«Grazie per non aver abortito», lettera di un bambino cresciuto a sua madre


di Stefano Bruni*
*pediatra

 

Questa lettera è dedicata a mia mamma ma è dedicata anche a tutte le altre mamme presenti e future, perché troppo spesso dimentichiamo di ringraziarle per averci messi al mondo e per averci amati per una vita intera nonostante i tanti condizionamenti provenienti dal mondo che le circonda.

 
 

Cara mamma,

oggi ho deciso di scriverti una lettera. Non l’ho mai fatto prima d’ora perché davo per scontato che tu sapessi già tutto quanto ho da dirti: le mamme leggono in profondità nel cuore dei propri figli fin da quando, piccolissimi, ancora non sanno esprimersi, fin da quando, ancora nel loro grembo, ne sognano il futuro.

Ma in realtà non bisognerebbe mai dare nulla per scontato, soprattutto quando si tratta di dire ad una persona che ci ha sempre amato quanto le siamo grati per il suo amore. Soprattutto di questi tempi, nei quali è più facile pensare solo a se stessi, essere egoisti. Ed è per questo che oggi ho deciso di scriverti.

Grazie per avere concepito l’idea di mettermi al mondo, prima ancora di avermi concepito, insieme a papà, “materialmente”, donandomi fin da subito un po’ di te stessa e un po’ di quello che è papà attraverso i vostri cromosomi ed i vostri geni. Ed infatti io oggi sono il ritratto di papà fisicamente e assomiglio molto di più a te se parliamo del mio carattere, della mia sensibilità. Ho in me tanto di voi ma sono anche così diverso da te e da papà. Nel bene e nel male, sono un essere umano vivente unico e irripetibile e questo è un fatto biologico certo ed indiscutibile ma anche il miracolo della vita umana. Se non mi aveste concepito o non mi aveste fatto nascere oggi io non ci sarei. Magari la cosa importa a pochi ma a me, siatene certi, importa moltissimo.

Grazie per avermi portato dentro di te per nove lunghi mesi, nonostante le nausee, il dolore alla schiena, la difficoltà a dormire e a trovare una posizione comoda per distenderti, a causa dell’addome che mano a mano che io crescevo in te si dilatava e si tendeva nel tentativo di contenere la mia vitalità e la mia tensione verso l’esterno, verso il giorno in cui avrei preso il mio spazio nel mondo.

Grazie per avermi passato ferro per il mio sangue, calcio per le mie ossa, zinco per il mio sistema immunitario ed ogni altro nutriente che ho sottratto al tuo sangue, alle tue ossa, al tuo organismo per crescere nei novi mesi del mio sviluppo come embrione prima e come feto poi. Grazie per avermi accarezzato, attraverso il pancione, per avere accompagnato con un sorriso ogni mio calcetto, anche quando ti dava un po’ fastidio o ti svegliava la notte o ti procurava un dolce dolore.

Grazie per avere sopportato l’ansia di una minaccia di aborto che ti ha limitato nelle tue attività quotidiane. Grazie, mamma, perché quando un medico ti ha detto: “Signora, o lei o suo figlio”, tu non hai pensato per un solo momento di rinunciare a me ma hai messo la tua vita in pericolo per non danneggiarmi, per permettermi di vedere la luce; non hai rinunciato alla speranza di vedermi, magari anche solo per poco, non hai mai anteposto il tuo diritto alla vita al mio, il tuo diritto e quello di papà ad una vita felice insieme, al mio diritto di crescere e trovare giorno dopo giorno il mio posto nella vita.

Grazie per avere benedetto ogni doglia, ogni contrazione di un apparentemente interminabile travaglio e poi ogni punto di sutura ed i dolori dei giorni successivi. Grazie per avermi nutrito dopo avermi fatto nascere così come mi avevi nutrito dopo avermi concepito, perché non sono mai stato un grumo di cellule, per te, ma l’abbozzo di un essere umano in via di sviluppo. Grazie per le migliaia di pannolini cambiati senza mai protestare, per le notti insonni passate a consolare i miei pianti senza brontolare, per i viaggi con papà cui hai rinunciato serenamente in seguito alle mie malattie di bambino, per le preoccupazioni che ti ho dato quando ero ragazzo così come per quelle che ho continuato a darti ora che sono uomo e padre a mia volta (ma per una mamma, si sa, il suo bambino è sempre il suo bambino) senza mai farmi pesare i miei comportamenti.

Grazie per avermi insegnato giorno dopo giorno cosa può fare l’amore nella vita delle persone, come può contagiarle. Grazie per avermi insegnato il rispetto degli altri, il potere negativo di un broncio e quello positivamente devastante di un sorriso. Grazie per avermi insegnato che la vita è un dono meraviglioso che è nostra ma non ci appartiene, perché è un dono che Qualcun altro ci ha fatto servendosi dei nostri genitori. E che come tale non ne decidiamo noi l’inizio né possiamo decretarne una fine anticipata o, viceversa, possiamo allungarla di un solo istante a nostro piacimento. Grazie perché mi hai insegnato che la vita va sempre difesa, soprattutto quando è più debole o sofferente, malata, stanca.

Grazie per tutti i sacrifici che hai fatto, insieme a papà (e li conoscevate già tutti, fin dal primo istante, perché tu e papà eravate giovani, sì, ma non sprovveduti), anche economici, per farmi crescere sano, studiare, diventare quello che oggi sono e che mi piace essere diventato, con tutti i miei limiti ma anche le grandi possibilità di lavorare sui miei punti di debolezza per trasformarli in punti di forza.

Il mio lavoro mi ha portato e mi porta quotidianamente a contatto con bambini sofferenti, malati, malformati. Mi sono domandato spesso se oggi ti ringrazierei se io fossi stato uno di questi bimbi malati. Ma come una mia eventuale malattia avrebbe potuto offuscare tutto ciò che avresti fatto comunque per me? Mi avresti forse voluto meno bene? Avresti rinunciato a me? Non avresti forse sopportato maggiori sofferenze, fisiche e psicologiche, a causa della mia stessa sofferenza? E allora come non avrei potuto ringraziarti comunque, anzi con ancora maggiore gratitudine?

Grazie mamma, di tutto. Grazie per avermi amato da sempre, fin dai tuoi sogni di ragazzina, mentre giocavi con le bambole; perché, checché ne dicano certuni, il desiderio della maternità, se non viene volutamente soppresso, è innato in ogni donna. Grazie perché mi amerai fino al tuo ultimo giorno e, ne sono sicuro, anche dopo.

Tuo figlio

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16 commenti a «Grazie per non aver abortito», lettera di un bambino cresciuto a sua madre

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  1. G.T. ha detto

    L’ultimo grazie va a te, Stefano Bruni! 🙂

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  2. Qumran ha detto

    Che intensità…grazie. Diamo le cose per scontate…ma da quando mandano i radicali in giro liberi per strada ogni bambino dovrebbe ringraziare ogni giorno di essere nato!

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  3. EnricoBai ha detto

    La cosa che mi fa più ridere è che Luigi Pavone e tutti gli abortisti per ringraziare la madre dovranno dire: “grazie mamma che non la pensavi come me”!

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  4. StefanoPediatra ha detto

    Ah, per chiarire: ciò che potrebbe sembrare una dimenticanza in realtà non lo è. La lettera è dedicata, come scritto nella premessa, a tutte le mamme presenti e future. Non ho dimenticato tutte le mamme “passate”: è che, come ho scritto nella chiosa della lettera, una volta che una donna è diventata mamma lo è per sempre e continua ad amarci anche dopo il suo ultimo giorno. Una mamma dunque non è mai una mamma “nel passato” perchè è una mamma sempre presente! 🙂

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    • Piero ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Beh… meravigliosa e’ dir poco…

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    • Sophie ha detto in risposta a StefanoPediatra

      Grazie Stefano! 😀

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      • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

        Sophie, ho letto solo adesso il simpatico messaggio che hai copiato e incollato dal sito UAAR circa la cristianofobia in Gran Bretagna. Lo riscrivo qui per chi non l’avesse letto, visto che i commenti all’articolo su Martini sono stati chiusi.

        DanielN scrive:
        5 settembre 2012 alle 14:19
        Ormai è il caso di dirlo: non c’è più religione!
        Ma cristo santo perchè si lamentano continuamente appena,appena gli si torce un peluzzo?
        Ma la devozione tanto millantata? Lo spirito di sacrificio? Il supplizio? Il martirio?
        Son finiti i bei tempi dei cristiani che si facevano arrostire per poter raggiungere le vette della santità da cui contemplare in beatidudine il loro dio?

        In fondo, sono quasi meglio queste persone, che giustificano e gradiscono le discriminazioni giustificandole con il fatto che al cristiano è richiesto tollerarle, piuttosto che quelle che affermano di avere “rispetto per chi la pensa diversamente” e appena esprimi un pensiero diverso ti insultano (v. Bellocchio e Maya Sansa, intervistati per il film “Bella Addormentata”, dei quali ho già parlato).

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        • Sophie ha detto in risposta a Daphnos

          Visto che roba? I commenti lì sono all’incirca tutti così, gli integralisti islamici a confronto sono dei signori. Non ci sbircio più per carità di Dio. Sembrano degli indemoniati, necessitano di un’equipe di psicologi, psichiatri ed esorcisti!

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        • Piero ha detto in risposta a Daphnos

          ‘u picciriddu pare si sia incavolato parecchio, voleva fare il “botto” poverino…
          http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/?id=3.1.3679745325

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          • Sophie ha detto in risposta a Piero

            Purtroppo il film “Pietà” invece ha vinto il Leone d’oro. La storia è praticamente quella di un figlio allo sbando e un pò delinquentello, e di una madre che lo ha abbandonato ma che poi torna quando già garnde. Ovviamente l’accostamento blasfemo non poteva mancare neanche qui sennò poi non si batte cassa e non si è pecoroni come mondo e moda vuole: nel manifesto, il film è rappresentato dall’immagine della donna e del ragazzo con la stessa posa della “Pietà” di Michelangelo.

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      • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

        Dimenticavo, ti ringrazio per la segnalazione, ho provveduto a salvare in memoria il commento!

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  5. Raffaele ha detto

    Che spettacolo!!! Grazie

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  6. Leon ha detto

    Incomentabile,perchè troppo vera e troppo bella per dare commenti.
    Contro ogni rettorica,contro ogni ragione,questa lettera è ragione in se stessa,davanti a tutti quelli che vorrebbero l’insulto della dignità umana durasse in eterno,davanti a tutti quelli,che pensano che un feto sia il sollazzo in una boccetta di formalina,davanti a tutti quelli che osano nella loro follia insultare la dignità dell’umanità,davanti a tutti quelli che pensano che la vita debba terminare nell’immondizia per tutelare solo la loro libertà,o forse la loro schiavitù.A loro dico:non c’è giudizio per voi, nè parola,ma questa lettera sigla la vostra disumanità e con essa la vostra incomparabile imbecillità.
    Voi non sapete nulla di libertà,nè potete insegnarla ad alcuno,insegnatela a voi stessi se nè siete capaci.

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  7. Orbitalia ha detto

    Verrà un giorno in cui i nostri pronipoti, studiando storia a scuola, si chiederanno coma mai fu possibile concepire l’omicidio prenatale; come mai fu possibile farlo con la leggerezza di chi getta una carta straccia; come mai fu possibile chiamare tutto ciò ‘diritto’.
    Ma perché arrivi quel giorno, è necessario che la nostra generazione porti il peso di questa croce, sopporti il fallimento, sopporti il dolore, preghi ed ami.

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  8. Xander ha detto

    Amen

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