Vito Mancuso offende la memoria del card. Martini pur di promuovere l’eutanasia

«Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi», diceva William Shakespeare. L’aforisma rende abbastanza l’idea se si pensa che negli ultimi secoli i più grandi nemici della Chiesa e del cristianesimo non sono stati laicisti o anticlericali di professione -essi non hanno la forza e gli argomenti per tentare di abbordare le certezze della fede-, ma teologi, esegeti ed esperti delle Sacre Scritture.

Pensiamo ai danni sulla credibilità della fede cristiana causati dal teologo evangelico Rudolf Bultmann  o dal teologo cattolico Hans Küng, , per non parlare dei preti mediatici Andrea Gallo e Antonio Mazzi. Impossibile da trascurare il teologo cattolico Vito Mancuso, reso famoso dal prete-imprenditore don Luigi Verzé, nominandolo come docente di teologia, dal quale non soltanto non ha preso le distanze dalle sue anticristiane megalomanie, ma ne ha difeso la libertà intellettuale. Questo perché –come è stato fatto notare– Mancuso (e altri docenti dell’Università San Raffaele) sono «profeti di un cristianesimo antidogmatico e antichiesastico, in grado di conquistarsi il credito laico-progessista, ammantato di quell’aura di battagliera indipendenza dalla gerarchia che tanto piaceva a don Verzé, perché in fondo è stata la sua cifra esistenziale».

Mancuso, spretatosi negli anni ’80, ha definito il card. Carlo Maria Martini “il mio padre spirituale” e non ha trovato un modo migliore per onorare la sua vita strumentalizzando la sua morte per tirare acqua al mulino dell’eutanasia, pratica da lui ampiamente sostenuta. Chissà se il card. Martini sarebbe stato contento che il suo “figlio spirituale” sfruttasse la sua morte per motivi ideologici, sostenendo ad esempio che egli «ha dato estrema testimonianza staccando, quando lo ha ritenuto inevitabile, le macchine che lo tenevano artificialmente in vita». Mancuso ha riportato questa amenità sul suo “padre spirituale” -secondo la recensione realizzata da Roberto Esposito– nel suo ultimo libro “Conversazioni con Carlo Maria Martini” (Fazi 2012) realizzato assieme a Eugenio Scalfari. Ovviamente è chiaro a tutti che il card. Martini non era attaccato a nessuna macchina (già altri hanno provato questo tentativo) e che ha soltanto chiesto di interrompere le terapie inutili per evitare l’accanimento terapeutico e -come fanno decine di malati terminali ogni giorno nel mondo- ha chiesto una sedazione palliativa per attendere la morte nel sonno, decisione condivisa anche dal dal cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia Accademia per la vita, che ha affermato: «Anch’io come Carlo Maria direi no a quelle terapie». Apprezzabile anche l’onestà intellettuale di Carlo Flamigni -ci si è ridotti a valorizzare le parole di un presidente onorario dell’UAAR che contraddice quelle di un teologo cattolico!- quando afferma: «Qualora Martini avesse rifiutato l’accanimento terapeutico che differenza farebbe? Non mi sembra che la Chiesa si opponga. Il cardinale ha soltanto rifiutato le cure che riteneva inutili, sicuramente non ha chiesto di essere lasciato morire. L’unico accanimento è piegarlo alla propria ideologia». 

Anche Vito Mancuso -com’era prevedibile- si è dunque accodato agli squallidi tentativi di Paolo Flores D’Arcais (Eugenio Scalfari e tanti altri, confutati dal medico personale del cardinale) di strumentalizzare la vita e la morte del card. Martini. Dopo essersi scagliato contro presunte “operazioni anestesia” compiute dalla Chiesa nei confronti di Martini (tesi confutata anche da “Il Foglio”, da Andrea Tornielli, da Antonio Spadaro, da Antonio Socci, oltre che da tutti gli articoli apparsi sul compianto biblista sull‘”Osservatore Romano” e su “Avvenire”) ha contribuito a «compiere un’incredibile distorsione della realtà, rimasticata e ripubblicata quasi con la meccanica convinzione che “ripubblicando ripubblicando alla fine si avvererà”, almeno nella testa della gente. Ma vera la “eutanasia dell’Arcivescovo” non è mai stata né mai potrà diventarlo, e rappresenta – l’ho già scritto e, qui, lo ripeto – un’autentica bestemmia, un ingiustificabile ed estremo oltraggio a un uomo di Dio che ha servito la verità e coltivato, da cattolico, le virtù della chiarezza, del rispetto e del dialogo», secondo il duro e condivisibile commento del direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio.

 

AGGIORNAMENTO 25/09/12, ore 15:00
Mentre questo articolo veniva realizzato, Vito Mancuso ha scritto al direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, prendendo le distanze dalle affermazioni a lui attribuite da Esposito e affermando: «lei ha perfettamente ragione nel rimarcare l’infondatezza dell’affermazione di Eugenio Scalfari nell’articolo su “Repubblica” del 1 settembre, ripresa da Roberto Esposito sempre su “Repubblica” nell’articolo del 21 settembre, secondo cui il cardinal Martini avrebbe “deciso di essere staccato dalle macchine che ancora lo tenevano in vita”». Mancuso ha continuato: «Si tratta di un’inesattezza che va smentita con chiarezza e che per quanto mi riguarda non ho sostenuto in nessun modo, essendo ben al corrente delle condizioni del cardinale che visitavo con una certa regolarità». Dunque il “teologo” ha confutato apertamente le subdole affermazioni del fondatore del suo quotidiano, Scalfari, ma ha pensato di farlo soltanto in una letterina ad “Avvenire”, lasciando tranquillamente che dalle colonne di “Repubblica”, di cui è editorialista, venissero diffuse “inesattezze” sul suo “padre spirituale”.

Mancuso ha poi tentato comunque di strumentalizzare la morte del card. Martini citando –come ha fatto Paolo Flores D’arcais- un articolo della nipote dell’ex arcivescovo di Milano, avvocato Giulia Facchini, testimone diretta degli ultimi momenti di vita del cardinale, la quale ha scritto che lo zio, quando ha sentito arrivare la morte, ha chiesto «di essere addormentato» e così una dottoressa lo ha sedato. Secondo Mancuso quindi, «il cardinal Martini non è stato staccato da nessuna macchina, ma ha piuttosto scelto, in libera determinazione, di staccare la sua presenza mentale (si potrebbe dire la sua anima spirituale) dal suo corpo». Martini infatti, come migliaia di altri pazienti in stato terminale fanno ogni giorno, ha scelto appunto la semplice sedazione palliativa che addormenta il paziente per evitarli sofferenze, soluzione che -al contrario della tesi di Mancuso- non accorcia affatto la vita, anzi –come ha scritto la “Rivista Italiana di cure palliative”– probabilmente aumenta addirittura la sopravvivenza dei pazienti.

Tarquinio ha giustamente risposto sorpreso del «tentativo di sostituire un mai avvenuto “stacco della spina” con un deliberato “stacco della mente” o, addirittura, uno “stacco dell’anima”. Sembra quasi che l’importante sia riuscire a dire che qualcosa è stato, comunque, “staccato”. Non è andata così […]. “Accompagnare” una persona morente con cure adeguate, che ne leniscono le sofferenze, non è affatto “procurare” la morte. Non si può dirlo e non si può farlo pensare. Perché il “far dormire” – cioè la compassionevole sedazione, che nel caso del cardinale è stata offerta dalla saggezza del medico curante e accettata dal morente – è appunto un modo per “accompagnare” chi sta troppo patendo».

 

AGGIORNAMENTO 26/09/12
Vito Mancuso ha fortunatamente capito che avrebbe fatto meglio ad inviare una lettera anche a “Repubblica”, oltre ad “Avvenire” per difendere il suo “padre spirituale” (come mai solo adesso? Scalfari ha affermato quelle sciocchezze il giorno dopo la morte di Martini!). Mancuso ha però aggiunto che Martini ha «scelto di interrompere le cure finalizzate al mantenimento della vita per passare a cure finalizzate ad affrontare la morte nel modo meno traumatico possibile». Ha quindi chiesto che «a ogni cittadino sia dato il medesimo diritto esercitato da Martini». Purtroppo Mancuso prosegue nella strumentalizzazione del card. Martini, in quanto l’ex arcivescovo di Milano ha chiesto quello che chiedono quasi tutti i malati in fase terminale, ovvero di attendere la morte dormendo. Non ha chiesto di interrompere il mantenimento in vita, dire questo significa continuare ad offendere la sua memoria pur di promuovere l’eutanasia.

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

53 commenti a Vito Mancuso offende la memoria del card. Martini pur di promuovere l’eutanasia

« nascondi i commenti

  1. Enrico da Bergamo ha detto

    Una cosa, Martini è morto disidratato?No, ha ricevuto flebo fino all’ultimo.

    0
  2. Andrea ha detto

    Purtroppo, faccio ammenda, sono stato anch’io di mezzo alle idee di Mancuso e soci.
    Il problema di questa gente, secondo me, è che sa di esser nel torto, ma vuol continuare disperatamente a seguire il nichilismo libertario pur volendo rimanere nella Chiesa perché consapevoli della sua importanza; solo che non capendo il Pensiero Magisteriale e Patristico (ed allora qui però qualche domanda sui Corsi di Teologia dovremmo forse farcela? O sono loro che proprio non ce la fanno?) allora cercano di piegarlo ai loro pensiero.

    Ma allora a questo punto forse piuttosto che confondere Menti dovrebbero farsi Protestanti, quantomeno s’eviterebbe confusione nella Chiesa. Ho già più rispetto per quanti abbiano deciso di uscirne piuttosto che di quanti vogliano rimanere a tutti i costi pur senza capire o condividerne il pensiero.

    Certo, facessero un po’ di sforzo nel comprendere (od avessero l’onestà intelettuale di riconoscerli nel caso in realtà li comprendano già) i perché del Pensiero genuinamente Cristiano sarebbe la cosa migliore.

    0
  3. nicola ha detto

    Il card. Carlo Maria Martini è stato un grande Uomo.
    Alcuni anni fa, anni 70, un autentico, genuino esponente della sinistra, perseguitato dal fascismo, tanto da trascorrere in carcere quasi l’intero ventennio, e fra i primi ad aderire al socialismo di Turati prima e al comunismo di Gramsci poi,tornato da Milano al paesino natio, aveva mostrato delle foto che lo ritreavano assieme al card. Martini.
    Le mostrava con orgoglio e, commentandole, diceva ‘è stato il più grande onore della mia vita’. Raccontava che aveva accompagnato il nipote che riceveva la cresima ma lui era restanto rigorosamente fuori dal Duomo in attesa del termine della cerimonia. Avendo il cardinale chiesto al ragazzo sul perchè non ci fossero presenti familiari e avendo saputo che il nonno era fuori dal tempio per coerenza con le sue convinzioni ideali, il cardinale si è era recato fuori, aveva invitato il nonno ad entrarvi e, avendo ottenuto un rifiuto, aveva voluto che fossero scattate delle foto insieme.
    Grande Carlo Maria Martini.

    0
    • Lugh ha detto in risposta a nicola

      Ma come si fa a far prete uno così!?

      0
    • Falena-Verde ha detto in risposta a nicola

      “Peccato” che queste foto tra Gramsci e Martini non si trovino.
      Tenendo anche contro del fatto che già in passato hai detto cose, per difendere il comunismo, che ritengo non-vere, mi tocca non crederti neanche questa volta.
      Inoltre, rispettare un uomo appena defunto rimanendo in silenzio sarebbe segno di buona educazione.

      0
      • Kosmo ha detto in risposta a Falena-Verde

        Nota: come fa C.M. Martini ad aver incontrato Gramsci, se Gramsci è morto nel 1937 e C.M.Martini è nato nel 1927? L’hanno fatto vescovo a 10 anni?

        0
        • nicola ha detto in risposta a Kosmo

          Hai perfettamente ragione infatti non è scritto da nessuna parte che Gramsci avrebbe incontrato Martini. Te lo sei inventato tu?

          0
          • Kosmo ha detto in risposta a nicola

            Adesso non sei capace manco di guardare a chi ho risposto?
            Sì che il comunismo ottenebra la mente, ma non sapevo che ottenebrasse pure la vista!!!

            0
            • nicola ha detto in risposta a Kosmo

              Probabile ma non è moltograve.
              Non mi sembra che ci siano altri commenti che fanno riferimento a Gramsci oltre al mio.
              Ergo volevi rispondere almio commento.

              0
              • Kosmo ha detto in risposta a nicola

                Già, dimenticavo la tua singolare logica matematica.

                P.S. funzione “Trova” del browser: “Gramsci”

                un comunista degno di questo nome deve sempre trovarsi un nemico

                0
      • Kosmo ha detto in risposta a Falena-Verde

        Inoltre, essendo stato C.M.Martini nominato arcivescovo il 29 dicembre 1979, mi risulta difficile che abbia potuto celebrare una cresima negli anni 70.

        0
  4. Orbitalia ha detto

    ormai Mancuso ha ‘staccato la mente’ dal suo corpo

    0
  5. Pino ha detto

    tempo fa avevo letto, ma potrei anche sbagliarmi, che Mancuso sosteneva che per le persone malate di Alzheimer o comunque in una condizione di incoscienza o scarsa coscienza, non c’era più la presenza dell’anima (che evidentemente lui lega allo stato di coscienza). Questo avrebbe permesso l’eutanasia per quelle persone, in quanto rimaneva solo il corpo mentre l’anima se ne era già andata, non ha specificato dove, comunque non c’era più. Qualcuno riesce a darmi informazioni più esatte al riguardo?

    0
  6. cabellen ha detto

    Se non sbaglio, oggi Avvenire ospita una precisazione di Vito Mancuso che prende le distanze da Scalfari e chiarisce che il cardinale Martini non ha chiesto di staccare macchinari, ma ha scelto «in libera determinazione di staccare la sua presenza mentale (si potrebbe dire la sua anima spirituale) dal suo corpo».

    0
    • Daniela32 ha detto in risposta a cabellen

      Ma tu l’hai letta tutta la parte finale dell’articolo qui sopra vero? Perché non è molto serio commentare senza aver prima aver letto, giusto?

      0
  7. Enrico da Bergamo ha detto

    Se vi riferite al genovese è Don Andrea Gallo non Antonio.

    0
  8. Enrico da Bergamo ha detto

    Un mio pensiero in libertà che vale quello che vale.Secondo voi è più facile scervellarsi sul peccato originale tutto il giorno, oppure stare in confessionale e spiegare ad un padre di famiglia perchè non è lecito usare la pillola?

    0
    • francesco ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

      Non so cosa sia più facile o no, ma se un padre di famiglia chiedesse delucidazioni il sacerdote potrebbe spiegargli che esistono metodi naturali. Comunque se uno va in confessionale con l’idea che è la chiesa a sbagliare può tranquillamente fare a meno di andarci dato che il pentimento è la prima cosa necessaria per essere assolti.

      0
  9. Mum ha detto

    Chi definisce gnostico Vito Mancuso dovrebbe prima leggere quanto egli stesso ha precisato: http://www2.reggionet.it/pbergama/Cristianita/nullasalus.html
    Io credo che il suo discorso sia abbastanza lineare e coerente con il suo pensiero ma che venga attaccato sostanzialmente in quanto progressista.

    0
    • francesco ha detto in risposta a Mum

      Ma come può “progredire” la legge di Dio?

      0
      • minstrel ha detto in risposta a francesco

        Mediante lo sviluppo della teologia dogmatica. Avviene così da secoli Francesco, non è che questo secolo debba essere esente. I Teologi cercano risposte a domande che ancora ci sono nella dogmatica (e ci sono eccome!) e poi, SUCCESSIVAMENTE, il Magistero prenderà le risposte che riterrà più valide.
        Prendete la risposta di Mons. Bux date sul caso inutile e deleterio del Card. Muller, dai tradizionalisti considerato eretico (quando, lo ricordo a tutti, dopo la dichiarazione congiunta NON SONO CONSIDERABILI ERETICI NEMMENO I LUTERANI!): “le cose scritte da monsignor Müller appartengono alla sua stagione di teologo e un teologo non produce dottrina, almeno immediatamente.”
        E’ LECITO per un teologo andare oltre il magistero ordinario, anche quando questo parla dei dogmi irreformabili.
        QUesto il Papa:
        Può tuttavia accadere che il teologo si ponga degli interrogativi concernenti, a seconda dei casi, l’opportunità, la forma o anche il contenuto di un intervento. Il che lo spingerà innanzitutto a verificare accuratamente quale è l’autorevolezza di questi interventi, così come essa risulta dalla natura dei documenti, dall’insistenza nel riproporre una dottrina e dal modo stesso di esprimersi [Cfr. LG 25 § 1: EV 1/344]. In questo ambito degli interventi di ordine prudenziale, è accaduto che dei documenti magisteriali non fossero privi di carenze. I pastori non hanno sempre colto subito tutti gli aspetti o tutta la complessità di una questione. Ma sarebbe contrario alla verità se, a partire da alcuni determinati casi, si concludesse che il magistero della chiesa possa ingannarsi abitualmente nei suoi giudizi prudenziali, o non goda dell’assistenza divina nell’esercizio integrale della sua missione. Di fatto il teologo, che non può esercitare bene la sua disciplina senza una certa competenza storica, è cosciente della decantazione che si opera con il tempo. Ciò non deve essere inteso nel senso di una relativizzazione degli enunciati della fede. Egli sa che alcuni giudizi del magistero potevano essere giustificati al tempo in cui furono pronunciati, perché le affermazioni prese in considerazione contenevano in modo inestricabile asserzioni vere e altre che non erano sicure. Soltanto il tempo ha permesso di compiere un discernimento e, a seguito di studi approfonditi, di giungere a un vero progresso dottrinale.”

        Ratzinger, Joseph. Istruzione Donum Veritatis sulla vocazione ecclesiale del teologo, 1990, Congregazione per la dottrina della Fede, n. 24

        Fosse tutto così semplice come la mettono i tradizionalisti…

        0
        • francesco ha detto in risposta a minstrel

          Qui si parla del magistero, io parlavo della legge di Dio, la quale non può essere cambiata neanche dal Papa.

          0
          • minstrel ha detto in risposta a francesco

            E di grazia dove la trovi scritta questa “legge di Dio” perenne-immutabile-e soprattutto completa e completamente comprensibile?
            Anzi andiamo alla vera domanda: cosa intendi per “legge di Dio”? Le leggi ebraiche che i cristiani non seguono? I cosidetti 10 comandamenti che vengono seguiti anche dai cristiani proprio perché restituiti da un dogma conciliare? Il cosidetto “diritto naturale” con relative teorie giusnaturaliste a seguito (scolastica compresa) che comunque ritrovi in ampi stralci del magistero?
            Il magistero non è forse quel “ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa” (CCC 85)? Vero che l’86 recita la Dei Verbum: “Magistero però non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l’assistenza dello Spirito Santo, piamente la ascolta, santamente la custodisce e fedelmente la espone, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone da credere come rivelato da Dio”, ma questo UNICO DEPOSITO CUSTODITO ED ESPOSTO è totalmente compreso senza errori? E allora perché oggi -giustamente- si divide la Sacra Scrittura dicendo che è Parola di Dio MA con notevoli influssi umani dell’agiografo? (vedasi ultimi documenti della Pontificia Accademia Biblica).

            Ripeto: dove leggi la legge di Dio? Nella Bibbia, che è un dogma magisteriale? E pertanto cosa intendi con questa tua risposta?

            0
            • francesco ha detto in risposta a minstrel

              Con legge di Dio, oltre ai 10 comandamenti che proprio perchè sono oggetto di dogma non possono essere modificabile nè aggiornati, mi riferisco a tutti gli insegnamenti dati da Gesù nel Vangelo.

              0
              • minstrel ha detto in risposta a francesco

                E allora concordi con me nel dire che qui si parla di Magistero che è esattamente la garanzia di essere nella “legge di Cristo” (uso la tua categoria) per come oggi è stata recepita.

                0
        • Hadi ha detto in risposta a minstrel

          Il Magistero si divide in Straordinario, Ordinario, Autentico.
          A parte il primo, gli altri 2 sono fallibili. E’ differente la questione invece per i dogmi: essi sono irreformabili. Quindi, qualsiasi documento o chi per lui, neghi un dogma o una Verità di Fede è da definirsi automaticamente ERETICO.
          Con buona pace di Woytjla (vi ricorda qualcuno l’agnello con la voce di drago dell’Apocalisse?) che ha firmato l’aberrante “teoria della giustificazione” del 1999, sconfessando quanto detto nel Concilio di Trento, che a differenza del CVII, fu un CONCILIO DOGMATICO.

          0
          • minstrel ha detto in risposta a Hadi

            Complimenti per aver saputo leggere e criticare in modo tanto profondo un documento ostico per gli addetti ai lavori e impraticabile per chi non abbia almeno fatto 20 anni di teologia dogmatica.
            A voler ben vedere starei attento anche ad applicare giudizi categorici circa la fallibilità del cosidetto Magistero Ordinario. Leggi qui:
            “Infine il magistero, allo scopo di servire nel miglior modo possibile il popolo di Dio, e in particolare per metterlo in guardia nei confronti di opinioni pericolose che possono portare all’errore, può intervenire su questioni dibattute nelle quali sono implicati, insieme ai principi fermi, elementi congetturali e contingenti. E spesso è solo a distanza di un certo tempo che diviene possibile operare una distinzione fra ciò che è necessario e ciò che è contingente.
            La volontà di ossequio leale a questo insegnamento del magistero in materia per sé non irreformabile deve essere la regola. Può tuttavia accadere che il teologo si ponga degli interrogativi concernenti, a seconda dei casi, l’opportunità, la forma o anche il contenuto di un intervento. Il che lo spingerà innanzitutto a verificare accuratamente quale è l’autorevolezza di questi interventi, così come essa risulta dalla natura dei documenti, dall’insistenza nel riproporre una dottrina e dal modo stesso di esprimersi [Cfr. LG 25 § 1: EV 1/344]. In questo ambito degli interventi di ordine prudenziale, è accaduto che dei documenti magisteriali non fossero privi di carenze. I pastori non hanno sempre colto subito tutti gli aspetti o tutta la complessità di una questione. Ma sarebbe contrario alla verità se, a partire da alcuni determinati casi, si concludesse che il magistero della chiesa possa ingannarsi abitualmente nei suoi giudizi prudenziali, o non goda dell’assistenza divina nell’esercizio integrale della sua missione. Di fatto il teologo, che non può esercitare bene la sua disciplina senza una certa competenza storica, è cosciente della decantazione che si opera con il tempo. Ciò non deve essere inteso nel senso di una relativizzazione degli enunciati della fede. Egli sa che alcuni giudizi del magistero potevano essere giustificati al tempo in cui furono pronunciati, perché le affermazioni prese in considerazione contenevano in modo inestricabile asserzioni vere e altre che non erano sicure. Soltanto il tempo ha permesso di compiere un discernimento e, a seguito di studi approfonditi, di giungere a un vero progresso dottrinale.”

            Ratzinger, Joseph. Istruzione Donum Veritatis sulla vocazione ecclesiale del teologo, 1990, Congregazione per la dottrina della Fede, n. 24, link al documento

            La domanda dunque è questa: se c’è contingenza nel Magistero Ordinario che è IRREFORMABILE di principio (!), c’è forse contingenza e possibilità di APPROFONDIMENTO (NON VARIAZIONE!) del Magistero dogmatico?

            0
            • Hadi ha detto in risposta a minstrel

              In primo luogo, le consiglio di rimuovere questa veste di superbia della quale si è ricoperto, perchè non aggiunge nulla alla discussione. Se la sua intenzione è provocarmi, cade male.
              Volevo corregere in parte quanto scritto prima, per errore di distrazione. Il Magistero Straordinario e quello Ordinario sono INFALLIBILI, mentre quello Autentico è FALLIBILISSIMO.
              Quindi il discorso fatto da Ratzinger, che entra nel Magistero Autentico (quindi nessuno vieta che possa essere un’accozzaglia di frescacce), rispecchia alla perfezione il tenore dei documenti del CVII, in cui si afferma una tesi e subito dopo la si smentisce, lasciando che a farla da padrone sia il dubbio e il relativismo. Quello che vi scrive è ragionevole, peccato che si sia dimenticato di aggiungere che se quello che Lui chiama “APPROFONDIMENTO” diventi manifestatamente contrario alla dottrina e Tradizione della Chiesa, siamo in presenza di ERESIA.
              Mi spiegherebbe poi cosa intende per contingenza? Voglio sperare che non abbia fatto indigestione di Boutroux…

              P.S: Se ne faccia una ragione. I Protestanti sono ERETICI, perchè il Magistero Ordinario ha insegnato questo fino al CVII. A meno che lei, da buon modernista qual è, vuole sconfessare il Concilio di Trento.

              0
              • minstrel ha detto in risposta a Hadi

                Se io cito la dichiarazione congiunta che è stata scritta dalla parte cattolica in modo tale da non sconfessare Trento, mi spiega come potrei avere l’obiettivo di sconfessare tale Concilio? Appena ho due secondi cerco un audio di un incontro alla Nuova Regaldi dedicato proprio a questo tema. Mi scuso se sembro saccente, credo sia solo passione in buona fede.

                0
                • Hadi ha detto in risposta a minstrel

                  Conosco benissimo, ahimè, la nuova teoria della giustificazione firmata da GPII, ma la invito a pubblicarla, sicchè tutti possano rendersi conto di come abbia contravvenuto al Concilio di Trento, di cui riporto alcuni canoni e il sunto da Wikipedia:

                  9. Se qualcuno afferma che l’empio è giustificato dalla sola fede, cosí da intendere che non si
                  richieda nient’altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in
                  nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà: sia
                  anatema.

                  11. Se qualcuno afferma che gli uomini sono giustificati o per la sola imputazione della
                  giustizia del Cristo, o con la sola remissione dei peccati, senza la grazia e la carità che è diffusa nei
                  loro cuori mediante lo Spirito santo (159) e inerisce ad essi; o anche che la grazia, con cui siamo
                  giustificati, è solo favore di Dio: sia anatema.

                  15. Se qualcuno afferma che l’uomo rinato e giustificato è tenuto per fede a credere di essere
                  certamente nel numero dei predestinati: sia anatema.

                  16. Se qualcuno dice, con infallibile e assoluta certezza, che egli avrà certamente il grande
                  dono della perseveranza finale (l60) (a meno che non sia venuto a conoscere ciò per una rivelazione
                  speciale): sia anatema.

                  Questo invece l’estratto da Wikipedia:

                  Nella VI sessione fu trattata la giustificazione, da cui il decreto del 13-1-1547. Si afferma che il battesimo lava da tale peccato ma nel battezzato rimane una concupiscenza, fomite (causa, tentazione) del peccato. Nonostante il permanere della concupiscenza, si ripropone la tesi tomista dello “stato di grazia” inteso come una qualità che, quando ricevuta, diviene propria dell’uomo, e non quindi una sorte conferita sempre da Dio ma ‘aliena’ ad esso; anche se si abbandonano le categorie della Scolastica medievale nell’esporre questo concetto (la “grazia creata” di S.Tommaso quale dono soprannaturale infuso da Dio nell’uomo, nella modalità di qualità accidentale dell’anima). La persona che riceve la grazia quindi cambia realmente, sia in sè sia in un nuovo comportamento, con atti meritori che a loro volta confermano ed incrementano la grazia. Gli atti sono una conseguenza della grazia, ma sono necessari. La cooperazione dell’uomo è comunque necessaria anche prima dello “stato di grazia” (ovvero, l’abbraccio della fede, ovvero l’abbandono fiduciale in Cristo); il documento elenca la sequenza degli atti che portano un adulto alla giustificazione: dal volgere l’attenzione alle verità di fede, a dare loro un assenso interiore, riconoscere di conseguenza il proprio peccato e detestarlo, amare Dio con tutto il cuore. Tutti atti compiuti per volontà umana, che si differenziano dall’esercizio delle virtù teologali (fede, speranza, carità) possibili solo dopo il battesimo e tramite l’infusione dello Spirito Santo. Sono dunque condannate le tesi luterane sulla giustificazione: sia per quanto riguarda ciò che è necessario a conseguirla (Lutero affermava che bastava la sola fede, e le opere non avevano alcun valore) sia per quanto riguarda le conseguenze sul giustificato (secondo Lutero non vi era alcun cambiamento nella persona, che rimaneva nei suoi peccati: l’unica differenza è che Dio non glieli imputa più, e lo fa con un atto puramente unilaterale). Venne inoltre condannata la teoria calvinista della predestinazione degli Eletti e venne evidenziato il ruolo della libertà umana nella propria salvezza.

                  Alla luce di quanto suddetto, mi dimostri che quello firmato da GPII sia in accordo con quanto stabilito DOMMATICAMENTE dal Concilio di Trento. Oppure questo è quello che intendeva per “APPROFONDIMENTO”?

                  0
                  • minstrel ha detto in risposta a Hadi

                    Dovrei dimostrare cosa? Che il Magistero Infallibile non ha fallito? Mons. Buzzi che studia da 30 anni il problema e lo esplica nel file da me linkato in modo sintetico in 1 ora e mezza di fitto parlato, e lei mi chiede una dimostrazione in 30 righe?
                    Ascolti il link, si segni le domande e le chieda direttamente a Mons. Buzzi. E’ lui stesso che dice alla fine: “la dichiarazione è fatta in modo tale da NON contrastare con Trento”.
                    Questa è la mia fonte.

                    0
              • minstrel ha detto in risposta a Hadi

                Eccolo qua. Mons. Franco Buzzi (Esperto della riforma e della controriforma. Prefetto della Biblioteca Ambrosiana) esplica la dottrina dela giustificazione nella prospettiva cattolica.

                http://audio.lanuovaregaldi.it/12-01-23_Ecumenico(03).WMA

                Sul finale domande anche su quello che chiedete voi, buon ascolto.

                0
                • Hadi ha detto in risposta a minstrel

                  Forse è colpa mia che non riesco a dialogare con lei, sicuramente più saccente di me.
                  Continua però a sorvolare sui canoni del Concilio di Trento in materia di giustificazione. Non serve scomodare Buzzi, che si arrabatta in un’impervia impresa nel tentare di far coesistere un nodo spinoso che, grazie a Dio, ci ha tenuti per 500 anni separati dagli eretici protestanti. Le ho scritto i canoni del Concilio, che rientrando nel Magistero Ordinario, sono infallibili, a differenza del Magistero Autentico della nuova teoria della giustificazione. Se ha la pazienza di leggere, questo è l’estratto di Mons. Cassidy in merito:

                  La dottrina del n. 29 della D., scrive, “non è accettabile. In effetti, questa affermazione [l’uomo giustificato è simultaneamente giusto e peccatore] non è compatibile con il rinnovamento e la santificazione dell’uomo interiore di cui parla il Concilio di Trento (D. S. 1528, 1561)”. Sempre Cassidy definisce “equivoca” la dottrina espressa ai numeri 28-30 e “ambigua” quella del n. 22, per concludere: “Per tutte queste ragioni, è pertanto difficile vedere come si possa affermare che questa dottrina sul ‘simul iustus et peccator’, nello stato attuale della presentazione che se ne fa nella Dichiarazione comune, non cada sotto gli anatemi dei decreti di Trento sul peccato originale e la giustificazione” (DC, n. 1, p. 714). La Risposta prosegue citando numerosi altri casi nei quali la Dichiarazione comune parla, a torto, di consenso raggiunto tra cattolici e luterani. A noi basta la citazione già riferita. Essa dimostra che la ‘Dichiarazione comune’ ha prodotto un testo eretico, passibile di condanna in base ai canoni del Concilio di Trento, e ciò in base al giudizio del superiore stesso dei teologi cattolici che hanno collaborato alla stesura del testo. Se per Cassidy in altri punti cattolici e luterani si sono accordati realmente nella suddetta Dichiarazione, questo non migliora certo la situazione: la Dichiarazione resta eretica, anche se in maniera ancora più ambigua e, pertanto, più pericolosa. Come si può definire tutto ciò “un risultato eccezionale del movimento ecumenico”? Ventun’anni di dialogo ecumenico coi luterani su di uno solo dei punti che li divide dai cattolici ha avuto come “eccezionale risultato” una ‘Dichiarazione comune’ fatta anche a nome della Chiesa cattolica che non sfugge alla censura di eresia! Dei cattolici son dunque diventati luterani. I luterani non sono per questo divenuti cattolici.

                  Qui invece trova tutti i Canoni del Concilio di Trento in materia di giustificazione: http://www.unavox.it/doc06.htm

                  0
      • minstrel ha detto in risposta a francesco

        Ah, una cosa: con il mio precedente intervento non voglio giustificare la teologia di Mancuso la quale utilizza una dogmatica contraria al Magistero (e alla logica stessa) per la quale per eliminare i problemi teologici che sorgono con il peccato originale, per esempio, elimina il peccato originale, giustificandosi mediante ANCHE altri dogmi (come il canone ad esempio). Usare un dogma per screditare un altro dogma è quanto mai illogico.
        Io sto parlando di teologia seria, come quella teologia che sostiene il poligenismo nel peccato originale (contro il monogenismo per ora imperante nel magistero), il quale viene giustificato mediante il ricorso alle categorie tomistiche (vedasi Strumia in “il peccato originale fra teologia e scienza”). Per ora non è magistero ed è temerario prenderla come DOTTRINA PERSONALE, ma è POSSIBILE farlo poiché è dottrina che discute magistero irreformabile, ma problematico (e lo sanno tutti, Papa compreso). Il problema è che non è il periodo per azzardare un progresso del magistero in questo (e in altri sensi). Va bene, accettiamolo, lo accetto, ma non accetto che si trattino queste materie con una superficialità che non gli è MAI appartenuta.

        0
        • Hadi ha detto in risposta a minstrel

          Dimenticavo, chiunque neghi o tenti di “AGGIORNARE” un dogma o una Verità di Fede è da ritenere ERETICO:

          « Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! » (Galati 1,8)

          0
          • minstrel ha detto in risposta a Hadi

            Chi ha parlato di aggiornare? E cosa intendi per aggiornare? Stiamo parlando di teologia, anche se in modo superficiale, e pertanto di filosofia. Comprendere i termini che si usano è il minimo!
            Cosa intendi per aggiornare? Se intendi dire il CONTRARIO hai ragione, tant’è che se fosse così l’intero impianto dogmatico cattolico sarebbe irrazionale. Se si intende invece APPROFONDIRE delle questioni espresse in maniera dogmatica per far comprendere meglio il dogma CHE NON MUTA allora direi che è tutt’altra cosa e NON avresti ragione poiché è quello che tentano di fare tutti i teologi, Muller (Neo Prefetto della Fede!) compreso.

            0
            • Hadi ha detto in risposta a minstrel

              Da buon modernista qual è, sa benissimo cosa intendo. Dietro il suo “approfondire” si cela, con la scusa di voler adeguare il dogma alla società moderna (!), la volontà di rovesciarne il senso compiuto. Mi viene in mente il celeberrimo “Nostra Aetate”, a cui lei sarà sicuramente devoto.
              Si rassegni. Nonostante il documento dell’allora cardinale Ratzinger è ambiguo, la Dottrina è chiarissima in merito. Le consiglio di leggersi l’intervento dell’11 luglio 1870 di Mons. Vincenzo Gasser, che si fece portavoce dell’interpretazione autentica del documento “Pastor Aeternus” del CV I, in cui si fissava il dogma dell’infallibilità papale.

              0
              • Hadi ha detto in risposta a Hadi

                Perdonate l’aggiunta. Per chi non vuole leggersi in toto il commento di Mons. Gasser, lo riassumo qui brevemente:

                Perché una dottrina possa essere considerata infallibile devono verificarsi tre requisiti, nel soggetto, nell’oggetto e nel modo d’insegnamento:1) che il Papa, con o senza il Concilio a lui unito, parli come capo della Chiesa universale; 2) che la materia in cui si esprime riguardi la fede o i costumi; 3) che su quest’oggetto intenda pronunziare un GIUDIZIO DEFINITIVO.

                Secondo lei, come potrebbero collimare termini come “APPROFONDIMENTO” con “GIUDIZIO DEFINITIVO”?

                0

              • minstrel ha detto in risposta a Hadi

                Come fa a pensare che dietro al mio “approfondire” si celi l’inganno (sicuramente massonico…) di dire il contrario di quanto professato nel Magistero precedente? Processo alle intenzioni mai espresse?
                E ancora non capisco dove ho posto in essere delle affermazioni PERSONALI contrarie a QUALSIASI dogma in uno dei miei commenti qui presenti, tali da portarvi a tacciarmi di modernismo o laicismo o altro.
                Domanda: ma il CVII è Magistero Autentico o Ordinario? E se lei Hadi mi ha insegnato che è infallibile anche l’Ordinario come mai tratta i documenti di tale Concilio Ecumenico? Cito: “rispecchia alla perfezione il tenore dei documenti del CVII, in cui si afferma una tesi e subito dopo la si smentisce, lasciando che a farla da padrone sia il dubbio e il relativismo”.
                Io non sto e non voglio provocare nessuno intendiamoci, voglio solo capire di più, ben sapendo – come dice Mons. Buzzi nel file che ho linkato – che siamo ancora ben distanti dal capire veramente e che forse mai capiremo fino in fondo.
                Chiedete a lui di spiegarvi come può collimare questa sua idea con la VOSTRA categoria di “giudizio definitivo”.

                0
                • Hadi ha detto in risposta a minstrel

                  Vediamo se si rispecchia nelle parole del massone Nichita Roncalli, al secolo Giovanni XXIII:

                  « […] occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia APPROFONDITA ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi. Altro è infatti il deposito della Fede, cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro è il modo con il quale esse sono annunziate, sempre però nello stesso senso e nella stessa accezione. »

                  (Papa Giovanni XXIII – Discorso per la solenne apertura del SS. Concilio, 11 ottobre 1962[6])

                  Alla luce di quanto su scritto e dichiarato dal Roncalli, non le pare che questo AGGIORNARE, che fa il paio con “altro è il modo con il quale esse sono annunziate”, non sia squisitamente ingannatorio?

                  Per quanto riguarda il resto, le ricordo che i documenti del CVII fanno parte del Magistero Autentico, come dichiarato dallo stesso Roncalli nel discorso di apertura, in cui si affrettò a specificare che, essendo impossibile definire nuovi dogmi, la funzione del concilio era quella di discutere i dogmi alla luce dei tempi moderni (!). Faccio parlare per me Mons. Ligorio, Arcivescovo di Matera:

                  ” il Concilio non ha sancito alcun dogma e pertanto non può essere definito dogmatico e questo é un dato certo. Pertanto é da escludere questa visione che mi sembra esagerata e fuorviante”. Dunque scartiamo quella dogmatica: ” il Vaticano II venne indetto dal Beato Giovanni XXIII per motivi squisitamente pastorali in quanto la Chiesa nel linguaggio e nalla pastorale doveva adeguarsi ai tempi, cambiare modo di parlare anche se le verità di fede erano e rimangono immutabili. La Chiesa non muta la sua dogmatica e la tradizione.”

                  Le faccio presente inoltre che io non ho trattato nessun documento del CVII. Le ho semplicemente detto che il documento dell’allora card Ratzinger mi sembra in linea con la prosa nebulosa dei documenti del Concilio. Tutto qui.

                  Per quanto riguarda Buzzi, la sua tesi è smentita da diversi Cardinali e Monsignori, tra cui Mons. Cassidy e Don Luigi Villa, come le ho scritto su. Per questo la invito di nuovo a postare i documenti della nuova teoria della giustificazione e, sarò ben lieto di confrontarla con i canoni del Concilio di Trento, che ha potestà assoluta sul documento di Woytjla.

                  0

    • domenico ha detto in risposta a Mum

      Adesso Enzo Bianchi o Forte accuserebbero Mancuso in quanto progressista come se loro due fossero tradizionalisti!
      Mum, cerca un altro argomento dai.

      0
  10. nicola ha detto

    Certo che siete sorprendente. Molti di voi sono difensori della democrazia bombardante degli americani, della libertò di pensiero, di stampa, ecc.
    E vi accanite contro uno studioso di teologia come Mancuso.
    Ma che democratici siete?

    0
    • Karma ha detto in risposta a nicola

      Ecco i confusi devoti di Mancuso che escono allo scoperto…bravi! Abbiamo nicola il comunista che difende Stalin e l’Unione Sovietica, abbiamo il laicista ministrel che aggredisce i credenti proponendo argomenti anticlericali e poi chi altri. Ecco fate vedere al mondo quanto siete nemici della chiesa, è il servizio più grande che potete farci.

      0
      • minstrel ha detto in risposta a Karma

        Di grazia dove ho detto qualcosa di contrario al magistero contemporaneo? Ho scritto e citato, diversamente da altri credenti razionali qui commentatori, il catechismo, ratzinger teologo, Mons. Nicola bux, dichiarazioni congiunte firmate da altissimi vertici della Chiesa. E a leggere bene si troverà che il sottoscritto giudica la teologia di Mancuso forse peggio di Mons Forte. Ma leggete o commentate in base ai mi piace? Non voglio e non posso crederlo allora chiedo semplicemente di rispondere restando in argomento e argomentando. Comunque consiglio la lettura di “dogmatica cattolica”, il libro per eccellenza di dogmatica del neoprefetto Muller. Poi le mie parole, che sono parole di cristiano cattolico stando a quel che dicono i Don a cui mi rivolgo, non sono Vangelo e chiunque può meglio erudirmi su concetti come questi, difficili e cui tutti in fondo non sono che eterni studenti.

        0
    • francesco ha detto in risposta a nicola

      Non ci si accanisce contro la persona, ma contro le idee di questa persona che sono in palese contraddizione con la Chiesa alla quale lui dice di appartenere. E’ lecito e doveroso rispondere ad un fratello che sbaglia, non c’entra nè democrazia nè altro.

      0
  11. EquesFidus ha detto

    L’atteggiamento di Mancuso verso i cattolici è disarmante: non solo perché la sua replica è chiaramente un modo per coprirsi le spalle, senza riuscirci, per aver diffuso le ennesime notizie false sulla morte del card. Martini. Inoltre, è la dimostrazione del fatto che essere teologi certificati come tali non vuol dire essere fedeli alla Chiesa: pure Lutero, se è per questo, era un teologo, e si vedano le terribili conseguenze della sua “teologia”. Preferisco illimitatamente di più una Santa Canterina da Siena: non aveva alcun titolo di studio, anzi era analfabeta, però per il suo amore verso Cristo e la Chiesa e le sue acute osservazioni è stata dichiarata Dottore della Chiesa. Mancuso, al massimo, verrà dichiarato Dottore degli Gnostici.

    0
« nascondi i commenti