che la vita, non Lui, ci dà”. Penso che quel papà volesse dire proprio questo.

    Come conseguenza del male portato dall’uomo nel mondo, la morte ora è una “conseguenza” naturale della vita. Se un uomo nasce é destinato a morire, prima o poi. Oggi siamo in grado di curare molte malattie definitivamente. In altri casi possiamo prolungare la vita e ridurre le sofferenze delle persone malate. E in tutto questo io non riesco proprio a vedere nulla che sia “contro” Dio o “contro” l’uomo. Anzi. La moderna Medicina ha trovato dei rimedi alla sofferenza e alla morte (ancorchè non definitivi)? Perchè mai questo “servizio alla vita” dell’uomo dovrebbe essere in contrasto con la volontá di Dio? A me pare, anzi, addirittura “ispirato” da Dio.

    Curare è certamente non in contrasto con la volontà di Dio; né lo è “aiutare la persona a morire”, nel senso di accompagnarla con terapie e amore affinché il momento naturale del trapasso giunga nel modo meno doloroso e più sereno possibile. Certamente invece é segno di “arroganza” ed é contro l’uomo e contro Dio “arrrogarsi” (appunto) il diritto di scegliere per sè o per un’altra persona il momento della morte. Come non é nella nostra disponibilità l’atto del nascere non lo è nemmeno quello del morire. La vita é sacra. La morte, in quanto termine della vita, momento in cui il Padre ci accoglie, é ugualmente sacra.

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    • Andrea C. ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Alcuni punti non mi convincono:
      “Io non credo che Dio voglia la morte dell’uomo. Di nessun uomo. Mi rifiuto di pensarlo. Il male, la malattia, la morte, insieme con il peccato, sono stati introdotti nel mondo, nella vita, dall’uomo”

      Credo anche io che l’uomo sia fatto per la vita, ma lo studio della natura ci ha insegnato che la morte degli organismi viventi ha sempre fatto parte della storia della Terra, ben prima della comparsa dell’uomo. Il testo della Genesi poi é un testo sapienziale, non un resoconto storico della vita dei primi uomini…

      Nei caso di eutanasia e suicidio assistito non mi sembrano utili discorsi generici, anche perché spesso é molto sottile il confine tra essi e l’accanimento terapeutico. Un’arroganza inequivocabile,probabilmente, la vedrei risiedere solo nell’eutanasia.

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      • StefanoPediatra ha detto in risposta a Andrea C.

        Caro Andrea, il mio non è un discorso generico. E’ la spiegazione del perchè del mio personale essere contrario ad eutanasia e suicidio assistito (così come, peraltro, anche all’accanimento terapeutico). Lo si può condividere o no. Così come l’opinione di chiunque altro.

        Lei dice: “Un’arroganza inequivocabile, probabilmente, la vedrei risiedere solo nell’eutanasia.” Io non sono d’accordo e starei attento a non mascherare il lupo da agnello: suicidio assitito e eutanasia rappresentano allo stesso modo un atto di arroganza nei confronti di Dio e della vita. Sotto l’aspetto più innocente dell’agnello che lei attribuisce al suicidio assistito (ma potrei aver frainteso le sue parole e nel caso me ne scuso) si cela comunque il lupo.

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        • Andrea C. ha detto in risposta a StefanoPediatra

          Io non ho detto che il suicidio assistito é giusto e l’eutanasia no, semplicemente io non mi sentirei di condannare moralmente una persona che lo richiedesse in caso patologie realmente gravi, che costituiscano per essa un peso insopportabile (es. Sindrome locked in).
          Ho appreso con piacere anche di persone che sono riuscirete a resistere a situazioni molto gravi (per esempio cito il libro “pensieri di uno spaventapasseri), in cui ho trovato una componente comune: un grande sostegno, da parte di persone care e spesso anche il sentimento della vicinanza di Dio: si tratta sicuramente di grandi grazie su cui purtroppo pero non tutti non possono contare.

          Fra l’altro ho appreso anche io della notizia delle “dimissioni” del papa, pregheró.
          (anche qui, per ricollegarmi a sopra, nonostante l’esempio di karol Wojtyla e della sua straordinaria determinazione non mi permetterei mai di giudicare la decisione presa da Benedetto XVI, non si può obbligare qualcuno ad essere “forte”, semmai si puó solo sostenerlo) spero che le mie parole non saranno fraintese 🙂

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          • StefanoPediatra ha detto in risposta a Andrea C.

            Caro Andrea, se ci pensi bene nel tuo commento sembra essere implicito un giudizio: “Non si può obbligare qualcuno ad essere forte” riferendosi chiaramente a Papa Benedetto XVI, detto subito dopo aver citato “l’esempio di Karol Wojtyla e della sua straordinaria determinazione” fa pensare che abbiamo già deciso che, se confermata questa notizia, il Papa si è dimesso per debolezza. In realtà, nel caso la notizia fosse confermata, sono sicuro che la decisione del Santo Padre sia per il bene della Chiesa e sia semmai un atto di coraggio e non di debolezza.

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            • Andrea C. ha detto in risposta a StefanoPediatra

              il fatto che “forte” fosse tra virgolette non era un caso, al momento non mi venivano altre parole in mente.
              come avevo gia detto in precedenza speravo di non essere frainteso, nella mia frase non vi era assolutamente niente di implicito o allusivo:

              Wojtyla ha dato uno straordinario esempio di determinazione e dedizione, rimanendo pontefice fino alla fine nonostante la malattia e la vecchiaia.
              Ratzinger ha voluto coraggiosamente mostrare il suo limite umano, in coscienza ha valutato che gli impedimenti che gli derivano dall’età avanzata non gli consenstono di continuare nel modo migliore il suo pontificato.
              Nessun giudizio, nessun “podio della santità”

              questo era riferito (con le dovute proporzioni) a cio’ che ho detto sul suicidio assistito e al caso coraggioso descritto nel libro pensieri di uno spaventapasseri

              🙂 mi piace parlare con te Stefanopediatra, e per questo mi piacerebbe che rispondessi per intero alle questioni che pongo e non solo ad alcuni spezzoni, magari riesci ad aprirmi uno spiraglio su un modo diverso di vedere la realtà (ultima affermazione, magari inutile: sono credente; questo solo per evitare un impostanzione del discorso tipo credente vs non credente 🙂

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              • StefanoPediatra ha detto in risposta a Andrea C.

                Caro Andrea, non volevo fare un processo alle tue intenzioni. Me ne guardo bene in generale. Il fatto è che quello che scriviamo rimane e può essere interpretato da chi lo legge in modo non corretto come, evidentemente è capitato a me. Te ne chiedo scusa.

                Io poi ho un “problema” di base: amo tantissimo questo Papa, forse più di tutti i precedenti che ho conosciuto. Gli ho voluto bene fin dal giorno in cui è stato scelto dallo Spirito Santo per guidare la Chiesa. Ecco perchè sono un po’ … suscettibile quando si parla di lui.

                Proprio perchè amo questo Papa e credo in ciò che rappresenta per la Chiesa, sono sicuro che la sua scelta è ispirata da Gesù, di cui è il vicario in terra. Come il Papa stesso ha detto, affidiamo tutti insieme la Chiesa a Gesù e alla sua mamma, Maria.

                Per il resto non avevo capito che tu mi avessi posto delle questioni specifiche e non mi sono reso conto di aver risposto solo a “spezzoni” di queste. Scusami. Ho solo voluto dire come io personalmente la penso su alcune cose.

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                • Andrea C. ha detto in risposta a StefanoPediatra

                  Non c’è bisogno di scusarsi, io stesso ho il difetto di nn sapere esprimere spesso quello che che penso in poche righe di effetto, penso 100 cose che provo a condensare in 10 e immancabilmente vengo spesso frainteso.
                  “questioni” su cui ho scritto e di cui mi interessava un commento nel merito, tuo o di chiunque altro erano ad esempio

                  “””””Alcuni punti non mi convincono:
                  “Io non credo che Dio voglia la morte dell’uomo. Di nessun uomo. Mi rifiuto di pensarlo. Il male, la malattia, la morte, insieme con il peccato, sono stati introdotti nel mondo, nella vita, dall’uomo”

                  Credo anche io che l’uomo sia fatto per la vita, ma lo studio della natura ci ha insegnato che la morte degli organismi viventi ha sempre fatto parte della storia della Terra, ben prima della comparsa dell’uomo. Il testo della Genesi poi é un testo sapienziale, non un resoconto storico della vita dei primi uomini…”””””””

                  “””””””Io non ho detto che il suicidio assistito é giusto e l’eutanasia no, semplicemente io non mi sentirei di condannare moralmente una persona che lo richiedesse in caso patologie realmente gravi, che costituiscano per essa un peso insopportabile (es. Sindrome locked in).
                  Ho appreso con piacere anche di persone che sono riuscirete a resistere a situazioni molto gravi (per esempio cito il libro “pensieri di uno spaventapasseri), in cui ho trovato una componente comune: un grande sostegno, da parte di persone care e spesso anche il sentimento della vicinanza di Dio: si tratta sicuramente di grandi grazie su cui purtroppo pero non tutti non possono contare.””””””””

                  E infine ( dal mio penultimo post)

                  “”””questo era riferito (con le dovute proporzioni) a cio’ che ho detto sul suicidio assistito e al caso coraggioso descritto nel libro pensieri di uno spaventapasseri””””

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                  • Semelets ha detto in risposta a Andrea C.

                    Mi intrometto, ritengo legittimamente, in qualità di “chiunque altro”.

                    Il primo punto è quello sulla morte (così, tanto per cominciar leggeri). Su questo punto fai due osservazioni quella sul significato della Genesi e la constatazione che la morte è sempre esistita, da che mondo è mondo, ma non dici molto di tuo e mi è quindi difficile dire qualcosa, perché dovrei interpretare il tuo pensiero a partire da quelle due osservazioni: intendevi dire che il nostro orientamento spirituale dovrebbe essere quello di accettare la morte come un fatto naturale? oppure volevi evidenziare come non possa esistere una relazione tra peccato e morte, dal momento che sappiamo benissimo che quella condizione di paradiso terrestre descritta nella bibbia non è mai esistita, visto che quando l’uomo è comparso sulla terra la morte era già presente da sempre? Come ripeto, non mi è molto chiaro il tuo pensiero, per cui ti inviterei a chiarirlo meglio.
                    Nel secondo punto dici che non te la sentiresti di condannare moralmente una persona che richiedesse il suicidio assistito.
                    Prendiamo un atto che si possa ritenere illecito senza dover fare troppi distinguo, tipo il furto o l’omicidio. Possiamo valutarlo in diversi ambiti di competenza: l’etica mi dirà se quell’atto è immorale; la legge stabilirà se è un illecito e quale sia la pena prevista; un giudice giudicherà il tale che abbia commesso quel determinato atto e lo condannerà a una certa pena e così via, ma non rientra nelle competenze di nessuno condannare moralmente la specifica persona che abbia commesso quell’atto. Il giudizio morale sulla persona spetta a Dio. Quando dici che non te la sentiresti di condannare moralmente…ecc. dici qualcosa che è comune (o dovrebbe esserlo) anche a chi si dichiari drasticamente contrario ala legalizzazione del suicidio assistito. Noi possiamo solo ragionare sugli atti e non sulle persone e dobbiamo imporci di ragionare in astratto e non sui casi concreti, perché i casi concreti ci inducono a ragionare su spinte emotive e le spinta emotive non sono un buon lubrificante per gli ingranaggi del ragionamento, che tendono piuttosto ad incepparsi.
                    Tu non ti dichiari apertamente favorevole al suicidio assistito, né all’eutanasia, però ti sembra di intravedere la possibilità di un’eccezione nella sindrome locked in.
                    In generale, quando si parla di eutanasia, ci si riferisce a malattie come quella cui hai accennato o ad altre egualmente atroci, per le quali si ritiene che la vita non possa essere sostenibile. Mi sono allora sempre chiesto una cosa: in Italia ogni anno sono migliaia le persone che si tolgono la vita: giovani, donne, uomini, per depressione, per motivi economici, per amore,ecc.; sono persone per le quali abbiamo la CERTEZZA che la vita è diventata insostenibile, così insostenibile da porle fine coi mezzi più brutali (impiccagione, lanci nel vuoto, soffocamento…). Una battaglia “razionale” pro suicidio/eutanasia dovrebbe allora partire da questi casi, per i quali abbiamo appunto la CERTEZZA che la vita è insostenibile e non da quei casi (tipo malati terminali), dei quali gli esperti ci dicono”guardate che praticamente nessuno chiede di morire”. E’ evidente però che di fronte ad una campagna che dicesse “come possiamo aiutare queste migliaia di persone che ogni anno si buttano sotto un treno, o si tagliano le vene, a morire comodamente in una clinica ben attrezzata?” il nostro animo si ribellerebbe e la nostra reazione sarebbe “ma come sarebbe aiutarle a morire! Dobbiamo aiutarle a uscire dalla depressione e a risolvere i problemi economici, non ammazzarli!”.
                    Ecco perché dico che dobbiamo riflettere sulla questione del confine, di cui ho parlato in un post qui sopra, se difenderne l’inviolabilità o aprire lo spiraglio che spalancherà le porte del baratro.

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  9. Sophie ha detto

    Se ripenso al tradimento di Englaro nei confronti della figlia…

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  10. StefanoPediatra ha detto

    OT.

    Cari amici, le agenzie stanno battendo da alcuni minuti la notizia che il Santo Padre si dimetterà entro il prossimo 28 Febbraio. Io non so se sia una bufala o meno (a dire la verità lo spero, perchè amo tantissimo questo nostro Papa) ma credo che noi tutti dovremmo fermarci un attimo e pregare per il nostro Papa e per la Chiesa tutta. Se il Papa ha davvero preso questa decisione sarà senz’altro per il bene della Chiesa e sarà stato ispirato da Dio. Ma il momento, per la Chiesa, sembra essere davvero cruciale. Io pregherò e vi chiedo di essere in tanti a farlo.

    E prego anche chi non è credente, di dimostrare, in questa occasione, quel rispetto che si deve ad una persona che comunque rappresenta un’autorità morale per tanti; purtroppo i commenti che sto leggendo su alcuni siti mi fanno vergognare di essere un essere umano.

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    • Sophie ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Sai che ho pensato a tutti i commenti volgari ed alle bestemmie che ho letto su Twitter, come goccia che ha fatto traboccare il vaso?
      Quelli che avrebbero dovuto più di tutti dimostrare rispetto dovevano essere i cattolici, loro sono stati i primi a deriderlo e a rinnegarlo a convenienza.
      Adesso mi auguro che arrivi un Papa che faccia a tutti quanti un culo grosso così e che sia meno dolce di Benedetto!

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      • edoardo ha detto in risposta a Sophie

        Io non ho seguito la faccenda su Twitter.
        Non ho Twitter e mànco lo voglio.
        Facebook mi basta ed avanza, ed anzi rifiuto le richieste di amicizia che mi compaiono, chissà cosa cercano da me, boh?!
        Comunque non ti viene il sospetto che si possa trattare di un numero ristretto di persone non cattoliche le quali creano tanti profili personali con nomi diversi e bombardano il social network con messaggi da troll esattamente come succede in altri forum e blog dove finti sedicenti cattolici diffondono messaggi anticattolici?
        Comunque condivido non al 100%, ma al 1000% la tua ultima frase.

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        • Sophie ha detto in risposta a edoardo

          Facebook l’ho lasciato perdere da un pezzo, meglio un bel diario segreto da scrivere quotidianamente e da far leggere solo a quei pochi cui interessa il tuo modo di pensare e non il pettegolezzo. 🙂
          Per la cronaca, per un periodo a Brosio gli hanno mezzo bloccato la pagina su facebook ma va bene così, come vanno bene le dimissioni del Papa (a far capire da parte sta la dittatura!).

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        • Sophie ha detto in risposta a edoardo

          PS: mi fa sorridere il fatto che abbiamo lo stesso identico modo di parlare. Siamo molto diretti. 😀

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    • StevenY2J ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Caro Stefano (bel nome, tra l’altro :), personalmente, da non credente, rispetto il Papa come rispetto qualsiasi credente (ovviamente, non condivido tutte le sue idee e posizioni).
      Spero che il Papa si sia dimesso per scelta personale e non per motivi seri di salute. Le sue dimissioni come atto “politico” non mi sconvolgono più di tanto, perché, non essendo cristiano, é un po’ come se si dimettesse il presidente degli Stati Uniti.
      Sul piano umano, invece, così come mi é dispiaciuto molto per la morte di Woityla, spero che Ratzinger non si sia dimesso per problemi di salute ma solo per “alleggerirsi” un po’ da tutte le responsabilità, le fatiche e le pressioni cui é sottoposto un pontefice. Spero che abbia scelto di dimettersi solo per concentrarsi sugli studi teologici e filosofici che tanto apprezza.

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      • Paolo ha detto in risposta a StevenY2J

        Sarà un opinione personale, ma se l’unico scopo della vita del pontefice fossero stati gli studi teologici penso avrebbe potuto benissimo restare ritirato in qualche monastero e dedicarsi solo a essi invece di farsi un “mazzo tanto” in Vaticano.

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      • StefanoPediatra ha detto in risposta a StevenY2J

        Caro Steven, a parte concordare sulla bellezza del nome che ci accomuna (peraltro il nome del primo martire della Chiesa) 🙂 desidero ringraziarti per il tuo commento educato e corretto. Purtroppo non tutti sono corretti come te, ivi compresi alcuni che per la fede che professano dovrebbero essere naturalmente rispettosi. Come sottolinea Sophie di cattiverie, contro Papa Benedetto ne sono state dette tante e in queste ore ne vengono dette tantissime. Il che è una mancanza di rispetto non solo nei confronti del Papa, ma anche della sensibilità dei tanti che gli vogliono bene.

        Perciò grazie. 🙂

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        • StevenY2J ha detto in risposta a StefanoPediatra

          A parte alcune divergenze di opinione (su questioni come eutanasia o coppie gay) che, però, alla fine risultano naturali e comprensibili, perché, altrimenti, tutti la penseremmo allo stesso modo e non ci sarebbero differenze di idee, a me Ratzinger non dispiace affatto come persona e non mi é dispiaciuto il suo pontificato, pur, ribadisco, senza condividere e senza prendere per oro colato molte delle sue parole

          Certamente, il Papa sostiene le proprie posizioni (spesso molto diverse dalle mie) ma, se in Italia non ci sono matrimoni gay o leggi sull’eutanasia, la “colpa” o il “merito” non sono certo suoi ma del processo democratico, in forza del quale é evidente che gli italiani su questi punti, a torto o a ragione, la pensano in un certo modo.

          Non approvo i vari gruppi che insultano Ratzinger per le idee che esprime. Si può dissentire, si può criticare, ma l’insulto gratuito e fine a se stesso non ha molto senso.
          A maggior ragione, mi sembra alquanto idiota insultarlo al momento delle sue dimissioni. Questa notizia non mi ha sconvolto perché, per quanto mi riguarda, il Papa non é il mio “leader”, tuttavia, per il rispetto che porto per ogni essere umano, spero davvero che sia stata dettata solo da un’esigenza di riposo e tranquillità e non da problemi fisici e di salute.

          Per il resto, non devi ringraziarmi, caro Stefano. Il fatto di non cadere nel facile insulto non é un mio merito ma una regola che, credo, tutti noi dovremmo seguire.

          A questo punto, anzi, mi permetto io di ringraziare Joseph Ratzinger per l’impegno evidente che ha posto nello svolgimento del suo pontificato. Se, dal mio punto di vista, qualche errore magari lo ha commesso, gli faccio comunque sinceri complimenti perché solo chi non fa niente non sbaglia mai.

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    • Andrea C. ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Condivido in pieno!

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    • Redazione UCCR ha detto in risposta a StefanoPediatra

      La notizia è vera e ha preso di sorpresa la maggioranza dei cardinali di Roma (soltanto il card. Sodano e i collaboratori del Pontefice ne erano a conoscenza da qualche ora).

      E’ possibile leggere l’annuncio di Benedetto XVI qui: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2013/02/11/pop_papa.shtml
      Certamente nei prossimi giorni lo annuncerà lui stesso in modo pubblico.

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