Rimini, un altro flop del testamento biologico: sette adesioni in due anni

Le battaglie dei radicali non interessano a nessuno, altrimenti il partito di Pannella non sarebbe costantemente sotto lo 0,5% delle preferenze. Sono puramente guerre ideologiche, sfide laiciste per soddisfazioni personali ma che portano soltanto a costi in più e ad un nulla di fatto in quelle rare occasioni in cui vengono vinte.

Lo dimostra la desolazione dei registri per le unioni civili istituiti in diversi comuni italiani, che servirebbe invece a simboleggiare pubblicamente il desiderio della popolazione di una legge nazionale. Lo dimostra anche il deserto di adesioni per i registri del testamento biologico che alcune città hanno istituito dopo infinite battaglie e spaccature tra gli stessi partiti politici.

Qualche esempio di cui abbiamo già parlato: a Genova (oltre 600 mila abitanti) 170 testamenti in tre anni, a Cagliari e provincia (oltre 560 mila abitanti) 50 aderenti «motivati e preparati», a Roma (oltre 2 milioni e mezzo di abitanti) soltanto 900 le adesioni da aprile 2009.

L’ultimo caso emerso è quello di Rimini, dove compaiono ben sette adesioni in due anni per una popolazione di 143mila abitanti (sei nel 2010, una nel 2011 e nessuna nel 2012). La cosa più curiosa è che i promotori del registro comunale, radicali e associazioni di ateismo fondamentalista, avevano raccolto ben 700 firme, affermando esaltati che si trattava di «un’esigenza nazionale»!

C’è chi cercherà di giustificare questi incredibili flop sostenendo che questi registri, come quelli sulle unioni civili, sono privi di efficacia giuridica in mancanza di una legge nazionale e hanno meramente uno scopo simbolico. Sarebbe allora interessante replicare loro domandando il motivo di tutta la fatica per la loro creazione, avvenuto quasi sempre dopo lunghe e furiose battaglie con grande spreco di risorse umane e finanziarie. Bisognerebbe anche ricordare loro che, se lo scopo è soltanto simbolico, il fatto che essi siano ancora privi di adesioni dopo anni dalla loro istituzione simboleggia proprio l’opposto di quello che secondo i loro promotori avrebbero dovuto dimostrare.

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35 commenti a Rimini, un altro flop del testamento biologico: sette adesioni in due anni

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  1. Azaria ha detto

    Quello che mi chiedo poi e` se tutti questi testamenti biologici siano perche` la spina sia staccata…
    Io avrei la tentazione di fare un testamento biologico per rinforzare la mia convinzione all’attaccamento alla vita fino al suo termine naturale.
    Giusto per evitare che in mancanza di tale documento qualche boia con il camice bianco (magari venuto dall’Olanda) usi la sua pseudo-pieta` per togliermi di mezzo risparmiando sul suo badget ospedaliero.

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    • Antonio ha detto in risposta a Azaria

      Non è affatto una cattiva idea, così forse capiscono dove convergono le esigenze nazionali.

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  2. Daniele ha detto

    A proposito di bioetica:
    vorrei sapere, visto che i giornali non lo specificano, se le cellule staminali con cui viene curata Celeste, bimba di due anni affetta da atrofia muscolare spinale (qui la notizia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/08/22/-Celeste-prosegua-cure-le-staminali-_7366083.html), sono adulte o embrionali.
    Se si tratta di c. s. adulte, non vi è alcun sacrificio umano nell’usarle e quindi è un diritto della bambina beneficiarne ed un dovere dei medici continuare ad usarle nella terapia.
    Ma se si tratta di c. s. embrionali, le cose sarebbero molto diverse: si sacrificherebbe un essere umano (anche se embrione, è pur sempre un essere umano) per curarne un altro. Certo mi dispiacerebbe per la sorte della povera Celeste, ma non si può accettare il fatto che, per salvare una persona, i medici decidono (poiché l’embrione non è capace di esprimere il proprio consenso) di sacrificarne un’altra.

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    • Alessandra ha detto in risposta a Daniele

      Le staminali in questione sono adulte, prelevate dal midollo osseo della madre..

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      • Daniele ha detto in risposta a Alessandra

        Meglio così…

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        • Alessandra ha detto in risposta a Daniele

          In pratica la cura era stata sospesa perchè il laboratorio che trattava il midollo della madre erra entrato a far parte di una rete che era finita sotto indagine da parte della magistratura. Quindi avevano bloccato il laboratorio e non la cura in quanto tale.

          Cmq sia le ultime notizie sono che il blocco è stato revocato e la bimba potrà continuare a curarsi.

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  3. Daniele ha detto

    I Radicali (e i partiti politici a loro affini) non sono affatto democratici: infatti pretendono di paralizzare il Paese intero su discussioni su temi quali test. biologico, unioni civili, ecc…, temi che, se va bene, interessano, come nel caso di Rimini, allo 0,005 % della popolazione.

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    • Andrea ha detto in risposta a Daniele

      A me purtroppo pare che un po’ tutto il dibattio politico ruoti intorno a ciò…

      Per il resto Beni Artistici abbandonati a loro stessi e laissez faire economico-finanziario 🙁 🙁 .

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  4. Andrea ha detto

    Secondo me questa è gente che ha paura di finire su una sedia a rotelle ed allora le sue paura le estroietta su chi invece non avrebbe problemi a far la sua Vita anche se non fosse al 100%. Ma a quanto pare non sono molti in realtà a volere l’iniezione…

    Anche la Englaro secondo voi se avessero veramente detto come stava la gente avrebbe voluto staccarle la spina? Praticamente hanno passato il tempo a dire che stavano accanendosi terapeuticamente su una ragazza incapace di deglutire e respirare automaticamente ed il cui cuore batteva per induzione. Tutte falsità! Ed il brutto è che hanno pure pensato bene al “due in uno”, per evitare l’accanimento terapeutico hanno invocato l’eutanasia.

    Il grimaldello radicale è l’inganno! Scommettiamo che se avessero detto subito che la Englaro era cosciente e respirava autonomamente ora di eutanasia non parlerebbe nessuno?

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    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

      Dimenticavo: io conosco persone anziane afflite da problemi fisici gravi per i quali si trovano costrette sulla sedia a rotelle. Eppure le incontro ogni sera a portare a spasso il cane con l’aiuto della badante o di un figlio, e la loro condizione la accettano anche bene. Se poi Pannella & co. hanno paura di finirci non impongano anche agli altri l’iniezione.

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      • Paolo ha detto in risposta a Andrea

        Ecco bravo, facciamo che nessuno impone qualcosa a qualcuno.
        Quindi libero tu di decidere per te stesso e liberi gli altri di decidere diversamente.
        Mi fa poi rabbrividire il commento sulle staminali, povera bambina.

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        • Daniele ha detto in risposta a Paolo

          E allora tu saresti d’accordo col sacrificio di un essere umano (che tra l’altro non può nemmeno dire la sua) per salvarne un altro?
          Ti voglio fare presente che l’embrione è già un essere umano e non un “grumo di cellule”: questo non lo dice la Chiesa, ma la biologia (come vedi Scienza e Fede non sono poi così distanti).
          Sulla tua affermazione “facciamo che nessuno impone qualcosa a qualcuno”, le cose, su più ampia scala, non filano così lisce: leggi quello che ho scritto più sotto circa i bambini Down.

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          • Azaria ha detto in risposta a Daniele

            Nell’utilizzo delle cellule staminali embrionali non e` una sola vita che si distrugge, ma piu` vite per poter ricavare il numero di celle “adatte” (a fare nulla poi, visto che le ricerche hanno dimostrato che le staminali embrionali sono un fallimento totale).

            Naturalmente Paolo per farsi il bello puo` sfruttare quello che si vede, per lui non e` importante la vita, ma potersi pavoneggiare di essere buono (pur essendo cio` palesemente falso). Cosa importa se per potersi pavoneggiare debba sacrificare varie vite umane?

            @Paolo per liberta` sull’eutanasia, intendi questo?
            http://www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=18
            Te ne porto due passi:
            Il figlio chiede ai medici di ‘accelerare il processo’, in modo che il funerale del padre potesse aver luogo prima della sua partenza per le ferie all’estero
            e anche
            La paziente si ribella: non voglio l’eutanasia, implora.

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            • paolo ha detto in risposta a Azaria

              Caro Azaria come al solito saltate di argomento all’altro.
              Nessun buonismo, solo l’orrore nel vedere che si vorrebbe condannare alla sofferenza una bambina solo per furore ideologico. Ripeto massima libertà nell’immolarvi ad inutili martiri ma senza la pretesa di imporlo ad altri.

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              • Azaria ha detto in risposta a paolo

                Non siamo passati di argomenti, la mia era un’unica risposta a due tuoi argomenti che hai messo nel tuo post, ma se hai difficolta` a distinguerli te li scrivo in maniera piu` semplice:

                Argomento 1:”facciamo che nessuno impone qualcosa a qualcuno” (frase proposta da te)
                Seguendo la tua ignava strada del “non imporre niente a nessuno” si va a finire come in Olanda (e puoi leggere l’articolo nel link).

                L’argomento due era sul tuo buonismo.
                Nessun buonismo? Per salvare una bambina (atto di per se nobile) non esiti ad uccidere altri bambini… ma la bambina che vuoi salvare si vede, quelli che vuoi uccidere no, c’e` solo la scienza (che ovviamente contrasti con il tuo oscurantismo) che ci garantisce che per procurarci le staminali embrionali bisogna uccidere vite umane reali.
                Ora, la bambina che si salva e` sotto gli occhi di tutti, quindi ti puoi fare il figo, quelli che per te andrebbero uccisi nessuno li vede, puoi continuare a farti figo davanti agli altri… Se veramente non fosse buonismo ma nobilta` d’animo penseresti anche alle vite che vuoi spezzare, avendo quantomeno cautela in certi commenti.
                Ma la buona fede e` ben lontana da gente come te, se bisogna uccidere gli innocenti indifesi per farsi figo che importa? Vero paolo?

                Sono pronto ad immolarmi, e` vero, per difendere la vita ogni innocente da un buonista come te.

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          • paolo ha detto in risposta a Daniele

            I tuoi esempi su persone affette dalla sindrome di down non sono pertinenti.
            Alla fine si torna sempre al solito punto, la pretesa di imporre la vostra visione ideologica e falsata a tutti facendola passare per “libertà”.
            Così come la pretesa di trovare conferme scientifiche alla vostre credenze.
            E poichè non ve ne sono allora bisogna inventarsele.

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            • Daniele Borri ha detto in risposta a paolo

              A proposito di libertà, scommetto che ti sei iscritto alla Consulta di Bioetica Laica promotrice dell’infaticidio. Vero?

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        • Norberto ha detto in risposta a Paolo

          Tesi ormai datata, ormai lo si usa come slogan, in quanto ogni legge porta con sé una modificazione sociale che incide su ogni abitante, favorevole o non favorevole alla tale legge. Ci si aspetta maggiore capacità argomentativa, grazie.

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          • Daniele ha detto in risposta a Norberto

            Concordo con Azaria e Norberto:
            anche in Olanda 40 anni fa dicevano “i malati che vorranno morire potrà farlo, mentre i malati che vogliono vivere saranno liberi di vivere”.
            Ma basta vedere dove sono arrivati per rendersi conto che la deriva “mortifera” è un piano inclinato o, se preferite, un vortice che rischia di inghiottire tutti: gente non malata ma che vuole che un’iniezione ponga fine alla propria vita, gente che vuole togliere di mezzo il proprio padre per potersene andare liberamente in ferie, gente che non vuole l’eutanasia e che, però, viene uccisa ugualmente (contro la propria volontà).
            E il bello è che in Olanda all’inizio avevano messo dei paletti abbastanza rigidi… paletti che però sono del tutto saltati. Ora in Olanda c’è il “far west della morte”.
            Non è difficile immaginare che in tutti quei Paesi in cui si è proceduto ad introdurre l’eutanasia (che si chiami così o test. biologico non importa) le cose possano prima o poi finire come sono finite in Olanda, dove la gente ha paura che se finisce in coma qualcuno “staccherà la spina” contro la loro volontà.

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            • Carmine ha detto in risposta a Daniele

              D’altra parte perché non legalizzare la guida senza cinture di sicurezza? In fondo, chi le vuole le mette e chi non le vuole non le mette. Giusto Paolo?

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              • Azaria ha detto in risposta a Carmine

                Giusta osservazione di Carmine… aggiungerei, se voglio guidare ubriaco fradicio, perche` devi vietarmelo? Chi sei per limitare cosi` la mia liberta`?

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                • Moon85 ha detto in risposta a Azaria

                  in questo caso però ti si potrebbe obiettare che sei un pericolo per altre persone.

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                  • Azaria ha detto in risposta a Moon85

                    Hai ragione Moon, potrei essere un pericolo per altre persone, con probabilità alta. Il libertinaggio di cui si sta parlando qui è un pericolo sicuro per TUTTI.

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                • Andrea ha detto in risposta a Azaria

                  Il problema è che Vasco Rossi l’ha detto davvero…

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          • paolo ha detto in risposta a Norberto

            prego Norberto. Magari anche un pò meno ideologia.

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            • Azaria ha detto in risposta a paolo

              paolo, quella che chiami ideologia si e` rivelato piu` e piu` volte nella storia come una raccolta previsioni terribilmente attendibili e puntualmente verificate.
              Il caso dell’Olanda ne e` un esempio (credo attualmente l’ultimo in ordine temporale).
              Ma se la realta` va in direzione opposta alla tue idee estremamente oscurantiste peggio per la realta`, vero?

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        • domenico ha detto in risposta a Paolo

          “Quindi libero tu di decidere per te stesso e liberi gli altri di decidere diversamente”
          Adesso Paolo ci spiega come Eluana Englaro è stata libera di scegliere.

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  5. Daniele ha detto

    Ho appena saputo che in alcuni Stati europei è in vendita un kit per sapere se il bimbo che una donna porta in grembo è affetto dalla sindrome di Down.
    Se questo sistema servisse a migliorare la qualità della vita delle persone Down, sarebbe una bella ed utile invenzione… ma il fatto è che, in Paesi come la Germania, il 90 % delle donne che scoprono durante la gravidanza di aspettare un figlio Down ricorre poi all’aborto.
    Il kit “dà risultati attendibili” dalla 12esima settimana di gestazione in poi (circa 3 mesi), mentre l’amniocentesi, tecnica utilizzata finora, è attendibile se effettuata dalla 16esima settimana in poi (circa 4 mesi), per cui almeno in Italia non farebbe aumentare il numero di aborti, visto che l’IVG è possibile entro e non oltre i 3 mesi dal concepimento.
    Tuttavia molte donne potrebbero avvalersi dell’art. 6 della Legge 194 “L’IVG è permessa anche dopo i primi novanta giorni (cioè 3 mesi) qualora siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”, cioè purtroppo codeste donne farebbero leva sul fatto che – a loro dire – “avere un figlio Down nuoce alla salute psichica della madre”.
    In una società, come quella occidentale in cui viviamo, in cui i disabili, i deboli, gli indifesi, ecc… sono visti come soggetti indesiderati, come degli ingombri, come delle palle al piede, si va sempre più nella direzione di garantire i diritti dei più forti, cioè di coloro che di diritti ne hanno già fin troppi, e di negare i diritti dei più deboli: infatti in quei contesti sociali in cui si va nella direzione pro-choice (aborto, eutanasia, ecc…) si osserva generalmente (lunga sarebbe la lista delle testimonianze) una parallela diminuzione dei servizi messi gratuitamente a disposizione dei disabili.
    Non vorrei che un domani i genitori di un bimbo Down si sentissero rispondere, dopo aver chiesto allo Stato gli aiuti, “che gli aiuti non vengono erogati, in quanto lo Stato come unico rimedio alla disabilità mette a disposizione l’aborto”, cioè che chi decide di portare a termine la gravidanza di un bimbo disabile lo può fare, ma contando solo sulle proprie forze e sui propri soldi.
    Molti genitori, anche poveri, sono sicuro che per amore della vita faranno tutto il possibile per far nascere e crescere comunque il loro figlio disabile…
    Però il fatto che lo Stato lasci sole famiglie del genere è un pessimo segnale, un segnale di un individualismo e nichilismo esasperati, il segnale cioè che la società si sta sfaldando dal di dentro, dal profondo…

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    • Daniele ha detto in risposta a Daniele

      A me pare che soltanto alla Chiesa stiano davvero a cuore le sorti di ogni uomo, a prescindere dal fatto che esso sia alto o basso, forte o debole, giovane o anziano, bello o brutto, buono o cattivo, normale o disabile…

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    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Daniele

      Per chi volesse saperne qualcosa in più vi rimando al sito dell’azienda che distribuisce il test: http://www.prenatest.ca/en/patient/prenatest.html

      Tanto per essere chiari si tratta di un test che, esattamente come i test precedentemente utilizzati, TriTest in primis, ma col vantaggio (per chi? non certo per il feto) di essere effettuato in anticipo rispetto agli altri test, determina una percentuale di rischio (e dunque non la certezza) che un feto sia affetto da Sindrome di Down o da qualche altra anomalia cromosomica tipo la trisomia 18.

      Come negli altri test di questo tipo, il risultato dell’analisi dei parametri (hCG, cioè la beta gonadotropina umana corionica libera, e PAPP-A, cioè la proteina A associata alla gravidanza) evidenziato tramite il prelievo di sangue (qui si tratta di alcune gocce) deve comunque essere letto alla luce e in associazione con i risultati di un’ecografia fetale effettuata da un medico esperto.

      Peraltro, trattandosi di un test di screening che determina un “rischio” basato su criteri statistici, così come per il TriTest, qualora il PrenaTest (così si chiama questo prodotto) dovesse dare come risultato un rischio alto si dovrebbe poi procedere all’analisi dei cromosomi fetali mediante esami più invasivi tipo il prelievo dei villi coriali o l’amniocentesi, esami che di per se stessi presentano un rischio di abortività ma anche di complicanze per la donna, intorno all’1%.

      E’ difficile pensare che questo tipo di test abbia altri obiettivi se non quello di dare alla donna la possibilità di scegliere di interrompere la gravidanza qualora il figlio sia sospettato essere affetto da una malattia cromosomica. Infatti al momento queste malattie cromosomiche non sono passibili di un trattamento prenatale, in utero, che le corregga.

      Ricordo, per inciso, che oggi le persone affette da Sindrome di Down hanno una vita difficile ma di gran lunga migliore e anche più lunga rispetto a quanto potevano sperare di avere trenta o quaranta anni fa. Si tratta di persone dolcissime e affettuosissime che chiedono e danno molto amore a chi se ne prende cura con altrettanto affetto e che sempre più spesso trovano il loro posto nella società. Non saprei dirvi i numeri esatti ma oggi è sempre più difficile trovare persone affette dalla trisomia del cromosoma 21 relegate in istituti per persone handicappati: oggi queste persone crescono nelle nostre scuole insieme a tutti gli altri bambini, imparano un mestiere, ancorchè magari semplice e ripetitivo, socializzano, fanno sport, vanno al cinema, suonano strumenti musicali. E tutto ciò grazie ai progressi della medicina ma soprattutto grazie al grande amore dei loro genitori, dei loro fratelli e sorelle, di tanti operatori specializzati e di una società che tutto sommato ha cominciato ad accettarle e che oggi le guarda con meno sospetto e più simpatia.

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    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Daniele

      Mi rendo conto che l’argomento sia un po’ fuori tema ma forse vale la pena aggiungere qualche ulteriore notizia su questo test che, come detto, è distribuito dalla Warnex col nome commerciale di PrenaTest ma che è prodotto dalla Sequenom con il nome, sottilmente e tragicamente ironico, di MaterniT21.

      Agli interessati consiglio di leggere qui: http://www.bioedge.org/index.php/bioethics/bioethics_article/9799

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  6. Pino ha detto

    adesso ci divertiremo con la Milano di Pisapia

    http://www.ilgiornale.it/news/milano/eutanasia-e-stanze-buco-firme-inguaiano-sinistra-831477.html

    chissà cosa dirà di queste divertenti iniziative il Card. Tettamanzi ed il suo clero cattocomunista che appoggiò l’elezione di Pisapia. Che posizione prenderanno i cattolici adulti presenti nella maggioranza arancione? Continueranno a far finta di nulla?

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