Aumentano malattie sessualmente trasmissibili, fallimento del condom

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che «milioni di persone sono affette da gonorrea e sono a rischio di rimanere a corto di opzioni di trattamento a meno che venga approvato un intervento urgente», questa è la frase con cui ha messo in guardia da un’espansione mondiale di un ceppo di gonorrea resistente ai farmaciI Paesi coinvolti sono sopratutto Australia, Francia Giappone, Norvegia, Svezia e Regno Unito, e «i dati disponibili mostrano solo la punta di un iceberg», secondo Manjula Lusti-Narasimhan, ricercatrice dell’OMS.  Dai dati pubblicati si è anche scoperto che esiste una ripresa generale nel mondo occidentale di malattie sessualmente trasmissibili (MST).  Riferendosi alle quattro più frequenti (sifilide, gonorrea, clamidia e trichomonas vaginalis), vengono diagnosticate quasi 450 milioni di nuovi casi all’anno.

Certamente a contribuire a questa ripresa è anche la diffusione nel mondo occidentale dei comportamenti omosessuali e bisessuali: nella comunità LGBT del Regno Unito, ad esempio, il numero di casi di gonorrea è cresciuto, rispetto all’anno passato, del 61%, mentre la clamidia e la sifilide sono aumentate del 48 e 25%, secondo l’Agenzia ingleseper la Protezione della Salute. Secondo uno studio del Department of Health and Mental Hygiene di New York, gli omosessuali hanno 140 volte più probabilità di avere una nuova diagnosi di HIV e sifilide rispetto agli uomini eterosessuali.  Un secondo studio ha inoltre suggerito che le persone con comportamento omosessuale o bisessuale sono un potenziale ponte di trasmissione del virus HIV verso la popolazione generale femminile.

Al di là del problema dell’omosessualità, questo continuo aumento di malattie sessualmente trasmissibile dimostra quanto sia insufficiente ed inadeguata la massiccia diffusione di preservativi, usata come unica risposta a queste problematiche. E’ evidente che non c’è un interesse (economico, sopratutto) ad offrire risposte differenti, e per questo è nato un polverone immenso quando Benedetto XVI ha detto la verità (riferendosi all’Africa, ma valido per tutti i Paesi): «non si può superare questo problema dell’Aids solo con soldi, pur necessari […], non si può superarlo con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema. La soluzione può essere solo duplice: la prima, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro; la seconda, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti».

Per questo un gruppo di epidemiologi e medici ha affiancato il Papa parlando di «visione realista» del problema, per questo il Dr Edward Green, direttore della Harvard HIV Prevention Research Project ha affermato: «quando il Papa ha detto che la risposta sta proprio nella fedeltà e nella monogamia, questo è esattamente quello che abbiamo trovato empiricamente». Gli studi suggeriscono che «con la promozione intensiva del preservativo, in realtà le persone aumentano il numero di partner sessuali», è l’effetto della “compensazione del rischio” che rende totalmente controproducente la distribuzione di preservativi. Le indagini mostrano anche che nei Paesi africani a maggioranza cattolica, vi sia anche un minor tasso di AIDS e non è un caso che l’Università di Harvard abbia premiato una suora, Miriam Duggan, per aver sconfitto l’AIDS in Uganda (senza condom).

La vera risposta all’AIDS al di fuori dell’Occidente è quella di permettere l’accesso gratuito alle cure, come più volte chiesto dal card. Tarcisio Bertone e dallo stesso Benedetto XVI. In Occidente, invece, occorre capire un concetto molto semplice: non è «possibile eliminare una malattia legata spesso ai comportamenti, senza cambiare i comportamenti stessi», come ha spiegato l’epidemiologo Carlo-Federico Perno direttore dell’Unità di Virologia Molecolare al Policlinico Universitario Tor Vergata. «Il problema non è l’AIDS», ha proseguito, «ma che l’AIDS è l’epifenomeno di un problema ben più ampio, legato primariamente ad una visione positivista e libertaria» della sessualità. Ecco dunque che ritornano le parole del Pontefice: «La soluzione» è «una umanizzazione della sessualità» e non tanto la distribuzione massiccia di palloncini in lattice.

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44 commenti a Aumentano malattie sessualmente trasmissibili, fallimento del condom

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  1. Azaria ha detto

    …e ancora una volta il Papa aveva ragione… questa frase mi sta venendo a noia a quante volte si realizza, ma a quanto pare chi dovrebbe imparare non lo fa.

    Ricordo lo scandalo quando il Papa parlò del preservativo in Africa, c’era chi era pronto a citarlo in giudizio per crimini contro l’umanità. Zapatero si affrettò ad inviare in Africa milioni di preservativi in risposta al Papa ed altri seguirono il suo esempio, perché ora questi criminali non sono presi di punta dagli attivisti a cui stanno a cuore i paesi africani? Mah!

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    • Larry SFX ha detto in risposta a Azaria

      la gente muore più di orecchioni, di morbillo, di dissenteria e soprattutto di fame e loro mandano giù pacchi di condom…

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  2. J.B. ha detto

    Su questa questione Yoweri Katuga Musevini dovrebbe diventare un esempio da seguire in campo politico.
    Come ha detto in una conferenza nel 2004 in America:
    “Ci dicono che tra noi e la distruzione del nostro continente c’è solamente un sottile strato di gomma…i preservativi non possono diventare il mezzo principale per fermare il corso dell’AIDS.”
    I profilattici dovrebbero essere usati “se non si è in grado di gestire la A e la B… come un’ultima risorsa.” (Wikipedia)
    Un pensiero che può essere condiviso pienamente.

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  3. Titti ha detto

    Stavolta sono pienamente d’accordo: in Africa è meglio si dedichino all’astinenza sessuale. I cui benefici saranno molteplici: malattie sessualmente trasmissibili debellate, la menomanza di nuove orde di disperati messi al mondo che per sopravvivere emigrano in un continente che, oramai, non riesce ad assorbire la loro manodopera.

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  4. Positrone76 ha detto

    Anche un discreto invio di televisori e pc portatili potrebbe aiutare allo scopo :- )

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  5. Lucio ha detto

    Cristo luce del mondo!

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  6. Larry SFX ha detto

    mi domando quanto sia grande il giro di affari attorno i preservativi e le malattie sessualmente trasmissibili…

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  7. domenico ha detto

    è molto interessante lo studio secondo cui gli omosessuali hanno 140 volte più probabilità di avere una nuova diagnosi di HIV e sifilide rispetto agli uomini eterosessuali.
    Analizzandolo meglio si scopre che ben il 63% di questi omosessuali dichiara di aver usato preservativi contro il 38% degli eterosessuali.
    cos’è? più si usa il preservativo e più si è rischio?

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  8. Carlo ha detto

    Il preservativo usato correttamente previene le malattie sessualmente trasmesse. Se poi non lo si usa o lo si usa in malo modo non è certo colpa del condom.

    L’uso di queste “protezioni” oltre ad evitare le malattie sessualmente trasmesse impedisce anche numerose gravidanze. E dato che il mondo oramai scoppia (siamo in 7 miliardi) è più che auspicabile

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    • Azaria ha detto in risposta a Carlo

      Carlo, seguendo un modello della realtà viziato da una estrema semplificazione il tuo concetto sarebbe perfetto.
      Il problema è che ci sono altri fattori che entrano in gioco quando si usano queste “protezioni” (usate in maniera perfetta) che fanno si che aumentino sia gravidanze indesiderate, sia aborti, sia il contagi di malattie.
      Il tuo modello non tiene conto di questi fattori, i dati empirici si, visto che non si basano su teorie o modelli ma sull’osservazione della realtà.

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      • Carlo ha detto in risposta a Azaria

        Ti ripeto quanto detto. Se il “mezzo” non viene usato correttamente non è certo colpa del “mezzo”

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        • Sophie ha detto in risposta a Carlo

          Il “mezzo” come il preservativo si può rompere perchè è un corpo estraneo a tutti gli effetti che ti fa fare uno pseudo sesso di cui a questo punto non ne comprendo il significato. La natura ci ha già dato una contraccettivo naturale: un solo spermatozoo su tantissimi feconda l’ovulo, quindi già non è facile di suo che una donna rimanga incinta, oltre ad esserci periodi fertili e periodo non fertili. E siamo già a due. Ovviamente spero che tu capisca che Dio non ha predisposto l’organo maschile e femminile con lo scopo di farlo diventare luogo di ritrovo per chiunque voglia passare un momento di svago, ma sono predisposti per l’amore della tua vita. Perchè Gesù non è per il passatempo ma per l’amore eterno…. Almeno lo sai che una suora è stata premiata dai dottori dell’università di Harvard per aver sconfitto l’AIDS in Uganda senza contraccettivi? Inoltre non credi che le popolazioni del Terzo Mondo necessitino di soldi più che di preservativi appositamente dati per fare arricchire le case farmaceutiche?

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        • Azaria ha detto in risposta a Carlo

          Ricordiamo il metodo scientifico di Galileo?
          1) Si osservazione dei fatti. (il preservativo sembra bloccare ogni contatto).
          2) Si formulano delle ipotesi. (il preservativo DOVREBBE bloccare le malattie e gravidanze indesiderate).
          3) Si fanno esperimenti (dati empirici) per verificare le teorie del punto 2. Ma qui, come ti ho detto, la teoria del punto due va a farfalle.

          Ora, secondo te il preservativo è uno strumento valido sotto la condizione che sia usato correttamente, quindi visto che all’aumentare dei preservativi aumentano gli “effetti collaterali” mi aspetto che più si usino i codom più si perdano capacità intellettive (e non è che serva una laurea per usare bene il cappuccetto di gomma).

          Purtroppo troppi oscurantisti saltano il punto tre, una volta che pensano ad una teoria dalle osservazioni del punto uno tale teoria DEVE essere vera, se gli eventi non riflettono la teoria sono gli eventi gli ignoranti che sbagliano, vero?

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          • Azaria ha detto in risposta a Azaria

            Ah! Ho volutamente trascurato l’eventualità di cui ha parlato Sohpie: l’eventuale rottura solo perché si basa su un possibile fallimento del mezzo, la mia esposizione è fatta sul corretto uso del mezzo e sulla perfetta riuscita dello stesso.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Carlo

      Se fosse vero quello che tu affermi, e che cioè determinate malattie vengono trasmesse sessualmente perché o non si usa il condom o non lo si sa usare, vorrebbe dire che gli omosessuali, i più infettati da dette malattie anche se usano i preservativi il doppio di quanto non lo usino gli eterosessuali, non sono nemmeno capaci di usare i profilattici: non ti sembra che la tua affermazione, mettendo in dubbio le loro capacità intellettive, sia omofoba?

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      • Roberto dara ha detto in risposta a lorenzo

        Non tutti gli omosessuali (così come non tutti gli eterosessuali) usano il condom. Quelli che lo usano sempre (e ai quali non accade che sfortunatamente si rompano, probabilità molto bassa) non si infettano. Quando verrà dimostrato il contrario, ne riparleremo.

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        • lorenzo ha detto in risposta a Roberto dara

          Ed intanto le malattie sessuali nei soggetti con comportamenti a rischio, nonostante il massiccio uso di preservativi, aumentano. Non ti bastano i dati di fatto?

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          • Roberto dara ha detto in risposta a lorenzo

            Evidentemente il massiccio uso non è uguale ad uso totale.

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            • lorenzo ha detto in risposta a Roberto dara

              Spero che la tua non sia altro che una battuta perché, come spiega l’articolo, ad un maggior uso di preservativi corrisponde una maggior diffusione di malattie sessuali: augurarsi quindi un maggior uso del condom equivale, in pratica, ad auspicare una maggior diffusione di malattie sessuali.
              Sei al corrente, tanto per dirne una, che il preservativo, in situazioni incognite o di azzardo, dovrebbe essere maneggiato con i guanti di gomma?
              Non ti è mai passato per l’anticamera del cervello che sia proprio la presunta sicurezza data dal profilattico nei rapporti a rischio ad essere la causa della diffusione delle infezioni sessualmente trasmissibili?

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              • Roberto dara ha detto in risposta a lorenzo

                Dalla lettura dell’articolo non emerge affatto quello che tu sostieni, e cioè che l’uso del preservativo aumenta il rischio. L’aumento del rischio, secondo le interpretazioni dell’articolo e degli studi presentati, deriva da una maggiore “rilassatezza” nei rapporti. Non si spiegherebbe altresì come mai gli omosessuali abbiano un rischio così maggiore rispetto agli eterosessuali, visto che i profilattici che usano (o che non usano) sono gli stessi. Gli omosessuali invece hanno, di solito, una maggiore promiscuità, che abbinata ad un uso non corretto e non totale dei profilattici ne aumenta il rischio.

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  9. Carlo ha detto

    Metodo scientifico di Galileo:

    1) Si osservano dei fatti. (il preservativo sembra bloccare ogni contatto).
    2) Si formulano delle ipotesi. (il preservativo DOVREBBE bloccare le malattie e gravidanze indesiderate).
    3) Si fanno esperimenti (dati empirici) per verificare le teorie del punto 2. Ma qui, come ti ho detto, la teoria del punto due va a farfalle.

    Va a farfalle perchè il preservativo semplicemente non lo usano o è usato male. Se hai un rapporto sessuale con una donna ed indossi un preservativo, col cavolo che rimane incinta. Se poi rimane incinta, fossi in te mi preoccuperei molto (a buoni intenditori poche parole!!!).

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    • Azaria ha detto in risposta a Carlo

      Anche con il preservativo le donne restano incinte, il preservativo non è per niente sicuro, ha una percentuale di successo che varia a seconda delle temperature ambientali. In particolare nelle zone africane lo puoi usare come cola-pasta, mentre nelle zone fredde diventa molto più “sicuro”, ma la percentuale di successo, anche qui (in cui ha qualche probabilità in più di rompersi) è lontana dal 100%.
      Questo nel caso sia usato perfettamente e non si rompa.

      Al microscopio elettronico sono state osservate sulla superficie dei preservativi “perfetti”, quelli che passano tutti i test, dei micro-fori (dovuti alla natura del materiale ed allo spessore particolarmente ridotto) che sono più grandi di uno spermatozoo, questo fa si che ci sia il passaggio di spermatozoo (anche se ridotti enormemente sia in numero che nella spinta che ricevono) ed in alcuni casi il numero è sufficiente a fecondare l’ovulo. Certo, il preservativo avrà ridotto la probabilità in quel rapporto che la donna resti incinta, ma l’uso dello stesso (e l’illusione che sia perfetto) fa in modo che ci siano più rapporti e che quindi sul lungo termine il rischio sia più alto (fenomeno di compensazione del rischio).

      Se poi consideri che:
      1) La proteina dell’HIV ha un diametro che è pari ad un trentesimo rispetto a quello di uno spermatozoo
      2) Il numero di particelle di virus necessarie ad infettare una persona è nettamente inferiore al numero di spermatozoo necessari per fecondare un ovulo
      puoi capire quanto ti sbagli!

      Qui l’articolo di uno scienziato che non è molto simpatizzante della Chiesa, ma si è dovuto mordere la lingua e dare ragione (toh! Tanto per cambiare!) al Papa!
      Articolo

      Per quanto riguarda la percentuale di sicurezza del preservativo non ho trovato molto in rete (anche vista l’ora, sono rientrato da poco, sono stanco e domani devo andare a lavorare) tranne questo che comunque non è una fonte ufficiale, ma vale la pena presentarla:
      Articolo
      Ti riporto una frase:

      la percentuale di insicurezza veniva valutata dal 13% (uso corretto) fino al 20% (considerando anche i casi di uso scorretto)

      Sveglia giovane SVEGLIA!!! Il tempo delle favolette è finito!!!

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      • Carlo ha detto in risposta a Azaria

        Anche ipotizzando che tu abbia ragione (ma è tutto da verificare scientificamente) basta “progettare” preservativi più sicuri che non lasciano “sfuggire” nulla.
        Credo che con le tecniche oggi disponibili sia una cosa più che realizzabile

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        • lorenzo ha detto in risposta a Carlo

          Mi vuoi scientificamente spiegare perché nell’ambiente omosessuale, dove come è ben noto si usano maggiormente i preseservativi, le malattie sessualmente trasmissibili sono in fortissimo aumento?

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          • Roberto dara ha detto in risposta a lorenzo

            Semplicemente perché non tutti lo usano o lo usano correttamente, considerando anche i casi di difettosità.

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            • domenico ha detto in risposta a Roberto dara

              “non lo usano correttamente”: stai dicendo che gli omosessuali sanno usare il preservativo meno degli eterosessuali? sono più incapaci degli eterosessuali? spiegati meglio.

              “non tutti lo usano”: stai dicendo che tutte le campagne fatte per invitare all’uso dei profilattici non sono servite a niente?

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              • Roberto dara ha detto in risposta a domenico

                Le campagne fatte hanno sicuramente avuto effetti perché se i profilattici fossero stati usati ancora meno le malattie sessuali si sarebbero diffuse molto di più. Evidentemente (e qualcuno ha citato dei dati) sono ancora tanti coloro che lo usano poco o non lo usano affatto. Sull’utilizzo corretto, il problema non è relativo agli omo o agli etero, il discorso è relativo alla maggiore promiscuità che in genere hanno gli omosessuali, e quindi la maggiore propensione al rischio che questa categoria corre, come dimostrano tutti i dati.

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        • Azaria ha detto in risposta a Carlo

          Tu hai troppa fede nella scienza, tipico di chi non la conosce. Guardati dal farne un’idolo, ne rimarresti deluso.
          Attualmente non credo esistono materiali che possono garantire tale protezione con uno spessore cosi` ridotto, certo ci puoi usare qualcosa come una protezione di tre millimetri di gomma, con le tecnologie di oggi sarebbe sicura, peccato che non sentiresti nulla e costerebbe il triplo.

          Comunque, restando con i piedi per terra, fino a prova contraria cio` che va dimostrato scientificamente (per via del principio di prudenza) e` che il preservativo sia sicuro, e ad oggi lo puoi dimostrare solo per via teorica visto che in atto pratico sei smentito tranquillamente senza tanti sforzi.

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          • domenico ha detto in risposta a Azaria

            basterebbe fare un sondaggio e chiedere a tutti quei medici ed espertoni che consigliano l’uso del preservativo garantendone la sicurezza se loro andrebbero mai con una prostituta o prostituto sapendo per certo che questi hanno l’aids o la sifilide. Quanto sicuri si sentirebbero con quel pezzo di lattice?

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            • Roberto dara ha detto in risposta a domenico

              I medici e gli “espertoni” non consiglieranno mai a nessuno di andare con le prostitute (o i prostituti, citazione pontificia), men che meno di andarci se hanno la certezza che questi hanno malattie! Non so con quali medici ed “espertoni” tu normalmente parli…

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    • Sophie ha detto in risposta a Piero

      Eh ma non è una famiglia omosessuale, non è alla moda… -.-

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      • Piero ha detto in risposta a Sophie

        Pensa se invece di 13 figli aveva 13 beagle… Avrebbero fatto appelli in TV, petizioni al sindaco, incatenamenti vari…
        Invece sono “solo” figli…

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        • Sophie ha detto in risposta a Piero

          A me fa piacere quest’attenzione per gli animali perchè a me piacciono da sempre, trovo però inquietanti le persone che hanno fatto dell’animalismo una religione. Amare gli animali è una cosa. Amarli perchè non sai amare gli uomini ne è un’altra, ed è inquietante il fatto che la maggior parte sta nella seconda categoria! San Francesco amava gli animali ma ancora prima amava gli uomini, è inutile che la gente ricaccia sempre lui per queste cose perchè non era un esaltato come lo sono molte persone adesso!

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    • domenico ha detto in risposta a Piero

      ma certa gente ha mai sentito dire che in Italia c’è il problema della denatalità e se non andiamo sotto zero è merito degli immigrati le cui gravidanze rappresentano ben il 18% del totale?

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      • Roberto dara ha detto in risposta a domenico

        Chi compie certi gesti (minacciare una famiglia perché numerosa!) probabilmente non sa leggere nemmeno il nome su un campanello, figuriamoci se sa cosa significhi “denatalità”…

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