«Gli stati vegetativi non sono certo binari morti»

E’ ormai appurato senz’ombra di dubbio che i pazienti in stato di minima cosicenza (MCS), oltre ad essere vigili, possiedono consapevolezza e, in alcuni casi, capacità di realizzare forme di comportamento volontario. Ancor di più nello stato definito sindrome locked-innel quale sono preservate sia la vigilanza che la consapevolezza. Nello Stato vegetativo, invece, è preservata soltanto la vigilanza mentre la consapevolezza sembra essere assente.

Tuttavia dal Canada, in particolare dal Brain and Mind Institute dell’University of Western Ontario,  è arrivata la segnalazione di un paziente in stato vegetativo da dodici anni, Scott Rutley, e che è stato in grado di rispondere a domande specifiche sul suo stato di salute, spiegando di nono provare alcun dolore. «E’ la prima volta che un paziente incapace di parlare e gravemente cerebroleso è stato in grado di dare risposte clinicamente rilevanti ai sanitari», hanno detto i medici, i quali sono riusciti a comunicare con l’uomo grazie ad una particolare tecnica di “lettura” della mente di persone in stato vegetativo.

Il prof. Giovan Battista Guizzetti, esperto di stati neurovegetativi presso il Centro don Orione di Bergamo, dopo aver spiegato dettagliatamente tale tecnica di “lettura”, ha informato che «già nel 2007 si era ottenuto un risultato analogo», sempre grazie agli studi del neuroscienziato Adrian Owen, lo stesso che ha guidato il team sul paziente canadese.

Il neurologo italiano ha poi proseguito: «gli esami hanno dimostrato che la corteccia cerebrale dei soggetti in stato vegetativo non è affatto morta, dando risposte specifiche a stimoli esterni che eroghiamo». Ma purtroppo «a parte degli esempi di eccellenza, penso alla Casa dei risvegli di Bologna dove ci sono professionisti bravissimi che fanno un lavoro straordinario, la comunità scientifica in generale se ne frega totalmente del problema. Ci sono persone in stato vegetativo che hanno bisogno di cure particolarissime, a volte si devono aspettare anni per permettere che si possano fare queste cure. La medicina oggi in Italia di queste persone non ne vuole sapere».

E concludendo: «cominciamo a vedere recuperi a distanza di dieci anni: da noi una persona ha parlato dopo 12 anni quindi non è un binario morto. Con gli anni qualcosa si ottiene quasi sempre. Si tratta di recuperi piccolissimi ma significativi. Ecco perché non bisogna mai sospendere la cura».

In quest’altra intervista, davvero molto interessante, si è occupato del problema etico dell’eutanasia e del suicidio assistito, affermando: «penso che sia in atto una campagna mediatica che fa apparire le problematiche sollevate, quelle dell’eutanasia e delle direttive anticipate, come una urgenza che nasce dall’opinione pubblica.  Io  sono assolutamente certo che è vero il contrario: una ristretta elite di intellettuali ha deciso di ingaggiare questa battaglia  e per sostenerla la fanno apparire una sorta di richiesta popolare». Questi movimenti di pressione hanno l’interesse che «si affermi definitivamente  una cultura che fa dell’utilitarismo e dell’individualismo i suoi fondamenti».

E invece, «il timore vero della gente, e guardi che io ne incontro molte di persone durante la mia giornata, è quello di vivere l’abbandono terapeutico, di essere lasciati soli con un dolore non controllato, di non trovare più chi accolga la loro domanda di cura perché ormai si trovino al di là di quanto i protocolli prescrivono.  Non sto dicendo che non esista il problema, ma non dobbiamo cadere nella trappola tesa da alcuni ‘opinion leader’ e da alcuni circoli culturali che lo vogliono trasformare in una vera e propria emergenza nazionale».

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32 commenti a «Gli stati vegetativi non sono certo binari morti»

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  1. Andrea ha detto

    Diffondete questo articolo, bisogna tagliare le argomentazioni “anti-life” alla radice nulla come queste interviste può farlo.

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  2. LG ha detto

    …quello che mi sconcerta è che per esempio con Eluana queste tecniche non sono state provate, non si è voluto (se trovate qlco in merito per contestarmi lo accoglierei con un certo sollievo). eppure ci si dice a favore della scienza…

    Pensare che ci sia stata una sua minima consapevolezza negli ultimi giorni di vita…beh, fa tremare.

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    • Andrea ha detto in risposta a LG

      I medici erano i primi a non volerle staccare la spina perché erano i primi a sapere che in realtà non era manco in stato vegetativo 🙁 🙁 …

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    • Marco Comandè ha detto in risposta a LG

      Ricordo ancora una volta che l’autopsia sul suo corpo ci fu e che decretò la morte cerebrale. Stessa cosa per Terri, in America. Pur essendo vive fisicamente, non lo erano cerebralmente.
      Voglio obiettare sulla ristretta elite di intellettuali: proprio questo è il senso del testamento biologico, una ristretta minoranza di persone che a differenza della volontà generale preferiscono interrompere la cura in caso di coma irreversibile! Insomma, è un problema di numeri, una minoranza non vuole farsi soccombere moralmente e preferisce rinunciare a speranze inutili di risveglio.
      La domanda filosofica è: può lo Stato imporre di prolungare indefinitamente la vita attraverso le scoperte scientifiche, oppure il cittadino può preferire la morte a una vita prolungata a 120 anni, mille anni, addirittura all’agognata immortalità promessa da Boncinelli?
      La vera questione in realtà è un’altra: attraverso lo studio delle nuove pratiche scientifiche di lettura della mente, i casi di coma cerebrale potranno essere diagnosticati meglio: alcuni casi, come quelli di Terri e di Eluana, potranno essere certificati come morte cerebrale e quindi si potranno interrompere le cure farmacologiche; in altri casi i pazienti potranno dichiarare di voler continuare la cura; ma resteranno sempre le zone d’ombra di pazienti che vorranno seguire la strada di Piergiorgio Welby. Ecco allora che la risonanza magnetica funzionale non risolve affatto il dilemma sull’obbligo di nutrizione artificiale, come invece pretenderebbe l’articolo dell’UCCR.

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      • Pino ha detto in risposta a Marco Comandè

        Comandè, ma tu sai almeno di cosa stai parlando? La “morte cerebrale” è, dal punto di vista medico, giuridico ed etico, la morte di una persona. Quando è accertata la morte cerebrale si può procedere all’espianto degli organi, nessuno solleva obiezioni al riguardo. Nei casi di Eluana Englaro e Terry Schiavo la situazione era completamente diversa, non c’era affatto morte cerebrale altrimenti il problema non si sarebbe posto. Infatti in entrambi i casi ci volle una sentenza giudiziaria per procedere, cosa che non necessita nel caso di morte cerebrale. Perchè prima di scrivere non rifletti? Eviteresti di fare magre figure.

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      • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Marco Comandè

        La domanda filosofica è: può lo Stato mettere a morte i suoi cittadini, oppure mentre si combatte l’accanimento terapeutico (voi laicisti avete sempre questo vizio di usarlo a sproposito nella vostra propaganda), attendere che arrivi la morte naturale, allontanando ogni possibile dolore tramite le cure palliative?

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  3. Chissenefrega ha detto

    Pensare che ci sia stata una sua minima consapevolezza negli ultimi giorni di vita…beh, fa tremare.

    Veramente quello che fa tremare è pensare che Eluana abbia avuto un minimo di consapevolezza per tutti i 20 anni che è stata in coma. Prova a immaginare che cosa significa capire quello che avviene attorno a te senza poter comunicare. E’ molto peggio che essere sepolti vivi.

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    • Andrea ha detto in risposta a Chissenefrega

      Leggasi l’articolo di cui sopra e quelli correlati, prego.

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    • LG ha detto in risposta a Chissenefrega

      ..si può senz’altro fare il paragone : 20 anni con gente che ti vuol bene intorno e qualche gg con chi tiene conto delle tue reazioni a mano a mano che il corpo si disidrata

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    • Daniele Borri ha detto in risposta a Chissenefrega

      Già, e magari voleva continuare a vivere perché quella vita, che tu reputi indegna, era tutto quello che aveva e lei magari l’amava così, come la amano tanti altri malati gravi.

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    • Lucio ha detto in risposta a Chissenefrega

      Come puoi pretendere di sapere cosa passasse per la testa di Eluana? Chi sei tu per poterlo dire? Chi ti dice che non potesse trovare il suo stato comunque degno di essere vissuto?

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  4. Eigub Etted ha detto

    Io voglio avere il diritto di decidere se e quando morire.

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    • Gennaro ha detto in risposta a Eigub Etted

      Infatti nessuno ti impedisce di suicidarti, altra cosa chiedere dei complici altra cosa ancora chiedere che lo stato sia tuo complice. Siamo ancora a queste risposte sciocche?

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  5. Lucciano ha detto

    Beh l’articolo alla fin fine non dice grandi cose. L’importante non è se si ha coscienza o meno. L’importante è “tu vuoi vivere in quella situazione”? Io no e pretendo che mi sia data opportunità di scelta

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    • Gennaro ha detto in risposta a Lucciano

      Non è così facile, puoi scegliere se suicidarti ma non puoi scegliere che sia un altro a farlo, non puoi scegliere se rendere complice qualcun altro, sopratutto lo stato che invece ha il compito di proteggere la vita dei suoi cittadini, anche contro la loro stessa volontà. Lo stato omicida non è uno stato civile.

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      • Lucciano ha detto in risposta a Gennaro

        Ma di quale suicidio parli? Nessuno può essere obbligato a determinati trattamenti contro la sua volontà. Se mi trovassi in quella situazione pretendo che nessuno metta in atto trattamenti contrari alla mia volontà (compreso alimentazione e idratazione artificiali).

        Hai le idee un po’ confuse!

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        • Lucio ha detto in risposta a Lucciano

          Gia’, secondo voi, alla fine, la liberta’ di scelta della persona deve poter contate sempre piu’ di tutto. Anche piu’ del fatto che la vita e’ un bene indisponibile che non ci appartiene, e piu’ del fatto che per un medico e’ moralmente inaccettabile commettere un omicidio.
          Se Dio non esiste allora tutto e’ permesso.

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        • Pino ha detto in risposta a Lucciano

          guarda se c’è uno con le idee confuse ho l’impressione che sia tu. Alimentazione ed idratazione artificiali non sono terapie perchè non contrastano alcuna patologia, ci sono persone che lavorano e che si alimentano in questo modo. Ergo, non vanno confuse con il diritto del paziente di rifiutare le terapie.

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        • Gennaro ha detto in risposta a Lucciano

          Non è così, se la tua volontà è chiedere ad un altro di ucciderti allora non è possibile, questo il motivo per cui il suicidio assistito non è legale. Se i trattamenti servono a tenerti in vita, non puoi chiedere ad un altro di interromperli perché è come chiedergli di spararti in gola. Altro discorso se questi trattamenti sono ininfluenti verso la tua patologia, allora sarebbe lecito in quanto si entrerebbe nell’accanimento terapeutico.

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  6. gladio ha detto

    Il caso Englaro è stata una delle vicende più ignobili della storia italiana.
    Eluana doveva morire, bisognava pur dimostrare che anche l’ Italia è un paese “moderno” e “civile”. ed è morta ,di fame e di sete come padre Massimiliano Kolbe ad Auschwitz.E’ morta, ricordate? fra il tripudio di tutta la consorteria laicista nazionale, quelli che tacciano la Chiesa di oscurantismo, tanto per intenderci, mentre loro sono i portatori di luce, gli “illuminati”.
    Fondamentale poi al suo assassinio ( non è un’ esagerazione è solo la palese realtà)
    è stato il contributo della massima autorità istituzionale (ricordate anche questo?),l’ inquilino del Quirinale, che è sempre tanto buono, ma che l’unica cosa che ha di illuminato è la sua zucca pelata.
    E’morta, e questo va detto, fra il dolore delle buone suore che l’ avevano in cura e di tante tantissime persone che hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per salvarla incuranti di essere schiaffati nel novero dei bigotti, retrogradi, clerico, vatiican… e chi più na ha più ne metta.
    Poveri laicisti dei miei stivali poteste almeno vantare chissà quali successi in campo economico e sociale invece… Guardate l’ Europa, per esempio ( ma non sarebbe il solo) : via ogni riferimento alle radici cristiane, figuriamoci se si ha bisogno di Gesù Cristo, al giorno d’ oggi,e in Paesi sviluppati, ma per carità!!!
    Solo che son passati pochi anni e la baracca sta già venendo giù tutta quanta e se non fosse che dentro a questa baracca ci sono anch’io mi scompiscerei veramente dalle risa!
    Avanti cosi, cari laicisti, my compliments!

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    • Lucciano ha detto in risposta a gladio

      La baracca viene giù per ragioni economiche (debito pubblico elevato,spread ecc ecc). Non vedo nessuna correlazione tra la religione e l’economia.
      Legiferare sul fine vita è una cosa di buon senso. Chiunque potrebbe venire a trovarsi nella situazione di Eluana Englaro. Tutti debbono avere l’opportunità di scelta sul proprio fine vita.
      Quanto al resto sono ateo, e ne sono fiero

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      • gladio ha detto in risposta a Lucciano

        Carissimo Lucciano
        Innanzitutto voglio togliere di mezzo un fraintendimento,proprio perchè mi qualifico cattolico e credente ( nonostante tutte le mie magagne )non posso nè tantomeno devo pormi su un piano morale più alto di qualsiasi altra persona solo perchè di altra religione o atea.Chi si innalza sarà abbassato dice il Vangelo, parole sante, me le hanno inculcate fin da bambino a calci nel sedere ( metaforicamente parlando).In secondo luogo ci tengo a chiarire che con il termine”laicisti” a cui conferisco un significato palesemente negativo, non mi riferisco automaticamente a tutta la categoria degli atei ma solo a quelle persone prive di onestà intellettuale che per il solo fatto di essere atee si credono gli unici detentori della verità combattendo le idee avverse con lo scherno e col dileggio.
        Non vedi correlazione fra economia e religione? Te la faccio notare subito:Se l’ economia fosse stata condotta secondo i criteri etici cristiani di solidarietà, equità e onestà uniti ala competenza (Valori che perbacco anche un ateo può portare avanti!)a quest ‘ora il PIL sarebbe ancora in crescita ne sono più che sicuro!
        Faccio ancora notare che coloro che si sono pervicacemente adoperati per la non menzione nella Costituzione Europea di ogni riferimento cristiano sono anche i diretti responsabili del disastro attuale
        Ciao! con simpatia

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    • Marco Comandè ha detto in risposta a gladio

      Certo che è curioso che pur di dimostrare che non c’è possibilità di scelta per i casi di coma irreversibile, si arriva a dichiarare che Piergiorgio Welby sia stato plagiato!
      Il nazismo e il comunismo, prima di decidere chi vive e chi muore, hanno fatto una cosa più grave: hanno tolto la libertà! E’ tenendo conto di questa esperienza che la Costituzione italiana ha stabilito che nessuno può essere obbligato a curarsi. La nutrizione artificiale neanche può essere imposta, beninteso. Altrimenti voi avreste già potuto già da tempo impedire a Pannella di fare sciopero della fame!
      Queste sono tautologie.

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      • Pino ha detto in risposta a Marco Comandè

        Ahahahahahah Pannella ha fatto talmente tanti “scioperi” della fame che è arrivato ad una età veneranda più grasso di un vitello. Comandè, per fortuna che i laici sono persone razionali, infatti credono a tutte le favolette.

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      • Gennaro ha detto in risposta a Marco Comandè

        La nutrizione artificiale non può essere imposta se la malattia è a tal punto di gravità che alimentare non serve più a nulla, anzi è dannoso per il paziente. Ma nessun paziente può chiedere ad un altro di essere complice del suo suicidio, solo se le cure non hanno più alcun effetto benefico allora è lecito interromperle.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a gladio

      Dici il giusto, tanto più che ci tengo a far notare che, per definizione, il “portatore di luce” è proprio quel Lucifero che si ribellò a Dio. Pertanto, non è difficile comprendere chi si nasconda dietro al laicismo (in special modo quello di stampo illuminista e militante) ed alla massoneria (che apertamente venera quest’entità maligna come Sommo Bene, titolo che invece spetta solo a Dio).

      Per quanto riguarda poi l’utente di cui sopra, invece, purtroppo l’Europa non crolla solo per una questione economica. Dietro di essa, infatti, v’è una crisi di valori religiosi nera e profonda, assieme ad i suoi valori. D’altro canto, tutti i tentativi di dare un’etcia condivisa extra-religiosa si sono rivelati esser dei fallimenti, e dunque perché mai un tale non dovrebbe cercar di sopraffare il prossimo? Dietro questa crisi v’è gente che ha mangiato miliardi di euro (o dollari, che dir si voglia) e da cui poco (o persino nulla) è stato chiesto in ritorno. Se poi vuoi delle prove del fatto che, storicamente, la perdita di valori religiosi (facendo sparire la pratica religiosa o rendendo la relgione solo un fatto marginale) sia legata anche ad una perdita di valori morali in senso lato studia la situazione della Londra vittoriana, dove il cristianesimo contava solo da un punto di vista meramente sociale e nulla più.
      Infine, se tu vuoi morire fai ciò che vuoi. Il fatto che chiunque possa divenire un invalido grave non autorizza né ad avere complici che l’assistano nel suicidio né, tantomeno, che lo Stato venga implicato nella sua morte.

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      • Marco Comandè ha detto in risposta a EquesFidus

        La Londra vittoriana è quella che ha dettato la morale vittoriana. Non direi che è anti-etica. Ti ricordo che quello che ha mangiato miliardi di euro si è ispirato a quel Bush jr., fondamentalista cristiano in un’America massonica. Sto straparlando, ma è questo il tono con cui discute EquesFidus.

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        • EquesFidus ha detto in risposta a Marco Comandè

          Cosa vorrebbe dire questo discorso? Si sente un continuo parlare di “voi siete oscurantisti… Noi siamo illuminati ecc…”. Il primo ad autoproclamarsi illuminato (senza averne il diritto) fu Lucifero, ovverosia il “portatore di luce”. Questo direi che è pacifico.

          Chiamare Bush “fondamentalista cristiano” è assurdo, come è assurdo ritenere che la Londra vittoriana fosse anti-etica. Non era anti-etica, ma immorale, che è diverso: dietro ad un perbenismo di facciata, ciascuno faceva i suoi interessi, e sicuramente questo non è dovuto al vivere degnamente il messaggio cristiano. Anzi, lo stesso Oscar Wilde avrebbe scritto, polemicamente, contro questo perbenismo venefico: “La Chiesa cattolica è soltanto per i santi e per i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana.”, non tanto contro la Chiesa anglicana in sé ma contro una pietà ed una religiosità di facciata, che nascondeva le peggiori nefandezze (basti vedere i livelli di povertà, prostituzioni e rapine, inoltre non è un caso che il primo serial killer moderno, ovverosia Jack lo Squartatore, si aggirasse proprio a Londra in quel periodo). Poi, se ci si vuole raccontare la fiaba del fatto che oggi ci siano più valori di ieri, che la legge deve assecondare i desideri dell’individuo e che la crisi economica non è influenzata (o persino causata) da quella morale (e, di conseguenza, anche religiosa) mi sta bene, però rendiamoci conto che attribuire solo ragioni economiche allo sciacallaggio bancario non può spiegare completamente il fenomeno.

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          • Marco Comandè ha detto in risposta a EquesFidus

            La Londra vittoriana era in rottura con l’etica contadina. Pensaci bene, prima c’era il feudalesimo e i contadini avevano consolidato certe norme di autotutela. Poi furono costretti a stabilirsi nelle città, luoghi del denaro, dell’educazione e del divertimento. Qui i legami familiari si interruppero e donne e uomini non erano più difesi contro la violenza sessuale, l’alcool, ecc. Allora la regina Vittoria stabilì una nuova etica per evitare gli eccessi della miseria: e pescò questa etica dal medioevo cristiano, adattandola alla nuova situazione. Ti dice niente il fatto che tutti i codici civili borghesi parlino di diligenza del buon padre di famiglia? Anche il medioevo era la stessa cosa, visto che aveva semplicemente modificato l’etica romana attraverso il cristianesimo. Ti dice nulla che il 25 dicembre in realtà fosse una festività pagana?

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      • Lucciano ha detto in risposta a EquesFidus

        Ripeto qui non parliamo di suicidio. Stiamo parlando della libertà di ogni soggetto di scegliere determinare terapie o di rifiutarle.

        Quanto al resto non c’è nessuna correlazione tra economia e religione. Oggi il mondo ha fondamentalmente un problema di sovrappopolazione mondiale. Fino a quando l’occidente ha depredato il resto del mondo (materie prime) tutto andava bene. Ora che i BRICS consumano quanto l’occidente non ci sono abbastanza risorse per tutti. Molti studi(seri) prevedono nei prossimi 5 anni una guerra USA-Cina per il controllo delle ricchezze del pianeta.
        Che poi viviamo in un mondo darwiniano è lapalassiano. Anche in natura lo puoi notare…esiste lotta nelle specie e tra le specie per la sopravvibenza.

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        • EquesFidus ha detto in risposta a Lucciano

          Difatti, la Chiesa è contraria sia all’accanimento terapeutico che all’eutanasia (che di “buono” non ha nulla).

          Come puoi dire che non v’è correlazione? Non v’è casomai correlazione diretta (tranne nel caso di Stati teocratici come l’Arabia Saudita, forse), ma è innegabile che la crisi economica in Occidente sia concomitante ad una crisi religiosa e di valori senza precedenti. Anzi, l’ultimo precedente (in senso lato) è stato proprio la Londra vittoriana, apparentemente beneficiata da una fiorente economia ma che, nei fatti, ha avuto livelli di povertà e di criminalità elevatissimi.
          E’ ovvio che, se si valuta il mondo solo in ragione economica, esso appaia legato all’antico concetto del “Mors tua, vita mea”, tuttavia ciò non ha origine cristiana. Inoltre, se intendi il mondo in senso darwinista-positivista, sei in errore, poiché è stato dimostrato che l’uomo, grazie alla cultura ed alle influenze politiche e religiose sulle società, sfugge a date regole.

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        • Jack ha detto in risposta a Lucciano

          Non c’è nessun problema di sovrappopolazione mondiale: http://www.uccronline.it/2010/08/08/laborto-e-la-menzogna-della-bomba-demografica/

          Siamo nel 2013!! Smettiamola con questa retorica maltusiana!!

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