Anche l’Irlanda del Nord respinge il matrimonio omosessuale

Dopo GermaniaPoloniaSloveniaNorth Carolina e Australianel silenzio mediatico, anche l’Irlanda del Nord si è opposta alle nozze gay.

E’ stata infatti respinta una mozione a favore della ridefinizione del matrimonio, la quale tuttavia avrebbe soltanto rivelato il punto di vista dell’Assemblea sulla questione, senza poter legalizzare il “gay marriage”. Un risultato positivo avrebbe comunque aumentato la pressione sull’esecutivo.

Commentando il risultato, il ministro delle Finanze, Sammy Wilson, membro del “Democratic Unionist Party” (DUP), il partito di maggioranza dell’Irlanda del Nord, ha affermato che non vi è «alcuna richiesta diffusa in tutta la società» per l’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ha anche sostenuto che una modifica della legge avrebbe un impatto negativo sulla libertà religiosa e sulla possibilità di obiezione di coscienza di varie figure professionali, come gli insegnanti che sarebbero stati penalizzati per il loro rifiuto ad insegnare e promuovere la nuova definizione nelle scuole.

Una modifica legislativa che avrebbe preteso indebitamente di cambiare un concetto antropologico, come lo è la definizione stessa di “matrimonio”. Lo ha spiegato in modo interessante il sociologo Luca Diotallevi, docente presso l’Università di Roma Tre: «i principi non cambiano, ciò che muta sono i modelli».

Secondo le parole dell’omosessuale Doug Mainwaring, infatti: «il “matrimonio”» è «un termine immutabile, che può essere applicato solo agli eterosessuali. Non dobbiamo pasticciare con esso. Io sono gay. Qualche anno fa ero dall’altra parte della barricata su questo argomento. Ma più leggevo, pensavo, studiavo e tentavo di difendere la mia posizione, più mi rendevo conto che non potevo farlo […]. Il termine “matrimonio” non deve essere modificato o regolato in alcun modo. Ammettiamolo: non dovremmo tentare di forzare un qualcosa che non è mai stato pensato per le coppie dello stesso sesso. Le relazioni omosessuali sono diverse da quelle eterosessuali».

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146 commenti a Anche l’Irlanda del Nord respinge il matrimonio omosessuale

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  1. Sandro Di Marco ha detto

    C’è un punto fondamentale, in tutta questa storia del matrimonio omosex si-matrimonio no, che credo continuate a non capire (o forse più semplicemente intenzionalmente ad ignorare). Tutti questi paesi hanno già approvato leggi che riconoscono le unioni omosessuali! Questo purtroppo non è il caso dell’Italia. Ora, quello che trovo surreale, in questa vostra ostinata opposizione la matrimonio gay, è il fatto che voi vi opponete non al matrimonio gay in se, ma a qualsiasi riconoscimento delle unioni omosessuali. Insomma il problema non è l;istituzione matrimonio (come continuate a dire) ma semplicemente il fatto che secondo voi le unioni omosessuali proprio non hanno nessun diritto.

    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      Caro Sandro, le unioni civili sono un altro discorso che merita uno spazio a parte e sul quale eventualmente possiamo trovare anche punti di accordo. La questione fondamentale è invece la salvaguardia del matrimonio (da “matris”, cioè madre!!), status antropologico antecedente alla legislazione di ogni Paese. Il problema è proprio questo, e lo sono in realtà anche le unioni civili perché altro non sono che il primo passo per rivendicare il matrimonio gay e l’adozione. Lo dimostri proprio tu ricordando che questi Paesi -in cui ci sono già le unioni civili- sono comunque sotto pressione perché non basta, ma si vuole arrivare al matrimonio gay.

    • Giolivaro Buffon ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      C’è un punto fondamentale, in tutta questa storia del matrimonio omosex si-matrimonio no, che credo lei continui a non capire (o forse più semplicemente intenzionalmente ad ignorare). Tutti questi suoi neuroni hanno già approvato le unioni omosessuali come “diritti”. Questo purtroppo non è il caso degli altri cervelli pensanti. Ora, quello che trovo surreale, in questa sua ostinata accondiscendenza al matrimonio gay, è il fatto che lei non è favorevole al matrimonio gay in sé, ma a qualsiasi riconoscimento di cose decretate a priori “diritti civili”. Insomma, il problema non sono i diritti dei gay (come continua a dire) ma semplicemente il fatto che secondo lei le unioni omosessuali sono “diritti”. I quali però, a differenza del matrimonio etero, non sono bilanciati da alcun dovere nei confronti della società.

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Giolivaro Buffon

        Gentile signor Buffon,

        Io credo davvero che lei abbia le idee molto, ma molto confuse.
        Prima di tutto sui diritti….i diritti, in quanto tali, non bisogna “guadagnarseli”. Non bisogna esserne “degni”. I diritti fondamentali dell’uomo (almeno secondo la legislazione internazionale) sono dei diritti che vanno garantiti ad ogni individuo, punto. Fra questi sono inclusi i diritti diuguaglianza sociale che garantiscono uguale accesso alla cittadinanza, uguaglianza di fronte alla legge e abolizione delle discriminazioni (in particolare gli 22-27 http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani ). Non occorre MERITARE questi diritti, essi sono semplicemente considerati l’abc dell’esistenza umana, anche per gli individui più antipatici esistenti sul pianeta.
        Quando poi lei attribuisce semplicemente ai miei “neuroni” il “vezzo” del riconoscimento delle unioni omosessuali, e parla degli “altri cervelli pensanti” che invece non prenderebbero la cosa in minima considerazione, mi preme farle presente che i “cervelli pensanti” del 99% delle nazioni europee (+ svariate altre nazioni extra europee) hanno già riconosciuto questi diritti. E’ evidente quindi che sono i suoi, di neuroni, ad avere qualche problema di comprensione, visto che il resto del mondo civilizzato sembra considerare le unioni omosessuali meritevoli di riconoscimento (a meno che lei non simpatizzi con la concezione dei diritti di Iran, Russia ed Arabia Saudita).
        Infine lei parla di doveri, che io, da omosessuale, disconoscerei. Le dispiacerebbe essere più preciso e spiegarmi nel dettaglio quali doveri di cittadino, uomo, individuo io disconoscerei (fermo restando che, come ho precisato prima, i diritti non occorre “guadagnarseli”) ? Grazie

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Giolivaro Buffon

        Caro Fabio,

        Innanzitutto grazie per la cortese risposta.

        Io non credo che il discorso sul matrimonio e sulle unioni civili (almeno per quel che riguarda gli omosessuali, categoria oggetto di questo articolo) il discorso sia diverso (e, francamente, dall’approccio della tua risposta non sembri pensarlo nemmeno tu).

        Personalmente non ho alcuna preferenza in merito alla “modalità” di riconoscimento delle unioni omosessuali (matrimonio o unione civile) ma mi preme in genere che ci sia UNA forma di riconoscimento. Il problema con l’approccio di UCCR e di una parte del mondo cattolico è proprio la forma di ostruzionismo a 360 gradi…

        Quanto al discorso su “no matrimonio in quanto poi vengono rivendicazioni su adozioni”, credo che questi siano due temi ben distinti. Vorrei anche farti presente che il tuo ragionamento somiglia molto a quello che dicevano I bianch in Sud Africa quando rifiutavano I diritti ai neri in quanto poi avrebbero usato i diritti acquisiti per compiere delle violenze.

        Grazie.

        • Panthom ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          Grazie a te per avanzare le tue critiche in modo costruttivo.

          Capisco che per te l’importante sia che vi sia una forma di riconoscimento qualsiasi, ma la differenza tra unioni civile e matrimonio è abissale. Sia Uccr che Avvenire si sono espressi in merito, ad esempio qui: http://www.uccronline.it/2012/07/12/la-germania-rifiuta-il-matrimonio-omosessuale/ : «i rapporti di coppia tra omosessuali possono avere una loro tutela giuridica, non però perché simili, ma perché diversi da quelli eterosessuali». Sono personalmente d’accordo con questa affermazione.

          Il mio discorso sul piano inclinato non è sbagliato e non è certo paragonabile alle forme di razzismo da te evocate (è abbastanza offensivo essere paragonato ad un colonialista). In tutti gli stati in cui sono state legalizzate le unioni civili tra omosessuali esse sono state il primo passo per arrivare a chiedere il matrimonio e poi dopo di questo l’adozione. Lo hai ricordato tu nel primo tuo commento.

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Panthom

            Il raffronto con il Sud Africa lo facevo semplicemente in merito all’approccio secondo il quale non si riconosce un diritto perche’ si ha paura che vengano altre rivendicazioni. E questo, ribadiswco, non e’ corretto. Personalmente sono a favore delle adozioni gay, ma non voglio entrare in questo altro argomento. Mi preme pereo’ far presente che non tutti i paesi che hanno riconosciuto le unioni civili hanno comunque approvato le adozioni. In ogni caso, restano due temi separati.

            Sono d’accordo che c’e’ una grossa differenza tra matrimonio ed unioni civili. Ripeto, per me e’ indifferente se si approva una legge sul matrimonio gay o sulle unioni civili, ma ritengo sia incivile che nel nostro paese non si sia fatto nulla. Resta il fatto che anche tu, in questo sito, sei una eccezione. La maggior parte dei lettori (dai un’occhiata ai commenti su questa pagina) nega qualsiasi diritto alle coppie gay.

            • Panthom ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              Di fatto in tutti i Paesi è accaduto così. Prima unioni civili e poi la richiesta del matrimonio e dell’adozione.

              Come ho già scritto sia Avvenire che Uccr si sono esposti su questo affermando che può anche essere possibile un riconoscimento per evidenziare la differenza con il matrimonio etero. Io credo che possa avvenire risolvendo questioni specifiche piuttosto che con le unioni civili (anche etero) che sono un’assurdità discriminante per chi invece decide di sposarsi.

              Quindi opto per porre l’attenzione su questioni specifiche risolvendole come la questione dell’eredità o dell’assistenza in ospedale.

              • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Panthom

                Perche’ chi decide di sposarsi verrebbe discriminato dalle unioni civili ??? Le due cose resterebbero diverse.

                E comunque, vedi che finite (e perdona la generalizzazione del plurale, ma davvero su questo sembrate avere tutti la stessa opinione) a disegnare sempre lo stesso labirinto impossibile…

                Non bisogna concedere agli omosessuali il diritto a sposarsi senno’ si sminuisce il significato del matrimonio.
                Ma anche se si riconoscono le unioni civili, e si riconosce che le unioni civili sono ALTRO rispetto al matrimonio, si sminuisce il matrimonio (perche’ ? Bo !).
                Basta semplicemente cambiare qualche legge (ma vedi caso, gli stessi che rifiutano matrimoni omo e coppie di fatto non cambiano proprio nessuna legge), perche’ le unioni omosessuali non sono unioni, sono comee due amici che vivono insieme. Ed allora perche’ cambiare le leggi ? E si ricomincia da capo. Questa si chiama discriminazione! Il risultato (e continuate a non rendervene conto) e’ che gli omosessuali continueranno ad alzare la posta in gioco (fino a pochi anni fa in Italia non si parlava di matrimonio omosessuale).

                • Panthom ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                  Chi contrae una unione civile acquisisce dei diritti ma non è tenuto a dover rispettare nessun dovere verso la società, questo è discriminante rispetto al matrimonio.

                  Nessun labirinto, credimi, è tutto molto semplice.

                  Gli omosessuali potranno chiedere quello che vogliono, di fatto finché continuerà a permanere il buon senso le cose non cambieranno, a meno che la lobby gay cominci a comprare i senatori come ha fatto a New York, e allora davanti ai soldi tutti cedono.

                  Resta il fatto che sia il matrimonio gay che le unioni civili hanno buoni motivi per essere rifiutati.

    • Antonio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      Tutti questi paesi quali?! Io vivo in Polonia e qui di unioni civili per omosex non se ne sono mai visti!
      Ma da che fonti ti informi? Gaytv?

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Antonio

        Canada, Brasile, Argentina, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito,Irlanda, Liechtenstein, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Ungheria, Svizzera, Slovenia, Repubblica Ceca,( http://en.wikipedia.org/wiki/Recognition_of_same-sex_unions_in_Europe )

        • Karma ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          Praticamente gli stessi stati che all’inizio del secolo insegnavano l’eugenetica in università. In Italia gli eugenisti dicevano: “vedete quanti stati hanno approvato l’eugenetica per migliorare il mondo? E il nostro governo cosa aspetta? Sempre il Vaticano di mezzo, eh?”

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Karma

            Praticamente tutte le democrazie del pianeta (il 99% dei paesi rimasti sono dittature e regimi vari). E poi che c’entra questo discorso sulla eugenetica? Arrampichiamoci sugli specchi per evitare di aver detto una sciocchezza !

            • Karma ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              In che senso tutte le democrazie del pianeta? Soltanto gli stati occidentali hanno promosso l’eugenetica e questo dovrebbe farti capire che ha poco senso guardare in casa di altri per capire cosa è giusto fare o meno.

              • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Karma

                Nel senso che il 99% dei paesi che restano non sono democrazie. Il tuo ragionamento e’ davvero oscuro….Cosa c’entra l’eugenetica con questo discorso ?

                • Karma ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                  Te l’ho già spiegato: ha poco senso guardare in casa di altri per capire cosa è giusto fare o meno, dato che gli stessi stati da te citati hanno promosso l’eugenetica fino a pochi anni fa, al contrario dell’Italia “vaticana”

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Antonio

        Dimenticavo Sud Africa, Nuova Zelanda, Colombia, Ecuador, Messico, Israele, Uruguay, e svariati stati degli Stati Uniti

    • Antonio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      In più se in “questi” “presunti” “paesi” sono riconosciuti le unioni civili, con tutti i diritti che ne conseguono, di cosa hanno bisogno di più? Il vestito bianco e il bouquet? … spiegamelo per piacere

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      Piuttosto ti chiederei per quale motivo, data la tua condizione e la tua ideologia, tu ti faccia costantemente vivo tra di noi… Sui media, non nella realtà sociale quotidiana, noi siamo la minoranza, noi i perdenti, tu l’ideologo, tu l’oppressore della verità, tu il futuro carnefice della nostre libertà d’espressione e della nostra libertà di religione. Dovresti ritenerti già ampiamente soddisfatto…

      Ma io spero che in fondo in fondo tu abbia un dubbio, un dubbio che possa maturare e magari portarti alla verità un giorno. Questo il mio augurio (anche se lo disprezzerai).

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Mi dispiace deludere il tuo spirito di persecuzione, ma non mi sono mai fatto promotore della repressione delle liberta’ di chiccessia (al contrario di te), ne’ tantomeno della tua liberta’ di religione. Il problema credo sia il tuo voler imporre, a me e ad altri come me, il TUO stile di vita. Se io mi sposo con un uomo, o con un uomo convivo, e se il governo italiano riconosce per te non cambia nulla, resti sempre libero di professare la tua religione. Se invece tutto questo non viene riconosciuto a me cambia tanto (un esempio facile facile…non posso semplicemente far venire in Italia il mio compagno straniero, perche’ risulterebbe un “extra comunitario senza permesso”). Quanto ai dubbi, mi dispiace deluderti ma ci sono poche cose di cui sono oggi sicuro coem il mio sentimento per il mio compagno. Grazie

        • Antonio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          E questo diritto è presente tra i diritti che si danno alle unioni civili in Canada, Brasile, Argentina, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito,Irlanda, Liechtenstein, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Ungheria, Svizzera, Slovenia, Repubblica Ceca, Sud Africa, Nuova Zelanda, Colombia, Ecuador, Messico, Israele, Uruguay, e svariati stati degli Stati Uniti?

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Antonio

            Dimenticavo anche l’Australia ! 😉

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Antonio

            Antonio, ma una bella ripassata all’atlante, o magari documentarsi un minimo prima di aprir bocca, proprio no eh ?

            • Antonio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              Si Sandro, e tu rispondimi al posto di sviare la domanda. Perchè le cose sono 2:
              – questo diritto c’è nei paesi che hai elencato, quindi gli omosessuali non hanno bisogno del matrimonio.
              – questo diritto non c’è nei paesi che hai elencato, quindi le unioni civili che hai elencato non servono a nulla.
              Spiegamelo…

      • Matyt ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Effettivamente, penso che tu sia l’ultima persona che possa parlare di libertà d’espressione e di religione, avendo affermato in più occasioni di pensare che sia un concetto sbagliato e deleterio.

        Non si può fare il tollerante quando viene comodo.

    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Sandro Di Marco

      Beh, trovo più coerente, anche se non lo sostengo, il matrimonio gay che non altre forme di “riconoscimento” delle unioni omosessuali. Non vedo per quali ragioni una coppia di omosessuali dovrebbe avere diritti ulteriori a quelli di una coppia, tripla, quadrupla qualunque. Gli omosessuali hanno tutto il diritto di volersi bene, ma senza onori per la società.

      Trovo più coerente il matrimonio perché in quel caso gli oneri sono giustificabili sulla base della possibilità della coppia di formare una famiglia.

      • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

        … beh, penso anche che sia ingiusto per una coppia eterossesuale senza figli il riconoscimento di diritti, corsie preferenziali, etc. rispetto ad una qualunque altra coppia. Credo che una riforma del diritto di famiglia adrebbe comunque fatta.

        • Panthom ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Effettivamente non hai tutti i torti. Le unioni civili sono una vera forma di discriminazione verso chi non le ha stipulate: diritti soltanto, senza alcun dovere. A questo punto paradossalmente la richiesta di matrimonio omosessuale appare più sensata.

        • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

          non capisco, tu vorresti un matrimonio fra persone eterosessuali disciplinato in modo diverso in funzione dei figli? E come dovrebbe essere formulato questo tipo di matrimonio? E quando si perfezionerebbe il matrimonio? Nel momento del consenso delle parti o nel momento della nascita dei figli? E quanti figli? Uno, due, tre, quattro?

          • Luigi Pavone ha detto in risposta a Pino

            Un matrimonio non dovrebbe essere considerato tale senza figli. Nella parola “matrimonio” c’è la parola “madre”, e che io sappia non esistono madri che non abbiano almeno un figlio.

            • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

              Pavone, la sua conoscenza del diritto è pari alla mia conoscenza dell’ingegneria strutturista, zero. La rimando al mio post in fondo ai commenti

              • Luigi Pavone ha detto in risposta a Pino

                grazie Pino! ma il mio era un discorso ideale e non già un resoconto dello stato attuale delle cose. Sullo stato attuale delle cose ci sarebbe molto da dire. Per esempio sono contrario alla retribuzione delle donne lavoratrici in caso di maternità. Poiché in caso di maternità una donna lavoratrice produce, dal punto di vista lavorativo, zero, dovrebbe ricevere zero. Se invece si decide che la maternità è un valore sociale da tutelare etc. (e io penso che lo sia senz’altro), allora l’aiuto economico va esteso a tutte le donne (lavoratrici e NON lavoratrici). La retribuzione dovrebbe poi essere universale e uguale, quantitativamente uguale, in tutti i casi, poiché il niente che produce una dirigente scolastica quando è in maternità non vale di più del niente che produce un’operaia. Si obietterà: e i soldi? dove li prendiamo? se non ci sono quattrini, questa non è una buona ragione per discriminare tra madri lavoratrici e madri disoccupate o casalinghe, si distribuiscano in modo equo quelli che abbiano!

              • Panthom ha detto in risposta a Pino

                In linea generale Luigi ha ragione, la Treccani definisce il matrimonio come “unione fisica, morale e legale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) in completa comunità di vita, al fine di fondare la famiglia e perpetuare la specie”: http://www.treccani.it/enciclopedia/matrimonio/

                Il fine del matrimonio (come dice lo stesso termine) indica l’obiettivo della fondazione della famiglia, cioè i figli (perpetuare la specie), o comunque l’apertura alla vita. Il matrimonio assume vero significato solo in quanto è luogo adatto all’accoglienza della nuova vita, per questo è la cellula della società.

                Ho detto che in linea generale ha ragione perché lui dice “un matrimonio non dovrebbe essere considerato tale senza figli”. Io sarei più per dire che il matrimonio raggiunge il suo vero significato solo quando c’è la presenza di figli. Per il resto comunque concordo pienamente con Luigi: “matrimonio deriva da matris munia, cioè doveri della madre”

            • Panthom ha detto in risposta a Luigi Pavone

              Luigi…anche su questo mi trovi d’accordo. La cosa comincia a preoccuparmi assai 😉

              • Luigi Pavone ha detto in risposta a Panthom

                fai bene a preoccuparti 😀

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  Bene, allora siate coerenti. Promuovete l’annullamento del matrimonio per tutte le coppie sterili. Grazie.

                  • Luigi Pavone ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Le coppie sterili possono comunque adottare dei bambini e formare una famiglia, se lo vogliono.

                    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Restano comunque sterili, non “potenzialmente fertili”. Anche le coppie gay possono “potenzialmente” adottare bambini.

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Certo! Infatti ho sopra scritto che la proposta del matrimonio gay (espressione incivile!) è molto più coerente delle varie forme di riconoscimento giuridico proposte in Italia in questi anni.

                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Tieni conto inoltre che dal mio modesto punto di vista — il giurista Pino mi correggerà se sbaglio — l’introduzione del matrimonio gay richiederebbe una riforma costituzionale. Allo stato attuale delle cose sarebbe incostituzionale.

                    • Panthom ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Sandro, queste benedette coppie sterili soffrono di una patologia, non è possibile inserire le forme di patologia, eccezioni, nel nostro discorso. Lo comprendi questo?

  2. Luca ha detto

    e anche questa passerà sotto silenzio dei media… in compenso anche oggi il Corriere ha messo su un articolo riguardante un pugile che fa “coming out”. Questa si che è informazione!!!!!!

    • Gennaro ha detto in risposta a Luca

      Un’altra bella marchetta a Grillini…De Bortoli deve avere certe tendenze.

    • Andrea ha detto in risposta a Luca

      Un articolo?

      Per una notizia simile ormai persino la libertarissima e laicistissima repubblica s’è limitata ad un trafilettino nella pagina dello sport O_o O_o …

  3. cabellen ha detto

    @Sandro Di Marco: come al solito hai ragione e sono dalla tua parte.
    Rispetto alla nota vicenda dei Promessi Sposi, qui le parti sono invertite: i custodi dell’etica cristiana hanno preso il ruolo dei bravi e stanno intimando “questo matrimonio non s’ha da fare” a uno stato laico che si comporta proprio come il pavido e ossequioso don Abbondio.
    Ma suppongo che basterebbero anche i diritti civili, senza dover ridefinire il concetto di matrimonio. E qui subentra l’obiezione che chiude la malriuscita replica pappagallesca di Giolivaro Buffon, e cioè il bilanciamento tra diritti e doveri. Ora, a me piacerebbe capire quali sono i doveri che una coppia etero si assume e che giustificherebbero la disparità di trattamento rispetto a una coppia omo.

    • Panthom ha detto in risposta a cabellen

      Ognuno ha le proprie posizioni e usufruire del diritto ad esprimerle non significa per nulla fare intimidazioni. Anzi, oggi le intimidazioni sono verso chi difende il matrimonio tradizionale: http://www.uccronline.it/2012/08/29/credo-nel-matrimonio-uomo-e-donna-i-gay-gli-danneggiano-il-fast-food/

      La tua frase finale indica perfettamente la mancanza di concezione (o ignoranza abissale) di cosa significhi stipulare il contratto di matrimonio. E questo dimostra anche il livello di conoscenza dell’argomento che hanno gli omosessualisti. Qui non siamo a scuola, vuoi dialogare su questi temi? Benissimo, prima però arriva preparato.

  4. "Lorenzo" ha detto

    Non è il il respingimento delle nozze omosex in sè a fare notizia, è il fatto che la “invincible armada” omosessualista, malgrado tutto non riesce a piegare al suo volere l’ Umanità. E’ un pò come quando malgrado la sua schiacciante potenza il Nazismo si è trovato di fronte alla resistenza della Westfalia grazie al poco menzionato cardinale Clemens August Ioseph Pius Emanuel von Galen. Il Nazismo non fu fermato certo, ma il mondo conobbe che esisteva un modo…
    E poi sappiamo come è andata a finire…per quelli della Gaystapo intendo…uomo avvisato mezzo salvato…

    • edoardo ha detto in risposta a "Lorenzo"

      Ho letto adesso la bio di Von Galen.
      Grazie per avermelo fatto conoscere, Lorenzo.
      Una lezione di storia.
      Leggendo gli articoli di questo sito e le risposte, c’è da imparare molto.
      I pappagalli che ripetono Nazinger e Pio XII in combutta coi nazisti avrebbero molto da imparare anche loro, se solo avessero la mente aperta e la curiosità di conoscere la realtà degli eventi passati e non la loro versione politicizzata.

    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a "Lorenzo"

      E’ semplicemente aberrante che si continuino qui a fare questi paragoni tra le posizioni degli omosessuali e quelle dei nazisti. Questo tipo di raffronti danno solo una idea di quanto deformato sia il punto di vista di coloro che si lanciano in queste surreali analogie. Mi preme far presente a Lorenzo che non solo gli omosessuali vennero perseguitati, internati ed ammazzati dai nazisti, ma che “l’Umanità”, e nello specifico la stragrande maggioranza delle democrazie mondiali, riconoscono le coppie omosessuali. Siete VOI a voler cercare di piegare l’umanità ad un’altra visione delle cose.

      • "Lorenzo" ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Ha siii? Quando si tratta di accusare la Chiesa di complicità con il Nazismo va tutto bene.
        Leggiti The Pink Swastika. Leggiti chi era Ernst Röhm.
        Lo hai fatto ? Ecco adesso vai a raccontare le tue favole in altri siti. Inutile che continuate e continuate e continuate…resisteremo resisteremo e resisteremo.

      • Panthom ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Si tratta di paragoni di raffronto non certo paragoni qualitativi, evitiamo questo inutile vittimismo. Sai benissimo che nessuno qui intende paragonare qualitativamente l’omosessualità al nazismo, sarei il primo a indignarmi!!!

      • "Lorenzo" ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        E che mi dici del Re Mwanga II ? E dei martiri ugandesi uccisi e smembrati da questo re omosessuale ?

        “…Una delle preoccupazioni del nuovo leader cristiano era quella di proteggere i giovani cristiani dai desideri lussuriosi del monarca. Quando uno dei paggi si rifiutò di avere relazioni sessuali col re, questi gli chiese la ragione di tale rifiuto. Il giovane gli rispose che stava ricevendo il catecumenato dalle mani di Daniel Ssebuggwawo e gli aveva insegnato che era peccato. Il re andò su tutte le furie e dopo aver chiamato Daniel gli trapassò il collo con una lancia.”

      • lorenzo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Caro Sandro, a me vedere le effusioni amorose di due omosessuali fa schifo: perché deve essere violentata la mia sensibilità? Ho il diritto ad essere rispettato?

        • Matyt ha detto in risposta a lorenzo

          E se a me facesse schifo vedere i cattolici che vanno a messa fa schifo.
          La mia di sensibilità dovrebbe essere sistematicamente violata ogni domenica?

          Come vedi, il discorso “mi da fastidio quello che fai, quindi non devi farlo” è girabile in molti modi.

          • lorenzo ha detto in risposta a Matyt

            Se a te facesse schifo vedere i cattolici che vanno a messa, avresti semplicemente dei seri problemi psichiatrici.

            • matyt ha detto in risposta a lorenzo

              No, la scusa del pazzo non vale… potrei pensare di fare lo stesso medesimo discorso nei tuoi confronti.

              • lorenzo ha detto in risposta a matyt

                Se non riesci a capirlo allora vuol propri dire che hai bisogno di farti curare: fallo, è un consiglio da amico.

                • matyt ha detto in risposta a lorenzo

                  Oggettivamente, non vedo la differenza.
                  Se sei così gentile da spiegarmela (o perlomeno tentare di farlo) sarebbe carino.

                  E sopratutto, non mi hai spiegato come la scusa del pazzo possa essere valida.

                  • lorenzo ha detto in risposta a matyt

                    Non ho mai parlato di pazzo, ma di problemi psichiatrici: il tuo problema è proprio quello di non riuscire a vedere la differenza tra la norma e l’eccezione.

                    • matyt ha detto in risposta a lorenzo

                      Ah, e chi decide cos’è la norma e l’eccezione?
                      Ma sopratutto, cosa prendiamo come norma?
                      La norma locale? quanto locale (regione di residenza, stato, continente…)?
                      La norma globale?
                      Normiamo su che periodo? sugli ultimi 50 anni? sugli ultimi 100?
                      Sull’intera storia dell’universo?

                      Come puoi vedere, il concetto di norma è mooooolto aleatorio.
                      Io potrei vivere in un paese islamico, e decidere che il cattolicesimo è anormale, e quindi avere schifo nel vedere i fedeli che vanno a messa.
                      E’ giusto?

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Per decidere qual’è la norma e qual’è l’eccezione, basta guardare alla biologia: lo biologia non dice nulla sul come santificare la festa, ma dice molto sul maschile e sul femminile.

                    • Matyt ha detto in risposta a lorenzo

                      Anche qui, c’è da decidere cosa sia “normale”….

                      I Bonobo hanno attività sessuali non solo procreative, ma anche ricreative, nonchè comportamenti omosessuali.
                      Ergo, se io decidessi di scegliere come “norma biologica” il comportamento di questa particolare specie di scimmie antropomorfe, l’omosessualità sarebbe normalissima.

                      Stai sostenendo una posizione logicamente insostenibile… Comprensibile, per carità (sei in grande compagnia, nel considerare l’omosessualità un comportamento aberrante e “schifoso”), ma insostenibile, specie con argomentazioni come le tue.

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Per me, in biologia ed in natura, il normale comportamento sessuale è quello tra maschio e femmina ed il comportamento omosessuale rimane un’eccezione.
                      Se poi ti senti culturalmente attratto dai Bonobo e dalle loro “attività sessuali non solo procreative, ma anche ricreative, nonchè comportamenti omosessuali”, e vuoi vivere come loro, accomodati pure: mi provoca disgusto ma non mi scandalizzo certamente.

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a lorenzo

              Certo. Si tratta della visione del mondo che dice “E’ schifo solo quello che dico io, e gli altri zitti e mosca”. Complimenti. Molto cristiano definire le manifestazioni di amore di altre persone “schifo”, davvero.

              • lorenzo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Posso liberamente decidere che determinati comportamenti come mangiare i propri escrementi o accoppiarsi con persone dello stesso sesso mi fanno schifo o è già vietato per legge?
                Se vuoi farlo, fallo pure, ma non potrai mai obbligarmi a non considerare rivoltanti determinati comportamenti.

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a lorenzo

                  Ennesimo caso di volgarita’ qui non censurata. Lorenzo, sei una persona volgare e maleducata, mettere sullo stesso piano mangiare escrementi e le relazioni omosessuali e’ semplicemente spregevole. Fai almeno un favore ai cattolici e smettila di pensarti tale, grazie.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Hai mai sentito parlare di Mario Mieli?

                    • Matyt ha detto in risposta a lorenzo

                      Continuo a non vedere il nesso… dal momento che lo stesso Mieli aborriva il concetto di Mono-sessualità (quindi, per lui, la stessa categorizzazione omo-sessuale vs etero-sessuale era un’idiozia).

                      Però, mi pare ovvio che nella mente di un individuo abituato a pensare che la “normalità” sia solo ed unicamente la propria, e che da del malato di mente a chi osa scalfire la sua adamantina visione del mondo, le varie sfumature del movimento LGBT si uniscano in un grande blob di omosessualifrocionischifosichemangianomerdaesimettonoabitifemminili.

                      Ricordi vagamente i ragazzotti di Pontifex (e, a casa mia, un’analogia del genere è poco onorevole)

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Non vorrai venirmi a dire che il concetto di sessualità espresso dal Mieli ti è profondamente estraneo e che ti provoca disgusto?

          • Samba ha detto in risposta a Matyt

            Su questo hai ragione, lo dico da cattolico praticante. Nessuno può vietare la libertà di altri a comportarsi come credono. Altro paio di maniche è opporsi alle nozze gay.

      • "Lorenzo" ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Si vedano, per un esempio fra tanti, le dichiarazioni della psicoanalista israeliana Eliane Amado Lévy Valensi, che nel suo L’ ENIGMA DELL’ OMOSESSUALITA’ arrivò a sostenere che il nazismo era e non poteva che essere “intrinsecamente” omosessuale, aggiungendo:

        “il nazismo, con l’esaltazione della forza bruta, della (falsa) virilità, era certamente (sic) un tempio dell’omosessualità. Le testimonianze dei deportati, a questo proposito, non mancano”

        “Bisogna ancora distinguere tra l’omosessualità convenientemente camuffata, attribuita a volte ai più alti “dignitari” del nazismo, e l’omosessualità latente di cui il nazista tipo non vuole prendere coscienza e che fa sì che egli torturi colui che egli considera, a torto o ragione, omosessuale, e che gli riflette un’immagine insopportabile di se stesso.
        (…)
        Gli orrori dei campi di concentramento, il sangue e la morte, sono stati legati a ogni sorta di perversioni sessuali.
        (…)
        Il nazismo è decisamente legato ad ogni sorta di alienazione. Porta in sé la persecuzione dell’Altro. è eminentemente fallocratico e narcisistico, e non sopportando di vedersi tale, e è molto verosimile che sia preso da un furore folle davanti ad giovane “effeminato” che lo rimanda alla sua problematica”.

        FONTE: http://www.giovannidallorto.com/saggistoria/fascismo/hitleromo.html

        • Titti ha detto in risposta a "Lorenzo"

          Primo piano sulla foto di Willy Wonca che, con espressione enigmatica e mano sotto il mento esclama:”Quindi mi dici che chi si comporta con intolleranza fino alla violenza contro gli omosessuali, in realtà cova una natura omosessuale? INTERESSANTE!”

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a "Lorenzo"

          Qui siamo ormai al DELIRIO!
          SE alcuni nazisti erano omosessuali, erano certamente omosessuali REPRESSI! E perche’ erano repressi ? Perche’ una certa cultura machista e, ahime’, ecclesiale, demonizza(va) l’omosessualita’.

          • lorenzo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            Delirio?
            Credo che la tua affermazione sia puro delirio: hai appena sostenuto che quei nazisti che opprimevano i gay lo facevano perché la Chiesa demonizzava l’omosessualità.
            Ma per quale via certe idee sono arrivate al tuo cervello?

      • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        “Siete VOI a voler cercare di piegare l’umanità”
        Se è per questo siete VOI invece a voler cercare di piegare la natura. E vi fa rabbia perchè non ci riuscite e sapete che potete fare il lavaggio del cervello al mondo intero ma con Madre Natura non attacca…

        • Xlove ha detto in risposta a Sophie

          Se possibile andiamo oltre a questo poco attraente scambio di accuse (indipendentemente da chi ha cominciato).

          • Sophie ha detto in risposta a Xlove

            Non è un’accusa, è proprio un dato di fatto. Non è vero forse che le lobby gay dettano legge ovunque, soprattutto agli scienziati e che Madre Natura è l’unica che gli dà l’alt perchè di pressioni politiche non ne vuol sentir neanche parlare?

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

              Se “le lobby omosessuali” (?) dettano legge ovunque come mai in Italia le coppie omosessuali continuano a non venir riconosciute ? In tutta coscienza vorresti sostenere che “le lobby omosessuali” hanno in Italia piu’ potere del Vaticano ????

              • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Le coppie omosessuali non sono riconosciute in molti Paesi, non solo in Italia! Sì le lobby omosessuali hanno più potere del Vaticano, certo. Stai tranquillo che tanto dopo il Governo Monti governerà la sinistra e lì non solo metteranno i matrimoni omosessuali ma anche quelli pedofili, la poligamia e qualsivoglia unione possa soddisfare le più indicibile perversioni sessuali.

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

                  >>Sì le lobby omosessuali hanno più potere del Vaticano

                  Qui poi siamo alle favolette. Le non meglio definite “lobby” omosessuali sarebbero piu’ potenti della piu’ potente organizzazione presente in Italia il cui patrimonio e’ stimato in oltre 11 miliardi di euro e consiste in oltre 100 mila immobili , tra cui 8.784 scuole, 5 grandi università, 2.300 musei e biblioteche, 4.712 centri di assistenza medica, 1.669 centri di «difesa della vita e della famiglia», 118 sedi vescovili, 12.314 parrocchie, 360 case generalizie di ordini religiosi, un migliaio di conventi maschili o femminili e 504 seminari.Ti basta o vuoi che continuo ? E le “lobby” omosessuali sarebbero piu’ potenti ? Si, e cappuccetto rosso ed il lupo si aggirano per il bosco.

                  >>Stai tranquillo che tanto dopo il Governo Monti governerà la sinistra e lì non solo metteranno i matrimoni omosessuali ma anche quelli pedofili

                  Ti ringrazio per il solito repertorio di volgarita’ in cui, come sempre, associ l’omosessualita’ alla pedofilia, oltre che omofoba sei anche maleducata.

                  >> e qualsivoglia unione possa soddisfare le più indicibile perversioni sessuali.

                  No cara, a quello c’ha gia’ pensato Berlusconi ed il suo entourage, nessuno in Italia era mai arrivato a tanto ed e’ stato eletto soprattuto coi voti di certi supposti cattolici che l’hanno piazzato al governo per oltre un decennio.

                  • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Siamo alle favolette? Qua siamo proprio alle idiozie! Sei arrivato perfino a dire che gli omosessuali possono procreare, ma ti rendi conto di come stai messo?

                  • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    A parte che io dico quello che mi pare, per me l’unico orientamento sessuale è quello etero, i restanti 2-300 orientamenti non li tengo neanche in considerazione.
                    PS: maleducata e omofoba lo dici al tuo fidanzatino chiaro? Io almeno dico quello che penso, tu invece sei solo vittima di te stesso.

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

                  I “molti paesi” di cui parli tu sono per lo piu’ regimi dittatoriali. Quasi tutte le democrazie hanno riconosciuto le unioni o i matrimony gay.

                  Chi sono le lobby omosessuali, nomi e cognomi…o queste sono solo farneticazioni.

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

          Io non piego nessuna natura, io sono felice e contento come sto, mi ha creato la natura, e l’unica cosa che mi fa rabbia e’ che il mio paese sia rimasto tra i pochissimi in cui gli omofobi continuano a negare un qualsiasi riconoscimento alle coppie omosessuali. Ma la natura non c’entra proprio nulla…

          • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            La natura ti ha creato maschio, questa è l’unica cosa imposta. Ma tutto il resto dipende da te. Non si nasce omosessuali. Siamo nati liberi di decidere, quindi nessun vittimismo, non attacca e oltretutto un pò di dignità nella vita non guasta mai.

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

              Se omosessuali si nasca o si diventi questo non lo so io come non lo sai tu. Non esistono prove scientifiche che dimostrino, di fatto, ne’ una cosa ne’ l’altra. Io so solo che sono omosessuale, e che sono contento cosi’, quindi non so di quale vittimismo parli.

              • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                “Io so solo che sono omosessuale, e che sono contento cosi’, quindi non so di quale vittimismo parli.”
                Onestamente non ci credo, non perchè sei omosessuale ma per l’aggressività che mostri contro chiunque non sia a favore dei matrimoni gay e per le tue continue battaglie personali in questo sito appena si parla di omosessualità.

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

                  Bhe, allora dalla aggressivita’ che esprimi tu (ed anche dall’arroganza devo dire, tanto da venire e dire a me quanto felice io sia) usando il tuo metro, si direbbe che sei una lesbica repressa

                  • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    No a me piacciono i ragazzi e rispetto i disegni di Dio. Io sono per la normalità, sono stata creata donna e mi comporto da donna. Tu piuttosto cosa ci fai in un sito cattolico pur sapendo come ce la pensa sull’argomento? Guarda che qui non fai cambiare idea a nessuno, t’avverto, se questa è la tua “missione”. Non è un sito di simpatizzanti di Don Gallo.

          • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            PS: la natura c’entra eccome altrimenti vorrei sapere perchè non c’è un solo omosessuale che possa procreare. E’ inutile che minacci di omofobia chiunque non la pensi come te, non attacca neanche qui…

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

              Cosa c’entra questo ?? Continua a sfuggire la logica dei tuoi ragionamenti Sophie. Vorresti dire che una persona sterile non e’ “natura” ?????

              • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Ma l’hai capito che il problema non è la sterilità dell’individuo ma del rapporto stesso e che ti stai arrampicando sugli specchi?

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

                  No, sei tu che non hai nessuna forma di logica nei tuoi discorsi. Si discuteva del fatto che le coppie etero possono sposarsi perche’ possono far figli. Se uno dei due coniugi e’ sterile questo non e’ piu’ possibile, e siccome in Italia si sposano tantissime coppie sterili, la riproduzione non e’ EVIDENTEMENTE un requisito del matrimonio.

                  • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Io non ho parlato di coppie sterili. Le coppie omosessuali non sono minimamente paragonabili nè alle coppie sterili nè a quelle etero.

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

              E comunque continui ad avere le idee molto, ma molto confuse…..Un conto e’ la “capacita’” di procreare come individuo (sono una persona fertile e potenzialmente capacissima di procreare) un conto e’ essere sterili come coppia. Essere sterili non significa essere contro natura (altrimenti sarebbero contro natura milioni e milioni di persone). Se il discorso qui e’ incentrato sulla capacita’ riproduttiva (che e’ altro rispetto al concetto di coppia) allora e’ evidente che tantissimi omosessuali possono benissimo riprodursi.

              • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Mi sfugge la legge scientifica di come due uomini o due donne insieme possano procreare. A Medjugorje e simili non ho mai sentito parlare di miracoli del genere(e chissà perchè!), che dire attendiamo…

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

                  Tu hai detto <<perchè non c’è un solo omosessuale che possa procreare
                  UN OMOSESSUALE puo' procreare con un individuo dell'altro sesso, quindi hai scritto una cosa non esatta.

                  • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    in questo caso sarebbe eterosessuale e non omosessuale. Di Marco, non è che stai perdendo la bussola nei tuoi ragionamenti?

                  • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Quale individuo dell’altro sesso? Uno che gli fa un favore? Uno che si fa pagare? Un amico? Un volontario? Se se ne deve cercare uno del sesso opposto per poter avere un figlio col partner dello stesso sesso mi spieghi qual è la logica?

              • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Nelle coppie sterili uno dei due (l’uomo o la donna)non può procreare perchè è nato così fisiologico a livello proprio, ci sei? E sono comunque coppie che seguono a tutti gli effetti il disegno di Dio. Nelle coppie omo non possono procreare perchè sbagliano orifizio. Ti è più chiaro adesso o devo essere ancora più esplicita?

          • EquesFidus ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            E dove sarebbero codesti omofobi? Mi par di sentir parlare certuni che, ancor oggi, ragionano in termini di “fascisti” e “comunisti”: a parte pochi nostalgici, dove sono costoro? Se si vuole affronatre un dibattito serio si eviti il terrorismo psicologico, poiché io contesto, per esempio, certi presunti “diritti” (non solo le nozze omosessuali, ma anche l’aborto, l’eutanasia ed il divorzio) ma non ho proprio alcuna paura o terrore verso omosessuali, abortisti, pro-choice e femministe. Anzi. Pertanto, evitiamo di usare termini impropri, creati solo per demonizzare certe categorie di persone che si oppongono alla lobby omosessualista. E, d’altro canto, è bene che pure dall’altro lato della barricata il linguaggio si moderi: se l’atto ed il presunto “diritto” devono essere deprecati, il rispetto alla persona deve esserci sempre, come sempre sancito dalla Chiesa. Quindi, giudizi ed opinioni che comprendano le parole “schifo”, “omofobia” o insulti di pari natura dimostrano soltanto immaturità o, peggio, tentativi di portare una discussione che dovrebbe essere di natura tecnico-morale sul piano emotivo, errore già ampliamente eseguito dalla società ed aizzato dalle lobby, per i più svariati motivi.

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a EquesFidus

              Leggiti sopra le dichiarazioni di Lorenzo che paragona il suo “schifo” per gli omosessuali a quello che si prova verso i coprofagi …questa (e tutti i pollici in su che riceve) come me la chiami se non omofobia ?

              • EquesFidus ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Maleducazione? Rabbia? Non mi sembra vi sia paura, anzi.

                • Sandro Di Marco ha detto in risposta a EquesFidus

                  Studia un po’ caro..
                  fobia = secondo elemento di parole composte con il sign. di “paura”, “AVVERSIONE”, “RIPUGNANZA”: agorafobia,
                  http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/-fobia.aspx?idD=1&Query=-fobia

                  • Equesfidus ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                    Allora io dovrei essere “coprofobo” perché mi ripugnano gli escrementi? Che ragionamento è mai questo? La fobia, dal punto di vista medico, è la paura o sensazione di oppressione irrazionale verso qualcosa. Per esempio, la paura dei ragni (aracnofobia), la paura degli spazi aperti (agorafobia) e così via. Io di certo non temo nessuna delle categorie sopra elencate, né tantomeno ho un timore irrazionale verso chi apartiene ad esse, e così credo valga anche per Lorenzo. Tranquillo che ho studiato, qui piuttosto mi sembra che, da ambo le parti, sia necessario un po’ di camomilla e di serenità.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Equesfidus

                      Forse mi sbaglio, ma mi sembra che sia in atto un gioco molto sporco da parte del mondo gay.
                      Il mondo gay è sempre esistito ed è sempre stato più o meno tollerato, ma è sempre stato considerato un qualcosa che esulava, in meglio od in peggio, dalla normalità.
                      Oggi, invece, si sta cercano di far passare per normale ciò che normale non è.
                      I gay si considerano degli esseri speciali, va bene, ma quando pretendono che il loro modo di vivere la sessualità sia considerato un fatto normale, la cosa non mi trova per nulla d’accordo e sono fermamente deciso a contrastare una simile deriva culturale che, secondo me, non porterebbe altro che dolore sofferenza e morte.

              • lorenzo ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Non è forse Mario Mieli l’icona gay italiana?
                Dire che il suo modo di vivere la sessualità (non la persona) mi fa schifo, è forse omofobia?

  5. Pino ha detto

    certo che fra Di Marco e cabellen abbiamo una bella coppia di giuristi. Parlano di “diritti” e di “diritti civili” senza capire il loro significato. I due insigni giuristi pensano che un diritto possa esistere perchè è tale nella loro mente, ma non è così. I diritti nell’ordinamento italiano sono quelli specificati nella prima parte della Costituzione, come affermato anche dalle sentenze della Corte Costituzionale, non ne esistono altri nè altri possono essere introdotti. Non mi pare che siano elencati particolari “diritti gay” tali per cui un gay possa avere accesso ad un riconoscimento di tipo matrimoniale o para-matrimoniale. Trovo poi divertente la solita lamentela secondo la quale sarebbero i soliti arretrati credenti a togliere ai gay i solo “diritti”.

  6. cabellen ha detto

    Sulla questione del bilanciamento dei doveri e dei diritti, chiederei all’illustrissimo panthom di fare un piccolo sforzo di sintesi per colmare la mia ignoranza, altrimenti mi troverò costretto a pensare che anche lui ciancia di cose che non conosce.
    Partiamo dal discorso dei figli. E’ chiaro che una coppia etero si assume virtualmente l’impegno di procreare ed allevare dei figli, un compito gravoso che la coppia omo non si assume (lasciando stare il problema delle adozioni). Però si tratta di un impegno non vincolante, ed in ogni caso esistono lunghi periodi di tempo in cui una coppia etero assolve esattamente lo stesso compito di una coppia omo, è cioè quello di prestarsi reciproca cura, assistenza, conforto. E’ proprio questo “onere” che a mio avviso la società dovrebbe ricompensare con il riconoscimento di diritti di eredità, reversibilità, affitto, ecc.

    • lorenzo ha detto in risposta a cabellen

      Finiscila di dire corbellerie e dimmi cosa differenzia una coppia omo da una coppia di affiatati giocatori di scopa: non possono forse entrambe le coppie sancire contrattualmente la loro unione?

      • cabellen ha detto in risposta a lorenzo

        Certo che possono, purché si prendano l’impegno di convivere e di prestarsi assistenza, il che non è la stessa cosa che giocare qualche partita di scopa.

        • Pino ha detto in risposta a cabellen

          sì certo, l’impegno a convivere con le carte da gioco davanti ad un bicchiere di vino.

        • lorenzo ha detto in risposta a cabellen

          E perché due giocatori di scopa non potrebbero farlo? Non convivono forse assieme durante la partita? Non si prestano assistenza l’un l’altro allo scopo di vincere?

  7. Pino ha detto

    molti commentatori continuano ad equivocare sui motivi per i quali il matrimonio gay non potrà mai essere equiparato a quello etero.
    Tutti gli studiosi del diritto sanno che l’art 3 della Costituzione, comma 1, sta a significare che gli uomini sono tutti uguali fra di loro per i diritti fondamentali che nascono dall’appartenenza alla natura umana: diritto alla vita, all’onore, al lavoro, alla proprietà, diritto alla libertà religiosa, alla libertà di pensiero e di parola ecc, ecc.
    Dopo i diritti fondamentali la scienza giuridica spiega che si devono trattare in modo uguale situazioni uguali e in modo diverso situazioni diverse.
    Per esempio:
    1) riconoscere e proteggere la gravidanza delle donne che lavorano
    2) incentivare il lavoro giovanile in aree depresse
    3) favorire l’occupazione e l’impreditoria femminile
    4) incentivare l’accesso agli studi superiori per gli studenti bisognosi
    Perché a due amici che vivono insieme, il cui vincolo di amore può essere superiore a quello di una coppia sposata, lo Stato non riconosce lo status di matrimonio?
    Si tratta forse di razzismo, di discriminazione?
    Ma, in questo modo, a due amici che vivono insieme vengono negati specifici diritti civili?
    In realtà, tutti quei diritti al cui riconoscimento aspirano i partner di una unione di fatto, di amicizia o omosessuale possono essere attivati tramite il diritto volontario e senza alcuna necessità di introdurre nel codice nuovi istituti.
    1)Il testamento, ad es., esiste proprio per far sì che si possa trasmettere il proprio patrimonio a chi non avendo vincoli legali e/o familiari col testatore sarebbe escluso dalla successione legittima.
    2)La locazione della casa di comune residenza può essere stipulata congiuntamente dai due partner, in modo tale che al momento della morte dell’uno essa possa, senza alcuna difficoltà, proseguire a carico dell’altro.
    3)Per assistere una persona in ospedale basta una delega e, comunque, sarebbe sufficiente un atto amministrativo per risolvere definitivamente il problema dell’assistenza in ospedale o in carcere.
    4)Nulla vieta al convivente more uxorio di ricorrere agli strumenti del diritto volontario stipulando una polizza assicurativa o una pensione integrativa a beneficio del partner.
    Non è vero, in altre parole, che ai conviventi o agli amici o agli omosessuali conviventi vengano negati specifici diritti civili.
    La differenza rispetto al matrimonio sta semplicemente qui, che quei diritti che la legge riconosce automaticamente alla coppia che contrae matrimonio (assieme a corrispondente numero di doveri) nel caso delle convivenze devono essere, per dir così, attivati dai conviventi stessi. Il che, oltre tutto, è particolarmente coerente col principio, tipicamente moderno, dell’autonomia della persona, un principio che viene costantemente rivendicato ed elogiato dalla cultura c.d. “laica” e che non si vede perché, solo nel caso delle convivenze, debba essere messo da parte.
    Diverso dal diritto privato è invece l’istituto del matrimonio fra l’uomo e la donna che riceve un particolare grado di protezione da parte dello Stato per il suo VALORE SOCIALE, in quanto assicura L’ORDINE DELLE GENERAZIONI, cioè gli uomini di domani, cosa che una unione gay non potrà mai fare.
    La famiglia naturale svolge una funzione pubblica che è quella di perpetuare la comunità.
    Perché ad es. il diritto dà un riconoscimento pubblico al matrimonio e non all’amicizia? Perché l’amicizia, che pure attiva un vincolo, che può essere in alcuni casi esistenzialmente ancora più significativo di quello coniugale, non ha rilievo sociale, ma esclusivamente personale.
    Il matrimonio invece, fondando la famiglia, e garantendo l’ordine delle generazioni, ha un rilievo sociale del tutto caratteristico, che ne giustifica la giuridicizzazione.
    Si pensi al diritto successorio: un individuo, morendo, è COSTRETTO a lasciare parte del suo patrimonio (una parte molto consistente) alla sua famiglia, anche dove i rapporti fossero incrinati, rinunciando a fare di essi ciò che meglio crede, proprio perché la famiglia riveste per la società un’importanza talmente centrale da necessitare di una tutela molto forte, a ogni costo.
    La coppia omosessuale non crea famiglia: lo impedisce la sua costitutiva sterilità.
    Certo, una coppia etero può essere sterile o decidere di non procreare, ma resta potenzialmente una coppia “capace” di procreare e quindi di svolgere una funzione sociale fondamentale.
    I rapporti omosessuali, invece, sono di per sé sterili e dunque non altrettanto importanti per la perpetuazione della comunità e del genere umano.
    Questo è un dato oggettivo che non ha alcuna attinenza con il valore etico dei comportamenti omosessuali.
    L’omosessualità è una scelta lecita che non può essere discriminata ma il rapporto di coppia omosessuale non ha rilevanza pubblica per poter attivare il riconoscimento di uno statuto speciale, in modo del tutto analogo a ciò che avviene nel rapporto di amicizia.

    • cabellen ha detto in risposta a Pino

      Grazie, Pino, per questa ampia esposizione. Riconosco volentieri l’importanza che una società può attribuire alle famiglie tradizionali a garanzia della continuità demografica, e sarebbe pure giusto fornire loro maggiore supporto (assegni famigliari, asili, tutela della maternità ecc.)
      Rimane da valutare la proposta che, adeguandosi a nuove esigenze ed evitando eccessivi oneri per la collettività, alcuni benefici che lo stato riconosce ai coniugi si possano estendere anche ad altre forme di convivenza (parlo soprattutto della pensione di reversibilità), laddove le due persone si assumano comunque un impegno di reciproca convivenza. Se in una famiglia muore colui che percepiva uno stipendio o una pensione, il gay che rimane privo del compagno non è in una situazione analoga a quella della vedova? e non ha anche lui svolto un lavoro prezioso di assistenza, consentendo al compagno di lavorare e di produrre?

      • Pino ha detto in risposta a cabellen

        ho spiegato come queste forme di aiuto si possono ottenere anche con la volontaria giurisdizione. Il problema di una pensione di reversibilità è legata al vincolo matrimoniale e l’ostacolo non è superabile. Cmq il problema del matrimonio per i gay è, anche alla luce della nostra Costituzione, non proponibile. Il matrimonio, come detto sopra, ha natura pubblica. Perchè ha natura pubblica? Perchè ha rilevanza sociale. Perchè ha rilevanza sociale? Perchè garantisce l’ordine delle generazioni. Le convivenze gay, che come detto non devono, e di fatto non sono, discriminate in termini di diritti individuali non hanno rilevanza pubblica ma sono relazioni private come l’amicizia fra due persone. Anche in un rapporto di amicizia c’è un reciproco sostegno ed aiuto ma non per questo l’amico che rimane solo ha diritto ad una pensione di reversibilità.

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

          >>Perchè ha rilevanza sociale? Perchè garantisce l’ordine delle generazioni.

          Ripeto, NON E’ COSI’, altrimenti non si spiegherebbero i matrimoni celebrai e riconosciuti tra ultra-cinquantenni. Una coppia etero “potenzialmente capace di avere figli” e’ una coppia fertile che non procrea, non una coppia sterile. Una coppia sterile non puo’ avere figli, punto e basta Questo e’ un fatto, secco, scientifico, innegabile. Potenzialmente ed attivamente sono sterili, punto. Allora, secondo il tuo punto di vista, come mai gli si permette di sposarsi ?

          • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            Una persona sterile è sterile perchè c’è nata, non perchè sbaglia genere sessuale!!!!

            • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Sophie

              Io non ho sbagliato nessun genere sessuale.

              • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                secondo me l’hai sbagliato, ma questo sono fatti tuoi privati. Non puoi pretendere che le tue scelte private e che restano tali vengano riconosciute pubblicamente.

              • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

                Ah no? Strano che uomo e donna siano così perfettamente complementari psicologicamente e fisicamente….

            • Pino ha detto in risposta a Sophie

              esattamente Sophie ma qui si vuol far passare una eccezione per la regola. I gay dicono che vogliono essere trattati come le coppie sterili, mentre dimenticano che la loro condizione di sterilità è nella natura della loro relazione. Una coppia etero normalmente può avere figli mentre quella sterile è l’eccezione, la coppia gay MAI potrà avere figli e quindi MAI potrà corrispondere ai requisiti richiesti perchè la loro relazione abbia un pubblico riconoscimento.

          • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            io capisco che un gay come te si arrampichi sugli specchi con esilaranti tentativi di giustificazione del matrimonio gay. Un fatto secco, scientifico, innegabile è che una coppia gay non potrà mai avere figli, perchè il rapporto è contro natura mentre una coppia sterile non è contro natura, ma semplicemente la natura non permette loro di avere figli. Capita la differenza?

      • Pino ha detto in risposta a cabellen

        facciamo anche un altro esempio che ricorre spesso. La signora anziana assistita da una fedele badante. Se la signora, che magari percepisce una elevata pensione ed ha anche dei beni immobiliari, vuole aiutare la badante alla sua morte, può disporre nei suoi confronti un lascito testamentario, ma non può certo lasciarle la pensione di reversibilità. Oppure può, al limite, costituire una rendita a favore della badante. Questi sono tutti atti di volontaria giurisdizione e quindi privatistici. Una pensione di reversibilità implica un riconoscimento pubblico del rapporto.

        • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

          Poi viene un familiare, porta il caso in tribunale e passano 30 anni prima di risolvere questa questione…e tu la chiami tutela.

          TUTTO pur di rifiutare il riconoscimento delle coppie gay. Per fortuna che il 90% delle altre democrazie del mondo lo ha fatto e posso solo sperare che in Italia sia solo una questione di tempo.

          • Sophie ha detto in risposta a Sandro Di Marco

            Perchè se voi omosessuali doveste votare per la cancellazione del Vaticano non votereste a favore?

            • Pino ha detto in risposta a Sophie

              Sophie ma questo Di Marco non capisce che il fatto che lui abbia una relazione omosessuale è un suo fatto privato, una sua legittima scelta, un suo modo di vivere che nessuno gli contesta. E’ un fatto privato che non ha nulla a che vedere con il matrimonio che è un fatto pubblico, che, per essere tale deve avere requisiti di rilevanza sociale che una relazione omosessuale non ha. Non gli entra in testa, non c’è niente da fare.

              • Sophie ha detto in risposta a Pino

                Ovvio che ognuno può fare quello che vuole ma non può costringermi ad essere a favore di matrimoni e adozioni omosessuali andando contro quello in cui credo!

      • lorenzo ha detto in risposta a cabellen

        Perché lo stesso ragionamento non può essere applicato ad una coppia di giocatori di scopa?
        Se solo uno dei due percepiva lo stipendio e manteneva anche l’altro, il giocatore superstite non è nella stessa condizione della vedova?
        Non ha forse svolto un prezioso lavoro di assistenza e di supporto al proficuo impiego del tempo libero permettendo così al compagno la lavorare serenamente e di produrre in tal modo maggior profitto?

    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

      Pino, con tutto il rispetto, euiparare una coppia di omosessuali a “due amici che vivono insieme” vuol dire intenzionalmente ignorare la diversa natura del rapporto tra queste personel il fatto che due omosessuali sono UNA COPPIA…quindi si, io la trovo una forma di discriminazione

      >>In realtà, tutti quei diritti ..possono essere attivati
      Primo…qui non si parla sono diuna operazione di amministrazione di un condominio, si parla di un riconoscimento, da parte dello stato, del significato di un legame tra due persone (aggiungo io dInfine.ue persone appartenenti ad una categoria umana che e’ stata fino ad ora perseguitata)
      Secondo…”questi diritti possono essere attivati”…peccato che pero’ non vengono proprio attivati, peccato che tutte le persone che stanno in parlamento e che dicono quello che sc rivi tu non solo si oppongono ad unioni civili-matrimoni gay ma DICONO che si possono attivare questi diritti e NON FANNO NULLA. Insomma e’ il solito paradosso unicamente inteso a continuare a non fornire nessuna tutela alle coppie omosessuali considerate (nel migliore dei casi) comee scrivi tu, semplicemente “due amici conviventi”.

      Il Testamento, come ben sai e tanto per fare un esempio, puo’ essere contestato, e questo significa un infinito iter legale. Una polizza assicurativa non e’ la stessa cosa della pensione….Tutti gli esempi che tu poni, oltre a costringere la coppia a innumerevoli farruginosi espedienti, mirano alla stessa cosa.

      Rifiutare il fatto che queste due persone siano una COPPIA !

      >>>L’istituto del matrimonio fra l’uomo e la donna, in quanto assicura L’ORDINE DELLE GENERAZIONI

      NON E’ COSI’, e lo sai…altrimenti non si dovrebbe consentire agli ultra 50enni di sposarsi, cosi’ pure alle persone sterili o a coloro che dichiarano di non volere figli. I figli sono ANCHE un motivo per cui lo stao italiano riconosce il matrimonio, ma non IL SOLO. Il rilievo sociale del matrimonio va ben oltre i figli…implica l’assistenza reciproca che i due coniugi si danno davanto allo stato, e non e’ poco. Definisce una prima cellula (la coppia) della societa’.

      >>Una coppia etero può essere sterile ma resta potenzialmente una coppia “capace” di procreare e quindi di >>svolgere una funzione sociale fondamentale.

      Che vuol dire “potenzialmente” ???????? Se non puoi far figli non li puoi fare, punto e basta. Chiarisci, grazie.

      >>Il rapporto di coppia omosessuale non ha rilevanza pubblica per poter attivare il riconoscimento
      Una coppia omosessuale ha si rilevanza sociale e pubblica, perchè due persone che si impegnano davanti allo stato a prendersi cura l’uno dell’altro contribuiscono certamente al benessere della società tutta. Una coppia omosessuale ha la stessa rilevanza di una coppia etero sterile, e “restare potenzialmente capaci di procreare” non vuol dire proprio nulla. Grazie.

  8. Daniele ha detto

    Ma, come al solito, le televisioni e i giornali queste notizie non le danno, in quanto preferiscono parlare soltanto degli Stati (pochi) i cui Parlamenti approvano le unioni omosessuali e non di quelli (la maggioranza) i cui Parlamenti le respingono.

    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Daniele

      >>preferiscono parlare soltanto degli Stati (pochi…E TUTTE DEMOCRAZIE) i cui Parlamenti approvano le unioni omosessuali e non di quelli (la maggioranza….IL 99% REGIMI) i cui Parlamenti le respingono.

      Complimenti per l’analisi acuta, obiettiva, puntuale, e soprattutto rivelatrice della tua corrente conoscenza della politica mondiale. Decisamente il telegiornale dovrebbe parlare di come legiferano Iran, Korea del Nord, Arabia Saudita e Cuba, anzicche’ Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito.

      • Equesfidus ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        E quindi l’Irlanda (del Nord o del Sud, meglio ancora) è un regime? La Polonia, e così via? Siamo seri ed evitiamo questi vittismi, per cortesia.

      • Panthom ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Sandro, ti avevo lasciato che eri calmo e riflessivo. Ti ritrovo qui in basso all’una di notte a rispondere in modo compulsivo a chiunque, pur di avere l’ultima risposta. Non credi che dovresti semplicemente accettare le opinioni contrarie alle tue?

      • Antonio ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Ma questi diritti che tu chiedi nelle unioni civili omosessuali di questi paesi ci sono? Perchè le cose sono 2:
        – questo diritto c’è nei paesi che hai elencato che accettano le unioni civili, quindi gli omosessuali non hanno bisogno del matrimonio.
        – questo diritto non c’è nei paesi che hai elencato, quindi le unioni civili nei paesi che hai elencato non servono a nulla.
        Spiegamelo…

  9. Pino ha detto

    ogni tanto la lobby gay e qualche suo rappresentante presente anche su questo sito parlano a sproposito di omofobia. Vediamo di capire di cosa si tratta e di quali siano i veri obiettivi di una normativa contro la cosiddetta “omofobia”.
    Una legge contro l’omofobia è equivoca, contraddittoria e pericolosa e non garantisce la libertà di tutti. Secondo le proposte di legge presentate al nostro Parlamento chiunque criticasse il matrimonio gay, le adozioni gay e considerasse disordinati gli atti omosessuali commetterebbe reato.
    Per esempio: oggi possiamo criticare l’aborto, ma non possiamo offendere la persona che abortisce, oppure possiamo criticare la pornografia ma non possiamo offendere la persona che è dedita alla pornografia, oppure possiamo criticare la prostituzione ma non possiamo offendere la prostituta, possiamo criticare il cristianesimo, ma non possiamo offendere la persona cristiana.
    Gli omosessualisti invece vorrebbero introdurre il reato di omofobia.
    In base a questo reato, se critichiamo l’omosessualità, l’equiparazione della coppia gay alla famiglia naturale, l’adozione gay, oppure se proponiamo ad una persona un cammino di crescita oltre l’omosessualità, ma senza offendere la persona omosessuale, commettiamo ugualmente reato.
    In questo modo viene IMPEDITA la libertà di pensiero, di religione, di educazione da parte dei genitori, la libertà di terapia, la libertà di ricerca scientifica, la libertà di scelta del proprio orientamento sessuale.
    Trovo la cosa veramente sconcia, inaccettabile e liberticida.
    Le lobby gay dimostrano di essere contro la libertà di pensiero e di espressione costituzionalmente garantite, se questa nefasta legge fosse approvata ci troveremmo nella assurda situazione di non poter più esprimere una posizione etica sulla omosessualità.

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Pino

      Hai sacrosantamente ragione! Tutti quelli che basano le loro uniche argomentazioni sull’essere vittime, alla fine sono proprio coloro che non disdegnano di diventare i peggiori carnefici…

  10. a-theòs=a-éthos ha detto

    Matyt ha scritto: “Effettivamente, penso che tu sia l’ultima persona che possa parlare di libertà d’espressione e di religione, avendo affermato in più occasioni di pensare che sia un concetto sbagliato e deleterio”.

    Caro amico, che io condivida o meno un certo principio enunciato da un altro, nulla cambia al fatto che se costui non è coerente con il suo principio, egli si dimostri e rimanga, appunto, incoerente.

    Dato che questi ideologi del pensiero gay non fanno altro che mostrarsi, falsamente, come dei “discriminati”, degli “oppressi”, dei “perseguitati”, ecc. (questo l’argomento più forte che hanno, dato che gli altri possono essere solo del tipo: quello che voglio = mio diritto, che è un principio assurdo, perché completamente avulso dalla considerazione oggettiva della realtà), si potrà o no eccepire, se poi diventano loro stessi coloro che mandano le persone, per il semplice fatto di non condividere le loro assurdità, sotto processo e in prigione? Ti rendi conto della contraddizione assoluta in cui cadono?

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