La devozione degli “Azzurri”

Da pochi giorni si sono conclusi gli Europei di calcio 2012 con la partita finale Italia Vs Spagna, quest’ultima vincente dopo un massacrante 0-4. Chi scrive ritiene che buona parte della colpa di questa brutta figura vada all’allenatore Cesare Prandelli e al suo staff tecnico (terzo cambio troppo in anticipo, impostazione tattica sbagliata e pessima condizione atletica). Ma questo non toglie il merito al mister azzurro di aver portato un team di non altissimo valore tecnico in una finale di tale prestigio.

Molti si sono sorpresi in questo torneo calcistico della devozione di Cesare Prandelli, come se chi lavora nello sport debba avere valori e ideali differenti dal resto della popolazione. Diversi sono stati i pellegrinaggi notturni (come dopo il match con l’Irlanda, l’Inghilterra e la Germania) ad alcuni santuari polacchi, assieme al suo staff tecnico, non tanto per richieste particolari ma per affidare l’esperienza lavorativa e la sua vita. In realtà già nel febbraio 2011 aveva raccontato di sé: «Sono cresciuto in una famiglia di credenti, poi quando si arriva all’adolescenza molti fanno scelte diverse. Io invece ho continuato a credere e anche a praticare. Vivo la mia spiritualità andando a Messa, ma non solo». Nel 2008, dopo la scomparsa della moglie Emanuela per un cancro al seno, aveva affermato: «Ho chiesto aiuto a Dio. Siamo andati a Spello, da frate Elia. Lunghe, dolcissime chiacchierate. Sedute di preghiera. Emozionanti, commoventi. Manuela, io, i due ragazzi. Io ho la fede, l’abitudine alla preghiera. Lei era invece un po’ come San Tommaso, ma l’incontro con frate Elia è stato straordinario. L’ha cambiata. Credo che senza di lui la mia Manu sarebbe morta prima».

Il ritiro prima della competizione era iniziato con la benedizione di don Massimiliano, cappellano delle Fiorentina ed amico di Prandelli, il quale ha spiegato: «Era programmata la mia presenza qui a Coverciano ma poi ho pensato che con tanti guai era meglio lasciar perdere. I giocatori peò mi hanno detto “ti aspettiamo”. Credo che in questo momento si debba star vicini, in comunione».  Il “ti aspettiamo” forse potrebbero averlo detto Riccardo Montolivo e Alessandro Diamanti, molto legati a don Massimiliano. Ma anche Gianluigi Buffon, cattolico e fedele alla messa domenicale, che dopo gli Europei si è recato in pellegrinaggio al santuario mariano di Medjugorje (un paio di anni fa era stato invece in visita della Sacra Sindone, assieme ad alcuni compagni della Juventus). Oppure Emanuele Giaccherini, che prima di ogni partita riceve dalla moglie Diana un sms con scritto: «In braccio a Gesù». Forse anche Leonardo Bonucci, molto devoto di Santa Rosa, patrona di Viterbo

Da non dimenticare il vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini (ex stella rossonera), cattolico praticante, modello come giocatore e come uomo, un fratello sacerdote e nel gruppo dei pellegrini assieme al mister Prandelli. Cresciuto calcisticamente negli oratori milanesi, ha avvertito i genitori che «mettono troppa pressione ai propri ragazzi e che si creano aspettative elevate non appena si intravede un briciolo di talento. La tendenza è bypassare gli oratori e approdare al più presto alle scuole calcio. Cosa sbagliatissima, perché la vita d’oratorio ti consente di crescere dal punto di vista umano, con il senso del gruppo e con tanti piccoli particolari che rendono felice la vita di un adolescente.Pre me è stato così e pur essendo un calciatore ormai affermato non rimpiango nulla della mia infanzia».

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40 commenti a La devozione degli “Azzurri”

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  1. Vincenzo ha detto

    Che nell’ambiente del calcio ci siano dei credenti è statisticamente normale, come in tutti gli altri ambienti. Sono però da disapprovare tutte quelle manifestazioni esteriori di una fede forse viziata da superstizione, come quando il calciatore si fa il segno della croce prima di entrare in campo o dopo un goal, o come l’ex allenatore della nazionale Trapattoni che “irrigava” il terreno di giuoco nei pressi della “panchina” con acqua “benedetta”. Tutte queste manifestazioni indicano una concezione di un “Dio tappabuchi” nel senso indicato dal grande teologo luterano, martire del nazismo, Dietrich Bonhoeffer.

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    • Francesco Santoni ha detto in risposta a Vincenzo

      Sono solo in parte d’accordo. Spargere acqua santa sul campo prima della partita effettivamente pare pure a me superstizione. Ma il segno della croce no.

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    • Raffaele ha detto in risposta a Vincenzo

      Io quando vedo un calciatore ringraziare Dio dopo un gol lo trovo un momento bellissimo. La sensazione che mi da è molto positiva, ma è una mia impressione.

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      • Sophie ha detto in risposta a Raffaele

        Dio va ringraziato ogni giorno…

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        • Raffaele ha detto in risposta a Sophie

          E certo Sophie, ma ciò non toglie che lo si possa fare anche dopo ogni gol. Uno che fa così è Kakà (non cattolico), ad ogni gol indica il cielo e rivolge il ringraziamento a Dio, poi però nel privato prega anche tutti i giorni. Ti faccio anche il mio esempio, di modesto calciatore di terza categoria: 2 anni fa mi sono lussato una spalla, ho avuto serie complicazioni infiammatorie e dopo più di un anno (troppo per un infortunio così) sono riuscito a tornare a giocare. Per me è tanto e da allora ogni volta che finisco una partita incolume ringrazio Dio x avermene dato la possibilità con un segno di croce. Non ho tv a cui mostrare il gesto, lo faccio solo x ringraziamento, perché so che ad ogni partita potrei rilussarmi nuovamente. Detto questo, ciò non significa che quello è l’unico momento di ringraziamento, visto che nella mia giornata vado quasi tutti i giorni a messa, recito la liturgia delle ore e quando posso anche il Rosario. Capisci bene che se uno viene da me e mi dice che non gli piace quella mia manifestazione esteriore di fede io mi faccio una risata e me ne frego, son d’accordo con lui col fatto che la fede non deve essere esteriore, ma poi quello che faccio sono cavoli miei, che hanno giustificazione nel mio vissuto personale che solo io conosco, io il mio infortunio ce l’ho sempre in testa e questo chi è al di fuori non lo può capire. Ecco perché è sempre meglio non giudicare gli altri e se qualcuno fa un gesto può averne tutti i suoi personali validi motivi. Sull’acqua santa gettata come un portafortuna, bhé, su quello possiamo essere d’accordo.

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          • Sophie ha detto in risposta a Raffaele

            Sì sì ma io ho capito cosa volevi dire, tranqui. La mia era solo un’aggiunta se così vogliamo chiamarla, al tuo discorso! 😀
            La riconoscenza al Signore è una bella cosa in un mondo troppe volte ingrato dove è tutto dovuto e le persone sono molto “io sono bravo, io ho raggiunto il mio obiettivo, il merito è esclusivamente mio”. E’ bello che nel caso ad esempio di calciatori come Kakà, Le Grottaglie o MihaJlovic, ecc. ci sia quel momento di riconoscenza e di umiltà in cui si ricordano di abbassare la testa di fronte a Dio.

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      • Frappampina ha detto in risposta a Raffaele

        E il portiere chi ringrazia?

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  2. Raffaele ha detto

    Tra l’altro, la prima cosa che ha fatto Buffon dopo l’Europeo è andare a Medjugorje

    http://www.lanazione.it/massa_carrara/cronaca/2012/07/04/739029-buffon-visita-medjugorie.shtml

    Fa piacere sentire queste notizie

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  3. StefanoPediatra ha detto

    Grazie per aver riportato alcuni elementi relativi alla storia personale di Cesare Prandelli che non conoscevo ma che di fatto rappresentano una conferma della mia impressione che si tratti di una persona buona e credente.

    Devo dire che non ho mai avuto l’impressione che i pellegrinaggi di cui sentivo raccontare fossero gesti di superstizione. Ho sempre pensato che si trattasse più di ringraziamenti, semmai, che di richieste.

    Sarà capitato anche ad alcuni di voi (a me molte volte, immagino molte meno a Ugo e ad altri che la pensano come lui) che a seguito di fatti che ci rendono felici sentiamo il bisogno di ringraziare Dio e magari di farlo entrando in una Chiesa o raggiungendo a piedi un eremo. E non è forse ancora più bello quando questo nostro grazie è comunitario, cioè quando condividiamo gioia e desiderio di ringraziare il Signore insieme ad altri amici?

    Certo, sono d’accordo con Vincenzo quando dice di disapprovare gesti e atteggiamenti che talvolta appaiono più scaramentici che genuini atti di fede. Tuttavia forse dovremmo anche evitare di fare un processo alle intenzioni degli altri: non è detto che tutti coloro che fanno il segno della croce dopo un goal o quando entrano in campo lo facciano come gesto scaramentico. In fondo io trovo normalissimo ringraziare Dio per tutto ciuò che di bello mi accade o accade intorno a me ogni momento; e non solo per le cose belle e importanti ma anche per quelle belle e meno importanti, perchè la vita è fatta di cose importanti e cose meno importanti ma tutte sono un dono per cui ringraziare. 🙂

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  4. Hagen ha detto

    Prandelli sarà anche devoto, però la prefazione al libro di Cecchi Paone poteva risparmiarsela. Non giudico la sua fede, ma non so come si possa conciliare l’essere cattolico e la collaborazione con un individuo che non fa altro che insultare la Chiesa.

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    • Jack ha detto in risposta a Hagen

      Su questo è vero…bisogna anche dire che se si fosse rifiutato sarebbe partita la macchina del fango contro il nuovo omofobo da crocifiggere…

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      • Azaria ha detto in risposta a Jack

        Quante volte e quanti di noi nel nostro piccolo abbiamo affrontato questa macchina del fango?
        Il mio Signore si e` fatto crocifiggere per noi e noi non siamo capaci di rischiare neanche la nostra reputazione per Lui?

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    • Sophie ha detto in risposta a Hagen

      Bo io non capisco certi cattolici….

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a Hagen

      Mi sembrava strano che potesse mancare questo commento…

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      • gemini 2.0 ha detto in risposta a Roberto Dara

        Perché ti meravigli? Io non mi sono meravigliato leggendo Roberto Dara. .:-D

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a gemini 2.0

          Infatti non mi meraviglio, mi sarei meravigliato se non ci fosse stato il classico commento gretto e omofobo nei confronti di qualcuno, in questo caso dell’ottimo Prandelli.

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          • gemini 2.0 ha detto in risposta a Roberto Dara

            Omofobico perché forse è sconveniente Roberto Dara?
            Ha ragione Hagen, Prandelli scrivendo prefazioni per personaggi di certa levatura morale o cultura contribuisce alla loro fortuna.

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  5. rosario di fazio ha detto

    Sono positivamente sorpreso del contenuto di questo articolo, che mi fa ben sperare in una ripresa di quella fede cattolica che sembrerebbe oscurata in questi tempi di sempre più imperante secolarizzazione e relativismo.
    Ma non riesco a comprendere come conciliare quanto dichiarato dall’esimio Ct della nazionale Cesare Prandelli con quanto da lui stesso dichiarato circa l’omosessualità.

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    • Daphnos ha detto in risposta a rosario di fazio

      La fede cattolica ha molti modi per tenersi viva, e uno di questi è per l’appunto quello di formare gruppi di persone che condividono un’opinione non propriamente ortodossa. Penso che sia inutile cominciare a sbraitare contro certe persone e le loro opinioni, intimando loro di uscire dalla Chiesa… io stesso non sono d’accordo con molte delle loro affermazioni e comportamenti, però sono adulti e vaccinati.. sapranno prendersi le loro responsabilità al riguardo.

      Chiederò al Gabbricci (don Massimiliano) cosa ne pensa, la prossima volta che lo vedo.

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  6. Leo ha detto

    Sì, concordo pienamente con l’articolo. E’ stato bello anche vedere, nel corso dell’europeo, diversi giocatori (non solo italiani) farsi il segno della Croce al momento di entrare in campo. E’ una testimonianza cristiana di altissima valenza, fatta di fronte a milioni di persone, considerato l’audience televisivo di eventi di questo genere. E infatti, siamo arrivati in finale. Così è piaciuto al Signore. Amen. Con Amicizia!!

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    • Eaglet ha detto in risposta a Leo

      Magari fosse piaciuto al Signore che vincessimo la coppa 😀

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      • Francesco B. ha detto in risposta a Eaglet

        Fa te che il nostro prete prima della partita aveva chiesto la grazia per la vittoria. Si vede che c’erano più spagnoli a pregare 🙂

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      • Leo ha detto in risposta a Eaglet

        Sarà per un’altra volta … sempre a Dio piacendo!! Con Amicizia!!!

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    • Gabry ha detto in risposta a Leo

      Il segno della croce è un bel gesto se fatto con verità, è come dire una preghiera prima di iniziare a lavorare. Può essere anche una forma di superstizione, tutto sta alla coscienza del giocatore.

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  7. Dawnbreaker ha detto

    Ma frate Elia non è quel frate filo-New Age che riceve le stigmate e che vede gli alieni? Non è lo stesso che attacca la Chiesa disseminando menzogne sulle apparizioni mariane, sostenendo che la Chiesa nasconda segreti riguardo certi messaggi della Madonna?

    Spero sia un altro frate Elia a questo punto.

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  8. Dawnbreaker ha detto

    Pardon, errore mio, per quanto riguarda gli alieni avete ragione, è quell’altro.
    Ma questo Elia riceve comunque le stimmate…

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