Nuovo studio: correlazione tra aborto indotto e cancro al seno

 

di Anna Paola Borrelli*
*teologa moralista perfezionata in bioetica

 

Il tumore al seno è quello che più frequentemente colpisce le donne e rappresenta la seconda causa di morte al mondo, dopo il tumore ai polmoni.  Oltre ai fattori di rischio già noti, quali l’età e la familiarità, i fattori riproduttivi e ormonali, l’obesità o il sovrappeso in menopausa, il diabete, uno stile di vita povero di fibre, frutta e verdura, la scarsa attività fisica, ecc. da diversi anni le ricerche si stanno focalizzando anche sul binomio aborto procurato-tumore al seno.

Un nuovo studio cinese pubblicato nel Febbraio di quest’anno su “Asian Pacific Journal of Cancer Prevention” è stato successivamente diffuso nel mese di Maggio dalla Coalizione Internazionale sull’Aborto/Cancro al seno. La ricerca capeggiata da Ai-Ren Jiang ha messo in luce come il rischio di contrarre il tumore al seno aumenti in seguito ad ogni aborto procurato.

I ricercatori hanno dimostrato che la maggior parte delle donne in pre-menopausa che avevano avuto un aborto procurato hanno un rischio maggiore del 16% di contrarre il cancro. Quelle che, invece, hanno compiuto 3 o più aborti hanno un rischio più elevato dell’1,55%. Nondimeno, si è visto che le donne in post-menopausa che avevano precedentemente abortito hanno maggiori possibilità di sviluppare il cancro mammario e più aborti ci sono, più il rischio aumenta. Così, se dopo un aborto indotto i valori di rischio aumentano del 1,79% volte; con due aborti s’innalzano per 1,85% volte, per poi giungere con tre o più aborti a 2,14% volte. Questa indagine sul legame aborto-cancro al seno va ad aggiungersi agli altri circa 50 studi scientifici e ad una metanalisi tutti orientati in questa direzione.

Quest’ennesima ricerca offre un’arma di protezione in più per la salute della donna e dà un ulteriore spunto di riflessione per l’inviolabilità di ogni vita umana, bene indisponibile e non negoziabile. Non è un luogo comune affermare che l’aborto uccide due volte: una prima uccide contemporaneamente il bambino e la madre (è nota a tutti quella che gli psichiatri definiscono la sindrome post-aborto) e una seconda volta la uccide fisicamente, potenziando il rischio di sviluppare un tumore al seno.

Al di là della propria posizione riguardo all’aborto il valore della salute delle donne va salvaguardato sempre!  Ma occorre anche spingersi oltre, ricordando quello che asseriva Giovanni Paolo II: “Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, libertà vera, pace e felicità!” (“Evangelium vitae”, 6). La legge italiana sull’Interruzione volontaria di gravidanza, facendo riferimento al ruolo dei consultori familiari, ricorda che essi «assistono la donna in stato di gravidanza […] contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza» (L. 194/78, n.2). Assistere la gestante in difficoltà ad accogliere la vita non equivale a sopprimere la vita di suo figlio, bensì aiutarla a realizzare il suo essere donna. Essere dalla parte della donna significa tutelare la sua salute, liberarla da tutto ciò che le impedisce di vivere appieno la sua splendida vocazione alla maternità!

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74 commenti a Nuovo studio: correlazione tra aborto indotto e cancro al seno

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  1. Daniele ha detto

    Il commento che sto per fare non ha nulla a che vedere con l’aborto, ma soltanto con il suo contenitore più vasto: la bioetica.
    Da quando è iniziata a circolare la voce che il Card. Carlo Maria Martini è in fin di vita e che, in quanto malato terminale del morbo di Parkinson, ha rifiutato l’accanimento terapeutico e l’impianto del sondino per l’alimentazione (come a suo tempo fece anche Papa Giovanni Paolo II, malato dello stesso morbo), i laicisti nostrani hanno iniziato a strumentalizzare la vicenda: cioè hanno iniziato ad “usare” le sofferenze di un uomo morente come pretesto per accusare la Chiesa di doppio gioco e di incoerenza (girano frasi del tipo: “la Chiesa vieta ai cittadini italiani di ricorrere al test. biologico, salvo poi permetterlo ai suoi Papi e Cardinali…”) e hanno iniziato a fare il paragone tra le vicende di Martini (ma anche del defunto Papa) da un lato, e quelle di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welby dall’altro.
    Ma è ovvio che tra un malato terminale (di Parkinson, di Alzheimer, di tumore, di AIDS, ecc…) e uno in stato vegetativo persistente o affetto da Sla le cose, anche eticamente parlando, sono ben diverse…
    Certo è che occorre armarsi sempre di una buona preparazione in materia etica e scientifica, oltre che di pazienza, per replicare con efficacia alle subdole castronerie con le quali i laicisti cercano di conquistarsi le simpatie della gente.

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    • Controinformato ha detto in risposta a Daniele

      impianto del sondino per l’alimentazione?
      questa cosa mi lascia molto perplesso.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a Daniele

      Attenzione a fare questi distinguo dimenticando che nei Paesi Bassi l’eutanasia è legalizzata anche, e direi soprattutto, per i malati terminali.
      In realtà è irrilevante se il paziente sia un malato terminale o meno per giudicare eticamente la pratica eutanasica.
      Se infatti si ritiene sbagliato che qualcuno (solitamente un medico) dia la morte attivamente, mediante somministrazione di farmaci, o passivamente omettendo una terapia indispensabile alla sopravvivenza, ad un paziente che ne faccia richiesta, le condizioni fisiche del medesimo non sono determinanti per stabilire l’illeicità della pratica.
      Viceversa per quanto riguarda l’accanimento terapeutico, esso si configura quando vi è una terapia straordinaria e sproporzionata rispetto ai risultati attesi ed è quindi sempre lecito rifiutarlo, anche per la Chiesa. Ma il caso di Eluana ci insegna che il sondino nasogastrico non può configurarsi quale terapia straordinaria e sproporzionata, in quanto cura ordinaria dovuta al paziente sempre e cmq, anche se la morte è imminente. In caso contrario ne dovrebbe risultare un caso di eutanasia per omissione, proprio per la Chiesa.

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      • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

        Per i malati terminali ma anche per chi soffre di tedio e solitudine…le vostre battaglie laiciste, caro Antonio72, hanno dentro sempre il grande intento che si verifichi il piano inclinato.

        Mi fa piacere che ti stai avvicinando sempre più al pensiero nazista, in quanto secondo te per somministrare l’eutanasia “è irrilevante se il paziente sia un malato terminale o meno”.

        Mi fa piacere anche che ti sei contraddetto. Ora il sondino di Eluana sarebbe stato per te “cura ordinaria dovuta al paziente”, mentre pochi giorni fa sbraitavi perché era accanimento terapeutico.

        P.S.
        Come mai stai sempre a parlare di Chiesa? Voi laicisti non avete altre ossessioni?

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        • Antonio72 ha detto in risposta a Salvatore

          Quindi secondo te l’eutanasia applicata su un malato terminale è meno eutanasia di quella applicata su un malato non terminale?
          Ovviamente mi riferivo alla posizione della Chiesa, non alla mia. Quindi semmai è la Chiesa che si contraddice.

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          • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

            Dai..? Davvero hai tirato in ballo ancora la Chiesa? Che strano…e guarda un po’…il mitico Antonio trova un’ennesima contraddizione…quando interviene lui non c’è scampo ragazzi 🙂

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          • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

            Sempre tiri in ballo la Chiesa… Il tuo sport preferito: dare addosso alla Chiesa.
            La tua frustrazione è dimostrata.

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      • StefanoPediatra ha detto in risposta a Antonio72

        Antonio, capisco il divertimento che genera il provocare tanto per provocare e poi magari vantarsene con gli amici bevendosi insieme una birra. Ognuno utilizza il proprio tempo ed i propri neuroni come preferisce ma a volte mi chiedo se sia del tutto ragionevole…

        Comunque, come ho spiegato anche in una discussione precedente, fa una grandissima differenza se una persona è nell’imminenza della morte o non lo è quando parliamo di eutanasia e di accanimento terapeutico. Questa differenza è rilevante anche in quanto può determinare il cambiamento di status delle cure ordinarie (alimentazione e idratazione) da normali e proporzionate a sproporzionate o addirittura nocive.

        Provo a spiegare meglio: mi rendo conto che ho già scritto cose molto simili in precedenza ma vediamo se riesco ad essere più chiaro questa volta. Repetita iuvant.

        Idratazione e nutrizione, indipendentemente dalla loro modalità di somministrazione ad una persona, sono cure ordinarie: rifiutarle o negarle quando una persona, seppur malata, non nell’imminenza della morte, significa provocare la morte.

        Nel momento invece in cui una persona è nell’imminenza della morte, quando si sono irreversibilmente e irrimediabilmente avviati processi di insufficienza d’organo (incapacità dell’intestino di assorbire alimenti, insufficienza epatica, insufficienza renale e conseguente impossibilità da parte del rene di svolgere le sue normali funzioni con la conseguenza di accumulare liquidi e determinare la formazione di edemi, anche a livello polmonare, scompenso cardiaco, … e potrei continuare) alimentazione e idratazione diventano esse stesse accanimento terapeutico e addirittura possono aumentare le sofferenze del moribondo. Se un paziente, nell’imminenza della morte, è in insufficienza renale irreversibile a causa di una patologia in fase terminale, continuare ad idratarlo sarebbe come accanirsi contro di lui con una dialisi la cui utilità è nulla o decidere di trapiantarlo con reni funzionali.

        Nelle condizioni descritte dunque, sospendere o rifiutare l’idratazione non configura affatto l’eutanasia mentre proseguirla potrebbe configurare un accanimento terapeutico.

        Per ciò che riguarda Eluana Englaro hai detto bene: nel suo caso, non essendo in condizioni d’insufficienza d’organo e quindi non essendo nell’imminenza della morte, alimentazione e idratazione erano cure ordinarie e proporzionate al suo status di persona viva. Toglierle ne ha provocato la morte anticipata. La situazione del Cardinal Martini era completamente diversa: proseguire alimentazione e idratazione non ne avrebbe aumentato di un solo attimo la vita che stava spegnendosi da sola.

        Poi si può dire quello che si vuole e falsare la realtà per i propri interessi accusando magari gli altri (nell’occasione la Chiesa) di incoerenza. Ma l’essenza vera delle cose non cambia.

        Buona giornata. 🙂

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  2. Antonio72 ha detto

    In realtà la salute della donna non può essere sempre salvaguardata per la semplice considerazione che lo stato di salute di un individuo spesso deriva proprio dalle sue libere scelte. Dunque la donna potrebbe accettare di sua volontà il maggiore rischio di contrarre tumore al seno come per es. il fumatore accetta di contrarlo al polmone (e di fatto lo fanno entrambi).
    Credo quindi che serva a poco, o a nulla, questa sorta di conversione della donna in chiave salutista. E per certi versi mi ricorda certe erronee convinzioni del passato, quando si credeva che il peccato fosse ripagato con la malattia ed il peccatore ne subiva le conseguenti minacce, tipo: “Se abortisci ti viene il tumore!”. A me questa tendenza attuale di convertire le persone su fondamenta materialiste appare quasi l’ultima spiaggia di colui che non sappia più, neanche convincere, ma proprio comunicare in termini spirituali.

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    • Andrea ha detto in risposta a Antonio72

      Chi necessita del supporto della minaccia implicita del rischio di cancro, come fattore influente sulla scelta di abortire o meno, sulla carta dovrebbe non aver capito niente dell’approccio cattolico, almeno per come me lo avete raccontato fin qui.

      Se l’aborto prevenisse il tumore invece che indurlo, io stesso, che sono pro aborto , non la userei come argomentazione a supporto, perche’ non avrebbe molto senso.

      questa frase e’ quindi un po’ sospetta> “dà un ulteriore spunto di riflessione per l’inviolabilità di ogni vita umana”, sostenere che il livello di violabilita’ della vita umana sia proporzionale a quanto tale azione nuoce o giova ad un’altra e’ un bell’esempio si, ma di relativismo…Concetto che se non ricordo male odiate tutti…

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Andrea

        Ah Andrea, allora sei tu. Per un momento mi sono illuso..
        In realtà la letteratura europea è zeppa di quell’approccio cattolico che censuri, ovvero la sofferenza fisica quale percorso necessario per arrivare al pentimento e alla conversione. E’ proprio dalle parole ereditate “fisica” e “necessario” che emergono tutti questi fraintendimenti.
        Si vede che per la conversione della donna diventano superflue tutte le infinite discussioni sulla sacralità del feto/embrione che evidentemente non attecchiscono abbastanza nell’animo femminile, così come nell’utero.

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        • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

          @Antonio72

          La frase “la letteratura europea è zeppa di quell’approccio cattolico che censuri” non ha nessun senso in italiano, ma sono sicuro che nelle tue ire complottiste avrà avuto anche un significato.

          Non si capisce cosa significhi “conversione della donna”, e mi stupisce tutta questa attenzione che voi laicisti avete all’improvviso per loro. Voi che volete tener loro nascosti i rischi dell’aborto, fregandovene della loro salute.

          Argomento sciocco quello di opporsi a questo articolo “tecnico” affermando che allora si è smesso di opporsi all’aborto ragionando sulla sacralità della vita umana. Anche tu in questo tuo commento non hai parlato dei diritti riproduttivi e della libertà etica di autodeterminazione sul proprio corpo fino ad uccidere un’altra vita umana…dunque diventano superflui tutte i tuoi sermoni in questo senso.

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      • Salvatore ha detto in risposta a Andrea

        @AndreaAteista

        Argomento molto banale…per voi l’informazione è una minaccia, d’altra parte le donne le trattate così: http://www.uccronline.it/2012/07/08/troppe-donne-molestate-ai-raduni-atei-serve-un-codice-etico/

        Paragonare l’aborto al non aborto, come hai fatto tu, è un giochino stupido che può ingannare solo Antonio72.

        La questione è che queste evidenze scientifiche, che infastidiscono tanto voi laicisti, impongono una riflessione vera sul fatto che l’aborto possa essere davvero la soluzione ai problemi che spingono a praticarlo, per il 99% finanziari.

        Volete ignorare la scienza che vi parla di embrione come essere umano, va bene. Volete arrogarvi il potere di decidere chi deve nascere e chi deve morire, va bene. Ma non dite che l’aborto serva per la salute della donna.

        Il relativismo è inesistente perché in ogni tua frase c’è come fondo il concetto di verità, dichiararsi relativisti -come fai tu- è un’affermazione di verità e dunque è fin da subito un giochino per persone contraddittorie e poco ragionevoli.

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        • Andrea ha detto in risposta a Salvatore

          Norberto??? Dai un voto a questo messaggio .

          “ll relativismo è inesistente perché in ogni tua frase c’è come fondo il concetto di verità, dichiararsi relativisti -come fai tu- è un’affermazione di verità”

          vedo che hai studiato filosofia al liceo, mi auguro tu non abbia continuato.

          “Ogni sistema formale è incoerente o incompleto”, accusami pure di incoerenza e sorvola su come hai reso completa la tua interpretazione del mondo.

          ma aspetta un attimo se le cose stanno così, allora la frase che ho appena detto è una verità assoluta, e quindi il suo contenuto è falso, ah ma allora è vera e così via. Io vado a bermi un caffè.

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    • Azaria ha detto in risposta a Antonio72

      Beh! Antonio, tanto per cominciare con questi risultati si abbatte la leggenda che chi è pro aborto è a favore della salute della donna, ti sembra poco?

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Azaria

        Ma solitamente si intende la salute psichica. Le donne che ricorrono all’aborto per salvaguardare la propria salute fisica, ovvero in parole povere per salvarsi la pelle, credo che si contino sulle dita delle mani. E non credo che si possa ragionevolmente contestare la pratica abortiva in questi casi, cioè nel caso di scambio vita per vita. Nessuna donna con la testa sulle spalle può ritenere l’aborto una pratica salutare dal punto di vista fisico.

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        • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

          Sulla salute psichica è già stata messa una pietra tombale: http://www.uccronline.it/2010/04/22/studi-scientifici-dimostrano-lesistenza-della-sindrome-post-aborto-pas/

          Fino a poco tempo fa voi laicisti insegnavate che l’aborto è più salutare che portare a termine una gravidanza, fa piacere dunque che abbiate cambiato idea per l’ennesima volta.

          Queste notizie vi infastidiscono così tanto perché vi fanno emergere dei rigurgiti di coscienza sul vostro tentativo di nascondere alle donne i gravissimi rischi dell’aborto.

          Ecco dunque un altro argomento -il legame aborto/cancro al seno- da inserire nel grande fardello della opposizione all’aborto e nella sua prevenzione. E intanto Antonio72 rode… 🙂

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Salvatore

            Ti ricordo che l’adeguata informazione alla donna è già prescritta nella stessa legge 194. Non contesto affatto l’informazione, qualora corretta ed esposta senza assumere toni minacciosi o paternalistici, se l’ultima parola resta cmq alla donna.
            Ribadisco il mio pensiero: sono contro l’aborto, ma anche contro la coercizione della donna a non abortire, che la storia ci insegna è del tutto inutile, anzi proprio controproducente.
            Il compito della Chiesa è di educare la coscienza della donna in questo senso. Nel caso specifico non condivido la modalità con la quale si pensa di educare la coscienza della donna, e ho già spiegato le motivazioni. Tutto qui.

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            • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

              Antonio sei una contraddizione unica lo sai? Innanzitutto ritieni che dimostrare il legame aborto/cancro sia “assumere toni minacciosi o paternalistici”. Invece io penso che negarli, come fai tu, sia battersi per l’aumento del numero di aborti, scongiurando una loro prevenzione.

              Poi affermi che sei “contro la coercizione della donna a non abortire”, eppure sei d’accordo che alla donna venga impedito di abortire dalla 22° settimana in poi, come previsto dalla legge.

              Ed ecco che parti con i tuoi insegnamenti al mondo: “Il compito della Chiesa è di educare la coscienza della donna in questo senso”. Ma qual’è il tuo compito nel mondo Antonio? Io comincerei con l’impegno ad essere meno contraddittorio, che ne dici?

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              • Antonio72 ha detto in risposta a Salvatore

                La minaccia non proviene mai dall’informazione, qualora corretta, ma da come la si brandisce per sostenere una teoria o attaccarne un’altra.
                Non esiste una legge che consenta una libertà assoluta e quindi neanche la legge 194. Tuttavia tra una libertà assoluta a nessuna libertà c’è di mezzo un abisso.

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                • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

                  Il termine “brandire” identifica bene quello che tu vuoi imporre alla realtà. Si vede chiaramente che non c’è nessuna imposizione, ma i risultati di uno studio scientifico che ti disturbano al tal punto da mandarti in confusione.

                  Hai accettato la tua contraddizione, almeno un segno di razionalità comincia ad emergere! Se rileggi la frase “Tuttavia tra una libertà assoluta a nessuna libertà c’è di mezzo un abisso.” riferita alla legge 194, capirai da solo che hai sostenuto che uccidere un essere umano, anche dopo la 22° settimana, si identifica con libertà.

                  Non c’è n’è Antonio, non ce la fai a non contraddirti!

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                • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                  Volevo dire: “tra una libertà non assoluta a nessuna libertà ecc.”

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                • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

                  Io sono contro l’omicidio, ma bisogna lasciare la libertà alle persone.
                  CHE RAZZA DI LIBERTÀ E’?

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                • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

                  Io sono contro l’omicidio, ma bisogna lasciare la libertà alle persone.
                  CHE RAZZA DI LIBERTÀ E’?

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    • domenico ha detto in risposta a Antonio72

      ” Dunque la donna potrebbe accettare di sua volontà il maggiore rischio di contrarre tumore al seno come per es. il fumatore accetta di contrarlo al polmone (e di fatto lo fanno entrambi).”

      come no! tutti sappiamo che il fumo fa venire il cancro… quante donne vengono informate dei rischi fisici (e psicologici) dell’aborto?
      A quante donne che si sottopongono all’aborto vengono presentati questi studi sulla relazione aborto/cancro?

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    • Salvatore ha detto in risposta a Antonio72

      @Antonio72
      Evidentemente tu non vuoi che la donna sia informata perché temi che possa non abortire, e invece ben vengano questi studi che rendono un enorme contributo a chi cerca di prevenire l’aborto, informando accuratamente la donna delle conseguenze secondarie della sua scelta, perché la prima è la soppressione della vita umana che tanto desiderate voi laicisti.

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  3. Luigi Pavone ha detto

    Come Andrea_Ateista, sono un abortista. L’abortista non è a favore dell’aborto, ma a favore della sua legalizzazione. Non mi risultano esserci studi che dimostrano correlazioni tra la legalizzazione dell’aborto e cancro al seno. Piuttosto esistono studi che dimostrano correlazioni tra la NON-legalizzazione dell’aborto e danni per la salute delle donne, tra NON-legalizzazione e tassi più elevati di mortalità tra le partorienti.

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    • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Tu sei per la legalizzazione dell’omicidio infantile!

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      • Giulia ha detto in risposta a G.T.

        Questa mi pare un’espressione francamente esagerata, per non dire “da evitare”…. Si può dissentire sulla liceità morale o meno della legge 194 ma dire a chi è favorevole alla sua applicazione che è a favore “dell’omicidio infantile”… Sono termini forti e che mi guarderei bene dall’usare. Io sono a favore e NON mi reputo un’omicida né una persona violenta. Vi sono modi assai preferibili per esprimere il proprio dissenso, se posso dirlo! Né, con questo argomento diciamo “forte” si può far cambiare idea a qualcuno o pensare d’instaurare un dialogo costruttivo! Ma come si fa a pensare che esser a favore della 194 significhi essere a favore dell’ “omicidio infantile”? Per favore, non scherziamo….

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        • Laura ha detto in risposta a Giulia

          Forse Giulia non sei abituata a pensare a cosa sia l’aborto, ovvero l’omicidio (altro termine non c’è) di un essere umano unico e irripetibile nella prima fase della sua esistenza. Ovviamente tu sei a favore, forse in modo inconsapevole, ma sei favorevole.

          “Omicidio infantile” è un termine forte, ma rispecchia la realtà.
          “Omicidio”: ” soppressione di una vita umana ad opera di un altro essere umano”. Vero o no che l’aborto è questo?
          “infantile” (da “infante”): “un bambino in tenera età”. Forse questo termine è poco corretto perché l’embrione non è un bambino, ma è embrione appunto. Come l’anziano non è un bambino ma è un anziano. Il percorso dell’uomo è chiaro: embrione-feto-bambino-adolescente-adulto-anziano. L’uccisione dell’embrione, legalizzata dalla 194, è un omicidio.

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        • Sophie ha detto in risposta a Giulia

          Scusa Giulia, ma al primo mese di gravidanza ti risulta che eri un fagiolo o un cece?

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        • G.T. ha detto in risposta a Giulia

          Io mi esprimo come meglio credo. Nonostante tutto, capisco questa tua reazione. Appoggi l’aborto e non hai il coraggio di dire a te stessa cos’è.
          Ormai alcune donne sentono di avere il potere di reprimere. Un potere concesso dallo Stato.
          Un potere sporco.
          Un potere dato solo ai dittatori.
          Uccidere un essere in potenza che ha tutta la dignità di un bambino, di tuo padre, del tuo vicino… è proprio crudeltà pura.

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    • domenico ha detto in risposta a Luigi Pavone

      In molti paesi il tasso di mortalità è alto perchè non ci sono strutture mediche efficaci e non perchè ci sia l’aborto illegale. Dai a questi paesi un sistema medico ospedaliero efficace e vedrai che il tasso di mortalità scenderà drasticamente.
      Tanto per sapere la maggior parte di questi morti dipendono dalle infezioni ospedaliere.

      Caso emblematico l’Irlanda: aborto illegale ma uno dei tassi più bassi del mondo.

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    • Uomovivo ha detto in risposta a Luigi Pavone

      L’abortista non è a favore dell’aborto, ma a favore della sua legalizzazione.

      È un’espressione codarda, ingannevole e ambigua per poter dire “sono a favore del controllo delle nascite”, il che è un’espressione altrettanto codarda, ingannevole e ambigua per assicurarsi che non ci saranno nascite da controllare.
      I miei auguri.

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    • Salvatore ha detto in risposta a Luigi Pavone

      “L’abortista non è a favore dell’aborto, ma a favore della sua legalizzazione”
      E’ il solito giochino di Pavone, ci ha provato mille altre volte.

      Sono costretti a negare pure le correlazioni tra aborto e cancro al seno di fronte agli esiti scientifici…non sanno dove andare!

      Non esistono correlazioni tra NON legalizzazione dell’aborto e danni alla salute della donna, come dimostrano i dati in Irlanda e Cile: http://www.uccronline.it/2012/01/08/nuovo-studio-lirlanda-e-un-paese-giovane-e-sano-grazie-al-divieto-di-aborto/ e http://www.uccronline.it/2012/05/21/studio-scientifico-laborto-illegale-non-aumenta-la-mortalita-materna/

      0
  4. G.T. ha detto

    Un governo serio dovrebbe smetterla di dar da mangiare a componenti parassitari della Società sessantottini.
    Dovrebbe considerare l’aborto come omicidio e restituire grazie alle vittime di questi 40 anni!
    Bisogna smetterla con gli approcci “soft”.

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  5. Laura ha detto

    Ora ci vuole diffusione di questi dati, fino ai consultori!!

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  6. Luigi Pavone ha detto

    L’ipocrisia e la codardia sono purtroppo altrove (respingo al mittente tali insinuazioni). Infatti, si può parlare di diffondere tali studi scientifici nei consultori perché i consultori esistono, ed esistono perché l’aborto è legale. Nessuna informazione, nessuna assistenza al fine di rimuovere gli ostacoli alla gravidanza potrebbero essere invocate se l’aborto non fosse legale (ecco l’ipocrisia). Allora l’ipocrisia è piuttosto in coloro che da un lato sono contrari alla legalizzazione, dall’altro incitano a prassi che consolidano la legge, invece di abrogarla. Se uno ritiene che una legge è sbagliata, si batte per abrogarla e non ci gira attorno (ed ecco la codardia).

    La mia opinione è che l’essere contrari alla legalizzazione dell’aborto sia diventato in Italia una teoria “filosofica”, una posa intellettuale i cui unici eventuali effetti pratici sono acquisire benemerenze in strutture ospedaliere (le quali, com’è noto, sono politicizzate) o universitarie in cui quella “teoria”, quella posa meramente intellettuale è desiderata.

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    • Xlove ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Nei consultori, negli ospedali..non è questo il punto. Dato che l’aborto è legale occorre almeno tentare di prevenirlo e questo è uno dei tanti modi, ovvero parlare anche della salute della donna e dei rischi. Non c’è nessuna ipocrisia ma una attenzione globale al problema, ora su un aspetto ora su un altro.

      La tua opinione non la commento perché è fin troppo sempliciotta, spero di non offenderti però. Invito invece tutti voi “abortisti contrari all’aborto” ad aiutarci a prevenire l’aborto, perché finora impedite soltanto che questo venga fatto tenendo la donna nell’ignoranza sui rischi.

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      • Luigi Pavone ha detto in risposta a Xlove

        E’ sbagliato dire “dato che l’aborto è legale occorre almeno tentare di prevenirlo”. E’ più corretto dire: dato che l’aborto è legale, in virtù del fatto di essere legale, siamo nelle condizioni per prevenirlo.

        ps. Non mi offendo. Io sono un sempliciotto!

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        • Xlove ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Non mi pare che tu abbia corretto nulla, hai soltanto aggiunto un inciso che era dato per scontato nella mia frase. Accogliendo comunque la mia risposta, hai confermato l’errore nella tua posizione a cui questa risposta era indirizzata.

          Hai interesse ad aiutarci a prevenire l’aborto Luigi? Per renderlo illegale ci penseremo noi, ma tu aiutaci almeno a prevenirlo e credo che questo articolo ci possa essere d’aiuto per convincere (senza ingannare) una donna a lasciarsi aiutare economicamente, ad esempio.

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        • Leon ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Che bel sofismo posso esprimerti i miei complimenti.No sul serio non è ironia.

          Ipotesi:Legalizzano le droghe pesanti.

          Dato che le droghe pesanti sono legali,per il fatto che sono legali,possiamo prevenirle.

          Mi sfugge qualcosa:

          Dato che sè cio avenisse,e sicuramente saprai quanto me che è la mafia che controlla questi trafici nella maggioranza nel mondo,non necessariamente quella italiana.

          Come possiamo prevenirla se la legalizziamo?Facendo i mafiosi politici?

          “L’abortista abortirebbe se stesso?E il relativista sà relativizzare se stesso?”

          Logica:Alla domanda Ti piace la vita?La vita è bella?Vuoi vivere?

          Se Si,dici “Voglio vivere”,non è possibile fare questa affermazione perchè se sei per l’aborto e sai che senza nascere non potresti vivere,per rispondere Si,devi amettere che vuoi nascere,ma tu sei per l’aborto,dunque non ti importa se nascevi meno,Vivere dipende ineludibilmente anche dal nascere.

          E contradditorio dire che:

          “Voglio vivere e non volevo nascere”.Come potevi vivere senza nascere?

          Sofismo possibile in un uscita:

          “Ma quando ero una cellula non ero cosciente.”

          Ma dunque perchè l’affermazione da cosciente “di qui e ora”, travalica il concetto di non cosciente?.Infatti anche l’affermazione di qui sopra è di un essere cosciente espressa in :”ma la cellula non era cosciente”,cosa ne sai dunque se ti è impossibile fare esperienza della non coscienza,del fatto che saresti voluto essere abortito?

          In entrambi i casi puoi esprimerlo qui e ora.Qui e ora devi dire se la vita sussiste perchè sussiste il nascere,non potresti vivere senza nascere,dunque se affermi di non voler vivere affermi anche di non voler mai essere nato nato.Ma il fatto che non vorresti vivere,lo pensano solo i suicidi,non pare razionale questa cosa.

          Conclusione:

          Facciamoli nascere e poi che esprimano loro sulla loro vita senza che noi gliela processiamo a priori.

          Se un’uomo ha diritto di non essere schiavo di nessuno ha dunque diritto di nascere e di non essere schiavo dell’idea degli altri.Che sia lui, quando cresce, a decidere se la vita li piace e dunque se voleva nascere,non noi al suo posto,e questo significa essere liberi e permettere la liberta anche di coloro che un giorno dovranno pur sostituirci.

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          • Leon ha detto in risposta a Leon

            Una libertà che non permette libertà,non è libertà è tirannia.

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            • Leon ha detto in risposta a Leon

              Solo i tiranni uccidono la libertà futura per la loro.
              Solo gli uomini liberi,liberi da ogni cosa,uccidono la propria libertà per lasciarla ad altri.

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    • Uomovivo ha detto in risposta a Luigi Pavone

      Sì, molto interessante il giochino dello specchio riflesso.
      In pratica davanti casa tua si crea uno scompiglio perché molti vicini vogliono abbattere un lampione. Arriva il vicino cattolico che espone le sue ragioni per non commettere un tale reato. Tu insieme agli altri lo mettete al tappeto, vi avventate sul lampione e in pochi minuti viene divelto. Vi stringete le mani e vi congratulate l’un l’altro.
      Poi col tempo le cose visibilmente si complicano. Ci si accorge che alcuni hanno divelto il lampione perché lo volevano da un altra parte; altri perché volevano il ferro vecchio; altri ancora perché volevano l’oscurità; alcuni pensavano che quel lampione fosse inadeguato, altri che fosse eccessivo; alcuni hanno agito perché volevano distruggere un bene comunale, altri perché volevano semplicemente distruggere qualcosa.
      Di notte si scatena la guerra, e tutti sferrano colpi alla cieca. Così, gradualmente giorno dopo giorno, riaffiora la convinzione che il cattolico degli anni ’70 in fondo avesse ragione.
      Ma quello che avremmo potuto discutere alla luce del lampione, dobbiamo ora discuterlo nell’oscurità.
      Di nuovo i miei auguri…ma soltanto a chi abbocca a quelle paroline magiche.

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    • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

      La tua posa intellettuale è fondata nel momento in cui nella tua vita avrai una serie di privilegi sociali elargiti da qualche gruppetto politico, editoriale e farai come si dice carriera. Quindi è più infamante questa tua posizione che altro.
      Non è da tutti fare l’artista o il pensatore, molti di questi che si dichiarano tali sono null’altro che cacciatori d’oro.

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    • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

      La tua posa intellettuale è fondata nel momento in cui nella tua vita avrai una serie di privilegi sociali elargiti da qualche gruppetto politico, editoriale e farai come si dice carriera. Quindi è più infamante questa tua posizione che altro.
      Non è da tutti fare l’artista o il pensatore, molti di questi che si dichiarano tali sono null’altro che cacciatori d’oro.

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    • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

      “La mia opinione è che l’essere contrari alla legalizzazione dell’aborto sia diventato in Italia una teoria “filosofica”, una posa intellettuale i cui unici eventuali effetti pratici sono acquisire benemerenze in strutture ospedaliere (le quali, com’è noto, sono politicizzate) o universitarie in cui quella “teoria”, quella posa meramente intellettuale è desiderata.”

      Semmai è il contrario. I tuoi amici radicali che elargiscono privilegi a chi si batte contro la libertà di coscienza!!! Vogliono ridurre la LIBERTÀ per pura posa intellettuale…Di cosa stiamo parlando Pavone se non di questi gruppi massonici?

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  7. Giulia ha detto

    Sarebbe bello sentire ogni tanto le parole (forti, molto forti) usate qui per deplorare l’aborto, utilizzate per stigmatizzare anche altri fenomeni – che so io, i bambini-soldato dell’Africa, i bambini sfruttati nelle fabbriche del Sudest asiatico, il buco nell’ozono, la deforestazione, le mutilazioni genitali femminili, i ninhos de la rua, ecc….
    Poi, visto che non me ne vergogno – e non vado contro la legge e non uso violenza ad alcuno – non ho problemi a dirlo: sono a favore della 194. Sono a favore della possibilità di interrompere la gravidanza in modo sicuro, senza ricorso a praticone, ferri da calza, interventi mal eseguiti a rischio di morte. Sono a favore di ciò e non mi sento un’omicida per questo, non ho mai usato violenza a chicchessia e non vado in giro a far abortire donne incinte o a sopprimere neonati in culla. Sono una persona esattamente come voi, ho la mia etica e non ho mai fatto male ad alcuno.

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    • Laura ha detto in risposta a Giulia

      Anche nei tuoi commenti sarebbe bello che parlassi e ti battessi con la stessa foga con cui sei a favore della 194 anche contro la discriminazione dei cristiani nel Medio oriente, contro la deleteria politica del figlio unico praticata in Cina, contro la pena di morte negli Usa, contro la violenza praticata contro il diritto di obiezione di coscienza. Sarebbe bello ma non accade mai.

      Sei a favore di una legge che legalizza l’uccisione di un essere umano nella prima fase della sua vita. Ricordati che puoi essere a favore della 194 solo perché i tuoi genitori hanno scelto di non abortire, perché tu sei stata un embrione eppure a te è stato lasciato il diritto di vivere.

      A lei invece hanno cercato di portarglielo via in nome dei diritti della donna, tuttavia è sopravvissuta e di certo non la pensa come te: http://www.uccronline.it/2010/11/26/video-testimonianza-shock-%C2%ABsono-una-sopravvissuta-allaborto-soppressa-per-i-diritti-della-donna%C2%BB/

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    • G.T. ha detto in risposta a Giulia

      Un’etica farlocca è la tua. Falsata in partenza.
      Illuditi, mantieni questa finta calma per non guardare al problema.
      La Verità fa male: non piace, è sempre offensiva ed è tagliente. Si risponde ad Essa con un “non lo so, guardiamo ad altro: c’è dell’altro nel mondo”, una tipica risposta piena di vanità, oppure ci si difende con la legge umana, per sua stessa natura corruttibile.
      Giulia può darsi, forse sei una persona come tanti. Cosa cambia?
      Meglio vivere una vita piena, equilibrata e degna, oppure una vita vissuta secondo il “mondo” (magari lunga)?
      Non vorresti vivere?

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    • Titti ha detto in risposta a Giulia

      Bisognerebbe, come ho già ripetuto diverse volte, lavorare sulla prevenzione, sull’uso dei metodi anticoncezionali, meccanici o meno, dopo di chè, lasciare l’aborto come ultima spiaggia, ma lasciarlo. Il fatto è, che in tempi passati, quando l’aborto era illegale, si praticava ugualmente, con grave pericolo delle donne che vi ricorrevano, e con l’indifferenza dei partner, anche e soprattutto dei mariti, i quali addossavano la “colpa” alla donna di una bocca in più da sfamare. Almeno al giorno d’oggi una ragazza madre non è indicata, magari in passato si abortiva in modo rischioso per sfuggire alla morale pelosa della società…

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    • Leon ha detto in risposta a Giulia

      “Sarebbe bello sentire ogni tanto le parole (forti, molto forti) usate qui per deplorare l’aborto, utilizzate per stigmatizzare anche altri fenomeni – che so io, i bambini-soldato dell’Africa, i bambini sfruttati nelle fabbriche del Sudest asiatico, il buco nell’ozono, la deforestazione, le mutilazioni genitali femminili, i ninhos de la rua, ecc….
      Poi, visto che non me ne vergogno – e non vado contro la legge e non uso violenza ad alcuno – non ho problemi a dirlo: sono a favore della 194. Sono a favore della possibilità di interrompere la gravidanza in modo sicuro, senza ricorso a praticone, ferri da calza, interventi mal eseguiti a rischio di morte. Sono a favore di ciò e non mi sento un’omicida per questo, non ho mai usato violenza a chicchessia e non vado in giro a far abortire donne incinte o a sopprimere neonati in culla. Sono una persona esattamente come voi, ho la mia etica e non ho mai fatto male ad alcuno.”

      —————————————-
      Conosci te stessa.
      Fatti tu feto.

      “Ho la mia etica”

      Cosa è l’etica?

      Cosa è la libertà?
      Chi sei tu per negare la vita?a te non fu negata.E parli solo in potestà del fatto che non ti hanno abortito.

      “Sarebbe bello sentire ogni tanto le parole (forti, molto forti) usate qui per deplorare l’aborto, utilizzate per stigmatizzare anche altri fenomeni – che so io, i bambini-soldato dell’Africa”

      E anche se le deprecassi,che significa deprecarli,sarebbe stato meglio che tutti questi bambini fossero stati abortiti?Ma con che coraggio fai questa morale agli stati se tu non riesci a volere la vita di tua figlio.Le parole in bocca di pietismo per loro ce li hanno tutte,e per cosa,per essere buoni?Per farsi buoni?

      Dimmi chi ha più liberta tu o il figlio che porti in grembo?Per quale assurdo lui non è libero?Per quale assurdo pensi che la tua libertà valga più della sua,per quale assurdo mai?

      E io dico che puoi uccidere quel feto ma quel feto è e rimarrà più libero di te,che a tua volta lo sei stata.
      E io ti dico,che sono un sopravissuto,e che nessuno,nemmeno mia madre nè mio padre,possono essere i miei padroni come se fossi un loro oggettino.Io non sono il giocattolino nè adesso ne quando fui embrione!

      Ma sei libera di fare qualle che vuoi anche di uccidere,”innocenti” che non possono nè parlare nè difendersi.

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  8. Giulia ha detto

    Ah ah quindi ho un’etica del tutto “farlocca” e insomma non so pensare o riflettere e probabilmente qualsiasi idea io propugni è malsana…. E, scusa, come fai a dire ciò?. Tu non mi conosci, non sai nulla della mia vita né di me – e sic et simpliciter decidi che la mia etica è “farlocca” ed io sono evidentemente cattiva, illusa e fallace, dovrei convertirmi ecc…. Ma senti non hai di meglio da fare che decidere chi pensa rettamente e chi no? Potrei ribaltare il tuo discorso ma non intendo dire ad alcuno che la sua etica è “farlocca” o “falsata in partenza” o che la vanità (già già sono donna, ergo dovrei esser naturalmente un supplice vaso che attende di essere riempito”) lo acceca.
    Ripeto a costo di sembrare stupida: non mi conosci, non sai nulla di me, di come vivo, della quantità di azioni che si possono fare in vita come ho fatto io – ed in base al mio pensiero (peraltro legittimamente manifestato, ché l’art. 21 Cost tutela anche me) vien deciso che io “sbaglio” e che il mio pensiero è evidentemente sbagliato…. Mah, io non mi spingerei mai a fare altrettanto con chicchessia, ma sono modi e maniere personali.

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    • G.T. ha detto in risposta a Giulia

      Forse non ci siamo intesi…
      Tu dichiari di essere favorevole all’aborto. Hai idea cosa accidenti voglia significare?
      Non è la stessa cosa di stare lì a farsi quattro chiacchiere.
      Io ho risposto al tuo secondo post: dicendoti, molto cortesemente, che non esiste etica (definibile coerente e sana) a questo mondo che rifiuta l’omicidio, ma accetta l’omicidio infantile.
      Parlavo di vanità perché rifiutavi di guardare a te stessa e preferivi eludere il problema, rivolgendoti agli altri.
      E’ vero che non ti conosco però ritenersi (come hai fatto tu) una persona buona, perché hai detto di rispettare un’etica e di applicarla (senza specificare quale) mi pare francamente sola presunzione … E poi contraddicendoti, poiché rifiuti l’omicidio, ma lo accetti moralmente in secondo nozze con l’aborto.
      Insomma un’etica personalizzata la tua e molto “finto” buonista a tratti per nascondere (come ho già detto) il tuo vero Problema.

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  9. Giulia ha detto

    E quale sarebbe il mio Problema? Sarei lieta di apprenderlo. Inoltre, e a costo di provocare litigi etimologici: per la legge italiana (civile e penale) dichiararsi favorevole all’applixazione della legge 194 non è essere favorevoli all’omicidio o all’infanticidio, giusto per dirlo. Dire a qualcuno che è a favore dell’uccisione di bambini è abbastanza pesante e – sorry! – non penso sia il massimo. Inoltre, sì, mi ritengo una persona buona. Non mi conosci e non hai idea della mia vita: come fai a sapere quel che faccio o non faccio e giudicare di conseguenza? Ritengo preferibile di gran lunga interrompere una gravidanza che non dar corso a fatti assai peggiori: bambini ammazzati subito dopo il parto, gettati nei cassonetti dei rifiuti, violentati e maltrattati – troppi di questi drammi nascono da gravidanze non volute.
    Inoltre potrei ricordarti che esistono in Italia – e nel resto del mondo – moltissime donne che (per motivi loro che sarebbe crudele ricondurre alla “solita” leggerezza e alla quasi-libido che asseritamente avrebbero le donne nell’abortire) hanno interrotto una gravidanza. Molte. E vivono in mezzo a noi, non sono esseri differenti, vivono tra noi nè meglio né peggio di come tutti noi si faccia e, in larga parte, hanno famiglie, figli, compagni, amici – hanno una vita sana e normale, amano e sono riamate, danno e ricevono – esattamente come tutti gli altri. Non hanno una lettera scarlatta addosso. Vivono la loro vita in mezzo a noi. Forse tu stesso, senza saperlo, ne conosci una o più. Davvero siamo circondati da “assassine”, donne crudeli, Jeffrey Dahmer in gonnella che abortiscono per il piacere di farlo???
    Ne ho conosciute diverse – e non lo sono. Anzi, molte di loro sono persone buone e generose. Credimi se bastasse essere anti-aborto per “amare la vita” ed essere brave persone, il mondo sarebbe assai più semplice….! Non capisco perché esser pro- o contro l’aborto sia ritenuto il discrimen fondamentale per valutare la bontà d’una persona – cioè per capirci: io che sostengo la 194 – e possibilmente l’uso di anticoncezionali ché così si evitano gli aborti, e i contraccettivi li usano anche persone cattoliche, credimi – sono, dal punto di vista categoriale, accostabile a gente come Breivik (assassino e per davvero, e vigliacco pure, e disgustosamente fiero di quanto fatto)??

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    • G.T. ha detto in risposta a Giulia

      Il tuo Problema, ma non solo tuo, è quello di rifiutare la vera etica. Possiamo costruirci 100 etiche diverse, ma fare altrettanto cose diverse. Non basta essere etici, credimi.
      Io creo un’etica (coerente) in cui l’omicidio è moralmente accettabile, ma ad esempio la generosità non è moralmente accettabile in quanto è negativa per chi la riceve.
      Ora, quest’etica ipotizziamo sia coerente. Tu dovresti rispettare questa persona? Come dovresti comportarti con essa? Anzi lo Stato se è veramente libero non dovrebbe nemmeno educare quest’individuo, vero?
      Quindi le perversità non sono ascrivibili alle sole azioni negative, spesso ampiamente condannate come nel caso dell’omicidio, ma alle finte etiche.
      Una persona malvagia è anche una persona non etica.
      Non esistono più etiche, ne esiste una.
      Chi non la segue non può e non deve nascondersi la testa sotto la sabbia.
      Deve rispondere della sua non eticità al pari di una persona peccaminosa.
      Pertanto è consigliabile non giocare -al tiro alla fune con se stessi-, ma scavare a fondo per venirne a capo.
      Chi uccide un feto compie un atto gravissimo, a parità di altre azione negative come: omicidio, violenza e oltraggio nei confronti della persona.
      Un atto che non può essere sottaciuto, grida vendetta!!!
      Chi sostiene ciò è complice al 100%! Si rende partecipe moralmente…

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    • Piero ha detto in risposta a Giulia

      io che sostengo la 194 (…) sono, dal punto di vista categoriale, accostabile a gente come Breivik (assassino e per davvero, e vigliacco pure, e disgustosamente fiero di quanto fatto)?

      No. Siete UGUALI.
      Ambedue ammazzate delle persone INDIFESE.
      E SIETE ORGOGLIOSI DI AVERLO FATTO.

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    • Leon ha detto in risposta a Giulia

      Nemmeno i feti hanno una lettera scarlata addosso.

      “Se bastasse essere “anti-aborto””,come può uno contare senza fare 1+1+1..e dunque che pretesa ha di contare fino a 100 senza fare 1+1?

      Non devono dimostrla la loro generosità,me ne frego delle maschere pirandelliane,che la dimostrino ai loro figli piuttosto che mostrasi buone per essere elogiate.

      Che rettorica inaudita che usi.

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  10. Giulia ha detto

    Sarò anche “complice moralmente” ma non infrango alcuna legge, non do dolore ad alcuno (e credimi, ben altre sono le azioni che danno dolore a tanti e ti auguro di cuore di non esserne mai testimone) e, in definitiva, ciò riguarda solo la mia coscienza…. Non sono un’omicida né una complice.
    Non debbo aderire a modelli pre-formati di coscienza, per fortuna – allo Stato etico non ci siamo ancora arrivati.
    Si può credere che chi è a favore dell’aborto sia sic et simpliciter “assassino”, cattivo, immorale, “vascello d’iniquità e sentina di vizio” ma la realtà è ben diversa. La realtà quotidiana, quella della vita che – lo ripeto – è ben complicata e non offre facili distinzioni tra bianco e nero, tra buono e cattivo. Chi è a favore dell’aborto non è una sorta di omicida seriale che va in giro a sventrare donne incinte, mutilare malati e non so che altro, non è un immorale o un vizioso, non è altro che una persona che prende una determinata posizione su d’un tema etico. Se ciò basta a renderla “cattiva” se non afflitta da una sorta di perversione della mente o dell’animo, beh posso dire che mi cascano le braccia e non una ma cento volte?
    Dev’essere bello possedere criteri tanto sicuri in base ai quali giudicare la caratura morale delle persone. Io ne sono sprovvista e confesso di non esserne attirata. E rivendico la mia libertà di pensarla così. Non oso dire che chi la pensa diversamente da me sbaglia o pecca e non m’importa se questo viene detto di me. Vorrei leggere su Breivik, su Riina e Provenzano, aull’attentatore di Denver, metà delle infuocate parole che qui e altrove leggonsi su chi è a favore dell’interruzione di gravidanza.

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    • Piero ha detto in risposta a Giulia

      non do dolore ad alcuno
      Gia’. Il dolore al bambino appena abortito non conta, vero?

      ciò riguarda solo la mia coscienza
      E la vita di un bambino. INNOCENTE.

      . Non sono un’omicida né una complice.

      lo dicono sempre in carcere…

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    • Piero ha detto in risposta a Giulia

      P.S.: hai fatto un corso di latino?
      😀

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    • G.T. ha detto in risposta a Giulia

      Ancora…
      Quello che ti è difficile comprendere è la realtà etica.
      Le giustificazioni vanno bene fino a un certo punto, inutile rincuorarsi, credendo di sistemare le cose e andare avanti… Mi capisci?
      Tu stai svincolando dal Problema. La questione morale.
      La bontà non si misura sulla quantità di azioni positive che si fanno. Ma sulla qualità delle medesime.
      Posso anche essere un criminale, ma sacrificarmi (pentendomi per quello che ho fatto) e salvare un innocente.
      Conta quello che c’è nel cuore, inutile girarci intorno.
      Però, tornando all’argomento, la negligenza è una cattiva bestia, attanaglia le coscienze e rende miopi le persone.
      Ora tu che sai cos’è l’aborto come puoi sottrarti dalle tue responsabilità di essere umano, mi chiedo…
      Questa è cattiveria, impurità e immaturità.
      Ripeto: la legge umana non ha alcun valore. Perché per sua stessa natura limitata.
      Quello che mi interessa (e ti dovrebbe interessare) è la Legge di Dio.

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    • Leon ha detto in risposta a Giulia

      Cosa significa laico?

      E allora visto che nè sei sprovvista,visto che dici che non sai cosa sia il vero e il falso,il bene e il male.Perchè parli pro aborto?Se non sai distinguire il vero dal falso,perchè non ci dici,se nazisti hanno fatto bene a sterminare gli ebrei?

      A già dimenticavo tu non sai distinguere il bene dal male,dunque saresti stata nel silenzio solo per cosa,perchè lo stato di aveva detto di farlo?

      O tu distingui il vero dal Falso,oppure non puoi nemmeno affermare che sarebbe giusto aiutare i bambini soldato in africa.

      Questa si chiama rettorica,perchè se una persona non saprebbe distinguere il vero dal falso,nemmeno potrebbe parlare per logica,che prevede V o F in wquello che afferma.

      Tu parli di libertà di nuovo.

      Cosa è la libertà?

      Non sai nemmeno dirmi cosa è ma pretendi di insegnarla.

      Tu non sai cosda è cattivo,ma dici che questo non è cattivo.Ma se non sai cosa è cattivi perchè affermi è o non è cattivo?

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      • Leon ha detto in risposta a Leon

        E sopratutto come fai a dire questo è o non è etico?

        Se non sai cosa è etico e non lo è,visto che dichiari di non sapere cio che è vero V o F,sia nella logica,che nella morale.

        O tu affermi no anche io do giudizi sul bene o sul male come la totalità delle persone di questo mondo,oppure sbagli indirizzo,perchè un pensiero si esprime se è morale o non lo è,Se è vero o se è falso,se è etico o non è etico.

        Altrimenti nessuno potrebbe parlare,non solo sull’aborto ma nemmeno intrattenere un dialogo con qualsiasi essere umano,di qualsiasi natura o specie.

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        • Leon ha detto in risposta a Leon

          E allora dimmi sei libera?

          Se non puoi affermare se sei libera o meno?Come fai a dire quando sei libera o meno?

          Ringrazia il Cielo,piuttosto perchè le anime innocenti gridano Giustizia davanti a Dio.

          E secondo te perchè?A prescindere di quello che dica qualsiasi confessione religiosa.

          Perchè Dio ama e solo Dio è il padrone della vita.Nemmeno la chiesa nè nessun uomo di questo mondo.

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    • Titti ha detto in risposta a Giulia

      Voler obbligare una donna a portare a termine una gravidanza indesiderata, si vorrebbe questo. Cos’è etico? La possibilità di decidere se portare avanti o meno una gravidanza, o obbligare a portare avanti una gravidanza? Perchè se manca quest’ultima volontà, cos’altro non è, se non una imposizione, una violenza. Quindi una violenza contro un’altra violenza, non se ne esce così semplicemente. E’ crudele chi non considera un feto un bambino a tutti gli effetti? E’ forse meno crudele considerare una donna una mera fattrice? Cosa proponete, di legare ad un letto per 9 mesi una donna che vuole abortire? La galera? Eppure si abortiva anche quando c’era la galera per chi abortiva e per chi procurava aborti clandestini, con tutto ciò che ne conseguiva, fino alla morte delle donne, ma qualcuno ha anche il coraggio di dire che, si meritavano quella morte, da “assassine”, forse bisognava valutare la paura di queste donne, disposte a tutto, a farsi “sfruculiare” da un ferro da maglia, perchè, era preferibile a portare avanti una gravidanza indesiderata. Vorrei sentire, Giulia, lo stesso sdegno per tutti quei regimi che considerano le donne come delle merci, per quelle donne che sono costrette a figliare da maschi che le considerano inferiori alle vacche che possiedono, che vengono uccise perchè non partoriscono l’agoniato figlio maschio, che sono “costrette” in India ad abortire le femmine, perchè rappresentano un debito, con la,solo sulla carta abolita, dote. Vorrei sentire le stesse parole per i compagni assenti, o che si volatilizzano se il figlio è affetto da handicap, che fanno pressione, dopo aver fatto i loro porci comodi, affinchè la donna si “sbarazzi” del frutto di un piacere ricercato con egoismo da questi ominicchi, da personaggi pronti a stuprare in nome di un senso malato del possesso che travalica legami e sentimenti e che pone la donna come uno sfogo del tutto dovuto.

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      • Piero ha detto in risposta a Titti

        Voler obbligare una donna a portare a termine una gravidanza indesiderata, si vorrebbe questo

        Perche’, dopo la 22-23esima settimana, cosa si fa?

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  11. Titti ha detto

    Dopo il termine che indichi, và dà sè che c’è il silenzio-assenso alla continuazione della gravidanza, perchè tranne alcuni episodi sporadici, la donna a quel punto è ben consapevole dello stato in cui si trova (sempre che sia in grado di decidere liberamente), poi la legge, parla chiaro. L’ultima scelta può essere l’abbandono del nascituro, abbandono previsto per legge. Comunque è fazioso pormi un quesito del genere, da parte di chi, considera l’ovulo appena fecondato alla stregua di un bambino in carne ed ossa, anzi, visto l’accanimento contro i metodi anticoncezionali meccanici o chimici, mi fà sospettare che vengano considerati potenziali bambini anche gli ovuli espulsi o lo sperma espulso…

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    • Piero ha detto in risposta a Titti

      Dopo il termine che indichi, và dà sè che c’è il silenzio-assenso alla continuazione della gravidanza

      Ridicolo. E perche’ questo termine non dovebbe essere alla 18esima, alle 14esima, alla 10esima, ecc ecc settimana?

      Comunque è fazioso pormi un quesito del genere, da parte di chi, considera l’ovulo appena fecondato alla stregua di un bambino in carne ed ossa, anzi, visto l’accanimento contro i metodi anticoncezionali meccanici o chimici, mi fà sospettare che vengano considerati potenziali bambini anche gli ovuli espulsi o lo sperma espulso…
      Senti chi farla di faziosita’.
      Doppiamente ridicola poi l’ultima affermazione.
      L’ovulo e lo spermatozoo hanno solamente meta’ corredo cromosomico.
      Questo non te l’ha detto il tuo mito laicista preferito sul tuo blog laicista preferito?

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