Tra sport e fede: Falcao, Mario Ancic e le origini religiose del Celtic

FalcaoL’ultima volta che si era parlato, in questa sede, di Fede e Sport lo si era fatto a proposito delle Olimpiadi di Londra 2012, durante le quali abbiamo avuto testimonianza di una “ribellione” di un buon numero di sportivi al divieto britannico di esporre simboli religiosi durante i giochi.

Ci giunge ora la notizia di un sondaggio, condotto da “Grey Matter Research and Consulting secondo cui gli americani sarebbero di opinioni molto diverse rispetto a quelle del governo inglese: risulta che il 49% di essi, infatti, vede favorevolmente la pubblica espressione di fede degli atleti, mentre il 32% dichiara di non curarsene e solo il restante 19% afferma di averne una visione negativa.

Il sondaggio ha preso in esame l’opinione di più di 1000 americani adulti e l’uso degli atleti di pregare dopo i giochi, parlare di fede durante le interviste, fare segni religiosi (come il segno della croce prima di entrare in campo, per intendersi). Una percentuale ancora maggiore (il 55%), inoltre, vede positivamente la condivisione di momenti di preghiera da parte di squadre diverse alla fine delle partite, mentre meno approvati sono gli atteggiamenti che suggerirebbero il supporto della divinità nella vittoria del singolo o della squadra.

Tali dati possono aiutarci a rilevare come anche nel mondo dello sport, come tutti i contesti culturali, ci sono dei legami con la sfera religiosa, e non solo a livello esteriore: a questo fine segnaliamo episodi pubblicati recentemente, quali la conversione di Grant Desme, ora frate Matteo, noto giocatore di baseball che nel 2010 decise di abbandonare la carriera per la vita monastica o quella del giocatore di tennis Mario Ancic, o ancora le origini religiose del Celtic di Glasgow, fondato da frate Walfrid nel 1887 per scopi caritativi a favore dei bambini poveri, ancora oggi legato alla fede cattolica e agli intenti caritativi del fondatore (perseguiti oggi attraverso il “fondo di carità del Celtic”). Pochi giorni fa il fuoriclasse dell’Atletico Madrid, l’attaccante Falcao, ha dedicato pubblicamente a Dio la sua incredibile prestazione, avendo segnato cinque gol sui sei contro il Deportivo La Coruna.

Lunedì scorso Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il presidente del Coni Petrucci e gli atleti che hanno conquistato una medaglia a Londra 2012, dicendo: «Lo sport incide sull’educazione e la spiritualità e deve essere a servizio dell’uomo. Penso a voi, cari atleti, come a dei campioni-testimoni, con una missione da compiere: possiate essere, per quanti vi ammirano, validi modelli da imitare».

Michele Silvi

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2 commenti a Tra sport e fede: Falcao, Mario Ancic e le origini religiose del Celtic

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  1. Castigamatti ha detto

    Molti di voi conosceranno il canto “Vocazione” di Pierangelo Sequeri… Forse non tutti sanno che le parole sono state scritte da Elena Rastello, una campionessa di atletica che poi ha lasciato tutto per diventare suora.

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